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Mutandine di chiffon

Perché “retribuite”, queste memorie? Perché, salvo due o tre eccezioni, sono state scritte su richiesta di vari giornali, settimanali, riviste, libri bisognosi di prefazione, e naturalmente pagate. Non si tratta quindi di un’autobiografia o di una confessione alla maniera di Alfieri o Rousseau. Mi chiedevano qualcosa sulla mia prima sigaretta, sul turpiloquio dei bambini, sui castelli piemontesi, perché mai avessi lasciato l’alta cultura per andarmi a occupare di fantascienza e fumetti, quali fossero stati i miei rapporti con Italo Calvino, Franco Lucentini, Pietro Citati, e così via. Tutto molto occasionale, casuale e, come accade nella vita di tutti, con milioni di cose non dette, lasciate fuori. Ma non ho certo dimenticato le tante amiche e i tanti amici che mi hanno aiutato e confortato nel corso degli anni e che considero la mia più grande fortuna. Quanto alle mutandine, figurano solo nel titolo, cui non ho saputo rinunciare. Nel libro non ce ne sono, non c’è gossip, non ci sono rivelazioni piccanti né ricordi maliziosi (anche se, volendo…). C.F.

La musica sveglia il tempo

“Questo non è un libro per musicisti o per non-musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire le corrispondenze fra musica e vita, e la saggezza che diventa comprensibile all’orecchio pensante. Tali scoperte non sono privilegi riservati ai musicisti di grande talento che fin dalla più tenera età ricevono un’educazione musicale, né una torre d’avorio o un lusso riservato ai ricchi; sono convinto che sviluppare l’intelligenza dell’orecchio sia una necessità fondamentale”. (Daniel Barenboim)

La musica salva la vita

Venezuela: uno dei posti al mondo dove vivere è più difficile, tra crimine e povertà. Tre membri della popolazione urbana su dieci vivono nei barrios, baraccopoli dove manca tutto. Eppure nel paese, oggi, sono 350 mila i bambini e ragazzi a rischio che attraverso la musica trovano un senso alla vita, un riscatto sociale, spesso una professione. A volte, diventano essi stessi star internazionali, come è accaduto a Gustavo Dudamel, Diego Matheuz, Edicson Ruiz. È il miracolo del Sistema, creato da José Antonio Abreu nel 1975 a Caracas, e da lì esteso a ogni angolo del Venezuela e poi a tutto il mondo. Nel 2012 sono 285 le scuole di musica sparse per il paese latinoamericano; si comincia a giocare con le note già a due anni, e poi ci sono i corsi nelle carceri e le iniziative dirette ai portatori di handicap. Soprattutto, ci sono infinite orchestre, cori, gruppi, per imparare a suonare ma anche per crescere. Grazie a generosi sostegni soprattutto pubblici, il Sistema può contare su una rete capillare di orchestre per bambini e giovani, in cui l’educazione musicale è completamente gratuita (compresi strumenti, spartiti e, se necessario, cibo e vestiti). E sta diventando un modello non solo per i paesi in via di sviluppo. Claudio Abbado ha annunciato che intende portare in Italia il “Sistema”.Questo libro racconta la storia di José Antonio Abreu, un grande visionario, ma anche di un modello artistico, educativo e sociale valido a tutte le latitudini: la storia di un’utopia realizzata, fatta di tante storie e di mille volti.
(source: Bol.com)

Musica nera

Versilia, 1967. Mentre lo scenario internazionale è dominato dalla Guerra Fredda e dall’escalation americana in Vietnam, l’Italia si gode i frutti della ripresa economica. Il benessere è diffuso, la 500 e le vacanze al mare sono ormai alla portata di quasi tutti, nei juke-box impazzano Gianni Morandi e Caterina Caselli. Eppure, lungo il litorale turistico di Viareggio, qualcuno sembra molto, molto lontano da questo clima di euforia collettiva. Si tratta di un gruppo di donne in nero che, sul pontile del Cinquale, si ritrova ogni sera per guardare il mare, in silenzio. Le nota Bruno Arcieri, venuto al funerale di un vecchio amico, un ufficiale della Marina militare morto per un’apparente disgrazia in un fosso inquinato pieno di schiuma. Ma sarà il jazz della sua giovinezza, suonato dalla misteriosa tromba di un musicista che è come emerso dall’abisso del tempo, a condurlo in una trappola mortale, a cui sfugge in modo inspiegabile. Proprio per darsene ragione e per trovare le radici remote di varie morti – quattro bambini uccisi dai nazifascisti nel 1944, un faccendiere italiano legato ad ambienti poco chiari dei servizi segreti, l’equipaggio di un mini-sommergibile lasciato morire negli abissi Arcieri condurrà un’indagine privata destinata a scoperchiare un intrico di trame eversive e di interessi privati di assoluto cinismo, che sporcano l’Italia del 1945 come quella vacanziera del boom economico.
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Musica dura

Sulle colline di Hollywood, in fondo a una strada sterrata viene ritrovata una Rolls. Nel baule il cadavere di Tony Aliso, produttore cinematografico di quart’ordine, un uomo ambiguo la cui morte turba ben poco gli animi. Tutto fa pensare che si tratti di un delitto di mafia, le modalità dell’omicidio, la posizione del corpo, il portafogli ancora nella tasca della vittima. Ma Harry Bosch, detective della polizia di Los Angeles, sa che le apparenze spesso ingannano.
Mentre la sua vita privata va in pezzi, le indagini lo costringono a spostarsi da Hollywood a Las Vegas, la grande Disneyland del deserto, tra casinò e squillo di lusso, giocatori disperati e criminali astuti, tra piste che si intrecciano e finiscono fatalmente in un vicolo cieco.
Travolto da una girandola di sentimenti che gli scavano il cuore, Bosch sa che dovrà spingersi al di là di ogni evidenza, di ogni certezza…

(source: Bol.com)

La musica di Pitagora. La nascita del pensiero scientifico

Benché Pitagora e il suo famoso teorema siano universalmente noti, sulla sua vita, il suo pensiero e la storia della scuola da lui fondata le notizie sono vaghe. Ciò si deve in larga misura all’atmosfera di segretezza che avvolgeva il suo circolo. La scoperta fondamentale attribuita ai pitagorici è l’intuizione che alla base della natura ci sono relazioni matematiche e che l’universo è razionale. Tale assunto, nonostante la varietà delle interpretazioni, ha dato un importante contributo allo sviluppo scientifico, fornendo strumenti e stimoli a Copernico, Galileo e Keplero, ed è sopravvissuto in qualche forma fino a oggi. Kitty Ferguson restituisce ora nuova vita a uno dei più misteriosi sapienti dell’antichità.

La musica della notte

È una mattina d’inverno del 1777 a Vienna quando Franz Anton Mesmer, il medico forse più noto della città, scende le scale che dagli alloggi notturni conducono alle stanze in cui esercita la professione. Fuori è buio pesto e fa freddo. Cinque minuti alla tastiera della glassarmonica, giusto qualche accenno di Mozart, Haydn o Gluck, sarebbero forse il modo migliore di cominciare la giornata. Ma Mesmer ha fretta di raggiungere il suo studio. Lo attende una visita importante, forse la più importante della sua carriera: deve esaminare la figlia cieca del funzionario imperialregio Paradis.
Della nuova paziente ha sentito dire tutto e il contrario di tutto. Che è brutta. Che è bella. Compresa nel suo dolore. Che si veste in modo poco adatto. Che suona il pianoforte meglio di quanto canti. Che ha una cataratta completa. Che finge soltanto di essere cieca. Solo su un punto sono tutti concordi: all’Imperatrice la ragazza sta enormemente a cuore dal giorno in cui, nella chiesa di corte degli Agostiniani Scalzi, ha cantato e suonato al suo cospetto commuovendola oltre ogni misura.
Per Mesmer, è chiaro, la giovane Paradis rappresenta un’occasione unica. Una volta accolta a corte, infatti, la sua figura di medico cesserebbe d’incanto di essere così controversa, e il suo metodo, la trasmissione del fluidum, la materia più fine che ha l’universo, attraverso l’uso di magneti e l’imposizione delle mani, sarebbe accettato da ministri e segretari, cameriere e valletti, padri e figli, e da tutte le fanciulle del Paese.
Il tempo di preparare lo studio, di sentire una carrozza arrivare e Mesmer si trova al cospetto del Segretario di corte e di Maria Theresia Paradis: una bambola pallida, imbellettata di cera, con una parrucca che sovrasta tutti, una drammatica cascata di pieghe nell’abito celestiale, gli occhi chiusi, la voce attutita come se fosse avvolta nella lana, il volto che assomiglia a un nido abbandonato da tempo.
Riuscirà Franz Anton Mesmer, medico tedesco in Vienna, genio per alcuni e ciarlatano per altri, a guarirla?
Romanzo intriso di magia letteraria e storia, *La musica della notte* indaga, con l’ammaliante melodia della sua prosa, la vicenda vera dell’incontro tra la più raffinata pianista della Vienna di fine Settecento e Franz Anton Mesmer, lo scopritore del magnetismo animale ammirato da Mozart, Kleist e Olov Enquist e considerato da molti il precursore della psicanalisi.

La musica della notte

Sarah Connolly ha sempre avuto ben poco dalla vita. Ma ora il destino sembra offrirle la via d’uscita che merita: lasciare i vicoli di Londra per le calli di Venezia, al seguito di una famiglia ricca seppur enigmatica. E l’enigma più grande non si fa attendere: Sebastian Grimsthorpe, lord Wortham, un uomo che si cela nell’ ombra alla ricerca del riscatto da un passato di tradimento e violenza. Sarah è forse la sola donna in grado di comprendere il suo tormento. Di certo, l’unica pronta ad amarlo

La musica della città vivente

Il tema della città e stato più volte sfruttato in fantascienza, da quelle volanti di James Blish a quelle del lontano futuro di Clifford Simak.
Ma nessuno, prima di John Shirley, aveva esplorato con tanta efficacia il mito della città vivente, organismo tipico del XX secolo e dintorni. Se le città hanno davvero un’anima, è possibile che sia maligna? E ammesso che si tratti di organismi senzienti, è concepibile che il rock sia l’equivalente della loro musica delle sfere? Lo scoprirà il lettore in questo thriller metropolitano ante-litteram, il libro che alla fine degli anni Settanta consacrò John Shirley come uno dei più promettenti autori di fantascienza moderna.
Copertina di Marco Patrito

La musica dell’isola

Il libro narra la storia dell’incontro tra una donna e un clochard, entrambi amanti di musica classica. Il rapporto si interrompe improvvisamente fino a una misteriosa apparizione sull’isola di San Giulio, sul lago d’Orta, una notte di Natale.
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La musica del silenzio

Gli uccelli che volano alti su Huañape, con i quali ammirare il tramonto del sole, i leoni marini che si rotolano sulla sabbia dorata, i delfini, con cui è possibile organizzare gare di velocità sulle onde…il mondo di Antonio è sempre stato questo. Ma ora è giunto il momento di lasciare l’incantata isola natìa nel Pacifico meridionale e affrontare la civiltà: ma convenzioni e pregiudizi di quest’ultima vogliono ingabbiare il giovane in una vita non sua, sfruttandone le doti e la generosità. Antonio, però, saprà ben vedere dove si trovano l’autenticità e la felicità.

(source: Bol.com)

La musica del sangue

Vergil Ulam, ricercatore dei Genetron Labs, sta lavorando segretamente alla produzione di nuclei intelligenti di materia cellulare, capaci di evolversi e di apprendere con straordinaria rapidità. Ma quando Ulam infrange le regole di sicurezza e viene licenziato, si rifiuta di distruggere il frutto delle sue ricerche e decide di iniettarsi nel sangue le colonie cellulari. Sarà quindi il primo di un incredibile processo di mutazione e trasformazione, i cui limiti non sono facilmente immaginabili perché è subito chiaro che questa forma di intelligenza virale può assorbire e riplasmare qualsiasi essere vivente.
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La musica del caso

Un’eredità imprevista determina una svolta nella vita di Jim Nashe, il protagonista della Musica del caso. Jim molla il lavoro, lascia sua figlia e, alla guida di una fiammante Saab 900, vagabonda per un anno intero avanti e indietro attraverso l’America. Sempre casualmente incontra Jack Pozzi, un giovanissimo giocatore d’azzardo, reduce da una rocambolesca avventura notturna. Con ciò che resta dell’eredità di Nashe i due decidono di portare avanti il progetto di Pozzi: battere a poker Flower e Stone, due miliardari per caso (hanno vinto una grossa somma con un biglietto della lotteria). Ma le cose non vanno nel modo sperato.
Così quello che sembrava essere un classico romanzo on the road, con un eroe che attraversa l’America sconfinata, si trasforma in un altro tipo di avventura: un romanzo sull’azzardo, e sul potere sconfinato del Caso.

(source: Bol.com)

Musica dalla spiaggia del paradiso

Una mattina d’estate, un gruppo di ospiti di un campeggio non lontano da Stoccolma si risveglia in mezzo al nulla. Ogni cosa è stata cancellata, gli alberi, il lago, gli scogli e il chiosco, è tutto scomparso. Intorno ai villeggianti increduli – dieci persone, un cane e un gatto – c’è solo una landa desolata, ricoperta da un prato perfettamente rasato e sovrastata da un cielo blu e senza sole, così uniforme da apparire artificiale. Ogni contatto con la realtà è interrotto. Non rimane che il segnale di una misteriosa stazione radiofonica, che trasmette senza sosta le canzoni di Peter Himmelstrand, uno dei più noti cantautori svedesi di musica leggera. Musica pop a ripetizione, Abba in testa. Com’è possibile che queste persone siano finite lì con le loro roulotte? Sono state spostate oppure è la realtà a essere svanita? In questo luogo surreale, capace di scatenare le reazioni più violente e irrazionali, ogni adulto si troverà a fare i conti con gli spettri del passato. Sovvertendo gli schemi classici della “camera chiusa” della letteratura del terrore, Lindqvist non intrappola i suoi personaggi in uno spazio angusto e senza via d’uscita, ma li cala in un luogo sconfinato e senza ostacoli, da cui tuttavia è impossibile fuggire. Perché non esiste un altrove se non l’abisso altrettanto minaccioso della coscienza. Agorafobico e metafisico, Musica dalla spiaggia del paradiso si spinge nei recessi più oscuri della psiche umana, dove conflitti irrisolti e traumi insuperati prendono corpo e reclamano spietati il proprio pegno di sangue.

Muses

Quando scappa da Roma diretta a Londra, coperta di tatuaggi e piercing, Alice sente che la sua vita potrebbe cambiare per sempre. Ha appena scoperto di essere stata adottata, ma per lei questa notizia è quasi un sollievo. Cresciuta con un padre violento e una madre incapace di esprimere il proprio affetto, ora Alice deve scoprire le sue radici e l’eredità che le ha lasciato la sua vera famiglia. Decisa, risoluta, ribelle, è una violinista esperta ed è dotata di una voce straordinaria. Ed è proprio questa voce a guidarla verso la verità: le antiche nove Muse, le dee ispiratrici degli esseri umani, non si sono mai estinte. Camminano ancora tra noi. I loro poteri si sono evoluti. E Alice è una di loro. La più potente. La più indifesa. La più desiderata da chi vorrebbe sfruttarne gli sconfinati poteri per guidare gli uomini, forzarli se necessario, fino alle conseguenze più estreme. Ma un dono così può scatenare l’inferno. E sta per accadere.

La mummia

Terrificante e divertente, una favola di passione e di paura che mescola le antiche suggestioni dell'antico Egitto allo spirito di avventura di ndiana Jones. Una bizzarra spedizione di giovani archeolgi americani scopre, nel deserto del Sahara, nella misteriosa citta "dei morti", la tomba di una creatura spaventosa dotata di poteri sovraumani: la mummia, che sembra decisa ad ogni costo a riportare in vita la sua amata fatta uccidere tremila anni prima…ne sortisce un duello mozzafiato fra i giovani americani e il morto vivente in una natura ostile e insidiosa: Una giostra di fughe e inseguimenti, di colpi di scena e di terrore. Ispirato al bellissimo fil omonimo, un classico dell'orrore velato di humor e romanticismo: una lettura che entusiasmerà tutti i ragazzi curiosi che non hanno paura di niente…o quasi.