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Meglio donna che male accompagnata

Tre amiche. Tutte sarde. Tutte single. Lucia, capace di parlare in tribunale come di attaccare una mensola o di ricamare a punto croce; Stefania, che fa la giornalista letteraria ed è la “stronza magra” delle tre; Geppi, che da qualche tempo sta realizzando il suo sogno di fare l’attrice. La loro vita sembra scorrere (quasi) normalmente fino all’arrivo di una lettera dall’aspetto anonimo, che all’apertura si rivela più pericolosa di un pacco bomba: l’invito al matrimonio di un’amica d’infanzia, quella che sembrava avere meno chance. Così loro dovranno subire l’onta terribile di tornare in Sardegna e presentarsi di fronte a tutto il paese senza un uomo al fianco che sostenga il passo malfermo dopo un’intera cerimonia sui tacchi alti!

Medusa, e altri dei

Otto racconti di uno dei più grandi poeti della fantascienza di tutti i tempi, otto racconti per farvi sognare, rabbrividire, commuovere. Una raccolta che vi farà entrare in uno dei più rimarchevoli regni dell’immaginazione, quel territorio in cui solo Sturgeon sa muoversi a proprio agio… riuscendo a mettere sempre tutti a loro completo disagio. Otto racconti di dèi, uomini, mostri e alieni, otto saggi sull’arte della scrittura, dell’invenzione, dell’immaginazione. Tutto quello che avreste voluto leggere di fantascienza, e che non avevate ancora letto.
Indice:
Piccolo grande dio (Microcosmic God, 1941)
Medusa (Medusa, 1942)
Presenza di spirito (Ghost of a Chance, 1955)
Colabrodo (Blabbermouth, 1946)
Bambino prodigio (Prodigy, 1949)
Un’ombra sul muro (Shadow, Shadow On the Wall…, 1951)
Twink (Twink, 1955)
Frammento luminoso (Bright Segment)
Copertina di Vicente Segrelles

Medjugorje. È tutto falso

Da quando, il 24 giugno 1981, sei ragazzi videro “una figura femminile luminosa sul sentiero”, il caso delle apparizioni mariane a Medjugorje è esploso in tutto il mondo. Corvaglia rievoca la vicenda a partire dalle settimane immediatamente successive al miracolo, non celando al lettore nessuno dei suoi molti lati oscuri. Sospesa com’è tra fede, superstizione e affarismo, Medjugorje, comunque la si pensi, resta un caso eclatante ed emblematico della spiritualità di oggi.
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Meditazioni metafisiche

Le “Meditazioni Metafisiche” sono il pilastro filosofico su cui Cartesio appoggia quella riforma di tutto il sapere che segna l’inizio dell’epoca moderna. Abbandonato il paradigma della filosofia scolastica, dominante per secoli nel pensiero occidentale, Cartesio offre ai suoi contemporanei un nuovo medello di pensiero, partendo da una costatazione che qualunque osservatore attento non poteva non condividere: non c’è argomento filosofico che non sia oggetto di discussione e fonte di disaccordo tra i filosofi. Per riparare a un tale stato di confusione, è necessario fondare la filosofia su qualcosa di altrettanto coerente e consistente quanto le scienze. Testo latino a fronte e in appendice la traduzione francese rivista personalmente da Cartesio.
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Meditazioni del Chisciotte

Con le meditazioni chisciottesche, Ortega indaga sulla peculiarità unica e irriducibile della vita umana, anche se il suo modo d’essere gli appare sotto forma di eroismo e tragedia, la cui espressione è affidata al romanzo. Dei molteplici approcci ermeneutici con cui è stata analizzata quest’opera unanimemente ritenuta fondamentale nell’evoluzione del pensiero orteghiano prediligiamo il significato filosofico con speciale riferimento al tema della vita circostanziale, che dev’essere salvata attraverso un rinnovato rapporto con la cultura, senza eludere la decisiva questione della verità, intesa come verità vitale e prospettiva. Benché incompiuto, da questo primo libro è possibile arguire uno schema sufficientemente organico, basato sull’insinuazione di una teoria metafisica del reale. Così il Proemio contiene la celebre definizione della vita come l’io interagente con la circostanza, con l’imperativo di salvezza di entrambi. La Meditazione preliminare sviluppa una critica della circostanza personale di Ortega e delle condizioni della Spagna del suo tempo. Infine, la Meditazione Prima delinea un’originale concezione del romanzo.
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Medicus

Londra 1021. Rob Cole ha solo nove anni quando si accorge di “sentire” l’istante in cui la vita abbandona il corpo. È la scoperta di una vocazione irresistibile: diventare medico. Un obiettivo che lo porterà all’università di Ispanhan dove in breve diverrà allievo prediletto e assistente di Avicenna, il principe dei medici. Inizia così la storia del leggendario capostipite della famiglia Cole, che si spinge fino in Persia per apprendere i segreti dell’arte della medicina e di quel dono misterioso che gli è toccanto in sorte. Un viaggio affascinante attraverso il Medioevo euroasiatico, per scoprire le pratiche mediche di ieri e di oggi e l’etica profonda e antichissima che guida i dottori di tutte le epoche. Il primo capitolo dell’ormai celebre trilogia dello Sciamano.
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Il medicorriere

Nei primi decenni del Duemila, le autorità hanno instaurato un sistema crudele e semplice per limitare l’eccesso di popolazione: l’assistenza medica è gratuita per tutti, ma a condizione che il malato accetti di essere prima reso sterile. Molti non accettano, e nasce così una medicina illegale, clandestina, svolta da medici e infermieri che operano in condizioni precarie e pericolose, braccati dalla polizia del Controllo Sanitario. Ma il personaggio centrale di questo sottobosco è il medicorriere, una specie di contrabbandiere di strumenti e medicinali che si muove tra loschi fornitori e dottori idealisti, tra l’assillo di essere scoperti e incarcerati e il terrore di finire nelle mani dei fanatici Naturisti, che vogliono distruggere qualsiasi tipo di medicina.
Copertina di Karel Thole

Il medico di Saragozza

Nella Spagna del XV secolo, dominata dall’Inquisizione, un giovane ebreo assiste a due crimini terribili, l’assassinio del padre e del fratello. Da un anziano medico chirurgo apprende i segreti della sua arte e scopre in sé una forte vocazione. Quando incontrerà gli odiati assassini deciderà di non vendicarsi, perché non può dare la morte chi vive ormai solamente per combatterla. Ora il suo compito è alleviare le sofferenze degli altri. Uno straordinario viaggio iniziatico, un nuovo appassionante romanzo di uno scrittore dotato di un raro talento: la felicità di narrare.

Il medico di corte

Una serie bizarra e curiosa di eventi porta Johann Friedrich Struensee, giovane medico tedesco, idealista, impregnato di idee illuministe, ad accettare l’incarico di medico personale, e poi di Primo Ministro, del re di Danimarca Cristiano VII. E’ il 1768: per quattro anni la Danimarca conosce una rivoluzione che anticipa, senza terrore, le conquiste della rivoluzione francese. Dalla libertà di pensiero, di stampa, di culto, fino al progetto di eliminazione della servitù della gleba: in seicentotrentadue decreti Struensee, intellettuale ignaro dei giochi della politica, firma la propria condanna, aprendo la strada a quella reazione che Guldberg, pietista assillato dalla missione di salvare la Danimarca, non farà che pilotare.

La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione?

Osannato dai malati, osteggiato dall’Ordine dei Medici, il dottor Hamer colleziona lauree ad honorem in medicina in certi Paesi, e processi in altri, oltre a riempire periodicamente le cronache dei quotidiani di mezza Europa con le sue vicende. Oncologo e ricercatore, basta il suo nome perché nel mondo della Sanità si assista a una levata di scudi, ma le sue casistiche di guarigione delle malattie degenerative sono impressionanti, tali da far vacillare l’edificio della medicina ufficiale. E il dubbio di molti è che il suo sistema sia così osteggiato proprio perché urta gli interessi delle Holding farmaceutiche. Come può essere che una grave malattia come il cancro sia il tentativo del cervello di “riparare” (e quindi di guarire) un trauma subito? E che basti individuare il trauma e “disfarlo” perché il cervello receda dalla sua azione “riparatrice”, arrestando quindi la proliferazione delle cellule cancerose? E come possiamo individuare rapidamente questo trauma? Gli autori, da anni studiosi del metodo Hamer, ce lo spiegano in questo libro, scritto in modo che tutti lo possano capire, con l’aiuto di argute vignette.
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Medea

Da Seneca a Corneille, dal melodramma di Cherubini fino a Grillparzer e Anouilh, la Medea di Euripide è stata un modello drammatico di incomparabile tragicità. La donna che, per punire l’uomo che l’ha tradita e abbandonata, giunge al punto di uccidere i propri figli, ci viene presentata da Euripide con tutti i connotati dell’eroe. La sua vendetta, la strage che compie prima di fuggire libera e trionfante, la rendono alla fine simile a una dea. La Medea barbara e crudele del mito diventa nell’opera del grande tragediografo una figura disperata, tormentata da un atroce conflitto. Guarda con straordinaria lucidità alla condizione propria e a quella della donnanella società greca ma, al tempo stesso, è capace di una determinazione pari soltanto a quella di Aiace o di Achille.

Il medaglione

A vederlo da lontano, Belcolle sembra un paese da cartolina, una barca arenata su una montagna verde, e sullo sfondo il mare di Cefalù. Ma da vicino è ben altra cosa: d’inverno è gelido e nevoso, e per tutto l’anno è abitato da persone taciturne e diffidenti, “genti di montagna”. Son cinque anni che il maresciallo Antonio Brancato, “un omo preciso al quale piaciva che tutto stava al posto indovi doviva stare”, è a capo della Stazione dei Carabinieri di questo isolato paesino siciliano. Cinque anni non facili, ma durante i quali il maresciallo Brancato è riuscito a guadagnarsi la confidenza e la stima dei belcollesi. Forse addirittura troppo, infatti ormai tutti lo cercano, anche a sproposito, per ogni problema…

La medaglia del Cellini

A Londra inizia la stagione delle debuttanti e le ragazze pronte a fare il loro ingresso nel bel mondo sono tante, tutte graziose e troppo ambiziose. Ma tra balli, feste e ricevimenti, non tutto va per il verso giusto: negli ambienti dell’alta società qualcuno sta ricattando le famiglie più in vista. L’ispettore Alleyn, asso di Scotland Yard, venuto a saperlo, chiede aiuto al suo vecchio amico lord Robert Gospell, confidente di molte signore dell’aristocrazia, per smascherare il ricattatore. Fino a quando il delitto non alzerà la posta in gioco.

Me parlare bello un giorno

David Sedaris è una figura di riferimento fondamentale per la cultura americana contemporanea. Le generazioni più (e meno) giovani si sentono perfettamente rappresentate nelle sue storie. La comicità soave, crudele, disincantata, intelligente e terribile di questo eterno ragazzo offre la più irresistibile chiave di lettura dell’assurdità del mondo di oggi. Leggere e ridere, ridere a crepapelle e tornare a leggere: il personalissimo humour caustico di Sedaris, venato da una sensibilità a tratti addirittura commovente, rende la lettura di questi racconti un’avventura davvero gratificante e – come saggiamente consigliano diversi recensori – assolutamente da non farsi a bocca piena…

(source: Bol.com)