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Troppi clienti

“Wolfe era alla scrivania, con un libro in mano, sprofondato nell’unica poltrona al mondo capace di contenerlo, costruita su suo disegno e sotto la sua supervisione. La lampada da lettura infissa nella parete sopra la sua spalla sinistra era l’unica accesa nella stanza. A quel modo, col riflesso che lo prendeva di scorcio, sembrava ancora più grosso. Come una montagna con dietro il sole nascente. Quando entrai e accesi la luce centrale per ridurlo a proporzioni più normali, parlò. Disse: – Mh…” . Il pachidermico investigatore è alle prese con ‘troppi clienti” dell’alta finanza, con una società minacciata da uno scandalo, con parecchie situazioni morali sulle quali stendere un velo pietoso e con un morto ammazzato. La vicenda è molto ingarbugliata, ma a sbrogliarla, oltre a Nero Wolfe, ci pensa Archie Goodwin, deciso a servire all’ispettore Kramer il colpevole su un vassoio d’argento e a salvare reputazione e onorari della ditta.

Troppe puttane! Troppo canottaggio! Da Balzac a Proust, consigli ai giovani scrittori dai maestri della letteratura francese

La letteratura come arte marziale nei consigli di sette grandi scrittori francesi: Balzac, Baudelaire, Flaubert, Gide, Maupassant, Proust e Zola. Suggerimenti, segreti svelati e lezioni esistenziali a beneficio di chi sogni di dare un giorno alle stampe il suo capolavoro. Dopo una vita di mondanità, Marcel Proust si ritirò in una camera insonorizzata per dedicarsi alla Recherche. Balzac trovava invece nel gran frastuono del mondo il contesto ideale per scrivere un romanzo dopo l’altro. Baudelaire faceva della misantropia una virtù, mentre Flaubert poteva ossessionarsi per giorni interi su una virgola da spostare. E tutti loro, con la generosità dei grandi, hanno messo i segreti della loro arte a disposizione di chi volesse farli propri: nelle lettere spedite ad apprendisti scrittori, in piccoli saggi, oppure disseminandoli come indizi nei loro stessi romanzi. Filippo D’Angelo ha raccolto il meglio di questo materiale, ha isolato i passi più utili e significativi, ma anche quelli più sorprendenti e scandalosi, regalandoci un prezioso manuale di scrittura e al tempo stesso il racconto appassionante di come gli autori di romanzi immortali inventarono se stessi.
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### Sinossi
La letteratura come arte marziale nei consigli di sette grandi scrittori francesi: Balzac, Baudelaire, Flaubert, Gide, Maupassant, Proust e Zola. Suggerimenti, segreti svelati e lezioni esistenziali a beneficio di chi sogni di dare un giorno alle stampe il suo capolavoro. Dopo una vita di mondanità, Marcel Proust si ritirò in una camera insonorizzata per dedicarsi alla Recherche. Balzac trovava invece nel gran frastuono del mondo il contesto ideale per scrivere un romanzo dopo l’altro. Baudelaire faceva della misantropia una virtù, mentre Flaubert poteva ossessionarsi per giorni interi su una virgola da spostare. E tutti loro, con la generosità dei grandi, hanno messo i segreti della loro arte a disposizione di chi volesse farli propri: nelle lettere spedite ad apprendisti scrittori, in piccoli saggi, oppure disseminandoli come indizi nei loro stessi romanzi. Filippo D’Angelo ha raccolto il meglio di questo materiale, ha isolato i passi più utili e significativi, ma anche quelli più sorprendenti e scandalosi, regalandoci un prezioso manuale di scrittura e al tempo stesso il racconto appassionante di come gli autori di romanzi immortali inventarono se stessi.

Tropico del cancro

Nell’incantata, effervescente Parigi degli anni trenta, precisamente nel 1934, viene pubblicato da un piccolo editore un libro intitolato “Tropico del Cancro”: sarà la miccia di uno scandalo morale e di un’insurrezione letteraria che attraverserà tutto il secolo. Negli ambienti più conservatori si parla di pornografia, nei caffè avanguardisti si inneggia alla rivoluzione: la verità è che “Tropico del Cancro” è uno dei grandi capolavori della letteratura novecentesca, un romanzo autobiografico insostituibile per la forza e la fluidità del suo linguaggio, la potenza del suo immaginario, la vivida resa degli ambienti e dei caratteri. È lo stesso Miller a parlarci di sé in prima persona, a raccontarci dei suoi amici, dei miseri eppure vibranti quartieri che attraversano e vivono. Di ubriachezza in ubriachezza, di donna in donna, di rissa in rissa, di illuminazione in illuminazione. Con una scrittura travolgente e fluviale, che trasfigura ogni evento delle piccole, eccezionali vite che sono le vite di tutti noi, facendole diventare un’epica nuova, l’epica dell’essere umani, un’epica che cantiamo tutti ritrovando in noi la sete di libertà di questo scrittore. Con contributi di Mario Praz.

Il Trono di Spade 3. Tempesta di Spade, Fiumi della Guerra, Il Portale delle Tenebre.

Dopo la morte di re Renly Baratheon gli avversari che si contendono il Trono di Spade sono ridotti a quattro. Il gioco di alleanze, inganni e tradimenti si fa sempre più spietato, sempre più labirintico, e l’ambizione dei contendenti non ha limite. Sui quattro re e sui paesaggi già devastati dalla guerra incombe la più terribile delle minacce: dall’estremo nord un’immane orda di barbari e giganti, mammut e metamorfi sta lentamente scendendo verso i Sette Regni. E con il “popolo libero” dei bruti, un pericolo ancora più spaventoso si avvicina: gli Estranei, guerrieri soprannaturali che non temono la morte. Perché alla morte già appartengono? Gli indeboliti, dilaniati guardiani della notte sanno che i loro giorni potrebbero essere contati. Spetterà a Jon Snow, il bastardo di Grande Inverno, ergersi per una disperata, eroica, ultima difesa. Forse, la guerra per il potere supremo è ancora tutta da giocare.

Il Trono di Spade 2. Il Regno dei Lupi, La Regina dei Draghi.

Nel cielo dei Sette Regni, travolti da una guerra devastatrice, compare una cometa dal sinistro colore di sangue. È l’ennesimo segno di immani catastrofi che si stanno preparando? L’estate dell’abbondanza sembra ormai definitivamente passata, e ben quattro condottieri si contendono ferocemente il Trono di Spade. Intanto al di là del mare caldo l’orgogliosa principessa in esilio Daenerys Targaryen è pronta a rischiare tutto per la corona che le appartiene di diritto. Solo per lei, forse, la cometa di sangue non è un presagio di tragedia ma l’araldo della riscossa¿ Mentre lo scontro continua, qualcuno tesse un’inesorabile tela di morte. All’estremo Nord, oltre la Barriera di ghiaccio, forze oscure vanno facendosi sempre più minacciose… In una terra di sinistra magia e violenza, ma anche di eroismo e passione, è ambientato il secondo volume della saga “Le cronache del ghiaccio e del Fuoco”, l’attesissimo seguito de Il Trono di Spade e Il Grande Inverno.

Il trono di Giada. Temeraire

Laurence ha a lungo solcato i cieli sul dorso di Temeraire nella guerra contro la Francia di Napoleone. Ma la Cina ha scoperto che il prezioso dono destinato all’impero francese é finito nelle mani sbagliate, ed è pronta a scendere in guerra se la creatura non sarà restituita ai legittimi proprietari. Laurence non vorrebbe collaborare: il legame col drago è ormai troppo forte, e l’idea di separarsi da lui gli è intollerabile; eppure è costretto ad accompagnarlo nel lungo viaggio verso l’Estremo Oriente, un viaggio denso di pericoli e insidie ben al di là di ogni immaginazione.
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Troilo e Cressida

“Se prendiamo l’Amleto come perno del corpus shakespeariano, Troilo viene dopo, e gli somiglia. È un testo difficile, problematico, sperimentale. Come nell’Amleto tutto è doppio, a cominciare dal suo protagonista principe e clown, tragico e comico, così nel Troilo tutto è bifronte, tutto si sdoppia. Dramma ‘dialettico’, o commedia ‘amara’, molto amara, addirittura dark, Troilo e Cressida si incentra sulla demoralizzazione degli eroi, sulla disintegrazione dei valori. Domina un sentimento di corruzione, di marciume – altro che in Danimarca! Qui ci sono eroi arrivati a uno stadio di degenerazione quasi teppistica. Ci sono amanti, il cui amore si liquefa in una lubrica promiscuità. Le virtù positive della fedeltà e della devozione si putrefanno, i valori si degradano. […] In immediata apertura, del resto, il Prologo in armi avanza per dire agli spettatori che si mettano a proprio agio, e si dispongano all’inquietante verità che in guerra il male e il bene si confondono. L’etica è il primo danno collaterale della guerra, il primo valore a perdersi. Di seguito periscono l’amore, l’onore, la speranza. In guerra la forza travolge il diritto, il potere si confonde con il volere, il volere con l’appetito, e l’appetito, ‘lupo universale’, di tutto farà preda, fino a divorare se stesso.” Dall’introduzione di Nadia Fusini
Con testo originale
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### Sinossi
“Se prendiamo l’Amleto come perno del corpus shakespeariano, Troilo viene dopo, e gli somiglia. È un testo difficile, problematico, sperimentale. Come nell’Amleto tutto è doppio, a cominciare dal suo protagonista principe e clown, tragico e comico, così nel Troilo tutto è bifronte, tutto si sdoppia. Dramma ‘dialettico’, o commedia ‘amara’, molto amara, addirittura dark, Troilo e Cressida si incentra sulla demoralizzazione degli eroi, sulla disintegrazione dei valori. Domina un sentimento di corruzione, di marciume – altro che in Danimarca! Qui ci sono eroi arrivati a uno stadio di degenerazione quasi teppistica. Ci sono amanti, il cui amore si liquefa in una lubrica promiscuità. Le virtù positive della fedeltà e della devozione si putrefanno, i valori si degradano. […] In immediata apertura, del resto, il Prologo in armi avanza per dire agli spettatori che si mettano a proprio agio, e si dispongano all’inquietante verità che in guerra il male e il bene si confondono. L’etica è il primo danno collaterale della guerra, il primo valore a perdersi. Di seguito periscono l’amore, l’onore, la speranza. In guerra la forza travolge il diritto, il potere si confonde con il volere, il volere con l’appetito, e l’appetito, ‘lupo universale’, di tutto farà preda, fino a divorare se stesso.” Dall’introduzione di Nadia Fusini
Con testo originale 

Troia

In un grande racconto corale, la guerra che cambiò il corso della Storia Solone, il famoso statista ateniese del VI secolo, in visita in Egitto durante il suo primo, volontario esilio, si imbatte in una serie di documenti riguardanti la guerra di Troia, conclusasi ormai da seicento anni. Tutto farebbe supporre che la ben nota vicenda celebrata da Omero, con il suo corollario di dèi e di eroi, sia stata solo la trasposizione epica dei fatti realmente accaduti, innescati da motivazioni economiche e politiche ben più che dal famoso “”rapimento”” di Elena. In questa versione, venuta a cadere l’aura del mito, Achille, Odisseo, Menelao, Agamennone, Ettore, Enea e Paride appaiono segnati da tutte le loro debolezze umane e dalle loro vanità. Ma i veri protagonisti del romanzo sono i componenti di una variopinta comunità di mercanti che ha scelto come base un’isola deserta dell’Egeo; sono guidati dall’assiro Ninurta, dotato di fiuto nei commerci e di grande abilità diplomatica, e dalla bella e saggia Tashmetu, un tempo schiava, che diventerà la sua compagna. Accanto a loro, una folla di figure affascinanti: tra gli altri, il geniale inventore Tsanghar, la misteriosa Lamashtu e Djoser, il riflessivo egizio che si incarica di redigere per i posteri la narrazione degli eventi. Per trasmettere a Priamo un’ambasciata che potrebbe rivelarsi di importanza vitale, e per più concrete ragioni d’affari, Ninurta e i suoi compagni decidono di ancorare le proprie navi al largo di Troia, trovandosi coinvolti nell’assedio e nel conflitto che si concluderanno con la distruzione della città. Ma le loro avventure non finiscono qui: al ritorno nella loro Isola dei Mercanti li aspettano nuovi pericoli, dietro ai quali si cela la crudeltà del Vecchio Scuro, temibile sacerdote dai poteri apparentemente soprannaturali. Questa poderosa materia narrativa, fatta di intrighi, tradimenti, massacri, fughe e tempestosi viaggi per mare, è intessuta da Haefs in un racconto ricco di tensione, acceso da un erotismo gioioso e modulato su una disincantata ironia. Sotto gli occhi del lettore il mondo della tarda età del bronzo acquista vita e corpo, e il conflitto fra achei e troiani si configura come lo scontro fra due civiltà: il raffinato Oriente in decadenza e la cultura occidentale ai suoi albori, razionalista e cinica.

Tristi tropici

“Ho cercato la mia strada molto a lungo. In etnologia sono un completo autodidatta. Una prima rivelazione l’ho avuta per ragioni inconfessabili: smania d’evasione, desiderio di viaggiare.” Queste parole di Claude Lévi-Strauss riassumono il senso di “Tristi Tropici”, resoconto delle spedizioni compiute dall’autore nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica. Quando Lévi-Strauss, nel 1934, arrivò a Sào Paulo per ricoprire la cattedra di sociologia all’università, il suo interesse per l’antropologia era ancora una passione non concretizzata. Una volta giunto in Brasile, la curiosità per le culture indigene e il desiderio di visitare un paese in gran parte inesplorato lo spinsero a organizzare una serie di ricerche “sul campo”. Entrò così in contatto con le tribù autoctone, potè conoscerne direttamente le usanze e la vita quotidiana. Di ritorno da quel lungo viaggio, Lévi-Strauss lasciò calare il silenzio su quell’esperienza: non una parola che ricordasse le difficoltà, i rischi che gli incontri con civiltà indigene gli avevano procurato. Quindici anni più tardi, decise di raccontare ciò che aveva visto e vissuto. E nel 1955 uscì questo saggio, che cambiò per sempre i destini dell’antropologia ma che è soprattutto un racconto vivo dove si intrecciano descrizioni degli uomini e della natura, aneddoti, considerazioni filosofiche e narrazione dell’avventura quotidiana del ricercatore.
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Tristano muore: una vita

Un’estate torrida in una vecchia casa in Toscana. Qui Tristano vive la sua lunga agonia: una cancrena gli divora la gamba, i dolori sono lancinanti e la malattia si estende a tutto il corpo. Lo assiste la vecchia Frau, la stessa che da bambino gli raccontava fiabe e poesie in tedesco, affinché imparasse la lingua. In uno stato allucinatorio, Tristano vecchio e incattivito, racconta di sé ad uno scrittore perché sia testimone della sua agonia e dei ricordi di una vita. Fantasmi di donne amate si sovrappongono nel delirio e poi la guerra, combattuta in Grecia, la scelta della libertà e della Resistenza. Alla fine della vita tutto appare uguale a se stesso, un incubo che tutto sovrasta e tutto circonda.

Tristan e Doralice. Un amore ribelle

Anno Domini 1076. Sopravvissuta alla strage della sua famiglia, Doralice di Lacus trova ospitalità a Canossa, dove la grancontessa Matilda la accoglie come una figlia. Quando l’orrore per l’assassinio dei suoi genitori sembra aver lasciato posto a una tranquilla quotidianità, i piani di conquista di Enrico IV sconvolgono il suo mondo. Tristan di Holstein, indomito guerriero forgiato da mille battaglie, ha un’ultima missione prima di riconquistare la libertà: deve colpire al cuore Matilda, strappandole quanto ha di più prezioso. La sua preda, che osserva con occhi da demonio, uno azzurro e freddo, l’altro ribollente d’oro fuso, è Doralice. Ma la prova dell’amore si rivelerà la più ardua da superare e lo spingerà a disobbedire al suo re, a sopportare torture e rinunce in nome di una felicità che potrebbe non esistere. Perché forse è proprio lui il responsabile di un crimine che non può essere perdonato…
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Triplice omicidio

Il lavoro del detective David Raker consiste nel seguire tracce nascoste, evanescenti. La sua specialità è vedere dove gli altri non vedono, scovare dove chiunque altro non avrebbe neanche cercato. Colm Healy era tra i migliori detective in circolazione, fino a quando un caso di omicidio irrisolto una donna uccisa insieme alle sue due figlie non gli ha sconvolto la vita. L’incapacità di reagire al fallimento delle indagini o anche solo di comprendere le motivazioni di un crimine tanto efferato ha distrutto la sua carriera, la sua famiglia, la sua vita.Riaprire il caso significa per Healy rimestare nell’incubo da cui non si è mai risvegliato, per Raker ingaggiare una sfida impari con un puzzle ossessivo i cui pezzi non vogliono combaciare. Nessuno dei due può però immaginare che, in fondo a quel tunnel di tragedia e oscurità, ad aspettarli al varco c’è un killer sfuggente, che ha seguito le loro mosse, e che è disposto a tutto pur di seppellire per sempre la verità. Un’indagine serrata, pericolosa, sullo sfondo di una storia intensa e lacerante. Un romanzo oscuro, complesso, viscerale, con un protagonista tra i più riusciti del panorama thriller mondiale.

(source: Bol.com)

Il trionfo del sole: Courteney e Ballantyne

Khartum, la città circondata dal deserto del Sudan alla confluenza del Nilo Bianco con il Nilo Azzurro: luogo strategico per gli europei in Africa, punto nevralgico per le tribù dei dervisci che, sotto il vessillo dell’Islam, sono decise a cacciare i bianchi da quelle terre. Nel 1884, Khartum è sotto assedio, difesa solo dalle sparute truppe del generale Gordon. Dal palazzo del console inglese si odono i tamburi di guerra dei nemici echeggiare sull’altra riva del grande fiume, dove sorge Omdurman, la città indigena sede dell’enigmatico profeta che guida la rivolta islamica, il potentissimo Mahdi. Il console Benbrook e le sue tre figlie – la bella Rebecca, diciassettenne, e le più piccole gemelle Amber e Saffron – guardano in faccia una sorte orribile, cui non potranno sfuggire a meno che la Gran Bretagna non mandi subito un contingente in soccorso. O che il fato stesso non abbia in serbo le più bizzarre sorprese… Quando Ryder Courteney torna a Khartum con il suo vapore carico di merci, certo non ha intenzione di organizzare una fuga dalla città. Né immagina di avere un ruolo nel destino delle fanciulle Benbrook il coraggioso capitano degli Ussari Penrod Ballantyne, giunto dal Cairo in missione segreta per recare messaggi urgenti al console, in attesa che la spedizione britannica affronti le forze del Mahdi in una serie di sanguinose battaglie in campo aperto. Eppure tutti e due, il mercante e il soldato, esperti conoscitori di quei luoghi, del clima e delle genti, sono sull’orlo di avventure ancora più intricate e pericolose, che coinvolgeranno loro e le bionde figlie del console in una serie di peripezie cui non sarà estraneo l’amore. Ormai lontanissimi dalla madrepatria, sentiranno il respiro del continente nero sulla pelle e si daranno completamente al mistero dell’Africa, dove la potenza della natura è tale che alla fine delle vicende umane, delle loro emozioni e tragedie, l’ultimo trionfo può soltanto essere quello dell’astro che dà la vita e la toglie, che regna laggiù come in nessun altro luogo al mondo: il trionfo del sole.ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU: WWW.WILBURSMITH.ITCURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA

Il trionfo dei nani

Il regno degli albi è caduto. Sulle sue ceneri, l’imperatore dei nani Boïindil ha dato ordine di piantare alberi sacri, affinché le radici sigillassero il male e proteggessero uomini, elfi e nani. E così è stato per lungo tempo, fino al giorno dell’arrivo di Sha’taï. Sembra una giovane umana, eppure è stata trovata in territorio elfico e parla la lingua degli albi. Non ha nessun potere magico, ma è riuscita a sopravvivere nella Terra dell’Aldilà, un luogo selvaggio e pericoloso, da cui nemmeno i nani più valorosi hanno fatto ritorno. Inoltre, da quando è ospite presso la corte della regina degli uomini, una profonda crepa si è aperta nel bosco sacro che difende la Terra Nascosta e orde di albi inferociti hanno seminato il panico, giungendo perfino ad attentare alla vita della regina. Possibile che quella ragazzina sia la causa di tutto? O forse è l’arma decisiva contro quell’oscura minaccia? Per la prima volta nella sua vita, Boïindil è divorato dai dubbi. Una sola cosa è certa: è giunto il momento di tornare a combattere…

Trilogia Provenzale

Questo breve racconto è il quarto episodio di una serie erotica M/M. Brad è uno straniero misterioso che noi possiamo conoscere solo attraverso gli occhi dei diversi uomini che incontra quando è in vacanza. Ogni volta ha storie brevi ma molto appassionate, e lascia i suoi amanti perplessi circa le sue motivazioni e suoi obiettivi. Brad rimane sempre un enigma per loro. E voi? Sarete in grado di decifrarlo? Questo racconto contiene scene di sesso esplicito e se ne sconsiglia la lettura ai minori di 18 anni.