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La ianara

Adelina ha un destino segnato: quello di diventare ianara, come sua madre, come sua nonna. Al pari di loro, sarà in grado di attraversare ogni porta, anche quella che separa la vita dalla morte. E sarà dannata. Vivrà sui monti dell’Irpinia – una terra apparentemente remota dal resto dell’Italia – come una bestia selvatica; gli uomini e le donne verranno a supplicarla di aiutarli quando avranno bisogno di curarsi, di vendicarsi, o di liberarsi di un figlio non voluto – e la schiveranno come la peste se oserà avvicinarsi alle loro case. Per sfuggire al suo destino Adelina attraverserà «paesi, boschi e campagne», finché non giungerà in vista di un grande e magnifico palazzo: vi entrerà come l’ultima delle sguattere e – sorta di funebre, allucinata Jane Eyre, schiava amorevole e possessiva fino al delitto -servirà e accudirà con assoluta, cieca fedeltà il signore di quel luogo. Gli rimarrà accanto anche quando il palazzo sarà ridotto a una splendida rovina, quando più nessuno ci metterà piede per paura della maledizione che aleggia su di esso dopo gli eventi funesti (omicidi, apparizioni misteriose, un suicidio) che vi si sono succeduti – e lei, Adelina, sarà rimasta la sola ad aggirarsi silenziosa nelle immense sale vuote. Con una lingua asciutta, potente, evocativa, Licia Giaquinto ci trascina in una trama fitta di storie e di magia, dove animali, uomini, cose si fondono e si trasformano di continuo. Così come è destinato a trasformarsi, di fronte a una minacciosa «modernità», il mondo arcaico che ci si squaderna davanti, e che ha anch’esso un destino segnato: quello di scomparire, per essere evocato solo da chi ancora ha il dono di saperlo raccontare.

Iacobus

Straordinario successo in Spagna come già L’ultimo Catone , Iacobus è un intrigante giallo storico che svela dopo sette secoli alcuni dei più grandi enigmi irrisolti di tutti i tempi, e conferma le superbe doti di Matilde Asensi. Narratrice capace di tessere intrecci memorabili, ci regala un altro romanzo abilmente sospeso tra Storia e fantasia, in cui prende vita una convulsa società medievale dove il papato avignonese domina il mondo cattolico e il Cammino di Santiago brulica di medici musulmani, monaci guerrieri ed eruditi giudei alla ricerca di arcane chiavi cabalistiche.

Hyperion (Fanucci Narrativa)

Nel 2700 gli esseri umani, grazie allo sviluppo della tecnologia dei teleporter, si spostano istantaneamente nella galassia, ma un terribile esperimento, il Grande Errore, ha causato la distruzione della Terra e la diaspora dell’uomo nello spazio, dando vita così a una nuova federazione che unisce tutti i mondi abitati: l’Egemonia dell’Uomo. Alla vigilia dell’Armageddon, sette pellegrini affrontano un ultimo viaggio verso Hyperion, in cerca delle risposte agli enigmi della loro vita. Ognuno di loro deve raccontare agli altri la propria storia, per farsi conoscere e dimostrare di non essere una spia. I racconti dei sette ruotano intorno ai mondi e alle difficoltà che circondano lo spazio: dalla minaccia degli Ouster, discendenti dei primi coloni che fanno a meno della tecnologia, al ruolo della Chiesa Shrike, temuta da tutti. E in questi racconti, di una bellezza sfolgorante, sta la chiave che permetterebbe loro di salvare l’umanità.
Torna in libreria un grande classico della fantascienza, definito una delle letture fondamentali per gli amanti del genere, e non solo.
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### Sinossi
Nel 2700 gli esseri umani, grazie allo sviluppo della tecnologia dei teleporter, si spostano istantaneamente nella galassia, ma un terribile esperimento, il Grande Errore, ha causato la distruzione della Terra e la diaspora dell’uomo nello spazio, dando vita così a una nuova federazione che unisce tutti i mondi abitati: l’Egemonia dell’Uomo. Alla vigilia dell’Armageddon, sette pellegrini affrontano un ultimo viaggio verso Hyperion, in cerca delle risposte agli enigmi della loro vita. Ognuno di loro deve raccontare agli altri la propria storia, per farsi conoscere e dimostrare di non essere una spia. I racconti dei sette ruotano intorno ai mondi e alle difficoltà che circondano lo spazio: dalla minaccia degli Ouster, discendenti dei primi coloni che fanno a meno della tecnologia, al ruolo della Chiesa Shrike, temuta da tutti. E in questi racconti, di una bellezza sfolgorante, sta la chiave che permetterebbe loro di salvare l’umanità.
Torna in libreria un grande classico della fantascienza, definito una delle letture fondamentali per gli amanti del genere, e non solo.

Hydra Crisis – Nel cuore del diavolo (Segretissimo)

Siberia, 1908: un’esplosione misteriosa nella remota regione della Tunguska dà vita a una creatura metà uomo e metà animale, il Kobaka, annunciato nelle profezie di Rasputin. Nel dicembre 1941, una spedizione nazista stermina un intero villaggio per scoprire dove si trova il mostro e prelevarne il cuore… Sessant’anni dopo, l’agente Rachel della Ghost Machine ha recuperato il cuore della creatura in un monastero sui monti Altaj, e ora qualcuno vuole ucciderla. Solo Marc Ange e il Diesis, il servizio segreto europeo, possono aiutarla. Tutte le piste convergono sul misterioso compound sotterraneo di Varlam Drago, detto il Negromante, leader di un’organizzazione estremistica. Là, in un ex gulag-manicomio siberiano riconvertito in centro per esperimenti proibiti, le profezie sul Kobaka sveleranno il loro segreto. E la lotta senza fine contro le tante teste dell’Hydra continuerà.
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### Sinossi
Siberia, 1908: un’esplosione misteriosa nella remota regione della Tunguska dà vita a una creatura metà uomo e metà animale, il Kobaka, annunciato nelle profezie di Rasputin. Nel dicembre 1941, una spedizione nazista stermina un intero villaggio per scoprire dove si trova il mostro e prelevarne il cuore… Sessant’anni dopo, l’agente Rachel della Ghost Machine ha recuperato il cuore della creatura in un monastero sui monti Altaj, e ora qualcuno vuole ucciderla. Solo Marc Ange e il Diesis, il servizio segreto europeo, possono aiutarla. Tutte le piste convergono sul misterioso compound sotterraneo di Varlam Drago, detto il Negromante, leader di un’organizzazione estremistica. Là, in un ex gulag-manicomio siberiano riconvertito in centro per esperimenti proibiti, le profezie sul Kobaka sveleranno il loro segreto. E la lotta senza fine contro le tante teste dell’Hydra continuerà.

Hurricane Bay

Sheila è scomparsa nel nulla. Kelsey, la sua migliore amica, per cercarla segue una pista che porta dritto in un mondo spaventoso di sesso e violenza. Dane Whitelaw, investigatore privato, cerca di dissuaderla. Ma Kelsey non si lascia fermare da niente e nessuno e inizia una discesa all’inferno nelle Florida Keys, regione di tramonti sensuali e traffici loschi. Le indagini sveleranno pian piano un’immagine di Sheila diversa dalla ragazza che lei credeva di conoscere. Molto diversa. Così Kelsey imparerà a non fidarsi di nessuno, perché tutto e tutti qui sembrano nascondere la forza distruttrice di un uragano. E si sa, in Florida l’uragano è sempre in agguato. E quando lo si annusa nell’aria nulla può più ostacolare la furia di un killer efferato.

Hunted. La casa della notte

“La mezzaluna blu tatuata sulla fronte è il mio Marchio. La Casa della Notte è la scuola in cui prepararmi alla Trasformazione in vampiro. Un segno e un luogo che mi hanno dato una marea di guai, ma che mi hanno anche fatto sentire protetta, al sicuro. Però ormai niente sarà più come prima. La colpa è di Neferet, la Somma Sacerdotessa, che ha risvegliato Kalona, un potentissimo immortale, per mettere in atto un piano che va oltre la follia: annientare la razza umana. Soggiogati dalla sua incredibile bellezza, studenti e insegnanti sembrano non rendersi conto del pericolo. Ma io e i miei amici sappiamo bene quanta malvagità si celi dietro quel fascino: i terribili demoni-corvo che hanno invaso il cielo di Tulsa e che si nutrono di anime, infatti, sono i suoi figli! E allora ci siamo nascosti nei tunnel in cui vivono i novizi rossi, i ragazzi che hanno rifiutato la Trasformazione, tornando dalla morte con un tatuaggio cremisi. Dopo essersi liberati dell’influsso di Neferet, sono diventati nostri alleati e hanno deciso di usare i loro straordinari poteri per aiutarmi. Perché io sono Zoey Redbird, la novizia vampira più dotata della storia, l’unica che possa salvare il mondo…”

House of cards

House of cards, il romanzo più famoso di Michael Dobbs, pubblicato per la prima volta nel 1989, è ancora considerato il thriller politico per eccellenza. Incentrato sulla vita e l’inesauribile ambizione del politico machiavellico Francis Urquhart, il romanzo fu già adattato negli anni Novanta dalla BBC ricevendo un enorme successo di pubblico e critica. Ora, nella più recente versione USA il Parlamento inglese viene sostituito dal Campidoglio americano per narrare la storia trasversale e universale della corruzione attraverso le vicende della politica statunitense. Nel romanzo, invece, la storia è ambientata in Inghilterra, durante i mesi immediatamente successivi all’ennesima rielezione del primo ministro già in carica. Francis Urquhart, il Chief Whip (il capo di Gabinetto) del governo in carica, è ben deciso ad utilizzare tutte le armi in suo potere per rovesciare il governo ed assumere la carica di primo ministro. Grazie ai suoi lunghi anni di lavoro dietro alle quinte è infatti riuscito a raccogliere un’enorme mole di materiale compromettente su molti dei suoi colleghi e riesce quindi, tramite ricatti ed intimidazioni di vario genere, a crearsi una rete di collaboratori che lo aiuterà inconsapevolmente a portare a termine il suo disegno. Mentre Urquhart riesce a rinsaldare la sua immagine di figura solida e credibile agli occhi del pubblico, i suoi collaboratori segreti fanno girare gli ingranaggi che porteranno Urquhart non solo alla candidatura, ma ad essere ritenuto l’unico candidato eleggibile fra tanti.

Hotel Iris

Mari e sua madre sono proprietarie di una modesta pensione. Come ogni sera la ragazza aspetta alla reception che i clienti si ritirino a dormire, quando una donna esce da una stanza insultando l’uomo che è con lei. È mezza nuda, probabilmente una prostituta. L’uomo che avrebbe preteso prestazioni innominabili non appare turbato e con un comando imperioso la zittisce. Mari, che assiste alla scena, è stregata dalla voce di quel signore distinto. Qualche giorno dopo, quando lo incontra per strada, per Mari è inevitabile seguirlo. Per lei, che ancora deve fare esperienza del mondo, è la scoperta dei sentimenti e del corpo, la ribellione. Ma è anche la perdita dell’innocenza, l’iniziazione sconvolgente ai rituali della carne.

Hôtel del Ritorno alla Natura

Uno scienziato tedesco e la sua compagna vivono in solitudine su una delle isole Galápagos, convinti di abbandonare così la civiltà corrotta e «riavvicinarsi allo stato di natura». Ma anche la contessa von Kleber, affiancata da due gigolò, ha dei piani su quel frammento abbagliante di terra circondata dal mare: costruirsi l’Hôtel del Ritorno alla Natura, per tutti i devoti dell’idillio. Non sarà però l’idillio a regnare sulla splendida isola: piuttosto la rovina e il terrore, scanditi dal ritmo inesorabile di Simenon. Scritto nel 1935 e pubblicato nel 1938, questo romanzo è un terribile apologo: come la natura incontaminata possa allettare i suoi devoti alla più feroce autodistruzione. E potrà sembrare una risposta vaticinatoria alla voga oggi dominante secondo cui la natura, nella sua purezza, sarebbe qualcosa di bonario e roseo – e l’unico problema per noi quello di adeguarsi a essa. Di fatto, tale voga dura da più di due secoli, e l’ispirazione per questo affascinante romanzo fu offerta a Simenon da una storia vera, un caso criminale che avvenne nel 1934 a Floreana, nelle Galápagos, con protagonisti assai simili a quelli che appaiono nel romanzo.

Hotel Calcutta

Anni Cinquanta: Calcutta si chiama ancora Calcutta e vive gli ultimi splendori del suo recente passato coloniale. Nella ‘striscia d’oro’, la zona della città che gli inglesi chiamano Esplanade e gli indiani Chowringhee, il centro della vita mondana e dei grandi alberghi, si aggira Shankar, un ex babu, un giovane impiegato di un avvocato inglese dell’alta corte, anzi, per essere precisi, ‘dell’ultimo avvocato inglese dell’alta corte di Calcutta’. L’illustre esponente del foro imperiale britannico è morto e il ragazzo si è ritrovato di colpo nel deserto di povertà e penuria da cui viene, e che credeva di essersi lasciato definitivamente alle spalle. Per allontanare lo spettro della fame, vaga per la città cercando di vendere cestini per la cartastraccia fabbricati da un giovanotto di Madras, che oltre ai cestini non possiede altro che due paia di calzoni e una sudicia cravatta. Per i dannati della terra come Shankar, basta il minimo temporale a distruggere l’oasi. Ma per fortuna non è sempre così. In un giorno in cui sonnecchia al parco di Chowringhee, si imbatte in uomo dalla pelle color mogano, lucida come le scarpe che hanno ricevuto il trattamento dai lustrascarpe di Dharmatala. È il detective Byron, il grande investigatore: per lui qualunque caso, per quantocomplicato o misterioso, è immediatamente ‘chiaro come la luce del giorno, trasparente come l’acqua’. Byron gli trova un lavoro nell’albergo più antico e prestigioso dell’Esplanade: lo Shahjahan Hotel. E nell’istante in cui oltrepassa la soglia di quell’albergo di lusso, che sembra una vera e propria opera d’arte, Shankar si sorprende a entrare in un mondo nuovo, una città nella città, dove i tappeti sono così belli che se uno vi inciampa si rialza subito per non rovinarli, dove trecento ospiti al ristorante significano trecento diversi tovaglioli e altrettanti menu e carte dei vini. Dove la precedenza è rigorosamente riservata ai frequentatori più ricchi e famosi, e l’edificio reca l’impronta indelebile della vecchia aristocrazia. In questa città nel cuore di Calcutta, nelle sue suite, al ristorante, al bar e dietro le sue quinte, si raccoglie un’umanità varia e disparata, con i suoi amori e le sue passioni, i sogni infranti e le gioie, le tragedie inaspettate e i trionfi: c’è Marco Polo, il gran capo dello Shahjahan con un enorme tatuaggio sul braccio sinistro e sul petto villoso; Connie, la ragazza del cabaret, una bellezza con gli occhi azzurri e i capelli platinati; Gomez, il direttore della banda musicale che nel tempo libero sogna un altro mondo abitato dal re della melodia; Karabi Guha, l’accompagnatrice che a tarda sera perde ogni grazia ed eleganza; Sudata Mitra, l’hostess abbagliante nel suo sari azzurro cielo; Sohrabji, il barman con la pelle del colore delle mele mature, un po’ incurvato dal peso dell’età… personaggi teneri e commoventi e incallite canaglie, ognuno con la sua storia, a volte tragica e straziante, a volte sorprendente e incredibilmente intrigante. E, in mezzo a tutti quanti loro, c’è Shankar, il narratore, la voce vera della grande metropoli indiana negli anni del suo massimo splendore.
(source: Bol.com)

Hotel Angleterre

“Quella penna che non ho visto è l’emozione più forte e la curiosità intellettuale più intensa della lunga giornata. E quando rientriamo in albergo sento di avere in mano il capo di una lenza che a tirarla, piano piano dall’Europa mi farà passare la porta verso la Russia”. “Quella penna” è la penna che Goethe donò a Puskin, e della quale non si trova traccia. Parte così, da un filo sottile che si dipana, da una traccia d’inchiostro fantasma, una “indagine narrativa” tra viaggi e ricordi, letture e suggestioni, incontri e ricordi familiari, nel mito della Grande Russia. Alla ricerca “di un dono, di un omaggio, di un’eredità poetica, di un sentimento, di una scintilla vitale”.

L’hotel a zero stelle

“Ho immaginato il mio albergo ideale. Un hotel a zero stelle i cui ospiti tipo dovrebbero essere i vagabondi dell’anima, coloro che ancora gironzolano alla ricerca di sé, senza troppa arte né parte. In questo albergo non poco scalcinato si può stare fin quando si desidera, perlomeno fintanto che non si è diventati ciò che si è. L’ospite può starsene chiuso in camera, leggendo o riflettendo sul proprio passato o su cosa intende fare del proprio futuro. Se ne ha voglia, può scendere dabbasso e scambiare quattro chiacchiere con il portiere tuttofare dell’albergo, che ha sempre qualcosa da dire, qualche lezione di vita da impartire. Inoltre, diversamente dai normali alberghi, l’ospite può esplorare l’edificio dal piano terra sino al tetto, dal quale è possibile ammirare un magnifico cielo stellato nelle serene notti di luna nuova. Si può persino bussare alla stanze degli altri ospiti, i quali, essendo vagabondi dell’anima anch’essi, saranno più che felici di accogliervi e scandagliare in vostra compagnia il senso dell’esistere e tutte le questioni a questo senso legate, che sono poi la chiave per orientarsi nel mondo all’esterno, spesso assai meno inospitale del vostro albergo. Solitamente, un buon albergo a zero stelle si compone di quattro piani perché così vuole il mito della conquista di sé, articolato, come noto, in quattro fasi. Alla maniera del viaggio dantesco per i regni ultramondani, il viandante in cerca di sé passa dallo smarrimento in qualche selva oscura a tre fasi successive.”
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Hot Kid (Einaudi. Stile libero big)

Carlos Webster è un ragazzo ricco e fortunato, che potrebbe godersi la fortuna accumulata dal padre con il petrolio. Ma a quindici anni assiste a una sanguinosa rapina in un emporio, e il suo destino è segnato: diventerà sceriffo e darà la caccia ai rapinatori dal grilletto facile che infestano l’Oklahoma. Anche Jack Belmont è ricco, ma c’è qualcosa che non va nella sua testa. Da bambino ha quasi ucciso la sorellina, e ora il suo sogno è darsi alla rapina e diventare il pericolo pubblico numero uno. Inevitabile che le strade di Carlos e Jack si incrocino, in un duello a distanza che ha per posta quel qualcosa di impalpabile che si chiama gloria, o leggenda. Sullo sfondo, l’America della Grande Depressione, un West che si porta ancora dietro il suo retaggio di violenza e giustizia sommaria, un mondo di gangster psicotici e pupe coraggiose, di personaggi leggendari come John Dillinger, Bonnie e Clyde, Pretty Boy Floyd, Baby Face Nelson. Una irresistibile storia di guardie e ladri sorretta da un umorismo feroce, salutata in America da lettori e critici come il capolavoro di Leonard.
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*Hot Kid* è il romanzo perfetto di un autore al massimo della sua forza. Leonard non cerca di impressionare nessuno se non forse se stesso, un ragazzino degli anni Trenta affascinato da una generazione di banditi e desperados, sempre con un’arma spianata. E intrattenendo quel bambino di tanti anni fa, finisce per deliziare anche noi lettori.
** «Los Angeles Times»**
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Invecchiando Elmore Leonard non fa che migliorare. E cosí a 79 anni, miracolosamente, ci regala Hot Kid, uno dei libri migliori in una carriera ormai pluridecennale… un romanzo costruito con grande abilità e con un equilibrio tra le parti pressoché perfetto.
**«The Houston Chronicle»**
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Il quarantesimo libro di Elmore Leonard è anche il suo capolavoro… Un’esplorazione sottile e provocatoria del processo attraverso il quale l’America trasforma in leggende i criminali comuni e, a volte, anche gli uomini coraggiosi che tentano di catturarli.
**«The Associated Press»**
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### Recensione
“This is a novel that… is all about style, literary and otherwise.” (New York Times Book Review)
“THE HOT KID brims with the sly humor, sparse prose and razor dialogue we expect from the master” (Los Angeles Times Book Review)
“The writing is pitch-perfect throughout…it’s all pure Leonard, and that means it’s pure terrific.” (Publishers Weekly **(starred review)**)
Clear, fast-paced and masterfully structured.” (Philadelphia Inquirer)
“The HOT KID is Elmore Leonard- a master- at his best.” (Oklahoma City Oklahoman)
“…expertly crafted, deftly balanced.” (Houston Chronicle)
“…Rips along like a bandit’s getaway car…THE HOT KID is Leonard at his best.” (Tulsa World)
“…delivers the goods in a top-notch amalgam of sagebrush western and mob drama.” (Lexington Herald-Leader)
“There’s nothing Elmore Leonard doesn’t know about stylish writing, and THE HOT KID is him at his compressed best.” (Detroit Free Press)
“Wonderfully funny and hair-raising…THE HOT KID is splendid.” (Providence Sunday Journal)
### Descrizione del libro
A publishing event – the new novel from the celebrated author of Get Shorty and Rum Punch.

Hot Kid

Carlos Webster è un ragazzo ricco e fortunato, che potrebbe godersi la fortuna accumulata dal padre con il petrolio. Ma a quindici anni assiste a una sanguinosa rapina in un emporio, e il suo destino è segnato: diventerà sceriffo e darà la caccia ai rapinatori dal grilletto facile che infestano l’Oklahoma. Anche Jack Belmont è ricco, ma c’è qualcosa che non va nella sua testa. Da bambino ha quasi ucciso la sorellina, e ora il suo sogno è darsi alla rapina e diventare il pericolo pubblico numero uno. Inevitabile che le strade di Carlos e Jack si incrocino, in un duello a distanza che ha per posta quel qualcosa di impalpabile che si chiama gloria, o leggenda. Sullo sfondo, l’America della Grande Depressione, un West che si porta ancora dietro il suo retaggio di violenza e giustizia sommaria, un mondo di gangster psicotici e pupe coraggiose, di personaggi leggendari come John Dillinger, Bonnie e Clyde, Pretty Boy Floyd, Baby Face Nelson. Una irresistibile storia di guardie e ladri sorretta da un umorismo feroce, salutata in America da lettori e critici come il capolavoro di Leonard. *** Hot Kid è il romanzo perfetto di un autore al massimo della sua forza. Leonard non cerca di impressionare nessuno se non forse se stesso, un ragazzino degli anni Trenta affascinato da una generazione di banditi e desperados, sempre con un’arma spianata. E intrattenendo quel bambino di tanti anni fa, finisce per deliziare anche noi lettori. «Los Angeles Times» *** Invecchiando Elmore Leonard non fa che migliorare. E cosí a 79 anni, miracolosamente, ci regala Hot Kid, uno dei libri migliori in una carriera ormai pluridecennale… un romanzo costruito con grande abilità e con un equilibrio tra le parti pressoché perfetto. «The Houston Chronicle» *** Il quarantesimo libro di Elmore Leonard è anche il suo capolavoro… Un’esplorazione sottile e provocatoria del processo attraverso il quale l’America trasforma in leggende i criminali comuni e, a volte, anche gli uomini coraggiosi che tentano di catturarli. «The Associated Press»