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Corpo morto

È l’inizio dell’autunno, a Positano, e l’incantevole borgo della Costiera amalfitana sembra finalmente respirare dopo l’intensa stagione estiva. Il vicecommissario Zottìa pensava di trascorrere una vacanza tranquilla, ma l’incanto del luogo viene sconvolto dal ritrovamento di un uomo accoltellato alla gola, nascosto dentro una barca. Ed è solo la prima vittima. Mentre la polizia del posto brancola nel buio, Zottìa inizia a indagare, scoprendo una fitta rete di vendette e sospetti, il cui senso si fa via via più elusivo. Uno dei più amati protagonisti della letteratura gialla italiana in un’indagine esemplare, tracciata dalla penna raffinata ed esperta di Marco Polillo.
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### Sinossi
È l’inizio dell’autunno, a Positano, e l’incantevole borgo della Costiera amalfitana sembra finalmente respirare dopo l’intensa stagione estiva. Il vicecommissario Zottìa pensava di trascorrere una vacanza tranquilla, ma l’incanto del luogo viene sconvolto dal ritrovamento di un uomo accoltellato alla gola, nascosto dentro una barca. Ed è solo la prima vittima. Mentre la polizia del posto brancola nel buio, Zottìa inizia a indagare, scoprendo una fitta rete di vendette e sospetti, il cui senso si fa via via più elusivo. Uno dei più amati protagonisti della letteratura gialla italiana in un’indagine esemplare, tracciata dalla penna raffinata ed esperta di Marco Polillo.

I corpi neri

New York, primi anni Novanta. Rudy Giuliani non è ancora arrivato e illegalità e miseria dilagano ad Harlem. Ollie Cross ha poco più di vent’anni ed è stato bocciato all’esame di ammissione per entrare a Medicina. Decide di passare alla pratica e si fa assumere come paramedico sulle ambulanze. Giorno dopo giorno, Ollie deve fare i conti con le spaventose immagini di violenza e di dolore che caratterizzano il suo lavoro: le viscere della città sono messe a nudo davanti ai suoi occhi. Come un medico di guerra, Ollie inizia una discesa dentro il lato peggiore della vita; l’altruismo e la speranza mutano in insensibilità, cinismo, senso di essere al di sopra della vita e della morte. Fino all’inevitabile punto di non ritorno. Un romanzo disturbante, per nulla retorico, sui pericoli dell’esporsi al volto più oscuro della vita.
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I corpi lasciati indietro

Lago Mondac, Wisconsin. Una strana telefonata arriva al distretto di polizia nel cuore della notte. Proviene dall’isolata villa dei Feldman, sul limitare del bosco. L’agente Brynn McKenzie, giunta sul posto per un controllo, si trova davanti a una scena agghiacciante: Emma e Steven Feldman giacciono senza vita sul pavimento. E in casa c’è ancora qualcuno. Due uomini, forse gli assassini, accerchiano e minacciano Brynn, a cui non resta che fuggire nel fitto della foresta. Ma nell’oscurità dei boschi sta scappando anche qualcun altro: la misteriosa Michelle, amica dei Feldman, unica testimone di quanto è accaduto alla villa. La fuga delle due donne si trasforma per Brynn in una sottile indagine nel passato di Michelle. Chi è la vera preda, chi il cacciatore?

Corpi al sole

Anche Hercule Poirot, a volte, pu&ograve sentire la necessit&agrave di una breve vacanza e infatti, in questo romanzo, lo troviamo tra gli ospiti del Jolly Roger Hotel, sull’isola del Contrabbandiere, pigramente allungato su una sedia a sdraio, tutto vestito di bianco e con un grande cappello di panama calato sugli occhi. Ma la sua vacanza e il suo ozio saranno di breve durata. “il male si annida ovunque sotto il sole” e sull’isola il male assume le forme superbe della splendida Arlena Marhall, una donna affascinante e perversa che riesce sempre a scatenare negli uomini gli istinti peggiori. Dopo aver portato la discordia in mezzo alle tranquille famiglie dell’albergo, Arlena viene per&ograve ritrovata strangolata su una spiaggia deserta. Tra i sospetti un marito tradito, una vecchia fiamma gelosa, una figliastra trascurata e una moglie scialba che si &egrave vista mettere da parte. La polizia esita, gli indizi sembrano creati apposta per depistare le indagini, ma Poirot &egrave un detective troppo astuto per qualsiasi assassino. “Corpi al sole”, del 1941, &egrave la ventesima avventura della serie del celebre investigatore belga.

La corona nascosta

La sopravvivenza del genere umano sul pianeta Erna è in pericolo perché un essere demoniaco, Calesta lo Iezu, minaccia l’essenza stessa delle loro anime. Ma cos’è davvero lo Iezu, e quali sono i suoi autentici poteri? Per il sacerdote Damien Vryce e il negromante Gerald Tarrant scoprirlo è un’impresa rischiosa, nella quale morire sarà l’imprevisto minore.

La corona di spade

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si prepara ad attaccare il Reietto Sammael in Illian, e al tempo stesso si adopera per reprimere la ribellione portata avanti dai nobili di Cairhien. Con l’aiuto degli Asha’man, Rand dovrà affrontare Sammael in un terribile duello a Shadar Logoth per conquistare la corona di Illian, un tempo nota con il nome di Corona d’Alloro e ora chiamata Corona di Spade. Egwnene al’Vere e Siuan Sanche tentano di mettersi alla guida delle Aes Sedai ribelli a Saidar e contrastare il gruppo comandato da Elaida nella Torre Bianca di Tar Valon. Intanto, nella città di Ebou Dar, Elayne Trakand, Nynaeve al’Meara e Mat Cauthon sono ancora in cerca del ter’angreal, il solo mezzo che potrebbe consentire di allentare la morsa del Tenebroso sul mondo ripristinando un clima normale, e per questo fine chiederanno l’aiuto del Popolo del Mare.Edizione riveduta e corretta da Nello Giugliano.Si ringrazia sentitamente Save Moiraine Team Staff per la cura di questa edizione.La Ruota del Tempo è la saga fantasy americana per antonomasia.Chicago Sun-Times

Corinna. La Regina Dei Mari

Oceano Atlantico, 1662. Una giovane donna, vestita da uomo, ha deciso di solcare i mari, per sfuggire a un matrimonio combinato che la condannerebbe all’infelicità. Bellissima e indomabile, il volto incorniciato da una chioma rossa e selvaggia, tiene testa anche al più temibile dei corsari. Il suo nome è Corinna e nulla riuscirà a ostacolare la voglia di libertà che le ribolle dentro, sin dall’infanzia. Nei burrascosi mari tropicali, pirati e corsari si contendono bottini e ostaggi in feroci assalti all’arma bianca a qualunque nave abbia la sventura di incrociare la loro rotta. Non fa eccezione il vascello su cui è imbarcata Corinna. Rapita da un uomo spregevole e codardo, la donna rimpiange il giorno in cui ha lasciato la casa paterna. Ma quando ha ormai perso ogni speranza, durante un’incursione nelle prigioni in cui è stata rinchiusa, il famigerato corsaro Dorian O’Rourke la vede e la porta via con sé. Dapprima a fianco dell’affascinante corsaro di cui si innamora, poi al comando di un veliero tutto suo, Corinna si trasforma in una vera regina dei mari, in un capitano temuto e rispettato da ogni equipaggio, amico o nemico che sia. Tra violente tempeste, arrembaggi e mille traversie si snoda la storia d’amore e d’avventura di un’eroina fuori dagli schemi, una donna ardimentosa e risoluta, spregiudicata e sensuale, pronta a combattere fino all’ultima goccia di sangue per i propri principi e per l’uomo con il quale ha deciso di condividere il resto dei suoi giorni.
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La corda pazza

Sicilia: «Una terra difficile da governare perché difficile da capire». A questa terra, a tutte le sue «corde» («la seria, la civile, la pazza» scrisse una volta Pirandello), al passato più oscuro come al presente più invadente Sciascia prestò sempre un’attenzione puntuale, appassionata, partecipe e al tempo stesso inflessibile nella descrizione dei mali. E per una volta provò ad articolare tutti questi temi e questi livelli della realtà in un solo libro: questa “Corda pazza” (1970), che si presenta, rispetto all’isola, «vuote le mani, ma pieni gli occhi del ricordo di lei», come scrisse Ibn Hamdis, poeta arabo-siculo opportunamente citato da Sciascia.
(source: Bol.com)

Il coraggio di essere liberi

Esiste veramente la libertà? E, se esiste, dov’è? Com’è? Come definirla? Se invece non esiste, perché tutti ne parlano, la ricercano, la pretendono? In questo libro, Vito Mancuso affronta la questione in modo concreto, interrogandosi non tanto sulla libertà come concetto, quanto sull’essere liberi come condizione dell’esistenza reale. La domanda più importante qui non è: «Esiste la libertà?», quanto piuttosto: «Tu ti ritieni libero? E se non ti ritieni tale, lo vuoi diventare? Hai, vuoi avere, il coraggio di essere libero?». Per essere liberi, infatti, ci vuole coraggio. Guardando al mondo e agli esseri umani, quello che appare è uno sterminato palcoscenico su cui tutti si esibiscono indossando le diverse maschere imposte dall’esistenza, ma ognuno di noi, soprattutto in quei momenti in cui è solo con se stesso, sperimenta anche l’acuta sensazione di essere qualcosa di assolutamente differente e separato da tutto il resto, qualcosa di unico. La scintilla della libertà nasce da questa consapevolezza, per sostenere la quale è necessario però il coraggio: il coraggio di sottrarsi al pensiero dominante e scoprire nuovi valori in cui credere; il coraggio di scrollarsi di dosso le convenzioni che ci soffocano e costruire un rapporto autentico con gli altri e con se stessi; il coraggio di essere liberi per diventare veramente chi siamo.

Controllo a distanza

Nick Stone, lasciato nel 1988 lo Special Air Service (il reparto d’élite dell’esercito britannico) dopo uno scontro a fuoco con tre terroristi dell’IRA a Gibilterra, lavora adesso per l’Intelligence e scopre che il suo collega Brown e la sua famiglia sono stati sterminati a Washington in modo apparentemente del tutto inspiegabile. Soltanto Kelly, una bambina di sette anni, è sopravvissuta. Comincia una caccia spietata, nel corso della quale un duro come Nick, rotto a ogni esperienza, scoprirà non soltanto fino a che punto possano giungere la violenza e la corruzione, ma anche una sconvolgente verità che lega in intreccio indissolubile governi, terrorismo e trafficanti (di qualsiasi genere), uniti da una comune avidità e sete di potere…

Controinsurrezioni

Valerio Evangelisti, il celebre creatore del personaggio dell’inquisitore Eymerich, e Antonio Moresco, una tra le voci più innovative della letteratura italiana contemporanea, hanno unito i loro talenti per esplorare l’evento storico che è stato l’atto di fondazione di un paese, l’Italia, che sembra averlo dimenticato se non tradito: il Risorgimento. Nelle due storie (una ambientata negli ultimi giorni della Repubblica Romana del 1849, l’altra che si svolge durante il cruciale anno 1848) Evangelisti e Moresco fanno rivivere il rumore e il colore delle lotte risorgimentali. Eroismi folli, lampi di ferocia, lunghe attese nelle barricate, feriti rantolanti, malinconia, paura, amore: una verità fatta di carne e sangue che lo storico non può permettersi, e che solo la narrativa può far rivivere.
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Contro ogni evidenza

Milano. Una mattina, in un affollato ufficio postale del centro, entrano due uomini armati di pistola e a volto coperto: doveva essere una banale rapina, ma ci scappa il morto. Il commissariato competente, quello di piazza San Sepolcro, chiama la Omicidi, che manda il suo elemento migliore, il commissario Andrea Lucchesi. Ma a questi è sufficiente porre qualche domanda ai testimoni per fiutare odore di marcio: quella della rapina, secondo lui, è stata solo una copertura, per nascondere un vero e proprio assassinio. Così, contro ogni evidenza, decide di intraprendere un'indagine per omicidio premeditato. Un'indagine ostacolata però dai colleghi, desiderosi di chiudere in fretta il caso, dai testimoni, che in troppi hanno motivo di mentire, e dallo stesso Lucchesi che, col suo carattere impossibile e il suo pericoloso attaccamento all'alcol, ancora una volta riesce a finire in pasto alla Disciplinare. Sarà la bravissima ispettrice Lucia Anticoli a portare avanti l'indagine in sua vece, e a salvarlo da se stesso…

Il contrario di uno

18 racconti e un poemetto in versi. Cinque sono apparsi nella piccola raccolta I colpi dei sensi (Fahrenheit 451, Roma 1993) . Una partitura a segmenti narrativi per raccontare come “il due è contrario di uno”. “Questa notizia che – dice De Luca – contrasta con l’aritmetica è l’esperienza di questi racconti. Da un cordone di madre ai due nodi in vita di una cordata in montagna si svolge l’avventura di un solitario che si imbatte nella forma del due. È una rivelazione non sacra, e neppure profana.” Una donna entrata in una fredda stanza a portare l’inatteso calore della contemporaneità dei corpi, un padre pittore fedele alla sua pittura, al suo “pollice arlecchino”, una suora in paziente attesa accanto alle membra debilitate del suo assistito, una fanciulla borghese in camicia bianca e gonna blu davanti al ciclostile “della rivoluzione”. Tante emergenze umane, tante forme in cui si dichiara contraddetta la solitudine, la remissività, la morte. Fra la memoria di una generazione che per la prima volta “a diciott’anni non veniva presa per la collottola e sbattuta in guerra contro un’altra gioventù chiamata nemica” e i molti episodi che hanno ribadito la ricerca esistenziale e politica di una felicità condivisa si desta l’immagine-chiave del libro, un uomo e una donna in cordata che escono dalla nube addensata intorno al pilastro di roccia che stanno scalando: “Siamo quasi fuori, anche se non si vede la cima. Siamo due; non il doppio ma il contrario di uno e della sua solitudine sufficiente. La corda s’ammucchia sopra i piedi, lei si avvicina e io le guardo il nodo stretto in vita. Non per controllare se è a posto, ma per affetto verso un’alleanza di corda. ‘Che stai guardando?’ dice la sua voce. ‘Guardavo il tuo nodo.’ Se lo controlla: ‘È a posto, no? Si può sapere che pensi?’ ‘Al numero due,’ rispondo”.
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### Sinossi
18 racconti e un poemetto in versi. Cinque sono apparsi nella piccola raccolta I colpi dei sensi (Fahrenheit 451, Roma 1993) . Una partitura a segmenti narrativi per raccontare come “il due è contrario di uno”. “Questa notizia che – dice De Luca – contrasta con l’aritmetica è l’esperienza di questi racconti. Da un cordone di madre ai due nodi in vita di una cordata in montagna si svolge l’avventura di un solitario che si imbatte nella forma del due. È una rivelazione non sacra, e neppure profana.” Una donna entrata in una fredda stanza a portare l’inatteso calore della contemporaneità dei corpi, un padre pittore fedele alla sua pittura, al suo “pollice arlecchino”, una suora in paziente attesa accanto alle membra debilitate del suo assistito, una fanciulla borghese in camicia bianca e gonna blu davanti al ciclostile “della rivoluzione”. Tante emergenze umane, tante forme in cui si dichiara contraddetta la solitudine, la remissività, la morte. Fra la memoria di una generazione che per la prima volta “a diciott’anni non veniva presa per la collottola e sbattuta in guerra contro un’altra gioventù chiamata nemica” e i molti episodi che hanno ribadito la ricerca esistenziale e politica di una felicità condivisa si desta l’immagine-chiave del libro, un uomo e una donna in cordata che escono dalla nube addensata intorno al pilastro di roccia che stanno scalando: “Siamo quasi fuori, anche se non si vede la cima. Siamo due; non il doppio ma il contrario di uno e della sua solitudine sufficiente. La corda s’ammucchia sopra i piedi, lei si avvicina e io le guardo il nodo stretto in vita. Non per controllare se è a posto, ma per affetto verso un’alleanza di corda. ‘Che stai guardando?’ dice la sua voce. ‘Guardavo il tuo nodo.’ Se lo controlla: ‘È a posto, no? Si può sapere che pensi?’ ‘Al numero due,’ rispondo”.

Contraccolpo

L’ex agente del SAS britannico Nick Stone si è ritirato in Svizzera e sta meditando di sposare Silky, che ignora la sua vera identità. Ma anche lui non sa molte cose di lei. All’improvviso, Silky scompare. Qualche ricerca, e Nick scopre che è andata in Congo al seguito di un’organizzazione umanitaria per aiutare le vittime dei massacri che avvengono in quel Paese. Nick c’è già stato nel 1985 per addestrare le truppe di Mobutu contro i ribelli e conosce la ferocia di cui quegli uomini sono capaci. Adesso la situazione è ancora più drammatica: da un anno l’Esercito di resistenza del Signore (LRA), in cui sono stati arruolati anche dei bambini, terrorizza e uccide la popolazione per impadronirsi delle miniere e nessuno sembra riuscire a fermare l’eccidio. Nick non può far finta di niente: parte per raggiungere Silky. E questa volta non dovrà affrontare soltanto i pericoli e le insidie di una nuova missione: dovrà fare i conti con il proprio passato, con gli innocenti che molti anni prima non è riuscito a salvare e il cui ricordo, come un tormento, bussa alla porta della sua coscienza. Ma perché Silky è andata proprio in Congo? Chi si nasconde dietro questa realtà che impedisce ai bambini di restare bambini? Chi vuole mettere le mani sul metallo più quotato alla Borsa di Londra? Purtroppo nulla è come sembra, e Nick scoprirà gente spietata e corrotta, disposta a tutto per il dio denaro.

Il conto delle minne

“Il conto delle minne dev’essere pari: due seni, e due dolci, per ogni fanciulla” non si stanca di ripetere nonna Agata alla nipote Agatina mentre impastano le cassatelle a forma di seno, le minne appunto, per la festa della santa di cui entrambe portano il nome. Ma la vita è imprevedibile e il seno, morbido viatico di gioia e nutrimento, può celare in sé anche la malattia e il disamore: i conti, allora, potrebbero non tornare¿ Lo imparerà Agatina, crescendo, nutrita dei racconti della nonna che, nella grande cucina, rievocava la storia di due famiglie siciliane e delle loro donne fiere o meschine, timide o focose. Per ciascuna di loro le minne che portano sul petto hanno un significato speciale: grandi o quasi assenti, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o ammalorate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità, dell’orgoglio, dello straordinario potere di queste donne o della sottomissione alle dure leggi del mondo maschile.

Il contesto

Racconta Sciascia che cominciò a scrivere questo romanzo come un ‘divertimento’ – e presto gli si trasformò fra le mani in qualcosa di terribilmente serio. In un paese non nominato eppure a noi tutti familiare, una successione di assassinii e di funerali ufficiali scandisce la vita pubblica. Con assoluta chiarezza, ma su un fondo tenebroso, si disegna in questa storia la fisionomia di un anonimo protagonista, quel potere che – nelle parole di Sciascia – ‘sempre più digrada nella impenetrabile forma di una concatenazione che approssimativamente possiamo dire mafiosa’. ”Il contesto” apparve nel 1971 (ma fu scritto prima dell’omicidio Scaglione, tenne a precisare Sciascia) e venne accolto dalla critica con malcelato imbarazzo. Oggi riconosciamo in esso il primo rendiconto sobrio e veritiero di un’Italia da cui pare che nessuno sappia come uscire.
(source: Bol.com)