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Durante

In un caldo pomeriggio di maggio, uno sconosciuto che ha perso la strada si ferma alla casa di Pietro e Astrid, due tessitori artigianali che vivono sulle colline marchigiane. Lo sconosciuto dice di chiamarsi Durante, ha pochissimi bagagli e un passato misterioso; non conosce il senso del possesso, e sembra del tutto incapace di mentire. Astrid ne è immediatamente affascinata, come quasi tutte le donne che lui incontra. Pietro – il narratore della storia – prova invece nei suoi confronti una profonda irritazione, come quasi tutti gli uomini. “Caro Andrea, ho trovato in Durante la tua vena migliore, di analista attento e implacabile delle dinamiche umane, e di scrittore che fa procedere la narrazione per impercettibili smottamenti: terremoti nelle vite delle persone non registrati se non quando è oramai troppo tardi; che segnano una cesura netta tra il prima e il dopo, una cesura che – quando i personaggi e il lettore se ne accorgono – è oramai impossibile ricomporre. Inoltre la tua scelta di far raccontare la vicenda da un punto di vista parziale – quale è quello di un personaggio troppo coinvolto nella storia, Pietro – è davvero efficace: permette a Durante di comporsi dalle voci contraddittorie eppure complementari dei personaggi, di farsi amare e odiare a seconda delle momentanee passioni e umori degli altri, fino a conquistare una identità precisa con il procedere delle diverse situazioni. Durante s’insinua inesorabilmente nelle esistenze normalizzate e piatte del gruppo di persone (e di chi legge). E a poco a poco ne individua i limiti, le fragilità, quasi volesse, col suo porsi innocente e sincero fino alla durezza, scardinare la parete di vetro dietro la quale quelle persone, quelle coppie vivono da tempo, avendo in questo modo anestetizzato e annegato i loro veri sentimenti ed emozioni. Chi legge non può fare a meno di chiedersi cosa direbbe di lui Durante. A tutto questo, e di più, inoltre, si aggiunge la tua scrittura, una ricerca stilistica che ti fa stare sempre un po’ più avanti degli altri”. e.s.

Dura madre

Il cadavere di un uomo, la schiena crivellata da una scarica di proiettili, ritrovato da una volante in un cantiere edile alla periferia di Nuoro, nel cuore duro della Barbagia: è Michele Marongiu, perito chimico, un fratello morto suicida e un altro che continua in qualche modo a tirare avanti. Dura madre si avvia, come ogni noir che si rispetti, con un morto ammazzato. Poi le indagini, affidate alla perizia di due personaggi già noti ai lettori di Fois, il giudice Corona e il maresciallo Pili, piú un nuovo arrivato, il commissario Sanuti, forestiero e spaesato in una realtà isolana avvezza a «pensare per parabole». Ma nel momento in cui l’inchiesta comincia, e il giallo decolla, la storia vera e propria si è già consumata, e la verità, che «si fa vedere a pezzi come una spogliarellista poco esperta, un po’ goffa» è sulla bocca di tutti.

Duplice vendetta

Il romanzo è incentrato sulla figura di Marco Ferreri, brillante funzionario di banca che vive felicemente con la moglie Silvia e la piccola figlia di sei anni, Lilly. La serenità della famiglia viene sconvolta una mattina davanti alla scuola, quando, durante una sparatoria, rimane uccisa la bambina. Apparentemente sembrerebbe una morte del tutto accidentale. Ma è realmente così? Da questo momento la vita dei coniugi Ferreri non sarà più la stessa. Eventi drammatici si susseguiranno e li coinvolgeranno in prima persona, con un crescendo di emozioni e di suspense narrati dall’autore mediante uno straordinario estro creativo, tutto incentrato sul dinamismo delle scene e delle singole azioni. Come sfondo alla vicenda, densa di colpi di scena, l’autore approfondisce la crescita del rapporto di coppia tra Marco e Silvia e la rielaborazione del dolore e del significato della vita da parte dei vari protagonisti, soffermandosi con piccoli quadri su ciascuno di essi. Tutta la storia si svolge nella cornice suggestiva e surreale di una stupenda Torino invernale. NOTA DELL’AUTORE: Io lavoro in un grosso Istituto di Credito da 25 anni e ho cercato, chiaramente in forma narrativa e descrivendo una vicenda del tutto fantasiosa, di mettermi nei panni del protagonista che, travolto da eventi drammatici che coinvolgono tutta la sua famiglia, non trova alcun tipo di solidarietà e vicinanza da parte della dirigenza aziendale.

Dunque morranno

Un taxista, un rappresentante di commercio, un fotografo e un disoccupato. Quattro uomini che sembrano non avere nulla in comune, se non l’età: circa sessant’anni. O meglio l’avevano, quando sono stati uccisi. Ad accomunarli, anche il fatto che le loro morti sembrano essere totalmente senza movente. E, a ben guardare, anche il calibro dei proiettili che li hanno ammazzati è lo stesso. Che ci sia dietro un piano? Quando i sedicenti gruppi Delta si fanno vivi a rivendicare i quattro assassinii, il vice commissario Ambrosio capisce che la questione è più complessa di quanto sembrasse all’inizio. Anche perché i misteriosi terroristi annunciano che altre morti seguiranno, a riparare antichi delitti. E così avviene. Chi sono i gruppi Delta? E perché uccidono? Solo il fiuto del vice commissario Ambrosio e la sua determinazione nel raccogliere anche i minimi indizi porteranno a scoprire il legame tra le quattro vittime. E quindi il nome dell’assassino.

Il duello

Nel 1766 in Polonia avvenne un episodio che segnò profondamente Casanova: il duello con il conte Branicki. Questi, durante un litigio a causa della ballerina veneziana Anna Binetti, lo aveva apostrofato chiamandolo poltrone veneziano. Il conte era un personaggio di rilievo alla corte del re Stanislao II Poniatowski e per uno straniero privo di qualsiasi copertura politica non era molto consigliabile contrastarlo. Quindi, anche se offeso pesantemente dal conte, qualsiasi uomo di normale prudenza si sarebbe ritirato in buon ordine; Casanova, invece, che evidentemente non era solo un amabile conversatore e un abile seduttore, ma anche un uomo di coraggio, lo sfidò in un duello alla pistola. Faccenda assai pericolosa, sia in caso di soccombenza che in caso di vittoria, in quanto era facile attendersi che gli amici del conte ne avrebbero rapidamente vendicato la morte…

Duel e altri racconti

Nato ad Allendale, New Jersey, il 20 febbraio 1926, Richard Matheson è autore di romanzi e racconti che hanno forgiato il gusto e le caratteristiche del “fantastico” contemporaneo influenzando profondamente altri linguaggi, dal cinema ai fumetti ai videogiochi. La sua opera, accanto alla maestria nel tratteggiare il soprannaturale e la suspense, è caratterizzata da un realismo rigoroso e da una paradossale “credibilità”, da un’attenzione commossa a quell’umanità marginale soggiogata da un potere, da un sistema, da una volontà che assumono caratteri “mostruosi”. Oltre a racconti e romanzi gialli, di fantascienza, horror, fantasy e western, Matheson ha collaborato a lungo con il cinema e la televisione.

Duecentosei ossa

Temperance Brennan è prigioniera, e non sa perché: confusa e disorientata, con le mani e i piedi legati, si trova rinchiusa in una stanza buia e stretta. A poco a poco, lottando contro il terrore, comincia a ricordare: una telefonata anonima che l’accusa di aver insabbiato la verità su un’inchiesta chiusa da tempo. Poi un nuovo caso: i cadaveri di tre donne anziane, massacrate con inaudita ferocia, ritrovati nei boschi vicino a Montréal; gli errori grossolani e inspiegabili commessi da lei stessa nell’analizzare quei corpi, cui ogni volta rimedia l’ambiziosa collega, Marie-Andréa Briel. Lentamente, Tempe ricompone il puzzle e si accorge di essere diventata un bersaglio. Sola nella sua prigione, deve trovare il modo di liberarsi e scoprire chi ha intenzione di metterla a tacere per sempre. Il ritratto più intenso ed emozionante della coraggiosa eroina di Kathy Reichs, in un thriller trascinante, che non concede tregua fino alla sconvolgente rivelazione finale.

Due vite in una. La storia vera di una donna che è voluta diventare uomo

Siete disposti a mettere tutto in gioco per non tradire voi stessi? Immaginate di svegliarvi una mattina intrappolati nel corpo sbagliato, per di più del sesso sbagliato. Che cosa fareste? Vivreste il mondo in maniera diversa? Le vostre opinioni politiche cambierebbero? Vi limitereste ad accettare di vivere così per il resto della vita? Oppure lottereste fino all’ultimo per ritrovare la strada di casa, per ritrovare quel corpo che vi fa sentire sicuri e a vostro agio, quella persona che sapete di essere? Dhillon Khosla racconta come ha vissuto ventotto anni intrappolato in un corpo di donna, svela come ha scoperto la verità sul proprio sesso e parla del lungo, difficile e doloroso viaggio che ha intrapreso per diventare uomo a tutti gli effetti. Ci mostra inoltre come l’esperienza di entrambi i sessi lo abbia portato a comprendere che le conseguenze spirituali delle nostre azioni sono di gran lunga più importanti delle conseguenze sociali. “Due vite in una” è una storia che svela il significato del non tradire se stessi: la volontà di allontanarsi dalle voci che ci dicono chi dovremmo essere, per avviarci invece verso quell’unica, solitaria voce che lo sapeva fin dall’inizio.
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Le due verità

Un terribile rimorso affligge il dottor Calgary. Per colpa sua un ragazzo di nome Jack Argyle è stato condannato per l’assassinio della propria madre ed è morto in prigione. Il dottor Calgary sa che Jack era innocente; all’ora del delitto, infatti, il giovane era con lui, ma lo studioso non aveva potuto testimoniare in sua difesa perché all’epoca delle indagini si trovava in Antartide con una spedizione scientifica. Ritornato in patria e venuto a conoscenza del processo, il dottore si precipita dagli Argyle per riabilitare la memoria di Jack. La reazione della famiglia però lo sorprende: tutti accolgono la sua dichiarazione con ostilità. La colpevolezza di Jack aveva infatti tranquillizzato tutti, mentre la sua innocenza getta nuovi terribili sospetti su tutti gli altri membri della famiglia.

Due tombe: La serie di Pendergast

L’agente Aloysius Pendergast combatte da anni contro una verità che non riesce ad accettare: sua moglie Helen è morta. Poi all’improvviso, ecco quegli occhi inconfondibili, ecco Helen, viva e vegeta, a pochi passi da lui. Ma è un attimo: travolta da una raffica di colpi d’arma da fuoco, la donna sparisce di nuovo. Per Pendergast è arrivato il momento di placare la sete di vendetta e di scoprire un’agghiacciante verità. Una trama orchestrata con maestria, ricca d’azione e di colpi di scena per un emozionante capitolo delle avventure di Aloysius Pendergast, eroe anticonvenzionale dal fascino inimitabile.

Le Due Tigri

Le avventure vissute in Malesia hanno rafforzato l’amicizia di Sandokan e Yanez con Tremal-Naik e Kammamuri ed allora, i primi due, i pirati della Malesia, non esitano a lasciare Mompracem per correre in aiuto dei due indiani. Eccoli dunque in India, alle foci del Gange. I nemici da combattere sono i Thugs e soprattutto il loro capo, il terribile Suyodhana, che non ha dimenticato l’offesa fatta a lui e alla dea Kal da Tremal-Naik, quando era riuscito a portargli via la bella Ada. Ora che la fanciulla purtroppo morta dopo aver dato alla luce una stupenda bimba, la sua vendetta si abbatte cos sulla piccola Darma che nei suoi piani dovrebbe prendere il posto della madre come sacerdotessa di Kal . La bimba viene rapita ma Sandokan e Yanez entrano in azione… Edizione in eBook realizzata in occasione del Centenario dalla morte di Emilio Salgari, certamente il pi popolare scrittore italiano di romanzi d’avventura nato a Verona il 21 agosto 1862 e scomparso a Torino il 25 aprile 1911. – Sandokan anche Yanez live Mompracem and go to India for helping their friends Tremal-naik and Kammamuri…

Due storie sporche

Due racconti che esplorano una vena insolita per Alan Bennett. In “Mrs Donaldson ringiovanisce” una rispettabile vedova di mezza età si trova nell’inaspettato ruolo di voyeur. In “Mrs Forbes non deve sapere” assistiamo invece a una sorprendente girandola di amplessi, ricatti e segreti. Il tutto sotto il segno di uno stile e di un’ironia di cui solo Bennett, tra i suoi contemporanei, sembra conoscere l’alchimia.

Due piani sopra l’inferno

Una storia nel braccio della morte che traccia la vita di un condannato, Daniel Ford, cui resta poco tempo da vivere nella cella due piani sopra la camera della sedia elettrica. Daniel incontra regolarmente Padre Rousseau, il cappellano della prigione, e gli racconta la sua storia. Nel 1952, a sei anni, Daniel, bambino bianco, incontra Nathan, coetaneo di colore: i due allacciano un’amicizia che durerà fino al truce omicidio del ragazzo nel 1970, omicidio di cui Daniel continua a professarsi innocente. I due hanno attraversato l’America della protesta per i diritti civili, della rivoluzione sessuale, dell’assassinio di Kennedy e di Luther King, della corsa allo spazio e della guerra in Vietnam. Intanto il momento dell’esecuzione si avvicina…

Due mesi dopo

Com’è morta veramennte l’ultima delle figlie del generale Arundell? Per il vecchio medico e per la fedele dama di compagnia dell’anziana signorina non ci sono dubbi: si tratta di morte naturale. Il fatto poi che neppure i parenti inspiegabilmente diseredati pochi giorni prima del decesso avanzino alcun sospetto sembra confermare l’ipotesi. Ma allora come mai Hercule Poirot, che due mesi dopo la morte della signorina Arundell, ha ricevuto una strana lettera scritta dalla defunta, sembra non credere alla versione accettata da tutti? Questo romanzo, scritto nel 1937, è forse uno dei più piacevoli gialli della Christie, sia per la disinvoltura con la quale la scrittrice, oramai perfettamente padrona del suo mestiere, tratta i personaggi, sia perché riflette alcuni dei principali interessi dell’autrice: i cani, le case di campagna e il fascino sottile dell’occulto.