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La missione di Clara Rinker

Tutto si aspettava Lucas Davenport tranne di rincontrare la sua nemesi: Clara Rinker, la migliore killer professionista sul mercato, che dopo aver tentato di ucciderlo si era ritirata a vita privata. Ora la spietata assassina è tornata, assetata di vendetta contro chi le ha ammazzato il figlio e il marito. Sarà Davenport a starle alle costole per impedirle di portare a termine le sue fredde esecuzioni.

La missione dei quattro cavalieri

1. La Terrasanta è perduta. Mentre i musulmani irrompono nella fortezza di Acri, seminando morte e distruzione, a quattro cavalieri Templari viene affidata una missione importantissima e segreta: portare lontano, oltre il mare, uno scrigno dal contenuto misterioso. Settecento anni dopo, all’inaugurazione di una mostra al Metropolitan Museum di New York, quattro imponenti cavalieri con le insegne dei Templari irrompono sulla scena e trafugano un oggetto descritto come “codificatore polifunzionale a rotori”. Ma cos’è esattamente? Mentre l’FBI segue le piste più disparate, un cardinale rintraccia lo schema del marchingegno nell’Archivio Segreto del Vaticano… e capisce che non sarebbe mai dovuto uscire di lì.

Miss Marple: giochi di prestigio

Pregata da una sua antica compagna di collegio, preoccupata per la sorella, Miss Marple si lascia convincere a lasciare per qualche tempo la sua casa a St. Mary Mead per andare ad abitare nell’immensa villa vittoriana di Stonygates. In questa antica magione Lewis Serrocold, marito di Carrie Louise, sorella dell’amica di Miss Marple, ha organizzato un Istituto di rieducazione per giovani delinquenti. Nell’Istituto regna un’atmosfera di cupo mistero che culmina, poco dopo nell’assassnio di un ricco filantropo, in visita. L’ispettore Curry incaricato nelle indagini, non sa come muoversi in quello strano ambiente di bizzarri idealisti, psichiatri e minorati mentali e certo le sue indagini si risolverebbero in un fiasco se non intervenisse in suo aiuto quella strana vecchietta che sembra capace di osservare più a fondo le cose. E’ infatti sarà proprio Miss Marple, alla quale è tornato in mente un gioco di prestigio a risolvere l’intricato caso.

Miss Marple nei Caraibi

Miss Marple nei Caraibi Miss Marple é nei Caraibi, letteralmente spedita in vacanza dal nipote Raymond. Il luogo é splendido, il clima ideale, eppure l’anziana signora non si trova a suo agio, lontano dal villaggio di St Mary Mead, e soprattutto si annoia. L’unico diversivo consiste nell’ascoltare i racconti del maggiore Palgrave, instancabile narratore di avventure di caccia, vecchi scandali e omicidi rimasti impuniti. Un noioso tran-tran, insomma, se non fosse che proprio dopo uno di questi racconti il maggiore viene ritrovato cadavere. E Miss Marple intuisce subito che non si é trattato di una causa naturale. Possibile che qualcuno abbia voluto tappare la bocca al vecchio ufficiale? E dove é finita la fotografia che Palgrave in una delle ultime occasioni aveva detto di volerle mostrare? Dimenticata la noia, l’intrepida zitella é pronta a gettarsi a capofitto in una nuova indagine.
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Miss Marple al Bertram Hotel

A Londra, in una stradina tranquilla e silenziosa nei pressi di Hyde Park, sorge il Bertram Hotel, un elegante albergo edoardiano. Qui approda anche Miss Marple, la quale intuisce che dietro quell’atmosfera rarefatta si cela qualcosa di strano. Una persona che non dovrebbe essere lì, un brano di conversazione ascoltato per caso, un’espressione colta al volo su un viso… basta poco per insospettire Miss Marple. Se poi questi vaghi elementi trovano un aggancio nelle indagini che Scotland Yard sta conducendo su alcune grosse rapine nelle quali sono stati coinvolti un giudice e un ammiraglio alloggiati al Bertram Hotel, il gioco è fatto.
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Misery (versione italiana)

Paul Sheldon, un celebre scrittore, viene sequestrato in una casa isolata del Colorado da una sua fanatica ammiratrice. Affetta da gravi turbe psichiche, la donna non gli perdona di avere «eliminato» Misery, il suo personaggio preferito, e gli impone, tra terribili sevizie, di «resuscitarla» in un nuovo romanzo. Paul non ha scelta, pur rendendosi conto che in certi casi la salvezza può essere peggio della morte… Un capolavoro dell’horror, un incubo raccapricciante che solo Stephen King poteva concepire.

La miscela segreta di casa Olivares

Nel cuore di Palermo, sotto il grande appartamentodegli Olivares, batte il cuore di un drago fiammeggiante:è la macchina che tosta dalla mattina alla serail caffè, spandendo per le vie del quartiere un profumointenso fino allo stordimento.È tra le pareti della torrefazione che cresce Genziana,il più bel fiore tra i figli di Roberto Olivares, che hachiamato come lei la qualità più pregiata di caffè. Lavita scorre nell’abbondanza e nella certezza che il futuronon riservi sorprese perché Viola – sensuale e saggiamatriarca – sa prevederlo leggendo i fondi di caffè.Ma proprio quando Genziana si appresta alla fiorituradella giovinezza irrompe la guerra, e con essa lafame e la distruzione destinate a cambiare per semprele sorti della città. Improvvisamente Genziana siritrova sola, il grande drago sbuffante è costretto afermarsi. Palermo, intorno, è un immenso teatro dimacerie, una meravigliosa creatura ferita che devecapire come rinascere dalle proprie ceneri.«La tua fortuna saranno le femmine, la tua sicurezza ilcaffè» aveva detto Viola alla figlia scrutando il fondodella sua tazzina. Armata unicamente di queste parole,Genziana compie un lungo cammino, che la portalontano senza mai allontanarsi dai Quattro Mandamentidi Palermo. Una folla di personaggi umili macapaci di profonda umanità, l’incontro con una donnavenuta dal Nord, le attenzioni del mafioso Scintiniune,l’amore per Medoro: tutto sarà per lei lievito dicambiamento. Eppure, solo ascoltando il proprio respiroGenziana troverà quello che cerca. Solo tostandosi,come un chicco verde di caffè, e poi aprendo ilguscio potrà sprigionare il proprio aroma…Il destino della città e quello di una donna, l’incapacitàdella prima di plasmare la propria sorte a testaalta e il coraggio della seconda nel cercare la propriavia; la debolezza e l’orgoglio, il maschile e il femminile,l’arabica e la robusta: opposte polarità che percorronoil romanzo e che si saldano intorno all’appassionanteracconto della moderna invenzione dellamiscela, l’arte di mescolare caffè di origini diverse perottenere una bevanda armoniosa. Fedele alla sua terra,Giuseppina Torregrossa ne canta la bellezza, nonsi rassegna alle sue meschinità e ci regala una nuovaindimenticabile protagonista: fiera, mai scontata, vicinissimaal nostro sentire.

Miramar

Alessandria d’Egitto, 1966, alla vigilia della guerra dei sei giorni. Nell’elegante e decadente Pensione Miramar alcuni clienti, capitati là per i motivi più disparati, danno la loro versione di un fatto di cronaca nera. Figura centrale è l’affascinante domestica Zahra che suscita passioni e corteggiamenti, ma la vera protagonista è la città di Alessandria, un’Alessandria piovosa e fredda che sta vivendo l’epilogo della presenza europea con gli ultimi stranieri che si affrettano a partire, il crollo del mito arabo di fronte alla sconfitta con Israele… Uno spaccato della realtà politica e sociale egiziana alla fine degli anni Sessanta.

Miracolo in una notte d’inverno

“Per leggere questo libro non è necessario essere amanti del Natale e nemmeno credere nella leggenda di Babbo Natale. Questo libro è per tutti coloro che credono, trecentosessantacinque giorni all’anno, all’esistenza dell’amore puro.” Marko LeinoMentre giocano in riva al mare, due bambini trovano sul fondale una scatola di legno minuziosamente intarsiata, chiusa a chiave, ancora ben conservata. Quando la aprono, con l’aiuto del nonno, vi trovano un antico orologio da taschino e un biglietto ormai scolorito, sul quale è scritto: “Felice Natale, cara piccola Ada. Tuo fratello Nikolas”. Pieno di stupore, il nonno ricorda una sorta di leggenda che aleggia sulla cittadina di Korvajoki, fin dai tempi in cui era un minuscolo villaggio di pescatori: “Immaginate di avere ali immense come quelle di un’aquila, che vi sollevano in aria e trasportano sopra il mare, fino all’isola della famiglia Pukki. Volate con la fantasia…”. Nikolas abita con la famiglia sulla piccolissima isola di fronte alla costa, quando una furiosa tempesta fa naufragare i genitori e la sorellina. Il bambino, che ha solo cinque anni, viene adottato da tutte le famiglie del villaggio e piano piano dimentica la paura, accetta l’amore e scopre nuove fonti di gioia. Ma non dimentica mai l’amata sorellina, finché un giorno, nel villaggio, nasce una nuova bambina di nome Ada, che riesce a provocare in Nikolas un’incredibile trasformazione.
(source: Bol.com)

Miracolo alla diciassettesima buca: romanzo

È la vigilia di Natale e per non pensare a tutto quello che non va (lavoro, famiglia, senso di fallimento…) Travis McKinley si ferma sul campo da golf. Si aspetta soltanto un po’ di distrazione ma con sgomento si rende conto che c’è qualcosa di nuovo: sta giocando come un vero professionista. Travolto dall’emozione, fa tardi alla cena di famiglia e peggiora irrimediabilmente la situazione. Il mattino dopo, la svolta: Travis lascia l’odiato lavoro e si iscrive al PGA Senior Open. Le possibilità di qualificarsi sono minime, sua moglie Sarah non lo capisce e anzi minaccia di chiedere il divorzio, ma Travis insiste e ce la fa. Ma gara dopo gara, Travis capisce che non potrà mai essere felice senza Sarah. E così, alla penultima buca dell’ultima gara…

Mio signore, mio carnefice

Difficile per Zahra, giovane libanese, volersi bene quando i primi a non darle affetto sono stati i genitori: il padre, severo e inflessibile, sempre pronto a biasimarla, e la madre, che per anni si è servita di lei, bambina, per coprire i suoi incontri clandestini con l’amante. Difficile per lei amare il proprio corpo e provare piacere quando quel corpo è stato usato e poi abbandonato e ora fa di lei una donna “immorale”. Stretta in una morsa tra la famiglia soffocante e un matrimonio sbagliato che non le ha aperto la tanto sperata via di fuga, Zahra trova se stessa e la libertà nella Beirut devastata dalla guerra civile. E questo grazie all’incontro con un cecchino, uno degli uomini senza volto che dall’alto dei tetti decidono in maniera arbitraria dei destini altrui. È nel rapporto con quel “dio della morte” che Zahra riscopre paradossalmente la vita. È in quella relazione clandestina, iniziata come violenza e continuata come ossessione irrinunciabile, che conosce l’amore e la speranza nel futuro. Ma potrà essere solo una pace fragile, segnata com’è dal senso di colpa e dall’incubo dei tempi. Attraverso la sua protagonista, emblema di ogni donna oppressa ma anche di ogni vittima della follia della guerra, Hanan al-Shaykh ci regala un ritratto indimenticabile dell’innocenza distrutta dalla violenza.

Il mio ricordo degli eterni

Un bambino di quattro anni nascosto sotto il tavolo in cucina, nell’attesa degli eventi che diventeranno poi la sua vita. È questa la prima immagine che appare a Emanuele Severino quando, errando tra i ricordi, riavvolge i fili della propria esistenza. Errando, appunto, perché il ricordo è di per sé falso e distratto. Tra aneddoti e suggestioni, riaffiorano l’infanzia a Brescia e gli anni della guerra; la scomparsa del fratello Giuseppe, arruolatosi come “volontario” sul fronte francese, e l’incontro con Esterina, “la ragazza più bella di Brescia”, che diventerà sua moglie ed è lo sfondo di queste pagine; gli studi universitari a Pavia e l’insegnamento alla Cattolica di Milano, a seguito del “maestro” Gustavo Bontadini; la controversia con la Chiesa, che nel 1970 proclamò l’incompatibilità delle sue posizioni con quelle della dottrina cattolica; il rapporto con i figli; la stesura delle sue opere e le conversazioni filosofiche con gli amici. Emanuele Severino, con uno sguardo delicato e ironico, ripercorre la sua vita, illuminando luoghi, volti ed esperienze, perché “ciò che se ne va scompare per un poco. Ma poi, tutto ciò che è scomparso riappare”.

Il mio primo dopoguerra. Cronache sulle macerie: Berlino Ovest, Beirut, Mostar

Nel giugno del 1998 i CSI, di cui Massimo Zamboni era chitarrista, tennero due concerti nella città bosniaca di Mostar dopo una serie interminabile di peripezie e soprattutto dopo un incredibile viluppo di problemi politico-etnici. Ma non era la prima esperienza di Zamboni tra le macerie di zone devastate dalla guerra: come Mostar c’era stata Beirut e la Berlino del Muro. I ricordi dei suoi “dopoguerra” sono raccolti in questo libro, un diario che racconta la tragedia quotidiana e la speranza dei luoghi più martoriati della storia dell’ultimo scorcio del Novecento.
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Il mio nome sia Gantenbein

“Il romanzo di Max Frisch, Il mio nome sia Gantenbein, inizia con la morte, accidentale, di Felix Enderlin, che risulterà poi l’alter ego del protagonista principale, Theo Gantenbein. Lo si immagina cieco, ma potrebbe essere una sua astuzia per sorvegliare la moglie Lilla, con la quale ha un rapporto difficile. Intorno a Lilla si muove anche Svoboda, il primo marito; mentre Gantenbein frequenta volentieri Camilla, una manicure servizievole, alla quale racconta storie sempre diverse, fino all’ultima, macabra, di un cadavere ripescato nella Limmat.” Roberto Fertonani