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Clelia, ovvero Il governo dei preti: romanzo storico-politico, 1870

Edito nel 1870, prima della presa di Porta Pia, il romanzo è un’opera fortemente anticlericale scritta dall’eroe dei due mondi dopo il fallimento dell’insurrezione romana del 1867. Il libro prende spunto dalla vicenda immaginaria di una popolana romana, Clelia, che un alto prelato vorrebbe concupire per descrivere la Roma papalina, una città – secondo il generale nella quale dominano l’oscurantismo, il despotismo e la turpitudine di preti e monsignori. Un racconto a tinte forti pubblicato per cercare di convincere la casa reale a completare l’unificazione d’Italia, anche se l’anticlericalismo che traspira da ogni pagina è vero e profondo in Garibaldi, come dimostra il suo testamento (pubblicato in appendice). Se la prima parte del racconto è di fantasia, la seconda è quasi un resoconto giornalistico degli avvenimenti del 1867, dall’attentato alla caserma Serristori il 22 ottobre che causò la morte di 23 zuavi pontifici, al sacrificio dei fratelli Cairoli fino all’occupazione di Monterotondo da parte dei volontari guidati dallo stesso Garibaldi e alla loro sconfitta, nella battaglia di Mentana, il 3 novembre. Un libro-testimonianza di uno dei massimi protagonisti del Risorgimento italiano e della nascita dell’Italia moderna.

La Classifica

Gable Cooper è l’ultimo eroe creato dall’industria editoriale americana: l’autore del romanzo che tutti vorrebbero leggere. Peccato che Gable Cooper non esista. Il vero autore destinato a scalare le classifiche dei best seller è in realtà una donna: Abby Chandlis, scrittrice disillusa e di scarso successo, che si nasconde dietro questo pseudonimo maschile per paura che la sua immagine non sia abbastanza convincente. Mentre molto convincente è Jack Germaine, anche lui scrittore fallito, assoldato da Abby per dare un volto e un corpo, belli e affascinanti, al fantomatico Gable Cooper. Fortuna e gloria sembrano finalmente a portata di mano… ma qualcuno conosce la verità, qualcuno disposto a uccidere per mettere la mani su quello che ormai vale il libro: sei milioni di dollari.

Classe Nimitz

Una portaerei classe Nimitz: la Jefferson. Imprendibile con un attacco aereo, inavvicinabile dal mare, inaffondabile da qualsiasi tipo di arma convenzionale, circondata da un muro di aerei da intercettazione, muniti di missili e di un potentissimo sistema radar. In una parola: inespugnabile. Ma il 2 luglio 2002 accade l’incredibile: la Jefferson scompare, colpita da un missile a testata nucleare. Gli Stati Uniti sono in ginocchio. I servizi segreti di tutto il mondo si muovono in ogni direzione. Chi mai ha potuto commettere un atto così audace? E, soprattutto, come può esserci riuscito? La caccia all’uomo ha inizio.
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Classe Kilo

Dopo il crollo dell’URSS, nessuna unità da guerra al mondo è più richiesta dei sottomarini d’attacco classe Kilo, un tempo simbolo della potenza della Marina Sovietica e il cui vero punto di forza è essere silenziosi come una tomba. Oggi i russi li vendono a chiunque abbia la possibilità di comprarli… costano 300 milioni di dollari l’uno. E mentre nessuno si è preoccupato quando li hanno acquistati la Polonia, la Romania o anche l’India e persino l’Iran, ora qualcosa è cambiato: nel grande gioco internazionale del riarmo navale è entrato un giocatore nuovo, una nazione che, andando contro i desideri degli Stati Uniti, ha ordinato ai russi dieci sottomarini della classe Kilo. La Cina…
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La classe fa la ola mentre spiego

Chi ha provato a beccarsi una nota sul registro, a scuola, sa bene quale piccolo dramma si consumi dietro quelle poche righe scritte a penna dal professore. Eppure, una nota disciplinare può far ridere fino alle lacrime se non siamo noi a prenderla! Lo dimostra questo libro, tratto da un blog già notissimo agli utenti della rete – con decine di migliaia di contatti registrati in poche settimane -, che raccoglie le imprese scolastiche più incredibili, assurde e divertenti d’Italia, documentate dalle note autentiche che diligenti professori, rassegnati, sconvolti, indignati, a volte spaventati, hanno redatto con notevole precisione e rigore. Le avventure tra i banchi, infatti, non hanno limiti: c’è chi lascia l’aula durante una lezione per andare a farsi un nuovo taglio di capelli, chi ordina una pizza, chi è occupato a vessare i compagni nei modi più fantasiosi e perversi. E ancora, chi si impegna a smontare la cattedra per restaurarla e chi inventa scuse surreali per giustificare un’assenza. L’effetto comico è irresistibile: il registro linguistico degli increduli professori spazia dall’ironico al letterario, dal burocratico all’aulico, delineando così una gamma di tipologie umane all’interno della quale tutti riconosceremo almeno un personaggio delle nostre memorie scolastiche. Qualche volta le note, piccoli capolavori di sintesi, fanno trapelare una malcelata ammirazione per la creatività, l’intelligenza e la simpatia degli studenti. Sebbene bizzarre ed esilaranti, tutte le note raccolte in questo libro sono rigorosamente autentiche e originali.
(source: Bol.com)

La classe è invasa dal principio d’inerzia

Se stare sui banchi è un dramma in cinque atti a cui non vorreste mai partecipare, se rivedere la prof di mate è peggio del patibolo, e non avete nemmeno un bidello per amico, ricordate che c’è un potentissimo antidoto alla vostra noia scolastica! È quello delle battute, dei dialoghi surreali, degli sfondoni e sketch della vostra classe, o meglio ancora di tutte le scuole d’Italia.Direttamente dal patrimonio di Smemoranda, l’agenda più amata d’Italia, e dalla community di Studenti.it un repertorio scoppiettante, singolare e fresco di tutto l’involontario cabaret delle nostre scuole.Chi fosse così pigro da non voler neanche leggere troverà inoltre un’imperdibile selezione di vignette da Smemoranda 2010 e 2009.

La Clarissa

Elizabeth Gaskell era una scrittrice vittoriana di romanzi e novelle. La biografia di Charlotte Bronte è la sua opera più famosa. I romani di Gaskell ritraggono diverse classi sociali. Gaskell vide e scrisse sui problemi causati dal divario fra le classi sociali. Lottò per la tolleranza e migliori condizioni di lavoro. “La clarissa”, scritta nel 1856, è una storia di fantasmi, raccontata in una serie di narrazioni. Bridget, la nonna, invocò un fantasma che tormenta la pura e innocente Lucy. La storia è colma di segreti intergenerazionali.

Un clandestino a bordo

Dacia Maraini, scrivendo una lettera all’amico Enzo Siciliano, rievoca la dolorosa esperienza della perdita – poco prima della nascita – di un figlio fortemente desiderato, e s’interroga sulla maternità, sui motivi che nella nostra società inducono alcune donne ad abortire mentre presso popolazioni con religione e usanze molto lontane dalle nostre la nascita di un figlio resta un evento irrinunciabile. L’autrice indaga inoltre sui significati mitologici, erotici, mercantili del corpo femminile e analizza il linguaggio della seduzione, la violenza, lo stupro, la prostituzione, il piacere, il senso di colpa, la verginità, il matrimonio.

Il clan dei patrioti

Thomas, finanziere di successo, ha un passato di giovane sfortunato e turbolento delle periferie di Chicago. Un giorno insegue due borseggiatori che hanno rapinato la sua fidanzata, ma ben presto si rende conto che lo scippo in realtà era un ben congegnato sequestro. Thomas si ritrova infatti nel mezzo di un interrogatorio condotto da un sedicente Clan dei Patrioti, composta da influenti avvocati, banchieri e uomini della finanza, che cercano di coinvolgerlo in un gioco di oscure speculazioni. Thomas riesce a fuggire e da quel momento il Clan dei Patrioti, da potenziale alleato, si trasforma in un pericoloso circolo di potentissimi e vendicativi criminali.

La civiltà maya

Mentre l’Europa, nei secoli che vanno dal 300 al 900 d.C., era dilaniata da guerre sanguinose, nel Nuovo Mondo si stava sviluppando in tutto il suo splendore l’antica civiltà dei Maya. Furono i secoli dei grandi monumenti, della crescita delle città, e della costruzione di piramidi e di templi, molti dei quali sono ancora oggi conservati. In questo libro, il maggiore studioso di quel mondo ne ricostruisce la storia sulla scorta di anni di studio e di ricerche sul campo: le strutture politiche e sociali, le arti plastiche e la scrittura, le conoscenze astronomiche, gli usi e i modi della vita di ogni giorno, i culti religiosi. Thompson riesce a comunicare al lettore tutto il fascino di un popolo pacifico che fu tragicamente annientato dall’invasione spagnola nel corso del XVII secolo e il cui sistema di vita rappresentò, con quello degli Aztechi e degli Incas, una delle forme più sviluppate della civiltà precolombiana.
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La civiltà dell’empatia. La corsa verso la coscienza globale nel mondo in crisi

Per secoli, filosofi, scienziati, psicologi ed economisti hanno contribuito a diffondere l’idea che l’essere umano sia per natura aggressivo e utilitarista, teso principalmente al soddisfacimento egoistico dei propri bisogni e al guadagno materiale. La storia, quindi, non sarebbe altro che una lotta senza quartiere tra individui isolati, solo occasionalmente uniti da ragioni di mera utilità e profitto. Ma negli ultimi decenni alcune sensazionali scoperte nel campo della biologia e delle neuroscienze hanno messo in dubbio questa tesi e hanno dimostrato, al contrario, che uomini e donne manifestano fin dalla più tenera età la capacità di relazionarsi con gli altri in maniera empatica, percependone i sentimenti, in particolare la sofferenza, come se fossero i propri. Alla luce di questo nuovo approccio, Jeremy Rifkin propone una radicale rilettura del corso degli eventi umani. Se nel mondo agricolo la coscienza era governata dalla fede e in quello industriale dalla ragione, con la globalizzazione e la transizione all’era dell’informazione, si fonderà sull’empatia, ovvero sulla capacità di immedesimarsi nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona. Tale risultato è stato però ottenuto a caro prezzo: per crescere e prosperare, società via via più complesse e sofisticate hanno richiesto sempre maggiori quantità di energia e risorse naturali, imponendo un pesante tributo all’ambiente sotto forma di un notevole aumento dell’entropia.

City Hall

Gurdial Singh è un ex capotreno delle Indian Railways, la più grande azienda di trasporti al mondo. A settant’anni è emigrato in Canada, a Toronto, dove ha raggiunto i figli. Alle 5:05 di ogni mattina, da quattro anni, Gurdial Singh si sveglia ed esce a recapitare il Globe and Mail, il quotidiano di Toronto, agli abbonati. Lunedi diciassette dicembre, un mattino di primo inverno, cantarellando tra sé una vecchia canzone hindi, Mr Singh è entrato nell’atrio rivestito in marmo della Market Place Tower, un palazzo residenziale di lusso nel centro di Toronto, ha salutato con la mano Mr. Rasheed, il portiere di notte, ha preso l’ascensore e, con la copia del Globe and Mail in mano, è entrato nell’appartamento di Kevin Brace, il conduttore mattutino di un celebre programma radiofonico. Mr. Kevin è comparso all’entrata soltanto dopo qualche istante. Mr Singh ha avuto il tempo di notare qualcosa di rosso prima che Mr Kevin si avvicinasse e gli sussurrasse: “L’ho uccisa”. Mr. Singh si è spinto allora sino in bagno e li ha visto nella vasca una donna dai capelli corvini e gli occhi spalancati. Il viso era ormai cereo, quasi bianco come la vasca. Mr. Singh però l’ha riconosciuta lo stesso: era la moglie di Mr. Kevin… Con il ventre orrendamente squarciato. Un caso semplice per la squadra omicidi di Toronto? Con un reo confesso e delle prove evidenti?

Cittadino della galassia

Forse la capitale dei Nove Mondi è il centro dell’universo abitato, ma certo vi si svolge il principale mercato di schiavi. Il ragazzo sparuto che si chiama Thorby nessuno lo vuole; solo il mendicante Baslim si fa avanti e lo compera. Comincia da questo momento la formidabile avventura di Thorby. Giungerà attraverso stadi successivi di liberazione, e conquistando se stesso, fino al centro dell’Egemonia, dove lo attende la più sconvolgente delle scoperte. Questa civiltà futura, che abbraccia tutta una galassia, ha più pianeti abitati di quanti un uomo possa sperare di visitare, più di quanti la legge possa sperare di tenere sotto controllo. E, del resto, chi tiene sotto controllo la legge? Chi era Baslim, il mendicante che annotava gli arrivi delle astronavi e che consegnava messaggi cifrati agli spaziali? E chi è Thorby, il ragazzo cui è affidato un messaggio che egli non può comprendere? Schiavo o erede di una gigantesca fortuna? Innocente o responsabile?

La cittadina dove il tempo si è fermato

Fulcro del turbinare dei ricordi personali dello scrittore è Nymburk, la cittadina della Boemia dove appunto il tempo si è fermato; là Hrabal ha passato gran parte della sua adolescenza e della sua giovinezza, là si sono delineati i tratti essenziali della sua personalità. Di questi luoghi e delle persone che li abitano è importante solo ciò che assume nella memoria dello scrittore la dimensione di mito; il ricordo non è soltanto selettivo, è anche attività mitopoietica. I luoghi diventano di fatto dei momenti spaziali a cui la sua mente si aggrappa affinché le parole possano coagularsi; il tempo si è fermato, a Nymburk, ma non perché la storia si svolga altrove, in posti che stiano al passo con i tempi. La scena finale del romanzo racconta di Francin, il padre del narratore, che è uscito dall’ospizio in cui è stato ricoverato lo zio Pepin, e si ferma a guardare come stanno smantellando il vecchio cimitero; l’ovvietà (la banalità hrabaliana, appunto) di questa immagine è superata da una rapida notazione: E papà stava lì a guardare e vedeva che i lavori di smantellamento del cimitero non li eseguivano persone del tempo nuovo, forse loro li avevano solo disposti, i lavori li facevano persone che conosceva fin da quando si era trasferito nella cittadina dove il tempo si è fermato. Sono le persone del tempo vecchio che materialmente eseguono la cancellazione della propria memoria, perché il tempo è forse un’illusione, e il suo trascorrere non garantisce e non spiega niente; per leggere ciò che ci scorre davanti è assolutamente necessario fermarlo, annullarlo, anche a costo di annullarsi con esso. E questo è un po’ il destino dei personaggi del romanzo.