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Trilogia malese: L’ora della tigre-Il nemico tra le coperte-Letti d’Oriente

Protagonista dei tre romanzi che compongono la trilogia burgessiana è Victor Crabbe, funzionario del ministero dell’istruzione inglese, che in Malaysia insegna storia nei college in cui si va formando quella che sarà la classe dirigente del nuovo stato indipendente. Con lui c’è la moglie, che rifiuta, quasi fosse in esilio, la vita nell’ex colonia britannica. A poco a poco però si lascia affascinare dal Paese e il fatto la avvicina al marito, anche se a separarli è qualcosa di interiore che attiene alla loro storia di europei alla ricerca di se stessi.
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Trilogia malese

Protagonista dei tre romanzi che compongono la trilogia malese burgessiana è Victor Crabbe, funzionario del ministero dell’istruzione inglese, che in Malaysia insegna storia nei college in cui si va formando quella che sarà la classe dirigente del nuovo stato indipendente. Crabbe ama la Malaysia, si sforza di conoscerla e di comprenderne la molteplicità di etnie e di lingue. Con lui c’è la seconda moglie, la bellissima Fenella, che inizialmente rifiuta, quasi fosse un esilio, la vita nell’ex colonia britannica. Non ne sopporta il clima, ne le abitudini, stenta a trovare interlocutori che soddisfino il suo bisogno di comunicazione e di svago. Stenta anche a suscitare manifestazioni amorose da parte del marito, emotivamente bloccato da un profondo quanto immotivato senso di colpa per la morte della prima moglie, di cui si sente responsabile. A poco a poco tuttavia, seppure in modo contraddittorio, Fenella si lascia affascinare dal paese. Ciò l’avvicina al marito, ma resta tra loro come un diaframma inesplicabile, perché in realtà non è la Malaysia – con la sua peculiarità di tradizioni e cultura, con la sua talora incomprensibile specificità – a separarli, ma qualcosa di interiore, che attiene alla loro storia personale, di europei alla ricerca di se stessi. Questa trilogia, pubblicata in traduzione italiana nel 1981 dall’Editoriale Nuova passata praticamente inosservata, viene ora proposta in traduzione riveduta e corretta, nonché corredata dall’introduzione che Burgess scrisse nel 1981 per l’edizione americana.

Trilogia della città di K.

Quando “Il grande quaderno” apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la “Trilogia della città di K” ritrae un’epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.
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Trilogia della censura

Il libro contiene tre libri “scottanti” di Oliviero Beha, pubblicati e poi dimenticati. “Mundialgate”, del 1984, è la storia di uno scandalo calcistico: il famigerato “caso Camerun” dei Mondiali del 1982 vinti dall’Italia. “Antenne rotte”, del 1990, parla senza riguardi della tv e dell’Italia di allora, appena pre-Tangentopoli, ed è come se stesse parlando di quella di oggi. “L’Italia non canta più”, del 1997, un dialogo con Mogol, scoperchia il pentolone della musica italiana della seconda metà del ‘900. Alla trilogia è premesso uno scritto di Beha, “Ieri come oggi”, in cui, oltre a raccontare particolari inediti sulle censure subite, mette a fuoco quanto dell’Italia del presente si spieghi con quella di anni fa.
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Trilogia del ritorno

UNICA EDIZIONE IN COMMERCIO CHE CONTIENE LA TRILOGIA COMPLETA:
L’amico ritrovato
Un’anima non vile
Niente resurrezioni per favore

Niente resurrezioni per favore”Mi sentivo prima tedesco, poi ebreo.” In questa frase, più ancora che nel tema sconvolgente dell’Olocausto, è racchiuso il fascino dei tre romanzi brevi di Fred Uhlman che nascono dalla tragedia di chi, disperatamente innamorato della Germania e della sua cultura, se ne vide nel 1933 allontanato in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. In ”L’amico ritrovato” questa lacerazione coincide con la fine di una fortissima amicizia fiorita al liceo di Stoccarda tra due adolescenti: l’ebreo Hans Schwarz, figlio di ricchi borghesi, e il nobile Konradin von Hohenfels. Il nazismo travolge questo legame con la forza di un contagio che sembra colpire anche l’amico prediletto e condurlo al tradimento. La smentita verrà solo trent’anni dopo, dalle righe di un vecchio album di scuola e dall’ultima lettera scritta ad Hans da Konradin, divenuto ufficiale della Wehrmacht e prossimo a essere giustiziato per aver preso parte alla congiura contro Hitler: una confessione che è anche l’appassionato tentativo di spiegare come un popolo intero possa precipitare nella barbarie. Ma per Uhlman quanto è avvenuto non può essere archiviato nel segno consolatorio del ricordo giovanile, e forse proprio per questo la chiave dell’intera Trilogia va considerato ”Niente resurrezioni, per favore”: il confronto, nella Germania opulenta del dopoguerra, fra l’ebreo emigrato Simon Elsas e i suoi vecchi compagni di scuola non garantirà la riconciliazione, ma la reciproca incomprensione, la colpevole dimenticanza del passato.

(source: Bol.com)

Trilogia dei pirati: Tortuga-Veracruz-Cartagena

Da Stevenson a Salgari, i grandi della letteratura sono sempre stati attratti dal tema dei pirati, diventato sinonimo stesso di avventura, esplorazione, coraggio. Anche Valerio Evangelisti, il celebre creatore dell’inquisitore Eymerich, non è sfuggito al loro fascino e ha scritto i tre romanzi qui raccolti, ricchi di emozionanti vicende e basati su una rigorosa ricostruzione storica. Tortuga, Veracruz e Cartagena, ambientati negli ultimi decenni del Seicento, raccontano i gloriosi atti conclusivi dell’epopea dei filibustieri di stanza nei Caraibi, tra abbordaggi, rapimenti, episodi di ferocia e di abnegazione, passioni amorose divoranti, cameratismo e rivalità su vascelli sovraccarichi in cui il sangue si mescola al sudore. Ma, all’alba del XVIII secolo, il tempo dei pirati sembra giunto al termine. Ormai superati dalla Storia, i Fratelli della Costa che hanno terrorizzato i Caraibi per cinquant’anni non spariranno, ma saranno chiamati a un differente destino…
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Il tribunale delle anime

Roma è battuta da una pioggia incessante. In un antico caffè, vicino a piazza Navona, due uomini esaminano lo stesso dossier. Una ragazza è scomparsa. Forse è stata rapita, ma se è ancora viva non le resta molto tempo. Uno dei due uomini, Clemente, è la guida. L’altro, Marcus, è un cacciatore del buio, addestrato a riconoscere le anomalie, a scovare il male e a svelarne il volto nascosto. Perché c’è un particolare che rende il caso della ragazza scomparsa diverso da ogni altro. Per questo solo lui può salvarla. Ma, sfiorandosi la cicatrice sulla tempia, Marcus è tormentato dai dubbi. Come può riuscire nell’impresa a pochi mesi dall’incidente che gli ha fatto perdere la memoria? Anomalie. Dettagli. Sandra è addestrata a riconoscere i dettagli fuori posto, perché sa che è in essi che si annida la morte. Sandra è una fotorilevatrice della Scientifica e il suo lavoro è fotografare i luoghi in cui è avvenuto un fatto di sangue. Il suo sguardo, filtrato dall’obiettivo, è quello di chi è a caccia di indizi. E di un colpevole. Ma c’è un dettaglio fuori posto anche nella sua vita personale. E la ossessiona. Quando le strade di Marcus e di Sandra si incrociano, portano allo scoperto un mondo segreto e terribile, nascosto nelle pieghe oscure di Roma. Un mondo che risponde a un disegno superiore, tanto perfetto quanto malvagio. Un disegno di morte. Perché quando la giustizia non è più possibile, resta soltanto il perdono. Oppure la vendetta. Questa è la storia di un segreto invisibile eppure sotto gli occhi di tutti. Questa è la storia di un male antico ed eterno e di chi lotta per contrastarlo. Questa è una storia basata su fatti veri, ispirata a eventi reali: la sfida non è crederci, ma accettarlo.

Il triangolo quadrilatero

Che due uomini – due amici – siano innamorati della stessa ragazza non è forse l’argomento più originale per la trama di un romanzo di fantascienza. Ma che cosa può divenire questa trama se i due amici sono entrambi scienziati e, insieme, inventano una macchina capace di raddoppiare ogni sostanza e ogni agglomerato di sostanze? Una macchina che perciò potrà duplicare qualunque cosa, compresa la ragazza di cui i due amici sono innamorati? Non è più dunque il solito, convenzionale “Triangolo”, ma qualcosa che l’autore definisce “Triangolo a quattro lati”, con due uomini innamorati della stessa ragazza, si, ma di cui esiste l’originale e una copia! E’ inutile cercar di prevedere come l’autore risolva l’incredibile situazione. La soluzione, tuttavia, è ancor più originale della trovata. Insomma, un “classico” di fantascienza. Dal quale sarà programmato prossimamente anche un film. A soli due anni dalla pubblicazione il “Triangolo” è stato tradotto in francese, tedesco, spagnolo, ha avuto un’edizione americana e ora vede la luce anche in Italia.
Copertina di Curt Caesar.

TRI. Capitolo terzo

Saira ha fatto una scelta che cambierà il corso della storia. La guerra più sanguinaria che abbia mai visto Ebdor è appena iniziata, i regni si riuniscono per affrontare l’emergenza, ma c’è soltanto un modo per sconfiggere il nemico comune. Amore, tenacia, volontà. Un ritmo serrato in cui ogni personaggio diventa il protagonista.

TRI. Capitolo secondo: Il legame

“La sentivo. Anche in quel momento. Potevo respirare il suo respiro, ascoltare la sua ira, l’angoscia, la paura come fossero mie. Come un fiume in piena mi travolgevano. Se soltanto per un secondo non mi fossi trattenuto avrei rischiato di perdermi in lei. Non era amore, era più profondo, intenso e violento.”

TRI. Capitolo primo: La profezia

Tirò fuori una grossa candela che accese in un secondo, con un semplice gesto. “Come hai fatto?” “Magia”, rispose sorridendo. “Non credo alla magia.” “Dovresti”, disse secco. Il senso di colpa non mi lasciava andare ma allo stesso tempo ero stupidamente felice di essere lì con lui. Era strano, irreale, ma estremamente bello.

Trevor. Non sei sbagliato: sei come sei

Trevor tredici anni, è un inguaribile ottimista, uno spirito effervescente ed entusiasta, un artista in erba che con la sua vita sogna di cambiare il mondo, proprio come Lady Gaga. A scuola, però, le sue passioni iniziano ad attirargli battutine e insulti, che nella sua limpida ingenuità Trevor non capisce, e così facendo contribuisce a rinfocolare. Abbandonato dagli amici, frainteso dal mondo degli adulti, genitori compresi, Trevor si ritrova presto affibbiata l’etichetta di gay. Una storia che si ripete spesso in molte scuole del nostro Paese. Per fortuna, però, nel caso di Trevor questo è solo l’inizio. Prefazione di Carlo G. Gabardini.
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Il treno per Tallinn. La prima indagine di Marko Kurismaa

È notte, la neve cade fitta quando il treno proveniente da San Pietroburgo fa il suo ingresso nella stazione di Tallinn, capolinea. Bastano venti minuti perché dei passeggeri rimangano solo le impronte sulla neve; uno però è ancora a bordo, accasciato in una poltrona di prima classe, una bottiglia di liquore accanto a sé. Morto. È Igor Semenov, un uomo d’affari russo. Il caso è delicato e viene affidato al commissario di polizia Marko Kurismaa, che con i russi ha un conto in sospeso. E non è il livore di tanti estoni nei confronti del popolo che fino a pochi anni prima li dominava: è un dolore tutto personale. Marko ha il fascino dell’uomo tormentato, il fisico asciutto dell’ex sciatore di fondo e il rigore di chi nella vita si è dovuto conquistare tutto. In più, nasconde qualcosa. In altri tempi, Marko ha avuto la presunzione di saper distinguere al primo colpo la verità dalla menzogna. Ora è più cauto, forse più saggio, la nostalgia della giovinezza lo punge sempre più spesso e i dubbi sono quotidiani compagni d’indagine: da dove viene la tristezza che rende opaco lo sguardo di Olga, la giovane e bella moglie della vittima? Quanto è pericoloso l’uomo che qualche giorno prima è stato visto attaccare briga con Semenov? Arno Saar ci guida sulle tracce dell’assassino lungo le strade della gelida Tallinn, tra i vicoli della città vecchia, i locali alla moda delle ex zone industriali e gli squallidi quartieri dell’architettura sovietica.

Il treno per Tallinn

È notte, la neve cade fitta quando il treno proveniente da San Pietroburgo fa il suo ingresso nella stazione di Tallinn, capolinea. Bastano venti minuti perché dei passeggeri rimangano solo le impronte sulla neve; uno però è ancora a bordo, accasciato in una poltrona di prima classe, una bottiglia di liquore accanto a sé. Morto. È Igor Semenov, un uomo d’affari russo. Il caso è delicato e viene affidato al commissario di polizia Marko Kurismaa, che con i russi ha un conto in sospeso. E non è il livore di tanti estoni nei confronti del popolo che fino a pochi anni prima li dominava: è un dolore tutto personale.
Marko ha il fascino dell’uomo tormentato, il fisico asciutto dell’ex sciatore di fondo e il rigore di chi nella vita si è dovuto conquistare tutto. In più, nasconde qualcosa.
In altri tempi, Marko ha avuto la presunzione di saper distinguere al primo colpo la verità dalla menzogna. Ora è più cauto, forse più saggio, la nostalgia della giovinezza lo punge sempre più spesso e i dubbi sono quotidiani compagni d’indagine: da dove viene la tristezza che rende opaco lo sguardo di Olga, la giovane e bella moglie della vittima? Quanto è pericoloso l’uomo che qualche giorno prima è stato visto attaccare briga con Semenov?
Arno Saar ci guida sulle tracce dell’assassino lungo le strade della gelida Tallinn, tra i vicoli della città vecchia, i locali alla moda delle ex zone industriali e gli squallidi quartieri dell’architettura sovietica. Un’ambientazione originale e suggestiva, un protagonista complesso e affascinante, una galleria di personaggi indimenticabili e un impeccabile congegno narrativo: *Il treno per Tallinn* è un romanzo straordinario e Arno Saar, pseudonimo di un importante scrittore italiano, sa procedere col passo spedito del giallista e la ricchezza di prospettiva del romanziere di classe.
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### Sinossi
È notte, la neve cade fitta quando il treno proveniente da San Pietroburgo fa il suo ingresso nella stazione di Tallinn, capolinea. Bastano venti minuti perché dei passeggeri rimangano solo le impronte sulla neve; uno però è ancora a bordo, accasciato in una poltrona di prima classe, una bottiglia di liquore accanto a sé. Morto. È Igor Semenov, un uomo d’affari russo. Il caso è delicato e viene affidato al commissario di polizia Marko Kurismaa, che con i russi ha un conto in sospeso. E non è il livore di tanti estoni nei confronti del popolo che fino a pochi anni prima li dominava: è un dolore tutto personale.
Marko ha il fascino dell’uomo tormentato, il fisico asciutto dell’ex sciatore di fondo e il rigore di chi nella vita si è dovuto conquistare tutto. In più, nasconde qualcosa.
In altri tempi, Marko ha avuto la presunzione di saper distinguere al primo colpo la verità dalla menzogna. Ora è più cauto, forse più saggio, la nostalgia della giovinezza lo punge sempre più spesso e i dubbi sono quotidiani compagni d’indagine: da dove viene la tristezza che rende opaco lo sguardo di Olga, la giovane e bella moglie della vittima? Quanto è pericoloso l’uomo che qualche giorno prima è stato visto attaccare briga con Semenov?
Arno Saar ci guida sulle tracce dell’assassino lungo le strade della gelida Tallinn, tra i vicoli della città vecchia, i locali alla moda delle ex zone industriali e gli squallidi quartieri dell’architettura sovietica. Un’ambientazione originale e suggestiva, un protagonista complesso e affascinante, una galleria di personaggi indimenticabili e un impeccabile congegno narrativo: *Il treno per Tallinn* è un romanzo straordinario e Arno Saar, pseudonimo di un importante scrittore italiano, sa procedere col passo spedito del giallista e la ricchezza di prospettiva del romanziere di classe.

Treno E Il Lazza. La Notte Dei Lunghi Porcelli…

Treno e il Lazza sono i due protagonisti del romanzo cult “Tortelli & Porcelli”. In questo racconto lungo, che non fa parte del romanzo, sono alle prese con i tre valori fondamentali della vita: la musica, la gnocca e il cibo (l’ordine è puramente casuale).
Se non li conoscete… beh approfittate dell’occasione. Dopo averli letti nulla sarà come prima….

Tremate!

“Aprii la scatola ed estrassi le carte. Le feci scorrere una per una, rapidamente, da una mano all’altra; c’era una figura su ogni carta: cavalieri con l’armatura, gnomi dall’aria truce, draghi inferociti, omini tarchiati con facce simili a musi di maiali.” Età di lettura: da 9 anni.