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La valle condannata

Grazie soprattutto ad Agatha Christie e alla sua Miss Marple, il lettore di Gialli sa che i tranquilli villaggi inglesi si prestano ammirevolmente al delitto e alle indagini poliziesche. Ma il lettore di Urania sa anche, grazie soprattutto a L. P. Davies, che gli stessi villaggi si prestano non meno ammirevolmente ai fenomeni tipici della fantascienza e alle pericolose avventure che ne conseguono. Nell’uno come nell’altro caso la funzione del quieto villaggio, con i suoi abitanti “qualunque” e la sua vita in apparenza monotona, è di fornire alla narrazione una cornice perfettamente familiare, quotidiana, realistica: ma una cornice che a pag. 10 già comincia a incrinarsi e a pag. 20 va in pezzi, lasciandoci sgomenti a guardare dalla finestra del nostro ex-tranquillo “cottage” il più imprevisto e pauroso degli spettacoli.

Il vagabondo dello spazio (Urania)

Abbandonato su un asteroide, condannato a morire, salvato dalla più “vagabonda” entità della galassia: è Crag il ribelle, primo e più famoso dei duri della fantascienza. Ma fino a oggi la sua odissea tra la Terra, Marte e la fascia degli asteroidi si era potuta leggere soltanto in un’edizione cui mancavano: a) i pungenti riferimenti satirici alla società del terzo millennio; b) una celebre, censuratissima “pubblicità necrofila”; c) una delle più ammiccanti scene di voyeurismo del turismo interplanetario (al Luxor di Marte), per non parlare di altri particolari ritenuti, ai tempi, troppo “forti” per il lettore italiano. Il tutto è stato ovviato in questa nuova traduzione, la prima integrale dal 1958.
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### Sinossi
Abbandonato su un asteroide, condannato a morire, salvato dalla più “vagabonda” entità della galassia: è Crag il ribelle, primo e più famoso dei duri della fantascienza. Ma fino a oggi la sua odissea tra la Terra, Marte e la fascia degli asteroidi si era potuta leggere soltanto in un’edizione cui mancavano: a) i pungenti riferimenti satirici alla società del terzo millennio; b) una celebre, censuratissima “pubblicità necrofila”; c) una delle più ammiccanti scene di voyeurismo del turismo interplanetario (al Luxor di Marte), per non parlare di altri particolari ritenuti, ai tempi, troppo “forti” per il lettore italiano. Il tutto è stato ovviato in questa nuova traduzione, la prima integrale dal 1958.

Vagabondi del sogno

Quando Karen White era adolescente faceva sogni molto particolari: vedeva altri mondi, altri paesaggi, tutte cose aliene, eppure tutte stranamente familiari. E negli angoli oscuri, di tanto in tanto, vedeva apparire la disgustosa immagine dell’Uomo Grigio, che la minacciava dai recessi della sua consapevolezza. Col passare degli anni Karen White ha imparato a padroneggiare la propria psiche, a eliminare quei sogni e anche il ricordo di essi. Ma viene il giorno in cui non può tenere tutto così profondamente nascosto, viene il giorno in cui occorre riportare a galla i ricordi, le paure, ma anche le gioie. Perchè l’Uomo Grigio è tornato a visitare i sogni di suo figlio… e non c’è più tempo per nascondersi dietro le proprie angosce.
Copertina di Vicente Segrelles

Vagabondaggi

Pino Cacucci, da ormai un quarto di secolo, raccoglie storie di eroi e ribelli, lotte e ingiustizie, registrando e dando conto dei propri vagabondaggi. Vagabondaggi senza meta ma con molti traguardi, fra luoghi, idee e personaggi. In questo libro, che è in qualche modo una summa di emozioni e riflessioni squisitamente cacucciane (gli articoli qui raccolti sono stati pubblicati per la prima volta in Un po’ per amore, un po’ per rabbia), c’è tutta la passione del “vagabondo” Cacucci per il mondo, per i disperati, per i “combattenti”, per le idee, per i paesaggi. E c’è tutta la sua indignazione per i guasti della società civile e politica, per i paradossi della realtà sociale, per le ferite non chiuse della Storia.

Uva noir: La terza indagine del commissario Lolita Lobosco

La terza indagine del commissario Lolita Lobosco In una Bari sonnolenta e distratta, dove i tanti scandali scuotono il perbenismo della città, un bambino scompare, e qualche giorno dopo viene ritrovato senza vita nel giardino della villa di famiglia Le indagini di polizia si rivelano subito piuttosto complesse. Tra i sospettati c’è la mamma del bimbo, donna molto bella e inquieta, meglio conosciuta con il soprannome di Uva ‘gnura, Uva nera. Separata dal marito, un farmacista assai noto e rispettato, la donna risulta essere invischiata in affari loschi e frequentazioni malavitose. Ma il caso si ingarbuglia terribilmente, un vero rompicapo per Lolita Lobosco, Commissario in servizio alla Questura di Bari, sezione Omicidi. Finalmente innamorata, per giunta, Lolì si divide tra le investigazioni, i pericoli del mestiere e la variopinta vita privata, fatta di cenette al lume di candela, manicaretti afrodisiaci, amicizie non sempre innocenti e maldicenze a tutto spiano. Un nuovo avvincente giallo per la scaltra ed esuberante Lolì.

Utopia andata e ritorno

Pubblicato per la prima volta col titolo The Untelereported Man, questo romanzo del 1964 uscì prima su rivista e quindi, nel 1966, in volume. In occasione dell’edizione ’66 Dick preparò numerose aggunte e integrazioni (circa centocinquantamila battute) che alla fine, per decisione dell’editore, non furono usate. Solo nel novembre 1983, in occasione di una nuova edizione inglese, gli agenti letterari di Dick furono in grado di restaurare il testo completo, portando alla luce le aggiunte fatte a suo tempo dall’autore. Così anche in Italia Utopia andata e ritorno esce oggi nella sua versione integrale, per la prima volta a disposizione dei lettori come un romanzo nuovo, un Dick ritrovato e all’apice della forma. Scoprirete anche voi il mistero di Whale’s Mouth (Bocca di Balena), una colonia nello spazio dove tutto sembra svolgersi fin troppo idilliacamente finché…

Uto

Uto Drodemberg è un diciannovenne introverso, folle, geniale e con una dote innata: quando siede davanti al piano, suona con tale forza e tale violenza da far piangere chi lo ascolta. Giovane inquieto e insolente, viene mandato contro i suoi desideri in America dalla madre, ospite di una coppia di eccentrici amici che si dedicano alla meditazione trascendentale sotto la guida di un guru. Distaccato, opportunista, privo di ideali, impassibile e indifferente al nuovo ambiente che lo accoglie, Uto, con i suoi sbalzi d’umore, trasformerà gli equilibri della tranquilla e pacifica famiglia.

Utili consigli per il buon investigatore: Un caso per Precious Ramotswe, la detective n° 1 del Botswana

«Il suo stile ha il pregio di essere chiaro, elegante e preciso. Le sue descrizioni trasportano il lettore nel bel mezzo del paesaggio del Botswana. Questa è arte che nasconde l’arte.» The Sunday Times«Mma Ramotswe: la Miss Marple africana.»The New York Times«La serie di Mma Ramotswe si è trasformata in un ricco arazzo dalle sfumature straordinarie.» The Wall Street Journal«Piccole storie, grande atmosfera… I romanzi della signora Ramotswe hanno conquistato le classifiche americane ed europee.» L’EspressoLa signora Ramotswe e la sua assistente Grace Makutsi, gli unici due investigatori in gonnella di tutto il Botswana, hanno modi ben diversi di prendere la vita. Conciliante l’una e permalosissima l’altra, difficilmente troverebbero l’equilibrio con cui gestiscono la Ladies’ Detective Agency N.1 se non avessero un mentore: quel Clovis Andersen, autore dei Principi dell’indagine privata, che fornisce soprattutto considerazioni spicciole. Stavolta però è dura. Un’amica nei guai ricorre al loro aiuto: come dirle che il manuale suggerisce di non accettare incarichi da conoscenti e famigliari? Tuttavia, Precious Ramotswe ha una regola che vince su ogni altra: ascolta sempre quel che le dice il cuore. Eccola allora invischiata in una storia di tradimenti e insoddisfazioni coniugali. L’infelicità però serpeggia anche tra le persone che le sono più vicine. L’occhialuta ed efficiente signorina Makutsi subisce un grave affronto, e per distrarla la signora Ramotswe la porta con sé in un irresistibile viaggio nel selvaggio nord. Le due donne partono in un’avventura on the road da cui torneranno sempre più amiche. Sappia infatti l’aspirante investigatore che il vero segreto di Mma Ramotswe non è nascosto tra le pagine di una bibbia per detective, ma nella sapienza antica e moderna che le viene dall’esperienza sua e dalle tradizioni del suo paese, nonché da una generosità innata. A fare di lei una buona investigatrice è la miscela perfetta di leggerezza e profondità che Alexander McCall Smith le trasfonde dacché l’ha creata, in quel suo amato Botswana dove tutti sono un po’ parenti di tutti.«Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.»The Guardian«Un indiscusso maestro del romanzo.» Publishers Weekly

Uss Shark

Anno 2007: una serie di misteriose esplosioni provoca l’affondamento di alcune superpetroliere all’imbocco dello stretto di Hormuz. L’ammiraglio Arnold Morgan deve fronteggiare una situazione scottante. Le indagini rivelano che i cinesi, d’accordo con i mullah di Teheran, hanno disposto un’ampia zona minata lungo lo stretto per tenere in scacco le riserve petrolifere e provocare una crisi energetica mondiale. Gli americani mettono subito in campo un imponente schieramento di mezzi navali per disinnescare le mine, ma ben presto scoprono che il vero obiettivo dei cinesi è Taiwan.
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L’urlo della notte

Dovrebbe essere il momento migliore della vita della mezza vampira Cat Crawfield: la storia d’amore con Bones, il non-morto supersexy ritrovato dopo anni di lontananza, le riserva brillanti sorprese, e finalmente con lui accanto riesce a sentirsi protetta dagli attacchi dei suoi acerrimi nemici privi di battito cardiaco. Ma i travestimenti usati dalla Mietitrice Rossa per celare ai succhiasangue che la vorrebbero morta la sua vera identità saltano sempre più spesso, mettendola in grave pericolo. Come se non bastasse, una donna del passato di Bones, potente e pericolosa, è decisa a farlo fuori una volta per tutte. Bones è finito nel mirino di una vamp vendicativa, ma ciononostante Cat è determinata a salvare il suo amato da una faida letale che coinvolge l’intero mondo dei non-morti. Le toccherà scoprire a sue spese quanto possono essere spietati i succhiasangue, anche perché i trucchi che ha imparato come agente speciale non le saranno di alcun aiuto. Per salvarsi da un destino peggiore della morte, avrà bisogno di abbracciare senza riserve il suo istinto vampiro…

Le uova fatali

Per un disguido burocratico le uova di gallina destinate a un laboratorio per un rivoluzionario esperimento scientifico vengono sostituite con quelle di orribili rettili. Un libro di fantascienza scanzonato e graffiante del geniale scrittore russo.
(source: Bol.com)

Le Uova del Drago: Una storia vera al teatro dei pupi

Capitò di tutto, in Sicilia, tra il 1943 e il 1947. Anche che il migliore soldato tedesco fosse una donna, Eughenia Lenbach, bella e giovane. Una spia selezionata direttamente da Hitler per una missione di estrema importanza. Nome in codice “Uova del drago”: in caso di sconfitta del Reich sarà lei a dover organizzare presso le giovani generazioni focolai di riscossa. Ad aiutarla, proprio mentre gli Alleati sbarcano sull’isola, undici musulmani travestiti da frati cappuccini… Pietrangelo Buttafuoco mette in scena una storia vera, intricata e affascinante; e lo fa coniugando le cadenze di un robusto realismo venato di umori sulfurei con il ritmo fantastico del teatro dei pupi; fondendo il mondo corrusco e taciturno delle saghe nordiche con la loquace solarità mediterranea nell’unione più bizzarra eppure coerente che si possa immaginare.

Uomovivo

In una pensione sulle colline di Londra arriva all’improvviso un vento impetuoso che scuote ogni cosa, compresi gli ospiti un po’ annoiati che vi alloggiano. E porta sulla scena uno strano individuo: Innocent Smith, un gigante scomposto, allegro, rumoroso, eccentrico, forse un po’ matto. Anzi, magari è un pericoloso criminale, visto che in sua presenza accade di tutto: pistolettate, una violazione di domicilio, rapimenti di innocenti fanciulle, un tumultuoso processo. E magari non è neppure da solo quando compie le sue azioni dirompenti. Per dichiarare guerra a tutto ciò che spegne una sana meraviglia verso l’esistere non basta l’azione isolata e solitaria di un singolo, occorre un’incursione congiunta: un complotto di famiglia. Chi è l’Uomovivo? O, meglio, chi sono? Chesterton è davvero al suo meglio in questo romanzo “filosofico” pubblicato nel 1912, ma che mantiene intatta, dopo oltre cento anni, la sua carica lietamente eversiva nei confronti di ogni specie di conformismo e di tutte le idee troppo ovvie per essere vere. Dale Ahlquist ricorda Edoardo Rialti nell’Introduzione – una volta mise i lettori saggiamente in guardia: “Quanto più leggi Chesterton, tanto più ti sottoponi allo spaventoso pericolo di vedere le cose per la prima volta”.

L’uomo variabile

Thomas Cole, l’uomo variabile proveniente dal passato, è come un’incognita indipendente che sconvolge ogni calcolo degli strateghi terrestri del futuro, impegnati in una lotta all’ultimo respiro con gli abitanti di Alpha Centauri. Tolto alla sua epoca per favorire un disegno preciso, Cole sfugge ai suoi manovratori e tende i fili del destino in una direzione del tutto nuova ed imprevista. In uno scenario di Space Opera per lui insolito, l’autore porta in questo romanzo alle estreme conseguenze la sua tematica fondamentale: quella del “diverso” che, con il suo comportamento, sconvolge i parametri consueti del mondo reale.

L’uomo senza un cane

Mancano pochi giorni a Natale e gli Hermansson sono riuniti per festeggiare i sessantacinque anni di Karl-Erik, padre encomiabile e insegnante in pensione, e i quaranta di Ebba, la sua figlia prediletta. Poche ore dopo, avvengono due sparizioni inspiegabili: prima Robert, la “pecora nera” della famiglia, esce a fare una passeggiata, poi è Henrik, il figlio maggiore di Ebba, ad allontanarsi nel cuore della notte. A quarantott’ore di distanza dei due non si hanno più notizie. Viene incaricato del caso Gunnar Barbarotti, ispettore di origini italosvedesi in servizio presso la polizia di Kymlinge. L’ispettore, che si stava preparando all’odiosa prospettiva di un Natale con la ex moglie e gli ex suoceri, è ben felice di accettare: anzi, questa chiamata insperata fa segnare un punto – nel suo personalissimo conteggio – a favore dell’ipotesi dell’esistenza di Dio. Le indagini, però, si rivelano per lui tutt’altro che semplici. Fuga? Rapimento? C’è forse un nesso tra i due casi? Ci vorranno tempo, perseveranza e anche l’aiuto della sorte, perché le indagini di Barbarotti possano prendere una direzione precisa.
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