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Complice lo specchio

Saragosa, paese di sole e di lava alle pendici dell’Etna. Eddie Ponti, investigatore privato, non ha solamente strepitose doti di segugio e trasformista: ha, soprattutto, la prodigiosa capacità di accorciarsi di quindici centimetri. La sua lunga carriera in Polizia lo ha abituato a sbrogliare complicate matasse criminali, ma una mattina di primavera Ponti riceve la visita della vedova del prefetto, Maddalena Virlinzi, donna meravigliosa e sensuale, piena di lentiggini e con una criniera rossa simile a quella di un leone. L’incarico che la vedova gli affida è di pedinare una persona, stilando rapporti dettagliati giorno per giorno e recandosi da lei per rendere conto delle indagini ogni domenica pomeriggio. Ma la persona che la signora Virlinzi desidera sia pedinata è… lei stessa. Si avvia così, su questo preludio venato di surrealtà, un’avventura che è insieme un giallo, un inseguimento, un gioco di specchi, una fuga musicale sul tema del desiderio e dell’amore, della malinconia che ne è inseparabile compagna, dello sguardo altrui che è necessario a ciascuno di noi per sentirsi vivo. Da una Sicilia sulfurea e bellissima fino a Roma, da Trieste a Ferrara avvolta da una nebbia felliniana, l’inseguimento tra Eddie e Maddalena ci conduce attraverso un romanzo sorprendente per la sua ironia, il suo ritmo, la sua intensità mai disgiunta da una dissetante levità.
Musicista, pittore e prolifico autore di romanzi sinora sconosciuti al grande pubblico, Antonio Marangolo è una vera rivelazione, uno di quegli scrittori dal timbro originalissimo e immediatamente riconoscibile: una voce, come quella del suo sassofono, che ci avvolge e ci conduce tra le spire di storie solo all’apparenza bizzarre, in realtà verosimili e vivide come accade solamente nei sogni.
(source: Bol.com)

Completamente spettinato

In “Completamente spettinato” (lo spettacolo portato in scena nella stagione 2003/2004), il comico toscano Paolo Migone racconta l’eterno gioco tra uomini e donne, in chiave autobiografica e attraverso il filtro della sua comicità corrosiva. Innamoramento e amore vengono riportati sul piano della realtà quotidiana, fatta di incomprensioni, gelosie, rancori e cattiverie. Sul palco si affollano così vari personaggi, alcuni appartenenti alla vita personale dell’artista, altri alla storia.
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La compagnia della gloria

La compagnia della gloria è l’ultimo romanzo scritto da Pangborn ed è stato pubblicato in America giusto un anno prima della sua morte. È un romanzo che per alcuni versi si riallaccia al suo celebre Davy: è ambientato anch’esso a pochi decenni di distanza dalla catastrofe, e ci presenta il personaggio di Demetrio il narratore, amato dal popolo per le sue affascinanti storie dei tempi antichi, piene di oggetti miracolosi come i telefoni e gli aeroplani, i televisori e le automobili; tutte cose che ormai la società non sa più costruire. Ma Demetrio è anche temuto dai potenti, perché un uomo che narra a tutti le antiche verità può diventare pericoloso. Così, egli è costretto a fuggire con i suoi compagni: insieme si avviano verso un viaggio pieno di dolori e di gioie inattesi, che tocca i reami della fantasia, della filosofia e delle possibilità umane.

La Compagnia del Talismano

Attraverso un mondo selvaggio e misterioso, popolato di orrori senza nome, cavalca il nobile Duncah, erede della famosa Casa dei Standish: e con lui viaggia una compagnia bizzarra, fatta di esseri umani e non umani, dall’antica saggezza e dagli strani poteri. E tutto questo avviene nell’lnghilterra degli anni ’70… ma non si tratta dell’Inghilterra che noi conosciamo, ne del mondo che ci è familiare. Perche in questo mondo (forse parallelo al nostro?) il Medio Evo non è mai terminato, il Rinascimento è rimasto un sogno incompiuto, le terre ali di là del mare devono ancora essere esplorate, e gli uomini vivono in modo molto simile a quello in cui vivevano mille e più anni prima. C’è una causa, dicono gli storici e gli eruditi, per questa situazione, l’apparizione dell’Orda senza nome che ha devastato la Terra, dalla Macedonia alla penisola iberica fino a giungere sulle coste d’lnghilterra: e ogni cinquecento anni, il terrore e la devastazione si abbattono sul mondo, impedendo la via del progresso. Questi sono gli elementi… ma Duncan, percorrendo la Desolazione, ha un grande scopo e una grande speranza, portare una luce a tutto il genere umano. E questa speranza è racchiusa in un manoscritto, e questo manoscritto ha un potere che nessun uomo conosce… E così, nell’Inghilterra fantastica di questo luogo e di questo tempo, inizia una delle più grandi e magiche avventure che mai siano state tentate da un uomo.

La Compagnia dei Celestini

“Le idee sono come le tette; se non sono abbastanza grandi si possono sempre gonfiare”Un’oscura e crudele profezia che appare sui muri, scritta da una mano invisibile, incombe sulla ricca e corrotta terra di Gladonia. Anno 1990 e rotti: Memorino, Lucifero a Alì, gli spiriti più ribelli dell’orfanotrofio dei Celestini, fuggono per poter rappresentare Gladonia al Campionato Mondiale di Pallastrada, organizzato dal Grande Bastardo in persona, protettore degli orfani di tutto il mondo. Al loro inseguimento si lanciano Don Biffero, il priore Zopilote dal segreto diabolico, e Don Bracco, il segugio di orfani, nonché il celebre e cinico giornalista Fimicoli con il fedele scudiero-fotografo Rosalino. Nella fuga e nell’inseguimento si incontrano, si perdono e si ritrovano personaggi straordinari, i nove pittori pazzi Pelicorti, la bionda e misteriosa Celeste, i magici gemelli campioni di pallastrada, il re dei famburger Barbablù, il meccanico Finezza, il professor Eraclitus, l’Egoarca Mussolardi, l’uomo più ricco e fetente di Gladonia, e le numerose squadre di pallastrada provenienti da tutto il mondo, leoni africani, sciamani, pivetes e volpette lapponi.
(source: Bol.com)

I commitments

A Barrytown, il quartiere popolare di Dublino, un gruppo di ragazzi decide di fondare un complesso di soul e rhytm and blues, ispirandosi ai grandi del genere. La squadra è composta, tra gli altri, da Jimmy Rabbitte, il manager del gruppo; Joey The Lips, il mitico trombettista che ha suonato con tutti i grandi del rock; Deco, il cantante che geme come Otis, le tre coriste sexi che ancheggiano al suono di Sex machine. La loro sarà una vicenda di successi e disastri, di amicizie e litigi, di amori imprevisti e abbandoni clamorosi.

Il commissario Pepe

È il 20 aprile del 1964 quando sul tavolo del commissario Gennaro Pepe, a dispetto del nome settentrionalissimo commissario di una settentrionalissima città del nord est, viene depositata la bomba: due fascicoloni con su scritto «Villa Norma» e «Piazza Cavour 113». In questura, provvedimenti urgenti attendono di essere controfirmati e deliberati, precisamente sette mandati di cattura, undici di perquisizione, trentadue ordini di comparizione. Un vero terremoto, tale da cambiare i connotati della città e mettere a grave repentaglio il già sospettabile nome di almeno cinquanta famiglie.
Innanzitutto le famiglie dei più stretti collaboratori del commissario Pepe, visto che la figlia primogenita del maresciallo e la cognata del vicecommissario sono coinvolte in un giro di prostituzione che ha tra i suoi prim’attori industriali noti e stimati in città, contesse trasformatesi in tenutarie, minorenni che esercitano in appartamenti di lusso del centro.
Vedovo ormai sessantenne, custode dell’ordine pubblico e dell’«olimpica serenità» del capoluogo, Pepe ha sempre vissuto «un’esistenza senza scosse o patemi» di osservatore e accanito lettore di provincia. Significativamente, l’ultimo titolo della sua biblioteca è La peste di Camus. Farebbe volentieri a meno di quell’«inchiesta malaugurata», che minaccia il clima d’idillio di una città in cui cinque miliardari e il vescovo si contendono il potere tra sorrisi, dispettucci e avvertimenti indecifrabili per la gente comune. Saranno le letture o l’abitudine al vizio propria dell’uomo di legge, tuttavia Pepe sa già che in quei fascicoli è nascosta una vera e propria malattia sociale capace di estendere il suo contagio a macchia d’olio. Ragazze e donne «perbene» che si danno alla prostituzione e non per bisogno di denaro, ma per la brama incontenibile «di esperienze e di sfoghi»!
Pubblicato per la prima volta nel 1965 dall’editore Neri Pozza e trasposto in film da Ettore Scola nel 1969, con Ugo Tognazzi in grande spolvero nei panni dell’investigatore, e Silvia Dioniso in quelli della sua ambigua fidanzata Matilde, «signorina gozzaniana e inopinata vestale del porno», *Il commissario Pepe* si inserisce perfettamente e con indiscutibile originalità nella cronologia del giallo italiano, avviata negli anni Trenta dalla ricerca di un Simenon nostrano, riaperta autorevolmente dal *Pasticciaccio* di Gadda e, tra gli anni Cinquanta e Settanta, costantemente emersa nel poliziesco d’autore d’ambientazione regionale, che da Ugo Moretti conduce fino a Fruttero & Lucentini.

I commedianti

Come si può veramente conoscere chi ci sta intorno? Chi può dire che cosa nascondono sotto la loro maschera le persone in apparenza più inoffensive? Un romanzo a intreccio, con numerose analisi psicologiche, di Graham Greene, saggista, commediografo e romanziere considerato uno dei maggiori esponenti della letteratura anglosassone contemporanea.

Commedia nera n.1

Abbandonata – ma solo per il momento – la casa di ringhiera, Recami ci fa entrare questa volta in un appartamento (un po’ claustrofobico), e con questo romanzo dà vita a una nuova serie. Siamo sempre alla commedia umana, che questa volta si tinge di nero per il sarcasmo, il grottesco, il cinismo che la percorre. Una nuova serie, che sarà agrodolce e cattiva alla sua maniera, spietata e un po’ ossessiva, ma nella quale prima o poi tutti ci specchiamo.
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### Sinossi
Abbandonata – ma solo per il momento – la casa di ringhiera, Recami ci fa entrare questa volta in un appartamento (un po’ claustrofobico), e con questo romanzo dà vita a una nuova serie. Siamo sempre alla commedia umana, che questa volta si tinge di nero per il sarcasmo, il grottesco, il cinismo che la percorre. Una nuova serie, che sarà agrodolce e cattiva alla sua maniera, spietata e un po’ ossessiva, ma nella quale prima o poi tutti ci specchiamo.

Come vivere più a lungo e sentirsi meglio

Rivolto a persone di ogni età, *Come vivere più a lungo e sentirsi meglio* è un vero e proprio manuale che insegna a condurre un’esistenza sana e a prevenire le malattie, secondo i principi della Medicina Ortomolecolare, di cui Pauling è stato uno dei pionieri.

Come un fucile carico. La vita di Emily Dickinson

Emily Dickinson è un’autrice esplosiva, un “vulcano silenzioso” che con la sua inarrestabile vena creativa ha rivoluzionato il linguaggio poetico. Eppure, finora della “bella di Amherst” sapevamo soprattutto che ha trascorso un’esistenza ritirata, quasi reclusa, scandita da rare apparizioni pubbliche. In questa biografia, Lyndall Gordon spinge il lettore a varcare la soglia delle mura domestiche di Emily Dickinson per addentrarsi nel nodo della sua vita familiare, nel quale individua una magmatica fonte della sua opera letteraria. Il groviglio di passioni che lega l’autrice all’austero fratello Austin, sposato con Susan, da sempre amica e confidente di Emily, e a Mrs Mabel Todd, l’amante di Austin che arriva a sconvolgere l’apparente serenità dei Dickinson, diventa la scena originaria che alimenta l’invenzione poetica di Emily. Un dramma, una faida su cui Lyndall Gordon – come scrive Nadia Fusini nella prefazione – “ci istruisce non certo per amore del pettegolezzo, ma perché queste vicende di guerra intestina gettano luce su una storia sacra per noi devoti lettori; e cioè, su come venga a comporsi quel corpus di opere che veneriamo – le sue poesie, le sue lettere. Noi vogliamo, certo, sapere della sua esistenza mondana, ma in quanto è legata alla sua opera. La biografia di un poeta è come la biografia di un santo: vogliamo capire come il santo o il poeta giungano a compiere i loro diversi miracoli”.

Come sposare un vampiro milionario

Roman Draganesti è affascinante, bello, ricco… è anche un vampiro. Ma questo vampiro ha appena avuto un incidente affondando i suoi canini in qualcosa che non avrebbe dovuto avere. Ora ha una notte per porre rimedio al problema, prima che le sue naturali doti di guarigione chiudano la ferita per l’eternità. Le cose non stanno andando bene neppure per Shanna Whelan. Lei è una dentista che non regge la vista del sangue. Nonostante l’attrazione tra Shanna e Roman sia immediata e bollente, riuscirà Shanna a superare la paura del sangue e aggiustare il canino di Roman? E se ci riuscirà, cosa impedirà a Roman di usare i suoi canini su di lei?

Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita

Dietro a questo titolo provocatorio si nasconde un manuale pret-à-porter che qualunque nevrotico dovrebbe tenere in tasca e non abbandonare mai, specie nei momenti peggiori. Esso utilizza tecniche yoga, buddhiste e zen, praticate da secoli dai nevrotici orientali ma esportabili anche a noi poveri uomini e donne dell’occidente.
La nevrosi – in particolare la sua forma più diffusa, la nevrosi ansioso-depressiva di cui soffre oggi la maggior parte della gente – ci sommerge di ansie e paure che ci impediscono di gioire della vita e dei rapporti con gli altri. Eliminando il pensiero nevrotico (le seghe mentali), e ritornando a quella realtà da cui esso ci allontana (e questo libro espone le tecniche che ci permettono di farlo), noi impariamo a godere della vita e delle cose che ci stanno intorno e che ormai non vediamo quasi più. Il primo passo per avvicinarsi alla realtà e piantarla con la paranoia è ridere, e questa è la principale ragione – ma non l’unica – del linguaggio “indecente” e dell’umorismo con cui l’autore illustra le sue teorie.

Come sei bella stasera

La vita di Deborah scorre tranquilla: casa con giardino, due gemelli cui badare. Ma negli ultimi tempi il marito, Steve, è visibilmente tormentato e non vuole saperne di confidarsi con lei finché, all’improvviso, pochi giorni prima di Natale, scompare. Deborah chiama gli amici, la polizia. Si rende conto di non sapere molte cose sull’uomo che le viveva accanto. Di giorno in giorno emergono elementi nuovi, sempre più inquietanti. Chi si nascondeva in realtà dietro quello stimato professionista? Un maniaco, un serial killer? In un crescendo di colpi di scena, che la porteranno a dubitare di tutto e di tutti, scaverà a fondo nel passato del marito, fino a scontrarsi con l’atroce verità.

Come se niente fosse

A un narratore è prudente non chiedere mai di raccontare la sua vera storia: quantomeno si innervosisce. La protagonista di questo romanzo non fa eccezione e, se potesse scegliere, continuerebbe a nascondersi come sempre dietro invenzioni, personaggi e “suoni corti, urgenti, che servono soprattutto a far capire agli altri se sto bene o se sto male”. Invece, per ragioni alimentari, accetta di tenere un seminario che, primo, ha per oggetto una disciplina neonata e vagamente grottesca, la “lettura creativa”, e secondo, ha come destinatari gli uditori meno accomodanti: un gruppo di vecchi amici, riemersi da un passato non del tutto limpido. A questo piccolo pubblico, inaspettatamente, la scrittrice finirà per raccontarla davvero, la storia perturbante e per nulla gradevole che i suoi allievi credevano di voler ascoltare. Il risultato è una commedia amara e tagliente, in cui ogni battuta e ogni silenzio hanno un peso.
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