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La passione di Artemisia

É il 14 maggio 1612 quando mezza Roma accorre nelle sinistre aule dellInquisizione per latteso giorno del giudizio sulla denunzia che il padre di Artemisia Gentileschi, giovane e brillante artista, ha sporto presso il papa Paolo V. Nellumida e scura di Tor di Nona, le parole di Orazio Gentileschi rimbombano nella mente di ognuno: ‘Agostino Tassi ha deflorato mia figlia Artemisia e lha forzata a ripetuti atti carnali, dannosi anche per me, Orazio Gentileschi, pittore e cittadino di Roma, povero querelante, tanto che non ho potuto ricavare il giusto guadagno dal suo talento di pittrice’. Ambientato negli splendidi scenari della Firenze, Roma e Napoli seicentesche, popolato di personaggi storici come Cosimo de Medici e Galileo, La passione di Artemisia narra della straordinaria avventura della prima pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dellarte: Aartemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dellamore e della vita.
(source: Bol.com)

La passione della nuova Eva

All’inizio del romanzo, un professore inglese di nome Evelyn ha appena ottenuto un nuovo posto di lavoro in una università di New York. Il suo tributo a Tristessa de St. Ange, attrice americana del cinema muto, per l’ultima serata che trascorrerà in Inghilterra è di sottostare alle attenzioni, mediante un rapporto orale, di una ragazza con cui si reca a vedere uno dei suoi film.
Quando arriva in America, lo scenario che si offre al suo sguardo è una New York distopica, una città ai suoi ultimi stadi di decomposizione, percorsa da enormi ratti e dove le emozioni umane sono ridotte ai loro livelli più primitivi. Qui resta affascinato da Leilah, una giovane ed esotica cubista afro-americana, con la quale avvia una relazione, priva però di alcun coinvolgimento emotivo per lui, che la vive solo per i piaceri sessuali che sa ricavarne. Quando poi lei rimane incinta, la abbandona disgustato alla solitudine di un aborto.
Evelyn si ritrova nel più completo deserto e viene rapito da una donna della città sotterranee femminile di Beulah e trascinato attraverso il mare di sabbia al cospetto della Madre, una crudele figura di dea madre che sfoggia un chirurgico bisturi con cui muta Evelyn in Eva, ironicamente la donna che egli ha sempre bramato. Poi cerca di metterla incinta di una nuovo Messia, usando il suo stesso sperma(raccolto prima dell’operazione).
Evelyn, ora Eva, riesce a fuggire ma viene catturata e resa schiava da Zero, un crudele leader di culto e “poeta” con un solo occhio e una sola gamba, un mezzo uomo che celebra il suo io degradato. Il suo harem è composto da “mogli” passive e schiavizzate che egli frusta se non parlano grugnendo e non onorano i loro compagni di letto, i maiali. Zero violenta Eva e fa di lei la sua nuova moglie. Poi la conduce alla ricerca dell’attrice Tristessa, incarnazione di bellezza, dolore e solitudine, che egli odia ossessivamente perché crede abbia causato la sua infertilità. Tristessa fu il primo oggetto del desiderio di Evelyn in gioventù e ritorna ora per lui/lei come figura ossessiva.

La passione del suo tempo

Crollata l’Unione Sovietica, una nuova potenza si affaccia minacciosa alla ribalta: la Russia. Nel suo archivio privato, l’agente in pensione Tim Cranmer dovrà cercare i moventi del doppio tradimento di cui è vittima: quello della sua giovane compagna Emma e quello dell’amico-rivale Larry Pettifer. I due, infatti, sono scomparsi all’improvviso, forse soltanto per una fuga romantica, forse per una missione estrema e impossibile. Chi ha temuto che la fine della guerra fredda avrebbe privato John le Carré della sua materia prima può sentirsi rassicurato. Nelle sue mani il nuovo scontro Est- Ovest è un soggetto ancora più ricco.
(source: Bol.com)

La passione del dr. Christian

L'indimenticabile ritratto di un medico americano che, divenuto nelle mani di una donna senza scrupoli il profeta di una nuova religione, trova la forza di ribellarsi.

Passeggero per Francoforte

Passeggero per Francoforte Nella sala d’aspetto dell’aeroporto di Francoforte, un gruppo di viaggiatori attende di partire per Londra. Tra costoro, decisamente annoiato per l’attesa, c’é anche Sir Stafford Nye, un diplomatico inglese noto soprattutto per il suo spirito caustico e i suoi atteggiamenti stravaganti. Mentre si guarda intorno in cerca di un diversivo, una giovane donna gli si avvicina e gli chiede di cederle mantella e passaporto: potrà così imbarcarsi al suo posto, per sfuggire a un misterioso assassino. Qualsiasi persona sana di mente rifiuterebbe una proposta del genere, ma per l’eccentrico funzionario un’avventura, per quanto insolita, ha davvero un richiamo irresistibile. Quello che Sir Stafford ancora ignora, tuttavia, sono le conseguenze del suo gesto;
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Passato, presente e chissà

Sarti Antonio viene incaricato di sorvegliare Palazzo Re Enzo, dove si svolge una mostra numismatica con preziosi reperti provenienti da tutto il mondo. Un brutto mattino scopre che le tre piú rare e preziose monete hanno misteriosamente preso il volo, e il sergente viene sbattuto per punizione a pattugliare il Pilastro, zona a rischio della periferia di Bologna. Ed è in quel «ghetto» che Sarti Antonio, una notte, incontra l’undicenne Claudio Reni, detto Claus, intento a smontare e rubare le gomme da un’auto. Da questo incontro nasce un’amicizia vera. Ma sarà sempre il Pilastro a segnare il destino di Claus e a suggerire al sergente la via per ritrovare le monete scomparse…

Un passato da spia

**”Con *Un passato da spia* John le Carré completa il puzzle iniziato oltre cinquant’anni fa.**
**Come il vino, la sua scrittura è diventata più ricca con il tempo.”** **THE TIMES**
Peter Guillam, fedelissimo collega e discepolo di George Smiley dei Servizi segreti britannici, è ormai da tempo in pensione nella sua tenuta agricola in Bretagna dove vive con la famiglia, quando riceve inaspettatamente una lettera che lo convoca a Londra nel quartier generale dell’Intelligence. A quanto pare il suo passato durante la Guerra Fredda lo sta richiamando.
Quelle che un tempo erano considerate le più famose operazioni di spionaggio nelle quali erano coinvolti personaggi del calibro di George Smiley, Alec Leamas, Jim Prideaux, e lo stesso Peter Guillam, vengono ora analizzate e investigate da una nuova generazione che non ha alcuna memoria di quegli anni.
Chi è davvero responsabile di atti commessi molti anni prima in nome di qualcosa che non esiste più? Qualcuno deve pagare il sangue innocente che è stato versato per una causa considerata giusta per il bene comune.
Intrecciando passato e presente così che ogni personaggio possa raccontare la sua verità, John le Carré scrive un romanzo avvincente di straordinario spessore letterario, raffinata ironia e ambivalenza morale e segna il ritorno della spia più famosa della letteratura contemporanea, George Smiley, chiudendo il cerchio di un’epoca che non esiste più.
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### Sinossi
**”Con *Un passato da spia* John le Carré completa il puzzle iniziato oltre cinquant’anni fa.**
**Come il vino, la sua scrittura è diventata più ricca con il tempo.”** **THE TIMES**
Peter Guillam, fedelissimo collega e discepolo di George Smiley dei Servizi segreti britannici, è ormai da tempo in pensione nella sua tenuta agricola in Bretagna dove vive con la famiglia, quando riceve inaspettatamente una lettera che lo convoca a Londra nel quartier generale dell’Intelligence. A quanto pare il suo passato durante la Guerra Fredda lo sta richiamando.
Quelle che un tempo erano considerate le più famose operazioni di spionaggio nelle quali erano coinvolti personaggi del calibro di George Smiley, Alec Leamas, Jim Prideaux, e lo stesso Peter Guillam, vengono ora analizzate e investigate da una nuova generazione che non ha alcuna memoria di quegli anni.
Chi è davvero responsabile di atti commessi molti anni prima in nome di qualcosa che non esiste più? Qualcuno deve pagare il sangue innocente che è stato versato per una causa considerata giusta per il bene comune.
Intrecciando passato e presente così che ogni personaggio possa raccontare la sua verità, John le Carré scrive un romanzo avvincente di straordinario spessore letterario, raffinata ironia e ambivalenza morale e segna il ritorno della spia più famosa della letteratura contemporanea, George Smiley, chiudendo il cerchio di un’epoca che non esiste più.

Passaggio in ombra

Solitario come un’autobiografia e corale come una saga familiare, questo vigoroso e insieme delicatissimo romanzo intreccia le storie di una comunità e i destini dei suoi componenti attraverso lo sguardo di una donna, Chiara, che, per scongiurare la follia sprigionata dal dolore, si affida al potere rasserenante della memoria. Riemergono allora, in un accorato fluire di ricordi, la madre Anita, il padre Francesco, la zia Peppina, il cugino Saverio… Sullo sfondo di un Sud ruvido e avvolgente, e insieme dolce e vitale, Chiara ci guida, dal turbinio di fantasmi che agitano una vecchiaia vissuta fuori dal tempo, lungo gli aspri sentieri della sua esistenza. Ed è proprio nel dominio sofferto della lingua, grazie alla trasparenza di una scrittura sospinta innanzi da una sua arcana necessità interna, che questo indimenticabile personaggio femminile affonda il suo senso d’esistere: nel momento di arrendersi alla fatica di vivere, trova la forza e l’orgoglio di raccontare la vita.

La Pasqua Rossa

È il 21 aprile 1946. Nel carcere di San Vittore sono stipati più di tremila detenuti, tra delinquenti senza bandiera, ex repubblichini ed ex partigiani condannati per reati comuni: un microcosmo impossibile, che rispecchia con paradossale fedeltà un’Italia che stenta a scrollarsi di dosso «il sentimento delle macerie». È in questa polveriera che scoppierà una delle rivolte piú imponenti del sistema carcerario mondiale, architettata da Ezio Barbieri, un eroe maledetto capace di amicizie e di amori intensi, dipinto dalle dicerie come un diavolo con fattezze angeliche, dal sorriso ambiguo, dall’intelligenza spiazzante. Ma chi era davvero Ezio Barbieri? Un uomo in grado di capire come nessun altro «i drammi in gabbia» e i destini futuri dell’Italia? Un profeta moderno? Un sognatore? È intorno alla personalità complessa, contraddittoria e carismatica di questo pifferaio magico che il libro di Bevilacqua si avvita a spirale: nella convinzione, profonda e contagiosa, che il destino di un uomo possa illuminare, a tratti, quello del mondo.

La partita

Francesco Sacredo, giovane nobiluomo veneziano, torna nella sua città dall’esilio a Corfù, cui è stato costretto dall’Inquisizione. La laguna, trasformata dal gelo in una trappola di ghiaccio, lo accoglie lugubre come la sorte che lo attende. Durante la sua assenza il vecchio padre ha infatti perso al gioco i suoi molti averi, vinti da una nobile tedesca, la contessa Matilde von Wallenstein. La nobildonna, vedova e smodatamente ricca grazie a una diabolica fortuna nei giochi d’azzardo, concede al giovane una possibilità: recuperare d’un colpo, in un’ultima partita, i denari, gli ori, i palazzi, le barche persi dal padre. La posta in gioco è però altissima, perché ciò su cui il giovane Sacredo deve puntare è la sua vita stessa. Se perde, infatti, diverrà anch’egli uno dei beni acquisiti dalla contessa, che ne “prenderà possesso”. Sacredo accetta la sfida, ma finisce sconfitto. Fuggirà, per sottrarsi al destino che tragicamente incombe, incalzato da un inverno interminabile, scaldato a tratti da amori che lo affiancano senza accompagnarlo, cercando nell’avventura il contrappunto alla solitudine. Una fuga che diviene anch’essa una partita senza fine contro il destino e contro la morte, che di ogni destino è l’ultima padrona.
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### Sinossi
Francesco Sacredo, giovane nobiluomo veneziano, torna nella sua città dall’esilio a Corfù, cui è stato costretto dall’Inquisizione. La laguna, trasformata dal gelo in una trappola di ghiaccio, lo accoglie lugubre come la sorte che lo attende. Durante la sua assenza il vecchio padre ha infatti perso al gioco i suoi molti averi, vinti da una nobile tedesca, la contessa Matilde von Wallenstein. La nobildonna, vedova e smodatamente ricca grazie a una diabolica fortuna nei giochi d’azzardo, concede al giovane una possibilità: recuperare d’un colpo, in un’ultima partita, i denari, gli ori, i palazzi, le barche persi dal padre. La posta in gioco è però altissima, perché ciò su cui il giovane Sacredo deve puntare è la sua vita stessa. Se perde, infatti, diverrà anch’egli uno dei beni acquisiti dalla contessa, che ne “prenderà possesso”. Sacredo accetta la sfida, ma finisce sconfitto. Fuggirà, per sottrarsi al destino che tragicamente incombe, incalzato da un inverno interminabile, scaldato a tratti da amori che lo affiancano senza accompagnarlo, cercando nell’avventura il contrappunto alla solitudine. Una fuga che diviene anch’essa una partita senza fine contro il destino e contro la morte, che di ogni destino è l’ultima padrona.

Una partita a scacchi con Albert Einstein

Non sono molti gli scrittori del Novecento che possono vantare una conoscenza scientifica pari a quella di Friedrich Dürrenmatt. Nel 1961 scrisse I fisici. Tra i personaggi, una spia comunista che fa finta di credersi Einstein, nascosta in un manicomio. Nel 1979, sull’onda del successo internazionale di questa pièce e in occasione del centenario della nascita di Albert Einstein (quello vero), il Politecnico Federale di Zurigo, dove lo scienziato aveva studiato e insegnato, invitò Dürrenmatt a tenere una conferenza. Apparsa in edizione originale da Diogenes con l’aggiunta di una serie di osservazioni scritte dopo averla pronunciata, la conferenza è qui tradotta in italiano per la prima volta.
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Le particelle elementari

L’uomo è sempre andato alla ricerca degli elementi fondamentali della Natura, per decifrarne il linguaggio, indagarne le possibilità, evitarne le insidie: da ultimo, svelarne i segreti. Dietro ogni nuova misurazione si cela una possibile scoperta e, dietro ancora, un nuovo modo di interpretare la realtà e di viverla. Antonio Ereditato – fisico delle particelle elementari fra i più autorevoli – racconta l’affascinante cammino che ci ha portato dapprima a ipotizzare, quindi a scoprire e infine a interrogare quella vertiginosa trama di molecole, atomi, elettroni, fotoni e quark che costituisce il tessuto ultimo delle cose.Questo viaggio intorno all’infinitamente piccolo è fatto di azzardi, smentite e conferme: da Democrito a Dalton, da Newton ad Einstein, da Thomson a Rutherford, passando per Bohr, Fermi e Pontecorvo, segue le particelle attraverso i primi strumenti rivelatori in grado di individuarne la presenza lungo sottili tracce d’argento, all’interno dei calorimetri che ne misurano l’energia, nelle camere a bolle che ne fotografano le scie affilate, fino al Large Hadron Collider, l’enorme acceleratore del cern in cui osserviamo le particelle scontrarsi a una velocità vicinissima a quella della luce. Molti i territori attraversati: la meccanica e l’elettrodinamica quantistica, la teoria dei quark, l’antimateria; molte le scoperte, come quelle recentissime del bosone di Higgs, delle oscillazioni di neutrino e delle onde gravitazionali; molte le ipotesi di lavoro aperte, nel solco delle evidenze sperimentali ottenute e alla luce di quelle ancora solo immaginabili. La meta? Oggi come allora: trovare la forza che origina e tiene insieme il Tutto.Le particelle elementari non è solo una straordinaria guida al mondo invisibile: è la testimonianza emozionante di uno scienziato che ha consacrato la vita alla ricerca e ne ripercorre le tappe salienti, in un intreccio indissolubile tra le aspirazioni personali e le grandi sfide che la scienza oggi si appresta a fronteggiare. Del resto, macrocosmo e microcosmo coincidono nel mondo delle Particelle elementari. Un mondo che reclama naviganti curiosi, pronti a cogliere il minimo segnale all’orizzonte, perché, come sa ogni marinaio di vedetta, è proprio nell’impalpabile barlume che vacilla in lontananza la promessa della terraferma.
(source: Bol.com)

Le particelle elementari

Michel Djerzinski e Bruno Clément sono fratellastri e sembrano essere accomunati unicamente dall’abbandono della madre. Michel è uno scienziato dedito alla biologia molecolare e vicino al Nobel. Un uomo che ha dedicato la sua esistenza agli studi scientifici che lo hanno portato all’isolamento e all’impermeabilità a qualunque emozione. Il suo sogno è riuscire a clonare gli esseri umani così da poter garantire a essi una vita perfetta. Bruno è un insegnante, attirato dal sesso in modo morboso, costretto dalla malattia a entrare e uscire dalle cliniche psichiatriche. Sia la morbosità patologica di Bruno sia l’asettica razionalità di Michel sono il risultato dell’ambiente che li circonda. Due vite parallele destinate a incontrarsi.

Parti in fretta e non tornare

Di notte, sulle porte delle case di Parigi, appaiono strani numeri neri. All’altro capo della città, intanto, vengono recapitate incomprensibili missive che parlano di malattia e di morte. Solo il commissario Adamsberg intuisce che tra i due fatti esiste un legame. Forse è una storia che affonda nei tempi bui dell’Europa, quelli della Morte Nera. O forse il Medioevo non è poi cosí lontano.