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Finché non sei arrivato tu…

Chi di voi non ha sognato di imbattersi, ad anni di distanza, nell’uomo che le ha spezzato il cuore scagli la prima pietra. Magari in una serata in cui siete in forma smagliante, al braccio del vostro fidanzato bellissimo, stupendo e super innamorato che non riesce a tenere le mani a posto nemmeno in pubblico. Non riesce a non accarezzarvi, a non posarvi un bacio sul collo o a mascherare la propria felicità. E a un tratto… no, non può essere lui, l’uomo che ha trattato il vostro cuore come uno staccio, ci si è pulito i piedi e lo ha buttato in un bidone. Oh, ma gli anni non sono stati clementi, con lui, poverino…Peccato che a Posey Osterhagen non sia successo esattamente così. La divisa da cameriera del ristorante di famiglia, con quei nanetti ricamati e i collant verdi, non ha proprio l’effetto di esaltare la sua bellezza, quando Liam Decla Murphy fa il suo ingresso. Ancora bello e affascinante come un tempo, porta scritta in faccia la parola guai.

Finché non cala il buio: Il ciclo di Sookie Stackhouse 1

Primo titolo della saga creata dalla scrittrice Charlaine Harris, Finché non cala il buio è una romantica vampire story ambientata in un prossimo futuro in cui i vampiri non sono più gli inquietanti protagonisti dei nostri incubi peggiori, ma presenze in carne ed ossa, a volte oggetto di attrazione e desiderio. Dal romanzo di Charlaine Harris è tratta la serie televisiva True Blood, creata da Alan Ball (premio Oscar per la sceneggiatura di American Beauty e creatore di Six Feet Under) in prima visione assoluta in Italia dal 27 aprile su Fox. Grazie all’invenzione, da parte di uno scienziato giapponese, di un sangue sintetico, i vampiri si sono trasformati da mostri leggendari in semplici cittadini che amano andarsene in giro di notte. Gli esseri umani, dunque, non dovrebbero far più parte della loro “dieta”, ma non tutti si sentono completamente al sicuro. Capi religiosi e governanti di tutto il mondo hanno compiuto le loro scelte riguardo alla politica da adottare nei confronti dei vampiri scegliendo di concedere loro i diritti civili: ma nella cittadina di Bon Temps, in Louisiana, non è stata ancora presa una decisione definitiva. Qui, infatti, la serena convivenza viene messa in pericolo da una serie di efferati omicidi. Sookie Stackhouse, che fa la cameriera in un piccolo ristorante, sa bene cosa significa essere emarginati. Dotata del potere di leggere nel pensiero di chi le sta accanto, un dono che per lei rappresenta anche una maledizione, Sookie non nutre nessun dubbio: è favorevole all’integrazione dei vampiri. Tanto più da quando ha incontrato Bill Compton, un bellissimo “ragazzo” di cento settantatré anni, appena trasferitosi in città. Una serie di avvenimenti misteriosi metterà però a dura prova la sua benevolenza.

Finché amore non ci separi

IN ESCLUSIVA LE PRIME PAGINE DEL NUOVO ROMANZO Dall’autrice di Ti prego lasciati odiare Il caso editoriale degli ultimi anni Amalia Berger è un affermato avvocato newyorkese, nota nel foro come “la regina di ghiaccio”. I ricchissimi genitori però le riservano da sempre poche attenzioni. Ryan, di origini irlandesi, è il maggiore di quattro figli maschi e la sua caotica famiglia gestisce un tipico pub nel cuore della Grande Mela. I due si sono conosciuti alla scuola di legge di Yale, dove è nata la loro reciproca antipatia. Amalia è poi rimasta a New York, mentre Ryan ha fatto carriera a Chicago. Finché un giorno, l’offerta di un posto da vice procuratore lo riporta a New York. Il primo caso che si trova ad affrontare sembra davvero banale: l’arresto per guida in stato di ebbrezza di una ragazza dell’alta società. Ma quel che appare semplice, si può complicare inaspettatamente, se per esempio l’avvocato difensore della ragazza è proprio quella Amalia Berger, che Ryan non vede da almeno dieci anni… Lo scontro in aula degenera a tal punto che il giudice condanna entrambi a una pena esemplare, che li costringerà a trascorrere parecchio tempo insieme. E cosa può accadere se due persone che si detestano dal profondo del cuore sono costrette dalla legge a collaborare? Dall’autrice del bestseller Ti prego lasciati odiare Vincitore del Premio Bancarella Oltre 250.000 copie «La nuova eroina della chick lit.» Vanity Fair «Fa subito scintille!» Cosmopolitan «È la nostra Bridget Jones nazionale.» Grazia «Rosa, ma di qualità.» Gioia «Anna Premoli è capace di tuffare il genere del rosa nazionale in suggestioni internazionali e ben piantate nello spirito del nostro tempo.» la Repubblica «Anna Premoli è uno spot vivente del self-publishing: dal web al Premio Bancarella con il suo romanzo d’esordio.» Vanity Fair «Il romanzo di Anna Premoli (bestseller in ebook) conferma una certezza: mai sottovalutare l’odio professionale.» Corriere della Sera «Il primo vero caso italiano di self-publishing fortunato.» La Stampa «Di certo è già un caso. Il genere è luxury romance, tra finanza e castelli di famiglia.» PanoramaAnna PremoliNata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata in Economia dei mercati finanziari, presso la Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata. La matematica è sempre stata il suo forte, la scrittura invece è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013. Per mesi ai primi posti nella classifica dei libri più venduti, con i diritti opzionati dalla Colorado Film per la trasposizione cinematografica, ha vinto il Premio Bancarella e sarà inoltre tradotto presto in Francia. Anche il secondo romanzo, Come inciampare nel principe azzurro, è stato pubblicato dalla Newton Compton con grande successo.

La finale

Parigi, giugno 1938. La Nazionale italiana di calcio si appresta a sostenere le sfide finali del Campionato del Mondo: per conquistare l’ambitissima Coppa Rimet, dovrà battere i francesi, i brasiliani e infine gli ungheresi. Alla Gare de Lyon arrivano tutti i giorni treni carichi di tifosi. Su uno di questi convogli viaggia, sotto falso nome, anche il capitano Bruno Arcieri: reduce dall’inchiesta di “Nero di maggio”, è stato arruolato dal SIM per svolgere un banale incarico “in trasferta”. Ben presto, tuttavia, la missione di Arcieri si rivela di gran lunga più complessa di quanto preventivato. Mystery, spy story, romanzo storico, su piani diversi ma fusi tra loro.
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Il filosofo di via del bollo: Un’indagine del commissario Lucchesi

È cambiato Andrea Lucchesi. Ha sfiorato la morte e, se questa volta ha vinto lui, il prezzo che ha dovuto pagare è alto: adesso ha paura. Paura di ogni sigaretta che accende, di ogni bicchiere che si concede, ma soprattutto paura di essere, di restare solo. Forse è per questo che un giorno, uscendo dalla Questura milanese di piazza San Sepolcro, Lucchesi si accorge di quell’uomo, che, all’angolo di via del Bollo, dispensa saggezza ai passanti, a chi ha tempo per fermarsi ad ascoltare un vecchio, un filosofo. Lucchesi ha tempo, adesso, per ascoltare, per capire. Forse è per questo che, un giorno, Lucchesi si accorge che la collega Carolina Marchesi non è solo una poliziotta in gamba, ma è anche una splendida donna, e che lui, dopo tanta rabbia e dolore, può di nuovo concedersi di amare. Sì, è cambiato l’ispettore Lucchesi. Ma non è il solo. Se l’indagine su una serie di furti d’arte in cui si troverà coinvolto appena rientrato in azione è fin troppo vicina a quella risolta pochi mesi addietro, in realtà nulla è come prima. Le persone che ha incontrato allora sembrano divertirsi a sovvertire ogni aspettativa: la contessa Urbinati, il commissario Pepe, i collezionisti d’arte, la collega Marchesi… Nulla e nessuno è come sembra, per Andrea Lucchesi, che per risolvere questo caso dovrà esser disposto a svelare e accettare verità amare sulle persone all’apparenza a lui più vicine. Verità che cambieranno la sua vita per sempre.

La filosofia in quarantadue favole

Per illustrare i temi chiave sui quali la filosofia da sempre si interroga, Ermanno Bencivenga ha scelto un linguaggio insolito: quello delle favole. In questa nuova edizione il filosofo torna a raccontare di un mondo in cui il quattro vuole essere dispari, gli oggetti si ribellano, le scuole insegnano cose false; in cui due gemelli sono costretti a scambiarsi un’unica faccia e uomini con tre gambe non vedono la luna. E adesso vi incontriamo anche Alice che insegue quel che c’è da capire, e Tonino che vuole trovare una mappa… In questo mondo la magia è negli occhi di chi guarda, nella continua meraviglia di chi osserva le cose con l’innocenza di un bambino, di chi gioca a chiedersi “perché” sapendo che ogni risposta cela sempre in sé una nuova domanda. Perché è proprio dal senso di stupore, dall’incantamento con cui i bambini ascoltano le favole che nasce la riflessione filosofica.
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La filosofia del viaggio nel tempo

Per la prima volta in edizione italiana il vero pseudobiblium scritto dalla fantomatica Roberta Sparrow presente nel film Donnie Darko e usato realmente durante le riprese. Un breve ma chiarissimo testo necessario per comprendere pienamente la filosofia e il profondo significato del viaggio nel tempo e della pellicola stessa.
Se Donnie Darko vi ha affascinato e lasciato con parecchi dubbi o se siete semplicemente curiosi riguardo le implicazioni del viaggio nel tempo questo è decisamente il libro che fa per voi.
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### Sinossi
Per la prima volta in edizione italiana il vero pseudobiblium scritto dalla fantomatica Roberta Sparrow presente nel film Donnie Darko e usato realmente durante le riprese. Un breve ma chiarissimo testo necessario per comprendere pienamente la filosofia e il profondo significato del viaggio nel tempo e della pellicola stessa.
Se Donnie Darko vi ha affascinato e lasciato con parecchi dubbi o se siete semplicemente curiosi riguardo le implicazioni del viaggio nel tempo questo è decisamente il libro che fa per voi.

Il Filo Rosso

Da cinque anni Antonio Lavezzi non ha più una vita. Una tragedia orribile ha distrutto la sua famiglia e lui è scappato, rifugiandosi in un paese dell’alto Veneto e nel suo lavoro di ingegnere edile. Metodico e preciso, si è impegnato per avere un’esistenza il più possibile anonima, al riparo da altri traumi. Poi, un giorno, il telefono squilla: Antonio deve correre in cantiere, è morto un uomo. All’inizio sembra solo un drammatico incidente, ma ben presto si svela essere qualcos’altro: quel morto è un messaggio per lui, una richiesta d’aiuto. Qualcuno gli chiede di fare ciò che nessun altro fa, gli chiede di liberare quella sete di vendetta che per troppo tempo ha tentato di comprimere, e di metterla al suo servizio. Antonio è confuso, ha paura di sporcarsi le mani, ma lentamente, senza quasi accorgersene, viene risucchiato in un vortice di messaggi da decifrare, di incontri sconvolgenti, di gesti inspiegabili. Non è lui a orchestrare il gioco, e non è neppure l’unico anello della spaventosa catena mortale: a lungo si limiterà a eseguire gli ordini e non farà troppe domande, ma al culmine della tensione sarà costretto a scegliere che cosa diventare. In un thriller che non dà tregua, Paola Barbato costruisce un’implacabile macchina narrativa alimentata dalla cronaca nera di questi anni, e mette a nudo sentimenti e ossessioni che non vorremmo mai confessare. Perché Antonio Lavezzi è un uomo come tanti, e il suo bisogno di giustizia è anche il nostro.

Un filo di fumo

“Nel 1980 – racconta Andrea Camilleri – Livio Garzanti volle pubblicare questo mio romanzo risolvendo le perplessità di alcuni suoi eminenti collaboratori. Mi domandò però, quasi a guardarsi le spalle, un glossario. Comprendendo le sue taciute ragioni, principiai a compilarlo di malavoglia: poi, a poco a poco ci pigliai gusto e me la scialai. Il romanzo viene ora ristampato a distanza di diciassette anni e il glossario, nel frattempo, è diventato superfluo. Se ora lo ripubblichiamo è perché la cosa sottilmente ci diverte. Lo spunto di ‘Un filo di fumo’ me lo diede un volantino anonimo, trovato tra le carte di mio nonno, che metteva in guardia contro i maneggi di un commerciante di zolfo disonesto. Per il resto, nomi e situazioni sono da addebitare alla mia fantasia. Allora, quando uscì, il romanzo piacque a mia madre: lo dedico alla sua memoria”.
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Il filo del rasoio

Non facile si presenta l’impresa di Larry Darrell, un giovane americano traumatizzato dagli orrori della Grande Guerra che per fascino, bellezza, intelligenza potrebbe avere tutto e sceglie invece che la via più imprevedibile: vivere, qualunque cosa questo significhi – lavorare in miniera, imbarcarsi come mozzo o partire per l’India alla ricerca dell’Illuminazione. «Solo uno scrittore parecchio snob e consapevole della sua bravura può concedersi il lusso, alla pagina 317 di un corposo romanzo, di avvertire il lettore che perderà poco o nulla “di quel tanto di storia” che ha da raccontare, se salta a piè pari il capitolo successivo. Lo scrittore è William Somerset Maugham; il capitolo è il sesto; il romanzo corposo è *Il filo del rasoio*: da molti considerato il suo capolavoro. Per quanto, invece, riguarda la bravura, possiamo dire che tutto ciò che viene raccontato in questo capitolo (che noi non abbiamo saltato, è ovvio) in fondo lo avevamo intuito. Era, senza esser stato dichiarato in maniera esplicita, nel romanzo: lo sapevamo già. Non è bravo uno così?».

Un filo d’olio

“Da anni desideravo trascrivere le ricette dei dolci di nonna Maria, annotate da lei in un quadernetto con le pagine numerate e corredato di indice, un libro vero e proprio. Avevo in mente un lavoro a quattro mani con mia sorella Chiara; nonostante da quarant’anni viviamo in isole diverse, ogni estate ci ritroviamo a Mose – la nostra campagna – e cuciniamo ancora come ci hanno insegnato mamma e zia Teresa. […] L’idea era quella di far rivivere la cultura della tavola di casa nostra attraverso le sue ricette, fotografie d’epoca e alcune pagine “narrative” per le quali avrei attinto ai nostri ricordi e ai racconti di mamma”. Le ricette qui raccolte sono quelle degli anni e delle villeggiature delle due sorelle. E dalle pagine del ricettario familiare, limate dall’uso e dagli aneddoti, riaffiora tutto un mondo perduto di personaggi, di atmosfere e di sensazioni, i molti fantasmi benevoli che affollavano i giorni assolati di due bambine, in una grande casa padronale di metà Novecento. Tra i sapori e profumi delle ricette di casa Agnello ci sono quelli, mai nostalgici ma sempre intensi e fragranti, del tempo trascorso a cui il talento della scrittrice dona il gusto dell’eterno presente della vita.

Il filo che brucia

Manhattan. Una violenta scarica elettrica colpisce un autobus di linea, uccide un passeggero e genera uno spaventoso incendio. Non ci sono dubbi: è un attentato. Le autorità sospettano una matrice terrorista e il caso finisce tra le mani di Lincoln Rhyme. Mentre il criminologo e la sua squadra scavano negli ambienti dell’ecoterrorismo, l’attentatore si fa vivo con una richiesta impossibile: una riduzione dei consumi elettrici che condannerebbe New York alla paralisi. Blackout e incidenti letali si moltiplicano, e la città precipita nel caos. Intanto a Città del Messico è in azione un pericoloso serial killer: l’Orologiaio, il solo criminale che sia sfuggito a Rhyme, mette a segno una serie di attentati esplosivi. La polizia, coordinata a distanza dal criminologo americano, non riesce a fermarlo. Una doppia sfida per Lincoln Rhyme, che dovrà affrontare i fantasmi più nascosti della propria coscienza e del proprio passato. Senza lasciarci la pelle.

Filastrocche in cielo e in terra

Con Filastrocche in cielo e in terra Gianni Rodari ha portato nelle case di milioni di bambini versi indimenticabili, capaci, a un tempo, di far riflettere e divertire: personaggi bizzarri, sorridenti filastrocche sulla punteggiatura, “favole a rovescio” capaci di sorprendere per le straordinarie conclusioni, versi di serio, ma non drammatico impegno sociale. Le filastrocche del libro aprono molte strade alla fantasia dei lettori e invitano a non separare mai il potere dell’immaginazione dalla voglia di conoscere il mondo per cambiarlo e renderlo migliore. Età di lettura: da 6 anni.

Il figlio

Quarto libro della serie di Lois Lowry “The Giver Quartet” aperta da The Giver – Il Donatore. Questa è la storia di Claire, ma anche di Gabe, Jonas, Matty, Kira e di molti altri personaggi dell’inquietante realtà distopica di The Giver. Claire ha 14 anni, le è stato assegnato il ruolo di «Anfora» e ora sta per partorire. Nessuno le ha spiegato niente al Villaggio, dove i dolori del parto sono minimizzati come un breve «fastidio». Nessuno l’ha avvertita che dovrà portare una benda che le impedirà di vedere il suo «Prodotto». Così tutto sarà più semplice, la rassicurano i medici. Invece Claire subisce il primo cesareo della Comunità e viene «decertificata» e assegnata alla piscicoltura. I dottori perdono interesse per lei e dimenticano di prescriverle il medicinale obbligatorio che reprime ogni pulsione ed emozione. Claire è sconvolta da una sensazione di perdita: il suo unico scopo è trovare suo figlio. Al vivaio ittico incontra la ciurma della nave dei rifornimenti, giunta da un luogo sconosciuto chiamato «mare», e sarà proprio il mare a portarla dove vuole arrivare.

Il figlio dell’uomo

Son of Man (1971) è un romanzo del lontano futuro e appartiene al periodo più creativo di Robert Silverberg, quando da provetto scrittore di avventura si trasformò, nel giro di quattro o cinque anni, in uno degli autori più maturi del genere. Come molti libri che hanno a che fare col tema dell’evoluzione, e cioè delle mutazioni cui la vita potrà andare incontro fra migliaia di anni, Il figlio dell’uomo deve qualcosa alla Macchina del tempo di Wells: ma il lettore vedrà da sé con quale eleganza, umorismo e assoluta modernità questo tema affascinante venga svolto dal grande romanziere americano.