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Il silenzio dei chiostri

Un omicidio nel convento delle sorelle del Cuore Immacolato: il cadavere di frate Cristóbal dello Spirito Santo è stato ritrovato accanto alla teca che custodiva il Beato Asercio de Montcada. E il corpo sacro è scomparso. Per Petra e Garzón un ventaglio contraddittorio di ipotesi da verificare, in un ambiente odoroso di incenso ma alquanto reticente.

Il silenzio degli innocenti

Hannibal Lecter è una psichiatra geniale, un uomo colto e raffinato, un perfetto gentiluomo dotato di un sottile senso dell’umorismo. Ha un unico difetto: è un pericoloso psicopatico e un feroce assassino. Quando Clarice Starling, brillante allieva della Sezione Scienza del Comportamento dell’Fbi, si reca a visitarlo nel manicomio criminale dove è rinchiuso, il dottor Lecter, attratto dalla ragazza e spinto dal desiderio di entrare nella sua personalita, decide di aiutarla. Clarice vuole da lui elementi utili alla cattura di Buffalo Bill, il “mostro” che terrorizza l’America. Ma il prezzo della collaborazione di Lecter è uno scambio perverso: le consegnerà Buffalo Bill solo se Clarice accetteràa di svelargli i suoi ricordi più tormentati.

Silenzio

Questo libro è dedicato al silenzio, uno spazio necessario per ritrovare la nostra identità, per perderci in sterminati campi incolti dove i sogni, come le piante, inaridiscono e muoiono. La nostra vita scorre in mezzo al chiasso, tra fiumi di parole spesso inutili che servono solo a coprire le nostre incertezze, il disagio interiore quando siamo a contatto con gli altri. Solo il silenzio ci consente di ritagliare spazi di buonsenso per non essere travolti dal ritmo incalzante dell’arroganza dilagante, per intrecciare un dialogo sereno con noi stessi e con gli altri.

La signorina

Dopo *Il ponte sulla Drina* e *La cronaca di Travnik*, il romanzo *La Signorina* (1943-1945) chiude la trilogia epica in cui Ivo Andric ripercorre attraverso l’invenzione narrativa gli eventi della sua terra, i Balcani.
In *La Signorina*, però, l’epica lascia il posto alla quotidianità per mostraci le vicende di una donna dominata dall’avarizia e da un giuramento fatto ai suoi avi che la conduce tragicamente alla devozione per la ricchezza: è l’emergere di una classe imprenditoriale che snatura il mito del passato. Alla stregua dei grandi della letteratura mitteleuropea, è l’indagine interiore e non il grande affresco storico a prefigurare i cambiamenti della storia del Novecento. *La Signorina* disprezza la vita e suoi tumulti, barricata nella certezza dell’accumulazione, unico vero bastione contro gli eventi esterni. Tardivamente, però, la passione irrompe nella sua vita e la travolge.

La signorina Alda

Alda Stellini in realtà è Aldo. Ma ha scelto da molto tempo di indossare abiti da donna, parlare di sé al femminile e dedicarsi solo a lavori femminili. Però non va con gli uomini, “per via” – spiega alle amiche – “del mio difetto fisico”. È una persona equilibrata e felice, accettata dal piccolissimo paese in cui vive. Ma, improvvisamente, Alda si uccide. Un poliziotto, che viene da fuori e non l’ha mai conosciuta, vuole vederci chiaro. Come può essersi suicidata se i paesani gli assicurano che era simpatica a tutti e sempre allegra? Scavando scavando il poliziotto scopre il ricatto e il ricattatore che stanno dietro la triste fine di Alda. Scopre anche qualcos’altro ancora più sorprendente di quanto già sapeva di lei.

I signori Golovlev

Originariamente scritti e pubblicati come racconti separati, I signori di Golovlev furono successivamente raccolti dallo stesso autore in un’unica opera. In una sorta di cronaca familiare, i racconti si susseguono indipendenti, delineando a tratti la storia di Golovlev. Pungente d’ironia, l’opera di Saltykov-Scedrin è però essenzialmente tragica: la tragedia di un uomo, di una famiglia, di una classe, di una patria, fino a trasformarsi in una tragedia universale.

I signori dell’oscurità. La guerra dei regni

Prosegue la cronaca dell’epica guerra che infiamma il continente Derlavai, un mondo conquistato lentamente ma in modo inesorabile, miglio dopo miglio, dalle forze dell’impero algarviano, forze la cui più terribile magia di guerra è alimentata dal genocidio di un popolo innocente, i Kauniani, disprezzati da tutti i regni del continente.

I signori dei draghi

p. 5 I Signori dei Draghi // Jack VANCE (The Dragon Masters)
p. 121 L’uomo della Zarius // Jack VANCE
p. 187 Le Cinque Lune // Jack VANCE
p. 203 Contatto // Jack VANCE
p. 229 I sopravvissuti // Jack VANCE
p. 240 Il pianeta di Sulwen // Jack VANCE
p. 263 I vasai di Firsk // Jack VANCE (The Potters of Firsk)
Mentre ci sono degli autori che eccellono nel campo della narrativa di Fantascienza ed altri che primeggiano in quello della Fantasy, con Vance abbiamo uno dei pochissimi casi in cui uno scrittore si esprime al meglio in entrambi i filoni sopracitati. Letteralmente idolatrato dagli appassionati di narrativa fantastica di tutto il mondo, questo consenso è anche diviso da noi, come potete constatare scorrendo il nostro catalogo nel quale i romanzi di Vance sono presenti in gran numero, oltre naturalmente a quelli in programmazione.
I Signori dei Draghi, che si fregia del Premio Hugo, oltre al presentare il romanzo che da il titolo al volume, comprende tutta una serie di testi di Vance inediti per il nostro Paese, che non fanno altro che rimarcare l’assoluta validità di questo scrittore. È sempre stato molto difficile ascrivere Vance ad un determinato filone -Fantascienza o Fantasy – e forse la definizione migliore è quella di una Fantasy mascherata da Fantascienza, ma noi lasciamo queste dissertazioni ai critici ed agli esegeti del settore.
Ciò che è importante è l’assoluta bontà dei suoi scritti, come avrete modo di leggere in questo volume, volume che andrà ad infoltire il gruppo vostri libri preferiti (Cottogni)

Il signore degli incantesimi: La saga di Ulldart

Mai più: è questa la solenne promessa che Lodrik fa a se stesso. È stato grazie all’aiuto del dio Tzulan che il giovane principe è riuscito a sventare una rivolta e a riportare la pace nella remota provincia di Granburg. Tuttavia la potenza del dio ha altresì scatenato una spaventosa forza distruttiva, convincendo Lodrik a rinunciare per sempre a un simile stratagemma. Almeno fino al giorno in cui un messaggero non gli comunica la notizia della morte del padre, sovrano di Tarpol, e l’ordine di tornare subito nella capitale per essere incoronato re. Una volta giunto a palazzo, infatti, Lodrik non solo deve affrontare l’ostilità dei nobili – che lo considerano troppo giovane e inesperto -, ma anche fare i conti con un’antica profezia, secondo cui l’ascesa al trono del principe farà ripiombare il mondo nel caos dell’Epoca buia. E qualcuno sta tramando nell’ombra per organizzare un attentato, ed evitare così che quella terribile predizione si avveri. Schiacciato dalle responsabilità del suo incarico e dalla paura di cadere vittima dei suoi nemici, Lodrik non ha scelta: se vuole governare su Tarpol – e salvarsi la vita -, deve chiedere di nuovo l’intervento di Tzulan?

Il signore degli anelli: trilogia

“Il Signore degli anelli” è un romanzo d’eccezione, al di fuori del tempo. E’ un libro d’avventure in luoghi remoti e terribili, episodi di inesauribile allegria, segreti paurosi che si svelano a poco a poco, draghi crudeli e alberi che camminano, città d’argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano solo al nominarli, urti giganteschi di eserciti luminosi e oscuri. Tutto questo in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la storia: la lotta, senza tregua, fra il bene e il male.

La signora nel lago

Una moglie scomparsa, un marito preoccupato. È la situazione da cui prende avvio la vicenda in cui Philip Marlowe, spedito alla ricerca della moglie, trova prima il cadavere di una donna, poi quello di un uomo, finisce in galera e riesce infine a ricomporre i pezzi di un mosaico intricato in cui figurano mariti infedeli, infermiere compiacenti, poliziotti corrotti e gli effetti di una passione fatale.
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La signora nel furgone

Chi accetterebbe mai di ospitare per diciotto anni nel giardino di casa propria una anziana barbona e il furgone debordante di rifiuti che ne costituisce il domicilio? Oltretutto Miss Shepherd non è una vecchina che susciti tenerezza: è grande e grossa, scontrosa, bislacca, poco incline alla gratitudine. Porta una sottana fatta di stracci per la polvere, occhiali da sole verdi e, a mo’ di cappello, un cestino di paglia ottagonale. Si fa scarrozzare per la città su una sedia a rotelle ed emana un insopportabile fetore. Chi mai accetterebbe una così perturbante prossimità? Forse solo Alan Bennett, che in questo libro permeato di sublime, sardonica pietas, e sostenuto da uno sguardo attento al più minuto particolare visivo e olfattivo, ci affida l’irresistibile diario di una lunga, incongrua convivenza. E forse solo Alan Bennett poteva trasformare l’abiezione in un genere di humour personalissimo – e Miss Shepherd in un personaggio memorabile.

La signora in verde

‘Misteri ricchi di pathos… Uno scrittore che merita davvero di essere letto.’
The Daily Telegraph

‘L’agente Erlendur, un antieroe in versione islandese… un personaggio interessante, sintomatico del marcio e del non detto della società contemporanea.’
L’Express

‘Indriðason è il miglior scrittore di gialli dei paesi nordici.’
The Times

Sulla collina di Grafarholt, alle porte di Reykjavík, viene rinvenuto un misterioso scheletro, una mano che spunta dal terreno in un’ultima, disperata richiesta d’aiuto. A chi appartiene quella mano? Erlendur e colleghi, con l’aiuto di una squadra di archeologi, si mettono al lavoro per estrarre i resti, ma le indagini procedono a rilento e sembrano non portare a nulla di concreto. Le piste che conducono alla collina sono numerose e si perdono nel passato, negli anni ormai lontani della Seconda guerra mondiale, quando, accanto ai cespugli di ribes, sorgeva una casa e abitava una famiglia. Lì oggi però non c’è più nulla. Ma una donna continua ad aggirarsi in quei paraggi. Vestita di verde. Storta. È lei che bisogna cercare…

‘Indriðason riempie il vuoto lasciato da Stieg Larsson.’
Usa Today

‘Se amate i gialli di classe, allora questo autore fa per voi.’
The Irish Time

‘Una nuova voce del vitalissimo neo-noir scandinavo.’
Il Venerdì di Repubblica

(source: Bol.com)

La Signora in Giallo Una morte annunciata

Da qualche tempo, sinistri presentimenti tormentano il burbero Cliff Cooper, falegname in pensione. Ormai convinto che la sua ora sia vicina, decide di affidare a Jessica Fletcher le sue ultime volontà: vendere la propria abitazione il prima possibile, così da lasciare in eredità un po’ di soldi all’adorato nipote. Ma l’affare è tutt’altro che semplice e mette in difficoltà persino Eve Simpson, la miglior agente immobiliare di tutta Cabot Cove. Perché non si tratta di una proprietà qualunque, ma di una delle più antiche della città: la Spencer Percy House, un’affascinante dimora storica, in stile coloniale, costruita a inizio ‘800 da un capitano di mare per la giovane moglie. L’edificio versa in pessime condizioni e, per giunta, pare che sia infestato dai fantasmi. Le macabre e inquietanti dicerie sono purtroppo destinate a moltiplicarsi quando i presentimenti di Cliff si trasformano in realtà. Una morte prematura quanto misteriosa che desta più di un sospetto. Jessica non è la sola a pensare che l’uomo non sia deceduto per cause naturali: il dottor Seth Hazlitt infatti concorda con lei, ma dovranno fare entrambi molta attenzione se non vogliono unirsi alla schiera dei cari estinti…
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### Sinossi
Da qualche tempo, sinistri presentimenti tormentano il burbero Cliff Cooper, falegname in pensione. Ormai convinto che la sua ora sia vicina, decide di affidare a Jessica Fletcher le sue ultime volontà: vendere la propria abitazione il prima possibile, così da lasciare in eredità un po’ di soldi all’adorato nipote. Ma l’affare è tutt’altro che semplice e mette in difficoltà persino Eve Simpson, la miglior agente immobiliare di tutta Cabot Cove. Perché non si tratta di una proprietà qualunque, ma di una delle più antiche della città: la Spencer Percy House, un’affascinante dimora storica, in stile coloniale, costruita a inizio ‘800 da un capitano di mare per la giovane moglie. L’edificio versa in pessime condizioni e, per giunta, pare che sia infestato dai fantasmi. Le macabre e inquietanti dicerie sono purtroppo destinate a moltiplicarsi quando i presentimenti di Cliff si trasformano in realtà. Una morte prematura quanto misteriosa che desta più di un sospetto. Jessica non è la sola a pensare che l’uomo non sia deceduto per cause naturali: il dottor Seth Hazlitt infatti concorda con lei, ma dovranno fare entrambi molta attenzione se non vogliono unirsi alla schiera dei cari estinti…