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Giorno dei morti

Sono ormai passati undici mesi dalla morte della bella e imprudente Rosemary Barton, e il suo ricordo ancora domina su quanti l’hanno conosciuta. All’improvviso però una serie di lettere anonime fa balenare il sospetto che non si sia trattato di un suicidio, come avevano concluso gli inquirenti, ma di un assassinio. Ma chi poteva avere interesse a uccidere la donna? Un marito tradito, una sorella invidiosa, una rivale incattivita o un amante annoiato? O forse Rosemary aveva veramente deciso di togliersi la vita perché tormentata da un oscuro segreto? Ciò che appare subito chiaro è che nessuno di quanti erano con lei al ristorante Luxembourg, al momento della sua tragica fine, è chi dice di essere. La verità verrà alla luce solamente dopo un’allucinante e fatale ricostruzione del crimine.

Giorni memorabili

“Siamo questo adesso. Eravamo stanchi e sfruttati, vivevamo in stanze minuscole, mangiavamo dolci di nascosto, ma adesso siamo raggianti e pieni di gloria. Non siamo più qualcuno. Siamo parte di qualcosa di più grande e meraviglioso di quanto i vivi possano immaginare.”

I giorni di Perky Pat e altre storie

I giorni di Perky Pat e altre storie contiene otto racconti di Philip K. Dick scritti tra il 1953 e 1967. Alcuni dei racconti qui presenti confermano che l’immaginazione di Dick si muove liberamente tra fantascienza, fantastico, realismo, spesso introducendo scarti di genere improvvisi, come è in «Piccola città», dove il ritratto psicologico di un pover’uomo, che si è chiuso nel suo mondo privato fatto di modellini ferroviari, si trasforma di colpo nell’evocazione di un incantesimo sovrannaturale che ha il potere di modificare la realtà circostante. E in «La Cosa-Padre» il motivo delle tensioni familiari che rendono infelice il piccolo protagonista esplode nella visione da incubo di un simulacro paterno che assomiglia a un baccello umano de L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel. in «I giorni di Perky Pat» la gara tra Barbie Dolls oppone due ‘squadre’ di superstiti dell’America desolata dell’Apocalisse nucleare, ormai ridotti a relitti umani, Le tre stimmate di Palmer Eldritch.

I giorni della paura

Una volta iniziata la lettura di queste pagine non si riesce a smettere e si viene trascinati nel gorgo pauroso del confronto con il nemico, con ”l’altro da noi”. Questa esperienza è capitata a Daniele Mastrogiacomo, un inviato della Repubblica catturato dai talebani e trascinato attraverso l’Afghanistan, non in una prigione isolata ma per montagne, villaggi, campi di oppio, in un confronto-scontro continuo e tesissimo tra mentalità e stili di vita e concezioni del mondo lontani anni luce. La forza irresistibile di questo racconto è nella capacità di Mastrogiacomo di andare oltre l’esperienza dell’inviato o del sequestrato – che pure narra da giornalista di razza – per arrivare al nocciolo dell’esperienza umana della paura dell’altro. È l’esperienza del cuore di tenebra delle civiltà diverse, del mondo oscuro e violento che vediamo come nostro nemico, dell’attrazione che comunque esercita su di noi e del desiderio di capire. Daniele racconta come veramente sono andate le cose, attraverso una narrazione tersa che mozza il fiato e che ricostruisce le violenze e le percosse, i dialoghi con i giovani talebani sull’amore e sulla fede, addirittura le partite di calcetto tra una finta esecuzione e una vera, la fine dei suoi compagni di prigionia, la lotta per sopravvivere, le attese, i pianti, i cieli e i paesaggi stupendi dell’Afghanistan. “Un’autenticità rara, anzi rarissima, quasi irraggiungibile…” scrive Bernardo Valli nell’introduzione.

I giorni della gloria

Anche in questo romanzo capeggiano le indimenticabili figure di Caio Mario e Lucio Cornelio Silla. Intorno a loro l’autrice innalza e anima un’intera città, faro di civiltà e al tempo stesso ricettacolo di corruzione. Una Roma in espansione, qui magistralmente e fedelmente descritta, è lo sfondo di questa avvincente epopea di amore e infedeltà, di avvelenamenti e tradimenti.

I giorni dell’abbandono

Dopo aver conquistato Mario Martone, che ha tradotto in immagini il suo libro L’amore molesto, Elena Ferrante, scrittrice così schiva da suscitare dubbi sulla sua stessa identità, ha affidato al regista Roberto Faenza la trasposizione cinematografica del suo secondo romanzo, I giorni dell’abbandono; protagonisti del film in concorso a Venezia, Margherita Buy e Luca Zingaretti. In una Torino afosa e straniante, fatta di spazi geometrici nel quale è facile perdersi, una donna trentottenne vive in pieno la crisi per l’improvviso abbandono da parte del marito. E’ un viaggio attraverso un tunnel d’angoscia, che parte dallo sconcerto, dal dilagare del dolore, per precipitare nel buco nero di chi non si riconosce più una vera identità; fino a che non riscopre la propria tenacia, il proprio caparbio attaccamento alla vita.

I giorni del sangue e del fuoco

Una maga umana e una elfica, aiutante di un mercenario, sono la sola barriera tra Deverry e la potenza devastante di una dea impazzita, ma la chiave del loro successo è nelle mani di un drago e di un bambino. Al loro fianco si batte Rhodry Maelwaedd, il sovrano deposto che è diventato una “daga d’argento”: un mercenario schiavo della sua stessa violenza che molto spesso non riesce a controllare. Ma tutto sarà inutile se ogni pezzo del domino non andrà al suo posto, e questo significa che il destino di Deverry è appeso a un filo.

I giorni del potere

A Roma, durante gli ultimi anni della Repubblica, si respira un clima politico incerto e oscuro. Tra lotte sociali e guerre civili, alleanze e nuovi complotti, iniziano a brillare le figure dei due grandi generali Mario e Silla. Due uomini eccezionali, diversi per censo e personalità, ma accomunati da una divorante ambizione: conquistare il potere assoluto a Roma, mentre il mondo sta cedendo sotto i colpi delle sue legioni. Un romanzo entusiasmante su uno dei periodi più decisivi della storia romana, che riporta alla vita lo sfarzo, la dissolutezza, le virtù morali e le passioni politiche della Roma repubblicana.
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### Sinossi
A Roma, durante gli ultimi anni della Repubblica, si respira un clima politico incerto e oscuro. Tra lotte sociali e guerre civili, alleanze e nuovi complotti, iniziano a brillare le figure dei due grandi generali Mario e Silla. Due uomini eccezionali, diversi per censo e personalità, ma accomunati da una divorante ambizione: conquistare il potere assoluto a Roma, mentre il mondo sta cedendo sotto i colpi delle sue legioni. Un romanzo entusiasmante su uno dei periodi più decisivi della storia romana, che riporta alla vita lo sfarzo, la dissolutezza, le virtù morali e le passioni politiche della Roma repubblicana.

Giorni d’amore e inganno

Paula, aspirante scrittrice, Manuela, realizzata e sicura di sé , Victoria, docente di chimica e Susy giovane americana dal passato familiare traumatico. Quattro donne in un labirinto senza uscita. Tra riflessione e ironia Alicia Giménez-Bartlett non è mai scontata o prevedibile e riesce a trasformare un tema eternamente attuale in un racconto magistrale.

Giorgio Napolitano

A Napoli, al liceo Umberto I, durante la guerra, Giorgio Napolitano studia con Raffaele La Capria, Francesco Compagna, Antonio Ghirelli, Giuseppe Patroni Griffi, Francesco Rosi, Maurizio Barendson, Rosellina Balbi. A Padova, dove è sfollato con la famiglia, incontra illustri accademici come Manara Valgimigli e Concetto Marchesi. E questa la temperie culturale che spinge il giovane Napolitano a scegliere la lotta antifascista e ad avvicinarsi al Partito comunista, in cui farà la gavetta nelle sezioni locali prima di essere eletto alla Camera nel 1953. In questa accurata biografia, Paolo Franchi racconta la profonda vocazione politica che ha condotto Giorgio Napolitano a condividere e indirizzare il travaglio del suo partito, fino a diventare un esempio indiscusso di autorità morale e politica, anche nella crisi economica e istituzionale che stiamo attraversando.

Un gioco di luce

Siamo a San Francisco. Maddy Yamada, la vecchia maestra di fotografia di Kay Farrow, muore investita da una motocicletta pirata. Non è un incidente: Kay, aiutata dall’amico giornalista Joel Gluckman e dal suo amante indiano Sasha, decide di indagare. Ben presto si scopre che l’omicidio è legato al traffico clandestini di immigrati, controllato dalla mafia cinese. I consigli di una donna di origine messicana e di Rusty, un poliziotto ex collega del padre le permettono di procedere nell’indagine.

Gioco di inganni

Roe e suo marito Martin, ricevono una sorpresa quando Regina, la nipote di Martin, si presenta a casa loro con un bambino, senza che nessuno sapesse che lei era incinta. Parecchie ore più tardi, di ritorno da una cena, Roe e Martin scoprono che il marito di Regina, Craig, è stato assassinato nel loro cortile e che Regina è scomparsa dopo aver nascosto il piccolo Hayden sotto il letto.
Roe, che non può avere figli, si ritrova a doversi prendere cura del piccolo mentre lei e Martin cercano di ritrovare Regina, dopo aver scoperto una grossa somma di denaro nascosta nella borsa dei pannolini del bambino. Insieme a loro c’é Rory Brown, un amico di Craig e di Regina che mostra un interesse sospetto nei confronti del bambino. La storia ha un ritmo incalzante, ed è popolata di personaggi tragicamente frustrati. Roe, che capisce fino a che punto alcune persone potrebbero spingersi pur di avere un bambino, è inorridita da ciò che scopre.Fino a che punto la gente è disposta a spingersi per ottenere quello che vuole?

Il gioco delle tre carte

Dopo il fortunato esordio de ‘La briscola in cinque’, ritorna la squadra investigativa del BarLume di Pineta. Nel corso di un congresso, si trova ucciso un vecchio professore giapponese. La chiave pare sia in un computer che non contiene niente di significativo. Una indagine corale condotta con maestria e allegria.

Il gioco della vita

Per Michael e i suoi amici è il momento della resa dei conti all’interno del VirtNet. Il gioco a cui stava giocando è oramai diventato più reale di qualsiasi realtà. Solo poche settimane prima, percorrere il Sentiero ha significato per loro vivere un’esperienza virtuale, indotta, per alcuni aspetti addirittura divertente. Il VirtNet, con la sua combinazione di tecnologia avveniristica e sofisticati programmi di gaming, li ha però avviluppati in un’oppressiva e ineludibile riproduzione del reale, e ora Michael sa che è la sua stessa vita a essere a rischio: il VirtNet si è manifestato come il mondo delle estreme conseguenze, e il gioco sta per finire. Kaine e i Tangenti, i programmi di intelligenza artificiale che professano la Dottrina della Mortalità, il piano visionario che ne guida le azioni, stanno per realizzare il loro disegno. Se ciò dovesse succedere, il mondo cadrebbe sotto una spietata ciberdominazione. Solo Michael è in grado di scongiurare questo pericolo, ma a patto di conoscere veramente gli scopi di chi gli sta attorno.
Il terzo e ultimo capitolo di una trilogia indimenticabile, che getta una luce torva e allo stesso tempo rivelatrice sull’ingerenza del digitale nelle nostre esistenze.

Il gioco della vita (e come giocarlo)

Questo è un libro meraviglioso. Ricchissimo di esempi pratici e di testimonianze vere, ti fa comprendere con semplicità e delicatezza come funziona il linguaggio della mente e come utilizzarlo per ottenere salute, felicità e piena realizzazione di sé. L’autrice, coniugando la propria straordinaria esperienza e competenza con la magica semplicità delle sue parole, ci spiega come vivere al meglio e partecipare con consapevolezza e felicità al Gioco della Vita. La vita è il gioco tra noi e la legge universale che tutto regola: l’Amore. Ciascuno di noi è unico e ha un posto ben definito nel mondo, ed esiste una sola regola nel gioco: amarsi reciprocamente. La felicità può essere raggiunta solo abbandonando le credenze errate che nascono dalla paura: solo in questo modo ogni attimo della vità potrà essere vissuto con gioia, ricchezza, felicità, gratitudine e perfetta realizzazione di sé. “È importante ribadire che ogni malattia e infelicità provengono da una violazione della legge dellamore. Vi do un nuovo comandamento: amatevi l’un laltro. Amore e benevolenza sono il segreto del Gioco della Vita. “Il vero amore è disinteressato e libero dalla paura. Esso si riversa sull’oggetto d’amore senza chiedere niente indietro. L’Amore è Dio in manifestazione, ed è la più potente forza magnetica dell’universo. Il puro, disinteressato amore attira a sé ciò che gli è proprio.” “Ogni evento nella nostra vita, ogni persona che incontriamo, sono un messaggio divino per noi. Non odiamo, malediciamo o condanniamo il messaggero, benediciamolo e ringraziamolo. E ogni bene verrà a noi.” (L’autrice) L’autrice Florence Scovel Shinn nacque nel 1871 nel New Jersey, in gioventù si trasferì a Philadelphia per studiare all’accademia di belle arti dove conobbe il marito, l’artista Everett Shinn. Florence Scovel Shinn è tra gli esponenti più importanti della corrente del Nuovo Pensiero e le sue opere, in particolare “Il Gioco della Vita”, hanno influenzato il pensiero di illustri studiosi. Louise Hay, la famosa autrice di testi sul pensiero positivo, ha più volte citato l’opera di Florence Scovel Shinn come punto di partenza del proprio pensiero.
(source: Bol.com)