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Padre Padrone, E,: Recanto

A più di venti anni dalla pubblicazione di “Padre padrone”, Ledda ritorna sulla materia primordiale del romanzo per interrogarla con la curiostià del lettore-spettatore. L’esito è una rappresentazione poetico-eroica del suo primo libro, un controcanto ricco di inquietanti risposte.

Il padre delle ombre

In un inverno che avvolge tutto nel suo gelido sudario di neve e silenzio, un guerriero si fa strada verso una valle misteriosa, uscita da un mondo di leggende.
Ha dimenticato ormai ogni cosa di sé, arrivando a perdere perfino il suo nome. Ma l’ultimo tratto del viaggio potrebbe presentargli una scelta inattesa, conducendolo infine al cospetto dell’antica entità conosciuta come il padre delle ombre.
Una favola breve, una storia che viene da un mondo lontano, una collezione di immagini lievi come fiocchi di neve, tra divinità eterne e creature fantastiche.
Vincitore del premio speciale della giuria al concorso “Litterarum Hibernus Agon”, edizione 2012
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### Sinossi
In un inverno che avvolge tutto nel suo gelido sudario di neve e silenzio, un guerriero si fa strada verso una valle misteriosa, uscita da un mondo di leggende.
Ha dimenticato ormai ogni cosa di sé, arrivando a perdere perfino il suo nome. Ma l’ultimo tratto del viaggio potrebbe presentargli una scelta inattesa, conducendolo infine al cospetto dell’antica entità conosciuta come il padre delle ombre.
Una favola breve, una storia che viene da un mondo lontano, una collezione di immagini lievi come fiocchi di neve, tra divinità eterne e creature fantastiche.
Vincitore del premio speciale della giuria al concorso “Litterarum Hibernus Agon”, edizione 2012

Paddy Clarke ah ah ah!

È il 1968. Paddy Clarke ha dieci anni. Adora il calcio – il suo idolo è George Best –, Geronimo e accendere fuochi. Odia gli zoo, i baci, la bacchetta del signor Hennessey (il suo insegnante, detto Henno), e soprattutto il suo fratellino. Sogna di diventare un missionario come padre Damien e nel frattempo costringe i McCarthy a fare la parte dei lebbrosi. Sa che non bisogna mai tirarsi via le croste dalle ginocchia prima che sia ora di farlo. Paddy ha un migliore amico, Kevin. I loro nomi si trovano ovunque, a Barrytown, incisi nel cemento fresco. Insieme costruiscono capanne, suonano i campanelli e poi scappano… Paddy vorrebbe tanto sapere perché nessuno lo ha aiutato quando Charles Leavy gli si è scagliato contro e perché, per essere amici di qualcuno, bisogna sempre odiare qualcun altro. Se solo mamma e papà la smettessero di litigare… Sincero, allegro, tremendamente triste e spesso tutte queste cose insieme, Paddy Clarke ah ah ah! descrive il mondo con gli occhi e il linguaggio inventivo e illuminante di un bambino.

La Padania

Ma questa fantomatica “Padania” esiste davvero? Un viaggio fra nebbia e musica, alle radici di un fenomeno politico e sociale che si scontra con la “riserva indiana” della Bassa.Tratto da La secessione leggera, pubblicato da Feltrinelli. Numero caratteri: 72397.
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### Sinossi
Ma questa fantomatica “Padania” esiste davvero? Un viaggio fra nebbia e musica, alle radici di un fenomeno politico e sociale che si scontra con la “riserva indiana” della Bassa.Tratto da La secessione leggera, pubblicato da Feltrinelli. Numero caratteri: 72397.

Outland rock

Protagonista di questi quattro racconti di Cacucci è gente normale, che proviene da ambienti diversi ma è accomunata dal fatto di trovarsi d’improvviso per effetto del caso in situazioni impreviste e straordinarie e di doversela cavare. Il protagonista di “Outland rock” (racconto che dà il nome alla raccolta), innaffiando le piante sul balcone, trova un oggetto che sembra caduto dal cielo ed è infatti la scatola nera di un satellite spia, che sono in tanti a voler recuperare… Per questi eroi di tutti i giorni la salvezza si può trovare nella fuga, dalla propria città e dalla propria vita, verso un destino ignoto.

L’ottava vibrazione

Massaua, 1896.
Nel catino rovente di una cittá sensuale e cosmopolita tutti i destini si intrecciano. Mentre un detective non autorizzato è ossessionato dalla ricerca di un assassino di bambini, uomini, donne e soldati precipitano, senza saperlo, verso il proprio destino. Verso la piú colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia subito. La battaglia di Adua.
Un grande romanzo di guerra e d’amore. E di delitti.
Una storia epica rinasce dall’ombra del passato e irrompe in una luce cupa e visionaria, splendida e dannata. Tutte le voci, i dialetti e le lingue, sono il tessuto di un romanzo corale dove inferno e salvezza abitano insieme. Gli amori i tradimenti i deliri e le perversioni piú folli si intrecciano all’innocenza piú pura, l’arroganza dei potenti vive accanto alla comunità degli umili, la magia e il quotidiano si fondono. Lo scrittore che ha rinnovato il noir italiano porta la propria indagine della «metà oscura» dell’anima in un nuovo, inesplorato terreno.
Dove una pagina oscura della nostra storia diventa leggenda.

L’ottava confessione: Un’indagine delle donne del Club Omicidi

È una mattina come tante, a San Francisco, e Cindy Thomas sta dirigendosi verso la redazione del Chronicle quando qualcosa attira la sua attenzione. Una piccola folla di barboni disperati si accalca intorno a un mucchio di stracci, che a un’occhiata più attenta si rivela un uomo, o meglio quel che ne resta, visto che è stato picchiato selvaggiamente e finito con numerosi colpi di pistola al volto. L’istinto di cronista di Cindy si risveglia, insieme all’angoscia per una fine così orribile. Ma nessuno sa dirle chi fosse realmente il morto. I disperati che aiutava, e che ora piangono la sua morte, lo chiamavano Bagman Jesus, e tutti hanno una bella storia su di lui da raccontare. Ma allora chi poteva volergli tanto male da fargli questo? Cindy chiama subito la sua amica Lindsay Boxer della Omicidi, ma Lindsay non può dedicare troppe energie a un caso di così basso profilo. Gli alti vertici infatti la stanno pressando, perché il jet set della città è percorso da una scia di morte. I primi sono stati Isa ed Ethan Bailey, belli, ricchi, sani, felici, trovati cadaveri nella loro villa hollywoodiana. Nessun segno di effrazione, nessuna impronta e soprattutto nessuna traccia di violenza sui corpi. E l’elenco è destinato a continuare… Chi è l’assassino? E soprattutto in che modo uccide?

Otel Bruni

I Bruni – Callisto, la Clerice, i loro figli, sette maschi e due femmine, e il loro regno: la cascina nella pianura emiliana, i campi coltivati con fatica perché diano frutto per il notaio che ne è proprietario, e la grande stalla, albergo per ogni pellegrino e luogo in cui ci si riunisce per celebrare il rito della veglia nelle lunghe notti d’inverno, quando Cleto, l’aedo, narra le sue storie meravigliose, retaggio di una tradizione millenaria. Come quella della capra d’oro, idolo demoniaco la cui apparizione nel buio è presagio di orribili sciagure¿ Questo mondo antico, fatto di valori elementari ma fortissimi, di leggende ancestrali, magie, scongiuri, di fatica immensa ma anche di certezze come il cibo, la casa, la solidarietà, non può sottrarsi al corso della storia: tutti e sette i maschi dei Bruni partiranno per la Prima guerra, e la famiglia dovrà affrontare i lutti, il nuovo regime con la sua violenza, il secondo terribile conflitto mondiale e ancora la guerra civile, con le distruzioni, le umiliazioni, le paure e i cambiamenti che portano con sé. Ma anche, ogni volta, con la straordinaria capacità di rimboccarsi le maniche, di affidarsi al volgere delle stagioni e guardare avanti con rinnovata fiducia. Floti, Gaetano, Armando, gli altri fratelli, le donne coraggiose e piene di vita che gli sono compagne: attraverso i loro gesti quotidiani, la loro intelligenza viva come può esserlo solo quella nata da animi generosi e da una istintiva conoscenza della natura, attraverso i loro occhi i lettori di queste pagine compiranno un viaggio straordinario che va dall’aia di casa Bruni fino alle pietraie del Carso e al corso del Piave e del Tagliamento, dall’Africa alla Russia, dal 1914 al ’49 e oltre, da una famiglia unita intorno al focolare alla diaspora del dopoguerra, dall’ordine immutabile della vita contadina alla complessità di un mondo nuovo, nel quale ciascuno fa parte per se stesso e i diritti dei più deboli non sono più garantiti dalla solidarietà istintiva. Dal tempo in cui l’otel Bruni dava riparo e ascolto a ogni viandante nella notte, al vento nuovo che soffia nella campagna ormai disertata dall’uomo… Attingendo a memorie vive, scandagliate con la meticolosità dello storico e il fervore dell’artista, Valerio Massimo Manfredi si misura in queste pagine con una materia incandescente: la storia del nostro Novecento, i cui segni sono ancora incisi nella nostra pelle e nei nostri gesti. Il passo epico, incalzante che è la cifra distintiva di tutta la letteratura di Manfredi si trasfigura, in Otel Bruni, nel respiro profondo, dolente ma non meno grandioso di una saga: la storia vicinissima e senza tempo di uomini e donne semplici ma destinati a rimanere incisi nella nostra memoria, la rievocazione piena di poesia di un mondo perduto dove l’amore, il coraggio, la speranza erano i valori di una umanità che credeva ancora in se stessa.

L’osteria della Fola

«Una pantagruelica abbuffata di trame, di invenzioni, di numeri circensi.»Bruno Quaranta, «ttL – La Stampa»Tra le province di Modena, Reggio, Bologna e Ferrara, in quella contrada lunatica e terragna che tradizionalmente è detta «la Bassa», vive una stirpe di uomini che sa, afferma Pederiali, tenere i piedi bene dentro la propria terra e la testa tra le nuvole, magari fino a sfiorare la luna. Di questa contrada e di questa gente Giuseppe Pederiali è inesausto cantore. Con affetto e ironia, distacco e immedesimazione ci racconta le storie di uomini, donne e animali strani e bizzarri, neogotici e decadenti se non fossero impastati di quella carnalità sontuosa e falotica che solo la Bassa, appunto, sa produrre. Come nei primissimi film di Pupi Avati o nel felliniano Amarcord anche in questi racconti, sempre spassosi e avvincenti, nostalgia e grottesco si alternano per tratteggiare, con sapiente levità, la durezza e l’asprezza della vita.

Ossi di luna

La bellissima Cullen è felice con il marito e la figlia, che riempie le sue giornate di pannolini, biberon e giocattoli di gomma. Non si sogna nemmeno di cedere alle lusinghiere avances di Weber Gregston, regista famoso e molto seducente. Malgrado non sia immune al suo fascino, Cullen non ha la minima intenzione di mettere a repentaglio la sua esistenza ordinata e tranquilla. Alla vita chiede solo di non avere sorprese. Eppure Cullen, di giorno mamma e moglie perfetta, si ritrova di notte a vivere stranezze inenarrabili in un mondo fantastico: per mesi i suoi sogni la conducono a Rondua, un’isola popolata da animali giganteschi, scarabocchi volanti, bande di soldati a cavallo di grosse iguane, mari dei colori del tramonto, castelli di vetro e creature imprevedibili. Tutto è possibile a Rondua, dove Cullen e Pepsi, il ragazzino che nei sogni è suo figlio, sono stati chiamati per salvare l’isola da un sovrano malvagio. Come sempre succede nei romanzi di Jonathan Carroll, la realtà dovrà fare i conti con i suoi mostri e Rondua finirà per invadere il mondo quotidiano di Cullen costringendola ad affrontare l’assurda e inspiegabile brutalità dell’esistenza.

Ossessione proibita

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI LA STRADA DEI DELITTI Dal finalista Premio Strega Una nuova indagine del cronista Marco Corvino Tre omicidi, un muro di silenzio Un viaggio in un mondo nascosto tra prostitute, sfruttatori e orge a pagamento Una ragazza senza nome viene trovata morta con dei segni sul corpo e una grande “C” sulla schiena. Un balordo è stato assassinato con tre colpi di pistola in un vecchio quartiere di Roma. Poco dopo, viene rinvenuto il cadavere di un transessuale con la gola squarciata. Tre delitti su cui il cronista Marco Corvino, ormai alle soglie della pensione, si trova a indagare quasi per caso. Dapprima incaricato dal giornale e poi seguendo un impulso irresistibile, Corvino, sempre in conflitto con i capi e con molti colleghi per il carattere ombroso e la testardaggine congenita, si immergerà nella cupa realtà della notte a luci rosse, dove la brutalità e il cinismo sono la regola. Il suo viaggio nel mondo degli sfruttatori e delle schiave del sesso finirà però per svelargli una realtà agghiacciante che alcuni investigatori stanno tentando di nascondere dietro un muro di menzogne. E gli farà vivere un amore folle, disperato e senza futuro. Ma l’indagine lo metterà anche di fronte alla più dura delle prove: l’incontro con i fantasmi del suo passato, che torneranno per regolare i conti lasciati in sospeso e pretendere il loro tributo di sangue. Un viaggio negli inferi della notte a luci rosse come il sangue Omicidi, perversioni e torbidi inganni Un nuovo thriller dal finalista Premio Strega «L’autore è uno dei migliori cronisti-segugi al lavoro a Roma.» Corrado Augias «Lugli ha fiato narrativo, ha tenuta, appassiona.» Giovanni Pacchiano Il Sole 24 ore «Marco Corvino, cronista di nera DOC. Un personaggio che, fossi nel mondo delle fiction, terrei d’occhio.» Stefano Clerici, la Repubblica «Una sorta di torbide Cinquanta sfumature di giallo.» Vanity Fair Massimo LugliÈ inviato speciale di «la Repubblica» per la cronaca nera da quasi 40 anni. Ha scritto Roma Maledetta e per la Newton Compton La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo, finalista al Premio Strega, Il Carezzevole, L’adepto, Il guardiano, Gioco perverso, Ossessione Proibita e, nella collana LIVE, La lama del rasoio. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie Estate in giallo e Giallo Natale. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.

Osservazioni sulla tortura

Stese nel 1777 sulla base di materiali raccolti fin dagli anni del “Caffè”, ma pubblicate postume solo nel 1804, le “Osservazioni sulla tortura” sono uno dei testi più significativi della cultura giuridica dei Lumi insieme a “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria (1764). Requisitoria appassionata, il “libro dell’orrore” costruito da Pietro Verri raccoglie le testimonianze documentarie del processo agli untori del 1630, uno dei casi più crudeli della storia del diritto, lo stesso poi ripreso nella “Storia della Colonna Infam”e di Manzoni. In appendice, l’”Orazione panegirica sulla giurisprudenza milanese” (1763) e le sezioni tratte dal testo di Beccaria e da “Su l’abolizione della tortura” di Joseph von Sonnenfels (1775) attestano la centralità del dibattito sulla tortura nell’Europa dei Lumi. Un dibattito di cui questo volume invita a riscoprire la perenne modernità.

Ossario: La serie di Temperance Brennan #8

Mentre lantropologa forense Tempe Brennan cerca di dare una risposta alle ferite e alle fratture riscontrate sul corpo di un presunto suicida ritrovato in uno sgabuzzino, uno sconosciuto le consegna la fotografi a di un antico scheletro. Quella foto, a detta delluomo, racchiuderebbe la soluzione del caso e incastrerebbe il colpevole. Una serie di indizi e supposizioni portano Tempe e il detective Andrew Ryan, suo fi danzato, in Israele, per indagare sul contrabbando di reperti archeologici. Il mistero si fa sempre più fi tto quando Tempe scopre lesistenza di un ossario a Masnada, di un sudario, e di una tomba che potrebbe contenere i resti dei familiari di Gesù. Cosa lega lossario allantico scheletro della fotografia? Tempe sta per scoprirlo, ma il prezzo della verità potrebbe essere la sua stessa vita

Ossa

La giornalista Irene Kelly sta indagando sulla scomparsa di una donna quando Nick Parrish, un criminale in carcere in attesa dell’esecuzione capitale, confessa di averla uccisa e si offre di guidare la polizia nel luogo in cui ha sepolto il corpo, a condizione che la pena gli venga tramutata in ergastolo. Irene si aggrega alla spedizione nelle foreste della Sierra Nevada dove, tra lo sconcerto generale, vengono rinvenuti i resti di altre undici donne orrendamente martoriate. E, presto, la macabra ricerca si trasforma in un gioco al massacro di cui Parrish vuole essere l’unico vincitore.

L’ospite sconosciuto

Estate in Provenza: Rebecca Brandt, vedova disperata, ha preso la decisione estrema di porre fine ai suoi giorni, ma viene distolta dal suo proposito dall’arrivo imprevisto di Maximilian Kemper, il miglior amico del marito. Maximilian non è solo: con lui viaggiano due studenti di Monaco, Inga e Marius, un ragazzo chiuso e aggressivo. Intanto, a centinaia di chilometri di distanza, a Monaco, un’anziana coppia viene trovata brutalmente assassinata. Vicende che apparentemente non hanno nulla a che fare l’una con l’altra, ma che a poco a poco, in un gioco di apparenti coincidenze, riveleranno un intreccio mortale che coinvolge il passato e il presente di tutti i protagonisti: chi nasconde un segreto terribile, chi ignora di essere il bersaglio di un rancore mai sopito, chi non ha mai ricevuto risposta a una richiesta di aiuto… Nessuno è mai veramente innocente. E tutte le tracce avrebbero potuto farlo capire.
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L’ospedale dei dannati

Considerato lo studente più intelligente della Polonia meridionale, quando nel 1939 i nazisti invasero il suo paese, Stanislaw Lem dovette pagare un falsario per occultare le sue origini ebraiche, trasfigurando così il suo presente e il suo passato. Si fece assumere come meccanico in un’officina dove escogitò una serie di guasti a scoppio ritardato che i tedeschi subirono senza mai riuscire a risalire al responsabile. Partecipò attivamente alla resistenza e all’organizzazione creata per convogliare nel ghetto cibo e medicine. A partire dalla sua terribile esperienza, Lem scrisse tra il 1948 e il 1950 questa storia ambientata in un ospedale psichiatrico, una sorta di inferno governato da un direttore crudele, dove si è rifugiato a lavorare il giovane medico protagonista. Attorno all’ospedale impazza l’altro inferno, quello spietato dell’occupazione nazista. A un certo punto, alla ricerca di alcuni ebrei che si sospetta si facciano passare per malati di mente, questo secondo inferno abbatte le porte del primo. Tale descrizione della guerra, associata a quelle di pratiche crudeli verso i malati di mente, non piacque alla censura polacca.