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New Thing

Brooklyn, primavera 1967. Dopo le morti violente di alcuni musicisti dell’avanguardia jazz, la vox populi afroamericana diffonde la leggenda (o la storia vera?) dell’assassino noto con il nomignolo di “Figlio di Whiteman”. Esiste davvero? E se si, è un agente dell’FBI o di qualche altro settore dell’establishment? Quasi quarant’anni dopo, una pletora di personaggi, intervistati non si sa bene da chi, racconta tra mille divagazioni la storia del “Figlio di Whiteman”, di una giovane cronista scomparsa nel nulla, del Black Power, nonché del nuovo jazz di Ayler, Shepp e del loro nume tutelare, John Coltrane. Roberto Bui (Wu Ming 1) fa parte fin dall’inizio del collettivo Luther Blisset e poi di Wu Ming. Questo è il suo primo romanzo “solista”.
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Nessun giorno della settimana

**Un caso editoriale partito dalla Spagna**
Sofía ha 42 anni, è una madre single e vive a Madrid con i due figli adottivi. Durante un viaggio a New York, città di cui è innamoratissima, comincia a riflettere su se stessa e sulla propria vita. È felice? No. Deve ricominciare da zero, reinventarsi, eliminare gli aspetti negativi della sua esistenza e, soprattutto, circondarsi di persone positive. Dopo un inizio folgorante, la relazione con Pedro procede a stento tra alti e bassi. Gli sbalzi d’umore sono all’ordine del giorno. I bambini, poi, assorbono gran parte della sua attenzione e del suo tempo. L’unica cosa che la fa sentire davvero realizzata è la scrittura. Ed è per questo che Sofía comincia a tenere un blog tutto al femminile, “Las Claves de Sol”, un posto sicuro dove essere semplicemente se stessa, senza filtri. Comincia così un viaggio nella sua personalità, tra i suoi reali desideri, nel corso del quale, anche grazie a una buona dose di brillante autocritica, Sofía scoprirà che non è mai troppo tardi per la felicità.
**La nuova Bridget Jones arriva dalla Spagna
Un esordio travolgente**
*«Mi chiamo Sofía Miranda e non mi pettino, ho una calligrafia orribile, dico un sacco di parolacce, odio cucinare, guardo film spazzatura e ho le braccia flaccide. Mi capita di dimenticarmi di fare la ceretta e a volte mi mangio le unghie. Ah, accumulo un sacco di piatti sporchi perché detesto svuotare la lavastoviglie.» *
«Sofía sono io, sei tu, è qualunque persona che a un certo punto della vita abbia deciso di provare a essere più felice, mettersi in discussione, reinventarsi. Chiunque, per un qualunque motivo, abbia preso una nuova strada.»
**Sol Aguirre**
**Sol Aguirre**
È nata a Barcellona. Dopo essersi laureata in Diritto ha lavorato come responsabile nel settore marketing per quasi vent’anni. È la creatrice di “Las Claves de Sol”, il blog umoristico femminile più letto in Spagna, con oltre 80.000 contatti al mese. Ha scritto opere teatrali e testi di canzoni. Vive a Madrid con i due figli. Quando non scrive, gira per la città in monopattino o vola verso la sua amata New York.
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### Sinossi
**Un caso editoriale partito dalla Spagna**
Sofía ha 42 anni, è una madre single e vive a Madrid con i due figli adottivi. Durante un viaggio a New York, città di cui è innamoratissima, comincia a riflettere su se stessa e sulla propria vita. È felice? No. Deve ricominciare da zero, reinventarsi, eliminare gli aspetti negativi della sua esistenza e, soprattutto, circondarsi di persone positive. Dopo un inizio folgorante, la relazione con Pedro procede a stento tra alti e bassi. Gli sbalzi d’umore sono all’ordine del giorno. I bambini, poi, assorbono gran parte della sua attenzione e del suo tempo. L’unica cosa che la fa sentire davvero realizzata è la scrittura. Ed è per questo che Sofía comincia a tenere un blog tutto al femminile, “Las Claves de Sol”, un posto sicuro dove essere semplicemente se stessa, senza filtri. Comincia così un viaggio nella sua personalità, tra i suoi reali desideri, nel corso del quale, anche grazie a una buona dose di brillante autocritica, Sofía scoprirà che non è mai troppo tardi per la felicità.
**La nuova Bridget Jones arriva dalla Spagna
Un esordio travolgente**
*«Mi chiamo Sofía Miranda e non mi pettino, ho una calligrafia orribile, dico un sacco di parolacce, odio cucinare, guardo film spazzatura e ho le braccia flaccide. Mi capita di dimenticarmi di fare la ceretta e a volte mi mangio le unghie. Ah, accumulo un sacco di piatti sporchi perché detesto svuotare la lavastoviglie.» *
«Sofía sono io, sei tu, è qualunque persona che a un certo punto della vita abbia deciso di provare a essere più felice, mettersi in discussione, reinventarsi. Chiunque, per un qualunque motivo, abbia preso una nuova strada.»
**Sol Aguirre**
**Sol Aguirre**
È nata a Barcellona. Dopo essersi laureata in Diritto ha lavorato come responsabile nel settore marketing per quasi vent’anni. È la creatrice di “Las Claves de Sol”, il blog umoristico femminile più letto in Spagna, con oltre 80.000 contatti al mese. Ha scritto opere teatrali e testi di canzoni. Vive a Madrid con i due figli. Quando non scrive, gira per la città in monopattino o vola verso la sua amata New York.

I Nemici Di Gree E Altri Racconti

I NEMICI DI GREE No friend of Gree (1965) C. C. MACAPP
L’ASSASSINO SETTIMANALE Pariah Planet (1965) LLOYD BIGGLE jr.
LA GOLA DEL DINOSAURO Scarfe’s world (1965) BRIAN W. ALDISS
LA VISITA Guesting Time (1965) R. A. LAFFERTY
IL PRIGIONIERO DEL PIANETA MARTE – Futuro di ieri – 1° puntata (1906) GUSTAVE LE ROUGE
IL CRONOMETRO The stop watch (1955) ROGER LEE VERNON

Nella mente del killer

John Snow è un genio della fisica e della matematica che è diventato ricco grazie alle sue invenzioni nel campo dell’aeronautica militare. Ha tutto quello che un uomo può desiderare: una famiglia, la ricchezza, persino una splendida amante. Ma è anche affetto da una rara forma di epilessia che minaccia l’integrità della sua mente. Per salvaguardare quello che lui considera il suo bene più prezioso ha deciso di sottoporsi a una delicatissima operazione di neurochirurgia, ma all’alba del giorno in cui l’intervento è stato fissato viene trovato morto in un vicolo. Tutto fa pensare che si tratti di un suicidio, sulla pistola ci sono le sue impronte, ma perché avrebbe dovuto uccidersi proprio ora che il suo problema stava per essere risolto?

Nel segno della luna bianca

Palazzi e mendicanti, guerrieri in armi, spade e cavalieri; un clero oppressivo, piccoli signorotti e servi della gleba; una tecnologia limitata e qualche sospetto di stregoneria; bardi itineranti, banditi e pochi astuti mercanti sulle strade… È un medioevo senza riferimenti storici ma più realistico delle visioni idealizzate che ce ne danno i vari romanzi del ciclo della tavola rotonda. Eppure non si tratta del nostro Medioevo. Qua e là compaiono strani animali, città mai esistite, culti ignoti e – alta nel cielo – una luna viola domina la notte. In questo mondo il giovane Gavor si inoltra alla ricerca del retaggio paterno. Da viandante a boscaiolo, da forzato ad amante di una bella strega e infine armigero e soldato, Gavor scoprirà le sue origini ed erediterà la responsabilità di infiammare il suo mondo nel segno della Luna Bianca. Alle prese con una tematica per ambedue inconsueta, Lino Aldani e Daniela Piegai cedono al fascino dell’avventura, ma ben presto il romanzo si rivela più impegnativo di quanto il tono e l’argomento non facciano inizialmente sospettare. Ricorda, ti dovrai fidare solo di chi – quando chiederai “Di che colore è la luna?” – ti risponderà: “La luna è bianca”.

Nel nome di Dioniso: vita teatrale nell’Atene classica

Il teatro è sempre stato e resta una costruzione collettiva, in nessun modo riducibile alla semplice pagina scritta. Ciò che si vede sulla scena è il risultato del lavoro di drammaturghi, attori, registi, tecnici, scenografi e – perché no – anche del pubblico. Proprio per questo motivo ogni testo teatrale si presta, a ogni ripresa, a letture fortemente di parte, a manipolazioni che ne arricchiscono i significati, mettendo in luce aspetti trascurati dalla tradizione.
Sulla base di queste considerazioni, Umberto Albini affronta la «vita teatrale» nell’Atene classica prendendo in esame le sue componenti: attore e coro, maschere e costumi, macchine teatrali e attrezzi, edifici e festival, pubblico e, per quanto è possibile, musica e gesto. Sono le parti di un tutto in cui la cultura provoca un incontro complesso e «aperto» con la vita, facendo scaturire interpretazioni sempre nuove.
La seconda parte del libro, dedicata ai testi e agli autori (Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane, Menandro), ripercorre il viaggio nella tradizione di alcuni tra i miti di fondamento della cultura occidentale. Completano il volume una guida bibliografica e un indice analitico.

La musica in testa

Questo libro non è l’autobiografia della star del momento perché Giovanni Allevi, musicista e filosofo timido, non avrebbe mai pensato di scriverne una, e tanto meno si sente una star. Certo, la storia che ha da raccontare, e che lo ha portato dal pianoforte scordato di una scuola di provincia al fedele Bösendorfer con cui oggi registra i suoi successi, è davvero eccezionale. Ma è solo il filo conduttore di queste pagine che sono un doveroso omaggio, una dichiarazione d’amore alla “Strega capricciosa” che ha monopolizzato la sua vita: la musica, che ha sempre preteso da lui dedizione assoluta. Da quando si sono incontrati ha plasmato il suo pensiero, ha assorbito ogni energia. Le melodie vengono a lui sui mezzi di trasporto, nei supermercati e persino mentre suona qualcos’altro, durante i concerti. Per “Lei”, per la musica, Allevi ha lavorato come cameriere, come supplente, ha distribuito volantini sui Navigli milanesi. Per Lei è volato a New York a conquistarsi una possibilità nel tempio mondiale del jazz. E anche adesso che sono arrivati i dischi di platino, il tutto esaurito dagli Stati Uniti fino alla Cina, le collaborazioni con orchestre internazionali, la musica non gli dà pace e bussa nella sua testa per liberare, attraverso le sue mani, la propria voce. Perché Giovanni Allevi ringrazia questa entità tiranna, che una volta lo ha persino portato a guardare il mondo attraverso il vetro di un’ambulanza? Perché grazie a Lei ha potuto esprimere emozioni e sentimenti oltre la barriera della parola e instaurare un dialogo ininterrotto con milioni di persone. Ora, vuole raccontare il pensiero e l’intenzione che animano la sua musica, in un libro che intreccia vita e filosofia e che parla al cuore di tutti, vibrando della freschezza di uno sguardo che non vuole smettere di stupirsi.

Il Muro Dei Muri

Storie di ribellione e d’amore, di conflitti generazionali e di razzismo, di partenze e di attese. Protagonisti sono i germanesi, gli immigrati italiani in Germania dalla “vita capovolta, con i piedi al Nord e la testa al Sud”, stranieri all’estero e a casa propria. Pubblicata per la prima volta in tedesco nel 1984 e in italiano nel 1993 da Argo in un’edizione ampliata, Il muro dei muri è l’opera d’esordio di Carmine Abate narratore: un sorprendente “romanzo a racconti” che sono incentrati sul tema dell’emigrazione e dell’incontro, forte e partecipato, di culture diverse. I suoi personaggi sono spesso giovani che si dibattono con rabbia o ironia tra improbabili miti del ritorno e voglia di integrazione, tra spaesamento e apertura a un mondo moderno, talvolta aspro e difficile ma che offre anche prospettive e speranze. Carmine Abate riesce a coniugare, con freschezza, scrittura civile e capacità di affabulazione, in quattordici storie intense ed esemplari, così simili a quelle di chi, nell’Italia e nell’Europa di oggi, viene a cercare la possibilità di una nuova vita.
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### Sinossi
Storie di ribellione e d’amore, di conflitti generazionali e di razzismo, di partenze e di attese. Protagonisti sono i germanesi, gli immigrati italiani in Germania dalla “vita capovolta, con i piedi al Nord e la testa al Sud”, stranieri all’estero e a casa propria. Pubblicata per la prima volta in tedesco nel 1984 e in italiano nel 1993 da Argo in un’edizione ampliata, Il muro dei muri è l’opera d’esordio di Carmine Abate narratore: un sorprendente “romanzo a racconti” che sono incentrati sul tema dell’emigrazione e dell’incontro, forte e partecipato, di culture diverse. I suoi personaggi sono spesso giovani che si dibattono con rabbia o ironia tra improbabili miti del ritorno e voglia di integrazione, tra spaesamento e apertura a un mondo moderno, talvolta aspro e difficile ma che offre anche prospettive e speranze. Carmine Abate riesce a coniugare, con freschezza, scrittura civile e capacità di affabulazione, in quattordici storie intense ed esemplari, così simili a quelle di chi, nell’Italia e nell’Europa di oggi, viene a cercare la possibilità di una nuova vita.

La mummia sussurrante

Buongiorno ragazzi. lo, Alfred Hitchcock, amo moltissimo gli argomenti allegri, come ben sanno tutti coloro che hanno assistito alla proiezione di qualche mio film. Ed è per questo che mi accingo con gioia a presentare la nuova avventura de I Tre Investigatori, dopo averne letto il titolo, veramente gradevole. Che una mummia sia una cosa gradevole è d’accordo con me anche un illustre egittologo, che ne tiene una in salotto per poterla studiare a proprio agio. Tuttavia quando all’improvviso la mummia si mette a sussurrare, il professore non è più del mio stesso parere, e nemmeno lo sono, com’era prevedibile, Jupiter Jones, Pete Crenshaw e Bob Andrews. Tutt’e quattro però, cioè il professore e I Tre Investigatori, hanno deciso di scoprire come mai la mummia si sia messa a parlare dopo un silenzio durato appena qualche millennio. Il primo lo fa con spirito scientifico, e i secondi con spirito investigativo: e tutti insieme con molto spirito, anche se spesso, a causa della mummia, si dimenticano di possederne. Alfred Hitchcock

La moto di Scanderbeg

Un sorprendente romanzo corale in cui si intrecciano storie d’amore, di impegno civile e di spaesamento. Abate le narra con maestria, affidandole a voci possenti e appassionate che si affollano attorno al protagonista, Giovanni Alessi. Sempre in fuga dalla sua famiglia, dal suo paese in Calabria, dai fantasmi del passato e da se stesso, Giovanni approda in Germania sulle tracce dell’irrequieta e sensuale Claudia, che ama fin da ragazzo. A Colonia lavora dapprima come posapietre con uno zio, poi inizia a collaborare alla radio italiana. E intanto, grazie soprattutto ai racconti memorabili della madre e alle suggestioni magiche di un misterioso ragazzino dagli occhi di calamita, ripensa la sua storia e quella di suo padre Scanderbeg, affascinante leader delle lotte contadine nell’Italia del dopoguerra, sempre in sella alla sua moto, nel quale sembra rivivere il mitico condottiero dell’epopea albanese contro l’impero ottomano. ”Metafora di ogni meridione del mondo” ha scritto Vincenzo Consolo ” La moto di Scanderbeg è uno dei più felici esiti narrativi di questi anni. E soprattutto un attualissimo romanzo sullo smarrimento della nostra identità e sulla necessità del recupero della memoria.”
(source: Bol.com)

Mostra Di Mostri

Roger Elwood, che ha già curato due inquietanti esposizioni di racconti in LE CITTA’ CHE CI ASPETTANO (Urania n. 646) e PROVE DI MATURITA’ (Urania n. 670), ha allestito questo volta la più raccapricciante delle mostre.

INDICE
IL MIO AMBIENTE NATURALE
Problem Child 
BRIAN LUMLEY
A LUME DI LUNA
Moonglow 
STEVE BARNES
CARICA DI SPETTRI
Night Riders 
LUC SCOTT
MAESTRA E SCOLARO
The Student 
K. M. O’DONNEL
DIARIO DI UN MANNARO
Diary of a Werewolf 
JOSEPH PAYNE BRENNAN
CERCHIO INTERNO
Inner Circle 
BARRY N. MALZBERG
RIFIUTI
Litter 
RAMSEY CAMPBELL
CHI E’ SILVIA, CHE COS’E’?
Who is Sylvia? 
SCORTIA E YARBRO
LA NOTTE DEL LUPO
Night of the Wolf 
ROBIN SCHAEFFER
GRIMJANK
Grimjank 
W. T. WEBB
LA MANO BENDATA
Cry Wolf 
BASIL COPPER
AMBIVALENZA
Testify 
BARRY N. MALZBERG
NAVANTHA
Second Chance (1978) 
CHARLES V. DE VET

Il mosaico del tempo grande

Una calda, luminosa estate del nuovo millennio: nella piazza assolata di Hora, paese della Calabria fondato secoli fa da esuli albanesi, si ferma un autobus e ne scende una splendida ragazza bionda con un bimbo fra le braccia. Ad assistere al suo arrivo c’è Michele, un giovane fresco di laurea che sta trascorrendo l’ultima estate al paese, prima di emigrare al Nord in cerca di un lavoro. E proprio Michele, grazie alla curiosità inesausta per le storie della sua gente, scoprirà il segreto di Laura Damis, la bionda sconosciuta, e del bambino che porta con sé. Nella cornice di questa memorabile estate mediterranea, Carmine Abate compone un emozionante ”mosaico” utilizzando tessere di smagliante vividezza e una lingua che, in un singolare esempio di plurilinguismo, non rinuncia mai al gusto del raccontare. Così, l’iniziazione di un giovane all’amore e alla vita s’intreccia con una vicenda tesa e avvincente come un giallo e con l’epopea degli antenati: una storia lunga di passioni, di sangue, di ossessioni che passano intatte attraverso il ”tempo grande” dei popoli e delle generazioni. Con questo romanzo Abate ha vinto il premio Vittorini e il premio dei lettori Biblioteche di Roma.
(source: Bol.com)

Morte di un fantasma

«*Margery Allingham splende come una stella.*»
**Agatha Christie**
Londra, Little Venice. Albert Campion viene a trovarsi sulla scena di un crimine, perpetrato, questa volta, durante un party a casa di Belle, la vedova di un famoso pittore del periodo edoardiano, John Sebastian Lafcadio. Lafcadio ha lasciato in eredità dodici suoi preziosi quadri, con l’indicazione di esibirne uno alla volta in una mostra, ogni anno dopo la sua morte.
Ma l’esibizione dell’ottavo quadro viene funestata da un omicidio, quello di Thomas Dacre, un artista protégé di Lafcadio nonché fidanzato di sua nipote Linda. Dacre è appena tornato dall’Italia portando con sé la bella Rosa Rosa, sua modella, sua musa e… altro. Naturalmente i sospetti cadono subito su Linda, arrabbiatissima con Dacre, non perché proponga un ménage à trois con Rosa Rosa, ma perché – e qui entriamo in territorio prettamente allinghamiano – in Italia la sua arte è diventata cheap.
Belle è una gran dama, e per l’occasione ha radunato la crème de la crème del mondo aristocratico e artistico, oltre a Max Fustian, erede dell’agenzia incaricata delle mostre annuali, e il suo giovane amico Albert Campion. Durante il ricevimento saltano le luci. Quando si riaccendono, Dacre giace sul pavimento pugnalato al cuore con un paio di forbici «artistiche», opera di una delle ospiti fisse di Belle. Perché la casa nonché la dependance di Belle sono piene di gente: domestici, ex amanti di Lafcadio, ex modelle cadute in povertà, familiari delle medesime, tutti con tendenze artistiche e tutti squattrinati.
Naturalmente Campion viene cooptato dalla polizia per risolvere il caso, e deve usare tutto il suo  proverbiale tatto e la sua formidabile intelligenza per intrappolare l’omicida. E come sempre nei romanzi di Allingham, la trama si fa complicata, i personaggi presentano imprevedibili risvolti caratteriali e l’azione diventa frenetica. Niente è mai semplice, nemmeno per Campion, che però…
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### Sinossi
«*Margery Allingham splende come una stella.*»
**Agatha Christie**
Londra, Little Venice. Albert Campion viene a trovarsi sulla scena di un crimine, perpetrato, questa volta, durante un party a casa di Belle, la vedova di un famoso pittore del periodo edoardiano, John Sebastian Lafcadio. Lafcadio ha lasciato in eredità dodici suoi preziosi quadri, con l’indicazione di esibirne uno alla volta in una mostra, ogni anno dopo la sua morte.
Ma l’esibizione dell’ottavo quadro viene funestata da un omicidio, quello di Thomas Dacre, un artista protégé di Lafcadio nonché fidanzato di sua nipote Linda. Dacre è appena tornato dall’Italia portando con sé la bella Rosa Rosa, sua modella, sua musa e… altro. Naturalmente i sospetti cadono subito su Linda, arrabbiatissima con Dacre, non perché proponga un ménage à trois con Rosa Rosa, ma perché – e qui entriamo in territorio prettamente allinghamiano – in Italia la sua arte è diventata cheap.
Belle è una gran dama, e per l’occasione ha radunato la crème de la crème del mondo aristocratico e artistico, oltre a Max Fustian, erede dell’agenzia incaricata delle mostre annuali, e il suo giovane amico Albert Campion. Durante il ricevimento saltano le luci. Quando si riaccendono, Dacre giace sul pavimento pugnalato al cuore con un paio di forbici «artistiche», opera di una delle ospiti fisse di Belle. Perché la casa nonché la dependance di Belle sono piene di gente: domestici, ex amanti di Lafcadio, ex modelle cadute in povertà, familiari delle medesime, tutti con tendenze artistiche e tutti squattrinati.
Naturalmente Campion viene cooptato dalla polizia per risolvere il caso, e deve usare tutto il suo  proverbiale tatto e la sua formidabile intelligenza per intrappolare l’omicida. E come sempre nei romanzi di Allingham, la trama si fa complicata, i personaggi presentano imprevedibili risvolti caratteriali e l’azione diventa frenetica. Niente è mai semplice, nemmeno per Campion, che però…

La morte di Egor Il’ic

Il progressivo disfacimento e la morte di un armadio per libri sono presi a feroce pretesto per parlare della Mosca di oggi.