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La vittima designata

‘*Reacher mi cattura dalla prima pagina fino all’ultima. Tra gli scrittori di thriller, Lee Child per me è il numero 1.*’
Ken Follett

‘*I suoi romanzi sono davvero straordinari.*’
Stephen King

‘*Il miglior autore contemporaneo di narrativa crime*.’
Haruki Murakami

‘*Dà un nuovo significato al concetto di page-tuner.*’
Michael Connelly

‘*Lee Child ci sa fare con le parole. Sono un suo fan.*’
James Patterson

Serie di Jack Reacher vol. 07

Xavier Francis Quinn: un nome rimasto nella memoria di Jack Reacher sin dai tempi in cui era maggiore della Polizia militare. Un criminale, un traditore del suo Paese e, soprattutto, un sadico assassino che ha ucciso barbaramente una collega di Jack che stava indagando su di lui ed era vicina a incastrarlo. Sono trascorsi dieci anni e, dopo una sparatoria di incredibile violenza, Reacher si trova, come sempre, nel posto sbagliato al momento sbagliato. O forse no. Perché adesso Reacher è tornato a lavorare con l’FBI, convinto da Susan Duffy, un’affascinante e coraggiosa federale, a infiltrarsi in una banda di trafficanti. L’obiettivo è cercare di salvare un’agente sotto copertura sparita da più di due settimane. Ma Reacher sa per certo che dietro tutta l’organizzazione c’è il suo nemico, Quinn, e vuole due cose sole: giustizia e vendetta. Per ottenerle è disposto a giocare il tutto per tutto, anche la sua stessa vita…

Lee Child si conferma ancora una volta maestro del thriller d’azione con un romanzo ad alto tasso di adrenalina e un eroe credibile e realistico anche nelle azioni più spericolate.

La serie di Jack Reacher:

Zona pericolosa
Destinazione inferno
Trappola mortale
Via di fuga
Colpo secco
A prova di killer
La vittima designata
Il nemico
Jack Reacher – La prova decisiva
Identità sconosciuta – Un’avventura di Jack Reacher
Un passo di troppo
Vendetta a freddo
Niente da perdere
I dodici segni
L’ora decisiva
Una ragione per morire
La verità non basta
Il ricercato
Punto di non ritorno
Personal
Prova a fermarmi
(source: Bol.com)

Vite in pericolo

Una coppia di medici trasferitisi a lavorare in un modernissimo centro sanitario di una cittadina di provincia, si ritrova coinvolta in una serie di misteriose morti causate da strani morbi: un incubo mortale minaccia l’ospedale…

Vite immaginarie

“È hashish… dà fuoco all’immaginazione”: così disse il poeta Albert Samain quando lesse le “Vite immaginarie”, ventitré ‘percorsi di vita’, brucianti di rapidità, dove incontriamo personaggi illustrissimi, come Empedocle o Paolo Uccello o Petronio, e gli ignoti destini di Katherine, merlettaia nella Parigi del Quattrocento, o del maggiore Stede Bonnet, ‘pirata per capriccio’, o degli impeccabili assassini Burke e Hare – e tutti circondati dalle folle senza nome di mendicanti, criminali, prostitute, mercanti ed eretici che abitano la storia. È vano, come pure in Borges, tentare di discriminare il vero e l’immaginato in queste superfici splendenti, perché tutto vi è visionario e segretamente unito in una sola catena, a dimostrare le parole di Schwob secondo cui “la somiglianza” è “il linguaggio intellettuale della differenza” e “la differenza… il linguaggio sensibile della somiglianza”.

Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue, insino a’ tempi nostri

La ‘O’ di Giotto, il naso storto di Michelangelo, le invenzioni di Leonardo da Vinci, il caratteraccio di Piero di Cosimo, l’ossessione alchimistica del Parmigianino: sono solo alcuni frammenti di quel grande specchio dell’arte italiana del Rinascimento (e non solo) che è “Le Vite de’ più eccellenti architetti, pittori e scultori” di Giorgio Vasari. Al di là del suo indubbio valore storiografico, “Le Vite” è una commedia umana in cui cronaca e leggenda, pettegolezzo e memoria si intrecciano dando vita alla più vasta ed esaltante epopea narrativa incentrata sulla figura dell’artista. Dietro le opere d’arte, spesso capolavori celeberrimi, Vasari sa rintracciare il profilo degli uomini che le hanno realizzate, con le loro ambizioni, ossessioni, passioni, bizzarrie di carattere. La bellezza delle Vite come libro da leggere e godere era rimasta fino a oggi inaccessibile a causa della distanza storica che ci separa dalla lingua in cui l’opera di Vasari è scritta, quel toscano di base fiorentina che difficilmente si lascia avvicinare da un lettore ordinario. Marco Cavalli colma finalmente questa distanza presentando in questo volume la traduzione in italiano moderno di ventuno biografie vasariane scelte tra le più belle per vivacità narrativa e precisione miniaturistica del dettaglio.

Le vite – Edizione 1568

Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori è una serie di biografie di artisti, scritta nel XVI secolo dal pittore e architetto aretino Giorgio Vasari. Spesso viene chiamato semplicemente Le Vite. Il trattato del Vasari fu pubblicato nel 1550 ed ebbe uno straordinario successo che spinse l’autore a curare una seconda edizione ampliamente ingrandita e revisionata, pubblicata nel 1568.È il primo libro organico di storia dell’arte che ci sia pervenuto, nonché la fonte, spesso unica, di notizie biografiche degli artisti a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, nonché di informazioni su opere d’arte magari oggi disperse, perdute o distrutte. Appassionato e meticoloso, Vasari peccò talvolta di eccessiva enfasi letteraria nel tracciare gli sviluppi dell’arte e i rapporti tra gli artisti. Gli studi successivi sul testo vasariano (tra cui quello scrupoloso di Gaetano Milanesi del 1848) hanno tuttavia circoscritto gli errori e le notizie rivelatesi fasulle (dovute spesso a quella creduloneria che ingannò molti storici del passato), restituendo il pieno valore del testo, che non solo influenzò il giudizio in materia d’arte fino a buona parte del XIX secolo, ma è tutt’oggi un’imprescindibile e citatissima.

Una vita

A cura di Mario LunettaEdizione integraleUna vita è il primo passaggio obbligato per entrare in quella sorta di “presa di coscienza”, individuale e collettiva, della crisi della cultura e dei valori dell’uomo europeo, che i romanzi di Svevo in qualche modo rappresentano. Nel racconto di un’esistenza che si svolge tutta all’insegna del non vivere, si scontrano la poetica del verismo e del naturalismo, l’oggettività con cui vengono descritti ambienti e tematiche sociali con la tensione, tutta nuova, dell’introspezione psicologica e autobiografica. La parabola esistenziale di un sognatore, implacabile analizzatore di se stesso, negato all’azione e quindi destinato all’inevitabile fallimento.«La semplicità dei costumi era felicità, era felicità la bontà ed era felicità la pace. E poi niente altro.»Italo Svevo(pseudonimo di Ettore Schmitz) nacque a Trieste nel 1861. Fu il primo scrittore italiano a interessarsi alle teorie psicoanalitiche di Freud, che proprio allora cominciavano a diffondersi in Europa. Fu grande amico di Joyce, che lo fece conoscere a livello internazionale, e di Montale, che in Italia ne intuì per primo le eccezionali doti di narratore. Morì nel 1928. Di Svevo, la Newton Compton ha pubblicato La coscienza di Svevo, Senilità e Una vita nella collana GTE, e il volume unico Tutti i romanzi e i racconti.

Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda

“Sono le tre del mattino nella mia casa bianca sul mare, alle Bocche di Bonifacio, in Corsica. È una magnifica notte senza luna.” Inizia così “Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda”, il libro in cui Paolo Villaggio ripercorre la sua vita, i suoi successi televisivi e cinematografici: dai tempi in cui era animatore sulle navi della Costa Crociere, con compagni di viaggio come Fabrizio De André, il poeta alla chitarra, e Silvio Berlusconi, il pianista, fino alla creazione di Fantozzi, ai libri tradotti in Francia, Sudamerica e Russia, ai film di successo, alle collaborazioni con Fellini, Monicelli, Olmi e Lina Wertmüller.

Una vita violenta

‘La trama di Una vita violenta mi si è fulmineamente delineata una sera del ’53 o ’54… C’era un’aria fradicia e dolente… Camminavo nel fango. E lì, alla fermata dell’autobus che svolta verso Pietralata, ho conosciuto Tommaso. Non si chiamava Tommaso: ma era identico, di faccia, a come poi l’ho dipinto… Come spesso usano fare i giovani romani, prese subito confidenza: e in pochi minuti mi raccontò tutta la sua storia.’ (Pier Paolo Pasolini, Le belle bandiere, 1966))

(source: Bol.com)

Una vita sottile

Chiara Gamberale parla con tono spensierato di tutto ciò che la circonda ogni giorno, delle persone che incontra, di quelle che sanno tutto e la sostengono, e di quelle che ignorano il suo dramma quotidiano: la lotta con la bilancia, il terrore di ingrassare e il rifiuto del cibo fino a che il corpo quasi si fa aria. E la reazione incontrollata, l’assalto al frigo e la grande abbuffata, per poi sentire ancora il bisogno di svuotarsi. Dialoghi vivaci, versi senza pretese, riflessioni e prese di coscienza unite al piacere delle piccole conquiste si alternano tra tensione e dolcezza.

La vita sessuale di Catherine M.

Una donna libera si guarda, si rivela, si espone. E racconta con chiarezza sconvolgente la sua vita sessuale dall’adolescenza in poi. Spregiudicata, disinibita e sicura di sé, sottomessa solo alla ricerca del piacere che trova nell’offrirsi completamente, nell’usare il suo corpo senza gerarchie, né nella sfera morale né in quella fisica, Catherine Millet offre una riflessione cruda, profonda e intelligente sulla propria sessualità. Catherine M. non è una «donna in cerca di avventure» e tantomeno una dominatrice, ma una donna che cerca il piacere nel rinnovare incessantemente l’esperienza, nel mettersi ogni volta di fronte a qualcosa di inatteso.
Libro scandalo che ha scatenato violente polemiche in Francia, *La vita sessuale di Catherine M.* è il frutto di un prodigioso sguardo su di sé che non provoca né vergogna né imbarazzi, e s’impone per la “leggerezza”, la precisione e l’eleganza con cui è scritto.

La vita quotidiana alla fine del mondo antico (Universale paperbacks Il Mulino)

Fra il IV e il VI secolo la società antica subisce grandi cambiamenti, legati all’affermazione del cristianesimo, alla divisione definitiva dell’impero in due parti, con l’emergere della nuova città di Costantinopoli nella metà orientale, e infine alla caduta dell’impero romano d’Occidente, travolto dalle invasioni barbariche. Com’era la vita quotidiana in quella turbolenta epoca di transizione? Il libro ce la restituisce in tutta la sua ricchezza e in rapporto ai diversi strati sociali.
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### Sinossi
Fra il IV e il VI secolo la società antica subisce grandi cambiamenti, legati all’affermazione del cristianesimo, alla divisione definitiva dell’impero in due parti, con l’emergere della nuova città di Costantinopoli nella metà orientale, e infine alla caduta dell’impero romano d’Occidente, travolto dalle invasioni barbariche. Com’era la vita quotidiana in quella turbolenta epoca di transizione? Il libro ce la restituisce in tutta la sua ricchezza e in rapporto ai diversi strati sociali.

La vita oscena

Una spietata discesa agli inferi, dove la spasmodica ricerca di desiderio occupa il dolore, l’oscenità è l’unica purezza, e la morte si consuma nella depravazione ripetuta, come una lenta combustione, sino alla fine. O sino a vedere la luce oltre le fiamme. «Ero piccolo ma già sapevo che riempirsi di cose era il modo che usiamo per sentirci il più lontano possibile dalla morte». Un bambino osserva il mondo degli adulti con la sua voce tersa e visionaria. Il padre che guida velocissimo cantando jingle di Carosello, ma da quando la moglie si è ammalata spesso ferma l’auto di colpo e «fa la faccia della morte». La madre che era una hippy e ora ha il cancro e aspetta la morte, ma a morire per primo è il marito, «come un’offesa inimmaginabile». Rimasto solo, ormai adolescente, il protagonista sprofonda nell’alcol e negli psicofarmaci finché per errore non manda a fuoco la casa. E comincia la sua iniziazione all’abisso, dove droga e irrefrenabile desiderio sessuale ricalcano il meccanismo dell’attesa e del consumo che riempie le nostre esistenze. Una specie di morte in vita da cui però – imprevista – affiora la rinascita.

La vita non è grave: Avventure tragicomiche di un giovane medico innamorato di quello che fa.

Sette lunghe notti al Pronto Soccorso raccontate dal punto di vista spesso divertito, sempre partecipe e appassionato, di un giovane specializzando in medicina in un ospedale francese. Di giorno Baptiste dorme nel polveroso pensionato della facoltà e di notte si dedica con entusiasmo al suo nuovo lavoro, dividendosi tra le emergenze e il reparto cure palliative. Ama “collezionare” le storie dei pazienti, che non sono mai solo corpi da curare, ma uomini e donne da accogliere, conoscere, consolare. Esseri umani da cui imparare, nel bene e nel male. Baptiste osserva con curiosità il lavoro dei colleghi, quelli che operano amanti maldestri traditi da improbabili sex toys e quelli che tengono la mano ai piccoli malati di leucemia; si traveste da clown e conforta i moribondi, si affeziona a loro, e in particolare alla paziente terminale della stanza numero 7. Alla quale, in attesa che il figlio bloccato in aeroporto dall’eruzione di un vulcano arrivi a darle l’ultimo saluto, somministra aneddoti e storie dell’ospedale come se fossero medicine, le più preziose a sua disposizione. Perché nel luogo sacro, caotico e per nulla asettico dove tutto comincia e tutto finisce, la vita si rivela in tutto il suo incommensurabile valore.

Vita nel Medioevo

Convinta che ”la storia vale in quanto è viva”, Eileen Power ha voluto studiare la vita medievale nei suoi aspetti piú minuti e quotidiani, analizzando documenti piuttosto rari che testimoniano delle vicende di gente comune. Ecco, quindi, un contadino, la cui esistenza può essere delineata attraverso l’attività di una tenuta agricola dei tempi di Carlo Magno; una donna di casa, attraverso i diari di una famiglia della classe media; un fabbricante di panni, visto nella sua attività grazie a scritture e libri del tempo. Solo il commercio veneziano con l’Oriente è mostrato attraverso un grande personaggio, Marco Polo, studiato però a sua volta come uno dei tanti mercanti viaggiatori che nel Medioevo percorrevano le vie del mondo. In questo modo ci sono dati quadri vivacissimi e significativi di vita vissuta, e il racconto procede con una finezza che appassiona proprio per il suo rigore storico.
(source: Bol.com)

La vita istruzioni per l’uso

I cataloghi, le descrizioni, il racconto delle cose inanimate: questo aspetto è una caratteristica del libro e una ragione del suo fascino (uno dei capitoli più suggestivi, il 74, è l’evocazione d’un mondo sotterraneo che s’estende sotto le cantine, nelle viscere della terra), ma certo la sua presa di lettura sta nell’altro aspetto: il libro brulicante di storie, d’avventure, di delitti, d’indagini poliziesche. Non per nulla nel frontespizio dell’edizione francese sotto il titolo La Vie mode d’emploi figura la dicitura Romans: ”romanzi” al plurale. Ogni appartamento dello stabile cela un mistero, un dramma, una peripezia che si dirama nelle più esotiche contrade del mondo o trae origine in epoche remote. Le cento stanze diventano le Mille e una notte. Italo Calvino
(source: Bol.com)