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Macron: La Rivoluzione Liberale Francese

Un anno prima delle presidenziali del 2017, Emmanuel Macron era un giovane ministro di cui diffidare: liberale per la gauche francese, europeista per i nazionalisti di Marine Le Pen e compromesso con la presidenza Hollande per i gaullisti alla ricerca dell’erede di Sarkozy. Macron, come spiega Mauro Zanon in questo libro che ne ripercorre storia, ambizioni e suggestioni, è un fenomeno che supera e rende obsoleti gli steccati della politica tradizionale, si propone come innovatore in una pragmatica e rischiosa sintesi di destra e sinistra, «nel tentativo», scrive Giuliano Ferrara nella prefazione, «di rintracciare lo spirito di un sovrano capace di imprimere un comando democratico e sociale». Con un movimento creato quasi dal nulla a sua immagine e somiglianza, che definisce «liberale» e «di sinistra», in pochi mesi ha portato la sua marche dritta all’Eliseo. Ora, a soli quarant’anni, è un esempio per i partiti del continente. E lancia una sfida che è quasi un programma: «Saremo i rifondatori dell’Europa, o i suoi becchini».

La macchina in Corsia Undici

Il terrore attraverso l’elettroshock, come nessuno ha mai osato raccontarlo. Un classico dimenticato della narrativa nera.

La Macchina Imperfetta

Quello che volle e non riuscì a essere lo Stato fascista.
Lo Stato fascista è studiato qui nei suoi meccanismi essenziali. I cambiamenti e le continuità che lo caratterizzano: nei ministeri, nei nuovi enti pubblici, nel rapporto contraddittorio fra centro e periferia. E in primo piano il nuovo soggetto che ambiguamente penetra nello Stato e al tempo stesso se ne lascia penetrare, statalizzandosi: il Partito fascista. E poi le élites, fra continuità e innovazione: burocrazie, gerarchie politiche centrali e periferiche, magistrature ordinaria e amministrativa, podestà, sindacalisti e capi delle corporazioni, autorità scolastiche, sovrintendenti alle belle arti, uomini dell’impresa pubblica e del parastato. Uno Stato ben lontano dall’essere la “macchina perfetta” che vorrebbe sembrare. Nell’affresco, ricco di particolari, emerge una visione complessa di quel che volle e non riuscì a essere lo Stato. Stato “fascista” ma al tempo stesso Stato “nel fascismo”.

La luna è dei lupi

Ruscelli dipinti d’argento dalla luna, nastri di profumi colorati tesi sui prati, sagome di cervi come macchie di buio su una tela d’ombra. E un’oscura minaccia oltre il confine. Questo è il mondo di Rio, un lupo dei Monti Sibillini. A lui è affidata la sopravvivenza del suo branco piegato dalla fame e dalla scarsità di nuove nascite, costretto ad affrontare un lungo viaggio nei meandri di una natura da scoprire e difendere, nell’eterno conflitto con un nemico che ora ha le fattezze di un branco antagonista, ora quelle dell’uomo e dei suoi cani. L’entrata in scena di Greta e Lorenzo, due giovani ricercatori, darà il via a una catena di eventi imprevedibili.
Tra le meraviglie della natura selvaggia e le insidie del mondo degli uomini, l’emozionante viaggio di un branco alla ricerca della libertà. Una trama che si trasforma in un sorprendente gioco di specchi, dove ogni lettore ha la possibilità di osservare la natura degli animali e la società degli uomini dal punto di vista dei lupi. Una storia che diventa metafora della condizione umana, tra conflitti e amicizia, istinto e ragione, pregiudizi e accettazione del diverso. ‘Chissà se anche gli uomini pregano’ si chiede a un tratto Lama, una femmina del branco, contemplando la luna. Perché i lupi pregano.
Dei libri di Giuseppe Festa hanno scritto:
«*Giuseppe Festa propone una visione del mondo non più antropocentrica, restituisce agli animali la propria meravigliosa unicità e lo spazio di cui generalmente sono stati privati, nella realtà e nell’immaginario*».
**Teresa Buongiorno**
«*Un racconto bellissimo che celebra la natura senza venir meno al rispetto per gli uomini*».
**Dacia Maraini, nella prefazione del Passaggio dell’orso**
«*Un libro straordinario, di grandissima letteratura*».
**Paolo Mieli, tra le motivazioni della qualificazione dell’Ombra del gattopardo al Premio Cortina**
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### Sinossi
Ruscelli dipinti d’argento dalla luna, nastri di profumi colorati tesi sui prati, sagome di cervi come macchie di buio su una tela d’ombra. E un’oscura minaccia oltre il confine. Questo è il mondo di Rio, un lupo dei Monti Sibillini. A lui è affidata la sopravvivenza del suo branco piegato dalla fame e dalla scarsità di nuove nascite, costretto ad affrontare un lungo viaggio nei meandri di una natura da scoprire e difendere, nell’eterno conflitto con un nemico che ora ha le fattezze di un branco antagonista, ora quelle dell’uomo e dei suoi cani. L’entrata in scena di Greta e Lorenzo, due giovani ricercatori, darà il via a una catena di eventi imprevedibili.
Tra le meraviglie della natura selvaggia e le insidie del mondo degli uomini, l’emozionante viaggio di un branco alla ricerca della libertà. Una trama che si trasforma in un sorprendente gioco di specchi, dove ogni lettore ha la possibilità di osservare la natura degli animali e la società degli uomini dal punto di vista dei lupi. Una storia che diventa metafora della condizione umana, tra conflitti e amicizia, istinto e ragione, pregiudizi e accettazione del diverso. ‘Chissà se anche gli uomini pregano’ si chiede a un tratto Lama, una femmina del branco, contemplando la luna. Perché i lupi pregano.
Dei libri di Giuseppe Festa hanno scritto:
«*Giuseppe Festa propone una visione del mondo non più antropocentrica, restituisce agli animali la propria meravigliosa unicità e lo spazio di cui generalmente sono stati privati, nella realtà e nell’immaginario*».
**Teresa Buongiorno**
«*Un racconto bellissimo che celebra la natura senza venir meno al rispetto per gli uomini*».
**Dacia Maraini, nella prefazione del Passaggio dell’orso**
«*Un libro straordinario, di grandissima letteratura*».
**Paolo Mieli, tra le motivazioni della qualificazione dell’Ombra del gattopardo al Premio Cortina**

Luci e ombre

**Seguito di Bulli e pupe
Serie Armi & bagagli, Libro 4**
La città di Baltimora, nel Maryland, è in pieno subbuglio. Un’escalation di violenza ha suscitato polemiche e proteste fra i cittadini, e a farne le spese in termini di popolarità sono le forze dell’ordine, compresa l’FBI. Da qui le ultime trovate del Bureau per migliorare la propria immagine pubblica: un torneo di softball cittadino e una serie di conferenze rivolte ai commercianti e alle scuole. Peccato che per gli agenti speciali Ty Grady e Zane Garrett i nuovi impegni si traducano in meno ore libere da trascorrere insieme – ore che avrebbero volentieri passato ad approfondire la loro relazione.
Finché non esplode – letteralmente – una nuova ondata di crimine, che mette a dura prova non solo la popolazione e l’FBI, ma anche il rapporto incerto e altalenante che unisce Ty e Zane. I due uomini si ritrovano nei guai fino al collo, costretti a brancolare nel buio in cerca dei bombaroli e dei rapinatori, e con un solo modo per raggiungere vivi la luce in fondo al tunnel: chiudere gli occhi e fidarsi l’uno dell’altro.

La Luce del Millennio

La Grande Trascendenza è imminente. La solenne celebrazione che ha luogo ogni mille anni e in cui si fondono tutte le menti – umane, cibernetiche e sophotecniche di qualsiasi neuroforma – sta per avere inizio. La Trascendenza giudicherà l’operato di tutti gli esseri viventi e illuminerà il futuro, tracciando le rotte dello civiltà per il millennio successivo. Tuttavia esso costituisce anche un momento di totale vulnerabilità per gli esseri che vi prendono porte e quindi per l’intero Ecumene Dorato. Il pericolo è tutt’altro che remoto: sembra infatti che il misterioso Ecumene Silenzioso, la colonia fondata dogli uomini sul lontanissimo Cygnus X-1, che si credeva estinta do millenni, stia preparando un attacco mortale. L’unico in grado di sventare la minaccia è Phaethon, cui è stato finalmente revocato l’esilio ed è stata riconsegnata la Phoenix, lo sua prodigiosa nave interstellare, l’unica capace dì viaggiare a uno velocità quasi-luce. Ma la battaglia si rivelerà ricca di colpi di scena e drammaticamente diversa da ogni previsione. Che cosa vuole in realtà il nemico? Sta davvero cercando di distruggere l’umanità? E cos’è successo nell’Ecumene Silenzioso durante secoli e secoli di oscuro isolamento? Per trovare le risposte. Phaethon dovrà confrontarsi con Niente, il potentissimo sophotec costruito dai Silenziosi, ed essere pronto a mettere in gioco le proprie certezze. I propri valori e i propri sogni di un’umanità libera e felice… Con questo romanzo. John C. Wright conclude magistralmente lo trilogia dell’Età dell’oro, l’epopea di un mondo in cui gli uomini, grazie olle innovazioni tecnologiche, hanno conquistato l’immortalità, ma devono ancora e sempre confrontarsi con le fondamentali questioni della vita, della morale e della libertà. Un romanzo potentissimo, sorretto da uno stile raffinato e da una fervida immaginazione, che intreccia azione e suspense con riflessioni profonde e inquietanti sul rapporto tra l’intelligenza dell’uomo e quella delle macchine, e sulla stessa natura umana.

Love or Money

Quattro persone cenano in un ristornate per celebrare un compleanno. Una di esse, un critico letterario, muore avvelenata dall’arsenico. Il killer deve essere uno degli altri commensali. Le indagini vengono svolte di detective Carella e Meyer dell’87° Distretto. McBain scrive il capitolo iniziale di questo ultimo racconto della serie dell’87° Distretto, passando il testimone per la conclusione della novella e del mistero a Richard Lutz. Il racconto è ospitato sul sito della BBC UK.

Il linguaggio dell’Impero. Lessico dell’ideologia americana

Terrorismo, fondamentalismo, antiamericanismo, odio contro l’Occidente, complicità con l’Islam e gli antisemiti: sono le accuse che l’impero americano brandisce come armi affilate. In un clima mondiale di mobilitazione totale contro i barbari alle porte, e anzi già insediati nella cittadella occidentale, chiunque non sia con l’America è automaticamente nemico della pace e della civiltà.
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La Linea Pura

Fantasy a tinte dark.—La storia dei “sé” nel multiverso, dove vita e morte si diramano—Raab è un ragazzo di 21 anni portato sull’orlo di un break-down mentale quando inizia a percepire una realtà parallela che sta per entrare in collisione con la sua. Loro malgrado, rimangono coinvolti in una situazione spinosa i suoi amici d’infanzia Marco e Anita, insieme alla nipote di un avvocato in depressione e un giornalista alle prese con un’indagine al limite del paranormale. Tutti loro esistono e si muovono in una realtà antica e molto diversa dalla Terra, inconsapevoli delle loro versioni parallele. La Linea Pura parla del legame tra questi mondi, parla di vita e di morte, di paralleli, versioni alternative di un unico Sé che si trovano ad affrontare emozioni, problemi e cambiamenti comuni con mezzi e prospettive diverse.

Linea di controllo

Mentre cresce la tensione fra India e Pakistan per il possesso del Kashmir e i due paesi marciano decisi verso una guerra che potrebbe portare a un olocausto nucleare, un attentato devasta un tempio indù in territorio indiano. Gli indizi conducono a un gruppo di terroristi pakistani che stanno cercando di tornare in patria attraverso le impervie montagne del Kashmir. L’India è pronta all’attacco, e Paul Hood invia un aereo di Strikers, le unità speciali di Op-Center, per impedire, con un blitz segreto, la catastrofe nucleare. Per farlo, dovranno scoprire come sono andate davvero le cose, e sopravvivere per raccontarlo al mondo.

Lilít e altri racconti

Questi racconti, scritti dal 1975 al 1981, hanno argomenti e toni diversi. Ho cercato di raggrupparli, e forzando talvolta sui termini ne ho ricavato un primo gruppo che riprende i temi di Se questo è un uomo e La tregua, un secondo che prosegue le Storie Naturali e Vizio di forma, e un terzo i cui personaggi hanno in certa misura carne ed ossa. Spero che ogni racconto adempia decorosamente al suo ufficio, che è solo quello di condensare in poche cartelle, e transmettere al lettore, un ricordo puntuale, uno stato d’animo, o anche solo una trovata. Ce ne sono di allegri e di tristi, perché i nostri giorni sono allegri e tristi. Non ci sono, che io sappia, né messaggi né profezie fondamentali; se il lettore ce li trova, è bontà sua.
Primo Lev

Un Lieve Profumo Di Limone

È la vigilia di Natale e Binny è del tutto impreparata: ha solo 5 ore per allestire la festa e fare i regali. Mentre cerca di destreggiarsi nel traffico convulso degli ultimi acquisti, per sfuggire a una conoscente molesta si infila in un negozio a caso. All’interno, un odore intenso di buccia di limone, diffuso dagli scaffali colmi di prodotti per la pulizia della casa e una giovane donna curatissima che le chiede di che cosa ha bisogno. Poche parole bastano alle due donne per raccontarsi ciò che le ha ferite, qualche minuto per ritrovare il vero spirito del Natale. Che c’è sempre, e nonostante tutto.
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### Sinossi
È la vigilia di Natale e Binny è del tutto impreparata: ha solo 5 ore per allestire la festa e fare i regali. Mentre cerca di destreggiarsi nel traffico convulso degli ultimi acquisti, per sfuggire a una conoscente molesta si infila in un negozio a caso. All’interno, un odore intenso di buccia di limone, diffuso dagli scaffali colmi di prodotti per la pulizia della casa e una giovane donna curatissima che le chiede di che cosa ha bisogno. Poche parole bastano alle due donne per raccontarsi ciò che le ha ferite, qualche minuto per ritrovare il vero spirito del Natale. Che c’è sempre, e nonostante tutto.

Il Libro Della Saggezza

A cura di Trudy S. Settel
Traduzione di Franco Paris
Gandhi è una figura leggendaria nella storia dell’umanità. Il suo esempio, le sue battaglie, i suoi insegnamenti, la sua vita hanno segnato profondamente il nostro secolo e hanno influenzato uomini come Martin Luther King e Nelson Mandela. Questa antologia raccoglie centinaia di detti, massime e aforismi tratti dai suoi discorsi. Essi rappresentano il nucleo della filosofia della non-violenza e riassumono la visione del mondo dell’apostolo della disobbedienza civile. Le sue parole offrono una guida spirituale attualissima per orientarsi nelle grandi questioni della pace e della collaborazione fra i popoli, ma anche uno strumento essenziale per l’autodisciplina, per l’ascolto della propria interiorità e per una saggia armonia fra corpo e anima.
«La disobbedienza civile non conduce mai all’anarchia o all’ingiustizia, poiché è strettamente legata alla non-violenza. In essa non vi è inganno né arroganza né orgoglio, o invidia, o peccato.»
Mohandas K. Gandhi
nacque a Porpandar, in India, nel 1869. Dal 1893 fino al 1914 visse in Sudafrica, dove lottò per i diritti civili della comunità indiana, sperimentando quei metodi non-violenti che lo avrebbero reso celebre in tutto il mondo. Tornato in India, lanciò la grande campagna di disobbedienza civile contro le autorità inglesi che, dopo oltre venticinque anni, portò il Paese all’indipendenza. Il Mahatma (Grande anima) morì nel 1948, vittima di un fanatico indù. Oltre a La mia vita per libertà e a Il mio credo, il mio pensiero in volumi singoli, e il volume unico Il potere della non-violenza, di Gandhi la Newton Compton ha pubblicato anche Le grandi religioni. Induismo, Buddismo, Cristianesimo, Islamismo.

Il libro dell’orologio a polvere

Forse Ernst Jünger ha stretto un patto segreto con il tempo. E forse questo patto è stato tanto efficace – in una vita che ha raggiunto la soglia dei cento anni, dopo aver attraversato tutte le bufere del secolo e aver assistito per due volte al passaggio della cometa di Halley – perché Jünger, anziché fuggire il tempo, lo ha sempre indagato con amorosa pazienza. Per catturare l’essere imprendibile per eccellenza egli ha avuto anche l’accortezza, con questo libro, di scegliere non già la via della pura speculazione ma quella della divagazione, alla maniera dei grandi eruditi seicenteschi. Così al centro ha posto un oggetto, l’orologio a polvere, che si offre a noi come un «geroglifico del tempo». E intorno a esso, con giri sempre più larghi, ha spinto la sua analisi a investire i diversi modi di vivere il tempo che hanno scandito il corso della civiltà. Dalla polvere che scorre insensibilmente all’interno di quell’oggetto pieno d’incanti che è la clessidra alla ruota dentata dell’orologio meccanico, dal tempo che viene lasciato essere al tempo che viene prodotto: attraverso la storia di questi oggetti, attraverso il succedersi di queste concezioni, una lunga vicenda ci conduce fino a oggi – e ci fa capire alcuni presupposti taciuti della nostra esistenza. Jünger ci guida in questi meandri con sapienza e delicatezza, senza precipitarsi alle conclusioni, ma anzi soffermandosi come un antico artigiano su una miriade di oggetti e di immagini – che costellano le pagine di un libro sicuramente fra i più felici e accattivanti della sua opera imponente. *Il libro dell’orologio a polvere* è apparso per la prima volta nel 1954.