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Sulle tracce del Graal

La ricerca del Graal è stato il tema centrale della letteratura cavalleresca compresa tra il 1180 e il 1270. I cavalieri della Tavola rotonda riuscirono, dopo innumerevoli peripezie, ad entrare in possesso della Sacra coppa del Graal, ad opera del prode Parceval. Del santo Graal, tuttavia, a partire dal secolo XIII si perdono le tracce e da allora più o meno fantasiose storie e leggende sulla sua ricerca e sul suo presunto ritrovamento si sono moltiplicate. In questo libro, frutto di ricerche e di anni di studio, gli autori seguono una traccia particolare che li porta a scrivere un nuovo e affascinante capitolo di questa vicenda.

Sulla traccia di Nives

Nives Meroi è un’alpinista che ha cominciato una gara appassionante: in competizione con una spagnola, vorrebbe diventare la prima donna a conquistare tutti e quattordici gli Ottomila del mondo. Nives scala con suo marito e con un giovane fotografo, senza portatori d’alta quota, senza usare ossigeno. Il loro rapporto con la montagna è di assoluta purezza. Erri De Luca, anch’egli arrampicatore appassionato, è amico di Nives e la segue da tempo nelle sue imprese. Fin dove può. Sotto la tenda, durante una tempesta, Erri e Nives parlano. Della montagna, della sfida, della fatica, della vita. Fotografie di Veronica Citi.

Sulla rivoluzione

Nell’opera di Hannah Arendt, “Sulla rivoluzione” occupa una posizione centrale, insieme riflessione teorica ed esperienza morale della sua piena maturità. In questo libro, confluiscono i motivi fondamentali della sua ricerca e appare in tutto il suo significato l’idea alla quale è rimasta fedele tutta la vita, secondo cui la sola ragion d’essere della politica è la libertà, e suo compito è produrre situazioni che ne allarghino gli spazi, cioè produrre istituzioni e corpi politici “che garantiscano lo spazio entro cui la libertà può manifestarsi”; la politica fallisce invece allorquando per scelta o costrizione sia portata a deviare da questa strada. Di qui il giudizio sul sostanziale fallimento delle due rivoluzioni francese e russa e sulla sostanziale riuscita della rivoluzione americana, la prima delle rivoluzioni moderne. Il senso profondo del libro sta nella coraggiosa rivendicazione dell’autonomia della politica (e, in polemica con Marx, del primato del pensiero), nel suo martellante richiamo alla responsabilizzazione individuale e alla socializzazione, ma istituzionalizzata, del potere, spinta fin quasi a toccare i confini di un antistatalismo libertario, nella perseveranza a individuare e combattere il mito ricorrente della violenza, la cui inevitabile conclusione è stata ogni volta il terrore, la deviazione e la fine della rivoluzione, la disfatta in primo luogo degli ideali in nome dei quali era stata iniziata.
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Sulla pelle

Due bambine sono state rapite e assassinate. Avevano nove e dieci anni; quando sono state ritrovate, la loro bocca era aperta, come in un estremo gesto di stupore, e l’assassino aveva strappato loro tutti i denti. Spetta alla giovane reporter Camille seguire il caso per conto del giornale per cui lavora. Da quando se n’è andata da casa, otto anni prima, non ha quasi più parlato con i suoi familiari: né con la madre, bella e inavvicinabile come una bambola di porcellana, né con la sorellastra che conosce a malapena, una tredicenne precoce dal fascino misterioso e fatale. Ora, tornata nella dimora vittoriana di famiglia, Camille è perseguitata dai ricordi d’infanzia e da una tragedia che neppure un ricovero in un ospedale psichiatrico le ha permesso di dimenticare. Indagando sugli omicidi insieme al capo della polizia locale e a un agente speciale dell’FBI, Camille inizia a identificarsi sempre di più con le giovani vittime. Perché ha la sensazione di aver già vissuto sulla propria pelle i loro orrori? Incalzata dai suoi demoni, dovrà risolvere il puzzle del suo passato, prima che il ritorno forzato a casa si trasformi in un viaggio a senso unico verso l’inferno.
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Sull’oceano

C’è stato un tempo nel quale gli emigranti eravamo noi, gli italiani, senza distinzione di classe e di geografia. Sembra storia antichissima ma non lo è, appartiene a un passato distante poco più di un secolo, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento. Italiani che andavano in cerca di fortuna e di una nuova vita nelle Americhe, a bordo di piroscafi e transatlantici, in condizioni spesso non diverse da quelle che oggi riempiono le cronache dei viaggi impossibili compiuti da chi scappa dalle guerre africane e mediorientali attraverso il Mediterraneo. Su una di queste imbarcazioni salì a bordo anche De Amicis, che documentò quell’esperienza con queste pagine, a metà tra il reportage di viaggio e romanzo di narrativa. L’autore racconta la traversata in ventidue giorni da Genova a Buenos Aires, imbattendosi in una variegata umanità: famiglie borghesi, emigranti meridionali e settentrionali, donne e uomini in cerca di un’alternativa disperata. È lo spaccato di un’Italia spesso analfabeta, povera, ma sempre dignitosa. E ancora la noia e la monotonia del viaggio, i rari momenti in cui la passione improvvisamente si accende, il tutto documentato con la cura del cronista e il sentimento del passeggero. Un libro da leggere per la prima volta, o da rileggere attentamente, per non dimenticare che la storia è ciclica: e quello che noi oggi chiamiamo presente è stato già il nostro passato.

Sul confine

Sul confine è fatto di molte storie: guerra nel deserto, uomini che cercano di vivere in una terra senza legge, tortura ed embarghi, generazioni senza storia in un angolo dimenticato del mondo. Il protagonista è un contrabbandiere, uno dei pochi a sapersi muovere sulla frontiera minata a nord dell’Iraq. Un territorio infestato di militari, ladri e torturatori dei servizi segreti. L’uomo è immerso nel paesaggio, impegnato solo a sopravvivere, fino a quando suo figlio scompare, accusato di terrorismo. Un romanzo attuale come i teatri di guerra mediorientali e metafisico come Il deserto dei Tartari, raccontato da una voce che apre gli occhi, e il cuore, su una realtà che appartiene anche a noi. 

Il suicidio perfetto

Marzio Santoni, ispettore di polizia a Valdiluce, ha un grande fiuto. È affascinante ma schivo, uno sciatore provetto che preferisce passare il tempo in mezzo ai boschi piuttosto che al caldo dei rifugi. Lupo bianco, così lo chiamano tutti per via di un olfatto fuori dal comune, ha un passato di indagini da prima pagina, ma da quando è tornato in provincia, si trova a occuparsi di insignificanti inchieste locali e casi di poco conto. La stagione invernale a Valdiluce è ricca di distrazioni, con quel continuo andirivieni di sciatori e famiglie in tuta e scarponi. È così che incontra Elisabetta, attraente ed enigmatica, in vacanza con tre amiche per una settimana di sci e svago. Tra i due l’intesa è immediata e desiderio, eros e un’insaziabile attrazione rendono quei pochi giorni una vertigine sospesa. Lei sposata e con un menage complicato, lui scapolo solitario abituato a relazioni a termine, stanno cercando il coraggio per dirsi addio, quando un evento terribile sconvolge l’intera vallata. Elisabetta e le sue amiche vengono ritrovate nella camera d’albergo, senza vita. Quattro cadaveri e nessun indizio, quattro donne morte senza un apparente motivo. Ed è proprio Lupo bianco che dovrà sovrintendere le indagini all’interno di quella piccola comunità di provincia chiusa e reticente e scoprire la verità.
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Il suicidio dei buoni

È passato da poco il Natale e in una Barcellona fredda, piovosa e in piena crisi economica, l’ispettore di polizia di origine argentina Héctor Salgado è ossessionato dalla misteriosa scomparsa di Ruth, la sua ex moglie, sparita nel nulla sei mesi prima. Nonostante abiti da moltissimi anni nella capitale catalana, Héctor non si sente davvero a suo agio in quella città. A complicare le cose c’è un difficile e quanto mai dubbio caso di suicidi in serie. Tutte le vittime lavoravano per la stessa azienda produttrice di cosmetici. Il direttore finanziario si uccide dopo aver ammazzato la figlioletta di pochi mesi e la moglie. Quello che sembra essere un caso di violenza domestica si rivela da subito qualcos’altro, quando anche Sara, la fedelissima segretaria del direttore generale, fratello della proprietaria dell’azienda, si uccide e un’altra donna viene ritrovata senza vita dopo aver ingerito una quantità eccessiva di sonniferi. Quale può essere il motivo scatenante di questa serie di apparenti suicidi? Le indagini di Héctor si intrecciano fatalmente a quelle relative alla scomparsa della ex moglie, di cui si sta occupando la sua collega, l’agente Leire Castro, che scoprirà segreti sorprendenti. Dopo L’estate dei giochi spezzati, vero fenomeno editoriale in Spagna, anche questo secondo romanzo vede protagonista l’ispettore Salgado e conferma le ottime doti di giallista di Antonio Hill, che confeziona un thriller avvincente, dall’ambientazione curata e dal ritmo incalzante, grazie ai frequenti cambi di prospettiva e ai numerosi colpi di scena.

Sui colli all’alba

Chi ha ammazzato Claudia Giacometti, operaia? Se lo chiede Sarti Antonio, sergente, che la trova nuda, seduta in poltrona, strangolata. Un delitto passionale, di nuovo? Ma il caso si complica, diventa un pasticcio in cui finiscono coinvolti miliardari, organizzazioni rivoluzionarie e bombe. Tutto questo in una Bologna sorniona e ingannevole, dove ogni cosa ne nasconde un’altra.

Sugar Daddy (Serie Travis Vol. 1)

Liberty Jones, quattordici anni, vive a Welcome, piccolo villaggio del Texas; il suo giovane e intraprendente cuore scalpita. Ai suoi occhi, solo l’amore per Hardy Cates dà gioia a quel luogo privo di attrattiva. Per Hardy, invece, la ragazza rappresenta un ostacolo sulla strada verso la realizzazione dei suoi progetti, che vanno ben oltre il ristretto orizzonte di Welcome. E quando Hardy se ne va, anche Liberty lascia Welcome per la grande città, decisa a conquistare un futuro migliore per sé e la sorellina a cui deve fare da madre. Gli anni passano e le cose cominciano ad andare per il verso giusto: Liberty conquista l’amore di un milionario, che sembra farle dimenticare quella disperata passione di gioventù. Ma un giorno Hardy ritorna¿ Da una delle più amate scrittrici di romanzi d’amore, un libro ricco di emozioni e ironia che ha ricevuto entusiastici consensi internazionali.
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### Descrizione del libro
A warm and witty contemporary debut for NEW YORK TIMES worldwide bestselling author Lisa Kleypas
### Sinossi
Liberty Jones, quattordici anni, vive a Welcome, piccolo villaggio del Texas; il suo giovane e intraprendente cuore scalpita. Ai suoi occhi, solo l’amore per Hardy Cates dà gioia a quel luogo privo di attrattiva. Per Hardy, invece, la ragazza rappresenta un ostacolo sulla strada verso la realizzazione dei suoi progetti, che vanno ben oltre il ristretto orizzonte di Welcome. E quando Hardy se ne va, anche Liberty lascia Welcome per la grande città, decisa a conquistare un futuro migliore per sé e la sorellina a cui deve fare da madre. Gli anni passano e le cose cominciano ad andare per il verso giusto: Liberty conquista l’amore di un milionario, che sembra farle dimenticare quella disperata passione di gioventù. Ma un giorno Hardy ritorna¿ Da una delle più amate scrittrici di romanzi d’amore, un libro ricco di emozioni e ironia che ha ricevuto entusiastici consensi internazionali.

Süden e la vita segreta

I clienti della locanda Charly’s Tante hanno fatto una colletta. Vogliono ingaggiare un detective privato per scoprire dov’è finita Ilka, la mite e affidabile cameriera. Quando i proprietari le hanno proposto la gestione del locale, la donna è svanita senza lasciare traccia. Süden, che questa volta subisce il fascino di Birgit, una commissaria fuori del comune, sonda i lati deboli di Ilka alla ricerca di una pista. Una storia di solitudini, segreti e paure, carica di suspence e raccontata con dolce malinconia…

Sud e magia

«In quanto orizzonte stabile della crisi, la magia offre il quadro mitico di forze magiche, di fascinazioni e possessioni, di fatture e di esorcismi, e istituzionalizza la figura di operatori magici specializzati. In quanto operazione di riassorbimento del negativo nell’ordine metastorico, la magia è più propriamente rito, potenza del gesto e della parola: sul piano metastorico della magia, tutte le gravidanze sono condotte felicemente a termine, tutti i neonati sono vivi e vitali, il latte fluisce sempre abbondante nel seno delle madri, e così via, proprio all’opposto di ciò che accade nella storia».
È venuto il momento di riappropriarsi di Sud e magia di Ernesto de Martino. A cinquant’anni dalla morte dell’autore, questo grande classico dell’indagine etnografica sul nostro Mezzogiorno può essere oggi riletto per quello che effettivamente rappresenta: un contributo – modernissimo, addirittura precorritore – alla comprensione profonda dei modi e dei riti della cultura popolare che portano al riscatto dalla «crisi della presenza» in contesti di forte e perturbata criticità. La «bassa magia cerimoniale» praticata dai contadini lucani è interpretata come un ricco istituto culturale in grado di offrire protezione esistenziale ai ceti popolari, in un regime di vita dominato dalla miseria materiale e dall’oppressione politica. Nella lettura di de Martino, riti e simboli magici non contrassegnano una mentalità primitiva collocata fuori dalla storia (com’era stato per il Carlo Levi di Cristo si è fermato a Eboli): al contrario, il libro si sforza di considerarli all’interno di una più ampia «storia religiosa del Mezzogiorno» e delle relazioni tra classi egemoniche e subalterne che in essa si istituiscono. Coraggiosamente pubblicato per la prima volta nel 1959 da Giangiacomo Feltrinelli, il libro dà conto delle ricerche condotte dall’autore sulla cultura popolare in Lucania lungo il corso di una serie di «spedizioni etnografiche», la più significativa delle quali fu compiuta nel 1952. Attraverso una intensissima osservazione sul campo, operata con l’aiuto di tecniche e strumenti di grande rigore, l’indagine analizza quelle pratiche di possessione, fascinazione e magia che «proprio per la loro rozzezza ed elementarità rivelano più prontamente i caratteri strutturali e funzionali di quel momento magico che – sia pur affinato e sublimato – si ritrova anche nel cattolicesimo», vale a dire nelle forme più complesse della religiosità meridionale. Questa nuova edizione, introdotta da un denso saggio storico-critico dei curatori, ripropone tutti i testi e le immagini fotografiche dell’edizione del 1959, corredati e arricchiti da materiali rimasti per lo più inediti, raccolti qui per la prima volta in un percorso organico che introduce il lettore nello straordinario «cantiere» etnologico lucano da cui ha preso corpo il testo di Sud e magia.
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### Sinossi
«In quanto orizzonte stabile della crisi, la magia offre il quadro mitico di forze magiche, di fascinazioni e possessioni, di fatture e di esorcismi, e istituzionalizza la figura di operatori magici specializzati. In quanto operazione di riassorbimento del negativo nell’ordine metastorico, la magia è più propriamente rito, potenza del gesto e della parola: sul piano metastorico della magia, tutte le gravidanze sono condotte felicemente a termine, tutti i neonati sono vivi e vitali, il latte fluisce sempre abbondante nel seno delle madri, e così via, proprio all’opposto di ciò che accade nella storia».
È venuto il momento di riappropriarsi di Sud e magia di Ernesto de Martino. A cinquant’anni dalla morte dell’autore, questo grande classico dell’indagine etnografica sul nostro Mezzogiorno può essere oggi riletto per quello che effettivamente rappresenta: un contributo – modernissimo, addirittura precorritore – alla comprensione profonda dei modi e dei riti della cultura popolare che portano al riscatto dalla «crisi della presenza» in contesti di forte e perturbata criticità. La «bassa magia cerimoniale» praticata dai contadini lucani è interpretata come un ricco istituto culturale in grado di offrire protezione esistenziale ai ceti popolari, in un regime di vita dominato dalla miseria materiale e dall’oppressione politica. Nella lettura di de Martino, riti e simboli magici non contrassegnano una mentalità primitiva collocata fuori dalla storia (com’era stato per il Carlo Levi di Cristo si è fermato a Eboli): al contrario, il libro si sforza di considerarli all’interno di una più ampia «storia religiosa del Mezzogiorno» e delle relazioni tra classi egemoniche e subalterne che in essa si istituiscono. Coraggiosamente pubblicato per la prima volta nel 1959 da Giangiacomo Feltrinelli, il libro dà conto delle ricerche condotte dall’autore sulla cultura popolare in Lucania lungo il corso di una serie di «spedizioni etnografiche», la più significativa delle quali fu compiuta nel 1952. Attraverso una intensissima osservazione sul campo, operata con l’aiuto di tecniche e strumenti di grande rigore, l’indagine analizza quelle pratiche di possessione, fascinazione e magia che «proprio per la loro rozzezza ed elementarità rivelano più prontamente i caratteri strutturali e funzionali di quel momento magico che – sia pur affinato e sublimato – si ritrova anche nel cattolicesimo», vale a dire nelle forme più complesse della religiosità meridionale. Questa nuova edizione, introdotta da un denso saggio storico-critico dei curatori, ripropone tutti i testi e le immagini fotografiche dell’edizione del 1959, corredati e arricchiti da materiali rimasti per lo più inediti, raccolti qui per la prima volta in un percorso organico che introduce il lettore nello straordinario «cantiere» etnologico lucano da cui ha preso corpo il testo di Sud e magia.

La sublime arte di amare

Cinzia Linares, dolce fanciulla posta brutalmente davanti alla morte della madre e abbandonata dal fidanzato timoroso di essere coinvolto in uno scandalo, per stordirsi si butterà in una vita disordinata che minerà il suo fisico e rischierà di morire di tubercolosi. Ma nella casa di cura di Davos troverà, con la rinnovata salute, un uomo che dell’amore sa fare un’arte sublime.

Su nella stanza di Honey

Detroit, ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. La bella Honey Deal ottiene il divorzio dal marito, Walter Schoen, un macellaio che si spaccia per il fratello gemello di Heinrich Himmler, quando si rende conto della sua clamorosa e irrecuperabile stupidità. Sulla scena piomba l’Hot Kid Carl Webster, adesso sulle tracce di due gerarchi nazisti fuggiti da un campo di prigionia dell’Oklahoma, e sicuro della complicità di Schoen nell’evasione. Per scoprire il nascondiglio dei nazisti Carl riesce a tirare dalla sua parte la biondissima Honey e i due si ritrovano ben presto coinvolti nelle attività di una cellula spionistica tedesca… Dopo una serie di incontri e scontri, spesso di rara comicità, la movimentata resa dei conti avrà luogo nell’appartamento di Honey, tra il divano del soggiorno e la camera da letto.
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Stuzzicante tentazione

Inghilterra, 1817 – Quando incontra il famigerato Lucifero, la Duchessa di Woollerton dimostra subito di non essere per nulla impressionata dalla reputazione che lo accompagna: non lesina dunque battute mordaci e adotta un atteggiamento alquanto disinibito per mettere in chiaro di non essere una preda. Senza sapere che per lui l’audacia è assai più stuzzicante dell’innocenza, e che le provocazioni non fanno che stimolare le sue fantasie. E infatti, nonostante le buone intenzioni, l’imprudente Genevieve finisce per arrendersi al fascino di quel seducente libertino. Pone a se stessa un’unica condizione: aprirà i sensi alla passione, ma chiuderà il cuore alle lusinghe dell’amore. Ci riuscirà?

Lo stupore infantile

Punto di partenza (ma anche di arrivo) di questo libro è quello stato perfetto, di primordiale stupore per il mondo, che ciascuno di noi ha conosciuto in una fase della prima infanzia, «premessa gloriosa e tradita dell’esistenza». Tornare ad esso significa scoprire un immenso tesoro psichico, accedere alla «conoscenza senza dualità», a una «filosofia spinta al di là delle parole». Tutto ciò è implicito in culti religiosi di ogni parte del mondo: in Occidente nella devozione per Gesù Bambino. Molte sono le vie per ritrovare quella condizione di stupore: anzi, si potrebbe dire che nessun percorso, per quanto eccentrico, è escluso fin dall’inizio. E Zolla è un maestro del vagabondaggio metafisico. Dove si (ci) condurrà questa volta? A una meditazione sulla luce, alla natura quale fu evocata da Goethe, ai temi dell’ascensione in montagna, della migrazione, della «truffaldina nascita delle nazioni moderne», della realtà virtuale. E intanto, mescolate alle immagini e alle storie, ci sfioreranno figure di sciamani birmani e folli bizantini, ma anche i versi di Yeats o il suono del *Flauto magico* e del *Parsifal*. Come già *Uscite dal mondo*, questo libro apre e chiude continuamente dinanzi a noi un ventaglio dove nessuno spicchio permette di prevedere il successivo, ma ciascuno rimanda a tutti gli altri.