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Schiuma della terra

Scritto mentre era rifugiato a Londra nel 1941, “Schiuma della terra” racconta le avventure di Koestler nella Francia del 1939-40, dallo scoppio della guerra all’invasione tedesca, all’espatrio clandestino dell’autore. “Straniero indesiderabile”, ebreo e antifascista, prima rinchiuso in un campo di prigionia sui Pirenei, poi fuggiasco per la Francia in rotta, arruolato nella Legione straniera, Koestler riassume nelle sue concitate avventure il destino di una generazione di esuli che nell’età dei totalitarismi furono braccati e perseguitati, a un tempo protagonisti e vittime della storia.
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Lo schiavo Hanis

Egitto, al tempo della VI dinastia. Hanis è uno schiavo, ma la sua aspirazione è di diventare uno scriba. Con la sua tenacia, riesce ad istruirsi e compie una rapida scalata al potere. E sullo sfondo della prima rivoluzione democratica della storia, la rivolta degli schiavi, vive una tormentata storia d’amore.

Lo schiavo di Roma

Nel 72 a.C. Roma è alle corde, ripetutamente sconfitta da un esercito che non proviene dalle barbare lande del Nord né dalle terre nemiche dell’Asia, bensì dalla stessa penisola. È l’esercito di Spartaco, che, coi suoi schiavi ribelli, sta mettendo a ferro e fuoco la Campania e il sud dell’Italia. E proprio a due schiavi in fuga da una villa nei pressi di Pozzuoli viene attribuito l’omicidio di Lucio Licinio, cugino del potente Marco Licinio Crasso. Il cadavere, sfigurato, è stato rinvenuto nell’atrium; accanto al corpo c’è soltanto un lembo di mantello intriso di sangue e sei lettere incise nel pavimento di marmo: SPARTA. Crasso, che sta per mettersi alla testa di otto legioni per soffocare la rivolta, decide di seguire un’antica, crudelissima usanza romana; di lì a tre giorni, punirà la morte del congiunto con la vita di tutti gli altri schiavi della casa: novantanove persone, novantanove innocenti. Solo Gordiano il Cercatore, chiamato da un misterioso cliente a far luce sull’omicidio, può fermare quell’insensata carneficina e scoprire la verità. Ma l’indagine si rivelerà più insidiosa del previsto e metterà in pericolo tutto ciò che Gordiano più ama, nonché la sua stessa vita.
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Lo schiavo del manoscritto

La storia dello schiavo è depositata nel manoscritto H. 6 che è stato redatto nel 1156 e ritrovato nella sinagoga di Ben Ezra al Cairo. Questa sinagoga è stata il più ricco archivio di testi arabo-ebraici. Con in mano soltanto il frammento di una lettera Ghosh si mette alla ricerca di un ignoto schiavo di cui non conosce neppure il nome, e che tuttavia gli appare come una chiave per intendere e raccontare i legami tra la sua India e l’Antico Egitto. Punti di partenza e centro della vicenda sono due piccoli villaggi egiziani di oggi. Nei vicoli di terra battuta, nelle amicizie con i loro abitanti, nel profondo rispetto reciproco e nelle differenze di usi e religioni l’autore cerca vecchi legami. Così le storie dell’antico schiavo e del ricercatore si intrecciano.

Schiavo d’amore (Gli Adelphi)

In diverse occasioni W. Somerset Maugham precisò che “Schiavo d’amore” – il suo secondo e più celebre romanzo, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare – non era «un’autobiografia, ma un romanzo autobiografico», e che Philip Carey, pur essendo orfano come lui, medico come lui, e come lui attratto dai lati meno dominabili dell’esi­s­tenza, era solo il protagonista di una finzione, e non la controfigura del suo autore. Ma se si può anche fingere di credere a quel diabolico illusionista di Maugham quando sostiene di aver prestato a Philip solo i sentimenti, è legittimo sospettare che poche altre volte la menzogna romanzesca – anche la più sofisticata e avvincente, come questa – abbia coinciso in modo tanto fedele e tanto necessario con una quasi feroce autenticità.
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### Sinossi
In diverse occasioni W. Somerset Maugham precisò che “Schiavo d’amore” – il suo secondo e più celebre romanzo, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare – non era «un’autobiografia, ma un romanzo autobiografico», e che Philip Carey, pur essendo orfano come lui, medico come lui, e come lui attratto dai lati meno dominabili dell’esi­s­tenza, era solo il protagonista di una finzione, e non la controfigura del suo autore. Ma se si può anche fingere di credere a quel diabolico illusionista di Maugham quando sostiene di aver prestato a Philip solo i sentimenti, è legittimo sospettare che poche altre volte la menzogna romanzesca – anche la più sofisticata e avvincente, come questa – abbia coinciso in modo tanto fedele e tanto necessario con una quasi feroce autenticità.

La schiava di Granada

Spagna, 1587. Nella sua lunga carriera d’inquisitore, Lope de Mendoza ha condannato peccatori di ogni genere, eppure mai aveva affrontato un simile enigma: chi è la persona che ha davanti? Chi è in realtà Céspedes? Secondo alcuni, il suo nome è Elena ed è la figlia illegittima di una schiava nera. Dopo un’infanzia segnata dalla povertà e dalla violenza, è stata costretta a sposare un uomo brutale da cui ha avuto un figlio. Quindi ha deciso di abbandonare la famiglia e ha cominciato a peregrinare di città in città, trovando lavoro come sarta o domestica. Ma, d’un tratto, di lei si sono perse le tracce… Secondo altri, il suo nome è Eleno ed è un uomo affascinante e dal passato oscuro. Distintosi durante la rivolta delle Alpujarras, l’ultimo atto della conquista cattolica del regno di Granada, ha vissuto a Madrid, è stato apprendista di un cerusico, ha esercitato la professione di chirurgo ambulante e ha conosciuto Maria del Cano, che poi è diventata sua moglie. Ed è proprio a causa di Maria che è stato imprigionato dalla Santa Inquisizione… Chi è dunque Céspedes? Basato su una storia realmente accaduta e ambientato in una Spagna dilaniata dalle guerre di religione, questo romanzo ripercorre le incredibili vicende di un individuo che ha sfidato una società ostile e bigotta pur di affermare il proprio diritto alla felicità.
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La schiava di Granada

Spagna, 1587. Nella sua lunga carriera d’inquisitore, Lope de Mendoza ha condannato peccatori di ogni genere, eppure mai aveva affrontato un simile enigma: chi è la persona che ha davanti? Chi è in realtà Céspedes? Secondo alcuni, il suo nome è Elena ed è la figlia illegittima di una schiava nera. Dopo un’infanzia segnata dalla povertà e dalla violenza, è stata costretta a sposare un uomo brutale da cui ha avuto un figlio. Quindi ha deciso di abbandonare la famiglia e ha cominciato a peregrinare di città in città, trovando lavoro come sarta o domestica. Ma, d’un tratto, di lei si sono perse le tracce… Secondo altri, il suo nome è Eleno ed è un uomo affascinante e dal passato oscuro. Distintosi durante la rivolta delle Alpujarras, l’ultimo atto della conquista cattolica del regno di Granada, ha vissuto a Madrid, è stato apprendista di un cerusico, ha esercitato la professione di chirurgo ambulante e ha conosciuto María del Caño, che poi è diventata sua moglie. Ed è proprio a causa di María che è stato imprigionato dalla Santa Inquisizione… Chi è dunque Céspedes? Una donna o un uomo? Un’umile schiava o un illustre chirurgo? E, soprattutto, è innocente o colpevole? Basato su una storia realmente accaduta e ambientato in una Spagna dilaniata dalle guerre di religione, questo romanzo ripercorre le incredibili vicende di un individuo che ha sfidato una società ostile e bigotta pur di affermare il proprio diritto alla felicità; così, mentre delinea il ritratto di un personaggio modernissimo e fuori da ogni schema, esalta la forza della dignità, l’autonomia del pensiero e il coraggio di essere se stessi, al di là dei pregiudizi e delle convenzioni.

La schiappa

Donald Zinkoff è un ragazzino come tanti: corre, gioca, va in bicicletta. Aspetta con ansia la prima neve, sogna di diventare grande per fare il postino come il suo papà. Però in classe alza la mano di continuo anche se non sa la risposta, inciampa nei propri piedi, ride a crepapelle per una sciocchezza, prende tutto alla lettera. Insomma, è candido, entusiasta, pasticcione, incapace di fare del male, in un mondo che premia la voglia di competere, l’aggressività, la forza. Per questo gli altri ragazzi lo escludono e gli affibbiano un soprannome crudele. Schiappa. Un libro emozionante, profondo e divertente sull’importanza del fallimento e la concreta possibilità che un giorno una schiappa possa diventare qualcosa di diverso… perfino un eroe.
(source: Bol.com)

Lo scheletro nell’armadio

Alle vedove dei grandi scrittori tocca spesso in sorte di trasformarsi in vestali per mantenere la memoria del caro estinto al riparo da scandali e pettegolezzi. La signora Driffield lo sa bene. Se poi al momento di individuare un agiografo affidabile, la scelta ricade su un uomo come Alroy Kear, astro nascente della scena letteraria, il minimo che possa accadere è che dal passato del riverito Edward Driffield riemerga almeno un fantasma, che ha le sembianze della prima signora Driffield, Rosie. Da questo spunto Maugham ha tratto una feroce e divertente commedia di costume. Alla sua uscita, nel 1930, quando molti riconoscevano nei personaggi tutte le leggende viventi dell’epoca, da Hardy a Walpole, il libro suscitò enorme scandalo.
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Lo scheletro che balla

Ex detective dalla mente raffinatissima ma costretto su una sedia a rotelle, Lincoln Rhyme sta inseguendo un ingegnoso serial killer capace di cambiare identità con abilità camaleontica a mano a mano che uccide le sue vittime. Una sola di esse vissuta abbastanza a lungo per offrire un indizio agli inquirenti: il tatuaggio dipinto sul braccio dell’assassino, che mostra uno scheletro nell’atto di ballare con una donna. Rhyme ha soltanto quarantott’ore prima che il diabolico criminale colpisca di nuovo. Un inesorabile conto alla rovescia dal ritmo teso e avvincente, fino all’imprevedibile colpo di scena finale.

Schegge

Cosa accadrebbe se potessimo eliminare per sempre dalla nostra memoria le esperienze più brutte e terrificanti della nostra vita? E cosa accadrebbe se, nel tentativo di fare questo, qualcosa andasse storto? Quando Marc Lucas, avvocato che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli altri, viene a conoscenza di un esperimento psichiatrico che potrebbe cancellare dalla sua memoria i terribili ricordi che l’accompagnano e lo tormentano dal giorno in cui sua moglie incinta ha perso la vita in un incidente automobilistico del quale lui si sente responsabile, non ha dubbi: la sola speranza di liberarsi di questo peso insopportabile vale il rischio infatti di sottoporsi all’esperimento. Ma, invece che concedergli sollievo e alleviare le sue pene, con l’inizio dei primi test l’orrore comincia a prendere possesso di ogni attimo della sua vita: di ritorno dalla clinica psichiatrica, la chiave di casa non apre più l’appartamento, il nome sul campanello non è più il suo e, quando la porta viene aperta dall’interno, l’incubo ha inizio…

Scende l’oscurità. La guerra dei regni

Il continente Derlavai è scosso da una guerra globale. Pochi sono i regni che riescono a sfuggire a questa epidemia di odio e distruzione. L’esercito algarviano raccoglie i Kauniani nei vari regni occupati per mandarli a ovest, verso Unkerlant, in campi di lavoro. I Kauniani rimasti si preoccupano di quale possa essere il destino dei loro cari, ma si lasciano convincere dalle bugie degli Algarviani. Nel regno di Kuusamo, nel frattempo, gli studiosi delle arti magiche fanno a gara per scoprire la relazione tra le leggi di somiglianza e di contagio. Corrono strane voci circa i campi di lavoro algarviani, nascono tremendi sospetti cui sembra impossibile dare ascolto. Ma i maghi conoscono la verità…

Scena del crimine: storie di delitti efferati e di investigazioni scientifiche

Le operazioni che gli investigatori compiono nel luogo in cui è avvenuto un omicidio, la cosiddetta “scena del crimine”, sono il frutto di una lunga esperienza criminologica. Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi tornano insieme per indagare tutti quei casi criminali che hanno modificato in modo sostanziale le scienze forensi. Le storie di Ferdinando Carretta, di O.J. Simpson e di Michele Profeta, l’omicidio di Marta Russo e il suicidio di Luigi Fasulo, schiantatosi sul Pirellone con il suo velivolo, vengono ripercorsi e analizzati per spiegare ai lettori non specialisti i segreti e le tecniche della polizia scientifica.

Scelti dalle tenebre. Le cronache dei vampiri

“Sono il vampiro Lestat. Sono immortale. Più o meno. La luce del sole, il calore di in fuoco intenso… ecco, potrebbero annientarmi. O forse no… Ora sono ciò che l’America chiama una superstar del rock.” Lestat de Lioncourt è tra noi, oggi, musicista rock adorato da migliaia e migliaia di fan. Ma le origini della sua storia sono lontane, perse in un vortice di epoche e luoghi, di incontri, apparizioni e misteri. Da Parigi a Venezia, dalla Sicilia al Cairo, una traccia scarlatta ricorda il passaggio del vampiro Lestat… e la sua vita è una lunga avventura, di passione, di sangue, di piacere e di orrori. Questo libro ne racconta la storia.

Scelte

Come molte donne sulla quarantina, sono stata educata secondo principi rigidamente autoritari, in base ai quali era inteso che ogni mia scelta, riguardante sia il presente sia il futuro, venisse decisa in precedenza.
Da bambina mi insegnarono a essere garbata e tranquilla quando mi trovavo in presenza degli adulti, a lavare piatti e pentole e a fare da mangiare. Quello che si aspettavano da me era che diventassi una brava moglie, che mi occupassi di mio marito, che mettessi al mondo dei bambini e non divorziassi mai. Poi, tutto a un tratto, quando compii diciassette anni, il movimento femminista invase la mia città natale, diffondendo un insegnamento del tutto diverso, e cioè che una vera donna vive e agisce in base alla sua identità. E così fui costretta a mettere in discussione tutto ciò in cui avevo creduto fino a quel momento.
Ogni qualvolta mi sentivo realizzata, sentivo dentro di me una vocina: “Non è così che si comportano le brave ragazze”. Mentre, quando mi comportavo da brava ragazza obbediente, un’altra vocina diceva: “Una donna libera fa quello che vuole”.
Queste voci continuarono a dibattere dentro di me per anni e anni prima che riuscissi a capire cosa volevo davvero.
Le donne della mia generazione si collocano in una fase di transizione tra due periodi ben precisi: quello che precede la scoperta della scelta e quello che la segue.
Liv Ullmann

La scelta

Una curva, una sbandata e in un attimo tutto quello che sembrava un sogno diventa realtà. L’incontro con un essere perfetto, bellissimo e con una particolarità unica sconvolge la vita di Ludovica. Segretaria in uno studio prestigioso, conduce una vita tranquilla ed allegra tra il lavoro, la grande amicizia con Giorgia e i divertimenti di una ragazza della sua età. Un amore così forte da farle prendere la decisione più importante della sua vita in un lasso di tempo brevissimo, ma poi… la scelta.