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Oceani in fiamme

Doveva essere un semplice lancio di un satellite Nasa su un’orbita polare, ma qualcosa è andato storto e il satellite si è schiantato in una zona forestale nel cuore dell’Argentina. Ad aggravare l’incidente, c’è il fatto che il razzo fosse alimentato da un piccolo quantitativo di plutonio, racchiuso in un contenitore indistruttibile che va assolutamente recuperato, soprattutto perché riveste un grosso interesse per la spietata dittatura militare che si è imposta da un paio d’anni in Argentina. Bisogna assolutamente evitare che cada nelle mani sbagliate. C’è un solo uomo che può incaricarsi di questa missione segreta, ed è Juan Cabrillo, il comandante della Oregon, con la sua squadra di uomini iperaddestrati e pronti a tutto. Mentre setacciano l’area, Cabrillo e i suoi si imbattono in una bizzarra scoperta: i resti di un dirigibile risalente alla seconda guerra mondiale. All’interno, un corpo ormai mummificato e dei fogli, forse una mappa. È l’inizio di un’avventura che si ricollegherà alla drammatica storia di cinque fratelli che all’inizio degli anni Quaranta cercavano un tesoro e che trovarono la morte… Perché c’è un segreto che non deve venire alla luce, un segreto che potrebbe cambiare drammaticamente l’assetto del mondo.

Occulto Italia

Le sette non sono solo piccole comunità di persone deboli o disperate plagiate da un qualche ”santone”, come la stampa tende a presentarle. La realtà è ben diversa, e più pericolosa: non solo questi gruppi rovinano vite e famiglie, ma trovano agganci fra parlamentari, imprenditori, uomini di spettacolo e professori. Facendo della segretezza la propria cifra, organizzazioni di questo tipo sono riuscite a inserirsi in grandi istituzioni pubbliche e private, fino a raggiungere i vertici dello Stato. Docenti formati da Scientology insegnano ai nostri ragazzi con il benestare del governo; l’Ontopsicologia ha goduto dell’amicizia di Marcello Dell’Utri e per anni è stata indirettamente in affari con Fininvest; Damanhur controlla di fatto alcuni comuni piemontesi e allunga i propri tentacoli in Parlamento; il Movimento Umanista si è fatto partito e diffonde le proprie idee dalle fila dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro; la Soka Gakkai copre il dispotismo verso gli adepti con il volto buono del buddismo radical chic, e gode di testimonial eccellenti. Ricco di documenti inediti e testimonianze dirette, questo libro presenta la prima inchiesta sulle sette italiane, sabotandone l’arma più potente: l’omertà che le circonda.
(source: Bol.com)

L’occultista

Philadelphia 1923. Negli Stati Uniti imperversa la moda dell’occultismo e una rivista mette in palio 5000 dollari per chi fornirà prove inconfutabili di “manifestazioni medianiche”. Il ventitreenne Martin Finch, fresco laureato a Harvard, fa parte della commissione di scienziati che deve esaminare i presunti poteri paranormali. Sbugiarda con facilità un paio di truffatori, ma quando incontra Mina Crawley, moglie giovane e bella di un ricco medico della buona società di Philadelphia, le sue certezze cominciano a vacillare. Finch si trova di fronte lo spirito del fratello di Mina, morto nella Prima guerra mondiale, e le sue apparizioni portano alla luce i segreti del passato e del presente della donna. Soprattutto, Finch e la medium diventano amanti…
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L’occhio privato di Denver

Mary Williams è una studentessa dal sorriso affascinante e dai modi schivi. È stata adottata vent’anni prima, e ora per lei scoprire la verità sui propri genitori naturali è diventata una specie di ossessione. Johnny Lane è un investigatore privato di successo. Un piccolo ufficio, la bottiglia di whisky nel cassetto, tutti i casi brillantemente risolti. Tiene una rubrica sul giornale cittadino, dove racconta al grande pubblico i segreti del suo mestiere. Los Angeles anni Quaranta? No, Denver anni Duemila.
Quando Mary si presenta nel suo studio, il detective non ha esitazioni. Rifiutare un caso del genere non sarebbe nello stile di Johnny Lane: una ragazza semplice e bisognosa, tanto diversa dalla feccia con cui è costretto a misurarsi ogni giorno; un’indagine relativamente facile, ma i cui scopi sono così umani e condivisibili. Johnny accetta di seguire il caso gratuitamente: nel suo lavoro esistono ancora cose che non hanno prezzo.
Ma proprio in ciò che sembra elementare a volte si celano le insidie più pericolose. Quello che emerge nel corso dell’investigazione comincia a crepare l’immagine di Lane. Quando alla fine annuncia a Mary di aver trovato il suo padre naturale, questi si rivela un balordo che non ha nulla a che fare con lei e che cerca di violentarla. Tutte le persone coinvolte nel caso risvegliano in Lane dei ricordi pericolosi che credeva dimenticati, ma che ora stanno iniziando a fuoriuscire dal suo mondo in frantumi. E prima ancora di rendersi conto a pieno di ciò che sta accadendo, il detective si ritrova faccia a faccia con i fantasmi del suo passato, costretto in una spirale di menzogne da cui trapela una realtà molto diversa da quella che tutti credevano.
Violento, grottesco, allucinato, il romanzo di Zeltserman costituisce un’ardita sintesi del *nero* americano: un hard-boiled che si trasforma in un noir urbano, colorando il modello chandleriano delle tinte del migliore Jim Thompson.

Occhio nel cielo

Un’esplosione in un impianto nucleare scaglia otto persone in un universo impazzito in cui le leggi non sono più quelle conosciute, dove i miracoli esistono e si può volare in Paradiso appesi al manico di un ombrello, oppure si può far scomparire il mare o il cielo con la forza del pensiero, e dove una casa può trasformarsi in un mostro orrendo pronto a divorare i suoi abitanti. Come in una scatola cinese, i protagonisti attraversano una sorta di inferno dantesco popolato dai peggiori incubi della loro psiche, in un itinerario di scoperta e formazione. Scritto in sole due settimane agli inizi del 1955, “Occhio nel cielo” è un romanzo di estrema raffinatezza filosofica, che attinge a piene mani dall’ossessione maccartista, descrivendo il senso di inquietudine dei protagonisti in una società priva di illuminazione, nella quale regnano i sogni illusori conformi alle loro paure e desideri.
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L’occhio di Horus

Egitto, 1359 a.C. La regina Nefertiti partorisce in gran segreto una bambina, Aset. Denver, trentatré secoli dopo. Kate McKinnon, illustratrice scientifica, viene incaricata dal museo della città di ricostruire il volto di Tashat, una mummia egizia. Sottoponendola ai raggi X, Kate è colpita da inquietanti particolari: lo scheletro della giovane donna presenta segni di numerose fratture e ha, fra le gambe, il cranio mozzato di un uomo. Ad aiutarla nelle indagini è Max Cavanaugh, radiologo, uomo maturo e di grande fascino. Max e Kate si innamorano a poco a poco. E, a poco a poco, svolgendo le fasciature di Tashat, viene alla luce una storia incredibile, quella di Aset, nata e vissuta in un’epoca splendida e sanguinaria.
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L’Occhio di Giada

L’Occhio di Giada è una splendida gemma che fu un tempo strappata da un prezioso idolo. Venduto da un indiano, l’Occhio passa di mano in mano, mentre intorno a esso ruotano le vite disperate di quanti son pronti a tutto pur di appropriarsene: perché l’idolo custodisce ancora il segreto di una grande ricchezza, ma per poterlo conoscere è necessario rimettere l’Occhio al suo posto. Un enigmatico principe russo, un’affascinante ballerina, un misterioso ebreo, e soprattutto il ricordo di vicende ormai lontane, di rancori profondi, ma mai dimenticati… Fergus Hume(1859-1932), neozelandese, era destinato a divenire avvocato; mentre era praticante di legge iniziò però a scrivere per i giornali neozelandesi e australiani, e a ventisette anni pubblicò Il mistero del calesse, ambientato a Melbourne, che in meno di un anno vendette 340.000 copie, divenendo il best-seller giallo del diciannovesimo secolo. Autore estremamente prolifico, ha scritto più di 130 libri, per la maggior parte polizieschi.
(source: Bol.com)

L’occhio di Dio

Kathryn Swinbrooke, il medico di Canterbury, riceve dal sovramo il compito di ritrovare un gioiello che nasconde un segreto di viatle importanza per gli York, i nuovi padroni d’Inghilterra.La Guerra delle Due Rose volge al termine, i fedeli dei Lancaster sono in fuga e vengono catturati e rinchiusi nelle prigioni regie, ma la calma non è ancora stata ristabilita e la corte di Westminster e la città di Canterbury pullulano di traditori. Quando il cavaliere che era in possesso del sinistro gioiello muore misteriosamente nella cella in cui era segregato e un altro detenuto della stessa prigione evade in modo incomprensibile, Kathryn sospetta che dietro le mura della fortezza stia avvenendo qualcosa di molto pericoloso, e i suoi timori si rafforzano quando il governatore della prigione precipita da una torre e le sentinelle affermano di non aver visto nessuno accanto a lui!

L’occhio dello zar

Pekkala un tempo era conosciuto come l’Occhio di smeraldo: il più famoso detective di tutta la Russia, il braccio destro dello zar, l’uomo a cui l’ultimo dei Romanov aveva affidato la sicurezza della sua famiglia e di tutto il paese. Ora, dopo la Rivoluzione, è solo il prigioniero 4745-P nel campo di lavoro della Siberia, dove è riuscito a sopravvivere per nove anni, e per il resto del mondo è un uomo morto e sepolto. Ma una possibilità di salvezza si presenta quando è Stalin stesso a convocarlo per chiedere il suo aiuto per risolvere un mistero che dura dal 1918. Lo zar e la sua famiglia non sono stati fucilati dai rivoluzionari come afferma la propaganda del partito: qualcuno li ha liberati o eliminati all’insaputa dei bolscevichi. La missione di Pekkala è scoprire che cosa sia successo davvero ai Romanov e trovare il loro tesoro scomparso. Il suo premio è la libertà per sé e la donna che ama. Il prezzo del fallimento è la morte. Ambientato nella Russia brutale e paranoica del periodo stalinista, “L’occhio dello zar” è il primo romanzo della serie che seguirà le avventure di Pekkala fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale.
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L’occhio della mente

Lilian Kallir è una brillante pianista che predilige Mozart: una sera, allorché deve affrontare il ”Concerto n. 21” (quello col famoso Andante), la partitura diventa di colpo un intrico di segni incomprensibili; è l’esordio di una neuropatologia che le impedirà, se non di scrivere, quanto meno di leggere e altererà la sua percezione sino a farle confondere un violino con un banjo o un rasoio con una penna. Sue Barry è riuscita a diventare neurobiologa nonostante una menomazione invalidante: una forma di strabismo che inibisce la visione stereoscopica, sicché gli occhi sono attivi uno per volta, in alternanza, senza mai potersi coordinare; per lei, la profondità e la terza dimensione sono categorie puramente immaginarie. Sono solo due dei casi raccontati e analizzati in questo nuovo libro di Oliver Sacks: storie di amputazioni e deformazioni affettivo-cognitive che sembrano sfociare in drammi senza rimedio. E ancora una volta Sacks mostra come ogni ferita attivi inaspettate strategie adattative, una impensabile capacità di conservare o ridisegnare ciò che viene esperito. Ma per il lettore la vera sorpresa consisterà nel vedere tali dinamiche confermate dall’esperienza personale dello stesso Sacks. Scrutandosi con freddezza clinica, ma senza il timore di rivelare le oscillazioni dei suoi stati d’animo, il neurologo-scienziato parla infatti sia della prosopagnosia di cui è affetto (l’incapacità di riconoscere i volti), sia dell’odissea legata a un melanoma maligno all’occhio destro, i cui sintomi si materializzano un sabato del dicembre 2005, al cinema, sotto forma di una macchia dai contorni iridescenti. Nel rivivere le fantasmagorie percettive scatenate dal tumore, Sacks prosegue così la sua esplorazione del versante creativo di ogni malattia, che in questo caso si manifesta nelle infinite modalità con cui ogni occhio e ogni mente inventano e reinventano l’inafferrabile vastità del mondo esterno.
(source: Bol.com)

L’occhio del tempo

La Terra è sempre stata osservata, studiata e, forse, sorvegliata da una razza aliena imperscrutabile che, nel corso della storia umana, ha lasciato traccia di sé soltanto una volta, con un enigmatico e inviolabile monolito nero. Ma adesso questa forza sembra decisa a intervenire sul destino dell’umanità, in particolare in una zona del pianeta che, nel corso dei secoli, è stata crocevia e scenario di avvenimenti epocali: la frontiera tra il subcontinente indiano e l’Asia centrale. E proprio in queste terre aspre, contemporaneamente all’improvvisa comparsa dì alcune misteriose sfere argentee, si genera un collasso temporale che scardina e riorganizza le tessere della Storia senza nessun disegno apparente. E così, incomprensibilmente, un gruppo di soldati inglesi fedeli alla regina Vittoria prima cattura un primate preistorico e poi incontra l’equipaggio di un elicottero ONU in missione nell’Afghanista del 2037.
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L’occhio del sole

Dopo cinque anni passati su Mir, il pianeta costruito dalla misteriosa razza dei Primogeniti con migliaia di “schegge temporali” prelevate dalla Terra, Bisesa Dutt si ritrova improvvisamente nel suo appartamento di Londra. Per lei sono trascorsi anni, ma per la Terra è passato un giorno solo. E proprio quel giorno, il 9 giugno 2037, il Sole investe il nostro pianeta con una tempesta di radiazioni letali. Ma questo è soltanto il prologo di uno spaventoso cataclisma che, secondo le previsioni degli scienziati, si scatenerà nell’aprile del 2042, quando il Sole proietterà un fascio d’energia tale da bruciare la Terra e da annientare ogni forma di vita… Bisesa Dutt è l’unica a sapere che la tempesta solare non è un evento naturale, bensì un atto aggressivo da parte dei Primogeniti, un nemico che ha deciso di cancellare l’umanità, come ha già fatto con altre razze, per il semplice motivo che gli esseri viventi consumano troppo in fretta l’energia dell’universo.

L’occhio del mondo

“…Il vento si alzò nelle Montagne di Nebbia. Il vento non era l’inizio. Non c’è né inizio né fine, al girare della Ruota del Tempo. Ma fu comunque un inizio…”   Fervono i preparativi per la festa di primavera, nella regione dei Fiumi Gemelli, e il giovane Rand al’Thor è ansioso di lasciarsi alle spalle un anno difficile, pieno di cattivi presagi. Alcuni stranieri si aggirano per il villaggio di Emond’s Field, e non si parla d’altro: un’elegante dama accompagnata da un gelido cavaliere, misteriose figure a cavallo che spariscono nel nulla, un menestrello desideroso di cantare epiche gesta. Sono giunte notizie di una guerra in remote contrade e dell’ascesa di un falso Drago, la cui venuta, temuta e annunciata, porterà una nuova Frattura nel mondo. E il Male si addensa: creature malvagie e leggendarie, i bestiali Trolloc assetati di sangue, si sono scatenate nella caccia a un ragazzo che il Tenebroso sembra temere, e che vuole in ogni modo asservire… Nulla sarà piú come prima, nel Disegno delle Epoche tessuto dalla Ruota del Tempo: un mondo inquieto e sgomento si appresta a essere di nuovo preda dell’Ombra.

L’occhio del male

Abbandonato il mare, i suoi infiniti orizzonti e le sue avventure, Björn Larsson sceglie altri abissi per ambientare L’occhio del male, calandosi nelle viscere della terra per esplorare il lato buio della natura umana, e le sue ragioni. Confrontandosi con uno dei problemi più gravi del nostro tempo, l’intolleranza che genera violenza, questo “romanzo del sottosuolo”, scritto nel 1999, anticipa con sorprendente lucidità i drammatici eventi recenti, dal terrorismo di radice islamica all’avanzata di una destra estremista e xenofoba, indagandone i meccanismi. L’azione è ambientata a Parigi, nel cantiere Eole, immane scavo sotterraneo per l’ampliamento del metro, che si estende per chilometri di gallerie sotto la superficie di un quartiere ignaro, abitato da migliaia di persone destinate a una tragica morte se mai dovesse avvenire un attentato. Ed è proprio questo che progetta Rachid, integralista islamico algerino infiltrato tra gli operai del cantiere per compiere una delle più devastanti azioni terroristiche della storia, capace di far tremare l’Occidente. Ma ci prova anche Alain, lepenista convinto, mosso dal viscerale razzismo e da una vendicativa sete di rivalsa. Tra i due viene a trovarsi Ahmed, immigrato che cerca di dimenticare un passato di guerra in Algeria per rifarsi una vita con la moglie francese Mireille, impegnata nella difesa delle vittime del fanatismo religioso, e la figlia Fatima, che diventerà strumento di un drammatico ricatto. Nonostante la suspense, la coralità d’ambientazione e il realismo, Larsson non vuole scrivere l’ennesimo giallo a sfondo politico: è sempre la stessa urgenza che lo spinge a raccontare le sue storie, che sia sulle acque del mare o tra quelle minacciose della falda acquifera. In questo labirinto sotterraneo, riflesso nel punto di vista sempre interno alla mente di chi agisce, ciascuno si ritrova solo con se stesso a dover compiere scelte di vita o di morte, di egoismo o di generosità, di bene o di male, chiudendosi nel vicolo cieco dell’odio e del rifiuto del diverso, o aprendosi alla via dell’immedesimazione e della comprensione, a quella dimensione di libertà che dà l’immaginazione, permettendo di capire che si può vivere diversamente, pensare diversamente, per cercare forse di diventare esseri umani.

L’occhio del male

Un tremendo sortilegio gitano incatena a una sorte da incubo Billy Halleck, un noto e influente avvocato: dopo aver investito e ucciso con la sua auto una zingara, è stato infatti assolto dal tribunale, ma non dal padre della vittima, che gli ha scagliato addosso un pietrificante anatema. A Billy resta solo un’ultima mossa per salvarsi: affrontare quel vecchio accecato dall’odio in una partita disperata dove ogni mossa è lecita, ma in cui un destino beffardo giocherà il ruolo di protagonista, riservando un’atroce sorpresa…

(source: Bol.com)