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Killing Time (The Best American Mystery Stories)

Venti racconti che declinano tutte le sfumature del noir. Venti maestri del genere che condensano la loro abilità in poche pagine, per esplorare i vasti e vari territori del thriller, del giallo, della detective story più classica. Sullo sfondo, l’America delle grandi metropoli e quella delle piccole cittadine e delle vallate sperdute, e la calda desolazione dell’America del Sud. Poliziotte sessualmente disinvolte, insegnanti dalla doppia vita, disperati pronti a tutto e anche un mistero vissuto da un giovane Watson, risolto dopo anni dall’eccezionale genio deduttivo di Holmes: il meglio della crime fiction americana in un’antologia imperdibile.

Killer Elite

Solo il migliore sopravviveràDa questo libro il film con Robert De Niro, Clive Owen e Jason StathamSilenziosi, discreti e implacabili: sono gli Uomini Piuma, un’organizzazione segreta creata per proteggere i membri dello Special Air Service, corpo speciale dell’esercito britannico, e i loro familiari. Si muovono nell’ombra, agiscono con metodi che la giustizia ordinaria non potrebbe permettersi e scompaiono in un soffio, come suggerisce il loro nome. Almeno fino a quando non si trovano ad affrontare una sfida senza precedenti che metterà a rischio la loro stessa esistenza. Sin dal 1977, alcuni veterani del SAS sono morti in circostanze sospette. Sembrano incidenti o decessi naturali, ma presto emerge un legame tra le vittime: hanno tutte partecipato a una missione nel sultanato dell’Oman, che ha distrutto la vita dello sceicco Amr bin Issa. Deciso a ristabilire il proprio onore, Amr ha assoldato una banda di assassini professionisti per ottenere la sua vendetta. In una corsa contro il tempo, gli Uomini Piuma dovranno riuscire a prevedere le mosse di questi abili killer che uccidono a sangue freddo, decisi a non fermarsi finché non si saranno fatti giustizia, a qualunque costo…Ranulph FiennesSir Ranulph Fiennes, ufficiale dell’esercito britannico, esploratore e avventuriero, è stato membro del SAS (Special Air Service) e, per un periodo, ha combattuto nel sultanato dell’Oman. È autore di diversi libri ispirati alla sua vita di militare ed esploratore.

Key largo

Joe Winder, ex giornalista d’assalto, è impiegato presso l’ufficio di pubbliche relazioni della Amazing Kingdom of Thrills, un parco di divertimenti di Key Largo, Florida, il cui proprietario, Francis X. Kingsbury, accarezza il sogno malato di battere Disney sul suo stesso terreno. Però a Key Largo, tutto sembra molto noioso e banale. Finché il furto di due rare arvicole fa improvvisamente precipitare gli eventi. Il furto, organizzato da una ricca vedova ambientalista, si rivela una catastrofe, perché i due animaletti muoiono. E’ il primo anello di una catena di eventi che travolgono Winder e gli altri strambi personaggi.

Kebap in Okinawa

Un vecchio reduce del Vietnam, zoppo, col timpano forato ed amante dei rapporti sadomaso, si ritrova a Lisbona negli anni ’90 a lavorare per un vecchio commilitone turco che da tempo ha aperto un “particolare” servizio di taxi in città. Costretto a fuggire all’improvviso, si troverà a nascondersi in Giappone a casa di un vecchio amico di guerra. Qui farà la conoscenza della timida figlia adolescente Ayumi, di una prostituta non più giovane e di pericolosi personaggi della yakuza. Un romanzo fatto di frasi non dette ed emozioni represse in cui il dolore, in ogni sua espressione, sarà protagonista nelle vite dei personaggi.

Un karma pesante

“Quando ha sentito che a novembre compio quarantadue anni mi ha guardata negli occhi e ha detto: `Quarantadue è multiplo di sette. Sarà un anno di grandi cambiamenti: stai pronta, Eugenia…” Eugenia Viola non crede nei multipli di sette, ma è sempre stata fin troppo pronta a mettersi in gioco. Era un’adolescente segnata da un dolore prematuro e ossessionata dalla ricerca della propria identità: oggi è una donna spericolata eppure saggia. Ciò che sa fare meglio, quel che le toglie il sonno, è il suo lavoro di regista. Ma quando improvvisamente la vita la obbliga a fermarsi, il film che ci racconta è quello dei tanti pezzi di sé lasciati per strada. La tredicenne affascinata dall’oscuro protagonista di un romanzo russo, la ragazza che parte per Londra in fuga dalla malattia del padre, la ventenne inquieta che approda nella Milano dei profondi anni Ottanta e poi nella New York degli anni Novanta. Fino al presente rigoroso, assediato dalle nevrosi degli Anni Zero ma riempito dall’amore imperfetto per Pietro e per le figlie Rosa e Lucia, le uniche capaci di ancorarla a terra. Un karma pesante, sostenuto da una scrittura ironica e tagliente ma capace di scaldarsi per dare vita a personaggi indimenticabili, getta uno sguardo insolito e brillante sui nostri ultimi trent’anni ed è insieme la storia di una donna spietata con se stessa ma teneramente fragile, allegra, materna, tanto dolorosamente vicina all’autenticità della vita che abbiamo l’impressione di conoscerla almeno quanto conosciamo noi stessi. “A volte pensi che per cominciare a vivere davvero devi prima capire chi sei, fare le scelte giuste, mettere tutto in ordine: ma alla fine la tua vita sarà il modo in cui hai vissuto. Il modo in cui stai vivendo adesso.”

Kadath

Randolph Carter, il protagonista di questa straordinaria saga onirica, è in pratica l’alter ego di Lovecraft nella sua veste di esploratore del Mondo dei Sogni. Avido di conoscere le meravigliose città dalle cupole d’oro che tante volte ha intravisto tra la veglia e il sonno, il suo animo cede quando – turbato dalle acque troppo profonde – si trova a dover affrontare dei mostri terribili che all’uomo non è dato di poter combattere con successo. Questo romanzo, che molti giudicano l’opera migliore di Lovecraft, è la cronaca picaresca di tutta una serie di terribili avventure centrate sulla ricerca dello Sconosciuto Kadath.Howard P. Lovecraftnacque il 20 agosto del 1890 a Providence, nel Rhode Island. Vissuto in un ambiente familiare ben poco felice, dopo un’infanzia trascorsa in totale solitudine, dovette lottare contro una serie di difficoltà economiche e si guadagnò da vivere con il mestiere ingrato e mal pagato di revisore dei testi narrativi di aspiranti scrittori. Grazie ai suoi romanzi e racconti, ispirati a una concezione del cosmo particolare e singolarissima, è l’unico scrittore americano a poter rivaleggiare con Edgar Allan Poe. Divenuto, ancora vivente, una vera e propria “leggenda”, morì nella sua Providence, alla quale era legato in maniera viscerale, il 5 marzo del 1937. Moriva l’uomo, nasceva il mito. Di Lovecraft la Newton Compton ha pubblicato La casa stregata e altri racconti; Le Montagne della Follia; I racconti del Necronomicon, La tomba e altri racconti dell’incubo e il volume unico Tutti i romanzi e i racconti.

La Jolanda furiosa

> “Il punto G (ve lo spiego un po’ col linguaggio della navigazione) si situa a circa sette, otto centimetri sulla rotta della jolanda. *A l’intérieur*. Questo rassicura anche chi ha un walter mignon, piccolo come il tappo del moscato.”
Nessuno come Luciana Littizzetto riesce a farci ridere prendendo in giro i nostri costumi. E quello che c’è sotto. Insomma, per capirsi, quelle cose lì che ognuno chiama un po’ come vuole, ma quando lei le chiama il walter e la jolanda la risata è irresistibile, imperiosa, incontinente. Nessuno come la mitica Litti riesce a rendere sublimi anche gli argomenti più triviali, e a trascinare a terra, a portata di mano e di sbeffeggio, quelli più alti. O forse semplicemente sopravvalutati.
Finiscono così sotto una gragnola di geniali guizzi comici la pubblicità, fatta di scoiattoli che spengono gli incendi con una puzzetta o campioni di calcio (tanto per non fare nomi, Beckham) con un walter che riempie l’intero cartellone: “Avete presente una baguette, un arrosto per dodici persone, un bob a due, l’uovo di Pasqua del bar, quello della lotteria pasquale?”. Le banche, con i loro comodissimi codici IBAN: “È il numero più lungo del mondo. Un numero lungo come le balle dei cani da caccia. Sicuramente più di parecchi piselli. Che spesso somigliano invece al CIN”. Gli uomini, che girano per casa coi bragoni da ginnastica ascellari o peggio ancora nudi, “con una pancetta a meloncino rosa dove l’ombelico pare il buco che si fa per metterci dentro il porto”. I politici: “Che fine ha fatto Prodi, con l’occhiale montatura Telefunken e il viso a forma di Tetrapak”. Il Papa: “Ma chi lo fotografa ogni volta, il regista di *Paperissima*?”. E qualche altro sano e divertentissimo sobbalzo di coscienza, giusto “per non vivere nella beata ignoranza come le oche da pâté”.

John Carter di Marte

Sotto le lune di Marte – Gli dèi di Marte – Il signore della guerra di MarteL’inizio della saga immortale3 libri in 1Misteriosamente trasportato su Marte, l’avventuriero ed ex soldato John Carter si trova proiettato in un mondo sull’orlo del collasso, dove schiere di tribù semibarbariche si combattono senza sosta. Nient’altro resta dell’antica e gloriosa civiltà che abitava il pianeta. In questa decadente realtà, la scienza spesso deve cedere il passo alla forza bruta e saper maneggiare una spada si rivela più utile di qualunque altra conoscenza. Così, tra razze sconosciute, mostri terrificanti, combattimenti all’ultimo sangue e antichi ritrovati, Carter viene coinvolto in un colossale conflitto che sembra non conoscere tregua e deve dimostrare di saper sopravvivere in quell’ambiente violento e ostile. Ma sul Pianeta Rosso il terrestre troverà anche l’amore della bellissima principessa Dejah Thoris e scoprirà che la salvezza di Marte e dei suoi abitanti è nelle sue mani. Edgar Rice Burroughsnacque a Chicago nel 1875. Dopo aver rinunciato alla carriera militare, cominciò a lavorare nella fabbrica del padre, per poi dedicarsi a varie attività. Fu poliziotto, cercatore d’oro, negoziante, impiegato e cowboy, a testimonianza della perenne insoddisfazione che lo caratterizzava. Poco dopo aver venduto il suo primo romanzo per cento dollari, incontrò il favore del pubblico con la celeberrima serie di Tarzan e, da allora, i guadagni non fecero che aumentare, tanto che, alla morte, possedeva oltre dieci milioni di dollari. I suoi sessanta romanzi vendettero oltre 45 milioni di copie nella sola America del Nord, a riprova di un successo che dura ancora oggi.

Jane deve morire (eLit)

STACY KILLIAN SERIE 1 È il 1987 e Jane Killian, nuotando al largo di un lago, viene investita da un motoscafo, che le sfigura il viso e la porta a un passo dalla morte. Oggi, dopo sedici anni e una lunga e dolorosa serie di interventi di chirurgia ricostruttiva, Jane è una donna bella e un’artista affermata, oltre che una moglie felice. Poi all’improvviso tutto crolla. Suo marito Ian, chirurgo plastico, viene accusato dell’omicidio di una ex paziente. Ed è proprio la sorellastra di Jane, Stacy, a condurre le indagini dell’omicidio. Nel frattempo l’uomo che era alla guida del motoscafo che le ha cambiato la vita si rifà vivo con oscure minacce. Mentre l’accumularsi di prove contro il marito rende per lei sempre più difficile aggrapparsi alla fede nella sua innocenza e nel suo amore, Jane rischia di perdere tutto ciò che si è faticosamente conquistata.

Jack & Jill: Un caso di Alex Cross

In una notte di dicembre, in un lussuoso piedàterre di Washington, un senatore viene assassinato con fredda determinazione. Unico indizio: una macabra poesiola, firmata Jack & Jill, in cui si annuncia che quel delitto è soltanto il primo di una lunga serie, destinata a colpire personaggi influenti della capitale. Ma chi sono Jack & Jill? E qual è il loro piano? Nella stessa notte, vicino a una scuola elementare nella zona più popolare di Washington, viene rinvenuto il corpo di una bambina: l’assassino ha agito in preda a un furore cieco, delirante, quasi che la piccola fosse colpevole di qualcosa… ma di che cosa? Ci può essere un legame tra quei delitti, ugualmente efferati eppure così «distanti»? Questa la domanda che perseguita il detective Alex Cross, chiamato a risolvere il mistero di Jack & Jill, ma toccato anche dal secondo crimine, avvenuto a poca distanza da casa sua, nei pressi della scuola frequentata da suo fìglio Damon. Costretto a dividersi tra i corridoi del potere e le strade del suo quartiere, indignato perché le autorità sembrano occuparsi soltanto del crimine «importante», Alex Cross comincia faticosamente a radunare le tessere del puzzle. Ma l’assassino (o gli assassini?) colpisce ancora. E ancora. Ormai nessuno a Washington può ritenersi al sicuro: né i bambini né i politici, e neppure il presidente degli Stati Uniti e la first lady. Anzi, soprattutto questi ultimi, giacché i servizi segreti, in codice, li chiamano… Jack & Jill. Un thriller che non dà tregua, vibrante di suspense in ogni pagina, imprevedibile come la realtà e agghiacciante come un incubo.James Patterson è autore della serie “Alex Cross”1 – Ricorda Maggie Rose2 – Il collezionista 3 – Jack & Jill 4 – Gatto & topo5 – Il gioco della Donnola6 – Mastermind 7 – Ultima mossa8 – Il caso Bluelady9 – La tana del lupo10 – Ultimo avvertimento11 – Sulle tracce di Mary12 – La memoria del killer13 – Il regista degli inganni14 – L’istinto del predatore15 – Il segno del male16 – Il ritorno del killer17 – Uccidete Alex Cross18 – Buone feste, Alex Cross

L’italiano: lezioni semiserie

«Ho scritto *L’italiano. Lezioni semiserie* per denunciare le violenze contro la nostra lingua, ma non chiedo condanne. Lo scopo è la riabilitazione. Scrivere bene si può. L’importante è capire chi scrive male, e regolarsi di conseguenza. Questo è un libro ottimista, e ha un obiettivo dichiarato: aiutarvi a scrivere in maniera efficace (un’e-mail, una relazione, una tesi o un breve saggio: la tecnica non cambia)». Dal “decalogo diabolico” — dieci regole per scrivere schifezze — alla psicopatologia della lingua quotidiana, dai consigli sull’uso della punteggiatura ai 16 suggerimenti ispirati a Flaiano e Montanelli, quel che occorre per imparare a scrivere in italiano. Divertendosi.

Italiani, brava gente?

Negli anni che vanno dall’unità del nostro Paese alla fine della seconda guerra mondiale si sono verificati molti episodi nei quali gli italiani si sono rivelati capaci di indicibili crudeltà. In genere le stragi sono state compiute da «uomini comuni», non particolarmente fanatici, non addestrati alle liquidazioni in massa. Uomini che hanno agito per spirito di disciplina, per emulazione o perché persuasi di essere nel giusto eliminando coloro che ritenevano «barbari» o «subumani».
Angelo Del Boca esamina, in questo libro, gli episodi più efferati, quelli che costituiscono senza dubbio le pagine più buie della nostra storia nazionale: i massacri di intere popolazioni del meridione d’Italia durante la cosiddetta «guerra al brigantaggio»; l’edificazione nell’isola di Nocra, in Eritrea, di un sistema carcerario fra i più mostruosi; le rapine e gli eccidi compiuti in Cina nel corso della lotta ai boxers; le deportazioni in Italia di migliaia di libici dopo la «sanguinosa giornata» di Sciara Sciat; lo schiavismo applicato in Somalia lungo le rive dei grandi fiumi; la creazione nella Sirtica di quindici lager mortiferi per debellare la resistenza di Omar el-Mukhtàr in Cirenaica; l’impiego in Etiopia dell’iprite e di altre armi chimiche proibite per accellerare la resa delle armate del Negus; lo sterminio di duemila monaci e diaconi nella città conventuale di Debrà Libanòs; la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei, votati a sicura morte.
È vero che nell’ultimo secolo e mezzo molti altri popoli si sono macchiati di imprese delittuose, quasi in ogni parte del mondo. Tuttavia, soltanto gli italiani hanno gettato un velo sulle pagine nere della loro storia ricorrendo ossessivamente e puerilmente a uno strumento autoconsolatorio: il mito degli «italiani brava gente», un mito duro a morire che ci vuole «diversi», più tolleranti, più generosi, più gioviali degli altri, e perciò incapaci di atti crudeli.
Con la sua scrittura chiara e documentata, Angelo Del Boca mostra invece come dietro questo paravento protettivo di ostentato e falso buonismo si siano consumati, negli ultimi cent’anni, in Italia, in Europa e nelle colonie d’oltremare, i crimini peggiori, gli eccidi più barbari. Crimini ed eccidi commessi da uomini che non hanno diritto ad alcuna clemenza, tantomeno all’autoassoluzione.

Italian Zombie. Cronache dalla resistenza

L’epidemia che devasta il pianeta trasformando gli infetti in zombie è arrivata in Italia. Nove scrittori collegati tra loro via blog, facebook e twitter raccontano la lotta quotidiana per la sopravvivenza nascosti come topi, barricati in case bunker nelle poche città che ancora resistono. Circondati da milioni di morti senza pace, scopriranno che le dinamiche tra vivi possono essere molto più dure dell’orrore che si trascina per le strade. Quelle strade intorno piazza Navona, nel centro di Napoli o fuori l’università di Bologna, luoghi del nostro vissuto che adesso appartengono a mostri affamati della nostra carne.

L’Italia spensierata

Ci sono cose che non fareste mai. Cosi dite: né ora né mai. Sprecare una fruttuosa domenica pomeriggio negli studi di Cinecittà per partecipare a una trasmissione televisiva, per esempio. Sgomitare in autogrill durante l’esodo delle vacanze. Mettersi in coda per il giro della morte sulle montagne russe e spendere un intero stipendio sotto il giogo di figli ipnotizzati. Affrontare il pigia-pigia per l’ultimo cinepanettone, quello che vanno a vedere tutti, quello che incarna l’animo dell’italiano medio e trovarsi li con tanti italiani medi a sorbirsi l’ennesimo girovagare degli equivoci. E poi succede che vi ritrovate dentro le cose che non fareste mai. A tutti, prima o poi, succede. “E il momento in cui ci si chiede se ci si sente un po’ stupidi. E la risposta non è: no. La risposta è: si. Ma questo si è comprensivo e caloroso, suggerisce un diritto a essere un po’ stupidi qualche volta nella vita. E a lasciarsi andare”. Francesco Piccolo ci porta con sé alla scoperta di un paese, il nostro, dove i cliché stereotipati che etichettano precisi gruppi umani non hanno “diritto di cittadinanza”. Perché non può esistere un “noi” e un “loro”.
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It (versione italiana)

Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che dagli sconcertanti misteri dell’infanzia conduce a quelli della maturità. A Derry , una piccola cittadina del Maine, l’autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale che sembra non finire mai. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma le strade sono sdrucciolevoli e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede e sparisce nelle viscere della terra. Cercare di recuperarlo è l’ultimo gesto di George: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l’estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora. It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell’unico modo possibile: uniti da un’incrollabile amicizia. E ora è anche un film che racconta come il Club dei Perdenti ha sconfitto It. La prima volta.

Istruzioni per un’ondata di caldo

**«Maggie O’Farrell scava nel profondo di quello che mi piace chiamare “il teatro della famiglia”.»**
*Catherine Dunne*
**«Si inserisce a pieno titolo tra le migliori voci della narrativa inglese.»**
*Literary Review*
**«Chi cerchi l’equivalente britannico di Anne Tyler lo trova in Maggie O’Farrell.»**
*The Scotsman*
**«Un talento magistrale per la narrazione.»**
*The Observer*
È il luglio del 1976 e una straordinaria ondata di caldo avviluppa Londra. Non piove da mesi, i giardini sono invasi dagli afidi e l’acqua è razionata. Nella casa di Greta e Robert, due coniugi irlandesi di mezza età da tempo trapiantati in Inghilterra, è una mattina come tante. Robert esce a comprare il giornale, ma non fa più ritorno. La moglie non ci mette molto a scoprire che l’uomo ha preso con sé il passaporto e parecchio denaro. Ma dove è andato? La scomparsa del padre riporta a casa i tre figli, ormai lontani, ognuno alle prese con i suoi problemi. Michael Francis, il maggiore, sta attraversando una profonda crisi matrimoniale ed è sull’orlo del divorzio; Monica, la secondogenita, vive nella campagna inglese con il nuovo marito e le figlie di lui, che la detestano; e Aoife, la minore, che è sempre stata la più ribelle, si è trasferita a New York dopo una violenta lite con la sorella, alla ricerca di un difficile riscatto professionale e di una nuova vita. Mentre si susseguono le ipotesi su dove sia andato Robert, i tre figli non sanno che la madre nasconde un segreto che potrebbe spiegare tutto… Questo incontro «forzato» sarà l’occasione per confrontarsi su quello che è stato, riconsiderare il presente e i rapporti che veramente contano. Intrecciando le voci dei protagonisti, con una narrazione quasi cinematografica, potente e delicata allo stesso tempo, Maggie O’Farrell porta il lettore nel cuore della storia, nel punto preciso dove sono nati i rancori, le gelosie e il grande affetto che, nonostante tutto, alla fine troverà la via per superare conflitti e acredini.
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### Sinossi
**«Maggie O’Farrell scava nel profondo di quello che mi piace chiamare “il teatro della famiglia”.»**
*Catherine Dunne*
**«Si inserisce a pieno titolo tra le migliori voci della narrativa inglese.»**
*Literary Review*
**«Chi cerchi l’equivalente britannico di Anne Tyler lo trova in Maggie O’Farrell.»**
*The Scotsman*
**«Un talento magistrale per la narrazione.»**
*The Observer*
È il luglio del 1976 e una straordinaria ondata di caldo avviluppa Londra. Non piove da mesi, i giardini sono invasi dagli afidi e l’acqua è razionata. Nella casa di Greta e Robert, due coniugi irlandesi di mezza età da tempo trapiantati in Inghilterra, è una mattina come tante. Robert esce a comprare il giornale, ma non fa più ritorno. La moglie non ci mette molto a scoprire che l’uomo ha preso con sé il passaporto e parecchio denaro. Ma dove è andato? La scomparsa del padre riporta a casa i tre figli, ormai lontani, ognuno alle prese con i suoi problemi. Michael Francis, il maggiore, sta attraversando una profonda crisi matrimoniale ed è sull’orlo del divorzio; Monica, la secondogenita, vive nella campagna inglese con il nuovo marito e le figlie di lui, che la detestano; e Aoife, la minore, che è sempre stata la più ribelle, si è trasferita a New York dopo una violenta lite con la sorella, alla ricerca di un difficile riscatto professionale e di una nuova vita. Mentre si susseguono le ipotesi su dove sia andato Robert, i tre figli non sanno che la madre nasconde un segreto che potrebbe spiegare tutto… Questo incontro «forzato» sarà l’occasione per confrontarsi su quello che è stato, riconsiderare il presente e i rapporti che veramente contano. Intrecciando le voci dei protagonisti, con una narrazione quasi cinematografica, potente e delicata allo stesso tempo, Maggie O’Farrell porta il lettore nel cuore della storia, nel punto preciso dove sono nati i rancori, le gelosie e il grande affetto che, nonostante tutto, alla fine troverà la via per superare conflitti e acredini.