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La vera vita. Appello alla corruzione dei giovani

Che cos’è la giovinezza? Che cosa è stata per le innumerevoli generazioni che ci hanno preceduto? E che cosa significa essere giovani, oggi? È una condizione trionfante e privilegiata dell’esistenza, tanto che il giovanilismo è diventato il paradigma di vita nelle società neoliberiste (si è giovani finché si è in grado di consumare), oppure è qualcosa di altamente problematico e di falso? Di “terribile”? Sono queste le domande che si pone uno dei maggiori filosofi viventi in questo breve ma ricchissimo libro. La giovinezza vi viene considerata come quella fase cruciale della vita in cui si decide se costruire la propria esistenza o bruciarla. Se nelle società attuali, venuto meno il potere che aveva la tradizione di dare un senso alle cose, si è condannati a un’adolescenza infinita, e l’adulto diventa niente più che un adolescente con qualche mezzo in più per consumare, quale idea è ancora in grado di radicarsi nei giovani perché attingano quella “vera vita” di cui Rimbaud, il poeta della giovinezza, diagnosticava l’assenza? Badiou offre una risposta paradossale: bisogna, socraticamente, corrompere i giovani, distoglierli dall’universo luccicante delle merci, creare per loro le condizioni di un nuovo pensiero che sappia farsi fratello del sogno.
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Una vera principessa

Miniserie: “C’era una volta un bacio” – Vol 6. Alla Principessa Carlita la vita di corte sta stretta, al punto che decide di trasferirsi negli Stati Uniti e coltivare la sua grande passione, il commercio di vini. Tra le prime persone che incontra c’è il brillante Daniel Reynolds, giornalista d’assalto. Lui è senza dubbio l’uomo più affascinante che abbia mai conosciuto, ma la mente le consiglia di stargli lontano. Solo che il cuore le dice tutt’altro!
I romanzi della miniserie:
1. La bella e il seduttore
2. Il principe del deserto
3. Bacio di mezzanotte
4. Come d’incanto
5. Il risveglio della principessa
6. Una vera principessa
7. Ballo per due
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### Sinossi
Miniserie: “C’era una volta un bacio” – Vol 6. Alla Principessa Carlita la vita di corte sta stretta, al punto che decide di trasferirsi negli Stati Uniti e coltivare la sua grande passione, il commercio di vini. Tra le prime persone che incontra c’è il brillante Daniel Reynolds, giornalista d’assalto. Lui è senza dubbio l’uomo più affascinante che abbia mai conosciuto, ma la mente le consiglia di stargli lontano. Solo che il cuore le dice tutt’altro!
I romanzi della miniserie:
1. La bella e il seduttore
2. Il principe del deserto
3. Bacio di mezzanotte
4. Come d’incanto
5. Il risveglio della principessa
6. Una vera principessa
7. Ballo per due

Una vera donna

Ormai anziana, Emma Harte è una delle donne più potenti del mondo, anche se nella sua giovinezza era una semplice domestica. Sfruttando le sue doti non comuni di intelligenza e iniziativa, è riuscita, con dure lotte e sacrifici, a creare un impegno finanziario. Tanto successo non le ha tuttavia regalato la felicità. Fra amori e matrimoni falliti, ha dovuto sempre combattere da sola le proprie battaglie…

La vera croce. Storia e leggenda dal Golgota a Roma

Nell’anno 326, secondo un’antichissima tradizione, Elena, madre di Costantino, scopre a Gerusalemme il legno della Croce. Quel ‘legno’ può, secondo l’imperatrice, ribadire il passaggio fisico di Cristo sulla terra e rendere più salda la fede della comunità dei cristiani, lacerata da divisioni interne. Per sollevare gli animi e stringere i fedeli attorno alla loro storia comune, Elena fa costruire un’imponente basilica sul Golgota, il ‘Martyrium’, emblema della passione di Cristo. Ma un luogo non è abbastanza. La basilica non può restare un guscio vuoto, bisogna dotarla di un cuore vivo, una reliquia. I Vangeli, però, lo dicono con chiarezza: non è possibile cercare il corpo di Gesù, i cristiani sono destinati ad adorare un sepolcro vuoto. La Croce, allora, può diventare il miglior surrogato di quel corpo. Quel legno intriso prima dal suo sudore, durante l’ascesa al monte Calvario, e poi dal suo sangue, durante le lunghe ore dell’agonia, può cambiare di segno e da patibolo diventare il fondamento della fede cristiana. L’imperatrice cerca, scava e infine trova: da quel momento la reliquia diviene l’emblema della Gerusalemme cristiana e la protagonista di una complessa serie di vicende, sempre al confine tra storia e leggenda, tra realtà e immaginazione.
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Vera (Bollati Boringhieri Narrativa)

La ventiduenne Lucy Entwhistle, viso e corpo da bambina, è rimasta sola al mondo dopo che l’adorato padre se n’è andato per sempre.
Affranta, confusa, mentre si stringe al cancello di casa viene turbata dalla comparsa di Everard Wemyss, un bell’uomo maturo a sua volta vestito a lutto. Sua moglie Vera è morta da poco, in circostanze misteriose. Prima che Lucy possa rendersene conto, Wemyss entra nella sua vita facendosi carico di ogni incombenza, dall’organizzazione del funerale del padre alle cure della dolce zia Dot, e ben presto di Lucy stessa, del suo corpo e della sua anima.
Lei lo ripaga di un amore devoto, grata della sua protezione e del suo senso dell’umorismo. Ma nella casa intrisa di rituali in cui lui la porta a vivere, si addensa il mistero della morte di Vera.
Scritto diciassette anni prima di Rebecca, la prima moglie, questo libro – che la von Arnim stessa considerava il suo romanzo migliore – anticipa le atmosfere inquietanti del thriller di Daphne du Maurier che Alfred Hitchkoch riprenderà nel celebre film omonimo: Vera è un’indagine nei labirinti dell’amore, della violenza e della morte, a partire dal potere degli uomini nel matrimonio e dalla debolezza delle donne innamorate.
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### Sinossi
La ventiduenne Lucy Entwhistle, viso e corpo da bambina, è rimasta sola al mondo dopo che l’adorato padre se n’è andato per sempre.
Affranta, confusa, mentre si stringe al cancello di casa viene turbata dalla comparsa di Everard Wemyss, un bell’uomo maturo a sua volta vestito a lutto. Sua moglie Vera è morta da poco, in circostanze misteriose. Prima che Lucy possa rendersene conto, Wemyss entra nella sua vita facendosi carico di ogni incombenza, dall’organizzazione del funerale del padre alle cure della dolce zia Dot, e ben presto di Lucy stessa, del suo corpo e della sua anima.
Lei lo ripaga di un amore devoto, grata della sua protezione e del suo senso dell’umorismo. Ma nella casa intrisa di rituali in cui lui la porta a vivere, si addensa il mistero della morte di Vera.
Scritto diciassette anni prima di Rebecca, la prima moglie, questo libro – che la von Arnim stessa considerava il suo romanzo migliore – anticipa le atmosfere inquietanti del thriller di Daphne du Maurier che Alfred Hitchkoch riprenderà nel celebre film omonimo: Vera è un’indagine nei labirinti dell’amore, della violenza e della morte, a partire dal potere degli uomini nel matrimonio e dalla debolezza delle donne innamorate.

VENUTO DA LONTANO

Nel selvaggio paradiso africano chiamato Natal, dalle lussureggianti distese d'erba alle alte montagne purpuree divampa la battaglia fra colonialisti e guerrieri indigeni. Sannie Riverwild, libera e audace, pioniera di un sogno, si batte per difendere tutto ciò che ama. Ma la lotta non le basta: dentro, brucia per il ricordo di due uomini. Pieter, il soldato dagli occhi azzurri che si è impossessato del suo cuore, e Colin, lo straniero bruno che reclama la sua anima.
Finchè, un giorno, Sannie viene chiamata a scegliere.

Ventotto domande per affrontare il futuro

In questo trattato Theodore Zeldin prende l’avvio da una constatazione in apparenza molto semplice: qual è il meglio che la vita può offrirci nel nostro mondo attuale, così iniquo, violento, inquinato e corrotto? E cosa possiamo fare come individui, coppie, collettività per immaginare una nuova arte del vivere? Tale ricerca ha a che fare con il piacere, con i piaceri smarriti a causa della vita abitudinaria, della pigrizia intellettuale, della mancanza di desideri. Per riscoprirli Zeldin non possiede una ricetta infallibile, ma propone un metodo, un orientamento, che ha nella curiosità, nella sorpresa, nella capacità di aprirsi al dialogo e alle idee la sua ragion d’essere. La sua indagine prende molteplici forme, evita le costrizioni di una disciplina, e si presenta di volta in volta come un manuale di economia, un discorso sull’amore contemporaneo, un saggio di filosofia esistenziale, uno zibaldone di pensieri illuminanti. Perché per Zeldin tutta la vita è nelle idee, e l’intelligenza sta nella costante esplorazione dei nostri limiti e delle nostre capacità. Le sue riflessioni collezionano aneddoti e provocazioni inaspettate, fulminei slanci nel futuro, inedite incursioni nel passato e nella storia, e sono organizzate in una serie di inusuali domande: “A che scopo lavorare tanto?”; “Esistono modi più divertenti per guadagnarsi da vivere?”; “È sufficiente restare giovani dentro per non invecchiare?”; “Cosa può dire il povero al ricco?”; “Cosa potrebbe dire il ricco al povero?”…
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Il vento non lo puoi fermare

È la sera giusta, per Elias. Dopo la partita a calcetto e le lezioni all’università di Cagliari, è impaziente di partecipare alle prove del coro, dare un passaggio verso casa a Violetta e, vincendo la timidezza, confessarle il proprio amore. È la sera sbagliata, invece. Perché dopo averla lasciata davanti al portone, incapace di parlare, lui risale in macchina e va incontro a un destino buio. Quella notte, infatti, investe una giovane donna che muore sul colpo. E anche il suo futuro si spezza. Dopo l’incidente il senso di colpa è troppo grande: si chiude in camera, non vede più nessuno. Non parlare, non muoversi, sperando di sentire il meno possibile, sono gli imperativi del suo giudice interiore. Elias si infligge un percorso ascetico in fondo al proprio dolore, che pare senza uscita. Due anni. Finché, un passo alla volta, decide di abbandonare la Sardegna e cercare una sua strada, altrove… Ed è così che succede: il vento soffia di nuovo, inarrestabile, e porta con sé un presente da reinventare e il coraggio di affrontare tutto ciò che verrà. Elvira Serra ha scritto un romanzo intenso e lieve, di cadute e slanci vitali; una storia che, senza una parola di troppo, racconta come ci si sente nel momento in cui si ricomincia a respirare, quando si risale in superficie dopo una lunga apnea.

Vento di magia

Tutti in paese considerano **Kate** una mezza strega, forse anche per quegli strani occhi a mandorla di un azzurro chiaro, trasparente come il cristallo, nel suo viso bianchissimo e contornato da capelli neri e lucenti che le arrivano fino alla vita. Lui, **Jarrod**, sente immediatamente una forte attrazione per quella ragazza, e nello stesso tempo un’inquietudine che lo spinge ad allontanarsi. Jarrod non capisce, Kate sì: lui ha il dono, come lei, ma non ne è consapevole e soprattutto non sa gestire i suoi poteri, immensi.
Kate non ha una storia: non ha mai conosciuto il padre e la madre e vive da sempre con la nonna ai margini della foresta pluviale, in un paese dimenticato da dio in cime ad una montagna. La storia della famiglia di Jarrod invece si perde in un passato lontano, in un castello medievale ai confini tra Scozia e Inghilterra, ed è avvolta dall’oscurità e dal mistero. Per svelarlo, i due ragazzi dovranno tornare indietro nell’Inghilterra del medioevo ed affrontare l’artefice di una terribile maledizione.
Un’amicizia difficile, un amore intenso, la delicatezza e la forza dell’adolescenza, in un appassionante romanzo a due voci.
Kate: “**Si chiama Jarrod Thornton. Ha i capelli di un biondo ramato, lunghi fino alle spalle, una belle pelle e occhi verdi come smeraldi; ma non è questo il motivo per cui non riesco a staccargli gli occhi di dosso. C’è qualcos’altro. Qualcosa di… inquietante. È un non so che di soprannaturale che mi attira**.”
Jarrod: “**Ha la pelle bianchissima, come se fosse anemica, ed è strano perché invece i suoi capelli sono completamente neri. Lunghi, fino alla vita. È bella, direi, in modo piuttosto particolare. In classe ho notato i suoi occhi: azzurri. Ma talmente chiari da sembrare trasparenti come cristalli. Ora che ci penso, mentre li guardavo ho sentito drizzarsi i capelli sulla nuca, e intanto una strana sensazione di intrusione mi pulsava in testa**.”

Il vento di fuoco

La famiglia Hath è chiamata a salvare il proprio popolo, prima ritrovando la voce del Cantore, che è stata rubata, poi liberandolo dalla schiavitù e riportandolo alla sua vera Patria. Ma il viaggio è pieno di difficoltà e imprevisti…

Vento & Flipper

Un giorno, a ventinove anni, Murakami Haruki era allo stadio a guardare una partita di baseball quando, osservando la traiettoria della palla finire nel guantone di un giocatore, ha come un’illuminazione: lui, un giorno, diventerà uno scrittore. Tornato a casa, lo racconta lui stesso nell’introduzione inedita di questo volume, sul tavolo della cucina inizia a scrivere un romanzo e poi un altro ancora, nei ritagli di tempo mentre gestisce il suo jazz bar a Tokyo (il famoso «Peter the cat»). I romanzi sono Ascolta la canzone del vento (uscito in Giappone nel 1979) e Flipper, 1973 (arrivato in libreria un anno dopo). Fino a oggi Murakami si era sempre rifiutato di farli uscire dal Giappone, tanto da costringere gli appassionati a versioni non autorizzate in inglese dalla circolazione semiclandestina. Eppure l’universo di Murakami è tutto già presente qui, concentrato in due storie delicate, misteriose, incredibilmente moderne (ai tempi, in patria, furono accolte come romanzi dirompenti, che rivoluzionavano la lingua e l’immaginario della narrativa tradizionale giapponese). Ascolta la canzone del vento è la storia di uno studente che ammazza il tempo al Jay’s Bar – un locale tenuto da un cinese di mezza età – in compagnia del Sorcio, un ragazzo ricco ma profondamente solo e disilluso. I pomeriggi e le serate passano così, bevendo e fumando troppo, ascoltando jazz, confidandosi col vecchio Jay, che fa quasi da fratello maggiore per questi giovani malinconici, già delusi dalla vita. Finché un giorno, nei bagni del locale, il narratore non incontra una ragazza misteriosa. La riporta a casa, scopre che lavora nel vicino negozio di dischi, inizia a frequentarla: ma quando, senza dare spiegazioni, la ragazza cambierà lavoro e sparirà dalla sua vita, il protagonista capirà che fino ad allora era stato lui a confessarsi, a parlare delle sue ferite, di una ex che si è suicidata, senza mai penetrare il mistero di quell’affascinante fanciulla. Flipper, 1973 si svolge qualche anno dopo: il narratore è lo stesso, non è piú uno studente ma lavora in una piccola agenzia di traduzioni e convive con due gemelle arrivate nella sua vita da chissà dove. Ha perso i contatti col Sorcio, che invece passa ancora le sue serate al Jay’s Bar. Insomma, tutto sembra scorrere pacificamente, almeno fino all’arrivo di un misterioso flipper e alla partenza del Sorcio… «Un inedito distillato del maestro giapponese che vi scalderà il cuore. Questi libri vecchi e nuovi allo stesso tempo sono brevi ma non per questo esili». «The Economist» «La scrittura e, soprattutto, l’immaginazione di Murakami restano miracolosamente freschi dopo trentotto anni». «London Evening Standard» «Pubblicare questi due romanzi in un unico volume funziona perfettamente: sembrano i due lati di una stessa musicassetta. E quando un lato giunge al termine, l’altro è pronto per cominciare». «The Huffington Post»

VENTI DI EARTHSEA

La moglie di Alder il guaritore è morta, ma ogni notte invoca il marito dalle terre oltre il muro e tenta di attraversarne la soglia proibita. Nonostante il suo dolore, Alder comincia a temere che i trapassati cercheranno di entrare in massa in Earthsea, e per scongiurare il pericolo cerca l’aiuto di tre straordinari personaggi: Tehanu la donna bruciata, Tenar la sacerdotessa e il giovane Lebannen, apprendista re nel regno di Havnor. Insieme al drago Irian, capace di trasformarsi in donna, questo piccolo gruppo di eroi affronterà la rischiosa missione che ha come meta il Bosco Immanente di Roke, il luogo più sacro dell’arcipelago…
*Supplemento al n. 1484*

Venite venite B-52

Ennio Miraglia è un eroe dai sogni spezzati. Ha amato la musica fino a quando le canzoni dei Beatles non hanno fatto naufragare la sua carriera di sassofonista. Ha cercato il riscatto in televisione, ha fatto il venditore, il padre e il ribelle, ha creduto nel comunismo finché non è crollato con le sue speranze. Ora è un latitante in fuga dai suoi errori e dai suoi doveri, frequenta night club e sezioni di partito con le stesse cattive compagnie, cercando le ombre del miracolo italiano in cui aveva investito tutto se stesso. Un romanzo divertente e implacabile, che attraversa vent’anni di storia del nostro paese come una corsa a perdifiato all’inseguimento dei nostri sogni. Ennio Miraglia, in fondo, è uno di noi.

(source: Bol.com)

Venezia è un pesce

Non è vero che tutto è già stato scritto. Prendete Venezia: che cos’altro dire di originale su una città descritta da centinaia di poeti, romanzieri e viaggiatori di tutto il mondo? Eppure l’autore di questa guida molto sui generis, molto documentata, molto innamorata, sembra esserci davvero riuscito. Facendoci strada nella sua Venezia, Tiziano Scarpa trascura il solito elenco di itinerari e monumenti. Accompagnatore corporeo, cicerone spirituale, racconta le esperienze fisiche e emotive che si possono fare soltanto nella città lagunare, in nove capitoli che danno ascolto agli organi del corpo e dell’anima: i piedi, le gambe, il cuore, le mani, il volto, le orecchie la bocca, il naso, gli occhi. Leggendole proverete le peripezie sensitive e sentimentali che si vivono solo qui: perché Venezia, prima ancora che un’anomalia urbanistica, è un modo inedito di stare al mondo, è l’esistenza reinventata da cima a fondo, è un laborioso e complicato capriccio dell’Essere. La Venezia di Scarpa ha anche una coda affascinante: un’appendice in cui si propone il meglio della letteratura sulla Serenissima e una piccola antologia di testi veneziani, fra cui un reportage tradotto per la prima volta in italiano di Guy de Maupassant, e un ritratti della città firmato dallo scrittore brasiliano Diogo Mainardi.
(source: Bol.com)

Venere sulla conchiglia

“Con questa scandalosa e genialissima Venere di un autore americano di dubbia identità, si apre forse imprevedutamente l’Era della Fantascienza Underground.” Così scrivevano Fruttero & Lucentini all’epoca della prima edizione italiana del romanzo. Oggi sappiamo che: 1) lo pseudonimo con cui il romanzo uscì nel ’74 (Kilgore Trout) nascondeva in realtà Philip José Farmer; 2) tutto nasceva da una fantasia di Kurt Vonnegut; 3) più che fantascienza underground, il libro era una pregevolissima neo-space opera. (Tutti i segreti svelati all’interno del volume.)