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IL VOLTO IMPERTINENTE DELLA LEGGE

Marta è un giovane avvocato civilista. Ha subito un grave trauma all’età di diciotto anni e ne conserva ancora nel corpo e nell’anima le cicatrici. La sua grande voglia di vivere le ha dato la forza di superare il dolore e l’ha spinta ad andare avanti. Dopo la laurea in giurisprudenza trova lavoro inizialmente presso uno studio legale che si occupa prevalentemente di cause di separazione. Successivamente la ragazza viene assunta dal prestigioso studio Castellani & figli, grazie all’intercessione di uno dei due soci, Andrea, che è stato suo compagno di studi all’università. L’altro socio è Fabio, di qualche anno più grande di Marta e Andrea. Fabio è l’esatto contrario di suo fratello, è serioso, severo e arrogante. Inizialmente Marta prova una forte antipatia per lui, ma pian piano, scopre che il giovane direttore dello studio legale possiede molte qualità e le fa battere il cuore come nessuno mai.
Fabio sembra nutrire una simpatia particolare verso la ragazza, anche se il suo comportamento è ambiguo e a volte inspiegabilmente severo nei confronti di Marta al punto tale da spingerla a dimettersi dal suo incarico. Di fronte alla prospettiva di perderla, Fabio le rivela le motivazioni del suo strano comportamento e le dichiara di amarla, ma un grave pericolo incombe su di loro. Ce la faranno i due giovani a salvarsi e a far trionfare il loro amore?
Un romanzo ironico, divertente e dissacrante, i cui protagonisti saranno costretti a compiere molte peripezie prima di ritrovarsi.
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### Sinossi
Marta è un giovane avvocato civilista. Ha subito un grave trauma all’età di diciotto anni e ne conserva ancora nel corpo e nell’anima le cicatrici. La sua grande voglia di vivere le ha dato la forza di superare il dolore e l’ha spinta ad andare avanti. Dopo la laurea in giurisprudenza trova lavoro inizialmente presso uno studio legale che si occupa prevalentemente di cause di separazione. Successivamente la ragazza viene assunta dal prestigioso studio Castellani & figli, grazie all’intercessione di uno dei due soci, Andrea, che è stato suo compagno di studi all’università. L’altro socio è Fabio, di qualche anno più grande di Marta e Andrea. Fabio è l’esatto contrario di suo fratello, è serioso, severo e arrogante. Inizialmente Marta prova una forte antipatia per lui, ma pian piano, scopre che il giovane direttore dello studio legale possiede molte qualità e le fa battere il cuore come nessuno mai.
Fabio sembra nutrire una simpatia particolare verso la ragazza, anche se il suo comportamento è ambiguo e a volte inspiegabilmente severo nei confronti di Marta al punto tale da spingerla a dimettersi dal suo incarico. Di fronte alla prospettiva di perderla, Fabio le rivela le motivazioni del suo strano comportamento e le dichiara di amarla, ma un grave pericolo incombe su di loro. Ce la faranno i due giovani a salvarsi e a far trionfare il loro amore?
Un romanzo ironico, divertente e dissacrante, i cui protagonisti saranno costretti a compiere molte peripezie prima di ritrovarsi.

Il volto cancellato

Quella di Fakhra è una storia estrema e tragicamente diffusa. Quando è arrivata in Italia dal Pakistan per farsi curare, aveva la faccia deturpata e il collo talmente rattrappito dalle cicatrizzazioni da non consentirle più di alzare la testa. Suo marito aveva deciso di sfogare la propria gelosia e la propria rabbia sfigurandola con dell’acido. Questo libro è la storia della vita, del dramma e della rinascita di una donna. L’infanzia difficile, il lavoro ammirato e biasimato di ballerina, gli innamoramenti, le delusioni, il matrimonio con il figlio di un importante uomo politico. Fino alla violenza dell’acido, le lunghe degenze, la lenta ricostruzione esteriore e interiore, il ritorno a una vita normale.

Voltati e sorridi

Vivere in un residence per uomini divorziati e depressi non è quello che Drew Silver si aspettava dalla vita. Nell’edificio grigio, con stanze dall’arredamento tutto uguale, aleggia una patetica solidarietà maschile. Drew passa le sue giornate tra le anonime – ma ben pagate – donazioni alla banca del seme e le innumerevoli bevute di birra con gli amici. Per un uomo di quarantaquattro anni, ex musicista in una rock band di successo, questo presente ha il sapore amaro del fallimento. Soprattutto perché Drew sa quello che ha perso. Prima di tutto la moglie Denise che sta per risposarsi con un uomo che è il suo opposto: affidabile, realizzato, felice. Poi c’è Casey, la figlia diciottenne che non l’ha mai perdonato per aver rovinato la loro famiglia. Con il passare degli anni, per lei suo padre è diventato un estraneo. Drew ha collezionato tanti errori. Uno dopo l’altro. Eppure, forse, adesso tutto può cambiare. Forse Drew ha un’ultima possibilità per rimediare agli sbagli del passato ed essere felice. Perché Casey si trova in grosse difficoltà e c’è solo una persona in grado di aiutarla: suo padre. Perché lui, proprio quell’uomo che l’ha delusa mille volte, ora è l’unico che non la giudica. L’unico che la guarda con occhi pieni di amore, nonostante tutto. Ma Drew non ha molto tempo. Ogni cosa può precipitare di nuovo o forse no… Drew deve scegliere. Deve ritrovare la fiducia e prendere una decisione dettata dal suo cuore. Voltati e sorridi ha consacrato Tropper nell’Olimpo dei grandi scrittori americani. I suoi libri, tradotti in più di venti paesi, hanno affascinato i produttori cinematografici. Dopo Portami a casa, anche Voltati e sorridi presto diventerà un film per la Paramount Pictures. Lo stile di Tropper è inconfondibile. Con una penna pungente e profonda racconta una storia indimenticabile che insegna che c’è sempre un’ultima possibilità, bisogna solo decidere se coglierla.
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### Sinossi
Vivere in un residence per uomini divorziati e depressi non è quello che Drew Silver si aspettava dalla vita. Nell’edificio grigio, con stanze dall’arredamento tutto uguale, aleggia una patetica solidarietà maschile. Drew passa le sue giornate tra le anonime – ma ben pagate – donazioni alla banca del seme e le innumerevoli bevute di birra con gli amici. Per un uomo di quarantaquattro anni, ex musicista in una rock band di successo, questo presente ha il sapore amaro del fallimento. Soprattutto perché Drew sa quello che ha perso. Prima di tutto la moglie Denise che sta per risposarsi con un uomo che è il suo opposto: affidabile, realizzato, felice. Poi c’è Casey, la figlia diciottenne che non l’ha mai perdonato per aver rovinato la loro famiglia. Con il passare degli anni, per lei suo padre è diventato un estraneo. Drew ha collezionato tanti errori. Uno dopo l’altro. Eppure, forse, adesso tutto può cambiare. Forse Drew ha un’ultima possibilità per rimediare agli sbagli del passato ed essere felice. Perché Casey si trova in grosse difficoltà e c’è solo una persona in grado di aiutarla: suo padre. Perché lui, proprio quell’uomo che l’ha delusa mille volte, ora è l’unico che non la giudica. L’unico che la guarda con occhi pieni di amore, nonostante tutto. Ma Drew non ha molto tempo. Ogni cosa può precipitare di nuovo o forse no… Drew deve scegliere. Deve ritrovare la fiducia e prendere una decisione dettata dal suo cuore. Voltati e sorridi ha consacrato Tropper nell’Olimpo dei grandi scrittori americani. I suoi libri, tradotti in più di venti paesi, hanno affascinato i produttori cinematografici. Dopo Portami a casa, anche Voltati e sorridi presto diventerà un film per la Paramount Pictures. Lo stile di Tropper è inconfondibile. Con una penna pungente e profonda racconta una storia indimenticabile che insegna che c’è sempre un’ultima possibilità, bisogna solo decidere se coglierla.

Volo di Fantasia: Una Fantasia Erotica Gay

Carlo Sanchez ha appena ottenuto il lavoro dei suoi sogni: il nuovo steward a bordo del jet provato di Aaron Curtis. Carlo ha sempre ammirato Aaron, un’ex star del football che ora è a capo del negozio di attrezzature sportive più grande al mondo, sin da quando aveva dodici anni. E’ terrorizzato all’idea di fare qualcosa di sbagliato, di rendersi stupido agli occhi del suo idolo. E’ felice quando tutto sembra andare bene, ma rimane senza parole quando improvvisamente Aaron sembra essere interessato a lui. Dopo un intenso incontro nel bagno dell’aereo, Aaron invita Carlo nel suo appartamento privato. Carlo ha la possibilità di fare ciò che ha sempre voluto, ma il sogno resisterà anche al contatto con la realtà?
Questo è un racconto breve esplicito di circa 5,200 parole. Contiene linguaggio grafico e tematiche sessuali. È prodotto per adulti interessati a questo genere di materiale, per la lettura in luoghi dove la sua vendita non violi nessuna legge locale.
Estratto:
Carlo alzò una mano e si spostò i capelli dalla faccia, desiderando di aver avuto il tempo per andare dal parrucchiere prima di quel giorno. Ma poi Aaron tese una mano e gli spinse via dalla fronte un riccio, per rimetterlo al suo posto. Carlo alzò lo sguardo, Aaron lo stava fissando con attenzione.
“Quando giochi a uno sport carico di testosterone come il football, la gente tende a presumere di sapere cose su di te. Per mantenere l’illusione devi diventare un bravo attore ma dopo un po’ diventa stancante.”
“Lo posso immaginare,” Carlo disse, domandandosi se davvero Aaron Curtis avesse fatto outing davanti a lui.
“È d’aiuto quando tutti i tuoi dipendenti firmano un contratto di riservatezza.”
Aaron lanciò un’occhiata verso la cabina dell’aereo, dove qualcuno sbuffò e si mosse nel sedile di pelle, e poi si avvicinò a Carlo per premergli un dito sul fondo del mento, sollevandoglielo leggermente. Carlo si alzò e si avvicinò a sua volta, sentendosi piccolo davanti all’altezza torreggiante e alle spalle larghe di Aaron.
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### Sinossi
Carlo Sanchez ha appena ottenuto il lavoro dei suoi sogni: il nuovo steward a bordo del jet provato di Aaron Curtis. Carlo ha sempre ammirato Aaron, un’ex star del football che ora è a capo del negozio di attrezzature sportive più grande al mondo, sin da quando aveva dodici anni. E’ terrorizzato all’idea di fare qualcosa di sbagliato, di rendersi stupido agli occhi del suo idolo. E’ felice quando tutto sembra andare bene, ma rimane senza parole quando improvvisamente Aaron sembra essere interessato a lui. Dopo un intenso incontro nel bagno dell’aereo, Aaron invita Carlo nel suo appartamento privato. Carlo ha la possibilità di fare ciò che ha sempre voluto, ma il sogno resisterà anche al contatto con la realtà?
Questo è un racconto breve esplicito di circa 5,200 parole. Contiene linguaggio grafico e tematiche sessuali. È prodotto per adulti interessati a questo genere di materiale, per la lettura in luoghi dove la sua vendita non violi nessuna legge locale.
Estratto:
Carlo alzò una mano e si spostò i capelli dalla faccia, desiderando di aver avuto il tempo per andare dal parrucchiere prima di quel giorno. Ma poi Aaron tese una mano e gli spinse via dalla fronte un riccio, per rimetterlo al suo posto. Carlo alzò lo sguardo, Aaron lo stava fissando con attenzione.
“Quando giochi a uno sport carico di testosterone come il football, la gente tende a presumere di sapere cose su di te. Per mantenere l’illusione devi diventare un bravo attore ma dopo un po’ diventa stancante.”
“Lo posso immaginare,” Carlo disse, domandandosi se davvero Aaron Curtis avesse fatto outing davanti a lui.
“È d’aiuto quando tutti i tuoi dipendenti firmano un contratto di riservatezza.”
Aaron lanciò un’occhiata verso la cabina dell’aereo, dove qualcuno sbuffò e si mosse nel sedile di pelle, e poi si avvicinò a Carlo per premergli un dito sul fondo del mento, sollevandoglielo leggermente. Carlo si alzò e si avvicinò a sua volta, sentendosi piccolo davanti all’altezza torreggiante e alle spalle larghe di Aaron.

Il volo della martora

9 ottobre 1963, ore 22.39: 270 milioni di metri cubi di terra e roccia si staccarono dal monte Toc e precipitarono nel lago formato dalla diga del Vajont, sollevando un’onda alta 70 metri che spazzò la valle, travolgendo boschi, case, vite umane. I morti furono quasi duemila. Insieme alle loro esistenze andò perduto un intero mondo, un mondo che rivive in queste pagine grazie alla voce di Mauro Corona, appassionato cantore delle sue montagne, all’epoca della tragedia poco più che un bambino. Ventisei racconti che insieme dipingono in un grande affresco le vicende di uomini e donne semplici, ma anche di animali, di alberi e di rocce. Il libro d’esordio di Mauro Corona, definito allora da Claudio Magris «uno scrittore magico, capace di narrare storie fiabesche di brusca, elementare realtà». Una storia di fatica e sofferenza, l’epos di un universo scomparso, custodito con amore nella memoria dell’autore. Perché «la forza dei ricordi è una falce che taglia i tristi fieni dell’oblio».

Volevo tacere

«Volevo tacere. Ma il tempo mi ha chiamato e ho capito che non si poteva tacere. In seguito ho anche capito che il silenzio è una risposta, esattamente come la parola e la scrittura. A volte neanche la meno rischiosa». In questo terzo pannello, incompiuto, delle sue memorie (che per anni si credeva disperso) Márai racconta – in uno stile asciutto ed efficace, ma senza in alcun modo celare l’amarezza di fondo – i dieci anni che vanno dal giorno in cui ebbe luogo l’Anschluss, quando lui era ancora un autore e un giornalista à la page, a quando è costretto a scegliere l’esilio: e non perché non gli sia consentito scrivere, ma perché dai nuovi padroni dell’Ungheria, i sovietici, non gli è consentito tacere.

Volevo solo una vita tranquilla!

Teresa scrive manuali di auto-aiuto, in cui consiglia alle lettrici di andare incontro al domani piene di fiducia e ottimismo. Un insegnamento che proprio lei, però, si guarda bene dal seguire: vive praticamente reclusa in casa, frequenta solo lo zio magistrato e pochissime amiche storiche, e respinge da anni un vicino aitante e sciupafemmine che la corteggia implacabile. Per sfuggire alla noia apre un blog di piccola posta, sotto il falso nome di Lucilla, sul quale si scatena con risposte ciniche e spietate ai problemi di cuore che le vengono sottoposti, riscuotendo grandissimo successo. Proprio il suo stile corrosivo stuzzica il Vendicatore, uno stalker che si dimostrerà davvero pericoloso. Teresa sarà costretta a uscire dal proprio guscio per risolvere l’enigma che le sta rovinando un’esistenza che aveva costruito faticosamente perché fosse la più ordinata possibile; al suo fianco ci saranno lo zio e due inaspettati cavalieri che faranno la loro parte per tirarla fuori dai guai. Lei, che voleva solo una vita tranquilla, si trova a dover fare i conti con una lunga sfilza di imprevisti e di colpi di scena, usando solo l’arma della sua intelligenza e dell’umorismo.
(source: Bol.com)

Volevo solo pedalare… ma sono inciampato in una seconda vita

“E adesso sotto con il resto.” Terminava così il primo libro di Alex Zanardi, del 2003. Allora sembrava una boutade perché Alex, dopo il terribile incidente automobilistico del Lausitzring in Germania, era sopravvissuto contro le previsioni di tutti (gli avevano persino dato l’estrema unzionel) e aveva perso le gambe. Già, il resto. Ma quale resto? Al suo posto, molti si sarebbero “accontentati” di essere ancora a questo mondo. Invece, Alex si è inventato una nuova vita che, se possibile, è più elettrizzante della prima. Lo ha fatto grazie al suo spirito, un prodigioso, indefinibile cocktail di serenità e ironia, forza incrollabile e voglia di divertirsi. II tutto annaffiato da una straordinaria dose di umiltà. In queste pagine si scoprono, episodio dopo episodio, tutte queste doti che infondono in chi legge entusiasmo e speranza. Qualche esempio? Alex riesce a costruirsi una nuova carriera sportiva semplicemente perché… si ferma all’autogrill. Vede per puro caso una handbike legata sul tetto di un’automobile e via… E ancora: affrontando I’lronman delle Hawaii, la gara di triathlon più sfiancante del mondo, sostiene – con un’onestà oltre ogni limite – di essere “avvantaggiato” perché la maratona è più pesante per chi ha le gambe. “Volevo solo pedalare” ripercorre tredici anni di vita eccezionale, raccontata come se si trattasse della normalità, ma affrontata sempre con il sorriso sulle labbra e la passione nel cuore.
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Volevo essere una farfalla

Michela Marzano è un’affermata filosofa e scrittrice, un’autorità negli ambienti della società culturale parigina. Dalla prima infanzia a Roma alla nomina a professore ordinario all’università di Parigi, passando per una laurea e un dottorato alla Normale di Pisa, la sua vita si è svolta all’insegna del «dovere». Un diktat, però, che l’ha portata negli anni a fare sempre di più, sempre meglio, cercando di controllare tutto. Una volontà ferrea, ma una costante violenza sul proprio corpo. «Lei è anoressica» le viene detto da una psichiatra quando ha poco più di vent’anni. «Quando finirà questa maledetta battaglia?» chiede lei anni dopo al suo analista. «Quando smetterà di volere a tutti i costi fare contente le persone a cui vuole bene» le risponde. E ha ragione, solo che è troppo presto. Non è ancora pronta a intraprendere quel percorso interiore che la porterà a fare la pace con se stessa. «L’anoressia non è come un raffreddore. Non passa così, da sola. Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L’anoressia è un sintomo. Che porta allo scoperto quello che fa male dentro. La paura, il vuoto, l’abbandono, la violenza, la collera. È un modo per proteggersi da tutto ciò che sfugge al controllo. Anche se a forza di proteggersi si rischia di morire. Io non sono morta. Oggi ho quarant’anni e tutto va bene. Perché sto bene. Cioè… sto male, ma male come chiunque altro. Ed è anche attraverso la mia anoressia che ho imparato a vivere. Anche se le ferite non si rimarginano mai completamente. In questo libro racconto la mia storia. Pensavo che non ne avrei mai parlato, ma col passare degli anni parlarne è diventata una necessità. Per mostrare chi sono e che cosa penso. Perché, forse, senza quella sofferenza non sarei diventata la persona che sono oggi. Probabilmente non avrei capito che la filosofia è soprattutto un modo per raccontare la finitezza e la gioia. Gli ossimori e le contraddizioni. Il coraggio immenso che ci vuole per smetterla di soffrire e la fragilità dell’amore che dà senso alla vita.»

Volare fino alle stelle

“Come sono finita in questo guaio?” questa la domanda che gira in testa a Daisy Devreaux, dolce e volubile ragazza che si trova a un bivio: finire in prigione o sposare il misterioso uomo che suo padre ha scelto per lei… E dire che, al giorno d’oggi, i matrimoni combinati non esistono più! Daisy non sa spiegarsi come tutto questo sia potuto capitare proprio a lei, e se aggiungiamo il fatto che Alex Markov non ha alcuna intenzione di perdere tempo impersonando il ruolo dello sposo perfetto, il guaio si fa ancora più grande. Ma non è finita, manca ancora un piccolo particolare: Alex fa parte di un circo itinerante, e trascina Daisy a lavorare con lui. Presto, però, Daisy si accorge che la sua vita si sta trasformando in una vera e propria avventura, e la conduce a provare emozioni da troppo tempo sopite… E poi deve riconoscere che Alex è dotato di un fascino senza pari… In poco tempo i due impareranno a conoscersi e ad amarsi e la passione li spingerà a volare, fino alle stelle e senza una rete di protezione, rischiando il tutto per tutto per un amore inaspettato.

Voi non la conoscete

Nadia è in carcere e sta scontando la pena per una rapina, un crimine che ha commesso forse per disperazione, per solitudine, o forse per riappropriarsi di una parte di sé. Più forte del carcere in senso stretto è l’oscura gabbia interiore in cui è vissuta come figlia, come moglie, come allieva di una madre maestra di odio per l’altro sesso. Sdoppiata, cerca ora una nuova, faticosa strada per trovare se stessa e conosceregli uomini, che in realtà ha sempre evitato. Lo fa anche con l’aiuto dello psicologo al quale è stata affidata. Un rapporto duro, il loro, che ha bisogno di tempo e di pazienza perché lui le si rivela come “il primo uomo che vuole conoscerla”.

Voglio la tua morte

Cosa trasforma l’amore in ossessione? Come si passa da «Tutto quello che voglio sei tu» a «Tutto quello che voglio è la tua morte?» È una piovosa serata d’autunno, a Brighton, ma per la prima volta da mesi il cuore di Red Westwood è sereno come un cielo terso. Bella da togliere il fiato, giovane, intelligente, Red sta finalmente per avere l’unica cosa che le manca: la felicità in amore. L’uomo che presto busserà alla sua porta è quello giusto, lo sente. Ne è sicura… O forse lo desidera con tutte le sue forze, perché dopo l’incubo passato con Bryce, il suo ex, Red ha bisogno di nuova luce, di nuova libertà, di nuova speranza. Dopo un anno di inferno, e sotto la protezione della polizia, Red ha alla fine cancellato Bryce dalla sua vita, ha scoperto ogni suo segreto e se n’è allontanata come da una fiamma ardente, che tutto consuma e tutto distrugge. Un amore divenuto ossessione, perché secondo Bryce, se non sarà lui stesso ad averla, Red non sarà di nessuno. Mai. Per fortuna però tutto questo è passato, e ora Red sospira di sollievo e assapora il brivido dell’attesa, perché presto vedrà l’uomo che aspettava da tempo, l’uomo che la salverà. Ma c’è chi ancora osserva ogni suo respiro, ogni mossa, ogni parola. Chi segue ogni suo passo, ogni suo movimento. L’incubo dal quale credeva di essersi liberata è soltanto all’inizio… E per l’investigatore Roy Grace è l’inizio di uno dei casi più difficili della sua carriera.

Voci soffocate

In una mattina di freddo pungente come filo spinato, un frate è seduto nella cabina di un confessionale e ascolta una voce. “Stanotte ho ucciso…” Poi una frase enigmatica: “La salvezza del prossimo è più vicina di quanto pensi. Non sta in cielo ma in terra.” Inizia così uno dei casi più complessi che Mathias Novari, ex poliziotto sospeso dal servizio, e l’agente Marina Bruni, donna tenace e affascinante, abbiano mai affrontato. Sulla scena del crimine, accanto ai cadaveri di un uomo e una donna, l’assassino ha lasciato una macabra composizione, la sua firma. Prende il via una caccia all’uomo che dalla provincia trentina si intreccia prepotente con l’oscura abitudine di un senatore a Roma. C’è un filo rosso che lega il sangue versato quella maledetta notte agli ambienti altolocati della capitale, ma è inafferrabile, confuso. Il killer è un’ombra: non ha lasciato nessuna traccia, non ha commesso errori, e nel complicato puzzle che Novari e la Bruni tentano di ricomporre manca sempre qualche tessera. Eppure la verità deve celarsi da qualche parte, forse proprio in quella firma lasciata dall’assassino…

Le voci di Berlino

Raccontava Christopher Isherwood – alla cui esperienza si ispirò il film Cabaret – che a fine anni Venti, alla vigilia della grande crisi economica antesignana di quella attuale, si precipitò a Berlino perché la città era considerata “il luogo più vizioso dai tempi di Sodoma”. Sessant’anni dopo e con le stesse motivazioni, il narratore di questo libro, allora giovane, segue le orme dello scrittore inglese e una sera giunge in quella che è una capitale divisa in due, vivendovi un’avventura tanto pericolosa quanto memorabile. Dall’episodio, che potrebbe figurare in una spy story di Le Carré, se non fosse che i protagonisti sono due ragazzi imbevuti di poesia, e cioè piuttosto goffi, ha inizio Le voci di Berlino, narrazione corale e imprevedibile di “una città che non è, ma continuamente diventa”, un luogo dove la letteratura, a furia di inseguire la realtà, la raggiunge. La storia di una metropoli è un romanzo sotto mentite spoglie. Se poi la metropoli è stata il cuore di una monarchia imbelle, di una repubblica litigiosa, di due dittature, e infine è diventata il centro politico dell’Europa odierna, il romanzo rischia di trasformarsi in una categoria dello spirito. È appunto in questa chiave che il libro spazia dalla Berlino sfrontata di Isherwood e Auden, ricostruita con materiali inediti, a quella degli iniziali bagliori dell’incendio nazista; dalla città distrutta dopo la caduta del Terzo Reich in cui i due figli di Thomas Mann, Erika e Klaus, tentano di riannodare il filo della memoria e dell’identità, alle storie rocambolesche e ignote, che precedono e seguono la costruzione del Muro e poi la sua caduta – per concludersi ai nostri tempi di debito sovrano. Con una scrittura che sa mescolare ironia e commozione, Mario Fortunato giostra i destini dei suoi personaggi, cucendoli in un arazzo personalissimo, che è nello stesso tempo il racconto di una grande città e un involontario autoritratto. “All’incirca un secolo fa, una sera di ottobre, il termometro stazionava sotto lo zero e anch’io mi trovavo da quelle parti. L’Europa appariva ancora divisa in due, come del resto la psiche di ognuno, e di conseguenza tanto la parte occidentale quanto quella oltre la Cortina di Ferro ambivano al ruolo di inconscio altrui. Tirava un vento gelido, anzi siberiano, e a chi, come me, non aveva mai messo piede prima a Berlino Ovest sembrava l’inevitabile conseguenza climatica dell’espressione Guerra Fredda.”

Voci del verbo andare

Richard è un filologo classico in pensione, quasi per caso entra in contatto con un gruppo di africani alloggiati in un campo profughi di Berlino. È un uomo solo, vedovo e senza figli, e ha molto tempo a disposizione; in quel luogo si scoprirà capace di ascoltare le vite degli altri, le peripezie e le vicissitudini di chi viene dal Ghana, dal Ciad, dalla Nigeria, storie di lutto, fame, guerra, coraggio e difficoltà. Nel dialogo con gli esuli Richard scorge un’umanità a tratti capace di essere innocente e integra. La sua cultura classica funge da elemento rivelatore, lo aiuta a immergersi in un mondo e in una diversa visione del mondo, a confrontare valori a volte contrapposti. L’antichità e la modernità, l’universalismo e l’interesse individuale, il difficile bilanciamento tra gli ideali e la sopravvivenza. Gli uomini a cui pone le sue domande sono riusciti ad arrivare a Berlino nell’autunno del 2013, dopo essere sbarcati a Lampedusa. Sono quattrocento stranieri in terra straniera, e tutto per loro è diverso, difficile, alieno. Prima si accampano in una piazza del quartiere Kreuzberg per chiedere aiuto e lavoro, ma la polizia li sgombera e li ricovera nella zona orientale della capitale. Vitto e alloggio, una prima conquista, e poi un corso per apprendere la nuova lingua. Ma per loro, come per quasi tutti quelli che sono scappati dai paesi di origine per approdare in Europa in cerca di un rifugio e di una casa, la normalità è una conquista difficile.
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