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L’ultima vittima

A una prima occhiata sembra un college come tanti, forse solo un po’ più esclusivo e curato degli altri. Immerso negli splendidi boschi del Maine, ha un immenso parco, lunghi corridoi, aule luminose, un attrezzato laboratorio di scienze e uno di informatica.
Ma a fare la differenza, a Evensong, sono gli alunni. Qui, infatti, vengono accolti ragazzi che hanno subito gravi traumi, che devono riaprire gli occhi e tornare a vivere, perché la morte li ha sfiorati troppo da vicino.
Il posto giusto per Teddy Clock: ha solo quattordici anni, ma è già sopravvissuto a due spaventosi massacri. Due anni fa la sua famiglia d’origine è stata sterminata; da poco una misteriosa e spietata mano omicida gli ha strappato anche i genitori adottivi…
Solo a Evensong Teddy potrà ricevere l’aiuto di cui ha un disperato bisogno e riuscire a trovare le parole per raccontare al detective Jane Rizzoli quello che ha visto.
Ma per Teddy non sembra esistere un posto sicuro e la morte varca anche l’alto cancello del college. Per Jane e la sua amica Maura Isles, l’anatomopatologa, è l’inizio di un’indagine complessa, a caccia di un assassino che sembra mosso solo da un istinto sadico e crudele e che invece ha un piano preciso ed efferato.
Un piano che va compreso e sventato prima che sia troppo tardi.
(source: Bol.com)

L’ultima tentazione (Timecrime)

La specialità dello psicologo e profiler Tony Hill è scandagliare le menti dei criminali e comprenderne i meccanismi. A fronte di una misteriosa serie di omicidi che vede vittime degli psicologi brutalmente uccisi e segnati con un atroce scalpo rituale, è a lui che le autorità si rivolgono per decodificare la folle logica che sta mietendo vittime tra i suoi colleghi. Rifiutare l’incarico non è un’opzione da considerare se tra gli obiettivi del killer c’è anche l’ispettore capo Carol Jordan, sua amica ed ex collega impegnata in Germania in una rischiosa indagine sotto copertura. Con il male che rappresenta una minaccia più che mai concreta, Tony Hill sa che deve opporsi con tutte le sue forze a ciò che mette in pericolo la sua esistenza e quella di Carol, riallacciando i fili che legano tra loro crimine, follia e violenza, e avventurandosi nel lato più oscuro e inquietante della mente umana. Ma è un gioco in cui si rischia di perdere, perché non c’è pace per coloro che finiscono nel mirino di un killer spietato che ha promesso di annientarli.
Un viaggio adrenalinico attraverso un mondo di corruzione, crudeltà e sangue. Il nuovo avvincente capitolo di una delle serie più acclamate del crime psicologico.
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### Sinossi
La specialità dello psicologo e profiler Tony Hill è scandagliare le menti dei criminali e comprenderne i meccanismi. A fronte di una misteriosa serie di omicidi che vede vittime degli psicologi brutalmente uccisi e segnati con un atroce scalpo rituale, è a lui che le autorità si rivolgono per decodificare la folle logica che sta mietendo vittime tra i suoi colleghi. Rifiutare l’incarico non è un’opzione da considerare se tra gli obiettivi del killer c’è anche l’ispettore capo Carol Jordan, sua amica ed ex collega impegnata in Germania in una rischiosa indagine sotto copertura. Con il male che rappresenta una minaccia più che mai concreta, Tony Hill sa che deve opporsi con tutte le sue forze a ciò che mette in pericolo la sua esistenza e quella di Carol, riallacciando i fili che legano tra loro crimine, follia e violenza, e avventurandosi nel lato più oscuro e inquietante della mente umana. Ma è un gioco in cui si rischia di perdere, perché non c’è pace per coloro che finiscono nel mirino di un killer spietato che ha promesso di annientarli.
Un viaggio adrenalinico attraverso un mondo di corruzione, crudeltà e sangue. Il nuovo avvincente capitolo di una delle serie più acclamate del crime psicologico.

L’ultima tempesta: Il più grande salvataggio di sempre

“Restando lì seduti ad ammirare le foto della *CG36500* appese alle pareti ci si chiede: ‘Ma come ha fatto questa barchetta a salvare tutte queste vite?’. La risposta va cercata non soltanto nell’agilità della motonave, ma anche nel coraggio dei quattro giovani che la guidarono.” 18 febbraio 1952. Al largo di Cape Cod, istmo di terra non lontano da Boston sulla costa orientale degli Stati Uniti, la più furiosa delle tempeste strapazza il creato: mitragliate d’aria gelida e neve a 70 nodi violentano i cieli, onde alte come catene montuose sconvolgono il mare.
Nel mezzo di quell’inferno, a poca distanza l’uno dall’altro, due spaventosi boati annunciano l’inizio di una tragedia. Due petroliere in navigazione, la *Pendleton* e la *Fort Mercer*, si sono spezzate a metà. I due giganti dell’oceano vagano mutilati in una deriva incontrollabile, al centro della clamorosa bufera. Dentro ciò che rimane degli scafi, gli equipaggi sopravvissuti toccano con mano il terrore più assoluto: sparire nelle spaventose fauci delle profondità marine.
Per molti di loro sarà la fine. Per altri, nati sotto una migliore stella, l’inizio di un’avventura inimmaginabile, in cui terrore, morte, forza, coraggio, fortuna e abilità si mescolano incredibilmente.
*L’ultima tempesta* narra in modo coinvolgente la storia dell’impossibile salvataggio compiuto dagli uomini della Coast Guard statunitense. Gli autori ricostruiscono l’insieme di azioni ed emozioni vissute dai salvati – alla fine saranno trentadue – e dai salvatori, quattro giovani e incoscienti eroi che condussero gli undici metri della motonave d’ordinanza nel punto più pericoloso dell’oceano impazzito per adempiere al proprio dovere.
Un libro splendido e mozzafiato, che è anche un tributo all’intelligenza e all’audacia dell’uomo, e che ci ricorda che “la Natura si conquista solo obbedendole”.
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### Recensione
**L’ultima tempesta**
*Fabio Pozzo*, Tuttolibri – La Stampa
Era una tempesta perfetta, quella notte del 18 febbraio 1952 al largo di Cape Cod. Sotto i colpi delle onde, alte sino a 20 metri, si spezzano due petroliere. Una lancia l’Sos, l’altra resta nel buio finché non è scorta da un aereo. Quattro uomini della Guardia Costiera si offrono volontari per salvare i superstiti: sfidano l’apocalisse con una barca di soli 11 metri, capace di 12 passeggeri (vi si stiperanno in 36) e diventano eroi. Il racconto della loro impresa è una missione compiuta.
### Sinossi
“Restando lì seduti ad ammirare le foto della *CG36500* appese alle pareti ci si chiede: ‘Ma come ha fatto questa barchetta a salvare tutte queste vite?’. La risposta va cercata non soltanto nell’agilità della motonave, ma anche nel coraggio dei quattro giovani che la guidarono.” 18 febbraio 1952. Al largo di Cape Cod, istmo di terra non lontano da Boston sulla costa orientale degli Stati Uniti, la più furiosa delle tempeste strapazza il creato: mitragliate d’aria gelida e neve a 70 nodi violentano i cieli, onde alte come catene montuose sconvolgono il mare.
Nel mezzo di quell’inferno, a poca distanza l’uno dall’altro, due spaventosi boati annunciano l’inizio di una tragedia. Due petroliere in navigazione, la *Pendleton* e la *Fort Mercer*, si sono spezzate a metà. I due giganti dell’oceano vagano mutilati in una deriva incontrollabile, al centro della clamorosa bufera. Dentro ciò che rimane degli scafi, gli equipaggi sopravvissuti toccano con mano il terrore più assoluto: sparire nelle spaventose fauci delle profondità marine.
Per molti di loro sarà la fine. Per altri, nati sotto una migliore stella, l’inizio di un’avventura inimmaginabile, in cui terrore, morte, forza, coraggio, fortuna e abilità si mescolano incredibilmente.
*L’ultima tempesta* narra in modo coinvolgente la storia dell’impossibile salvataggio compiuto dagli uomini della Coast Guard statunitense. Gli autori ricostruiscono l’insieme di azioni ed emozioni vissute dai salvati – alla fine saranno trentadue – e dai salvatori, quattro giovani e incoscienti eroi che condussero gli undici metri della motonave d’ordinanza nel punto più pericoloso dell’oceano impazzito per adempiere al proprio dovere.
Un libro splendido e mozzafiato, che è anche un tributo all’intelligenza e all’audacia dell’uomo, e che ci ricorda che “la Natura si conquista solo obbedendole”.

L’ultima tempesta

“Restando lì seduti ad ammirare le foto della CG36500 appese alle pareti ci si chiede: ‘Ma come ha fatto questa barchetta a salvare tutte queste vite?’. La risposta va cercata non soltanto nell’agilità della motonave, ma anche nel coraggio dei quattro giovani che la guidarono.” 18 febbraio 1952. Al largo di Cape Cod, istmo di terra non lontano da Boston sulla costa orientale degli Stati Uniti, la più furiosa delle tempeste strapazza il creato: mitragliate d’aria gelida e neve a 70 nodi violentano i cieli, onde alte come catene montuose sconvolgono il mare.Nel mezzo di quell’inferno, a poca distanza l’uno dall’altro, due spaventosi boati annunciano l’inizio di una tragedia. Due petroliere in navigazione, la Pendleton e la Fort Mercer, si sono spezzate a metà. I due giganti dell’oceano vagano mutilati in una deriva incontrollabile, al centro della clamorosa bufera. Dentro ciò che rimane degli scafi, gli equipaggi sopravvissuti toccano con mano il terrore più assoluto: sparire nelle spaventose fauci delle profondità marine.Per molti di loro sarà la fine. Per altri, nati sotto una migliore stella, l’inizio di un’avventura inimmaginabile, in cui terrore, morte, forza, coraggio, fortuna e abilità si mescolano incredibilmente.L’ultima tempesta narra in modo coinvolgente la storia dell’impossibile salvataggio compiuto dagli uomini della Coast Guard statunitense. Gli autori ricostruiscono l’insieme di azioni ed emozioni vissute dai salvati – alla fine saranno trentadue – e dai salvatori, quattro giovani e incoscienti eroi che condussero gli undici metri della motonave d’ordinanza nel punto più pericoloso dell’oceano impazzito per adempiere al proprio dovere.Un libro splendido e mozzafiato, che è anche un tributo all’intelligenza e all’audacia dell’uomo, e che ci ricorda che “la Natura si conquista solo obbedendole”.

L’ultima stella

*Gli Altri sono il nemico. Il nemico è dentro di noi. Anzi, no, non c’è. Il nemico è quaggiù, è lassù, non è da nessuna parte. Vuole la Terra, vuole aiutarci a non perderla. È venuto qui per eliminarci, è venuto qui per salvarci.*
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### Sinossi
*Gli Altri sono il nemico. Il nemico è dentro di noi. Anzi, no, non c’è. Il nemico è quaggiù, è lassù, non è da nessuna parte. Vuole la Terra, vuole aiutarci a non perderla. È venuto qui per eliminarci, è venuto qui per salvarci.*
### Dalla seconda/terza di copertina
Rick Yancey è nato a Miami e ha iniziato ad amare la letteratura sin da piccolo, grazie ai libri che riceveva in regalo da suo padre. Tra le sue letture preferite in assoluto ci sono Le avventure di Sherlock Holmes e Il signore degli anelli. Oltre a leggere molto, fin da bambino ha iniziato a scrivere storie, attività che non ha più abbandonato.

L’ultima sillaba del verso

Solo dopo l’ultima sillaba il verso di una poesia acquista significato. Solo alla fine di una vita se ne dovrebbe scorgere il senso. Valerio, il narratore e protagonista di questo romanzo, è sopravvissuto a stento a una terribile malattia che ha devastato il suo corpo. Si trova in una condizione di incertezza, mezzo vivo e mezzo già morto, solo nella campagna più solitaria, fra boschi, colli, uccelli, animali selvatici. E, sul limitare dell’ultima sillaba, prova a chiedersi quale sia stato il significato del suo percorso.
In quest’opera di ricostruzione, convoca alla memoria gli eventi della sua storia privata e della Storia collettiva dall’88 fin quasi ai giorni nostri: la separazione dalla moglie, la fine di una militanza e di una fede politica che lo impegnavano dagli anni Sessanta, la caduta del muro di Berlino, la breve relazione con Margareth, la Guerra del Golfo, il legame con una ragazza canadese, Betty, la morte della madre, l’inizio dell’inchiesta Mani pulite, che coinvolge anche il fratello; e poi, imprevisto, un evento che pesa più degli altri: l’incontro con Claudine, un’allieva dell’università, da cui Valerio è attratto al punto da idealizzarla, sovrapponendola al personaggio di un racconto di Musil che porta il suo nome. L’amore con Claudine sembra ridare una meta ai suoi giorni, ma il declino progressivo del corpo, ”bene mobile”, gli ricorda quotidianamente che ha davanti a sé nient’altro che una serie di ultime volte, che è, in fondo, come il falco che osserva dalla finestra del suo casolare, che ”tutto il giorno si prepara, spia la campagna intorno, si protende, aspetta. Aspetta cosa? Se poi la morte arriva e se lo piglia”. E tuttavia, dopo dieci anni dall’ultimo incontro, i due avranno modo, sorprendentemente, di vedersi ancora una volta. Nonostante tutto, Claudine non è diventata ancora una figlia: resta una possibile, misteriosa e imprendibile amante.
Dopo La rancura – che dando voce a tre generazioni ripercorreva quasi un secolo di storia italiana – Romano Luperini continua a fondere l’Io al Noi, a creare, per usare le parole di Annie Ernaux, ”un legame indissolubile fra collettività e individualità attraverso la presenza della Storia”. Per raccontare, con ricordi commossi e riflessioni amare, profonde speranze e altrettanto abissali disincanti, i due decenni a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio.
(source: Bol.com)

L’ultima settimana di settembre

Pietro Rinaldi ha ottant’anni e vuole essere lasciato in pace. Ormai è convinto che la sua vita sia arrivata al capolinea e, mentre mangia penne all’arrabbiata, riflette su quanto i libri siano meglio delle persone. Se già fatica a sopportare se stesso, figuriamoci gli altri! Non ha proprio intenzione di avere a che fare con l’umanità… fino a quando, un giorno, nel suo mondo irrompe Diego, il nipotino quindicenne. Lui ha l’entusiasmo degli adolescenti e la forza di chi non si lascia abbattere dagli eventi, neanche da quelli più terribili, e non ha paura di zittire i malumori del nonno. Da Genova partono in direzione di Roma, a bordo di una Citroën DS Pallas decapottabile su cui sembra di volare. Sul sedile posteriore c’è Sid, l’enorme incrocio tra un San Bernardo e un Terranova – vera e propria calamità. Ed è così che un viaggio di sola andata si trasforma in un’avventura on the road, piena di deviazioni e ripensamenti, vecchi amori e nuove gioie. Perché è proprio quando credi di aver visto tutto che scopri quanto la vita riesca ancora a sorprenderti.
L’ultima settimana di settembre è il racconto esilarante e commovente del viaggio di un nonno e un nipote alla ricerca di se stessi. È una storia che, senza giri di parole, scava nei sentimenti più profondi e ci porta di fronte alle emozioni più vere, quelle che richiedono una buona dose di coraggio per essere affrontate ma rimangono impresse indelebili dentro di noi.
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### Sinossi
Pietro Rinaldi ha ottant’anni e vuole essere lasciato in pace. Ormai è convinto che la sua vita sia arrivata al capolinea e, mentre mangia penne all’arrabbiata, riflette su quanto i libri siano meglio delle persone. Se già fatica a sopportare se stesso, figuriamoci gli altri! Non ha proprio intenzione di avere a che fare con l’umanità… fino a quando, un giorno, nel suo mondo irrompe Diego, il nipotino quindicenne. Lui ha l’entusiasmo degli adolescenti e la forza di chi non si lascia abbattere dagli eventi, neanche da quelli più terribili, e non ha paura di zittire i malumori del nonno. Da Genova partono in direzione di Roma, a bordo di una Citroën DS Pallas decapottabile su cui sembra di volare. Sul sedile posteriore c’è Sid, l’enorme incrocio tra un San Bernardo e un Terranova – vera e propria calamità. Ed è così che un viaggio di sola andata si trasforma in un’avventura on the road, piena di deviazioni e ripensamenti, vecchi amori e nuove gioie. Perché è proprio quando credi di aver visto tutto che scopri quanto la vita riesca ancora a sorprenderti.
L’ultima settimana di settembre è il racconto esilarante e commovente del viaggio di un nonno e un nipote alla ricerca di se stessi. È una storia che, senza giri di parole, scava nei sentimenti più profondi e ci porta di fronte alle emozioni più vere, quelle che richiedono una buona dose di coraggio per essere affrontate ma rimangono impresse indelebili dentro di noi.

L’ultima risposta di Einstein

Esiste un’equazione che può cambiare il destino dell’umanità?L’ultima equazione a cui stava lavorando Einstein nascondeva un segreto in grado di cambiare le sorti dell’umanità. Quando Javier, giornalista radiofonico a Barcellona, pronuncia questa frase dai microfoni della sua radio, pensa soltanto a una divertente provocazione e nulla più. Ma si sbaglia di grosso… Nel giro di pochi giorni viene contattato da Yoshimura, uno studioso giapponese impegnato a scrivere la più approfondita e completa biografia del grande genio della fisica, e in un incontro riservato scopre che tra le carte di Einstein ci sono veramente le tracce di una misteriosa ricerca… Ma il giorno dopo Yoshimura viene assassinato, e una dopo l’altra spariscono o vengono eliminate tutte le persone che hanno ascoltato la sua scottante rivelazione. Nonostante il pericolo, Javier vuole andare fino in fondo e decide di indagare sulla vita privata di Einstein, ricostruendone passo passo tutti i segreti. Quando Javier è ormai vicino alla soluzione, si rende conto che la sua ricerca l’ha portato dove non avrebbe mai immaginato e che quell’ultima equazione lo riguarda molto da vicino… L’ultima risposta di Einstein è un thriller serrato che all’intrigo avvincente unisce un’acuta descrizione della vita del più grande scienziato contemporaneo, e con una trama incalzante ne svela tutti i lati più oscuri.Un romanzo ad altissima tensione sugli ultimi anni della vita di EinsteinVincitore del Premio de Novela Ciudad de TorreviejaTradotto in 12 paesi«Un thriller mozzafiato che indaga il lato oscuro del più grande scienziato della storia contemporanea.»El Mundo«Un viaggio attraverso la vita del grande scienziato tedesco, una storia di disincanto e paura, alla ricerca disperata dell’amore.»ABC«Non è un romanzo di pura evasione, è un viaggio nel mondo della conoscenza che farà riflettere tutti i lettori.»Diario de SevillaÁlex Roviraè autore di bestseller tradotti in tutto il mondo, tra cui Fortunati si diventa (scritto con Fernando Trías de Bes), I sette poteri e La brújula interior. Autore radiofonico, scrive anche per il settimanale di «El País». Il suo sito internet è alexrovira.com. Insieme a Francesc Miralles ha scritto anche Il labirinto della felicità, che ha riscosso un grande successo internazionale.Francesc Mirallesè scrittore e giornalista. Scrive per il settimanale di «El País». Autore per la radio e la televisione, ha pubblicato bestseller internazionali. Il suo sito internet è francescmiralles.com. Con Álex Rovira ha scritto anche Il labirinto della felicità, che ha riscosso un grande successo internazionale.

L’ultima preda

Dallo Zimbabwe prende l’avvio un colossale safari per multimilionari. A dirigere le operazioni c’è Sean Courteney, cacciatore di professione dal passato avventuroso. Scopo del viaggio è la caccia a un grande, enigmatico, quasi simbolico elefante: Tukutela, l'”ultima preda” di un continente insanguinato da guerre civili e scontri razziali. Il gruppo però si spinge oltre la frontiera del Mozambico, dove si spara sul serio, dove l’odio tribale e la lotta politica sono esplosi, dove ogni certezza è bruciata dal fuoco delle armi. Tornare indietro, ora, significa lottare per la propria vita, mettendo da parte i sentimenti, e giocare una partita decisiva che non prevede né vincitori né vinti.

L’ultima occasione

Da quando si sono giurati amore eterno, a Kiera e Kellan non resta che fissare una data di matrimonio e organizzare un ricevimento da favola. Tuttavia, quando si sta con un uomo come Kellan, dare una logica alla propria vita non è facile come sembra. I D-Bags, la band di cui è leader, hanno finalmente raggiunto il grande successo, ma la fama, si sa, porta con sé molte insidie. Risucchiati nel vortice della popolarità, tra discografici senza scrupoli, pop star in declino disposte a tutto per un’ultima chance ed ex tornate alla carica dopo aver fiutato l’odore di soldi facili, riuscirà l’amore che si sono promessi a resistere alle scosse di un mondo frenetico e cinico, che minaccia di travolgere tutto quello che hanno fin lì costruito? L’ultimo capitolo della storia di Kiera e Kellan, la prova finale per un amore costantemente minacciato eppure più forte di ogni ostacolo.

Ultima notte di veglia

Tre inconsueti racconti di guerra – tre storie, definite dall’autore stesso “atipiche”, in cui il conflitto non è mai solo esteriore.

L’ultima notte di San Valentino

E’ la notte di San Valentino ma, anziché festeggiare, il mondo è morto. Il potente e crudele demone Sinfan atterra sull’ultima isola rimasta da esplorare, nella speranza di trovare qualcuno da bere e infettare con la tossina della follia. È stanco e inizia a delirare, come un comune mortale. Ancora non immagina che quello sfacelo sia una vendetta d’amore e che qualcuno lo stia aspettando, nel chiarore della luna morente.

L’ultima fuggitiva

È il 1850 quando Honor e Grace Bright si imbarcano sull’Adventurer, un grande veliero in partenza dal porto inglese di Bristol per l’America. L’aria smarrita di chi non è avvezza ai viaggi, il bel volto offuscato dal mal di mare, Honor Bright sa che non rivedrà mai più Bridport, il paese in cui è nata, nell’istante in cui la nave si allontana dalle verdi colline del Dorset. Troppo grande è il mare e troppo lontano è Faithwell, il villaggio dell’Ohio in cui Adam Cox, un uomo anziano e piuttosto noioso, attende sua sorella per prenderla in sposa. L’irrequieta Grace ha allacciato una corrispondenza epistolare con lui, culminata poi con la proposta di matrimonio, con l’intento di lasciarsi alle spalle l’angusta vita della piccola comunità di quaccheri in cui è cresciuta e abbracciare così nuove avventure. Honor Bright non condivide lo spirito temerario di Grace, ma Samuel, il suo promesso sposo, ha rotto il fidanzamento e la prospettiva di vivere in mezzo all’altrui compassione l’ha spinta a seguire la sorella al di là del mare. Una volta giunte in Ohio, tuttavia, a un passo da Faithwell, Grace si ammala di febbre gialla e, tra le misere mura di un albergo, muore. Honor Bright si ritrova così sola in una nazione enorme ed estranea, divisa da un immenso oceano dall’amato Dorset. Non le resta perciò che Adam Cox come unica ancora di salvezza. A Faithwell, tuttavia, viene accolta con freddezza dall’uomo e dalla cognata vedova. Nel paese, poi ̶ una fila di edifici ai bordi di una strada sconnessa, con una drogheria, una bottega e alcune fattorie nella campagna circostante ̶ le persone sono amichevoli, ma con una schiettezza che rasenta la brutalità. A turbare l’equilibrio di Honor non è, però, la vita sociale di Faithwell, ma qualcosa di più grande che riguarda l’America della metà del XIX secolo, il Paese in cui i neri sono ancora ridotti in schiavitù. Il villaggio si trova, infatti, nei pressi di un crocevia dove si accalcano i coloni diretti a ovest in cerca di terra da coltivare, gli schiavi in fuga verso nord e i cacciatori di schiavi pagati dai proprietari di piantagione per riportare indietro i fuggitivi. Tra questi Donovan, un uomo sfrontato e attraente, con gli occhi di un castano chiaro che spiccano nel viso squadrato e una durezza senza pari nello sguardo. Per non venir meno ai saldi principi di rettitudine cui è stata educata in Inghilterra, Honor decide di aiutare gli schiavi in fuga. Comincia di nascosto a offrire loro acqua e cibo e, in qualche caso, riparo. Sarà, tuttavia, abbastanza guardinga da non tradirsi? E, soprattutto, saprà resistere alla tentazione più grande? Quella di cedere a un uomo i cui principi detesta, ma che è l’unico in grado di rimescolarle il sangue nelle vene?

L’ultima fortezza

John Moore non è passato alla Storia, ma è un grande eroe. È poco più di un ragazzo quando, nell’estate del 1779, viene mandato a difendere, alla testa di un pugno di uomini, un avamposto britannico a est del Massachusetts, durante la guerra di indipendenza americana. Da quell’ultima fortezza, in cima a un boscoso e impervio grumo di terra che domina la baia di Penobscot, la Corona inglese spera di organizzare la propria riscossa. Ma il governo del Massachusetts, deciso a «catturare, uccidere o distruggere gli invasori», mette insieme una spedizione punitiva inviando un’imponente flotta contro il nemico. La battaglia, che scriverà una delle pagine più drammatiche e significative di quella guerra fratricida, avrà però un esito sorprendente. Questa è la storia di quella battaglia. Ed è la storia dimenticata, o volutamente nascosta da qualcuno, di John Moore: un uomo pronto a combattere per una causa superiore, pronto a morire per l’amore di una donna, pronto a cambiare le sorti di un combattimento armato soltanto del proprio cuore. È la storia di un eroe. Da indiscusso Maestro del romanzo storico qual è, Bernard Cornwell riscopre una vicenda mistificata dai libri di storia e costruisce un romanzo che ha il respiro dell’avventura senza tempo.

L’ultima fortezza della Terra

Quando si è sull’orlo del suicidio, spesso si attende solo un motivo qualsiasi per riacquistare la voglia di vivere. Nel caso di Norma Matheson, questo motivo è una sfida impossibile. La scoperta che dal futuro si stanno reclutando soldati di ogni epoca per combattere una guerra titanica fra le opposte fazioni dei Gloriosi e dei Planetari, e la responsabilità di aver fatto cadere il proprio ex-fidanzato, Jack Garson, fra i micidiali ingranaggi di questa colossale macchinazione che non rispetta nulla e nessuno, sono sufficienti a farla lottare con tutte le sue forze. Nonostante la minaccia di un invecchiamento precoce e il pericolo rappresentato dai mortali Tentacoli che la circondano… e correndo perfino il rischio che la disperata battaglia intorno all’ultima Fortezza di questa Terra abbia risultati apocalittici anche per la *sua* Terra.

Ultima fermata Gaza: Dove ci porta la guerra di Israele contro i palestinesi

Due fra i più attrezzati e acuti critici della politica israeliana in Palestina, lo storico israeliano Ilan Pappé e il linguista statunitense Noam Chomsky, uniscono gli sforzi con l’obiettivo di destare un numero sempre più ampio di coscienze ma anche di offrire spunti di riflessione e nuove conoscenze al lettore più esperto. Non solo è ricostruita criticamente la storia del conflitto, il cui episodio chiave – la Nakba del 1948 – viene reinterpretato da Pappé come un vero e proprio caso di pulizia etnica, ma si leggono con strumenti e argomenti irreperibili sui nostri media la natura e le conseguenze degli attacchi a Gaza del 2008 e 2009 e dell’assalto alla «Flottiglia della Libertà» del 2010; si discute il ruolo che hanno sempre svolto gli Stati Uniti, anche oggi sotto l’amministrazione di Obama, nell’avallare l’illegale politica israeliana di colonizzazione dei territori occupati; si prospettano i vari scenari di pace, a partire dalla proposta di un unico Stato binazionale avanzata fra gli altri da Pappé e, più prudentemente, dallo stesso Chomsky. Il conflitto arabo-israeliano è una miccia accesa nel cuore del Mediterraneo e coinvolge i destini del mondo. Per questo, Ultima fermata Gaza è un libro per chiunque voglia esserne informato e desideri una sua pacifica ed efficace soluzione.