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Le avventure di Huckleberry Finn

Huck alla fine del precedente libro veniva adottato dalla vedova Douglas, che, assieme alla sorella, Miss Watson, Tenta invano di farne un bravo ragazzo. Ed è a questo pun to che iniziano i suoi problemi: infatti il padre, un violento ubriacone, vuole a tutti i costi impossessarsene e così riesce a ottenere la custodia del figlio, che tiene segregato in una capanna tra i boschi che costeggiano le rive del Mississippi. Inizialmente Huck è contento del ritorno alla vita selvaggia, ma, dopo l’ennesimo episodio di violenza da parte del padre, decide di fuggire organizzando la messinscena della sua uccisione.

Le avventure di Cipollino

Un monello che fa piangere chi gli strappa i capelli e un principe acido, cattivo e poco furbo sono i due antagonisti di questo memorabile romanzo nato nei primi anni ’50. La posta in gioco dello scontro fra Cipollino e Limone è niente meno che la libertà di un popolo intero, composto di pomodori, ciliegie, fagiolini e vecchie talpe. La trama è lineare: i buoni, vessati dal tiranno e oppressi da regole insensate, guidati dal giovane Cipollino riusciranno a sconfiggere i cattivi a colpi di scherzi, beffe e piani geniali, senza mai ricorrere alla violenza. Ma l’intento di Gianni Rodari non è mettere in scena una lotta tra il male e il bene: è quello di dimostrare che una società giusta è possibile, auspicabile e anche più divertente per tutti. Età di lettura: da 7 anni.

Le avventure di Augie March

Pubblicato nel 1953, Le avventure di Augie March rappresenta una delle vette della produzione romanzesca di Saul Bellow, la sua prima opera importante: un romanzo di formazione dalla forte componente autobiografica, popolato da una miriade di personaggi pittoreschi colti nel loro incessante movimento, in cui rivivono echi della tipica narrazione americana, soprattutto il tema twainiano della fuga, delle peripezie e dell’iniziazione dell’eterno adolescente. Ambientato in una brulicante, indimenticabile Chicago degli anni Venti, il racconto segue le avventure del giovane Augie, che, costretto ai margini della società, si ingegna in tutti i modi a sopravvivere passando da un mestiere all’altro. Con la partenza per il Messico, spinto da una amante che lo convince ad accompagnarla ad addestrare aquile, inizia la sua picaresca avventura nel mondo; un viaggio rivelatore, fatto di mille incontri inaspettati, in cui anche le vicende belliche diventano occasione per scoprire le verità più riposte dell’esistenza umana.
(source: Bol.com)

L’avvelenatrice

XVII secolo. La giovane marchesa di Brinvilliers si invaghisce del torbido Gaudin di Santa-Croce e finisce con l’essere trascinata da lui in un oscuro gioco di morte. L’uomo, infatti, è maestro di veleni e trasmette all’amante tutte le sue arti. In breve la marchesa seminerà vittime tra i propri cari, a cominciare dal marito, il marchese di Brinvilliers. Ispirato alla storia vera di Marie Madeleine Dreux d’Aubray (1630-1676), “L’avvelenatrice” è un viaggio allucinato attraverso la psiche feroce di una delle più spietate serial killer della Storia. Dumas conduce il lettore in questi abissi di terrore e compone un romanzo breve e terribile. Ricostruisce la vicenda attraverso stralci di documenti dell’epoca secondo una struttura che, un secolo e mezzo più tardi, renderà famoso un altro grande maestro del brivido come James Ellroy. In fondo questo piccolo e misconosciuto romanzo è uno dei primi noir della storia. PER ALTRI CLASSICI DELLA NARRATIVA, DELLA POESIA, DEL TEATRO E DELLA FILOSOFIA CLICCA SU BI CLASSICI, O DIGITA “BI CLASSICI” NELLA AMAZON SEARCH BAR!
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Avere e non avere

Fra battute di pesca al largo della costa cubana e cacce nel Wyoming, fra il terzo matrimonio e la guerra di Spagna, nacquero i tre racconti di “Avere e non avere”, pubblicati come un unico romanzo nel 1937. Protagonista del trittico &egrave Harry Morgan, “onesto” contrabbandiere che naviga fra Key West e Cuba, al timone di un battello carico di cinesi clandestini e di alcol. Duro e coriaceo nell’affrontare una vita giocata sul filo del pericolo, a contatto con la peggior schiuma umana e sotto il tiro continuo della legge, Harry Morgan diventa l’emblema dei reietti, condannati a ricorrere ad ogni espediente per sopravvivere, in una societ&agrave spaccata fra gli ‘have’ e gli ‘have not’. In “Avere e non avere” Hemingway ha messo fortemente in risalto le istanze politiche e sociali, raccogliendo i motivi e gli umori contestatari dell’America rooseveltiana.

Australia felix

Sfuggito all'Olocausto, l'ebreo Glauco Levi si rifugia in Australia durante la guerra per esservi internato causa la cittadinanza italiana. Liberato, dopo una vana iniziativa filantropica bancaria, si innamorerà di un'aborigena, per venire così in contatto con quell'etnia, vittima non meno degli ebrei di massacri ottocenteschi e discriminazione moderna. Dei pittori aborigeni diverrà agente, finché sarà costretto ad abbandonare anche quella iniziativa, per continuare a difendere gli "abos" con altri strumenti. Le vicende narrate da Clerici si svolgono nel mondo, caratteristica atipica della nostra letteratura che il più delle volte guarda verso se stessa: dalla Cecoslovacchia ("Erba rossa") al Marocco e la Spagna ("Zoo"), dall'Africa ("Cuor di gorilla") alla Francia ("Costa Azzurra") fino alla Gran Bretagna ("Le donne di Londra"). "Australia Felix" getta uno sguardo scoraggiato non solo sugli inglesi, ma anche sui preti, metodisti, anglicani, cattolici, tragicamente provinciali e inconsapevoli di etnologia e teosofia. A farne le spese, vittime innocenti, sono gli aborigeni, una razza distrutta dalla cosiddetta civiltà europea.

Aurian. L’arpa dei venti

Un tempo esistevano quattro Manufatti del Potere, uno per ogni razza in cui si dividevano i Maghi. Ormai, però, dopo vari millenni, gli unici Maghi superstiti appartengono alla razza umana e i Manufatti sembrano essere perduti per sempre… Almeno fino alla comparsa della giovane Aurian. Figlia di maghi, spadaccina abilissima, Aurian sceglie di contrapporsi al potere di Miathan, l’Arcimago e, mentre lui si impossessa del Calderone della Rinascita, lei riesce a ricreare il Bastone della Terra, la prima delle tre armi perdute, l’unica valida difesa contro i piani di conquista dell’Arcimago…

Aurian: la spada di fuoco

Per lunghi mesi un sinistro inverno magico ha serrato le terre conosciute in una stretta mortale e trasformato laghi e fiumi in una morsa di ghiaccio. Ora, grazie alla magia benevola della giovane Aurian, la primavera a lungo attesa sta cominciando a sbocciare. Ma il crudele Arcimago Miathan è sempre al sicuro nella sua fortezza, e non potrà esserci pace finché il suo potere non sarà stato spezzato. Può un’impresa del genere riuscire ad Aurian e alla sua eterogenea banda di sostenitori? Sì, a condizione che riescano a ritrovare un oggetto magico narrato dal mito, ma di cui da secoli si sono perse le tracce: la Spada di Fuoco.

Aurian: Dhiammara

Aurian si era illusa di riuscire a fermare le forze del male che minacciavano di distruggere tutto il suo mondo, ma aveva fallito. Assillata da dubbi, angosciata dall’incombere di una catastrofe di dimensioni colossali, costretta a misurarsi con una nemica potentissima e diabolicamente astuta, ad Aurian non restava che seguire l’esile filo di una intuizione e puntare sulla perduta Dhiammara, l’antica città della stirpe dei Draghi.

Aurian

Il talento magico è sempre più raro, ma se qualcuno lo possiede e vuole apprendere incantesimi e sortilegi, se vuole imparare a trasformarlo in autentico potere, è a Nexis che deve andare. Lì risiede Miathan, il potente Arcimago, circondato da pochi adepti che ancora conservano poteri e che cercano di istruire i discepoli. Ed è proprio a Nexis che viene inviata la giovane Aurian quando manifesta abilità magiche latenti. Ma i poteri di Aurian sono pericolosi, anche se lei li ignora, e finiscono per intralciare i piani dell’Arcimago.

Attrazione profonda (ONE – Leggereditore)

La cosa più intrigante di un uomo in divisa è immaginarlo fuori dal suo ruolo. Per Jessie Callahan, occhi nocciola, sorriso dolcissimo e carattere da leonessa, questo fa parte di un rituale, un piccolo gioco di seduzione con due detective belli come il peccato che da sempre frequentano il bar in cui lavora. Ma una notte il gioco cambia. Rick e Tru scelgono di osare, avanzando una proposta allettante. Con loro sorpresa, Jessie accetta. Sarà una notte di totale abbandono, che non dimenticheranno facilmente. Ma nessuno avrebbe mai immaginato che Jessie sarebbe stata accusata di omicidio la mattina seguente… Rick e Tru si troveranno così a rischiare tutto pur di salvarla dal vero killer e averla di nuovo tra le braccia.
Una storia ad altissima tensione erotica e non solo, dalla penna di una delle più famose scrittrici di romantic suspense.
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### Sinossi
La cosa più intrigante di un uomo in divisa è immaginarlo fuori dal suo ruolo. Per Jessie Callahan, occhi nocciola, sorriso dolcissimo e carattere da leonessa, questo fa parte di un rituale, un piccolo gioco di seduzione con due detective belli come il peccato che da sempre frequentano il bar in cui lavora. Ma una notte il gioco cambia. Rick e Tru scelgono di osare, avanzando una proposta allettante. Con loro sorpresa, Jessie accetta. Sarà una notte di totale abbandono, che non dimenticheranno facilmente. Ma nessuno avrebbe mai immaginato che Jessie sarebbe stata accusata di omicidio la mattina seguente… Rick e Tru si troveranno così a rischiare tutto pur di salvarla dal vero killer e averla di nuovo tra le braccia.
Una storia ad altissima tensione erotica e non solo, dalla penna di una delle più famose scrittrici di romantic suspense.

Attraverso lo specchio

Il capolavoro di Lewis Carroll permette da sempre ad ogni lettore di riscoprire il gusto della propria infanzia immaginaria. Esistono numerose edizioni illustrate di Alice, questa di Cemak va ad arricchire la serie. La sua interpretazione in immagini riesce a rendere, attraverso un intricato groviglio di segni, il passaggio attraverso lo specchio e la trasformazione della realtà in un’altra realtà immaginata.

Attraverso l’oscurità. La guerra dei regni

La guerra dilania il grande continente del Derlavai. L’esercito Algarviano e Unkerlanter si affrontano in un’alternarsi di vicende, ma non sono soltanto i soldati a morire uccisi dai raggi dei bastoni nemici. Orde di Kauniani innocenti vengono sacrificate sull’altare dell’odio, mentre i maghi algarviani impiegano l’energia vitale delle vittime per annientare le truppe nemiche. Gli Unkerlanter si difendono massacrando interi villaggi di contadini loro connazionali, per usare come arma il loro sangue. Il resto del mondo, indignato da tanta barbarie, cerca una soluzione che possa porre fine a queste carneficine…

Attila

Questa è la storia di due uomini: Attila ed Ezio Romano. Il primo voleva distruggere il mondo, l’altro salvarlo. All’alba del quinto secolo d.C., Roma non è che l’immagine sbiadita della potenza che aveva conquistato il mondo. Disgregato e dilaniato da lotte intestine e complotti, l’impero assiste ormai
impotente alla violazione dei propri confini da parte delle orde distruttrici di popoli barbarici fino ad allora sottomessi. Eppure, un pericolo ben più terribile minaccia la sopravvivenza di Roma. Un popolo di fieri guerrieri provenienti dalle steppe orientali, uomini assetati di vendetta e sangue. A guidarli è Attila, il ‘Flagello di Dio’, colui che ha portato terrore e morte nel cuore dell’Europa, e il loro obiettivo è il centro vitale dell’impero. Il generale Ezio, scelto dal Senato per arrestarne l’avanzata, dovrà vedersela con un nemico terribile, un popolo orgoglioso, giovane e inebriato dalle conquiste, fiducioso in un destino di ricchezza e gloria. Nello scontro tra il generale romano e il fiero re degli unni c’è la sintesi della distanza incolmabile tra due mondi. In gioco c’è ben più della sopravvivenza di un impero al tramonto. Ezio sa che le sue legioni sono l’ultimo baluardo in difesa di una civiltà che non vuole soccombere alla violenza e alla distruzione di una minaccia che avanza implacabile.
Avvincente, emozionante e rigorosamente preciso nei dettagli storici, Attila è un romanzo che consacra William Napier come uno dei massimi esperti della storia antica.

Attesa di Dio

«Simone Weil ha convertito molti non cattolici, ha deconvertito molti cattolici»: è sufficiente questa affermazione di un eminente teologo per testimoniare quale rivoluzionario valore abbia assunto, nel Novecento, un pensiero che si dipana in una piccola costellazione di «libri duri e puri come diamanti, dal lento ritmo incantatorio, dal francese sublime» (secondo le parole di Cristina Campo). Una costellazione al centro della quale si colloca *Attesa di Dio*, raccolta di scritti – composti fra l’autunno del 1941 e la primavera del 1942 – apparsa postuma nel 1949 per le cure di Joseph-Marie Perrin, l’affabile padre domenicano che fu amico, confidente e destinatario delle sei lettere che, dettate da un ineludibile «bisogno di verità», costituiscono parte essenziale dell’opera. Ponendosi sulla soglia di una Chiesa che ha svilito la verità a linguaggio normativo, e rimanendo «in attesa» nel punto d’intersezione fra cristianesimo e tutto ciò che non lo è, Simone Weil esprime, attraverso «un esempio concreto e certo di fede implicita», l’urgenza di una nuova forma di religione e di una radicale trasformazione dell’anima. E ancora oggi non si esce illesi dalla lettura di pagine fra le più alte che nel secolo scorso siano apparse.