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La pelle

Una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell’ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l’anima. Trasformata in un inferno di abiezione, la città offre visioni di un osceno, straziante orrore: la ragazza che in un tugurio, aprendo “lentamente la rosea e nera tenaglia delle gambe”, lascia che i soldati, per un dollaro, verifichino la sua verginità; le “parrucche” bionde o ruggine o tizianesche di cui donne con i capelli ossigenati e la pelle bianca di cipria si coprono il pube, perché “Negroes like blondes”; i bambini seminudi e pieni di terrore che megere dal viso incrostato di belletto vendono ai soldati marocchini, dimentiche del fatto che a Napoli i bambini sono la sola cosa sacra. La peste è nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacità di scorgere le forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. Null’altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l’anima, come un tempo, o l’onore, la libertà, la giustizia, ma la “schifosa pelle”. E, forse, la pietà: quella che in uno dei capitoli di questo romanzo spinge Consuelo Caracciolo a denudarsi per rivestire del suo abito di raso, delle calze, degli scarpini di seta la giovane del Pallonetto morta in un bombardamento, trasformandola in Principessa delle Fate o in una statua della Madonna.
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La pelle del tamburo

Un hacker, dopo essersi infiltrato nella rete informatica del Vaticano, lascia un oscuro messaggio nel computer personale del papa: a Siviglia una chiesa abbandonata dal potere ecclesiastico e da quello secolare è costretta a lottare e uccidere per sopravvivere a chi vuole distruggerla. La Santa Sede deve indagare, e per farlo si serve di uno dei suoi uomini più fidati: il giovane sacerdote Lorenzo Quart. Giunto in Spagna, padre Quart affronterà due personaggi agli antipodi, accomunati solo dalla tenacia con cui intendono raggiungere il proprio scopo. Il primo è don Ferro, l’anziano parroco di Nostra Signora delle Lacrime, un uomo dalla fede solida e incrollabile; il secondo è Pencho Gavira, speculatore edilizio e vicepresidente della banca che otterrebbe notevoli vantaggi economici dalla demolizione della chiesa. Accanto a loro si muovono un ex avvocato, un’ex cantante di flamenco e un ex pugile: tre derelitti legati da un misterioso affetto, che vengono assoldati da Pencho Gavira per sbarazzarsi di padre Quart. Sullo sfondo di una Siviglia seducente e misteriosa, di fronte alle certezze di don Ferro e alla sua battaglia contro il potere e la corruzione, la fede in Dio di padre Quart inizierà a vacillare sempre più. Ma il sacerdote dovrà portare a termine la sua missione.
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La pedina scambiata

In una notte della Parigi pre-rivoluzionaria, il duca di Avon s’imbatte casualmente in un ragazzino in fuga dalle botte del fratello. Leon, così si chiama il fuggitivo, ha capelli incredibilmente rossi e occhi violetti e questi tratti richiamano al duca quelli di uno dei suoi più vecchi nemici, il conte de Saint-Vire. È subito chiaro che la decisione del duca, non a caso soprannominato Satana, di “comprare” il ragazzo per farne il suo paggio non è frutto di tenera compassione. Ma gli sviluppi della storia non sono altrettanto chiari, e ben presto si resta affascinati dalla sottile intelligenza di Avon, dall’impetuosità e coraggio di Leon, dagli intrighi e misteri che a poco a poco vengono alla luce. Fuori commercio da anni, “La pedina scambiata” è davvero un classico della classicissima Georgette Heyer.
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I peccati di una madre

Determinata, brillante e con un infallibile fiuto per gli affari, Olivia Grayson è riuscita negli anni a trasformare il piccolo negozio di ferramenta della madre in un vero e proprio impero commerciale che oggi vanta negozi in tutto il mondo. Ha lavorato sodo per questo traguardo ma spesso, forse troppo, ha dovuto mettere in secondo piano la sua famiglia e in particolare i quattro figli. Così, alla vigilia del suo settantesimo compleanno, Olivia riunisce la famiglia per una splendida e lussuosa crociera nel Mediterraneo. Un gesto generoso con il quale vuole dimostrare l’amore per i suoi cari e farsi perdonare le infinite volte in cui ha trascurato gli affetti a causa del lavoro. Sembra l’occasione perfetta per ricominciare, ma i figli non hanno mai smesso di rinfacciarle le numerose assenze. Ora la famiglia è divisa tra profondi rancori e vecchi segreti, e una vacanza, seppure da sogno, potrebbe non bastare per rimettere insieme i cocci. Riuscirà Olivia in una sola estate a farsi perdonare le colpe di una vita? Danielle Steel firma ancora una volta uno straordinario e intenso romanzo sulla famiglia, sulla forza dei sentimenti e sull’amore incondizionato di una madre verso i figli, regalando alle sue lettrici il ritratto di una protagonista indimenticabile.

Un peana per le zebre

Per Precious Ramotswe, titolare della Ladies’ Detective Agency N.1 in Botswana, non c’è un attimo di pace. La nota investigatrice non solo deve riuscire a placare i sensi di colpa di un nuovo cliente, legati a sconvenienti comportamenti giovanili, ma è anche costretta a far fronte all’infelicità che affligge alcune persone a lei care e all’indecisione del signor JLB Matekoni, proprietario dell’officina Speedy Motors nonché suo fidanzato, il quale non si risolve a fissare la data delle nozze. E, come se non bastasse, in città ha aperto i battenti una nuova agenzia investigativa, gestita da un tipo terribilmente tronfio e maschilista. Ma la signora Ramotswe non cede ai colpi della sventura.

La pazza di Itteville

Prima di individuare nel commissario Maigret il personaggio che lo avrebbe accompagnato fino al 1972, Georges Simenon ha «testato» parecchi altri detective destinati alla serialità. Uno di questi è l’ispettore G.7, che a Maigret non somiglia affatto: ha trent’anni, i capelli rossi, l’aria timida; e guida la macchina. In questo racconto il giovane ispettore si trova a dover risolvere una faccenda piuttosto intricata, in cui ci sono cadaveri che vengono sostituiti e poi scompaiono, e soprattutto c’è una misteriosa ragazza, bionda, bella e un po’ folle.

Pazza da uccidere

Thompson è un killer professionista e qualcuno lo ha incaricato di uccidere un bambino, Peter, destinato erede di una vera fortuna, un marmocchio collerico e viziato. Julie ha avuto un’infanzia difficile, un’adolescenza travagliata e dopo cinque anni di cure psichiatriche sembra stare bene. A lei è affidato il compito da fare da bambinaia al ragazzino. E se fosse un modo per eliminare il bambino e far ricadere su di lei la colpa? Il romanzo è stato pubblicato a puntate sul “Corriere della Sera” nell’estate del 2004.

La pazienza del ragno

Il commissario Montalbano sente il peso delgi anni. E della solitudine. Si intenerisce, mentre cerca le parole e i gesti che lo nascondano agli altri; le parole che facciano barriera. Ascolta la voce di dentro, si interroga. Montalbano si confronta pure con le convenzioni romanzesche del genere giallo. Per sottrarsi al «mestiere»: moralista senza moralismi, vulnerato dalla ingiustizia e dalla «libertà» di rapina governativamente legalizzata e accasata; e investigatore in servizio straordinario nel romanzo, che metaforiche «ferite», date o ricevute, fa pulsare nel non detto delle emozioni e nel clamore dello scandalo. *La pazienza del ragno* è un giallo anomalo. Senza «delitto» e spargimenti di sangue. A meno che delitto cruento non venga considerato lo splendore di vite costrette a consumarsi e a sprecarsi nell’odio.

La paziente privata

Rhoda Gradwyn, giornalista investigativa, ha , molto successo e pochissimi amici. È un personaggio scomodo per molti: le sue scottanti inchieste, sempre ben documentate, producono spesso effetti negativi, se non addirittura tragici, sulle esistenze delle persone che ne sono loro malgrado protagoniste. Quando decide finalmente di liberarsi di una cicatrice che le deturpa il viso da molti anni, la donna si affida a un celebre chirurgo plastico e alla sua esclusiva clinica privata, Cheverell Manor, ospitata in un’antica residenza nel Dorset. L’intervento, che dovrebbe segnare per lei l’inizio di una nuova vita, è invece il suo appuntamento con la morte. Rhoda viene infatti ritrovata cadavere la mattina dopo l’operazione, uccisa brutalmente da un misterioso assassino. Chi può essere stato? A Cheverell Manor, i possibili indiziati sono molti. Sarà Adam Dalgliesh, ormai ai vertici della carriera investigativa, con i suoi fidi assistenti Kate e Benton, chiamati da Londra a indagare sull’omicidio, a scavare nel passato della vittima e dei sospettati alla ricerca di una verità tanto agghiacciante quanto sorprendente. Ancora una volta P.D. James torna a orchestrare con la consueta maestria i destini dei suoi personaggi, intrecciandoli sapientemente e costruendo una storia che, come sempre, ha il suo fulcro in Adam Dalgliesh, investigatore abilissimo e sensibile, capace come pochi altri eroi della letteratura gialla di scandagliare i misteri dell’animo umano.

La Pavona

Che cos’è una rivolta?
Per i personaggi di questo romanzo è una festa. Anzi, una festa che si crede permanente perché nasce dal sogno di cambiare le regole del mondo.
Ma le rivolte, come i sogni, durano poco.
Quella che ci racconta Nerino Rossi dura una settimana scarsa. Sarà chiamata “la settimana rossa”: un incendio che investe la Romagna e le Marche, con focolai in tutta Italia e che subito si spegne per naturale esaurimento. O forse perchè ben altro incendio, che nessuno potrà vivere come una festa, sta per appiccarsi all’Europa intera.
Ma là, in quel minuscolo villaggio, estremo lembo di Romagna verso il delta del Po, Celso detto il Rosso e Ines detta la Pavona, i loro amici e anche i loro nemici, il sogno l’hanno vissuto. E noi con loro. Con loro, piccoli grandi personaggi ai margini ma non fuori dalla storia. I “vinti” di verghiana memoria sono lontani,geograficamente e culturalmente.
Dentro un racconto teso e scanzonato, appassionato e divertito, che ignora la retorica populista e la compassione lacrimevole, quei personaggi noi li ameremo perchè con i loro gesti, anche strampalati, le loro vicende, anche bizzarre, ci raffigurano non tanto l’eterna dura lotta per la vita, quanto l’incessante amore per la vita.

La paura

Mentre la neve scende su Oslo l’ultima domenica d’Avvento, una serie di omicidi spezza l’incanto del Natale. E catapulta in prima linea due veterani del corpo di polizia, la profiler Johanne Vik e suo marito, il commissario Yngvar Stube. Il primo a essere ritrovato è il cadavere di un giovane rifugiato, ormai irriconoscibile, che galleggia nelle acque gelide della baia. Nessuno si era preso la briga di denunciarne la scomparsa, nessuno si presenta a reclamarne il corpo. Una settimana più tardi, Eva Karin Lysgaard, vescovo di Bergen, viene accoltellata a morte per strada. Eva era una figura pubblica, molto stimata, strano che fosse in giro da sola la vigilia di Natale. Infine un tossicodipendente, trovato morto di overdose in uno scantinato. Una serie di avvenimenti in apparenza scollegati tra loro, ma che pazientemente Johanne e Vik cominciano a mettere in relazione. Da questo romanzo, la serie tv Modus.
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La paura

Un grande thriller dall’autrice del bestseller Il carneficeMigliaia di lettori ne sono caduti vittimaUn capanno lontano dalla città e avvolto nel buio. Due ragazze legate a una sedia, una di fronte all’altra. Cos’hanno in comune? Apparentemente nulla. Solo una serata trascorsa a bere nello stesso bar di Torino. Eppure qualcuno le ha stordite, rapite e rinchiuse entrambe in un luogo che odora di morte. E con implacabile e spietato calcolo si accanisce contro una di loro, torturandola fino a ucciderla. Ma non Giuditta: l’ignoto carnefice ha deciso di risparmiarla e lasciarla andare. Pur sconvolta e sotto shock, in mente ha un solo obiettivo: allontanarsi dalla casa delle torture e mantenere una promessa. «Via Exilles 12. Emma. Promettilo. Emma»: le ultime parole della ragazza rapita insieme a lei. La sorpresa non tarderà ad arrivare: Emma è una bambina di soli cinque anni e la casa in cui vive rivela torbidi e inquietanti particolari sulla madre che non vedrà mai più. Un lavoro in un ambiguo locale, tanti soldi in contanti di dubbia provenienza, nessun legame. Ma cosa nascondeva nel suo passato? Chi può avere avuto una ragione per vendicarsi di lei? Giud inizia a cercare, scavare, indagare nella sua vita, senza che nulla emerga. Qual è il particolare che le sfugge e che potrebbe dare un senso a ciò che è accaduto? Forse è qualcosa di importante, qualcosa che la sua memoria ha voluto rimuovere…Due donne rapite. Un sadico omicidio. Chi è il cacciatore e chi la preda?Francesca Bertuzziè nata a Roma nel 1981. A 22 anni ha conseguito il master biennale in “Teoria e Tecnica della Narrazione” alla Scuola Holden di Torino. Ha seguito un laboratorio di regia diretto da Marco Bellocchio e Marco Müller. Negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura cinematografica, vincendo premi e riconoscimenti internazionali con diversi cortometraggi. Ha diretto e montato il backstage del film Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e attualmente sta lavorando a due sceneggiature cinematografiche con produzioni internazionali. Con la Newton Compton ha esordito nel 2011 con Il carnefice, che ha riscosso un grande successo, vincendo anche il premio letteratura e cinema Roberto Rossellini 2011.

La paura è una sega mentale. Come liberarsene per sempre

La paura sistematica, che da disturbi anche gravi come ansia, attacchi di panico, depressione e somatizzazioni, è dovuta al mancato sviluppo della personalità adulta e quindi al permanere della personalità infantile. In questo nuovo libro Giulio Cesare Giacobbe mostra invece come sviluppare la personalità adulta e liberarsi finalmente dalla paura nevrotica con un training, un percorso di cura che chiunque può affrontare facilmente anche da solo. Questo è quindi il manuale ufficiale della psicoterapia evolutiva. Ma è anche, come tutti i libri di Giacobbe, un libro divertente e di semplice lettura. Niente paura.

La paura e la speranza

Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini. Il superfluo costa meno del necessario: puoi andare a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Doveva essere l’età dell’oro: non è così. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette, i mutui si mangiano i bilanci delle famiglie, stiamo consumando le risorse del pianeta e i segnali che vengono dal mondo non sono segnali di pace. Giulio Tremonti ha da tempo compreso ciò che sta lentamente emergendo nella consapevolezza comune: la globalizzazione, tanto celebrata, ha un lato oscuro fatto di disoccupazione e salari bassi, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l’Europa in cui viviamo, un doppio declino: cadono i numeri della popolazione e anche quelli della produzione. Con un’analisi sferzante e autorevole, questo libro ci racconta le cause della situazione attuale, i passi falsi della politica e le spietate dinamiche della finanza internazionale. Ma cerca anche di indicare una strada percorribile per superare questo momento, per vincere la paura e tornare alla speranza.

Paura e carne

Cagliari, fine dell’Ottocento. Il feroce assassinio di un noto avvocato dà il via a una serie di omicidi apparentemente inspiegabili e privi di un nesso tra loro, che turbano la comunità e mettono in difficoltà gli inquirenti. Efisio Marini, medico imbalsamatore già protagonista del primo romanzo di Todde, “Lo stato delle anime”, sospetta invece che esista un rapporto tra queste morti.