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Il Mio Primo Amore Impossibile

Ricordo perfettamente la mia prima cotta. Ero innamorata persa di Jason Thorn. Con lui ho sentito per la prima volta le farfalle nello stomaco. Sembra romantico, no? Invece mi ha spezzato il cuore. Mi ha sempre vista come la sorella piccola del suo amico, tutto qui. E così ho passato tutti gli anni seguenti a evitarlo il più possibile, concentrandomi sul mio sogno di diventare una scrittrice. Anche Jason è andato avanti. Si fa per dire. È una superstar di Hollywood e non c’è persona, in tutti gli Stati Uniti, a non conoscere il suo nome. Quando mi hanno detto che avrebbero realizzato un film tratto da uno dei miei romanzi ho pensato che tutti i miei sogni si fossero realizzati. Ma indovinate chi è stato scelto per il ruolo del protagonista?
**Ella Maise**
non riesce a immaginare una vita senza scrittura, piena di personaggi e storie che le frullano in testa. Tutto il duro lavoro è ripagato dalla gioia di poter seguire il suo sogno. I suoi romanzi sono diventati bestseller. **
### Sinossi
Ricordo perfettamente la mia prima cotta. Ero innamorata persa di Jason Thorn. Con lui ho sentito per la prima volta le farfalle nello stomaco. Sembra romantico, no? Invece mi ha spezzato il cuore. Mi ha sempre vista come la sorella piccola del suo amico, tutto qui. E così ho passato tutti gli anni seguenti a evitarlo il più possibile, concentrandomi sul mio sogno di diventare una scrittrice. Anche Jason è andato avanti. Si fa per dire. È una superstar di Hollywood e non c’è persona, in tutti gli Stati Uniti, a non conoscere il suo nome. Quando mi hanno detto che avrebbero realizzato un film tratto da uno dei miei romanzi ho pensato che tutti i miei sogni si fossero realizzati. Ma indovinate chi è stato scelto per il ruolo del protagonista?
**Ella Maise**
non riesce a immaginare una vita senza scrittura, piena di personaggi e storie che le frullano in testa. Tutto il duro lavoro è ripagato dalla gioia di poter seguire il suo sogno. I suoi romanzi sono diventati bestseller.

Il mio nome è Mae Robicheaux

Letty avrebbe avuto le sue ragioni per uccidere Carmouche. Il boia di New Orleans aveva abusato di lei e di sua sorella quando erano ragazzine, anche se la giuria non l’ha considerata una circostanza attenuante. Ora Letty aspetta nel braccio della morte, mentre Robicheaux cerca di fare luce sugli elementi dubbi del caso. Su due poliziotti corrotti, per esempio, e sulla madre di Letty, trovata cadavere in un bayou. Insieme con l’ex collega Clete e lo psicopatico Remeta, Robicheaux dimostrerà che bene e male qualche volta stanno dalla parte sbagliata.

Il mio calcio libero

“Avevo tre o quattro anni al massimo, e i miei pomeriggi trascorrevano con gli occhi incollati al prato, attratta da un desiderio fortissimo di giocare, ma ancora muto. Il primo a dargli voce fu l’allenatore di mio fratello: un giorno si avvicinò e mi chiese se non ero stufa di guardare gli altri giocare. Sono entrata in campo e, da allora, nessuno è più riuscito a farmi uscire.” A poco più di vent’anni da quell’indimenticabile pomeriggio, Barbara è diventata una delle calciatrici italiane più riconosciute e apprezzate, ha conquistato il secondo scudetto consecutivo con la Juventus ed è stata protagonista con l’Italia, nel giugno 2019, del Mondiale francese che ha avvicinato milioni di tifosi al calcio femminile. Il mio calcio libero, scritto con Marco Pastonesi, non è solo il racconto della storia di Barbara, da Bricherasio alla Nazionale. È una dichiarazione d’amore, è un viaggio nei campi un po’ sgangherati del calcio cosiddetto minore, è un libro tecnico e romantico nel quale si spiega mirabilmente il gioco – “il rigore è un giallo, il cross è una poesia, il dribbling è acrobazia, volteggio, funambolismo”. È, in definitiva, un libro che trabocca di passione autentica, assoluta, e che Barbara ha scritto per tutte le bambine, per tutte le ragazze, per tutte le donne che, proprio come lei, si trovano a essere le prime o le uniche in un mondo quasi totalmente al maschile. Che si sono stufate di guardare gli altri giocare. Che un giorno hanno deciso di entrare in campo e di non uscirne più. **
### Sinossi
“Avevo tre o quattro anni al massimo, e i miei pomeriggi trascorrevano con gli occhi incollati al prato, attratta da un desiderio fortissimo di giocare, ma ancora muto. Il primo a dargli voce fu l’allenatore di mio fratello: un giorno si avvicinò e mi chiese se non ero stufa di guardare gli altri giocare. Sono entrata in campo e, da allora, nessuno è più riuscito a farmi uscire.” A poco più di vent’anni da quell’indimenticabile pomeriggio, Barbara è diventata una delle calciatrici italiane più riconosciute e apprezzate, ha conquistato il secondo scudetto consecutivo con la Juventus ed è stata protagonista con l’Italia, nel giugno 2019, del Mondiale francese che ha avvicinato milioni di tifosi al calcio femminile. Il mio calcio libero, scritto con Marco Pastonesi, non è solo il racconto della storia di Barbara, da Bricherasio alla Nazionale. È una dichiarazione d’amore, è un viaggio nei campi un po’ sgangherati del calcio cosiddetto minore, è un libro tecnico e romantico nel quale si spiega mirabilmente il gioco – “il rigore è un giallo, il cross è una poesia, il dribbling è acrobazia, volteggio, funambolismo”. È, in definitiva, un libro che trabocca di passione autentica, assoluta, e che Barbara ha scritto per tutte le bambine, per tutte le ragazze, per tutte le donne che, proprio come lei, si trovano a essere le prime o le uniche in un mondo quasi totalmente al maschile. Che si sono stufate di guardare gli altri giocare. Che un giorno hanno deciso di entrare in campo e di non uscirne più.

Il mio anno di riposo e oblio

Esilarante e stranamente tenero, l’esperimento di “ibernazione” narcotica di una giovane donna, aiutata e incoraggiata da una delle peggiori psichiatre della storia. New York, all’alba del nuovo millennio. La protagonista gode di molti privilegi, almeno in apparenza. È giovane, magra, carina, da poco laureata alla Columbia e vive, grazie a un’eredità, in un appartamento nell’Upper East Side di Manhattan. Ma c’è qualcosa che le manca, c’è un vuoto nella sua vita che non è semplicemente legato alla prematura perdita dei genitori o al modo in cui la tratta il fidanzato che lavora a Wall Street. Afflitta, decide di lasciare il lavoro in una galleria d’arte e di imbottirsi di farmaci per riposare il più possibile. Si convince che la soluzione sia dormire un anno di fila per non provare alcun sentimento e forse guarire. Tra flashback di film anni ’80 – Mickey Rourke in 9 settimane e ½ e Whoopi Goldberg –, dialoghi surreali e spassosi, descrizioni di una New York patetica e scintillante, il libro ci spinge a chiederci se davvero si può sfuggire al dolore, mettendo a nudo il lato più oscuro e incomprensibile dell’umanità. **
### Sinossi
Esilarante e stranamente tenero, l’esperimento di “ibernazione” narcotica di una giovane donna, aiutata e incoraggiata da una delle peggiori psichiatre della storia. New York, all’alba del nuovo millennio. La protagonista gode di molti privilegi, almeno in apparenza. È giovane, magra, carina, da poco laureata alla Columbia e vive, grazie a un’eredità, in un appartamento nell’Upper East Side di Manhattan. Ma c’è qualcosa che le manca, c’è un vuoto nella sua vita che non è semplicemente legato alla prematura perdita dei genitori o al modo in cui la tratta il fidanzato che lavora a Wall Street. Afflitta, decide di lasciare il lavoro in una galleria d’arte e di imbottirsi di farmaci per riposare il più possibile. Si convince che la soluzione sia dormire un anno di fila per non provare alcun sentimento e forse guarire. Tra flashback di film anni ’80 – Mickey Rourke in 9 settimane e ½ e Whoopi Goldberg –, dialoghi surreali e spassosi, descrizioni di una New York patetica e scintillante, il libro ci spinge a chiederci se davvero si può sfuggire al dolore, mettendo a nudo il lato più oscuro e incomprensibile dell’umanità.

Il mio amico Nepal

**Un lupo alpinista. Le montagne e la vera libertà.**
Nell’estate 2018, **Andrea Scherini** e il suo lupo cecoslovacco **Nepal** scalano in poche settimane diverse cime oltre i 4000 delle Alpi Pennine, e raggiungendo Punta Zumstein (4563m) conquistano il record europeo di altitudine mai raggiunta da un cane. L’impresa si diffonde su tutti i media e Nepal diventa un beniamino dei social: per tutti è il “cane alpinista”. Questa è una grande storia di amicizia a sei zampe e dall’estate del 2015 i due sono inseparabili in mille incontri e lezioni di vita. Nepal che scala a 3 mesi i primi 2000. Nepal che salva la madre di Andrea ferita in un bosco. Nepal che sta vicino al suo amico quando finisce un grande amore. Nepal che aiuta un bambino chiuso al mondo a causa delle sue sofferenze. Nepal che sorprende tutti salendo oltre i 4000, e fa capire al suo padrone che la felicità non è nel raggiungere la cima, ma nella gioia di arrivarci. Perché la vera libertà non è seguire traguardi sempre più alti, ma essere tutt’uno con le tue conquiste.
La vera storia del cane alpinista che ha scalato il Monte Rosa, oltre i 4500 metri, ottenendo il record europeo, e che adesso punta al Monte Bianco. E soprattutto, la storia di una grande amicizia in cui un cane supera ogni limite per amore del suo amico uomo a cui ha tanto da insegnare.

Il migliore discorso della tua vita: Come imparare a parlare in pubblico

La capacità di parlare in pubblico è un’arte antica quanto il linguaggio. Uomini e donne si riunivano intorno al fuoco per ascoltare storie che sapessero farli viaggiare nel tempo e nello spazio. I bravi narratori riuscivano a creare immagini, suscitare speranze, ispirare sogni nella mente di chi li ascoltava. Dal piccolo accampamento iniziale all’iperconnesso mondo contemporaneo, il potere dell’oralità è cresciuto a dismisura, così come la responsabilità di chi sale su un palco e condivide le proprie idee. E la «condivisione delle idee per il bene di tutti» è la missione che il TED si è dato. Nato negli anni Ottanta come programma annuale di conferenze inerenti tecnologia, intrattenimento e design (TED è l’acronimo di *Technology* , *Entertainment* , *Design* ), sotto la guida di Chris Anderson, che dal 2001 ne è il curatore, il TED è diventato un’organizzazione mediatica dedicata alla diffusione delle idee a livello globale. Con la messa online dei video delle sue conferenze, a partire dal 2006, le TED Conference raggiungono oggi il miliardo di visualizzazioni ogni anno. Fedele alla filosofia del TED, con questo manuale Anderson vuole condividere con il mondo l’idea che più gli sta a cuore: il modo migliore per veicolare le idee. E lo fa non solo svelando i trucchi per diventare eccellenti oratori – provare il discorso all’infinito, suscitare empatia, indossare gli abiti giusti – ma proponendo una nuova concezione del parlare in pubblico. Perché non esiste un unico «modello TED Talk» a cui ispirarsi: ogni oratore è unico, e così ogni discorso. Ma chi prende la parola deve imporsi di essere solo uno strumento: deve mettere in secondo piano l’atavica paura di una figuraccia, e lasciare che a salire sul palco sia un’idea in grado di essere d’ispirazione agli altri. Che si tratti di un ragazzino keniota che ha inventato un modo per tenere i leoni lontani dalla fattoria dei genitori, o l’istrionico Sir Ken Robinson che taccia il moderno sistema scolastico di uccidere la creatività nei bambini, oppure Monica Lewinsky che racconta il suo lungo percorso per riuscire a superare il trauma della vergogna, non è il «chi» ciò che conta, ma il «cosa». E, naturalmente, il «come». *Il migliore discorso della tua vita* vuole essere uno strumento per riscoprire la retorica, «l’arte di parlare in maniera efficace», e renderla accessibile al mondo contemporaneo. Perché non è detto che i discorsi pubblici debbano essere lunghi, monotoni e prevedibili. Raccogliendo le esperienze delle TED Talks, Chris Anderson dimostra come una conferenza possa essere originale, ricca di colpi di scena, breve e, soprattutto, un’impresa alla portata di tutti. **

Il Meraviglioso Natale Delle Sorelle McBride

Nella suggestiva cornice delle Highlands innevate, Suzanne McBride sogna un Natale indimenticabile con le sue figlie adottive, che dopo molto tempo torneranno a casa per le vacanze. Non vede l’ora che la famiglia sia riunita, eppure la tensione è alle stelle. La maggiore delle sue figlie, Hannah, una razionale donna in carriera che si è trasferita a New York, sa che non può evitare di trascorrere il Natale con la famiglia, ma non sono le aspettative dei suoi cari a spaventarla, quanto piuttosto il segreto che custodisce. Beth, che è felicemente sposata e madre di due bambine, abita anche lei a New York ed è altrettanto preoccupata all’idea di tornare in Scozia. Sta attraversando una profonda crisi personale, e tutto quello che vorrebbe per Natale è avere un po’ di tempo per riflettere e capire se è davvero pronta a tornare al lavoro. Stare con le sorelle dovrebbe aiutarla a rilassarsi, non farla innervosire! Posy, la minore, è l’unica che è rimasta a Grensay. Non è molto soddisfatta della sua vita, ma i genitori dipendono da lei, e andarsene di casa le sembra rischioso… anche se non quanto innamorarsi dell’affascinante Luke. Mentre le vacanze si avvicinano, Suzanne si rende conto che per realizzare il suo sogno non può che affidarsi alla magia del Natale, sperando di far capire alle figlie che il loro legame è abbastanza forte da resistere a tutto. Anche a un Natale in famiglia. **

Il meglio deve ancora venire

« *Quella di Federico Pizzarotti è un’esperienza personale e politica che dimostra quanto sia fondamentale una intelligente disposizione al cambiamento.* » dalla Prefazione di **Gianrico Carofiglio**
Come si combatte il populismo? Che tipo di società auspichiamo per i cittadini di oggi e di domani? Federico Pizzarotti ha le idee molto chiare. Sindaco amato dalla sua città, Parma, ex Movimento 5 Stelle, promotore di “Italia in Comune”, ma sempre corteggiato dal centrosinistra, grazie alla sua amministrazione virtuosa è diventato uno dei simboli della buona politica.
Quello del sindaco è un viaggio di sola andata dentro ai problemi che attanagliano l’Europa e i singoli paesi dell’Unione. La paura dell'”altro”, la rabbia e l’insicurezza sociale che si trasformano in razzismo, violenza ed egoismo sfrenato si possono sconfiggere solo con una politica inclusiva e solidale. Al sovranismo che, di fatto, porta a una guerra tra poveri, si deve contrapporre un progressismo moderno e allo stesso tempo combattivo, che faccia tesoro delle sconfitte subite dalla vecchia sinistra e sappia ridare speranza ai più deboli, alle periferie del mondo, a chi ha sofferto oltremodo la crisi economica e le trasformazioni imposte dalla globalizzazione. Ma è, soprattutto, il viaggio di un sognatore, pieno di passione e ottimismo, che guarda a un nuovo modello di società e alla costruzione di una nuova classe dirigente.
L’Italia di Federico Pizzarotti, infatti, è un paese ecosostenibile, attento alla protezione delle comunità. In poche parole, un paese più giusto. La sfida è appena cominciata. E sarà una sfida lunga e faticosa. Ma una cosa è certa: il meglio deve ancora venire.

Il manuale completo della maratona

Correre la maratona è il sogno di tutti coloro che si avvicinano alla corsa. Alcuni trovano la maratona epica, altri romantica, altri ancora spietata: tutti però concordano che la maratona non è semplicemente una corsa più lunga delle altre, ma è una corsa difficile perché le regole sono diverse e, se non si capiscono le regole, la maratona ti punisce. Per questo, un’ottima comprensione di come si deve correre è fondamentale non solo per finirla bene, ma anche solamente per finirla! Il manuale completo della maratona vuole essere un’opera di riferimento insostituibile e preziosissima per il runner amatore, spesso confuso da decine di programmi di allenamento che non spiegano in dettaglio le basi su cui operano e i requisiti che richiedono per essere seguiti con profitto. La filosofia del testo è quindi quella di evitare di proporre subito un programma d’allenamento, ma soprattutto di far capire la maratona in modo da scegliere il programma più adatto alle proprie aspettative e al proprio modo di interpretare la corsa. Sei programmi di allenamento utili sia all’aspirante campione sia a tutti coloro che vogliono semplicemente arrivare; non un singolo programma personalizzato sul runner, ma tanti programmi per le varie tipologie di corridori. **
### Sinossi
Correre la maratona è il sogno di tutti coloro che si avvicinano alla corsa. Alcuni trovano la maratona epica, altri romantica, altri ancora spietata: tutti però concordano che la maratona non è semplicemente una corsa più lunga delle altre, ma è una corsa difficile perché le regole sono diverse e, se non si capiscono le regole, la maratona ti punisce. Per questo, un’ottima comprensione di come si deve correre è fondamentale non solo per finirla bene, ma anche solamente per finirla! Il manuale completo della maratona vuole essere un’opera di riferimento insostituibile e preziosissima per il runner amatore, spesso confuso da decine di programmi di allenamento che non spiegano in dettaglio le basi su cui operano e i requisiti che richiedono per essere seguiti con profitto. La filosofia del testo è quindi quella di evitare di proporre subito un programma d’allenamento, ma soprattutto di far capire la maratona in modo da scegliere il programma più adatto alle proprie aspettative e al proprio modo di interpretare la corsa. Sei programmi di allenamento utili sia all’aspirante campione sia a tutti coloro che vogliono semplicemente arrivare; non un singolo programma personalizzato sul runner, ma tanti programmi per le varie tipologie di corridori.

Il mago di Hitler. Erik Jan Hanussen, un ebreo alla corte del Führer

L’autore ricostruisce la biografia di Erik Jan Hanussen, un ebreo di origini morave convertito al protestantesimo, che fu uno dei più audaci e controversi veggenti della storia. Nella Berlino del primo dopoguerra Hanussen riscosse grande successo esibendosi nei cabaret e suscitando l’interesse di personalità della cultura come Freud e Thomas Mann, dello spettacolo come Marlene Dietrich e soprattutto di Hitler che era stato suo compagno d’armi. Grazie alle sue clamorose predizioni Hanussen divenne presto ricco e potente, ma anche scomodo. E quando, nell’aprile 1933, il giorno prima dell’incendio del Reichstag, ebbe la visione di un “grande edificio divorato dal fuoco”, venne misteriosamente fatto sparire.

Il libro nero della Prima Repubblica (Tascabili) (Italian Edition)

Prendendo spunto dalle sentenze di Perugia e Palermo, rispettivamente contraria e favorevole ad Andreotti, Rita di Giovacchino stende il quadro più completo ed aggiornato di trent’anni di misteri italiani. Nel novembre 2002 Giulio Andreotti – sette volte presidente del Consiglio – è stato condannato a 24 anni per omicidio dalla Corte d’Assise d’Appello del tribunale di Perugia. Nel maggio 2003, il tribunale di Palermo ha assolto il Senatore per insufficienza di prove per i reati di associazione mafiosa ascrittigli dopo il 1982 – ma, cosa poco sottolineata dai media, ha dichiarato prescritto il reato di associazione a delinquere commesso prima del 1980. Entrambi i processi hanno affrontato alcuni intrecci cruciali, e ancora poco o per nulla chiariti, della storia della Prima Repubblica (il rapimento e il Memoriale di Moro, i rapporti fra mafia e politica, le stragi del ’92-’93); ma ad Andreotti, e in generale alla classe dirigente della Prima Repubblica, fanno capo tracce semicancellate dall’oblio dei media e da infinite operazioni di depistaggio e insabbiamento che conducono, di volta in volta, a Gladio/”Stay behind”, P2, servizi segreti deviati, criminalità organizzata, terrorismo rosso e nero, CIA, KGB, Mossad. Con un’ambizione di chiarezza e completezza forse senza precedenti in una materia così oscura e delicata, Rita di Giovacchino tenta in questo libro un affresco complessivo dell’intreccio di poteri occulti che, dall’interno e dall’esterno, per decenni hanno condizionato in maniera “parallela” e con esiti spesso tragici la vita civile e politica italiana. L’assurda condizione di sovranità limitata imposta da poteri segreti all’Italia – condizione che in certi casi ha reso gli stessi protagonisti politici della Prima Repubblica semplici pedine in giochi più grandi di loro – si trasformano, nel libro di Di Giovacchino, ricco di interpretazioni inedite, in una narrazione avvincente come una spy story ma documentata come un grande reportage. Completa il libro una lunga intervista all’ex presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino, che propone una sua nuova, chiarificatrice interpretazione della “trattativa” fra Stato e BR durante il sequestro Moro.

Il Libro Di Mio Figlio

Neera, pseudonimo di Anna Zuccari Radius (Milano, 7 maggio 1846 – Milano, 13 luglio 1918), è stata una scrittrice italiana.
Nacque in una famiglia borghese da Fermo e da Maddalena Manusardi, che morì quando Anna aveva solo dieci anni. Conclusi gli studi elementari, rimase nella casa paterna fino alla morte del padre nel 1866, circostanza che le impose di trasferirsi a Caravaggio presso due zie nubili, vivendo in precarie condizioni economiche; nel 1871 sposò il banchiere Emilio Radius, con il quale ebbe due figli, Adolfo, che divenne ingegnere, e Maria, che sposò nel 1898 l’editore e giornalista Guido Martinelli.
Raggiunta la tranquillità economica e ristabilitasi a Milano, vi frequentò l’ambiente letterario, esordendo nel 1875 come scrittrice di novelle pubblicate in importanti riviste del tempo – il Pungolo, L’illustrazione italiana, il Marzocco – viaggiando ed entrando in contatto con Verga e Capuana, esponenti della corrente letteraria delVerismo, alla quale ella stessa aderì. Nel 1890 fu tra i fondatori della rivista Vita intima, che tuttavia cessò le pubblicazioni l’anno dopo. Negli ultimi anni Neera fu probabilmente colpita da un tumore che le impedì di scrivere – ma riuscì a dettare le sue memorie, Una giovinezza del secolo XIX, pubblicate postume nel 1919 – e la condusse alla morte nel 1918.
Scrittrice prolifica e di successo, il tema dominante della sua narrativa è l’analisi della condizione femminile – della quale ella accetta il ruolo socialmente subordinato[1] – limitandosi a rivendicare le ragioni del cuore e della sensibilità femminile a fronte della mediocrità della realtà quotidiana nella quale le protagoniste dei suoi romanzi finiscono per ripiegare.
Fonte Wikipedia

Il libro della fotografia digitale. Tutti i segreti spiegati passo passo per ottenere foto da professionisti: 1

In questa seconda edizione l’autore ha aggiornato i consigli, i trucchi e le immagini. Inoltre è stato aggiunto un capitolo in cui vengono presentate le prime 10 nozioni fondamentali che deve assolutamente sapere chi si avvicina per la prima volta al mondo della fotografia. La migliore caratteristica di questo libro è l’efficacia con cui l’autore descrive gli argomenti. Il suo stile di insegnamento semplice e diretto rende l’apprendimento delle più sofisticate tecniche fotografiche un vero divertimento. **

IL GRANDE KIRN

Un giorno un contadino svedese, Jarl Olsen, trova sul sentiero che porta verso la sua casa una scatoletta contenente strani semi, neri e lucenti, con una macchiolina bianca. Li semina nella striscia di terra che costeggia il muretto di cinta del suo orto, e quando otto giorni dopo, in uno dei rari momenti che il lavoro dei campi gli lascia liberi, va a vedere cos’è successo dei semi, trova alcune alte piante che portano appesi ai rami una enorme quantità di baccelli rossi. Qualche giorno dopo, il bambino di Jarl corre trafelato dal padre per dirgli che ha visto tanti ometti rossi correre nell’orto. Il contadino scuote la testa e ammonisce il bimbo a non lasciar volare troppo la sua fantasia. Eppure il bambino ha ragione: dai semi neri sono nati davvero gli ometti scarlatti. Sono i Djarns, e provengono da altri pianeti. E i Djarns invasero intere regioni, e dove essi arrivavano gli uomini diventavano apatici, come immersi in letargo, ridotti ad assurdi schiavi pronti ad agire supinamente secondo tutti i comandi che arrivavano al loro cervello attraverso le onde magnetiche lanciate dal Grande Kirn.
Copertina di: Carlo Jacono

Il grande ascensore di cristallo

**«Dahl possiede il rarissimo dono di far scomparire tutto il mondo che sta intorno al lettore»**.
*Goffredo Fofi*
**«Maestro della short story, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi… iperbolico, beffardo, divertente, la sua massima virtù è dinamica, è la velocità. Ci si accorge di come e quanto la sua consistenza sia un meccanismo perfetto, esplosivo al pari di una bomba»**.
*Franco Cordelli, Corriere della Sera*
**«Roald Dahl parteggia sempre per i bambini e ha creato tanti piccoli personaggi con speciali poteri che si vendicano delle prepotenze degli adulti o li puniscono per le loro cattive azioni»**.
*Donatella Ziliotto*
Il grande ascensore di cristallo è il seguito della Fabbrica di cioccolato, ma anche un incredibile romanzo di fantascienza a sé stante, scatenato e sarcastico.
Una presa in giro delle campagne pubblicitarie che sorgono intorno ai viaggi interplanetari, con Presidenti infantili devoti alla loro Tata e Alberghi Spaziali infestati da malefiche uova: i Cnidi Vermicolosi.
E per ogni circostanza il signor Wonka, proprietario della fabbrica, ha una trovata, una battuta, una stupefacente soluzione: un po’ prestigiatore, un po’ clown, un po’ filosofo. Così come doveva essere Roald Dahl.