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La legione maledetta. La fortezza dei dannati

**Ai confini dell’impero sorge l’alba di una nuova storia**
Il tribuno Marco Cornelio Rubro guida un gruppo di evasi comprati al mercato nero dell’Urbe. Ha una precisa missione da compiere che lo riscatterà agli occhi dell’imperatore: trovare quella città in Dacia che si è ribellata al potere di Roma prima di scomparire da tutte le carte geografiche. Ma è autunno inoltrato e l’ufficiale romano è cosciente che bisogna fare presto, prima che la neve impedisca il passaggio delle Porte di Ferro, il gigantesco ponte costruito dalle legioni di Traiano nel cuore delle terre del nemico. Una corsa contro il tempo ai limiti della sopravvivenza, tra pericoli, insidie e agguati in una zona governata da predatori feroci e bande di irregolari. Un viaggio al termine del quale il tribuno della “malasorte” e i suoi compagni troveranno un misterioso avamposto fortificato inghiottito dalle viscere delle montagne, i cui abitanti hanno osato stringere un patto di sangue con antiche divinità vendicative che ora sono pronte a minacciare le sorti di tutto l’impero.
**Dal maestro italiano del fantasy storico
Una città fantasma
Un esercito schiavo
Un’oscura minaccia nascosta nelle viscere della terra
Un nemico mai visto prima
Hanno scritto della sua precedente saga:**
«Una storia assai originale, ad ampio respiro, piena di personaggi, ricca di descrizioni e di invenzioni narrative.» 
**Il Giornale**
«Un avvincente romanzo storico con spruzzate di fantasy.»
**Il Sole 24 Ore**
**Roberto Genovesi**
È giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo. Ha collaborato ai più importanti periodici e quotidiani italiani tra cui «L’Espresso», «Panorama», «TV Sorrisi e Canzoni», «la Repubblica». Considerato tra i maggiori esperti italiani di videogiochi, insegna Teoria e Tecnica dei linguaggi interattivi e cross-mediali in diverse università. Con Sergio Toppi ha realizzato le biografie a fumetti di Federico di Svevia, Carlo Magno, Archimede di Siracusa e Gengis Khan. Ha pubblicato i romanzi* Inferi On Net *e *L’angelo di Mauthausen*. Con la Newton Compton ha pubblicato* La legione occulta dell’impero romano*, *Il comandante della legione occulta*,* Il ritorno della Legione occulta. Il re dei Giudei*,* La mano sinistra di Satana*,* Il Templare nero* e *La legione maledetta. Il generale dei dannati*. I suoi romanzi sono pubblicati in Spagna da Editorial Bóveda. *Vigiles in Tenebris* è la pagina Facebook dedicata alla Legio Occulta.
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### Sinossi
**Ai confini dell’impero sorge l’alba di una nuova storia**
Il tribuno Marco Cornelio Rubro guida un gruppo di evasi comprati al mercato nero dell’Urbe. Ha una precisa missione da compiere che lo riscatterà agli occhi dell’imperatore: trovare quella città in Dacia che si è ribellata al potere di Roma prima di scomparire da tutte le carte geografiche. Ma è autunno inoltrato e l’ufficiale romano è cosciente che bisogna fare presto, prima che la neve impedisca il passaggio delle Porte di Ferro, il gigantesco ponte costruito dalle legioni di Traiano nel cuore delle terre del nemico. Una corsa contro il tempo ai limiti della sopravvivenza, tra pericoli, insidie e agguati in una zona governata da predatori feroci e bande di irregolari. Un viaggio al termine del quale il tribuno della “malasorte” e i suoi compagni troveranno un misterioso avamposto fortificato inghiottito dalle viscere delle montagne, i cui abitanti hanno osato stringere un patto di sangue con antiche divinità vendicative che ora sono pronte a minacciare le sorti di tutto l’impero.
**Dal maestro italiano del fantasy storico
Una città fantasma
Un esercito schiavo
Un’oscura minaccia nascosta nelle viscere della terra
Un nemico mai visto prima
Hanno scritto della sua precedente saga:**
«Una storia assai originale, ad ampio respiro, piena di personaggi, ricca di descrizioni e di invenzioni narrative.» 
**Il Giornale**
«Un avvincente romanzo storico con spruzzate di fantasy.»
**Il Sole 24 Ore**
**Roberto Genovesi**
È giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo. Ha collaborato ai più importanti periodici e quotidiani italiani tra cui «L’Espresso», «Panorama», «TV Sorrisi e Canzoni», «la Repubblica». Considerato tra i maggiori esperti italiani di videogiochi, insegna Teoria e Tecnica dei linguaggi interattivi e cross-mediali in diverse università. Con Sergio Toppi ha realizzato le biografie a fumetti di Federico di Svevia, Carlo Magno, Archimede di Siracusa e Gengis Khan. Ha pubblicato i romanzi* Inferi On Net *e *L’angelo di Mauthausen*. Con la Newton Compton ha pubblicato* La legione occulta dell’impero romano*, *Il comandante della legione occulta*,* Il ritorno della Legione occulta. Il re dei Giudei*,* La mano sinistra di Satana*,* Il Templare nero* e *La legione maledetta. Il generale dei dannati*. I suoi romanzi sono pubblicati in Spagna da Editorial Bóveda. *Vigiles in Tenebris* è la pagina Facebook dedicata alla Legio Occulta.

La legione di Videssos

Nel tormentato impero di Videssos, dove è stata magicamente sbalzata la Legione Romana comandata dal tribuno Marcos Scaurus, l’imperatore Mavrikios Gavras è morto, e al trono è salito suo fratello Thorisin. Ma il pericolo, rappresentato dalle onde selvagge del perfido Avshar, incombe sulle frontiere dell’impero. Gli uomini della Legione sono costretti a dividersi per andare a cercare nuove alleanze, e solo Marcus, con i suoi fedeli legionari, rimane a Videssos.
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La legione delle bambole

Parigi: Annabelle si assenta da una cena per portare fuori il cane e da quel momento gli invitati non la rivedranno più. Washington: Galan sale su un taxi, l’uomo che vorrebbe sedurla riesce a raggiungere l’auto dopo un centinaio di metri, ma lei è scomparsa. Tokyo: Suyani si infila in un vicolo, due malviventi ne bloccano le uscite, ma si ritrovano faccia a faccia nella viuzza deserta. A Seattle, a Mosca, a New York, altre donne spariscono senza lasciare traccia. Sono giovani, belle, brillanti, laureate nelle migliori università. E tutte occupano posizioni chiave presso uomini molto potenti, o capi di Stato. Le indagini sono a un punto fermo, la polizia brancola nel buio, le pressioni si moltiplicano. A Sylvie Bautch, profiler belga, non resta che rivolgersi a Nathan Love, l’affascinante investigatore cultore dello zen e delle arti marziali, ritiratesi in un luogo remoto dell’Australia, sempre che riesca a snidarlo dal volontario esilio in cui ha scelto di vivere. Ma con un po’ di psicologia, molto charme e una ferrea determinazione ce la farà. In un crescendo di azioni che lo condurranno ai quattro angoli del pianeta, dal Giappone all’Africa, dal Mar della Cina ai Balcani, Love viene trascinato in un mondo tanto pericoloso quanto insospettabile. Nel quale sarà costretto a immergersi, per scoprire che fine abbiano fatto le 247 donne svanite nel nulla. Lo attende una verità ben più sconvolgente di quanto avesse immaginato.

La legione dei semiumani

Si conclude l’affascinante viaggio di Aldair e dei suoi compagni attraverso tutte le terre ed i mari conosciuti e non della Terra, alla ricerca spasmodica delle proprie origini, e della razza che millenni prima li ha preceduti scomparendo poi nel nulla.
Non saremo ovviamente così sadici da dirvi quale sarà l’esito della ricerca che anche voi avete seguito nell’arco dei tre precedenti volumi, per cui ci limiteremo a qualche osservazione sui contenuti complessivi dell’opera nel suo complesso.
Se un appunto si può fare a narrett, non sarà certo quello di essere stato parco di avventure nei suoi romanzi: l’avventura con la A maiuscola l’ha infatti profusa a piene mani, e sicuramente costituisce uno dei motivi principali del successo di questo Ciclo. I personaggi poi sono delineati stupendamente, e la bravura di Barrett consiste proprio nel non averli fatti, né troppo umani, né troppo animaleschi: dei Semiumani appunto.
Ma non pensate che sia ormai ora di conoscere il segreto del mondo di Aldair?

Leghisti e sudisti

Com’è accaduto che la terra supersfruttata, che negli anni Cinquanta attrasse le attenzioni e la voglia di riforme degli spiriti laici, alle soglie degli anni Novanta diventasse la palla della discordia, uno scrupolo fastidioso da eliminare? L’autore è attento soprattutto a ricercare le ragioni che hanno reso il Sud prima il mercato di sbocco dei prodotti dell’industria del Nord, poi il complice e la vittima del voto di scambio di una politica inerte, che otteneva consenso con l’intervento straordinario.

Leggero il passo sui tatami

«Ma non si stancano mai questi giapponesi, mi viene a volte da pensare, di controllare sempre ogni gesto e fare tante cerimonie? Di non dire mai una parola di troppo, non mangiare per la strada, mettere la mascherina quando sono raffreddati, sorridere di continuo, inchinarsi in ogni momento?» Quando vi offrono il tè, i giapponesi pongono la tazza non al centro del vassoio, «ma un po’ di lato, in un punto intuitivamente calcolato in modo da creare un equilibrio ben più originale e poetico di quello che imporrebbe l’estetica occidentale, banalmente basata sulla simmetria». Ma come si concilia tanta finezza con le musichette assordanti nei luoghi pubblici e le ragazze in uniforme che si inchinano come automi, all’ingresso dei grandi magazzini, per dare il benvenuto a clienti che le ignorano? Nel corso di sedici anni di vita in Giappone, la fascinazione iniziale per la raffinatezza del gusto, la soavità dei gesti femminili, la discrezione e la delicatezza delle persone lascia così il posto al fastidio per l’apparente ipocrisia, la formalità e la rigidità dei giapponesi. Ma il percorso dell’autrice, e del lettore, segue un doppio movimento. A poco a poco, infatti, il sospetto di non aver capito fino in fondo i meccanismi di questa società, di non averne colto l’essenza, si fa strada. E allora Antonietta Pastore mette in discussione i suoi parametri interpretativi e comportamentali: quelli propri di noi occidentali. Storie minime, spesso divertenti, compongono il racconto di questo libro curioso: l’intimità forzata durante un fine settimana in montagna con i colleghi, il ricorso di un uomo a una veggente per trovare l’anima gemella, una serata danzante tutt’altro che voluttuosa, la gentilezza un po’ invadente di un venditore al castello di Hikone… Anche grazie alla letteratura giapponese e all’apprendimento degli ideogrammi, l’autrice si cimenta nella comprensione di una cultura piena di contraddizioni, «sofisticata e al tempo stesso provinciale, ipertecnologica ma per certi versi arretrata, ipocrita eppure onesta». Arrivando alla definitiva consapevolezza che si tratta davvero di un mondo particolare, fuori da tutti i luoghi comuni, a cui non si può che tentare di avvicinarsi all’infinito. E in questo avvicinamento Antonietta Pastore ci accompagna generosa, con la limpidezza della scrittura e la delicatezza del suo sguardo sulle cose, su quei particolari capaci di illuminare improvvisamente l’insieme.

La leggerezza del dovere

L’ispettore capo Reg Wexford è chiamato ad indagare sull’omicidio di Annette Bystock una riservata, non più giovanissima, quanto “comune”, impiegata dell’ufficio assistenza all’occupazione della cittadina di Kingsmarkham, nel Sussex in una afosa estate inglese alla vigilia delle elezioni comunali. Sullo sfondo del problema della disoccupazione che coinvolge più classi sociali e generazioni, quello che appare un delitto passionale, intrecciandosi con le indagini per la scomparsa di Melanie, la figlia ventenne dei coniugi Akande (colti, benestanti, di colore), avvenuta proprio dopo una visita all’ufficio dove lavorava Annette, si allarga alla tematica della convivenza razziale e i suoi pregiudizi, che sommessamente ma consistentemente acquistano evidenza e spessore agli occhi dell’acuto Wexford che sperimenta proprio su se stesso quanto subdolo sia il pregiudizio al ritrovamento del cadavere di un giovane corpo martoriato appartenuto ad una ragazza di colore. Un crimine insospettato nella contemporanea civile Inghilterra (e non solo): la perdita del rispetto della dignità umana e che accomuna le vittime ai carnefici al tragico compiersi del progetto di inevitabile distruzione.

Leggere: perchè i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi

Perché si legge e come si impara a farlo? Quali meccanismi emotivi si attivano? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta anche far male? In queste dense pagine, Corrado Augias si interroga sul significato dell'”attività del leggere”, e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico: dalle prime emozioni che, giovane studente liceale, suscitarono in lui i grandi classici ma anche alcuni libri “proibiti” come “L’amante di Lady Chatterley”, alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle e Raymond Chandler e della narrativa poliziesca, all’amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil. E poi, ancora, la letteratura francese, quella erotica, Dante, Petrarca, George Orwell, Philip Roth.

Leggere Shakespeare a Kabul

Dopo un lungo viaggio in Afghanistan, l’attrice e regista Corinne Jaber decide di mettere in scena a Kabul Pene d’amor perdute di Shakespeare. Il primo scoglio che deve affrontare è il testo, non esistono infatti traduzioni in Dari dell’immortale poeta inglese. E poi bisogna trovare gli attori: sfilano davanti agli occhi di Corinne e dei suoi collaboratori persone dalle più diverse provenienze sociali, tutte disposte a rischiare, e molto, pur di realizzare un sogno. Ci sono anche le donne, consapevoli dei pericoli cui vanno incontro in un Paese in cui mai si è vista una donna sul palcoscenico insieme agli uomini. Grazie al coraggio e alla passione di tutti, in mezzo a mille difficoltà, Pene d’amor perdute prende forma, gli attori si rivelano geniali, e capiscono che il grande e lontano Shakespeare ha scritto una commedia “afghana”, tanto la sua ironia, la leggerezza e la poesia sono vicine alla loro cultura. Ma in che modo verrà accolta la commedia in un Paese dove guerra, violenza e discriminazioni sono all’ordine del giorno?
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Leggere

Perché si legge e come si impara a farlo? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta far male? In queste densissime e scorrevolissime pagine Corrado Augias si chiede che cosa significhi ”leggere”, e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico: dalle prime emozioni che, giovane studente liceale, suscitarono in lui i grandi classici (I Sepolcri di Foscolo, Guerra e pace di Tolstoj, I miserabili di Victor Hugo), ma anche alcuni libri ”proibiti” (come L’amante di Lady Chatterley), alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle, Raymond Chandler e del genere poliziesco, fino all’amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil. E poi, ancora, la letteratura francese, quella erotica, gli autori modermi, George Orwell, Ray Bradbury, Philip Roth, accanto a quelli antichi, Dante, Petrarca, Saffo… Un libro stimolante, e per molti versi sorprendente, sul piacere insostituibile della lettura, sulla sua capacità di aiutarci a conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda, a crescere, a diventare più liberi e, perché no, più allegri.
(source: Bol.com)

Leggende napoletane-Neapolitan legends

La presenza fisica del Vesuvio, delle isole di Nisida e Capri, di un piatto di pasta, di una porcellana rinomata, persino l’origine della città di Napoli ed il suo possibile futuro. Le “leggende” di Matilde Serao sono frammenti di lunghi avvenimenti dimenticati, connessi a questi simboli ed arricchiti dalla sua immaginazione, trasformati in magia che trascina gli adulti in quel regno fantastico troppo spesso relegato ingiustamente al solo mondo infantile. Un omaggio allo spirito di Napoli e della sua gente, ai monumenti ed ai paesaggi assimilati dalla sua anima, alla città da lei amata. Sono storie semplici, dal linguaggio semplice, ma imbevute di immagini incisive di una città piena di contrasti.

Leggende e fiabe

Immersi in un clima mitico-simbolico soffuso di poesia, i temi della favolistica tradizionale (vita-morte, amoreodio) insieme a quelli della tentazione, della povertà, del miracolo, rivivono nelle leggende dei Padri del Deserto e degli eremiti della Tebaide, del Medioevo francescano o cortese e cavalleresco, dell’Italia rinascimentale e umanistica.

Leggende del Mondo Emerso – 2. Figlia del sangue

Il male che il popolo degli elfi ha seminato nel Mondo Emerso sta decimando la popolazione e ha gettato città e villaggi in un gorgo di violenza e disperazione. Mentre la sacerdotessa Theana cerca una cura per il morbo e la regina Dubhe organizza una debole resistenza contro le milizie elfiche, la sola speranza del Regno minaccia di svanire: Adhara, la ragazza senza passato. Perché Adhara è molto più che una guerriera: è un’arma, la più potente che il Mondo Emerso abbia mai posseduto nella lotta contro chi insidia la sua pace. E soprattutto, Adhara non è una predestinata: è una Consacrata, una creatura generata al solo scopo di combattere il Marvash, il male assoluto che eternamente si alterna al bene nei cicli della storia. Ma il suo destino era un altro, quello di una ragazza mortale abbandonata dalla vita su un prato, e quel destino ora vuole riprendere il suo corso, a costo di distruggerla. Un nuovo, imprevisto nemico ostacola Adhara nella sua missione: non più l’amore per Amhal e la sua anima dannata, non più la follia della peste, ma un’ombra inestinguibile che le chiederà un prezzo altissimo.
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Leggende Cristiane

Angeli e demoni, santi e martiri, eremiti e anacoreti, pellegrini e nomadi di Dio… sono alcune delle straordinarie figure che popolano queste antiche leggende. Fede, meraviglia e incanto si mescolano e si rincorrono nei racconti di gesta eroiche e imprese miracolose. Storie sacre dal sapore antico, scaturite dal magico gioco della fantasia, della parola e dello spirito. Un repertorio di racconti popolari, miti e aneddoti, attinti alle fonti piu varie e riscritti in linguaggio corrente.

La leggenda di Redenta Tiria

«Ad Abacrasta, di vecchiaia non muore mai nessuno, l’agonia non ha fottuto mai un cristiano. Tutti gli uomini, arrivati a una certa età, si slacciano la cinghia e se la legano al collo. Le donne usano la fune». Al bambino che chiede il perché, la nonna risponde solo che quando la Voce ti chiama tu non puoi fare altro che ubbidire. Ma un giorno, non si sa da dove, è arrivata in paese «una femmina cieca, con i capelli lucidi come ali di corvo e i piedi scalzi»: ha detto di chiamarsi Redenta Tiria, e di essere figlia del sole. Da quel giorno la gente di Abacrasta ha smesso di impiccarsi.Questo il filo che regge la narrazione di Salvatore Niffoi, scrittore di Barbagia: scrittore rapace, è stato detto, fulmineo nel calarsi a ghermire la preda, e altrettanto nel risalire a dominare gli spazi. E le sue prede sono gli innumerevoli personaggi, o «creature», che descrive con pochi tratti di micidiale incisività, con una sorta di straniata e nera comicità, e insieme con la pietà di chi non è estraneo a ciò di cui parla, anzi ne fa intrinsecamente, visceralmente par- te. Il minuscolo paesino di Abacrasta è un caotico e grottesco teatro del mondo, in cui ciascuna delle creature – quelle che finiscono «appese» come quelle che si salvano quando Redenta Tiria riesce a «tagliare la lingua alla Voce» – rappresenta una delle forme possibili che può assumere, nella sua beffarda, stupefacente molteplicità, la condizione umana. Con Niffoi si presenta finalmente un narratore vero, una voce che riconosciamo all’istante come quella, antichissima e vivificante, di uno scrittore di razza: capace di inventare una lingua insieme alta, primigenia e sensuale, ibridata di dialetto in un modo che non è mai futile o meccanico o folkloristico, ma sempre necessario, preciso e forte.