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Cinquecentodelitti

Oreste del Buono ha chiamato questa raccolta Il cinquecento delitti perché “per Scerbanenco anche un amore unilaterale poteva essere un delitto, come anche un delitto poteva essere testimonianza della sincerità di una passione”. Dichiara che mettere ordine nella sterminata produzione di racconti dell’autore, gli dà “la soddisfazione e l’orgoglio di ricostruire un’opera di straordinaria varietà e irresistibile suggetione, di provare a stabilire i confini di una creatività interrotta solo dalla morte del creatore, di far conoscenza con un popolo di personaggi di cui Giorgio Scerbanenco stesso fa parte come protagonista a pieno diritto”.

Le Cinque Stirpi: La saga dei nani 1

La Terra Nascosta è circondata da una catena montuosa pressoché impenetrabile, nella quale si aprono soltanto cinque passaggi, difesi dalle cinque stirpi di nani. All’interno, uomini, elfi e nani vivono in armonia, governati e protetti dai sei maghi che, grazie alla potenza congiunta della loro energia, controllano le porte d’accesso, sbarrando così la strada al male. Improvvisamente, però, la porta che chiude il Passo Settentrionale viene aperta e un esercito di orchi e albi – creature simile agli elfi, ma votate al male – comincia a infiltrarsi e a soggiogare parte dei territori. Tuttavia le forze oscure sanno che, per conquistare il dominio assoluto della Terra Nascosta, devono spezzare l’unione dei maghi e individuano colui che può tradire gli altri: Nudin, uno stregone ambizioso e assetato di conoscenza, che cede alle lusinghe dell’ombra. Adesso le orde degli invasori possono dilagare e ai popoli della Terra Nascosta non rimane che un’unica speranza: secondo un’antica leggenda, infatti, la sola arma che può uccidere un mago posseduto dallo spirito del male è la Lama di Fuoco, un’ascia costituita dai metalli più preziosi, che deve essere forgiata col fuoco del drago e battuta in una fucina sotterranea. Spetterà a Tungdil, un nano educato dal potente mago Lot-Ionan, affrontare un viaggio ricco di insidie e pericoli per compiere quella missione estrema.

Le Cinque Stirpi

La Terra Nascosta è circondata da una catena montuosa pressoché impenetrabile, nella quale si aprono soltanto cinque passaggi, difesi dalle cinque stirpi di nani. All’interno, uomini, elfi e nani vivono in armonia, governati e protetti dai sei maghi che, grazie alla potenza congiunta della loro energia, controllano le porte d’accesso, sbarrando così la strada al male. Improvvisamente, però, la porta che chiude il Passo Settentrionale viene aperta e un esercito di orchi e albi – creature simile agli elfi, ma votate al male – comincia a infiltrarsi e a soggiogare parte dei territori. Tuttavia le forze oscure sanno che, per conquistare il dominio assoluto della Terra Nascosta, devono spezzare l’unione dei maghi e individuano colui che può tradire gli altri: Nudin, uno stregone ambizioso e assetato di conoscenza, che cede alle lusinghe dell’ombra. Adesso le orde degli invasori possono dilagare e ai popoli della Terra Nascosta non rimane che un’unica speranza: secondo un’antica leggenda, infatti, la sola arma che può uccidere un mago posseduto dallo spirito del male è la Lama di Fuoco, un’ascia costituita dai metalli più preziosi, che deve essere forgiata col fuoco del drago e battuta in una fucina sotterranea. Spetterà a Tungdil, un nano educato dal potente mago Lot-Ionan, affrontare un viaggio ricco di insidie e pericoli per compiere quella missione estrema.

(source: Bol.com)

Cinque stagioni

Al termine di una lunga malattia la moglie di Molcho muore, lasciando al marito un immenso vuoto, una vita da reinventare. Negli ultimi sette anni Molcho è vissuto come un perfetto infermiere. Ora sembra che tutti vogliano trovargli un’altra moglie. Ma Molcho è talmente attaccato al ricordo della moglie da tornare a Berlino, città natale di lei, due volte l’anno. E lì si sente accusare d’aver fatto morire la moglie proprio con le sue cure amorevoli e assidue. Attraverso cinque, intense stagioni, l’autore racconta lo spaesamento, le ansie, il senso di inadeguatezza del suo personaggio, ma anche la sua lenta rinascita.
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Cinque quarti d’arancia

A volte, se lo decide il destino, il passato e il presente s’intrecciano e riaccendono sentimenti e paure che sembravano cancellati per sempre. Framboise Dartigen aveva solo nove anni quando gli occupanti nazisti arrivarono a Les Laveuses, il paesino sulle rive della Loira dove viveva con la mamma e i fratelli maggiori Cassis e Reinette. In quei giorni sospesi tra la fiaba crudele dell’infanzia e la tragedia della storia accadde qualcosa di terribile. Ora Framboise, che è ormai una donna matura, è tornata a vivere nella vecchia fattoria, ma in incognito. Il segreto di quegli anni lontani non deve assolutamente tornare alla luce.

I cinque guerrieri

È sfuggito alla morte per un soffio, tuttavia Jack West Jr. non può certo concedersi un periodo di riposo. Quattro Pilastri, infatti, devono ancora essere trovati. Se quei leggendari diamanti non verranno purificati e incastonati nei rispettivi Vertici, seguendo un ordine prestabilito e nell’arco di nove giorni, la Grande Macchina non verrà attivata e i raggi del Sole Nero investiranno la Terra, generando una successione inarrestabile di catastrofi naturali che porteranno la razza umana all’estinzione. Dopo essersi ricongiunto col suo gruppo, Jack riesce però a scoprire un tassello fondamentale per risolvere l’enigma. Secondo un’antica iscrizione egizia, il segreto dei Pilastri è stato affidato ai Cinque Guerrieri che hanno segnato la storia dell’umanità: svelando la loro identità, sarà possibile individuare sia i Pilastri sia l’ubicazione dei Vertici. Per fermare il conto alla rovescia, giunto ormai alle battute finali, Jack dovrà quindi interpretare profezie millenarie e neutralizzare trappole mortali ma, soprattutto, confrontarsi con un avversario implacabile che lo conosce meglio di chiunque altro: Jack West Sr., suo padre…

Cinque donne e mezzo

Il romanzo fa parte della nota serie dell’ispettore Méndez, un poliziotto vecchio stampo, figlio dei bassifondi di Barcellona e disincantato conoscitore dei quartieri alti. Palmira Canadell, un’avvenente ragazza del barrio del Raval, è stata violentata e assassinata da tre individui. Apprezzata massaggiatrice in una clinica di lusso, Palmira era però nota a tutti per i suoi modi maneschi ed era stata più volte denunciata e perfino incarcerata per aggressione. L’ispettore Méndez, commosso dal dolore impotente della madre e della sorella gemella della defunta (che al contrario di Palmira è dolce come il miele), inizia un’indagine non autorizzata sul delitto, battendo a tappeto i piccoli caffè, i vicoli angusti, gli appartamenti soffocati e le corti interne che nascondono i segreti di Barcellona.

Cinque cuccioli sotto l’albero

Josh vive sulle montagne del gelido Colorado, in una casa troppo grande per il suo cuore a pezzi: Amanda, il vero amore della sua vita, se n’è andata, e la prospettiva di un Natale da solo non è allettante. Ma basta qualche piccolo scherzo del destino a mettere tutto sottosopra in un batter d’occhio. Cosa succede infatti se il vicino di casa in partenza per l’Europa gli molla Lucy, una cagnona irresistibile dagli occhi languidi? E se nel retro del suo pick-up trova uno scatolone da cui spuntano cinque cagnolini infreddoliti? Alle prese con tutti questi cani senza mai averne avuto uno, Josh non ha più tempo per disperarsi: ora la casa si è trasformata in un allegro campo giochi. Lucy è diventata l’adorabile mamma adottiva dei cuccioli e Josh l’umano capo branco che, con l’aiuto della bella Kerri che lavora nel canile vicino, si prende cura di loro in attesa che qualcuno li adotti per Natale. Ma l’affetto per i nuovi amici a quattro zampe cresce ogni giorno di più, insieme al legame con Kerri. Finché, all’improvviso, Amanda torna a bussare alla sua porta… Cinque cuccioli sotto l’albero è un’incantevole favola natalizia sull’amore, sull’amicizia e sulla fedeltà.

Il cinquantunesimo stato

Il 51. Stato è sorto per fronteggiare la violenza dilagante della società americana. Qui tutto è sotto il controllo dello Stato e il tasso di criminalità è a zero. Dal passato torna però un incubo, e Jeffrey Clayton, professore universitario, viene contattato dall’FBI che deve indagare su un serial killer che uccide proprio nello Stato “perfetto”. Qualcuno ha crocifisso una giovane donna amputandole il dito indice, come era già successo molti anni prima. Allora era stato sospettato, ma non incriminato per mancanza di prove, proprio il padre di Jeffrey. Ora Jeffrey deve di nuovo combattere con il suo passato.

La Cina in dieci parole

Un illuminante e coraggioso vademecum del pianeta Cina, articolato in dieci parole chiave – alcune storiche come “popolo” e “rivoluzione”, altre di recente creazione, come “taroccato” e “huyou”, fregatura – in cui Yu Hua coglie i punti nevralgici di una società malata e svela cosa si nasconda dietro i numeri trionfali di uno sviluppo tanto rapido quanto sbilanciato. Le nostre interpretazioni eurocentriche vanno in frantumi e la Cina diventa, così, leggibile. “La Cina in dieci parole” non è un’invettiva che strizza l’occhio al lettore, ma un canto appassionato delle sofferenze di un popolo, della meschinità degli esseri umani e della loro grandezza. È coraggioso perché racconta lo svuotamento di senso della parola “popolo” del dopo Tian’anmen, l’insospettabile fallimento delle Olimpiadi di Pechino, la tragedia di orde di venditori abusivi, l’orrore delle demolizioni forzate e un paese dove non esistono più leader. Soprattutto, Yu Hua ama raccontare storie, tenere, comiche, esilaranti, terribili, commoventi: migliaia di bambini in un villaggio remoto che ignorano il gioco del calcio, Obama che campeggia sorridente sui cartelloni pubblicitari di un’imitazione del Blackberry, gente che si accalca sulla strada per stringere la mano alla sosia in gonnella di Mao, una coppia di disoccupati che si suicida perché non può comprare una banana al figlio, un bambino che chiede alla polizia di rilasciare i suoi rapitori perché sono troppo poveri…

Il cielo in una stalla

“Brutta notizia per il sottotenente degli alpini Aldo De Luca, mio padre, di stanza in Albania: la sua casa era stata colpita dai fitti bombardamenti dell’agosto del ’43. La guerra, perduta su tutti i fronti, metteva in ognuno la speranza di uscirne senza troppa perdita personale. Per lui non era più così, il solo suo possedimento era crollato. Al sottotenente venne data licenza per casa bombardata. Partì alla fine di agosto e arrivò a Napoli a inizio di settembre. Si presentò al comando e poi al suo indirizzo in via Crispi, strada di buon nome. La rovina era grave. Fu la sua fortuna”…

Il cielo è rosso

Verso la fine della Seconda guerra mondiale, in una piccola città del nord Italia, un intero quartiere viene distrutto da una bomba e quattro ragazzi rimasti orfani trovano rifugio fra le macerie di quello che era stato fino a poco tempo prima un postribolo. Comincia per loro una dura lotta per sopravvivere, in un mondo impazzito che ai bambini ruba l’infanzia, ai giovani l’adolescenza, agli adulti l’umanità. Il romanzo d’esordio di Giuseppe Berto, scritto mentre l’autore era prigioniero nel campo di concentramento di Hereford, in Texas, è un’opera che racconta gli orrori della guerra, ma riesce ad aprire anche alla fede e alla speranza.

Il cielo è dei violenti

Un vecchio eremita dei boschi, folle profeta fondamentalista. Un insegnante che si rifugia nel rigido autocontrollo della ragione. E un ragazzo al bivio tra l’una e l’altra strada, spinto irresistibilmente verso l’eccesso della fede. Nel sangue di questi tre uomini si annida il seme di un’unica ossessione, scorre la paura, si avverte il mistero di un’esistenza che pare impossibile comprendere e accettare. Nel suo romanzo più famoso, Flannery O’Connor ha descritto con sofferta partecipazione i meccanismi esistenziali profondi di ogni fanatismo. Un libro che ha quasi cinquant’anni, ma è tuttora attualissimo. *** La tecnica con la quale Flannery O’Connor cerca di rendere visibile, oltre il livello superficiale dell’azione, quello più profondo del mistero, è la tecnica dello choc, della brutalità, della violenza, un miscuglio di comicità e orrore che rompe l’ostinazione dei suoi personaggi a considerare il mondo in modo convenzionale. Più che non le dichiarazioni spesso farneticanti di Ryber e del piccolo Tarwater, a spiegare come quello che appare, la realtà, non sia che un livello superficiale dell’esistente, sono le immagini create dalla O’Connor. La storia è ambientata in un Sud che ha connotati biblici, eterni, immutabili. Al punto che dopo parecchie pagine di narrazione, quando il piccolo protagonista solleva la cornetta del telefono per fare un numero, l’apparecchio appare misterioso e fuori posto ai nostri occhi come ai suoi, di ragazzo cresciuto nei boschi. (…) Anche gli elementi naturali che sottolineano, anzi segnano, come nella Bibbia, la componente misteriosa, comica o drammatica, di vicende, comportamenti, personaggi, sono disegnati a tratti decisi, altrettanto violenti, sono vivi e mutevoli come l’animo umano, eterni e potenti quanto la divinità. Dalla prefazione di Marisa Caramella

Cieli di zafferano

Il ricchissimo e potente Max Sall, uomo dal passato misterioso, divide la sua vita tra la moglie londinese Angela e l’amante romana Francesca. Max ha avuto da Angela due figli – Amber, intelligente e determinata, e Kieran, debole e irresponsabile -, da Francesca una figlia bellissima, Paola, allevata dalla madre con l’unico obiettivo di sposare un uomo ricco. Le ragazze crescono in un clima di reciproca ostilità, e quando, ormai cresciute, si sentono attratte dallo stesso uomo, l’affascinante diplomatico africano Tendé Ndiaye, saranno decise a far sì che questa volta non ci sia nessuna condivisione. La guerra tra le due famiglie e le due ragazze è inevitabile, e nulla sarà più come prima… Sulla scia del folgorante successo ottenuto dal suo romanzo d’esordio, Il mondo ai miei piedi, Lesley Lokko scrive una saga accattivante e sexy che attraversa gli ultimi decenni regalandoci un mix esplosivo di passioni, amori, tradimenti e avventure cosmopolite.