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Morti tutti insieme: Il ciclo di Sookie Stackhouse 7

Sookie Stackhouse non ne può più di risolvere i problemi di ogni creatura soprannaturale che incontri sulla sua strada. Dopo aver rotto con Bill, il fidanzato storico, Sookie non solo dovrà gestire il suo nuovo ragazzo Quinn, una tigre mannara, ma anche affrontare il Summit dei Vampiri, un evento a lungo pianificato che per la giovane di Bon Temps si rivelerà l’ennesima gatta da pelare. Nel frattempo Sophie-Anne, regina dei vampiri della Louisiana, si trova in una posizione precaria: il suo quartier generale è stato distrutto da un uragano e alcuni vampiri sono determinati a finire ciò che la natura ha già iniziato. Sookie dovrà scegliere da che parte stare. E la sua scelta potrebbe fare la differenza tra la vita e la catastrofe.

I morti lo sanno

Baltimora, USA: una donna rimasta coinvolta in un incidente stradale fa una strana rivelazione. Dichiara di punto in bianco di essere Heather Bethany, una delle due sorelle adolescenti scomparse da un centro commerciale nel 1975. La donna sa molte cose di Heather, e quanto afferma appare plausibile, ma c’è qualcosa in lei che rende increduli. Trent’anni fa, Heather e Sunny Bethany svanirono completamente nel nulla. I loro corpi non furono mai ritrovati e a lungo, sulla stampa dell’intero paese e sulla bocca degli abitanti di Baltimora, risuonò la domanda: com’è possibile che due ragazzine possano sparire da un supermercato affollato una domenica pomeriggio senza lasciare tracce e senza che nessuno le abbia viste sparire? Nel caso furono coinvolti in varia misura un agente di polizia, un assistente sociale, un avvocato e un detective che vengono immediatamente convocati al cospetto della sedicente Heather Bethany per appurare la veridicità del suo racconto. Ognuno dei personaggi in gioco nella passata e nell’attuale vicenda ha da nascondere qualcosa.
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La morte taglia e cuce

Costa Azzurra. Piena estate: cielo azzurro, mare, sole. La squadra del capitano Jeanneaux, detto Jean-Jean, cerca svogliatamente di contenere le intemperanze estive. Purtroppo per loro, questo è proprio il momento scelto dal “Sarto della morte” per mettersi al lavoro. Il cadavere scoperto sotto un cassonetto ribaltato dall’agente di polizia Marcel Blanc si rivela, in effetti, pieno di macabre sorprese: una testa di donna su un busto di uomo, il tutto corredato da braccia di vecchio. Pezzi di cadavere cominciano ad affiorare a ogni angolo di strada, lasciando la polizia completamente disorientata. Quando il “Sarto della morte” arriva a minacciare il piccolo Momo e sua madre, Marcel Blanc decide che è giunto il momento di fermarlo…

La morte sospesa

Nel giugno 1985, due alpinisti britannici, il venticinquenne Joe Simpson e il suo compagno di cordata, Simon Yates, hanno appena raggiunto la vetta del Siula Grande (6536 metri) nelle Ande peruviane, salendo per la prima volta la parete Ovest. Colti, sulla cima, da una violenta bufera, i due scendono lungo una ripida parete innevata, ma Simpson perde un appoggio e precipita su una roccia rompendosi una gamba. Yates cerca di calarlo per seracchi di ghiaccio con laboriose manovre di corda. Nonostante il gelo e l’oscurità tutto sembra procedere fino a quando non accade l’imprevisto: la parete è interrotta da uno strapiombo sotto il quale Joe si trova appeso, inerme. Simon non riesce a issarlo e rischia di venire trascinato anche lui nel vuoto. Compie l’unico gesto possibile: allo stremo delle forze, recide la corda che lo unisce al compagno, abbandonandolo. Joe cade nel vuoto ma non muore. I tre giorni successivi sono un calvario per entrambi gli alpinisti: Yates torna a fatica al campo base consumato dal dolore, certo di aver causato la morte del compagno. Simpson, sopravvissuto a stento, si trova intrappolato in un crepaccio, ferito, con un principio di congelamento agli arti, senza nulla da mangiare. Eppure, facendo appello a tutte le risorse fisiche e mentali, riesce a raggiungere miracolosamente il campo base dove ritrova il compagno. Questo libro racconta come i due alpinisti siano riusciti a superare quei giorni strazianti: è un racconto epico, fatto di terrore, sofferenza e immensa forza d’animo, è la testimonianza intensa di una vittoria straordinaria della vita sulla morte, è un inno sincero e commovente all’amicizia. La morte sospesa va ben oltre i confini della letteratura di montagna ed è ormai diventato un classico dell’avventura, letto e tradotto in tutto il mondo.
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### Sinossi
Nel giugno 1985, due alpinisti britannici, il venticinquenne Joe Simpson e il suo compagno di cordata, Simon Yates, hanno appena raggiunto la vetta del Siula Grande (6536 metri) nelle Ande peruviane, salendo per la prima volta la parete Ovest. Colti, sulla cima, da una violenta bufera, i due scendono lungo una ripida parete innevata, ma Simpson perde un appoggio e precipita su una roccia rompendosi una gamba. Yates cerca di calarlo per seracchi di ghiaccio con laboriose manovre di corda. Nonostante il gelo e l’oscurità tutto sembra procedere fino a quando non accade l’imprevisto: la parete è interrotta da uno strapiombo sotto il quale Joe si trova appeso, inerme. Simon non riesce a issarlo e rischia di venire trascinato anche lui nel vuoto. Compie l’unico gesto possibile: allo stremo delle forze, recide la corda che lo unisce al compagno, abbandonandolo. Joe cade nel vuoto ma non muore. I tre giorni successivi sono un calvario per entrambi gli alpinisti: Yates torna a fatica al campo base consumato dal dolore, certo di aver causato la morte del compagno. Simpson, sopravvissuto a stento, si trova intrappolato in un crepaccio, ferito, con un principio di congelamento agli arti, senza nulla da mangiare. Eppure, facendo appello a tutte le risorse fisiche e mentali, riesce a raggiungere miracolosamente il campo base dove ritrova il compagno. Questo libro racconta come i due alpinisti siano riusciti a superare quei giorni strazianti: è un racconto epico, fatto di terrore, sofferenza e immensa forza d’animo, è la testimonianza intensa di una vittoria straordinaria della vita sulla morte, è un inno sincero e commovente all’amicizia. La morte sospesa va ben oltre i confini della letteratura di montagna ed è ormai diventato un classico dell’avventura, letto e tradotto in tutto il mondo.

La morte può attendere

THEY CALLED HER A WANDERER.
Shari Cooper is dead, the victim of a murderous attack. She is on the other side, in a place of spirits, an eternal realm of light and love. But she is given a rare offer. To return to Earth without having to be reborn. Into the body of a depressed teenage girl. A transfer of souls, they call it. Shari is given a chance to be a Wanderer, and to do a great service for humanity. It is an offer she gladly accepts.
Then she is back, in a human body. Yet she does not remember being Shari Cooper. At first she recalls nothing of the afterlife. Perhaps it is just as well. Not everybody on Earth welcomes Wanderers. Of the few who know of their existence, some want them dead. And others, the truly evil ones, wish them much worse than that.
After her murder, Shari returns from the other side into the body of another eighteen-year-old teenager to keep the person responsible for her own death from killing again.

La morte paga doppio

“La morte paga doppio” uscì per la prima volta a puntate sulla rivista “Liberty” – uno dei tanti pulp magazine dell’epoca – tra il febbraio e l’aprile del 1936. Quando, poche settimane dopo, Joe Sistrom della Paramount entrò nell’ufficio di Billy Wilder ingiungendogli di leggere subito quel “thriller su una donna che uccide suo marito per riscuotere l’assicurazione”, ignorava di avere innescato, oltre alla lavorazione di un grande film quale “La fiamma del peccato”, un’inesauribile vena di leggende. Come quella del curioso record stabilito da Wilder stesso, che divorò il romanzo di Cain in cinquantotto minuti contro le due ore, cinquanta minuti e sette secondi indicati dalla rivista come tempo necessario alla lettura. E si potrebbe continuare a lungo, se non altro per spiegarsi il profumo di scandalo che ancora oggi avvolge questo archetipo del noir, che ci attrae allo stesso modo in cui il protagonista, pur sapendo che sarebbe più prudente “mollarla come un attizzatoio rovente”, è attratto dalla sua dark lady.

La morte non sa leggere

Il giorno di San Valentino quattro membri della famiglia Coverdale vengono trucidati dalla loro governante Eunice Parchman e dalla sua amica Joan Smith. Due settimane dopo, Eunice viene arrestata per il pluriomicidio… perché non sa leggere. Nell’elegante casa dei Coverdale, dove la cultura permea l’atmosfera e i libri sembrano un elemento indispensabile della vita quotidiana, il buio della mente, l’ottusità dell’ingegno, la non conoscenza di ciò che significa la parola scritta, ha provocato guasti tali da trasformare una donna in una belva che uccide perché le sembra che l’unica liberazione possibile dal suo cupo segreto di analfabeta sia il riscatto attraverso il sangue.

La morte non ha fretta

Un pezzo per volta, così era stato recapitato alla Narcotici di Portland il cadavere di Mickey Parks, poliziotto infiltrato nell’organizzazione criminale di Martin Breach. Da allora incastrare il boss è diventato un chiodo fisso per il detective Bobby Vasquez. Così, seguendo una soffiata anonima su una partita di cocaina, l’uomo si introduce illegalmente nello chalet montano intestato ad un certo dottor Cardoni. Quello che trova è peggio di un incubo: la bella casa nasconde un’attrezzata sala operatoria e, dentro un frigorifero, due teste mozzate.
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La morte non dimentica

Un giorno come tanti la violenza irrompe nella vita di Dave Boyle, undici anni, devastandola. Ore e ore di torture e sevizie per mano di due spietati rapinatori, poi la fuga. Venticinque anni più tardi, Dave Boyle è ancora ostaggio di quell’incubo: è il maggiore indiziato in un caso di omicidio. La vittima è Katie Marcus, figlia amatissima di Jimmy, amico d’infanzia di Dave e di Sean Devine, l’agente incaricato delle indagini. Per i tre ex amici Sean, Jimmy e Dave è giunto il momento di fare i conti col passato, e con l’agghiacciante episodio che ha sfregiato per sempre le loro anime. Solo scavando indietro nel tempo Sean riuscirà a scoprire la sconvolgente verità sulla morte di Katie.

La morte nel villaggio

A St Mary Mead, un tranquillo villaggio nella campagna inglese, la vita scorre monotona, senza che accada mai nulla di nuovo. O almeno così pensano tutti. Questa però non è l’opinione di Miss Marple, persuasa che il male possa nascondersi ovunque. E infatti, quasi a dimostrare la teoria della simpatica ed estrosa anziana signora, proprio nella canonica davanti alla sua villetta vittoriana viene commesso un feroce delitto. L’inatteso crimine sgomenta l’intera comunità, tanto più che la vittima, il prepotente colonnello Protheroe, era un personaggio molto in vista, anche se odiato persino dai membri della sua famiglia. Le indagini della polizia locale non portano a nulla, ma la mansueta Miss Marple, grazie alla sua abilità nel raccogliere i pettegolezzi e alla capacità di sondare l’animo di chi le sta intorno, riuscirà comunque a trovare il bandolo della matassa, fino a scoprire l’insospettabile colpevole. Presentata ai lettori nel 1930 proprio con questo romanzo, Miss Marple conquistò immediatamente la loro simpatia, tanto da diventare la protagonista di una fortunata serie di romanzi che godono ancora oggi di indiscussa fama.

La morte negli occhi

Tipo riservato, Bernadette Saint Clare è un’agente dell’FBI. Piglio mascolino, modi bruschi e la fama che la precede non ne fanno una beniamina tra i colleghi. Infatti ciò che la rende un personaggio scomodo è l’aura di cupo mistero che avvolge i suoi metodi d’indagine. Chiamata a risolvere casi sempre più torbidi dove il reale sembra sconfinare nel soprannaturale. la donna pare dotata di poteri inquietanti: “visioni” che la portano attraverso un processo psichicamente devastante a vedere con gli occhi dell’assassino. E per uno scottante incarico che viene trasferita nel Minnesota, sulle tracce di un killer che amputa la mano destra delle sue vittime, lasciandole morire dissanguate. Sola e sempre più sotto pressione, Bernadette piomba in un tunnel dove spesso la realtà si confonde con le spaventose ombre della sua mente. Chi sono il misterioso e inquisitorio frate che la paralizza nel buio di una chiesa e Io strano vicino di casa che le sussurra dritte sinistramente azzeccate?
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La morte necessaria di Lewis Winter

Calum MacLean ha ventinove anni e, a vederlo, sembra proprio un ragazzo normale. Quando non lavora passa il tempo libero a casa, immerso nella lettura di vecchi romanzi o sul divano a giocare ai suoi videogame. Finché non riceve una telefonata che gli affida un incarico. Perché a Calum piace essere free-lance, lavorare solo se ne ha bisogno, scegliere quali incarichi accettare e quali rifiutare. Rende la vita più comoda e fa diminuire il rischio di essere notato dalla polizia. Il che aiuta se sei un killer. Già, Calum è un assassino professionista, “il migliore della nuova leva”, secondo il suo vecchio maestro Frank MacLeod, uno dei più temuti killer di Glasgow. Questa volta a chiamarlo è John Young, il braccio destro di Peter Jamieson, capo di una delle più grandi organizzazioni criminali della città. E Calum accetta. La vittima è Lewis Winter, una mezza tacca, un modesto trafficante di droga senza arte né parte, con una grande debolezza: vive con Zara Cope, bomba sexy dal carattere difficile e dalle abitudini molto costose. Da un po’ di tempo Lewis sta cercando di espandere il suo territorio con strane manovre, ed è evidente che c’è qualcuno dietro. Così, secondo Jamieson e Young, è arrivata l’ora di mandare un messaggio. Calum deve occuparsene e pianificare tutto, perché uccidere un uomo non è affatto facile se vuoi fare le cose per bene, ci sono imprevisti e conseguenze. La morte necessaria di Lewis Winter segna il debutto di un nuovo grande autore di noir e di un nuovo grande personaggio che sarà protagonista di una trilogia. Lo stile di Mackay è perfetto, il ritmo è serrato e il lettore si trova come ipnotizzato, proiettato in una Glasgow cupa e piena di fascino, in un universo di relazioni pericolose e moralità flessibili. Un romanzo memorabile, duro e spietato come un piano perfetto.

La morte mi ama

Alan Goombridge si sente in trappola. Sposato a una donna che non ama, padre di due figli che non ha voluto, ha un lavoro noioso come manager in una sperduta filiale della Anglian Victoria Bank. Trascina la sua vita tra una mortale routine e il sogno di fuggire, dopo aver rubato alla banca il necessario per vivere un anno di libertà. Fino a che il destino non gli offre l’occasione di sparire davvero quando alcuni rapinatori assaltano la banca. Ma presto il suo sogno si trasforma in un incubo…
(source: Bol.com)

La morte in versi

La Rendell è riuscita a ricreare, senza mai cadere nei meccanismi noiosi e ripetitivi della letteratura seriale, un mondo con precise caratterizzazioni e regole che però rispecchia la realtà.”Paolo Zaccagnini, Il Messaggero L’ispettore Wexford ricorda molto bene il caso Painter. Forse per i colleghi era stato un caso qualunque, ma per lui aveva avuto una grande importanza: il primo omicidio, la prima indagine della sua vita, la prima prova da superare. E anche per Painter era stato decisivo, poiché lo aveva condotto al patibolo. Nessun mistero, quell’uomo era colpevole. Nessun dubbio, tutti ne erano certi. Fino a quel momento… Quindici anni dopo, il caso deve essere riaperto. Per qualcuno il passato è morto e dimenticato, per altri non è ancora stato sepolto. Si risveglia la paura, tornano a galla segreti tenuti volutamente nascosti e adesso quella vicenda deve essere riesaminata, la storia cambiata, la realtà modificata… E bisogna dimostrare che Wexford aveva torto. Dopo il romanzo Con la morte nel cuore, torna in libreria l’ispettore Wexford con un nuovo caso.

La morte in più

Chi ha detto che a Holloman, piccola città del Connecticut, non succede mai niente? È il 3 aprile 1967: mentre la Guerra Fredda sembra traghettare il mondo verso un futuro catastrofico, nella sonnacchiosa cittadina americana, in un solo giorno si consumano dodici delitti. Dodici morti, tutte diverse, inflitte con mano spietata, esperta e perfino fantasiosa: dallo studente Evan Pugh, stritolato da una tagliola per orsi, a Desmond Skeps, il boss del colosso degli armamenti Cornucopia, torturato e avvelenato. Tocca al capitano di polizia Delmonico indagare su questa serie di crimini senza precedenti: l’istinto gli dice che gli omicidi portano tutti la stessa firma, quella di un individuo meticolosissimo e capace di agghiacciante crudeltà. E così tra una telefonata alla moglie e un pranzo con i fidati colleghi nel suo ristorantino preferito, Delmonico comincia una spericolata discesa negli inferi della “tranquilla” Holloman. Finché, con il suo irresistibile misto di astuzia e imperturbabilità, arriverà per primo a vedere al di là delle apparenze. Con La morte in più Colleen McCullough ci regala un giallo dal sapore classico e dall’esecuzione impeccabile, mettendo di nuovo in scena uno dei suoi personaggi più riusciti, il poliziotto italoamericano Carmine Delmonico, con tutte le sue manie e un sesto senso che non sbaglia (quasi) mai; e insieme, la grande scrittrice tesse una trama piena di chiaroscuri, degna di una vera maestra del genere.
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