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Artemis Fowl: La trappola del tempo

Artemis Fowl, questo giovane genio criminale, non è estraneo ai guai. O meglio, li attira come una calamita. Troll mangiauomini, armati e pericolosi (oltre che super tecnologici), creature magiche, goblin sputafuoco¿ ne ha affrontate di tutti i colori. E aveva deciso di rinunciare alle sue attività criminali del tipo più “magico”. Tuttavia¿ Be’, ora sua madre è gravemente malata. Per salvarla, Artemis Fowl deve viaggiare a ritroso nel tempo per rubare l’unica cura possibile dalle grinfie del subdolo genio del male¿ Artemis Fowl. Sì, avete capito benissimo. Con il capitano Spinella Tappo della Leale Eroica Polizia al suo fianco, Artemis sta per tornare indietro nel tempo per ingaggiare una battaglia all’ultimo sangue con il suo nemico più mortale di sempre. Se stesso. Che la disavventura abbia inizio.

Artemis Fowl – 7. Il morbo di Atlantide

Di recente il genio criminale Artemis Fowl ha convocato in Islanda un gruppo scelto di rappresentanti del Popolo. Ma quando ha cominciato a presentare la sua ultima invenzione per salvare la Terra dal riscaldamento globale, a tutti è sembrato diverso. Gli è successa una cosa terribile. Artemis è diventato buono. Gli abitanti del mondo di sotto diagnosticano un grave attacco del morbo di Atlantide (che per voi e per me è un disturbo dissociativo dell’identità). In pratica il continuo sguazzare nella magia ha danneggiato la sua mente. E adesso la città sotterranea di Atlantide rischia di essere attaccata da un esercito di robot malvagi e la versione buona di Artemis non sa combatterli. Ora, il problema è capire se il capitano Spinella Tappo, della leale Eroica polizia riuscirà a portare indietro il vero Artemis, prima che i misteriosi marchingegni distruggano la città e tutti i suoi abitanti.
(source: Bol.com)

Artemio il monaco

Sara è una modella ed abita da sola in un antico casolare di campagna. La sua vita scorre tranquilla e serena fino a quando non incomincia a sentire dei rumori: sono i passi delle persone del piano di sopra.Ma non c’è nessuno che abita nell’appartamento di sopra.Allora chi è che cammina, e perché sente la loro presenza così vicino?E poi Artemio, il monaco, perché vuole far del male ad Alessia, la sua bambina?E’ uno dei tredici monaci blasfemi ed assassini o è solo un uomo che lei ha amato in un’altra vita?Con lei, alla ricerca della verità, c’è Pascal, il suo amante.Sara entrerà in una spirale che la condurrà fra sofferenza e terrore a svelare il mistero nascosto in tutti questi accadimenti.

L’arte moderna: 1770-1970

Indice del volume: Classico e romantico; La realtà e la coscienza; L’Ottocento in Italia, in Germania, in Inghilterra; Il Modernismo; L’arte come espressione; L’epoca del funzionalismo; La crisi dell’arte come ‘scienza europea’; L’arte fino al Duemila; La globalizzazione dell’arte. Alla fine del volume si trova una mappa dei movimenti artistici contemporanei nel Sistema dell’arte e un indice degli artisti, dei movimenti e dei termini.

L’arte francese della guerra

“Stavo male, tutto andava male, attendevo la fine” dice il narratore di questo romanzo, un uomo in crisi d¿identità che ha appena perso il posto di lavoro e vaga spaesato per Lione con l’unica occupazione di infilare volantini nelle buche per le lettere. Non sa ancora che sta per fare l’incontro che gli cambierà la vita. Durante una pausa in una brasserie conosce un vecchio paracadutista che ha fama di aver attraversato tutte le guerre coloniali. Si chiama Victorien Salagnon ed è probabilmente l’unico pittore che si sia visto tra le file di quell’esercito in guerra. L’anonimo narratore ne rimane affascinato, tanto da offrirsi, in cambio delle lezioni di disegno, di scrivere la sua storia. Ha così inizio un viaggio all’indietro che racconta l’educazione di un ragazzo che ancora adolescente passa dai campi scout al fronte della Resistenza, dove il solo insegnamento che riceve è l’arte della guerra. Con questo unico sapere si lancia prima nella campagna d’Indocina, dove vedrà inquietantemente ripetersi alcuni orrori nazisti questa volta per mano dei francesi e dove imparerà l’arte del pennello da un antico maestro, e poi in Algeria, in una guerra confusa fatta di arresti illegali ed esecuzioni sommarie. Cambiano i fronti ma i metodi sono sempre gli stessi: terrore, brutalità, disprezzo della vita propria e altrui. Alexis Jenni, con occhio profondamente umano e non per questo meno lucido davanti al’orrore, racconta l’arte francese della guerra che non cambia mai, come non cambiano le ragioni francesi per scendere in battaglia. E nello stesso tempo, con uguale precisione e senza sconti, mostra quali sono gli effetti perversi delle guerre coloniali sulla madrepatria, sulle vite protette di tanti cittadini che crescono nei rassicuranti privilegi del loro stato ma circondati da odi e risentimenti, mentre il sangue continua a scorrere per mantenere vivo il mito ipocrita di una grandeur ormai passata. Un canto tragico e terribilmente epico di una nazione che sembra non trovare una via d’uscita all’uso della forza, e che può ricercarla solo nella propria lingua, nella capacità di riscattare le proprie storie.

L’arte di essere fragili

“Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?” Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l’Islandese… Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?In un dialogo intimo e travolgente con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D’Avenia porta a magnifico compimento l’esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente. Dalle inquietudini dell’adolescenza – l’età della speranza e dell’intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza – passiamo attraverso le prove della maturità – il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà -, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l’arte della riparazione della vita. Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità.Alessandro D’Avenia, trentanove anni, dottore di ricerca in Lettere classiche, insegna Lettere al liceo ed è sceneggiatore. Dal suo romanzo d’esordio, Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori 2010), è stato tratto nel 2013 l’omonimo film. Sempre per Mondadori ha pubblicato Cose che nessuno sa (2011). Con Ciò che inferno non è (2014) ha vinto il premio speciale del presidente al premio Mondello 2015.Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo.Da questo libro l’autore ha tratto un racconto teatrale che porterà in giro per l’Italia.

L’arte del romanzo

In sette testi relativamente indipendenti ma collegati come altrettante tappe di un singolo saggio, Kundera ci parla di quella creatura singolare, imprevedibile, grandiosa e delicata che è il romanzo europeo («arte nata come eco della risata di Dio»). Il suo discorso scavalca con sicurezza ogni pretesa di rigido inquadramento teorico e si dedica invece a un’analisi amorosa di ciò che il romanzo, creatura polimorfa, diventa nelle mani di scrittori così diversi come Kafka e Cervantes, Broch e Tolstoj, Gombrowicz e Flaubert, Diderot e Musil, Rabelais e Sterne – e infine Kundera: perché qui si troveranno i due testi dove Kundera ha detto l’essenziale per chi vuole accedere al segreto dei suoi romanzi. Anche come saggista, Kundera ha il dono stupefacente della trasparenza: le questioni più intricate appaiono nelle sue parole con una nettezza e un’evidenza tali da farci pensare che le stiamo vedendo per la prima volta. E l’aspetto di confessione, da parte di Kundera, sull’arte che oggi egli conosce più di ogni altro, dà a questo libro una pulsazione ulteriore, per noi preziosa: «Devo sottolineare che non ho la minima ambizione di fare della teoria e che tutto il libro non è altro che la *confessione di uno che fa della pratica*? L’opera di ogni romanziere contiene implicitamente una visione della storia del romanzo, un’idea di cos’è il romanzo; ed è proprio quest’idea, insita nei miei romanzi, che ho cercato di far parlare». *L’arte del romanzo* è apparso nel 1986.

Ars moriendi. Indagine a Pompei

Pompei, anno 47 dopo Cristo. Un assassino tanto folle quanto inafferrabile si aggira alle falde del Mons Vesuvius trucidando selvaggiamente le prostitute della città. Tra le vittime della furia omicida c’è anche Fortunata, avvenente cortigiana che fino a pochi anni prima era stata la prediletta dell’imperatore Claudio. Turbato dall’efferata uccisione, il princeps invia sulla costa campana il senatore-detective Publio Aurelio Stazio con l’incarico di individuare il colpevole e consegnarlo alla giustizia romana. Arrivato nella città teatro del crimine, Publio Aurelio scopre con orrore che Fortunata è solo l’ultima di una lunga serie di ragazze fatte letteralmente a pezzi da un truce Squartatore ante litteram.
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Arrivano i pagliacci

Allegra Lunare ha vent’anni, è nel momento in cui la vita, per molti, comincia: invece per lei finisce, e deve trovare il coraggio per iniziarne una tutta nuova. Allora Allegra scrive: per non avere paura, per salvarsi l’infanzia, per non dimenticare il senso delle persone e delle cose che sono stati il suo mondo fino a quel momento. Scrive una lettera ai nuovi inquilini che abiteranno la casa dove ha vissuto con la sua bizzarra famiglia, e prende spunto dagli oggetti che rimangono nell’appartamento e di quei pochi che porterà con sé. Ognuno di essi racconta una storia: quella di suo padre, universitario rivoluzionario, e della mamma, giovanissima modella americana; la nascita di suo fratello Giuliano, con la sindrome di down; l’amore magico tra Adriana e Matilde; l’incontro strepitoso con Zuellen, che è affamata d’amore e sa trasformare tutto in qualcos’altro; le cose che ha imparato a teatro e al circo, la più importante: che dopo il numero dei trapezi – quando trattieni il fiato e la felicità sembra spezzarsi a ogni passo – arriva sempre il numero dei pagliacci… La scrittura di Allegra procede come il respiro veloce della giovinezza, quando si ha fretta di capire: per libere associazioni, per assonanze del cuore, accostando ai sentimenti cose che ne sono i correlativi oggettivi, e che spesso li esprimono con molta maggior potenza. Il suo sguardo si posa su ogni spazio da una prospettiva inattesa, filtrato dalle lenti colorate con cui ha imparato a osservare la vita per non essere lambita dalle sue ombre: e ci restituisce un’istantanea sorprendente, candida e acutissima al tempo stesso. «Ho scritto Arrivano i pagliacci quattordici anni fa: avevo ventidue anni, ero alla ricerca pazza di non sapevo neanche io che cosa e quello che scrivevo lo era con me. Quando si fa così il rischio è quello di dare voce a un’urgenza, anziché riflettere bene per dare urgenza a una voce. E forse l’ho corso.» Così scrive nella Nota che chiude questo romanzo Chiara Gamberale, che su quel testo giovanile ha rilavorato con passione e che è davvero una scrittrice intrepida: capace, ogni volta che crea un personaggio, di lasciarsene possedere, e di restituircene poi la voce con un timbro autentico, urgente – appunto – come una domanda che ci riguarda da vicino. Allegra Lunare è proprio così: nel raccontare di sé finisce per porre domande su di noi. Domande vive, che scorticano le apparenze e guardano oltre la superficie: domande rischiose, ma senza correre questo pericolo non c’è vita, e non ci sarebbe letteratura.

Arricchirsi è glorioso. Brothers, seconda parte

La Cina di Yu Hua e dei fratelli Li Testapelata e Song Gang. Una Cina in cui milioni di cittadini cresciuti sotto la bandiera rossa sono catapultati nella modernità, dove “arricchirsi è glorioso”, vendendo immondizia, imeni artificiali marca Giovanna d’Arco o addirittura se stessi. L’ex straccivendolo Li Testapelata, ora arcimiliardario presidente Li, può decidere di fare un giro nello spazio o di radere al suolo un’antica città per costruire la sua nuova Liuzhen, tutta centri commerciali, luci al neon e palazzi svettanti. Song Gang, dopo il lavoro in fabbrica e l’inaspettato matrimonio da favola, segue le orme di un imbroglione per cercare di arricchirsi come il fratello. Entrambi appartengono a un mondo consumista che corrode tutto, passato e presente, la Rivoluzione e le prospettive di una libertà diversa. I fratelli si separano, le famiglie si sfaldano, gli ingenui soccombono e chi sopravvive deve fare i conti con “una desolazione incommensurabile”. Capitolo secondo di Brothers, questo romanzo, dopo tante incontenibili risate, se ne porta appresso una, l’ultima, amara. La Cina non è vicina e per la prima volta misuriamo qual è la sua esatta distanza: ciò che ci sembra caricatura è, semplicemente, diversità.

Armi, acciaio e malattie

Perché alcuni popoli sono piú ricchi di altri? Perché gli europei hanno conquistato buona parte del mondo? La tentazione di rispondere tirando in ballo gli uomini e le loro presunte attitudini è forte. Ma la spiegazione razzista non va respinta solo perché è odiosa, dice Diamond: soprattutto perché è sbagliata e non regge a un esame scientifico. Le diversità culturali non sono innate, ma affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso. Armato di questa idea, Diamond si lancia in un appassionante giro del mondo, alla ricerca di casi esemplari con i quali illustrare e mettere alla prova le sue teorie. Attingendo alla linguistica, all’archeologia, alla genetica e a mille altre fonti di conoscenza, riesce a condurre questo tour de force storico-culturale con sorprendente maestria e rara abilità di divulgatore. Questa nuova edizione è stata arricchita dal capitolo Chi sono i giapponesi? e da una postfazione dell’autore.

Le armi di Avalon

Le Cronache di Ambra – Ciclo di Corwin, vol. 2Avvenimenti terribili scuotono Ambra, il mondo perfetto, unico centro di tutti gli universi esistenti. Re Oberon, il sovrano la cui origine inconoscibile è perduta nella notte dei tempi, è morto. Adesso i suoi figli combattono senza esclusione di colpi per conquistare quel trono che permetterebbe al solo vincitore di regnare su tutti i mondi possibili: da Ambra alle oscure Corti del Caos fino alla nostra Terra. Sul trono siede adesso Eric di Ambra, dopo avere imprigionato il fratello Corwin che aveva fatto ritorno da un millenario esilio sulla Terra. Liberatosi dalla prigionia, Corwin raggiunge il perduto regno di Avalon, luogo in cui potrà trovare l’aiuto necessario per tornare a sfidare il fratello Eric.Intanto forze tenebrose stanno abbandonando le Corti del Caos, attraversando la vastità di mondi possibili, per assediare Ambra. Quale mistero si nasconde dietro la morte di re Oberon? Un’oscura minaccia incombe su tutti gli universi, mettendone a repentaglio l’esistenza stessa.

L’armata perduta

401 a.C.: spossata da trent’anni di guerra tra Atene e Sparta, la Grecia è in ginocchio. Nel momento di più profonda crisi, il comandante Clearco arruola un esercito di mercenari greci: l’armata dei ”Diecimila”. Quale sia la sua missione non è chiaro. Si sa che dovrà addentrarsi in territori misteriosi e ostili, nel cuore dell’impero persiano; e si sa che è al soldo del principe Ciro, fratello del Gran Re Artaserse.
A raccontare la grande epopea dell’Anabasi di Senofonte – resoconto dell’incredibile marcia di quell’esercito di ritorno dall’odierno Iraq attraverso l’Armenia fino al Mar Nero – è una donna, Abira, una ragazza che abbandona il suo polveroso villaggio per seguire Xeno, il guerriero a cavallo che un giorno le è apparso con una promessa d’amore e di avventura nello sguardo. E il suo racconto grandioso ci mostrerà tutta la fierezza di diecimila indomiti guerrieri addestrati a superare qualsiasi prova e insieme il coraggio e la dolcezza di una donna innamorata, capace di sopportare qualunque sacrificio.
(source: Bol.com)

Armand il vampiro. Le cronache dei vampiri

Morto carbonizzato sul sagrato della cattedrale di Saint Patrick, a New York: questa era la fine che tutti credevano avesse fatto il vampiro Armand. Invece Armand è sopravvissuto ed è pronto a raccontare al vampiro-biografo David Talbot la sua vita, lunga oltre cinquecento anni. Bello come un angelo, Armand ha l’aspetto di un eterno adolescente; tuttavia, dietro quell’eterea sembianza, si celano una vicenda colma di violenze e un’anima tormentata e profondamente inquieta. Dalle steppe russe alla Venezia più misteriosa fino all’incontro con Marius, il Maestro, colui che gli offrirà la conoscenza e l’immortalità, colui che lo salverà dall’abisso e lo condannerà in eterno…

L’arma di Caino

Quarto capitolo della Genesi: Caino uccide Abele. Non è solo il primo omicidio della storia, ma anche uno dei suoi più grandi misteri. Perché la Bibbia non rivela un dettaglio fondamentale: l’arma che Caino usò per trucidare il fratello. Cleveland, 1932. Mitchell Siegel viene ucciso con tre colpi d’arma da fuoco. Suo figlio Jerry, sconvolto per la perdita del padre, inizia a fantasticare di un uomo immune ai proiettili, creando così il primo supereroe dei fumetti: Superman. L’arma utilizzata per l’omicidio non è mai stata ritrovata. Ma che cos’hanno in comune questi due delitti così lontani? Nulla. Almeno fino a oggi, quando Cal Harper si trova faccia a faccia con suo padre tornato, dopo anni di latitanza, per portare in salvo un misterioso documento chiamato Libro delle Bugie. Tutti lo vogliono morto, compreso il killer tatuato con il marchio di Caino. Perché? Cosa si nasconde veramente dietro l’arma che ha ucciso Abele? E qual è la relazione tra Mitchell Siegel e il Libro? Un romanzo mozzafiato, un grande bestseller che tra sette segrete e fanatismi religiosi, colpi di scena e arcani misteri fonde in un’alchimia esplosiva il ritmo incalzante del thriller e l’impatto visionario del fumetto.