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Pietà per gli insonni

Michael Hrubeck, schizofrenico psicopatico, fugge dal manicomio criminale in cui è internato. La fuga è stata lucidamente preparata, secondo un piano e un obiettivo: trovare Lis Acheson, la donna che aveva testimoniato contro di lui nel processo in cui era stato giudicato colpevole di omicidio. Inizia la caccia all’uomo. Sulle tracce dello psicopatico si mettono lo psichiatra che lo ha in cura, un ex agente di polizia col suo cane da pista e il marito di Lis che vuole trovare Michael prima che uccida sua moglie. Ma la mente disturbata di Michael ha un solo punto chiaro: lui conosce Lis meglio di quanto lei conosca se stessa. Contemporaneamente, attraverso flashback si dipana una storia di intrecci familiari che culminerà in un assassinio.

Piccolo blues

Georges Gerfaut è una persona che non farebbe male a una mosca, nonostante porti il nome di un rapace, il girifalco. Marito e padre ideale, impiegato modello, conduce una vita senza pecche. Quando vede un’auto incidentata ai bordi della strada, dunque, non esita a fermarsi per soccorrere eventuali feriti. Basta un gesto per sconvolgere una vita. Gerfaut si trova infatti braccato da una coppia di assassini. E neppure lui avrebbe immaginato di avere tutta quella carica per combattere, attaccare, vincere.

Il piccolo Big Bang

“Il mio papà è grasso. Meglio, il mio papà era grasso finché non sono iniziate a succedergli strane cose, cose così assurde che chi le leggerà non ci crederà che possono avvenire. Ma di queste parlerò solo in seguito, quando accadranno. Per il momento non sono ancora successe, e io devo tornare al mio papà grasso per il cui grasso tutto è iniziato, ancora prima che qualcosa succedesse per davvero, come avviene sempre con gli inizi improvvisi, che prima di loro non c’è niente che possa essere una causa di ciò che verrà dopo”.

Piccoli suicidi tra amici

Un bel mattino Onni Rellonen, piccolo imprenditore in crisi, e il colonnello Hermanni Kemppainen, vedovo inconsolabile, decidono di suicidarsi. Il caso vuole che i due uomini scelgano lo stesso granaio per mettere fine ai loro giorni. Importunati dall’incontro fortuito, rinunciano al comune proposito e si mettono a parlare dei motivi che li hanno spinti alla tragica decisione. Pensano allora di fondare un’associazione dove gli aspiranti suicidi potranno conoscersi e discutere dei loro problemi. Pubblicano un annuncio sul giornale. Il successo non si fa attendere, le adesioni sono più di seicento. Dopo un incontro al ristorante, decidono di noleggiare un autobus e di partire insieme. Inizia così un folle viaggio attraverso la Finlandia…

Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera

I venticinque Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera apparvero sull”Osaka Asahi Shimbun’ a partire dal 1909, e vennero riuniti da Sōseki in questa raccolta nel 1910. A prima vista, non sembra esistere un filo conduttore che li leghi, tanto sono diversi sia nel contenuto sia nello stile – soprattutto nelle pagine in cui vengono utilizzate tecniche sperimentali di scrittura. Ma è proprio il titolo così fortemente evocativo (Eijitsu Shōhin) a contenere l’elemento unificante. ‘Eijitsu’, la ‘giornata lunga’, non indica soltanto un giorno in cui il tempo sembra dilatarsi all’infinito, ma evoca anche ciò che accomuna i protagonisti dei diversi racconti: il desiderio di conservare quella sensazione di intensa felicità legata a un momento, a un’occasione, a una stagione, nella speranza che possa non finire mai.

(source: Bol.com)

Piccoli crimini

“Nove anni fa ero sommerso dai debiti di gioco. Dovevo un sacco di soldi a Manny. Lo ripagavo come potevo, ma non era mai abbastanza e lui mi teneva sotto pressione. Dovevo a tutti i costi svincolarmi, e mi misi a scommettere cifre sempre più alte con quello che rubavo nel deposito reperti della polizia. Lo sceriffo della contea di Bradley, Dan Pleasant, il poliziotto più corrotto che avessi mai conosciuto, venne a sapere che Phil aveva scoperto alcuni documenti contraffatti da me e stava costruendo un caso per portarmi in tribunale. Ero fatto niente male, la notte in cui entrai nell’ufficio di Phil. Trovai subito il documento che mi comprometteva. Stavo versando benzina dappertutto quando arrivò lui. Ci guardammo in faccia. Lui sapeva cosa avevo in mente, e avrebbe dovuto darsela a gambe e chiamare la polizia. Invece cercò di fermarmi. Phil è un omone. Al liceo era un difensore di tutto rispetto e aveva giocato anche al college, ma io combattevo per la vita. Forse ero anche fuori di testa pervia della coca e dell’adrenalina. Riuscii in qualche modo ad atterrarlo e presi un tagliacarte dalla scrivania. Devo averlo colpito con quello. A essere sincero di questa parte ho solo un ricordo confuso. Ricordo che però a un certo punto Phil aveva smesso di muoversi. Gli smontai di dosso, accesi un fiammifero e aspettai che il fuoco si propagasse, poi me ne andai.”

Piccole voglie 2

E’ sempre il momento di abbandonarsi al piacere… in compagnia di una storia stuzzicante. Pagina dopo pagina, questi racconti sensuali e travolgenti vi trasporteranno in una dimensione erotica dove il desiderio la fa da padrone. Scaturiti dalla fantasia travolgente di famose autrici come, tra le altre, Megan Hart, Jenesi Ash, Charlotte Featherstone e Saskia Walker sono una garanzia di brividi caldi! Un’antologia che vede come protagonista il piacere declinato in tutte le sue sfumature, dal nero di una guaina di pelle al rosso di una bocca che si schiude in un bacio, dall’oro dei faraoni al bianco di un merletto antico.

Le piccole virtù

Nelle “Piccole virtù” Natalia Ginzburg raccolse in volume undici pezzi composti fra il 1944 e il 1962 e pubblicati via via su quotidiani e riviste. Muovendosi su un terreno che sta tra l’autobiografia, il saggio di costume e l’impegno pedagogico, l’autrice offre di se stessa e del mondo nel quale è vissuta un quadro sempre garbato e penetrante, dagli squarci di vita abruzzese relativi al periodo di confino con il marito Leone Ginzburg al desolato dopoguerra, dal ritratto dell’amico Pavese alle considerazioni sul proprio mestiere di scrittrice, fino al matrimonio con Gabriele Baldini.

Piccole storie nere

Eccolo di nuovo all’opera, Giacomo Curreli, commissario di Polizia che viene da lontano: da luoghi di carta e di terra, da altri libri e da altri mondi. Eccolo lí, lui che ha sempre pensato alla Giustizia come a «una vecchia signora vilipesa e patetica, stanca», da difendere con convinzione e malinconia, schiaffato d’improvviso di fronte ai casi piú pazzi e sbilenchi, alle storie piú inabitabili della sua carriera. Perché se finora Giacomo Curreli ha calpestato, sulla carta, solo il suolo sardo, lavorando con foga certosina sulle macchie di una terra che affonda le sue radici nel sangue, adesso è costretto a rimbalzare su e giú per l’Italia, da Roma a Fidenza, da Parma a Torino, alla ricerca di una giusta destinazione che non c’è. E i casi che deve risolvere questa volta sembrano pensati da un demiurgo in vena di scherzi: partono che sembrano veri, ma deragliano in direzioni impensate. L’elemento fantastico o soprannaturale piove all’improvviso dentro la realtá, e la spiazza. E lui lí, testimone incredulo e sempre identico a se stesso, identico a quel bambino che era un tempo, assurdamente vestito da angelo della Giustizia in una squallida recita scolastica.

Piccole anime

Scritto nel 1883, ‘Piccole anime’ è un’opera letteraria entrata negli evergreen della letteratura italiana, che scandaglia in modo meraviglioso lo stupore innocente dell’infanzia, di cui tutti e sempre abbiamo e avremo nostalgia. Un linguaggio estremamente moderno che non risente affatto il passare del tempo. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

La piccola strega: Storie fantastiche disegnate

Una piccola strega di centoventisette anni è considerata troppo giovane per partecipare al Gran Ballo delle Streghe. Dovrà studiare stregoneria per un anno e allora forse potrà sperare di esservi invitata. Ma la Piccola Strega si sbaglia, e, invece di una buona strega, diventerà una strega buona! Età di lettura consigliata: 6-8 anni.

La piccola strega

Una piccola strega di centoventisette anni è considerata troppo giovane per partecipare al Gran Ballo delle Streghe. Dovrà studiare stregoneria per un anno e allora forse potrà sperare di esservi invitata. Ma la Piccola Strega si sbaglia, e, invece di una buona strega, diventerà una strega buona! Età di lettura consigliata: 6-8 anni.
(source: Bol.com)

La piccola principessa

Quando il destino strappa Sara dalla sua amata India per portarla in un tetro collegio inglese, la bambina non si perde d’animo. Da tempo ha imparato a trarre forza dalle meravigliose storie che sa inventare… e quante nuove amiche si conquista raccontandole! Ma dopo la morte del padre, l’arcigna direttrice non ha nessuna pietà per l’orfana ridotta in miseria. Se Sara non vuole finire in mezzo a una strada, dovrà adattarsi a fare da inserviente alle sue compagne di un tempo. Giorno dopo giorno, la piccola affronta difficoltà e umiliazioni con coraggio e nobiltà d’animo, come una vera principessa, senza mai abbandonare la speranza che un giorno la sua favola possa avere un lieto fine. Età di lettura: da 10 anni.

La piccola ombra

Cosa significa tradire? Come si tradisce? Il tradimento ha per tutti lo stesso significato? Banana Yoshimoto, più che dare risposte, disegna paesaggi emotivi che delineano i confini di uno degli aspetti più dolorosi ed enigmatici del vivere. Chi tradisce? La fanciulla che ha una relazione con un uomo sposato o la moglie ingannata che, consapevole dell’affaire, mente annunciandole la morte dell’amante? Chi si sente più tradito? La madre che pensa sia giusto confidare alla figlia la data di morte della nipotina appena nata, rivelandole il suo calcolo astrologico, o la figlia che non vorrà mai più perdonarla per la nefasta profezia? Le protagoniste di questi racconti sono giovani donne giapponesi tra i venti e i trent’anni. Per motivi disparati, si trovano in Argentina, Paraguay, Brasile: terre dalle tinte fortissime, colme di una straordinaria energia vitale che colpisce la loro sensibilità. Sono tutte partecipi o spettatrici di un tradimento che, dalla prospettiva straniata dell’essere altrove, acquista una dimensione diversa e diventa un’occasione speciale per riflettere più profondamente sulla propria identità. Come spesso succede con Banana Yoshimoto, più che la trama in sé, è lo sviluppo dei personaggi ad avere importanza, il loro modo di accostarsi alla realtà e ai suoi molteplici aspetti. E nelle loro differenti vicende, il tradimento diventa un inevitabile passaggio dell’esistenza, un’esperienza integrante della vita.

(source: Bol.com)

La piccola mercante di sogni

Il giorno del suo undicesimo compleanno, Malo cade nella Senna. Aspirato in una conduttura, quando riapre gli occhi si trova in un mondo in bianco e nero, illuminato dalla luce di una luna di diamanti. È entrato nel Regno delle Ombre, un luogo magico popolato di personaggi meravigliosi e fuori del comune: Arthur, un albero che non smette mai di starnutire; Mercator, un gatto di duecentotredici anni; Lili, la piccola mercante di sogni dagli occhi dorati che ruba le fantasie. Senza contare poi gli spettri inquietanti e un pericoloso alchimista che gli getta contro un terribile incantesimo. Per rompere il maleficio, Malo dovrà affrontare una sfida davvero ardua. E una notte… Maxence Fermine, autore di Neve, ha scritto questo racconto ispirandosi al sogno di una delle sue figlie. È una storia piena di poesia, di emozioni e di sorprese, che rapirà grandi e piccoli.

(source: Bol.com)