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Nessun indizio

Berlino, 1929. All’alba del nuovo decennio degli anni Trenta, a pochi anni dall’ascesa al potere di Adolf Hitler, la capitale della Germania attraversa un periodo di inattesa prosperità e rinascita culturale. L’ispettore Willi Kraus della Kriminal Polizei di Berlino, un ebreo tedesco eroe della Prima guerra mondiale, si trova alle prese con un mistero che rischia di gettare nel terrore l’intera città. Un sacco di tela, pieno di ossa bianche e perfettamente pulite, viene ritrovato casualmente all’interno di un cantiere, sbucato da una fognatura ostruita. Tutte le ossa appartengono a bambini, solo maschi. Nessun indizio sembra far luce sull’autore di un crimine così efferato, o sulle sue motivazioni, tranne una vecchia Bibbia, trovata nel sacco, nella quale è cerchiato un passo: Figli dell’ira. Mentre cominciano a manifestarsi i prodromi del più sanguinoso genocidio che la storia ricordi, per tentare di risalire al colpevole e arrestarne la furia omicida che arriva a minacciare la sua stessa famiglia, Willi Kraus si troverà a dover affrontare qualcosa di terribile, sondando i recessi più oscuri dell’animo umano.

Nero italiano

ROMANZO (225 pagine) – FANTASCIENZA – Un noir avvincente da un maestro della storia alternativa, in un’Italia degli anni Settanta in cui il fascismo è ancora al potereNel 1975 il regime fascista, retto dal successore di Mussolini Galeazzo Ciano, è ormai traballante. I regimi di destra nel mondo sono sempre meno, è necessaria una svolta politica, ma chi saprà imprimerla al Paese? I radicali del regime, nostalgici del pugno di ferro? I partiti politici borghesi, prima messi fuori legge e ora decisi a riprendersi il maltolto? I comunisti, forti del loro radicamento tra gli operai? Oppure il nascente Movimento Studentesco, incerto fra proposta politica e violenza? In questo contesto storico (alternativo) un giornalista televisivo e una giovane fascista scalano il potere, professionale e politico. Giampietro Stocco è nato a Roma nel 1961. Laureato in Scienze Politiche, ha studiato e lavorato in Danimarca per alcuni anni. Giornalista professionista in RAI dal 1991, è stato al GR2 e attualmente lavora nella sede regionale per la Liguria di Genova, la città dove risiede. Studioso e maestro del genere ucronia, ha pubblicato finora sette romanzi: “Nero Italiano” (2003) e il sequel “Dea del Caos” (2005), “Figlio della schiera” (2007), “Dalle mie ceneri” (Delos Books 2008), “Nuovo mondo” (2010), “Dolly” (2012), “La corona perduta” (2013). Da “Dea del Caos” il regista Lorenzo Costa ha tratto un adattamento per il palcoscenico che è stato messo in scena dal Teatro Garage di Genova nel 2006 e nel 2007. Nel 2006 ha vinto il premio Alien.

Il nero e l’argento

Questa è la storia di un amore giovane. Di una coppia felice e inesperta, spaventata di scoprire, giorno dopo giorno, le molteplici forme dell’abbandono. Perché anche le famiglie possono soffrire di solitudine, proprio come le persone. Ad accudire in silenzio tutte le incertezze, oltre a prendersi cura del loro bambino, ci ha sempre pensato la signora A. Per questo, quando arriva un male a portarsela via, si spalanca in casa un vuoto improvviso. Nora e suo marito devono ancora accorgersi che il coraggio della signora A., ormai, appartiene anche a loro. È dentro le stanze che le famiglie crescono: strepitanti, incerte, allegre, spaventate. Giovani coppie alle prime armi, pronte ad abbracciarsi o a perdersi. Come Nora e suo marito. Ma di quelle stanze bisogna prima o poi spalancare porte e finestre, aprirsi al tempo che passa, all’aria di fuori. «A lungo andare ogni amore ha bisogno di qualcuno che lo veda e riconosca, che lo avvalori, altrimenti rischia di essere scambiato per un malinteso». È cosí che la signora A., nell’attimo stesso in cui entra in casa per occuparsi delle faccende domestiche, diventa la custode di una relazione, la bussola per orientarsi nella bonaccia e nella burrasca. Con le pantofole allineate accanto alla porta e gli scontrini esatti al centesimo, l’appropriazione indebita della cucina e i pochi tesori di una sua vita segreta, appare fin da subito solida, testarda, magica, incrollabile. «La signora A. era la sola vera testimone dell’impresa che compivamo giorno dopo giorno, la sola testimone del legame che ci univa. Senza il suo sguardo ci sentivamo in pericolo». Ci sono molti modi per raccontare una storia d’amore. Paolo Giordano ha scelto la via piú sensibile: registrare come un sismografo le scosse del quotidiano, gli slanci e i dolori, l’incapacità e il desiderio. Solo un piccolo naufragio, il primo fra i tanti che una coppia si troverà ad affrontare.

Nero di luna

«Metà ghost story, metà noir. Da leggere.»la Repubblica su Nero di lunaEmilio Bettazzi, giovane scrittore di Firenze, va ad abitare in una grande casa di campagna che un suo caro amico, prima di morire, aveva preso in affitto. È convinto che su quelle bellissime colline del Chianti riuscirà a scrivere un romanzo. Ma fin dai primi giorni gli succedono strane cose. Sente le voci concitate di un litigio provenire da una villa che, a detta di tutti, è abbandonata da anni per via di una vecchia e terribile tragedia. Vede nella notte una sagoma umana mezza nuda che corre nei campi. E scopre che da tempo ci sono delle stragi di galline e conigli che nessuno sa spiegare, nemmeno i carabinieri. Spinto dalla curiosità ma anche dal desiderio di capire, e forse a suo modo di risarcire i fragili personaggi coinvolti nella vicenda, Emilio cerca di venire a capo di quei misteri, facendo domande, raccogliendo storie, scrutando volti e gesti, fino a spingersi di notte dentro la villa e nei boschi. Quello che scoprirà lo lascerà sbalordito, ma lo legherà per sempre a quei luoghi.

Nero come il cuore

Il contrasto tra i quartieri del lusso e quelli della miseria (come il contrasto tra Palazzo e Strada in Romanzo criminale ) è lo scenario delle avventure di Valentino Bruio. Bruio, un avvocato che dubita fortemente della legge, è nei guai. L’Ordine vuole levarselo di torno, di clienti nemmeno l’ombra. L’unico sarebbe un immigrato di colore che parla confusamente di un figlio in pericolo. Ma Bruio è stanco di «sfigati» e non gli dà retta. Quando scopre che l’uomo è stato ucciso, la sua crisi precipita. In coppia con Del Colle, poliziotto anomalo, inizia a modo suo una indagine che lo porta a conoscere i potenti Alga-Croce: la sensuale Giovanna e l’enigmatico vecchio patriarca Noè. Valentino è alle strette: una nuova vita con Giovanna o una, forse inafferrabile, verità? Un gioiello narrativo che svela senza pudore l’efferatezza che può nascondere il nostro Occidente.

Nero a Manhattan

Togliere di mezzo Robert Kelly, un anziano e solitario signore il cui unico passatempo consiste nel guardare e riguardare lo stesso vecchio film giallo, si direbbe un gioco da ragazzi per una coppia di veri professionisti come Haarte e Zane. Peccato che anche i lavoretti più facili a volte possano riservare imprevisti. In questo caso l’imprevisto si chiama Rune, ha vent’anni, è bella ed eccentrica, cambia lavoro con la stessa disinvoltura con cui cambia colore di capelli. E, soprattutto, è troppo curiosa e ostinata per tenersi lontano dai guai. È lei che, nella scalcinata videoteca del Greenwich Village in cui lavora, ha dato a noleggio a Kelly il solito film, “Nero a Manhattan”, che il vecchio stava guardando nel momento in cui, nel suo appartamento, è stato freddato con tre colpi di pistola. Ed è sempre lei – che con il vecchio ha stretto un’improbabile quanto sincera amicizia – a nutrire il sospetto che nei fotogrammi in bianco e nero di quella vecchia pellicola possa celarsi la chiave per svelare il mistero della sua morte. Rune si getta così in una pericolosa indagine privata, che, tra equivoci e scambi di persona, porterà alla luce la verità che si cela dietro un omicidio apparentemente inspiegabile. Con “Nero a Manhattan” Jeffery Deaver costruisce un intreccio intenso e d’atmosfera come un noir degli anni Quaranta, che avviene svelando il volto di una New York insolita e affascinante.

Il nemico: Serie di Jack Reacher

«Reacher mi cattura dalla prima pagina fino all’ultima. Tra gli scrittori di thriller, Lee Child per me è il numero 1.»Ken Follett«I suoi romanzi sono davvero straordinari.»Stephen King«Il miglior autore contemporaneo di narrativa crime.»Haruki Murakami«Dà un nuovo significato al concetto di page-tuner.»Michael Connelly«Lee Child ci sa fare con le parole. Sono un suo fan.»James PattersonSerie di Jack Reacher vol. 08Siamo nel 1990: il Muro di Berlino è caduto ed è finita un’era, non solo per i regimi comunisti ma anche per la macchina da guerra americana che di colpo si ritrova, mastodontica, senza un nemico da combattere. Il maggiore Reacher e molti valenti colleghi sono stati trasferiti in fretta, come se qualcuno presagisse un pericolo. E qualcosa in effetti accade. Un generale che avrebbe dovuto trovarsi in Germania muore d’infarto, in uno squallido motel vicino alla base di Reacher. E quando Reacher, insieme a Summer, giovane e avvenente collega di colore, si reca a casa della vedova per comunicare il tragico evento, trova un altro cadavere. Da quel momento gli avvenimenti precipitano: mentre Reacher indaga, qualcuno lo accusa formalmente per una rissa con i gestori di un night. L’accusa viene da un soldato delle forze speciali incontrato brevemente durante l’indagine, che in seguito viene trovato barbaramente ucciso all’interno della base. Nelle forze speciali molti sono convinti che il colpevole sia proprio lui, Reacher, e gli lasciano una settimana per risolvere il caso o pagarne le conseguenze. Consapevole di essere al centro di un grave complotto che rischia di fare di lui un comodo capro espiatorio, Reacher sfida tutto e tutti, aiutato solo da Summer. Si muove tra Europa e America, affronta un grave problema familiare e, alla fine, intuisce quale sia il volto del vero, nuovo nemico del suo paese. Ma saperlo è una cosa e provarlo un’altra. Una delle avventure più complesse e avvincenti di Jack Reacher, una storia che ci rivela retroscena e sfaccettature di un personaggio diventato ormai un punto di riferimento per chi ama la narrativa d’azione in tutto il mondo.La serie di Jack Reacher:Zona pericolosa Destinazione inferno Trappola mortale Via di fuga Colpo secco A prova di killer La vittima designata Il nemico Jack Reacher – La prova decisivaIdentità sconosciuta – Un’avventura di Jack ReacherUn passo di troppo Vendetta a freddo Niente da perdere I dodici segni L’ora decisiva Una ragione per morire La verità non basta Il ricercato Punto di non ritorno Personal Prova a fermarmi

Nemico senza volto

Als Virginia Quentin im Radio von dem Schiffsunglück vor der Hebrideninsel Skye hört, ahnt sie gleich, dass sie die Schiffbrüchigen kennt. Es handelt sich nämlich um ein deutsches Ehepaar, und Virginias deutsche Haushaltshilfe Livia war genau an diesem Tag mit ihrem Mann Nathan in See gestochen. Aus Mitgefühl für das nun gänzlich mittellose Paar bietet sie ihnen Unterkunft in ihrem Ferienhaus an. Doch Virginias Mann Frederic ist ganz und gar nicht erfreut über die Anwesenheit der Fremden. Seine instinktive Abneigung gegen Nathan, den attraktiven Mann Livias, lässt sich kaum übersehen. Ganz anders als Virginia, die sich vom ersten Augenblick an zu dem intellektuellen Abenteurer hingezogen fühlt. Da die Familie Quentin am nächsten Tag auf ihr Anwesen bei London heimkehrt, scheint das Ganze ein ärgerliches Intermezzo zu bleiben. Doch schon kurze Zeit später steht Nathan auch dort vor der Tür.
Inzwischen treibt ein pädophiler Serienmörder sein Unwesen in der Gegend. Nachdem bereits zwei kleine Mädchen ermordet aufgefunden wurden, bangen viele Eltern um ihre Kinder, so auch Virginia und Frederic, deren Tochter Kim gerade sieben Jahre alt geworden ist. Als Kim eines Tages nach der Schule tatsächlich verschwindet, beginnt ein nervenaufreibender Wettlauf mit der Zeit. Ein schrecklicher Verdacht keimt in Virginia auf, schließlich versucht sie, auf eigene Faust zu recherchieren.
Charlotte Link ist als Autorin hochspannender Bestseller in englischem Ambiente bekannt, und wird diesem Ruf auch mit ihrem neuen Roman auf schönste Weise gerecht. Sie verbindet eine ungewöhnliche Liebesgeschichte mit schockierenden menschlichen Abgründen zu einem raffiniert konstruierten Krimi. Der Leser begleitet dabei die Protagonistin auf einem steinigen Pfad zu sich selbst. So geht es hier letztlich um das Aufdecken und Bewältigen verborgener Traumata, und die Suche nach dem eigenen Weg — ganz wie im richtigen Leben. *–Ulrike Künnecke, Literaturtest*

Il nemico nascosto (eLit)

Quando Colin, il marito di Lucy, muore d’infarto a soli trentasei anni, lei prova il bisogno di dare un taglio netto e di ricominciare da capo con i suoi figli in un mondo completamente diverso. L’occasione le viene offerta da un vecchio amico di Colin, Sebastian Redwing, che le propone di comprare la fattoria in cui sua nonna, morta di recente, ha vissuto per sessant’anni. Tre anni dopo, Lucy ha realizzato, almeno in parte, il suo progetto. Ha ritrovato la serenità, ha avviato una fiorente agenzia di escursioni nella natura, vive una vita semplice ma piena. Tutto cambia,però, quando cominciano a verificarsi dei curiosi incidenti, tanto inspiegabili quanto inquietanti. Allora, Lucy è costretta a ricordare la promessa che Colin aveva preteso da lei, anni prima: se mai avesse avuto bisogno di aiuto,e lui non ci fosse stato più, si sarebbe dovuta rivolgere a Sebastian.Ma il misterioso, remoto, scorbutico Sebastian si rivelerà un uomo pericoloso, in molti sensi…

Nelle tempeste d’acciaio

NEL CENTENARIO DELLO SCOPPIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, IL LIBRO CHE LA RACCONTA. Ernst Jünger partecipò alla Prima guerra mondiale con i gradi di sottotenente della Wehrmacht. Il suo comportamento in prima linea lo rese leggendario: ferito quattordici volte, ricevette numerosi riconoscimenti al valore, compreso il più alto, l’Ordre pour le mérite. Portava sempre in tasca un taccuino su cui fissava con precisione gli avvenimenti. Da quelle note, in seguito all’insistenza del padre, si persuase a trarre un libro che avrebbe dovuto intitolarsi Il rosso e il grigio, in omaggio all’amato Stendhal e ai colori mesti e uggiosi della guerra in trincea; Jünger preferì alla fine l’immagine tratta da un poema medioevale islandese. Oggetto di ambigui entusiasmi negli anni Venti e Trenta, le Tempeste ci appaiono oggi la più agghiacciante testimonianza sulla Grande Guerra e l’espressione già perfetta della sovrumana capacità di osservazione di Jünger e della prosa fredda e cristallina che egli ha forgiato. Come scrive Giorgio Zampa nell’introduzione, «l’opera è omogenea: la sua cifra stilistica è unica, la sua coesione non viene mai meno… La tensione che traversa resoconti e cronache è costante, grazie a uno stile di tale perfezione che annulla se stesso… Le Tempeste appartengono al genere epico per disposizione naturale: l’autore si pone di fronte alla realtà e la restituisce, conferendole un’autonomia di cui solo l’epico è capace… In Stahlgewittern va veduto come un unicum nella letteratura del secolo: per essere senza antecedenti né seguito chiede di essere considerato al di fuori degli schemi della letteratura di guerra, di riferimenti solo ideologici e politici. Dare un giudizio su questo libro, che Jünger chiama il primo del suo Vecchio Testamento («occhio per occhio, dente per dente») dopo aver letto (o non letto) i diari dell’ufficiale che compì il 6 agosto 1945 la sua missione su Hiroshima, non è agevole. Le Tempeste figurano come un masso erratico nella discesa sterminata della letteratura europea.»

Nelle nebbie del gambero d’oro: la prima indagine del commissario Martini : giallo

Torna a grandi caratteri la prima indagine del commissario Andrea Martini. “A fare da scenario una Torino del 1933, anno dell’inaugurazione del primo tratto della nuova via Roma, con gli storici Caffè, negozi e trattorie. A fare atmosfera un autunno tra nebbie spesse, freddo pungente e qualche spruzzata di neve che colora di bianco il filo forte di una confermata probità narrativa” (Giovanni Tesio). Nebbie e delitti per l’ex commissario Martini secondo la tradizione del mystery. I delitti sono d’annata, le nebbie leggere, pericolose proprio come quelle della sua città natale, dove mantiene un quartierino in via Barbaroux, Contrada del Gambero d’Oro. Quando viene trovata morta una ragazza, indaga per solidarietà con la gente del Gambero…
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Nelle mani giuste

Dall’autore di Romanzo criminale un nuovo romanzo-affresco che getta una luce nera sull’epoca in cui siamo tuttora immersi. L’epoca segnata dalle stragi di mafia. Sotto il segno della convenienza, persone diverse, con progetti diversi, si ritrovano a essere le pedine di un disegno folle. O forse no. Si tratta di consegnare l’Italia nelle mani giuste. Delitti e passioni si intrecciano con bombe e affari. Una donna che doveva solo tradire trova il coraggio di amare. Mentre le vite e i destini si consumano, e la speranza si rifugia nel cuore stesso dell’inferno. In seguito, per quanto cercasse di frugare nella memoria, ripercorrendo passo passo i momenti di quella conversazione che non avrebbe esitato a definire “surreale”, in seguito Stalin Rossetti non sarebbe mai riuscito a determinare con esattezza la paternità dell’idea. Era stato lui a suggerirla o il mafioso? O ci erano arrivati insieme, ragionando con diligenza matematica sui pochi elementi di valutazione dei quali disponevano? O era stata la disperazione a impossessarsi delle loro menti? Sta di fatto che a un certo punto l’idea si materializzò. Aveva la forma inconfondibile della Torre di Pisa. Il riflesso cangiante della Cupola di San Pietro nelle meravigliose ottobrate romane. L’eleganza composta e distaccata della Loggia de’ Lanzi. Aveva il volto desiderabile della pura bellezza. Era la bellezza. La bellezza rovinata. La bellezza corrotta. Era l’Italia, in fondo.

Nelle mani di Dio

Mai accettare passaggi dagli sconosciuti, ma nemmeno dai colleghi, soprattutto se fai il poliziotto. È quanto si ripete l’ispettore Ferraro la sera che si ritrova per caso invischiato in un caso di omicidio. È il delitto che tutti hanno sognato almeno una volta nella vita: la vittima è la maestra di matematica. Ed è un delitto dalla soluzione quasi scontata: la scuola milanese in cui è avvenuto si trova al confine tra il quartiere “bianco” di Città Studi e quello “colorato” di via Padova. Fin troppo chiaro dove vada cercato il colpevole. Per tutti, tranne che per Ferraro, che a quella zona “colorata” appartiene: tra un bar cinese e un capannone islamico, va invece a caccia di una verità inattesa. E la trova… Gianni Biondillo mette in scena un ispettore Ferraro in splendida forma, che si muove tra un piccolo mondo scolastico sapientemente descritto nelle sue nevrosi e una Milano complessa, umana, piena di sorprese.

Nella terra di mezzo

L’ambientazione dei testi poetici di Erba è nella città di Milano, che fa da cornice attiva, capace di suscitare sensazioni molteplici. Una novità del libro è anche fornita dalla sua parte conclusiva, che è una scelta di versioni da un grandissimo poeta francese, Francois Villon.
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Nella mia fine è il mio principio

Nella mia fine é il mio principio Da sempre un’oscura maledizione grava sul Campo degli Zingari, un vasto terreno nel quale sono avvenute molte terribili disgrazie. Eppure, da quando l’ha visto, il giovane Michael Rogers non ha che un’idea in mente: acquistarlo, costruirvi sopra la casa dei sogni e andarvi ad abitare con la ragazza che ama. Un desiderio apparentemente irrealizzabile, vista la povertà nella quale versa Michael. Ma un colpo di fortuna é dietro l’angolo: la ragazza di cui si é innamorato si rivela una ricchissima ereditiera. Tutto sembra andare per il verso giusto e il ragazzo riesce a far costruire una splendida villa, sfidando l’oscuro presagio. Ancora una volta, tuttavia, sul Campo degli Zingari avviene un delitto…
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