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L’estate infinita

Italia. Estate del 1972. Ivo il Barrocciai convince il padre Ardengo a finanziargli l’acquisto di un terreno per costruire una fabbrica di tessuti da “far invidia ai milanesi”. Cesare Vezzosi, piccolo impresario edile, sposato con la bellissima Arianna che lascia lunghi mesi al mare a badare al figlio Vittorio, costruisce di lena appartamenti popolari per ospitare l’ondata di intrepida immigrazione che viene dal Sud. Pasquale Citarella è venuto dall’Irpinia a cercare fortuna, con moglie e figli, e pittura senza sosta le case e i capannoni e i palazzi che sembrano spuntare ovunque. Siamo all’alba di un nuovo mondo e l’albero della vita sta intrecciando i destini: l’audace Barrocciai incarica il Vezzosi di costruire la faraonica fabbrica mentre lui si getta, con l’entusiasmo di un fanciullo, alla conquista del mercato tessile d’Europa e d’America. Il Vezzosi, a sua volta, incarica Citarella della costruzione: una commissione che può valere il futuro suo, della sua famiglia, e anche di qualche parente rimasto ad Ariano Irpino. E mentre la fabbrica si va edificando, gloriosa ed eccessiva come il sogno che l’ha voluta creare, mentre quei tessuti iniziano a generare denaro e spargere benessere condiviso, mentre gli anni vengono divorati dalla voglia di futuro, le vite private dei protagonisti iniziano a scricchiolare, a scomporsi e ricomporsi, travolte dall’impeto di una vita che è benzina per i sogni e di una crescita continua e rapidissima, onnipresente, naturale quanto l’aria e il cielo. Edoardo Nesi torna al romanzo con una saga familiare che segue e accarezza cinque personaggi indimenticabili e dipinge l’affresco di una nazione giovane e ambiziosa e coraggiosa, sulla quale splendeva la buona stella della fortuna e nella quale si soffriva solo – ma tanto – per amore. L’estate infinita è una macchina del tempo che riesce a ricondurci al ricordo potente e lieve d’un passato prossimo colmo d’un futuro che non finiva mai, e ci riporta in un’Italia innamorata della vita e delle sue passioni, talentuosa e frenetica, laboriosa e sventatissima: l’Italia migliore di sempre.

L’estate fredda

Siamo nel 1992, tra maggio e luglio. A Bari, come altrove, sono giorni di fuoco, fra agguati, uccisioni, casi di lupara bianca. Quando arriva la notizia che un bambino, figlio di un capo clan, è stato rapito, il maresciallo Pietro Fenoglio capisce che il punto di non ritorno è stato raggiunto. Adesso potrebbe accadere qualsiasi cosa. Poi, inaspettatamente, il giovane boss che ha scatenato la guerra, e che tutti sospettano del sequestro, decide di collaborare con la giustizia. Nella lunga confessione davanti al magistrato, l’uomo ripercorre la propria avventura criminale in un racconto ipnotico animato da una forza viva e diabolica; da quella potenza letteraria che Gadda attribuiva alla lingua dei verbali. Ma le dichiarazioni del pentito non basteranno a far luce sulla scomparsa del bambino. Per scoprire la verità Fenoglio sarà costretto a inoltrarsi in quel territorio ambiguo dove è piú difficile distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ambientato al tempo delle stragi di Palermo, L’estate fredda offre uno sguardo pauroso sulla natura umana, ma ci regala anche un protagonista di straordinaria, commovente dignità. E, alla fine, un inatteso bagliore di speranza. «Fenoglio sapeva benissimo che quel caso lo avrebbe ossessionato fino a quando non fossero riusciti a risolverlo. Il problema era: non esisteva nessuna certezza che sarebbero riusciti a risolverlo. Non esiste mai».

Un’estate di perdizione

Per Anna, la proposta è irrinunciabile: trascorrere due mesi a Creta per partecipare a un importante scavo archeologico. Potrebbe essere la svolta della sua carriera e l’occasione giusta per mettere alla prova il rapporto col suo fidanzato storico, Justin, che invece dovrà rimanere a Londra a lavorare per tutta l’estate. Così, senza pensarci due volte, Anna accetta l’incarico, compra il biglietto aereo e, sul volo, conosce Miranda, la ragazza con cui condividerà quella fantastica esperienza, ma che, in realtà, non sembra particolarmente interessata all’archeologia. Miranda infatti le confida di avere chiuso una relazione con un uomo sposato e mette subito in chiaro le sue intenzioni: divertirsi il più possibile! Non appena giunge a Creta, Anna rimane affascinata dall’intenso profumo della calda brezza che soffia sull’isola, dal colore ipnotico del mare e… dagli uomini che incontra. Prima Vangelis, il giovane studioso che ospita nella sua villa i componenti del team di ricerca, un ragazzo dal sorriso irresistibile e dai modi audaci e disinibiti; e poi il direttore degli scavi, William Sillery, un professore anticonformista eppure maniaco del controllo, che dietro lo sguardo magnetico nasconde un bagliore perverso… Con la complicità di Miranda, in quella torrida estate greca, Anna si lascerà coinvolgere in uno stuzzicante gioco di seduzione e ogni sua fantasia – anche la più inconfessabile – verrà soddisfatta. A Londra, però, c’è qualcuno che l’aspetta, e che è disposto a tutto pur di non perderla…

Estate di morte

Durante un campeggio estivo, quattro ragazzi – Gil Perez, Margot Green, Doug Billingham e Camille Copeland – si avventurano nei boschi di notte per non fare più ritorno. Margot e Doug vengono brutalmente assassinati; Gil e Camille svaniscono nel nulla, ma tutto lascia pensare che anche loro siano rimasti vittime di un serial killer.
Vent’anni dopo, Paul Copeland, fratello di Camille e brillante procuratore della contea di Essex, viene chiamato all’obitorio per il riconoscimento di un uomo ucciso la notte prima. In apparenza quello che si trova di fronte è il cadavere di uno sconosciuto, ma una cicatrice sul braccio sembra rivelare una verità sconcertante: il morto è Gil Perez.
Questa scoperta getta Paul in un baratro di ricordi strazianti, riaprendo ferite mai rimarginate. Dove si è nascosto Gil durante tutto questo tempo? E perché? Che cosa è accaduto davvero nei boschi durante quella tragica vacanza? È possibile che anche Camille sia ancora viva? Per cercare le risposte a queste domande, Paul si inoltra in un dedalo di reticenze e ambiguità, trovandosi a fare i conti con le zone d’ombra della sua stessa famiglia e con il proprio inestinguibile senso di colpa per non aver vigilato a dovere sulla sorella.
Alla difficile ricerca di una verità tanto necessaria quanto spaventosa, Paul rincontra il suo primo grande amore, Lucy, che era con lui quella terribile notte e che forse può aiutarlo a fare i conti con gli eventi che hanno sconvolto le loro esistenze.
In Estate di morte Harlan Coben intreccia magistralmente i destini dei suoi personaggi, alle prese con un passato impossibile da cancellare, l’innocenza irrimediabilmente perduta e l’ingovernabile forza dei sentimenti, firmando un romanzo appassionante e difficile da dimenticare.

Essere vivi

«Quest’uomo è come me, penso, ci siamo conquistati tutto». Cristina Comencini è scrittrice, regista e drammaturga. Essere vivi segna il suo passaggio all¿Einaudi. La vita di Caterina è scandita in due tempi, ben separati tra loro. Nel primo c’è una bambina che insegue una fila di formiche. Un cane che guaisce oltre la porta, i rami di un melo, sei anni d’infanzia muta cancellati dal fuoco. Nel secondo ci sono un lavoro, un marito, due figli. C’è la donna che Caterina è diventata, dopo aver imparato faticosamente i passi e le parole. Tutto ciò che sta in mezzo è merito di una straordinaria madre adottiva, la donna vitale e insaziabile il cui corpo giace oggi in una stanza d’albergo, accanto a quello del suo uomo. Ed è proprio qui che Caterina si ritrova insieme a Daniele, il figlio di lui, per cercare di ricostruire il corso degli eventi. È in questo pugno di giorni che la sua vita per la prima volta le si rivela intera. Daniele ha un’allegria forsennata, un’energia che rompe il guscio delle cose, e Caterina una capacità strana, la facoltà visionaria d’indovinare gli sconosciuti. La morte dei loro genitori è l’unica cosa che hanno in comune, ma la libertà disperata di quei pochi giorni insieme insegnerà a entrambi un modo nuovo di stare al mondo. «Tutto è iniziato in quella vacanza, quando io ho scelto di abitare il tuo mondo e tu di lasciarlo. Non importa se ci sono voluti anni, era già tutto lí. Avremmo dovuto buttare giú il muro che ci divideva solo apparentemente, come ora, in questa stanza, perché in realtà avevamo la stessa morte nel cuore».

Esprimi Un Desiderio

Giulia è una donna razionale e concreta, totalmente appagata dal suo lavoro di Art Director presso una delle più importanti case editrici inglesi. Non entra in una small, ma vive senza sensi di colpa la sua 46. Ha una vera passione per l’abbigliamento ma non spende mai più del necessario. Ha superato con classe e intelligenza la rottura con il suo ragazzo e ora si gode l’indipendenza da single in carriera. Giulia è così. O almeno è questo che vorrebbe essere. La realtà, però, è un po’ differente. Da quando Randall Stevenson, il famoso scrittore fantasy, l’ha mollata per una stangona bionda dal fisico statuario, il lavoro è diventato insopportabile, le smancerie fra coppie le creano crisi d’ansia e il suo sogno più recondito è diventato quello di essere magra. Neanche lo shopping riesce a tirarla su di morale, anzi… quando a poche ore dalla festa per i suoi trent’anni si ritrova senza un vestito all’altezza del locale più cool della città, iniziano a manifestarsi i primi segni di cedimento. Ed è proprio allora che il destino busserà alla sua porta con un regalo molto speciale che sembrerà realizzare tutti i suoi desideri, anche se non sempre quello che si pensa di volere è quello che si vuole veramente.
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L’espressione dell’amore

Finalmente insieme. Finalmente dalla stessa parte, senza più segreti.Matteo e Francesca ora sono uniti e hanno tutto, anche più di quello che avrebbero potuto desiderare.Ma nel romanzo, come nella vita, quando pensi d’avere tutto accade qualcosa che ti obbliga a rivedere le tue scelte e t’impone di lottare per quello che realmente conta.Può davvero l’amore vincere su tutto? È davvero possibile restare uniti davanti alle difficoltà della vita?L’espressione dell’amore è il terzo e ultimo capitolo della mia trilogia.Un romanzo d’amore a tratti divertente che vi emozionerà.Nome Illustratore Sherazade’s Graphics.Hanno scritto de L’altra faccia dell’amore:Romanzi rosa contemporanei di Emme X: In questo clima tormentato, spietato e crudele, aleggia l’immagine di uno zio fuori di testa. Un personaggio che smorza la tensione e fa ridere a crepapelle.Lo adoro! Un racconto sorprendete che vi catturerà. Io non riuscivo a smettere di leggere, ho dormito pochissimo, leggevo come una posseduta dall’e-reader.lalibreriadiluce: Anche in questo secondo capitolo non mancano i colpi di scena e i momenti di grande umorismo. La lettura è scorrevole e le note umoristiche sempre molto coinvolgenti.Chi ha letto il primo capitolo non può perdersi questa continuazione, così come chi ha letto questo secondo capitolo non potrà non attendere con trepidazione il terzo.Ilmondoviola: apprezzo il fatto che la storia sia un mix ben costruito tra amore, passione, sofferenza, divertimento, amicizia, amore per la famiglia e anche qui abbiamo molta azione e suspance.

Esperimento Utopia

Quando la Dresner Industries presenta la sua ultima creazione, il Merge, un dispositivo destinato a rivoluzionare il mondo e a rendere obsoleti il computer e lo smartphone, il colonnello Jon Smith di Covert-One viene incaricato di valutare la sua possibile applicazione militare. Subito, Smith si rende conto che – grazie al potenziamento della vista, al controllo in tempo reale del campo di battaglia attraverso un display sofisticato, alla garanzia di una mira pressoché perfetta e all’inviolabilità del sistema – il Merge è il precursore e il protagonista assoluto di una tecnologia che cambierà per sempre la nozione stessa di guerra. Una tecnologia che per nessuna ragione dovrà mai cadere in mani nemiche. Intanto, sulle montagne dell’Afghanistan, l’agente della CIA Randi Russell scopre che un villaggio è stato teatro di un massacro e che tutti i miliziani morti erano equipaggiati con tecnologia Merge, ancora sconosciuta all’Intelligence. Russell e Smith cominciano allora a indagare sulla carneficina, ma l’indagine viene prontamente bloccata da qualcuno che sembra far parte dei gradi più alti dell’apparato militare, e che agisce all’insaputa dello stesso Presidente. Il Merge è davvero così sicuro come sostiene il suo ideatore? E perché il Pentagono sembra così ansioso di mantenere il segreto più assoluto sul suo sviluppo? Smith e Russell sono determinati a svelare la verità. Anche a costo della loro stessa vita.

Esilio su Andromeda

L’autore di questo avvincente racconto è Y.F.J. Long, dottore in scienze. Il romanzo è quindi costruito su ipotesi scientifiche tutt’altro che fantastiche, che potrebbero in un non lontano futuro diventare probanti. Oltre che scienziato, Long si rivela ottimo scrittore, sia per inventiva, sia per stile. Immagina di essere nel 1985, dopo un conflitto mondiale che non ha distrutto la Terra soltanto per l’intervento di un progredito e civilissimo popolo abitante un pianeta della nebulosa di Andromeda e che discende dagli Atlantidei. Marte e la Terra, dopo un’altra guerra terribile, si sono affratellati. E marziani e terrestri intraprendono, nel 1985, un viaggio intergalattico, che essi credono sia il primo nella storia dell’umanità, con un apparecchio a propulsione spaziotemporale. Le avventure di questa spedizione ardita, quasi pazzesca, formano la sostanza del romanzo. E sono non soltanto avvincenti, ma perfino credibili, per la naturalezza e l’arte con la quale vengono presentate, mai gratuite, perché basate sempre su ipotesi scientifiche che cominciano, nella nostra strana era di progresso, a diventare di dominio pubblico. La spedizione arriva a Kromas, nella nebulosa di Andromeda, dove conosce la meravigliosa storia della civiltà Atlantidea, da cui gli abitanti di Kromas discendono. Il romanzo si segue fino in fondo, senza che l’interesse diminuisca, anzi con appassionante curiosità, anche per i problemi che la dimensione tempo, nella quale la spedizione viaggia, pone alla mente di chi legge aprendole uno spiraglio sull’infinito.

Esercizi d’amore

Da uno dei più brillanti autori inglesi della nuova generazione, una love story molto attuale e una riflessione sottile sul tema amoroso alle soglie del Duemila. Iniziata e finita su un volo Parigi-Londra, la vicenda si svolge ai nostri giorni nella capitale inglese, tra musei, supermarket e ristoranti esotici, e ci fa vivere ogni tremito, ogni desiderio, ogni fase di una normalissima ma esemplare storia d’amore. L’ironia, la verve, la sensibilità, l’arte di leggere le passioni nella loro quotidianità: queste le migliori qualità dell’opera prima di Alain de Botton.
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### Sinossi
Da uno dei più brillanti autori inglesi della nuova generazione, una love story molto attuale e una riflessione sottile sul tema amoroso alle soglie del Duemila. Iniziata e finita su un volo Parigi-Londra, la vicenda si svolge ai nostri giorni nella capitale inglese, tra musei, supermarket e ristoranti esotici, e ci fa vivere ogni tremito, ogni desiderio, ogni fase di una normalissima ma esemplare storia d’amore. L’ironia, la verve, la sensibilità, l’arte di leggere le passioni nella loro quotidianità: queste le migliori qualità dell’opera prima di Alain de Botton.

L’esercito delle cose inutili

In un gelido mattino di dicembre, un libro e un asino s’incontrano lungo una strada deserta. Il libro, in viaggio verso il meraviglioso “Paese delle cose inutili”, convince il vecchio asino a seguirlo. Dopotutto, un asino che non serve più a nessuno non potrà che trovarsi bene in un posto pieno di funamboli, cantori, raccoglitori di conchiglie, macinini da caffè, scollatoti di francobolli, trapiantatoti di primule, dizonari di latino e raccolte poetiche. Vivono là, tutti ammassati insieme e, secondo il libro, sono molto felici. L’asino Raimond, però, non si consola d’essere diventato inutile. La nostalgia lo tormenta e, ben presto, le lettere misteriose che riceve ogni settimana diventeranno il suo unico conforto. Foglio dopo foglio, scoprirà la storia di Guglielmo, un ragazzo introverso e sensibile che ha parecchio da raccontare, e un modo tutto suo di farlo. Conquistato da quella voce, Raimond deciderà di aiutarlo, di difenderlo dal temibile bullo che gli rovina i giorni e di entrare nella sua vita. Ma la sua non sarà un’impresa solitaria: lo strampalato “Esercito delle cose inutili” lo seguirà a ruota, perché ciò che è vecchio, desueto, ai margini, eccentrico, può essere mosso da un’energia misteriosa e seguire strade poco battute, dove l’utile e l’inutile sanno ribaltarsi l’uno nell’altro e diventare, forse, una sostanza nuova.

L’esercito dei 14 bambini

Tra Divergent e Hunger Games Oltre 300.000 copie vendute Hunger Games ha trovato il suo erede Quattordici studenti di diverse età sono rimasti intrappolati all’interno di un gigantesco supermercato a Monument, in Colorado. Lì dentro c’è tutto ciò di cui potrebbero aver bisogno: cibo di ogni genere, vestiti, videogiochi e libri, farmaci e ogni tipo di bevanda alcolica… e senza la supervisione di un adulto possono fare quello che vogliono. Potrebbe anche essere divertente. Purtroppo la verità è che fuori da lì il genere umano sta scomparendo a causa di catastrofi naturali e della dispersione di sostanze chimiche nell’atmosfera che, a seconda del gruppo sanguigno, possono provocare nelle persone disturbi paranoidi, accessi di violenza o addirittura la morte. I bambini devono rimanere all’interno, costretti ad attrezzarsi per la sopravvivenza, senza sapere se potranno mai uscire. Nonostante la giovane età, saranno in grado di cavarsela e guadagnarsi un futuro? Diritti di traduzione venduti in 10 Paesi Oltre 300.000 copie vendute «Spaventoso e affascinante.» New York Times «Un vero thriller.» Booklist «I lettori aspetteranno con ansia il secondo volume.» Kirkus Emmy LaybourneÈ scrittrice, sceneggiatrice ed ex attrice. Il suo esordio nella narrativa, L’esercito dei 14 bambini, si è guadagnato il plauso della critica ed è stato nominato YALSA Teens’ Top Ten. Il libro è il primo capitolo di una trilogia. Emmy vive nella periferia di New York City con il marito, due figli e nove galline.

Esegesi dei luoghi comuni

Ecco l’”Esegesi dei luoghi comuni” del “terribile” Léon Bloy, mistico, infaticabile “giustiziere” dei contemporanei, caustico e livoroso critico della modernità. L’Esegesi dei luoghi comuni è una tra le opere più impressionanti e dure di tutta la letteratura europea del Novecento. Un libro senza mezze misure né peli sulla lingua, dove le frasi fatte, i luoghi comuni, la sciocca banalità dei contemporanei è svuotata di ogni pretesa assennatezza o presunto buonsenso: “Niente e’ assoluto, tutto e’ relativo”; “Gli affari sono affari”; “Nessuno al mondo e’ perfetto”; “Sono come San Tommaso”; “Solo la verita’ offende”; “Il denaro non fa la felicità, ma…”; sono solo alcuni dei modi di dire attraverso cui Bloy demolisce il mondo e il tempo del borghese.
Attraverso l’interpretazione di centottantatré luoghi comuni, Bloy da vita a qualcosa più di un “semplice” sciocchezzaio o di un “moderno” bestiario sulla banalità del mondo contemporaneo: l’Esegesi vuole essere un’opera di radicale smascheramento delle falsità e delle ipocrisie su cui si fonda la società moderna. È infatti contro il borghese, suo nemico designato, che Bloy e la sua Esegesi si scatena: egli è per Bloy la mortificazione stessa della parola e del pensiero, schiacciato dalle sue merci, dalla sua meschinità, dalle sue formulette di presunta saggezza quotidiana. E la ferocia con cui aggredisce i loro affetti più cari – il denaro, gli affari, la ricchezza – le loro inespresse, malcelate fedi – la tecnica, la salute, l’intrattenimento – fa crollare tutto il mondo del borghese sotto i colpi dell’invettiva viscerale e oltraggiosa di quest’opera insolitamente affascinante – ostile.
Il misticismo ispirato, che a tratti diviene addirittura violento, esasperato, il richiamo costante all’Assoluto come irriducibile termine di confronto attraverso cui intendere il mondo e il tempo del borghese è infatti elemento ineliminabile in tutta l’opera e la biografia di Bloy. E l’Esegesi del “terribile” reazionario Bloy, rappresenta ancora oggi, nonostante l’“inattualità” – e la diffidenza – che ha da sempre accompagnato l’autore e l’opera in questione, la difesa di un modo e un tempo del pensiero irriducibile a ogni etichettatura; e a una lettura odierna rimane intatta e non di rado ancor più pregnante la portata disperatamente morale e filosofica – mai moralistica – della sua critica radicale alla società, all’umanità stessa e al suo orizzonte di progresso.
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### Sinossi
Ecco l’”Esegesi dei luoghi comuni” del “terribile” Léon Bloy, mistico, infaticabile “giustiziere” dei contemporanei, caustico e livoroso critico della modernità. L’Esegesi dei luoghi comuni è una tra le opere più impressionanti e dure di tutta la letteratura europea del Novecento. Un libro senza mezze misure né peli sulla lingua, dove le frasi fatte, i luoghi comuni, la sciocca banalità dei contemporanei è svuotata di ogni pretesa assennatezza o presunto buonsenso: “Niente e’ assoluto, tutto e’ relativo”; “Gli affari sono affari”; “Nessuno al mondo e’ perfetto”; “Sono come San Tommaso”; “Solo la verita’ offende”; “Il denaro non fa la felicità, ma…”; sono solo alcuni dei modi di dire attraverso cui Bloy demolisce il mondo e il tempo del borghese.
Attraverso l’interpretazione di centottantatré luoghi comuni, Bloy da vita a qualcosa più di un “semplice” sciocchezzaio o di un “moderno” bestiario sulla banalità del mondo contemporaneo: l’Esegesi vuole essere un’opera di radicale smascheramento delle falsità e delle ipocrisie su cui si fonda la società moderna. È infatti contro il borghese, suo nemico designato, che Bloy e la sua Esegesi si scatena: egli è per Bloy la mortificazione stessa della parola e del pensiero, schiacciato dalle sue merci, dalla sua meschinità, dalle sue formulette di presunta saggezza quotidiana. E la ferocia con cui aggredisce i loro affetti più cari – il denaro, gli affari, la ricchezza – le loro inespresse, malcelate fedi – la tecnica, la salute, l’intrattenimento – fa crollare tutto il mondo del borghese sotto i colpi dell’invettiva viscerale e oltraggiosa di quest’opera insolitamente affascinante – ostile.
Il misticismo ispirato, che a tratti diviene addirittura violento, esasperato, il richiamo costante all’Assoluto come irriducibile termine di confronto attraverso cui intendere il mondo e il tempo del borghese è infatti elemento ineliminabile in tutta l’opera e la biografia di Bloy. E l’Esegesi del “terribile” reazionario Bloy, rappresenta ancora oggi, nonostante l’“inattualità” – e la diffidenza – che ha da sempre accompagnato l’autore e l’opera in questione, la difesa di un modo e un tempo del pensiero irriducibile a ogni etichettatura; e a una lettura odierna rimane intatta e non di rado ancor più pregnante la portata disperatamente morale e filosofica – mai moralistica – della sua critica radicale alla società, all’umanità stessa e al suo orizzonte di progresso.

Erotici risvegli

C’è qualcosa nella casa di Mel. O meglio, qualcuno. Una presenza che si avverte grazie al lieve profumo di lillà e alle note lontane di un carillon che aleggiano nell’aria. Lei non è spaventata. Anzi, quelle stranezze non fanno che aggiungere fascino al palazzo d’epoca in cui vive. Con l’arrivo di Jon Adams, il nuovo inquilino, quegli strani fenomeni diventano più frequenti e l’attrazione di Mel per quel bellissimo uomo alto, bruno e silenzioso è sempre più intensa. Ma quella che prova nei suoi confronti non è una passione normale: ha la forza di un’ossessione, che la consuma. E forse l’unico in grado di spiegare che cosa si nasconde nei vividi sogni erotici che turbano le sue notti è proprio lui.
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### Sinossi
C’è qualcosa nella casa di Mel. O meglio, qualcuno. Una presenza che si avverte grazie al lieve profumo di lillà e alle note lontane di un carillon che aleggiano nell’aria. Lei non è spaventata. Anzi, quelle stranezze non fanno che aggiungere fascino al palazzo d’epoca in cui vive. Con l’arrivo di Jon Adams, il nuovo inquilino, quegli strani fenomeni diventano più frequenti e l’attrazione di Mel per quel bellissimo uomo alto, bruno e silenzioso è sempre più intensa. Ma quella che prova nei suoi confronti non è una passione normale: ha la forza di un’ossessione, che la consuma. E forse l’unico in grado di spiegare che cosa si nasconde nei vividi sogni erotici che turbano le sue notti è proprio lui.

Erotic horror

Erotismo e Morte: un binomio terribile e perfetto, che anima da sempre il nostro immaginario e, in particolare, l’immaginario dell’horror. E maestri indiscussi di questo fortunato genere sono gli autori di cui vengono presentati in questa classica raccolta. Da Richard Matheson a Robert Bloch, da Theodore Sturgeon a Ramsey Campbell, da Harlan Ellison a Richard Laymond, il pantheon della narrativa nera e macabra si riunisce per evocare, fra cinica ironia e gusto del brivido continuato, donne bellissime e crudeli, congegni malefici, sedute necrofile, insetti pericolosissimi, il tutto innervato da un erotismo che si torce in lussuria e mette in crisi le possibilità umane aprendosi a diaboliche suggestioni. In poche parole: inoltratevi fiduciosi in queste storie, ma tenetevi saldi, perché la paura è sempre in attesa dietro la porta. Dietro la prossima pagina.