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Padre Ricco Padre Povero

Padre ricco padre povero vi insegnerà a:
* eliminare la convinzione che occorre uno stipendio alto per diventare ricchi
* Non pensare più che la casa sia un attivo
* Dimostrare ai genitori che il sistema scolastico non fornisce una preparazione economico-finanziaria
* Spiegare una volta per tutte la differenza tra attivi e passivi
* Insegnare ai vostri figli come conseguire il successo economico

La Pace Mancata

Fra il gennaio 1919 e quello del 1920, a Parigi si decise il destino del mondo. Al termine del grande conflitto che secondo la promessa wilsoniana avrebbe dovuto ‘porre fine a tutte le guerre’, in un momento decisivo per un possibile riscatto dopo anni di atrocità, i leader delle quattro potenze vincitrici si riunirono nella capitale francese per discutere i termini della pace: ridisegnare i confini politici e stabilire gli equilibri dell’Europa e del mondo.

La trattativa, che avrebbe dovuto creare un ordine fondato sulla giustizia e il rispetto dei diritti dei popoli, non seppe dare al continente, e al mondo, un assetto per quanto possibile giusto e pacifico. Ai vinti vennero imposte dure condizioni, spesso a scopo vendicativo e sotto la minaccia di continuare ad affamare la popolazione civile. Sulle rovine degli imperi sconfitti nacquero nuovi Stati, in cui si affermarono i nazionalismi più gretti, sorsero problemi insolubili e numerose guerre locali. Le decisioni prese in relazione alla Germania sconfitta, contornata da piccoli Stati con forti minoranze tedesche, contribuirono in maniera determinante alla salita al potere di Hitler. Il presidente Wilson, che volle rappresentare il proprio paese al tavolo delle trattative senza essere un diplomatico, né tantomeno possedere alcuna esperienza di negoziati internazionali, complicò ulteriormente la già ingarbugliata situazione postbellica, finalizzando la Conferenza di pace alla costituzione della Società delle Nazioni, alla quale gli stessi Stati Uniti non aderirono.

Franco Cardini e Sergio Valzania ripercorrono in questo libro i fatti occorsi a Parigi in quell’anno fondamentale per la storia mondiale, le vicende che precedettero e seguirono la firma dei trattati di pace con i paesi sconfitti. La Conferenza di Parigi del 1919 per i suoi protagonisti – il presidente Woodrow Wilson e i primi ministri Lloyd George, Clemenceau e Orlando – fu l’occasione mancata di stabilire un giusto ordine internazionale. I quattro leader ebbero nelle loro mani il destino del mondo, un potere e una responsabilità mai avuti prima, ma costruirono una pace che non ha funzionato, una ‘pace mancata’, uno dei fallimenti più importanti e decisivi del secolo scorso.

(source: Bol.com)

L’ossessione identitaria

È doveroso richiamare l’attenzione sulle conseguenze pericolose e sui guasti ai quali si va incontro quando a essere rivendicate sono le identità – religiose, etniche o culturali – e le loro pretese di conservazione e purezza. È ciò che fa Remotti in questo libro, mettendo in discussione non solo l’utilità, ma anche la stessa coerenza logica del concetto di identità. Alessandro Cavalli, “L’Indice”
«Identità è una parola avvelenata. Il veleno contenuto in questa parola così nitida e bella, così fiduciosamente condivisa, di uso pressoché universale, può essere tanto oppure poco, talvolta persino impercettibile e quasi innocuo. Ma anche quando è impercettibile, la tossicità è presente in numerose idee che la parola contiene e, accumulandosi, può manifestarsi alla lunga, in maniera inattesa e imprevista. Perché e in che senso identità è una parola avvelenata? Semplicemente perché promette ciò che non c’è; perché ci illude su ciò che non siamo; perché fa passare per reale ciò che invece è una finzione o, al massimo, un’aspirazione. Diciamo allora che l’identità è un mito, un grande mito del nostro tempo.»
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### Sinossi
È doveroso richiamare l’attenzione sulle conseguenze pericolose e sui guasti ai quali si va incontro quando a essere rivendicate sono le identità – religiose, etniche o culturali – e le loro pretese di conservazione e purezza. È ciò che fa Remotti in questo libro, mettendo in discussione non solo l’utilità, ma anche la stessa coerenza logica del concetto di identità. Alessandro Cavalli, “L’Indice”
«Identità è una parola avvelenata. Il veleno contenuto in questa parola così nitida e bella, così fiduciosamente condivisa, di uso pressoché universale, può essere tanto oppure poco, talvolta persino impercettibile e quasi innocuo. Ma anche quando è impercettibile, la tossicità è presente in numerose idee che la parola contiene e, accumulandosi, può manifestarsi alla lunga, in maniera inattesa e imprevista. Perché e in che senso identità è una parola avvelenata? Semplicemente perché promette ciò che non c’è; perché ci illude su ciò che non siamo; perché fa passare per reale ciò che invece è una finzione o, al massimo, un’aspirazione. Diciamo allora che l’identità è un mito, un grande mito del nostro tempo.»

Osservazioni sulla filosofia della psicologia

Wittgenstein concluse la prima parte delle “Ricerche filosofiche” nel 1945. A partire dal 1946, si concentrò sui temi della filosofia della psicologia, accumulando le osservazioni che compongono questo volume, apparso nel 1980. Esse vanno lette, per un verso, in parallelo con la seconda parte delle “Ricerche”, dove alcune di queste note andarono a confluire. Ma, per altro verso, esse valgono come indicazione delle nuove vie cercate da Wittgenstein negli ultimi anni, anche al di là delle “Ricerche”. In piena evidenza apparirà in questi scritti una certa impronta antropologica, se con essa intendiamo la convinzione che i problemi della teoria della conoscenza – a cui Wittgenstein aveva dedicato tutta la sua vita – non possano essere affrontati senza considerare quei «binari fissi su cui corre tutto il nostro pensiero». È questo il Wittgenstein paziente, minuzioso, acutissimo, che non parla soltanto di logica ma dei nostri sentimenti elementari – dal dolore alla sorpresa – e del modo in cui li esprimiamo correntemente, non stancandosi mai di individuarvi cose che rimangono da capire. Il presupposto di questo Wittgenstein estremo, per noi oggi particolarmente affascinante, è che «la malattia del pensiero deve seguire il suo corso naturale» – e di fronte a essa il filosofo deve contare soltanto su una «lenta guarigione».
(source: Bol.com)

Gli ospiti paganti

«**GRANDISSIMO, MAESTOSO ROMANZO. È COSÌ CHE SI SCRIVE!**» **STEPHEN KING** 
«*Gli ospiti paganti conferma il talento superbo della Waters, insuperata testimone letteraria di epoche perdute e vite segrete.*»
**The Times **
«*Come accade con tutti i romanzi della Waters, verrete stregati da ogni pagina… Invano ho cercato di trovare anche un sola cosa negativa da dire su questo libro.*»
**Financial Times **
«*Con Gli ospiti paganti Sarah Waters ha scritto sia una bella storia d’amore, sia un romanzo psicologico cupamente ricco di suspance… il lettore dovrà affrontare un giro sulle montagne russe che lo lascerà letteralmente senza fiato.*»
**The Washington Post **
«*Se ne è accorto Stephen King, ammiratore entusiasta della Waters, la cui prosa avanza (come in King) con un’incrollabile ricchezza di tensione e di azione*»
**la Repubblica – Leonetta Bentivoglio**
«*Sarah Waters è una delle migliori narratrici viventi.*»
**The Indipendent **
«*Sarah Waters immerge il lettore nella vita londinese del dopoguerra… E, alla fine, la sua bella rievocazione storicca, ricca dell’atmosfera del tempo, cede il passo a una domanda più universale: cosa fai tu per amore?*»
**The Economist **
«*Un intreccio magistrale di crimine, vita domestica e passione romantica.*»
**Los Angeles Times **
Londra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di giovani sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell’appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un’intimità con estranei a cui le due donne non sono abituate. Lo scenario cambia velocemente, e molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio. Con la maestria narrativa che l’ha già consacrata al successo di pubblico e critica, Sarah Waters imbastisce un racconto avvincente sulla passione amorosa, i desideri inconfessati e le loro travolgenti conseguenze. Un romanzo raffinato, che inserisce nell’affresco di un’epoca storica personaggi destinati a rimanere nel cuore e nella memoria del lettore, così vivi, così autentici nella loro drammatica brama di felicità.
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### Sinossi
«**GRANDISSIMO, MAESTOSO ROMANZO. È COSÌ CHE SI SCRIVE!**» **STEPHEN KING** 
«*Gli ospiti paganti conferma il talento superbo della Waters, insuperata testimone letteraria di epoche perdute e vite segrete.*»
**The Times **
«*Come accade con tutti i romanzi della Waters, verrete stregati da ogni pagina… Invano ho cercato di trovare anche un sola cosa negativa da dire su questo libro.*»
**Financial Times **
«*Con Gli ospiti paganti Sarah Waters ha scritto sia una bella storia d’amore, sia un romanzo psicologico cupamente ricco di suspance… il lettore dovrà affrontare un giro sulle montagne russe che lo lascerà letteralmente senza fiato.*»
**The Washington Post **
«*Se ne è accorto Stephen King, ammiratore entusiasta della Waters, la cui prosa avanza (come in King) con un’incrollabile ricchezza di tensione e di azione*»
**la Repubblica – Leonetta Bentivoglio**
«*Sarah Waters è una delle migliori narratrici viventi.*»
**The Indipendent **
«*Sarah Waters immerge il lettore nella vita londinese del dopoguerra… E, alla fine, la sua bella rievocazione storicca, ricca dell’atmosfera del tempo, cede il passo a una domanda più universale: cosa fai tu per amore?*»
**The Economist **
«*Un intreccio magistrale di crimine, vita domestica e passione romantica.*»
**Los Angeles Times **
Londra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di giovani sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell’appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un’intimità con estranei a cui le due donne non sono abituate. Lo scenario cambia velocemente, e molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio. Con la maestria narrativa che l’ha già consacrata al successo di pubblico e critica, Sarah Waters imbastisce un racconto avvincente sulla passione amorosa, i desideri inconfessati e le loro travolgenti conseguenze. Un romanzo raffinato, che inserisce nell’affresco di un’epoca storica personaggi destinati a rimanere nel cuore e nella memoria del lettore, così vivi, così autentici nella loro drammatica brama di felicità.
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Orgoglio greco

Leandro Zagorakis ha strappato la dolce Millie a una vita normale e ne ha fatto la sua sposa, calandola poi nel proprio mondo dorato. Stretta fra le sue forti braccia, avvolta da meravigliosi abiti e preziosi gioielli, Millie si era illusa che nulla avrebbe potuto toccarli. Invece… Così, sconvolta dal peggiore tradimento che una donna possa subire, decide di lasciare il marito dopo due soli mesi di matrimonio. Ma non ha fatto i conti con l’orgoglio di Leandro. E con la verità.

(source: Bol.com)

Orazioni (Classic Reprint)

Excerpt from Orazioni
L’una e l’altra era, sì: di quel morto, e d’ogni vivente.
E quando ella rifece, immobile nella bara, lo stesso cammino per andare a conoscere quel che in vita mai non aveva voluto conoscere: il riposo, tutta una popolazione in dolore seguiva il suo corpo inani. Mato.
About the Publisher
Forgotten Books publishes hundreds of thousands of rare and classic books. Find more at www.forgottenbooks.com
This book is a reproduction of an important historical work. Forgotten Books uses state-of-the-art technology to digitally reconstruct the work, preserving the original format whilst repairing imperfections present in the aged copy. In rare cases, an imperfection in the original, such as a blemish or missing page, may be replicated in our edition. We do, however, repair the vast majority of imperfections successfully; any imperfections that remain are intentionally left to preserve the state of such historical works.
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Orange is the new black. Da Manhattan al carcere: il mio anno dietro le sbarre

Piper ha venticinque anni e si è trasferita da poco a Manhattan. Ha una bella casa, un fidanzato che la adora, sta costruendo una nuova rete di amicizie e ha una marea di progetti di lavoro e di vita. Ma un passato che sembra lontanissimo è ormai pronto a riscuotere il conto sul suo futuro. Il gesto di una ragazzina ribelle che anni prima si era imbarcata per amore e spirito di avventura in una situazione più grande di lei si tramuterà in una condanna definitiva a quindici mesi di detenzione in una prigione federale, e da lì in poi nulla sarà più come prima. Così Piper diventa la detenuta #11187-424. Intorno a lei non c’è più un mondo di opportunità e amore ma la società più varia, disgraziata, cinica, crudele, gerarchica, pettegola. E capace di farla sentire sola come non è mai stata, pur non essendo mai sola un istante. Eppure, un giorno dopo l’altro, imparando a conoscerne i linguaggi e i meccanismi, questo mondo si scopre anche popolato da grandi storie di dolore e solidarietà tra donne che, pur oltre l’ultima ragionevole soglia di speranza, sanno essere cariche di un’umanità senza filtri, capace di sorprendere per tenerezza, simpatia e coraggio. Memoir autobiografico del periodo di detenzione realmente vissuto da Piper Kerman nel carcere di Danbury, è diventato una serie tv di Netflix che ha scioccato e diviso l’opinione pubblica in America e nel mondo.
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L’Ora Più Buia

Il caposquadra dei THIRDS Sebastian Hobbs e il medico legale capo Hudson Colbourn sono innamorati ora tanto quanto lo erano quasi sette anni fa, quando un tragico evento sul lavoro ha distrutto la loro relazione. E in tutto questo tempo, ogni volta che hanno cercato di riavvicinarsi, qualcosa li ha sempre divisi. Quando Hudson attira l’interesse di pericolosi nemici, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione, Seb non desidera altro che proteggere l’uomo che per lui significa ancora tutto.

Mentre eventi che mettono a rischio la loro vita, un futuro incerto e verità sorprendenti attirano ancora una volta Hudson e Seb l’uno verso l’altro, i due devono fare una scelta: fidarsi del loro amore e trarre forza da ciò che condividono, o perdere quello che conta di più, stavolta per sempre.

(source: Bol.com)

L’Ora Di Agathe

In una cittadina francese degli anni Quaranta, uno psicanalista fa il conto alla rovescia, con puntiglio maniacale, delle ore che lo separano dalla pensione. Scapolo e senza amici, la sua vita si divide tra lo studio, dove ascolta svogliatamente i pazienti fingendo di prendere appunti mentre disegna caricature di uccelli, e la casa d’infanzia in cui ancora abita e si rintana dal mondo, origliando dai muri la vita del vicino che non ha mai visto. Qualcosa cambia quando una giovane tedesca di nome Agathe insiste per essere presa in cura da lui. Costretto ad accettarla suo malgrado e nonostante l’imminente ritiro, il medico scopre che dietro quell’aspetto fragile si nasconde una donna forte, sagace, pronta a scavare nel suo passato per affrontare il trauma inconfessabile che le ha imbrigliato l’esistenza. Una donna che lo affascina e lo sfida cogliendo in lui quel male di vivere che li accomuna e li lega in un’intesa sottile. Una paziente capace di girare lo specchio e invertire i ruoli, obbligando lui, lo psichiatra a fine carriera, il vecchio disilluso, a guardare dentro la sua stessa infelicità e a mettere in discussione, solo ora e per la prima volta, la sua vita. Scrittrice e psicologa, Anne Cathrine Bomann realizza un romanzo che dalla sua delicatezza e finezza empatica trae un fascino peculiare. «L’ora di Agathe» è il racconto di una tardiva quanto fervida educazione sentimentale, il diario di una lotta interiore tra il desiderio di intimità con gli altri e con il mondo e la paura di perseguirlo, una storia che ci costringe a rallentare il ritmo, ad affinare i sensi e i pensieri, trascinandoci dolcemente nel percorso dei due protagonisti, inseguendo la speranza di essere sempre in tempo per ricominciare.

Opere italiane. Trionfi-Rime

Nell’edizione delle *Opere italiane* di Petrarca diretta da Marco Santagata, petrarchista di fama internazionale, *Trionfi e Rime estravaganti* sono corredati di un ricchissimo commento. Del *Codice degli abbozzi* invece si dà l’edizione critica. Particolarmente ampi gli indici e la bibliografia, a cura di Vinicio Pacca e Laura Paolino.
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Opere Filosofiche. Vol. III

Filosofo vissuto nella Grecia del 300 a.C. e passato alla storia come il filosofo dell’immanenza, Aristotele è stato una delle menti più innovative, prolifiche e influenti del mondo antico. Le sue opere di pensiero escono oggi per Utet anche in un’inedita versione digitale arrichita di un apparato critico, accessibile in modalità ipertestuale. Nel terzo volume si trovano gli scritti relativi alla fisica, alle questioni etiche e alla Grande Etica.

L’operaio

L’operaio apparve in Germania nel 1932, un anno prima dell’avvento di Hitler, suscitando entusiasmo, furore e scandalo. Mentre i più tardi capolavori di Jünger filtrano nel lettore una cristallina magia che fa emergere spazi atemporali, L’operaio affonda il coltello dell’analisi negli olocausti incandescenti della Prima guerra mondiale e nella tregenda socio-economica del dopoguerra, assumendo le sembianze di un saggio politico. È un equivoco curiosamente simile a quello in cui incorsero i lettori di Machiavelli. L’operaio è cosí poco legato al momento storico in cui fu scritto, e tanto meno alle scelte politiche della Germania in quegli anni, da risultare per metà interamente smentito dal corso degli eventi, e per l’altra metà paurosamente profetico. La tecnica, che lo spirito liberal-borghese del XIX secolo credeva docile e dominabile, strumento di progresso e democrazia, è invece forza mortifera che trasforma e distrugge. L’individuo borghese e romantico ne è stato stritolato. Suo successore più degno sarà l’operaio, figura svincolata da ogni connotato di classe o di stato sociale, che dominerà la tecnica trasformandola in forza costruttiva. Qualità eccezionale del libro è la riduzione a zero di ogni ideologia. Per Jünger, l’operaio è l’unica figura che possa avere con il mondo un rapporto non utilitario o consolatorio, ma reale. A un mondo ancora dominato da forze informi, egli imporrà il dominio della forma. Anzi, l’operaio è la forma superiore. L’analisi di un rapporto reale impone a Jünger assoluta verità, e perciò crudeltà. Per questo, L’operaio è uno dei libri più crudeli del nostro secolo.

(source: Bol.com)

L’operaio : dominio e forma

Apparso in Germania nel 1932, “L’operaio” è uno dei testi più discussi e profetici di Junger. Un saggio politico di grande energia e straordinaria lucidità, in cui la figura dell’operaio assurge a dimensione mitica come intreprete supremo del mondo moderno e delle forze che esso sprigiona.

Op-Center

Tra le due Coree, per una serie di attentati, la tensione sale alle stelle; 30.000 soldati americani rischiano di essere spazzati via dalle truppe nordcoreane, ma la situazione sarà risolta da un organismo che ufficialmente non esiste: l’Op-Center.
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L’Onore Della Sposa (Saga Della Sposa Vol. 2)

Pest, 1876.
Liselotte Nilsson raggiunge la cugina in Ungheria, ospite a casa di ricchi borghesi e, fuori dal suo ambiente, in palese difficoltà linguistica, cerca conforto nella scherma, passione coltivata fin dall’infanzia. Inaspettatamente, s’imbatte in un tenace e valido avversario…
Nel frattempo il mondo attorno all’idillio matrimoniale di Ann e Ivan continua a girare.
I personaggi noti evolvono e vengono osservati da occhi e prospettive differenti, mentre l’arazzo complessivo si amplia di nuove voci e nuove situazioni, in una sinfonia poliedrica e variegata, ricca di contrappunti, in cui l’Amore, nelle sua varie e diverse forme, non tutte positive, non tutte romantiche, ma tutte reali, è il vero protagonista.
L’Onore della Sposa è il secondo volume della Saga della Sposa, una serie di romanzi epistolari a narrazione corale che accompagnano i numerosi personaggi, nella loro evoluzione personale e familiare, per tutta la seconda metà del XIX secolo, fra i fasti dell’Impero Russo, la notte artica di Svezia, le danze sfrenate della Puszta, passando per la perfida Albione, fino al selvaggio West.
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### Sinossi
Pest, 1876.
Liselotte Nilsson raggiunge la cugina in Ungheria, ospite a casa di ricchi borghesi e, fuori dal suo ambiente, in palese difficoltà linguistica, cerca conforto nella scherma, passione coltivata fin dall’infanzia. Inaspettatamente, s’imbatte in un tenace e valido avversario…
Nel frattempo il mondo attorno all’idillio matrimoniale di Ann e Ivan continua a girare.
I personaggi noti evolvono e vengono osservati da occhi e prospettive differenti, mentre l’arazzo complessivo si amplia di nuove voci e nuove situazioni, in una sinfonia poliedrica e variegata, ricca di contrappunti, in cui l’Amore, nelle sua varie e diverse forme, non tutte positive, non tutte romantiche, ma tutte reali, è il vero protagonista.
L’Onore della Sposa è il secondo volume della Saga della Sposa, una serie di romanzi epistolari a narrazione corale che accompagnano i numerosi personaggi, nella loro evoluzione personale e familiare, per tutta la seconda metà del XIX secolo, fra i fasti dell’Impero Russo, la notte artica di Svezia, le danze sfrenate della Puszta, passando per la perfida Albione, fino al selvaggio West.