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Maigret Esita

Maigret riceve una lettera anonima che lo avverte che unomicidio deve essere commesso a breve. Non specifica tuttavia chi e perché sia minacciato.

Maigret e la vecchia signora: Le inchieste di Maigret (27 di 75)

La luna doveva essere già sorta dietro la nebbia, che ora aveva una leggera luminescenza. Quando Arlette si voltò, Maigret vide la macchia chiara del suo viso e il tratto deciso, sanguigno, della bocca… Sempre immobile davanti a lui, la giovane donna aggiunse allora con una voce diversa, che faceva male sentire: «E… non vuole approfittarne, come gli altri?». Maigret provò l’impulso di fare con Arlette quello che lei aveva fatto con la madre: schiaffeggiarla come una bambina perversa. Si limitò a stringerle un braccio con forza e a spingerla verso la discesa. «Guardi che lo dicevo solo per lei». «Stia zitta!». «Ammetta che si sente tentato». Le strinse ancora di più il braccio, con cattiveria. «È sicuro che non avrà rimpianti?». La sua voce era salita di un tono, si era fatta crudele, sarcastica. «Ci pensi bene, commissario!». (Le inchieste di Maigret 27 di 75)

Maigret e la chiromante

Avventura del commissario Maigret, stavolta alle prese con uno scenario di indovine e cartomanti, dispiegato attorno all'assassinio della maga Jeanne, trovata uccisa con due coltellate nella schiena.

Maigret e la chiromante (titolo originale francese Signé Picpus, pubblicato in traduzione italiana anche coi titoli Maigret e l'affare Picpus, L'affare Picpus e Firmato Picpus) è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il Commissario Maigret.
È il ventitreesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

MAIGRET E LA CASA DEL GIUDICE

A causa di non meglio precisati problemi politici nel suo dipartimento, Maigret viene assegnato (esiliato, quasi) a Luçon in Vandea. Viene contattato da Adine Hulot, una vecchia impicciona che afferma di avere visto un cadavere sul pavimento della camera da letto della casa del giudice Forlacroix a L'Aiguillon-sur-Mer, un piccolo paese di pescatori di cozze. La sera stessa Maigret si reca a L'Aiguillon e coglie il giudice nell'atto di trascinare un cadavere fuori dalla sua casa per sbarazzarsene in mare.

Maigret e la casa del giudice (titolo originale francese La maison du juge, pubblicato in traduzione italiana anche col titolo La casa del giudice) è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
È il ventunesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

Maigret e l’informatore: Le inchieste di Maigret (74 di 75)

«Davanti alla casa erano assembrate più di duecento persone, ma quelli che entravano a porgere le condoglianze erano pochi. C’era gente di tutti i tipi, negozianti del quartiere, magnac­cia, proprietari di ristoranti o cabaret». «Prima portarono giù i fiori, e per farceli stare assieme alle corone ci vollero due auto. «Poi scesero quattro uomini con la bara di mogano e la infilarono nel carro funebre». «La chiesa era abbastanza vicina, e comunque sarebbe stato impossibile trovare delle auto per tutti. Quando sulla soglia comparve Line Marcia, in lutto stretto, bionda e pallida, la folla fu percorsa da un fremito, come al passaggio di una star, e ti saresti quasi aspettato uno scroscio di applausi». (Le inchieste di Maigret 74 di 75)

Maigret e il signor Charles: Le inchieste di Maigret (75 di 75)

Al pomeriggio andava al cinema. Almeno, così diceva. Ogni tanto si faceva accompagnare dall’autista in un bar del quartiere degli Champs-Élysées dove beveva, da sola, appollaiata su uno sgabello. I barman, senza neanche aspettare che lei glielo chiedesse, le riempivano il bicchiere non appena lo vedevano vuoto. Non parlava con nessuno. Nessuno parlava con lei. Per gli altri, lei era «quella che beve». Aveva forse incontrato finalmente un uomo che si occupava di lei, che le aveva ridato fiducia in se stessa facendola sentire importante? (Le inchieste di Maigret 75 di 75)

Maigret e il signor Charles

Al pomeriggio andava al cinema. Almeno, così diceva. Ogni tanto si faceva accompagnare dall’autista in un bar del quartiere degli Champs-Élysées dove beveva, da sola, appollaiata su uno sgabello. I barman, senza neanche aspettare che lei glielo chiedesse, le riempivano il bicchiere non appena lo vedevano vuoto. Non parlava con nessuno. Nessuno parlava con lei. Per gli altri, lei era ‘quella che beve’. Aveva forse incontrato finalmente un uomo che si occupava di lei, che le aveva ridato fiducia in se stessa facendola sentire importante? (Le inchieste di Maigret 75 di 75)
(source: Bol.com)

Maigret e il produttore di vino

Non ha avuto vita facile Oscar Chabut. Ha lavorato duro e, dal nulla, è riuscito a costruire un impero. E che importa se il suo Vin des Moines, miscela di vini del Midi e d’Algeria, fa storcere il naso agli intenditori? Moderni uffici in avenue de l’Opera, un appartamento in place des Vosges, una villa in campagna a Sully-sur-Loire, una casa a Cannes, amicizie altolocate: non male per il figlio di un oste del quai de la Tournelle bocciato due volte alla maturità. Aggressivo e sprezzante com’è, sempre calato nella parte dell’uomo d’affari insensibile e senza scrupoli, sempre pronto a ostentare la sua ricchezza e il suo potere, Oscar Chabut pare ci provi gusto a farsi odiare. Tanto più che non esita a portarsi a letto, oltre alle sue dipendenti, le mogli di tutti gli amici. Sicché, quando lo freddano con quattro colpi di pistola all’uscita di una lussuosa casa d’appuntamenti di rue Fortuny – dove si appartava ogni mercoledì con la sua segretaria -, nessuno si stupisce più di tanto. Ma come scovare l’assassino di un uomo che in pratica aveva solo nemici? Un vicolo cieco, si direbbe. E non è certo un caso che Maigret conduca questa inchiesta davvero impossibile febbricitante, vittima di un’influenza che sembra appannarne la leggendaria sagacia. Maigret, lo sappiamo, è più vulnerabile di quanto non si creda: e questa volta ha tutta l’aria di uno scolaro che si sente male il giorno dell’interrogazione.
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Maigret e il ladro pigro

Il commissario Maigret è sempre più vicino alla pensione e si trova a dover sopportare le nuove regole di procedura penale introdotte dai nuovi amministratori della giustizia. Le lamentele di Maigret si riferiscono per lo più al fatto che le indagini non vengono più svolte dai poliziotti e dagli ispettori, ma da magistrati, procuratori e giudici: il nuovo codice di procedura infatti prevede che la polizia giudiziaria sia solamente un mezzo, pilotato dalla procura, per raggiungere lo scopo.
In questa atmosfera Maigret si trova ufficialmente a indagare su una banda di rapinatori efferati, capitanati da Fernand un ex carcerato appena rilasciato che rimette in piedi una banda per i suoi colpi. Questa è l'indagine ufficiale, quella assegnata a Maigret dal procuratore. Il commissario viene coinvolto in un'altra indagine, affidata a Fumel, un poliziotto "della vecchia guardia", sulla morte di un ladro professionista trovato assassinato al Bois de Boulogne: la vittima è una vecchia conoscenza del commissario e Maigret non nasconde, ricordandone le imprese solitarie, studiate e metodiche, la sua stima e il suo personale apprezzamento per i metodi utilizzati dal malvivente.
Sono i due mondi che si scontrano: le indagini ufficiali, "come procura comanda", da una parte, quelle non ufficiali, secondo il "non-metodo Maigret", dall'altra.

Maigret e il ladro pigro (titolo originale francese Maigret et le voleur paresseux, pubblicato in traduzione italiana anche col titolo Maigret e il ladro indolente) è un romanzo di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
Il romanzo è stato scritto dal 17 al 23 gennaio 1961 in Svizzera e pubblicato per la prima volta nel novembre dello stesso anno in Francia, presso l'editore Presses de la Cité.
È il cinquantasettesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

Maigret e il capellone imprudente

Antoine Batille, studente universitario e figlio di un noto industriale parigino, viene aggredito all'uscita di un caffé in via rue Popincourt, vicino al quartiere della Bastiglia, e ucciso con sette coltellate inferte con grande violenza.
Incaricato delle indagini, Maigret viene a sapere dalla sorella che Antoine coltivava la strana abitudine di frequentare locali pubblici malfamati, portando con sé un magnetofono per registrare brandelli di conversazioni tra sconosciuti, allo scopo di ottenere materiale per un suo studio sulla psicologia umana.
L'ascolto dell'ultimo nastro registrato mette la polizia sulle tracce di una banda specializzata in furti di quadri, i cui componenti vengono presto arrestati.
Il caso parrebbe risolto felicemente, ma…

Maigret e il capellone imprudente (titolo originale francese Maigret et le tueur) è un romanzo di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
Il romanzo è stato scritto dal 15 al 21 aprile 1969 a Epalinges in Svizzera e pubblicato per la prima volta il 30 ottobre dello stesso anno in Francia presso l'editore Presses de la Cité.
È il settantesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

Maigret e gli aristocratici

«Di certo la signora Maigret si aspettava che lui la chiamasse per dirle che non tornava a cena, come spesso succedeva durante un’indagine. «Rimase quindi stupita nell’udire, alle sei e mezzo, i passi del marito per le scale, e aprì la porta nel preciso istante in cui arrivava sul pianerottolo. «Era più serio del solito, serio e sereno al tempo stesso, e la signora Maigret non osò fargli domande quando, per salutarla, la strinse a lungo tra le braccia senza dire nulla. «Non poteva sapere che era appena riemerso da un passato lontano, da un futuro un po’ meno lontano. «“Cosa c’è per cena?” chiese alla fine, come per liberarsi da un peso».

Maigret e gli aristocratici (titolo originale francese Maigret et les vieillards, pubblicato in traduzione italiana anche col titolo Maigret e i vecchi signori) è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret. È il cinquantaseiesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

Maigret al Picratt’s

E’ notte fonda a Pigalle, e l’insegna rossa del Paicratt’s, dove approdano clienti che giocano lì la loro ultima carta, si riflette sul selciato come una chiazza di sangue. Poi anche quella si spegne. Una donna dal passo malfermo entra nel vicino commissariato di Rue de La Rochefoucauld. E’ pesantemente truccata e sotto il finto visone indossa un abito di raso nero. Ha lo sguardo di una bambina ansiosa. E’ una delle spogliarelliste del Picratt’s. Dice di aver sentito due clienti che complottavano l’assassinio di una contessa piena di gioelli. Ma la mattina dopo ritratta. Poche ore dopo viene trovata strangolata nel suo appartamento. E quando anche una contessa morfinomane e decaduta viene assassinata, per Maigret è giunto il momento di indagare.

Maigret a Vichy

Stavolta il dottor Pardon non ha ammesso repliche: Maigret deve assolutamente prendersi una breve vacanza per riprendersi dalla fatica delle sue continue indagini, e la meta che gli suggerisce il buon medico è Vichy. Così, a fine giugno, il celebre segugio si rassegna ad andare all'esilio forzato in compagnia della moglie, e trascorre lunghe e pigre giornate tra le passeggiate all'ombra dei viali alberati e un concerto nel chiostro. Non può però fare a meno di osservare con la consueta attenzione i compagni di villeggiatura, e tra essi un paio di personaggi catturano in particolar modo la sua attenzione: una di questi è una signora di mezz'età, con un viso affilato e una classe un po' demodé, che usa vestirsi in viola ed è sempre in perfetta solitudine. Pochi giorni dopo l'ispettore apprende dai giornali che proprio la sua misteriosa signora in lilla è stata assassinata e non può trattenersi dal voler prendere in mano il nuovo caso.

Mai più pene né oblio

Incontriamo in “Quartieri d’inverno” Andrés Galvan, “la Voce d’Oro di Buenos Aires” e Tony Rocha pugile suonato, la faccia triste e il braccio lungo come una pompa da incendio; e poi le opposte fazioni di “Mai più pene né oblio”, don Ignacio eroe per sbaglio, Cerviño e il suo inseparabile aereo Torito, il matto Pelaez. Ambiente comune dei due romanzi è Colonia Vela, immaginario centro rurale della provincia di Buenos Aires: sullo sfondo la dittatura militare, che cambia volto senza mutare, condiziona gesti e comportamenti, s’infiltra nei singoli rapporti umani, alimenta soprusi e prepotenze. La scrittura “cimematografica” di Soriano, esatta, tagliente e ricca di humour, racconta la tragedia sudamericana evidenziandone il carattere ironico e assurdo, oltre che crudele e disumano: il dispotismo umanizzandosi perde credibilità,e misurandosi con il più marginale dei contesti sociali si staglia come uno spettro dell’insensatezza e dell’illegittimità.
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Mai fidarsi del cuoco

Nei dieci anni dalla fine del suo tempestoso matrimonio con Lucas, Penny Dylan è cambiata: a ventinove anni è una donna più attraente e sicura di sé che ha imparato a stare bene con sé stessa. Proprietaria di una serra nella campagna inglese dove coltiva biologicamente ortaggi ed erbe aromatiche che fornisce ai ristoranti della zona, Penny è orgogliosa di essere riuscita a rimettere in sesto la propria vita e a dimenticare quanto ha amato, e poi odiato, l’ex marito. Ma un giorno scopre che il suo principale cliente, un hotel rinomato per la cucina, ha assunto un nuovo chef, e questi altri non è che Lucas! È inevitabile che il mondo di Penny cominci a tremare, ma questa volta lui troverà pane per i suoi denti.