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Pinneggiando Nei Mari Italiani

Questo atlante della flora e della fauna, frutto di anni di studio e della passione degli autori per il mondo marino, ha come obiettivo di mettere in risalto la complessa biodiversità dei mari italiani e di farne conoscere le meraviglie. Il volume descrive oltre 650 specie, dalle alghe ai mammiferi, ed è preceduto da un’introduzione sui principali ambienti presenti lungo le coste italiane, dalla superficie alle maggiori profondità, in un’alternanza di aree sabbiose, ciottolose e rocciose, caratterizzate da habitat marini peculiari, come per esempio il coralligeno. Per maggiore facilità, i mari italiani sono stati suddivisi in nove settori biogeografici, considerando come confini le aree di transizione che variano in conseguenza delle variazioni climatiche. Inoltre, si è ritenuto importante riportare le varie convenzioni internazionali, che salvaguardano le specie e gli ambienti in cui vivono. Ogni capitolo è suddiviso in una parte introduttiva, in cui i Phyla descritti hanno figure esplicative dell’anatomia degli organismi, e in una sequenza di schede su ogni specie. A sua volta la scheda di ogni specie è strutturata in descrizione, habitat, distribuzione e note legislative. Il testo è corredato di numerose fotografie nelle cui didascalie sono apposti, quando necessario, simboli che indicano se la specie è protetta, pericolosa, soggetta a raccolta regolamentata o aliena. Completano il volume un utile glossario, una bibliografia e sitografia di riferimento e un dettagliato indice analitico.

(source: Bol.com)

Pilota di Stuka

Come spesso accade durante una guerra, in particolare nelle forze aeree, spesso si sentono fare i nomi dei piloti sul fronte opposto. Ma, incontrarli in seguito, è raro. Alla fine di questa guerra alcuni di noi hanno avuto l’opportunità d’incontrare vari famosi piloti dell’aeronautica militare tedesca, che fino ad allora erano stati, appunto, solo dei nomi per noi. Ora, 7 anni dopo, alcuni dei nomi mi sfuggono, ma ricordo bene Galland, Rudel e un pilota tedesco della caccia notturna di nome Mayer. Visitando il Central Fighter Establishment a Tangmere, nel giugno del 1945, per un paio di giorni e incontrando alcuni dei loro omologhi della Royal Air Force siamo stati in grado di scambiare opinioni su tattiche aeree e sugli aerei, sempre un argomento coinvolgente per noi piloti. Una coincidenza che ha divertito tutti noi, se posso essere scusato per questo aneddoto, si è verificato quando Mayer stava parlando con il nostro celebre pilota da caccia Brance Burbidge, il quale scoprì che Brance lo aveva abbattuto sul proprio aeroporto una notte mentre stava girando in attesa dell’opportunità buona per atterrare. Essendo stato prigioniero in Germania per la gran parte della guerra, avevo sentito parlare di Hans Ulrich Rudel. Le sue gesta sul fronte orientale con il suo bombardiere in picchiata sono state di tanto in tanto pubblicizzate dalla stampa tedesca. Fu quindi con grande interesse che gli parlai quando arrivò nel giugno 1945. Non molto tempo prima del suo arrivo, Rudel aveva perso un arto proprio sotto al ginocchio, come descrive in questo libro. All’epoca di questa visita, il grande pilota della R.A.F., Dick Atcherley, era il comandante a Tangmere. Altri che stavano lì erano Frank Carey, Bob Tuck (che era stato prigioniero di guerra in Germania con me), “Razz” Berry, Hawk Wells e Roland Beamont (ora capo collaudatore alla English Electric). Tutti noi abbiamo sentito la necessità di cercare di ottenere una gamba artificiale per Rudel. Ci è spiacque molto perché non fummo in grado di procurargliene una, giacché, nonostante l’ingessatura e le misure necessarie, si scoprì che la sua amputazione era troppo recente per la realizzazione e il montaggio d’una gamba artificiale e, dunque, fummo costretti, con riluttanza, a rinunciare alla nostra idea. Credo che noi tutti leggiamo con maggiore interesse un’autobiografia scritta da una persona che abbiamo incontrato, anche solo per poco tempo, rispetto a quella scritta da uno sconosciuto. Questo libro di Rudel è un resoconto di prima mano della sua vita nelle forze aeree tedesche per tutta la guerra, soprattutto a est. Non sono d’accordo con alcune delle conclusioni che egli trae, né con alcune delle sue riflessioni. Dopo tutto, io mi trovavo dall’altra parte. Il libro non è ampio nella sua visione, perché è limitato alle attività d’un uomo – e di un uomo coraggioso – il quale condusse la guerra con singolare determinazione. Tuttavia, egli getta una luce interessante sui suoi nemici sul fronte orientale, ossia i piloti dell’aeronautica militare russa. Questa è forse la parte più interessante dell’intero libro. Sono felice di aver potuto scrivere questa breve prefazione al libro di Rudel, dal momento che anche se l’ho incontrato solo per un paio di giorni, egli è, a tutti gli effetti, un gentiluomo e gli auguro buona fortuna. Colonnello Douglas Bader, D.S.O., D.F.C.
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Piccolo manuale di guerriglia urbana

Il “Piccolo manuale di guerriglia urbana” è l’opera più nota del rivoluzionario brasiliano Carlos Marighella. In questo saggio, conciso e ben leggibile, egli sviluppò metodologie, regole e principi della guerriglia urbana da applicare alla lotta armata contro la dittatura brasiliana degli anni ’60. Dopo che Marighella fu ucciso dalla polizia politica brasiliana in un agguato nel 1969, questo testo fu pubblicato clandestinamente e diffuso in tutto il mondo, ottenendo un clamoroso successo nonostante la censura imposta da molti Stati.
(source: Anobii.com)

Piccolo manuale di Arduino. Il cuore della robotica fai da te

Avete sentito parlare di Arduino e del suo fantastico mondo? Sapete che con Arduino potete creare piccoli robot e progetti interattivi originali, ma non sapete da che parte cominciare? Ecco il libro che fa per voi. Questo manuale vi accompagnerà alla scoperta di questo progetto open source che non smette di raccogliere consensi in tutto il mondo. Scoprirete come è fatto Arduino, esaminandone nel dettaglio la scheda. Quindi prenderete confidenza con l’ambiente di programmazione e vedrete come far dialogare Arduino con il mondo esterno e con il vostro computer, anche via Internet. Tutto questo senza dimenticare i consigli per gli acquisti, ovvero dove comprare e quale modello di Arduino scegliere. Infine creerete il vostro primo robot.
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Il pianeta nero

Il grande satellite artificiale – il Pianeta Nero – leva la sua sagoma colore della notte al centro dei Progetto Magellanco, come è stato battezzato il campo di costruzione e di prova, ,e ormai sta per essere lanciato negli spazi cosmici. Ma quante lotte sovrumane per giungere a questo momento, quanti odii, quante avversità! Nel momento più importante della sua storia, l’uomo ancora una volta sta per commettere l’errore fatale che la sua cecità e la sua superbia seminano lungo ogni passo della sua strada. E i missili radiocomandati, gli aerei supersonici, le bombe a razzo lanciate dai sottomarini emersi presso la costa della Calìfornia minacciano la partenza dei Pianeta Nero per l’infinito. Ma c’è il Magellanio, lo strano elemento dalla densità incredibile, il quale sente l’attrazione della compagna oscura di Sìrìo, permettendo alla fine al Pianeta Nero di tentare le vie dei cosmo. E c’è la grotta segreta, meravigliosa, entro la cerchia del Progetto Magellano, col suo laghetto dalle acque tiepide, dove Susan si bagnerà un giorno, prima che l’incubo spaventevole abbia inizio… Serratò, incalzante, avvincente, li Pianeta Nero narra avventure che non riguardano il lontano futuro e indaga in una scienza che non è materiata di fantasia, ma fonda il suo pregio narrativo su una realtà che è già possibile, una realtà che forse sta già avvenendo… Perché Pianeta Nero? Da un verso di George Meredith, che dice, pressappoco: “Ora il Pianeta Nero gettò la sua ombra sulle nevi, e alle stelle, che son la mente dei cielo, guardò e cadde.”
Copertina di Curt Caesar

Pescemangiacane

Un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po. È qui che uccide le sue vittime con un macabro rituale e le fa ritrovare con la testa infilata nella sabbia. A indagare sugli omicidi sono il magistrato Federica Della Lovere, bella e grintosa, e il burbero maresciallo Barillà, del Cta, il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente di Milano. E sullo sfondo, il grande fiume malato, il “cocaine river” nelle cui acque si concentra tutta la cocaina consumata nell’Italia settentrionale. Un fiume depredato e sfruttato: dai furti sistematici di sabbia alle discariche abusive nelle golene, dai rifiuti tossici alle secche che danneggiano le colture, fino alle piene, ogni anno più terrificanti e disastrose. E poi ancora i ricordi della gente del fiume, e le parole di un vecchio pescatore che ha negli occhi la piena del 1951 e nelle mani una canna per catturare il pesce siluro, il nuovo Marlin del Po.
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Le Persone Sensibili Sanno Dire No

“Era da tempo che non sottolineavo un libro con tanta foga” Chiara Gamberale Vi è difficile ritagliarvi del tempo per voi? Vi sentite invasi? Dopo il grande successo di Le persone sensibili hanno una marcia in più, Rolf Sellin offre una nuova guida indispensabile, con consigli concreti, per ridisegnare i propri confini e perché l’attenzione verso gli altri e la tendenza ad assecondarli non si trasformi in una gabbia che impedisca di rispettare se stessi. È facile dire o sentirsi dire: “Stabilisci dei limiti!”, ma farlo non lo è affatto, soprattutto se si è persone sensibili e attente ai bisogni degli altri. Rolf Sellin spiega finalmente le ragioni per cui spesso non riusciamo a riconoscere i nostri limiti e a fissare giusti confini nella pratica: farlo, infatti, non è solo questione di volontà. Richiede allenamento! E una convinzione: “Buone recinzioni fanno buoni vicini”. Sellin propone metodi concreti e di comprovata efficacia, a livello mentale, comunicativo, fisico e soprattutto energetico, che aiutano a sviluppare la nostra capacità di autodeterminazione senza sensi di colpa. Perché rispettare i nostri limiti e saper dire no serve a noi, ma spesso anche agli altri.

(source: Bol.com)

Persi E Ritrovati

Aveva promesso di non lasciarmi mai. Ma, quando avevo avuto più bisogno di lui, è stato esattamente ciò che ha fatto…
Dalle due delle autrici più vendute, Sloane Kennedy e Lucy Lennox, arriva un’emozionante nuova serie, dove uno scherzo del destino può cambiare ogni cosa…
Aveva promesso di non lasciarmi mai. Ma, quando avevo avuto più bisogno di lui, è stato esattamente ciò che ha fatto…
La guida escursionistica Xander Reed ha passato quindici anni a cercare di dimenticare la notte in cui, nel momento più difficile della sua vita, si era rivolto al suo migliore amico, solo per scoprire che il ragazzino che gli aveva promesso di stare sempre dalla sua parte gli stava voltando le spalle. Tremila chilometri e quindici anni dopo, si è costruito una nuova vita in un luogo tranquillo ai piedi delle Montagne Rocciose. Dovrebbe essere abbastanza per togliersi dalla mente il ricordo di Bennett Crawford, ma le vecchie ferite sono dure a rimarginarsi e, quando Bennett riappare all’improvviso in quanto membro della spedizione che lui dovrebbe capeggiare, le cicatrici si riaprono.
Avevo sempre e solo desiderato proteggere Xander da altri dolori. Non avevo mai pensato che dovesse essere difeso proprio da me…
Bennett Crawford ha dovuto affrontare una scelta impossibile la notte in cui il suo migliore amico gli ha chiesto aiuto. E ha preso quella sbagliata.
In qualità di unico erede di una delle famiglie più abbienti del New England, avrebbe dovuto avere il mondo ai suoi piedi, ma perdere il suo migliore amico alla giovane età di quattordici anni ha cambiato tutto. E benché Bennett sia riuscito a nascondersi dietro una maschera di contentezza e abbia preso posto accanto al padre alla guida dell’azienda di famiglia, dentro di sé sta cercando quella parte che è andata persa la notte in cui Xander Reed è uscito dalla sua vita. L’unica ancora di salvezza di Bennett è il suo lavoro con un gruppo di ragazzini di città e, quando gli viene data la possibilità di mostrare loro che esiste un mondo molto più vasto ad attenderli là fuori, se hanno il coraggio di farsi avanti, la sfrutta.
Ma quando scende dal pullman, per una settimana che avrebbe dovuto essere di solo divertimento e avventura, viene catapultato nel passato non appena scopre che la loro guida altri non è che il ragazzino che ha lasciato andare così tanti anni prima. Solo che il ragazzo insicuro e dall’animo dolce che conosceva non esiste più e, al suo posto, c’è un uomo amareggiato e ombroso che non è interessato a offrire seconde possibilità.
Le persone se ne vanno. Adesso lo so, e nulla di ciò che Bennett ha da dirmi cambierà qualcosa…
Tutto ciò che Bennett desidera è mostrare a Xander che la loro amicizia era solo l’inizio. Ma quando questi si rifiuta di ascoltarlo, si rende conto che dovrà giocare sporco.
Perché ora che lo ha ritrovato, non lo lascerà andare una seconda volta…

Un Perfetto Libertino (I Romanzi Classic)

Anna è figlia di Rebecca Wrayburn, regina del demi-monde londinese. Una compagnia di cortigiane che mal si addice al carattere di Anna! Una sera, durante un ricevimento della madre, la ragazza si imbatte in Maximilian Dane. Max, che ha saputo da poco della morte del fratello e di aver ereditato il titolo di visconte, è affascinante, ma completamente ubriaco. La conversazione è talmente accattivante che lui le propone il matrimonio, giurando di farsi vivo nei giorni seguenti, ma poi scompare nel nulla. Solo quattro anni dopo Anna ritrova quel giovane che le aveva fatto battere il cuore così ardentemente, e nonostante le convenienze

Il perdente radicale

Con la forza intellettuale e l’acume che lo hanno reso celebre, Enzensberger disegna il profilo del perdente radicale di ogni tempo. Ieri il combattente nazista, oggi il terrorista islamico. Colui che ha resuscitato la tradizione del nichilismo autolesionista, amalgamando istanze religiose, politiche e sociali in una strategia di distruzione a vasto raggio. Contro l’America, contro il capitale internazionale, contro il sionismo, contro gli infedeli. Perché il perdente radicale non conosce la soluzione del conflitto, il compromesso. E quanto più è assurdo il suo progetto, tanto più fanaticamente lo persegue. Come era accaduto con Hitler, il suo vero obiettivo non è la vittoria ma lo sterminio, non è il controllo ma il dissolvimento, non è la vita ma il suicidio collettivo e la fine con orrore. Convinto della propria superiorità e animato da cieco vittimismo, l’islamista chiede a gran voce rispetto per sé senza riconoscerlo agli altri. Riservando solo alla propria minoranza di eletti la salvezza da un mondo che condanna alla morte.
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Perché non siamo il nostro cervello. Una teoria radicale della coscienza

Come diceva il poeta Novalis, alla base di ogni grande disciplina scientifica si annida una sorta di mito fondatore che motiva la ricerca ma rischia di cristallizzarsi in una gabbia intellettuale. Nel caso delle attuali neuroscienze il mito per eccellenza è che la coscienza sia qualcosa che sta nella nostra testa e che noi possiamo comprendere solo “guardando” dentro il cervello. Ma così si perde ogni connessione del cervello con il resto del mondo e si resta schiavi del dogma cartesiano che vedeva la coscienza come “qualcosa che accade” solo entro il soggetto. Alva Noë, invece, l’intende come “qualcosa che facciamo” interagendo con l’ambiente circostante. Si tratta di una proposta “provocatoria e stimolante, che costringerà esperti e largo pubblico a rivedere qualunque ortodossia in fatto di mente”, come ha osservato Daniel Dennett: una proposta che non mira solo a riqualificare vecchi problemi della filosofia, ma ad aprire nuove strade alla pratica scientifica.
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Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo. Tra Fede e Scienza

Fin troppo spesso si sente dire che il mondo della scienza e quello della religione sono in completa opposizione e che non condividono alcuna esperienza o caratteristica in comune. Nulla potrebbe essere più falso di queste affermazioni secondo Antonino Zichichi, che in questa sua ultima opera ci mostra come la ricerca scientifica e l’esperienza religiosa abbiano in comune molto più di quanto si possa pensare. Allo stesso modo in cui nessun grande scienziato del passato si è mai dichiarato nemico della religione, non esistono prove concrete per affermare l’antitesi di questi due campi dell’esperienza umana. Per Zichichi semplicemente attuano la loro ricerca su campi molto diversi dell’esperienza, ma accomunati dalla medesima tendenza a ricercare la verità e migliorare la condizione dell’essere umano.

Per Vendetta

Alexander Castillo, prigioniero nei sotterranei di Villa Rafòn, è sottoposto ai viziosi capricci e ai soprusi di Conchita, una donna perversa e senza scrupoli.
Finalmente gli si prospetta l’occasione di fuggire tramite l’ignara Adela che, con un inconsapevole atto di bontà, lo salva regalandogli la libertà.
Alexander da quel momento in poi avrà un solo obiettivo: la vendetta.
Adela, che dovrebbe essere una nemica giurata, inspiegabilmente riesce a suscitare in lui solo una folle attrazione. Non voluto e ostacolato, tra i due si insinuerà un sentimento forte che li attrarrà facendoli precipitare in un vortice di passione senza fine.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
Lettura consigliata a un pubblico adulto
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### Sinossi
Alexander Castillo, prigioniero nei sotterranei di Villa Rafòn, è sottoposto ai viziosi capricci e ai soprusi di Conchita, una donna perversa e senza scrupoli.
Finalmente gli si prospetta l’occasione di fuggire tramite l’ignara Adela che, con un inconsapevole atto di bontà, lo salva regalandogli la libertà.
Alexander da quel momento in poi avrà un solo obiettivo: la vendetta.
Adela, che dovrebbe essere una nemica giurata, inspiegabilmente riesce a suscitare in lui solo una folle attrazione. Non voluto e ostacolato, tra i due si insinuerà un sentimento forte che li attrarrà facendoli precipitare in un vortice di passione senza fine.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
Lettura consigliata a un pubblico adulto

Il pensiero cinese

Opera capitale e innovatrice, sia per la sostanza sia per il metodo, ”Il pensiero cinese” è il libro della piena maturità di Marcel Granet, dove vengono a confluire e ad amplificarsi i risultati delle sue geniali ricerche. Il lettore non vi troverà soltanto una storia del pensiero cinese, ordinata per date e autori: ben più ambizioso è il compito che Granet si è scelto. Con questo libro – si può ben dire per la prima volta – un sinologo ha provato, con straordinaria felicità, a ricostruire una per una le categorie in cui il pensiero cinese si è manifestato, superando così, audacemente, il limite più grave che incontriamo anche nelle più attendibili storie della filosofia cinese, per esempio in quella di Forke: e cioè di essere pur sempre una sorta di ritraduzioni del pensiero cinese nel linguaggio filosofico che ci è familiare dalla nostra tradizione. Non solo: applicando con conseguente radicalismo la teoria sociologica della scuola di Durkheim, e soprattutto le formulazioni di Marcel Mauss, Granet non ha ritenuto possibile di dar conto del pensiero cinese senza seguirlo in atto nei più minuti e oscuri aspetti della vita sociale e dell’etichetta, nei presupposti cosmologici e mitologici, e infine nei tanti travestimenti in cui la infida storia cinese ha fatto ricomparire per secoli sempre la stessa serie di princìpi fondamentali. Una rete speculativa immensa si tesse in questo libro, dove le vite dei grandi pensatori, spesso così elusive e sottratte a ogni certezza, si intrecciano con i particolari di un rito, con una antica metafora, con la figurazione di una danza arcaica; dove la musica occupa altrettanto spazio della morale, e anzi spesso vediamo l’una illustrare l’altra; dove alla teoria dei numeri è dedicata una memorabile analisi che forma da sola quasi un libro a parte, analisi che rivela per la prima volta la fisionomia della sottilissima numerologia cinese, scienza qualitativa più che quantitativa, antitetica alla nostra matematica; dove, infine, Lao tseu e Confucio, i due più famosi pensatori della Cina, vengono presentati non tanto come capiscuola di opposte dottrine filosofiche, quanto come due costanti nella fenomenologia del pensiero cinese, sicché la loro opera ci appare, più che come l’irripetibile costruzione di un singolo, come una sorta di ricettacolo dove il fondo stesso del pensiero cinese arcaico si è raccolto e si è dato due forme complementari. Questo libro è valso anche a dimostrare come, più che in ogni altra delle grandi civiltà, in quella cinese i diversi piani, filosofico, religioso e sociale, fossero, in origine, pressoché indistinguibili: Granet è riuscito a darci della Cina arcaica una immagine totale. Uscita nel 1934, e accolta dal silenzio delle riviste specializzate, quest’opera fu così giudicata qualche anno dopo da un altro grande sinologo, J.J.L. Duyvendak: ‘Si possono senz’altro rimproverare a questo libro certe stravaganze, ma esso appartiene in ogni caso a quanto di più splendido sia stato scritto sul pensiero cinese’. In anni più recenti, Joseph Needham, la massima autorità fra i sinologi viventi, ha definito il libro di Granet ‘a suo modo un’opera di genio’. Oggi ”Il pensiero cinese” è universalmente ritenuto come un’opera classica: ma si tratta di un classico ancora in buona parte da scoprire, carico di suggerimenti, suggestioni e ipotesi sorprendenti.

(source: Bol.com)