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La battaglia dell’Aquila perduta

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI LUNGA VITA ALL’IMPERATORE Un semplice centurione Un’invasione di barbari Un romanzo leggenda Marco Valerio Aquila e i suoi uomini sono riusciti a difendere il Vallo di Adriano, ma ora il nuovo governatore romano della Britannia deve sedare la ribellione delle tribù settentrionali, se non vuole rischiare di perdere la provincia. I barbari, sotto la guida del loro capo Calgus, hanno messo a ferro e fuoco i territori romani e ridotto i soldati allo stremo delle forze. Per Marco, ora semplice centurione nella prima coorte dei Tungri, la campagna potrebbe rivelarsi doppiamente pericolosa: fa parte dei rinforzi mandati in Britannia ed è circondato da nuovi ufficiali che non hanno alcun motivo per proteggerlo dai pretoriani dell’imperatore. Non solo la spada del nemico, ma anche una parola sconsiderata potrebbe rivelarsi fatale. E i delatori sono molto più vicini di quanto il centurione possa immaginare… Mentre Marco addestra due centurie siriane di arcieri a resistere a una carica dei barbari per poi passare al contrattacco, il prefetto della seconda coorte dei Tungri trama per scoprire il suo segreto. Ora solo un miracolo può salvare Marco e coloro che lo proteggono da una morte senza onore… Tattiche militari, turpi tradimenti e scontri sanguinosi nel periodo più feroce dell’impero romano Hanno scritto dei suoi romanzi: ‘È una lettura fulminante, ti costringe ad andare avanti fino alla fine, con personaggi meravigliosi e una spruzzata di humour nero. Anthony Riches è un eccellente storico e un eccellente scrittore.’ Conn Iggulden, autore di Il soldato di Roma ‘Da esperto di questioni militari, Riches è in grado di portare nelle sue storie elementi drammatici di prima qualità, una narrazione vivida e un realismo storico molto efficace. Terrificanti scene di battaglia, pericolose strategie imperiali, loschi intrighi dei capi delle tribù: un resoconto brutale degli uomini in guerra.’ Burnley Express ‘Già dalla prima pagina questo scrittore riesce a creare un ritmo acceso e a tenere viva la storia fino al climax finale. Il talento di Riches e la sua scrittura avvincente, capace di tinteggiare in modo così efficace il periodo in cui le azioni si svolgono, lasciano il lettore con il fiato sospeso e in attesa di un sequel. La spada e l’onore è un romanzo ricco di suspense e pieno di intrighi e conflitti violenti che non potranno non affascinare il lettore di romanzi storici.’ Independent Weekly Anthony RichesÈ laureato in Studi militari. Ha lavorato come project manager nel Regno Unito, in Europa, negli Stati Uniti, in Medio e in Estremo Oriente e ora vive con la famiglia nello Hertfordshire. Ha sempre coltivato la passione per la letteratura: ha tenuto nel cassetto il manoscritto di L’impero. La spada e l’onore per dieci anni, rielaborando, riscrivendo e approfondendo il testo, fino alla versione che è stata pubblicata con successo in Inghilterra e ha scalato le classifiche in breve tempo. La Newton Compton ha pubblicato La spada e l’onore, La battaglia dell’Aquila perduta e Lunga vita all’imperatore.
(source: Bol.com)

Batista

Erano circa le sette del mattino del 26 Luglio 1994 quando una Fiat Uno grigio metallizzata targata Fo, che ora purtroppo non c’è più, partì da Bologna direzione Genova Ventimiglia con gli alzacristalli elettrici e il contachilonietri digitale. C’eravamo io e Pepe davanti, Marco e Tristano dietro.
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Il bastardo di Berg

Contea di Berg, 1225. La vita del giovane mugnaio Martin viene ribaltata in un sol giorno, quando irrompe nel suo podere l’arcivescovo di Colonia, l’uomo più potente a nord delle Alpi. Vuole condurlo al castello e farne il suo scudiero. Ma quel nuovo mondo cela grandi insidie: mentre impara a tirare di spada e a chiamare per nome le costellazioni, Martin, nascosto dietro un arazzo fiammeggiante, scopre per caso congiure e tradimenti a danno del suo protettore. Nel frattempo, sulle sponde del biondo Tevere, il monaco Fausto traduce dall’aramaico una lettera dell’evangelista Luca e s’imbatte in un passo sconvolgente per le sorti della Chiesa. A custodire il misterioso segreto sarà l’ambizioso cardinale Ugolino, istigatore di intrighi e trame oscure alle spalle dell’ingenuo papa Onorio. Riuscirà il suo sicario, lo spietato Adriano, sulla base di indizi risalenti a milleduecento anni prima, a rintracciare lo sconosciuto che potrebbe scatenare un terremoto nella successione papale?
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Basta poco

Basta poco per cambiare il mondo, passo dopo passo. E basta poco a chi vuole vivere bene, felice e senza sprechi. Dopo Non sprecare, Antonio Galdo ritorna sul necessario (e possibile) cambiamento del nostro modello di consumo e di sviluppo, raccontando le grandi idee che potrebbero salvare il pianeta, ma anche i comportamenti quotidiani che migliorano il mondo intorno a noi. Se la crisi globale rischia di rendere tutti più poveri, forse vale la pena di riscoprire la sobrietà; se l’inquinamento e lo sfruttamento delle risorse naturali sta minacciando il nostro futuro, forse bisogna capire che si può vivere meglio con meno; se le nostre giornate sono assediate dal lavoro, dal traffico, dallo stress, forse si può tornare a un rapporto più equilibrato con il tempo e lo spazio che ci circonda. Come possiamo liberarci dalla dipendenza del petrolio? Come possiamo utilizzare meglio gli strumenti tecnologici che abbiamo, senza farcene dominare? Come tornare al piacere della normalità, senza finire nell’ossessione della decrescita? Un libro di storie da tutto il mondo, alla frontiera dell’innovazione, ma anche della dimensione individuale delle nostre scelte quotidiane.

Basta chiedere

Una delle autrici più vendute in Spagna Nonostante le continue litigate per via dei caratteri così diversi, Eric Zimmerman e Judith Flores sono ancora innamorati come il giorno in cui i loro sguardi si sono incrociati per la prima volta. Insieme hanno formato una bella famiglia che amano follemente e per la quale sarebbero in grado di fare qualsiasi cosa. L’avvocato Björn e l’ex tenente Mel continuano la loro bella storia d’amore e indubbiamente convivere è stata la scelta giusta, ma c’è qualcosa che coronerebbe il loro sogno d’amore e che Björn non riesce a ottenere dalla sua amata: il definitivo sì. Le relazioni delle due giovani coppie stanno procedendo alla grande: si amano, si rispettano e tutto sembra illuminato dalle stelle più luminose, fino a quando, improvvisamente, il passato li raggiunge e rimette tutto in discussione. Saranno in grado di superare anche questa svolta inaspettata o, al contrario, le loro vite cambieranno per sempre? Basta chiedere, l’attesissimo nuovo romanzo di Megan Maxwell, è anche il più sensuale, erotico e romantico della serie. Dall’autrice di Chiedimi quello che vuoi, il libro più sexy, erotico e sensuale del 2017 Ai primi posti delle classifiche in Spagna Le lettrici dicono dei suoi libri: «Una storia d’amore e passione, dalla quale non potrete che restare incantati.» «Megan Maxwell non delude, mai.» «Intrigante e travolgente ai massimi livelli!» Megan Maxwell È una scrittrice prolifica di successo. Di madre spagnola e padre americano, vive in un paesino vicino Madrid con marito e figli. Ha vinto il Premio Seseña per il romanzo d’amore e ha ricevuto il Premio Dama. Prima di Basta chiedere, la Newton Compton ha già pubblicato i primi tre capitoli della serie erotica Chiedimi quello che vuoi, Ora e per sempre e Lasciami andare via – vero caso editoriale in Spagna, venduta anche in Portogallo, Brasile, Ucraina, Polonia – i due titoli di una seconda serie, Chiedimi chi sono e Solo per questa notte, e il romanzo Sorprendimi.

Basso Impero

Cosimo de’ Medici, grande banchiere e grande uomo di potere, firmava le sue lettere “per Dio e per guadagno”: con le dovute differenze, potrebbe essere questo lo slogan anche dell’America di Bush, in cui la religione serve a coprire la violenza e il profitto.
**Il libro**
Grazie a un’inedita mistura di fondamentalismo religioso e fondamentalismo economico, la superpotenza globale di Bush procede, tra lo stupore dell’Europa e del mondo, ad attuare il suo disegno di conquista economica e controllo militare. Ma lo stupore, argomenta Bocca, non ha ragion d’essere: il modello democratico americano è sempre stato fin dai suoi inizi legato alla ricchezza – vista come premio divino – e alla conquista, assai poco sensibile invece alle tematiche sociali e all’egualitarismo, a differenza dell’Europa, nella quale non solo la sinistra ma anche la destra ha sviluppato nel tempo una sensibilità sociale. Fino alla Seconda guerra mondiale il modello americano è stato una merce per il consumo interno, ma con la Guerra fredda, poi con il liberismo reaganiano e infine con il crollo dell’Urss il capitalismo aggressivo di marca Usa è diventato merce d’esportazione.
Il fatto nuovo, semmai, è la progressiva caduta delle giustificazioni, dei pretesti di cui si ammantava: anche Napoleone nelle sue guerre aveva i banchieri al seguito, ma oggi la divisione delle spoglie belliche è addirittura pianificata a tavolino da un consesso di petrolieri e affaristi alla corte del presidente.
Questa evoluzione non è rimasta senza conseguenze gravi anche nel paese da cui si è generata: l’informazione da indipendente si fa sempre più subalterna al potere politico e militare e i diritti degli individui vengono intaccati sia negli Usa sia nei territori da loro controllati.
Mentre tutti, persino coloro che non ne condividono il progetto globalistico, si affannano a negare l’esistenza dell’Impero – per paura di essere accusati di antiamericanismo o peggio di connivenza con il terrorismo islamico – l’Impero, ci dice Bocca in questo suo durissimo nuovo j’accuse, esiste, colpisce e colpirà ancora.

Il basilisco

Ottobre 2001: in una Firenze che assume all’improvviso i tratti di una Beirut devastata scoppia una bomba che colpisce l’auto con cui il commissario Michele Ferrara si sta recando in ufficio. Le indagini vengono immediatamente indirizzate al terrorismo internazionale; l’allarme è infatti alto in tutto il mondo e lo è anche nella città d’arte italiana. Il commissario è costretto all’immobilità in ospedale, ma intanto più di un inquirente solleva dubbi sulla matrice dell’attentato: perché escludere che invece non si sia trattato di una vendetta contro di lui, artefice dell’arresto dell’importante capomafia, Salvatore Laprua? A crederlo è soprattutto il procuratore aggiunto Anna Giulietti che con Ferrara ha stretto un solido rapporto di collaborazione professionale e di amicizia. A una settimana esatta dal primo attentato, una seconda bomba fa esplodere l’auto di Anna Giulietti e quella stessa mattina Salvatore Laprua viene trovato morto nella sua cella. L’abile regia di un astuto e crudele burattinaio sembra lavorare perché la verità resti sepolta, ma Ferrara, sconvolto dalla morte di Anna, riprende con decisione le redini dell’indagine. La sua attività entrerà in collisione con quella di altri organi inquirenti, e non solo per la sua famigerata scarsa diplomazia. Ma più si va avanti con l’inchiesta e più sembra che nessuna pista sia sbagliata, nessuno ha ragione e nessuno torto, doppi e tripli giochi disegnano un quadro dove mafia e criminalità internazionale sono indissolubilmente legate. Ferrara, tentato dall’idea di arrendersi, e diviso tra l’amore per la moglie Petra e il dolore per la perdita di una donna che forse è stata più di un’amica, ritrova alla fine la determinazione necessaria a incalzare il colpevole, lo spietato basilisco, incarnazione di un male che non ha simili. Un’inchiesta avvincente, un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Michele Giuttari non si smentisce, il thriller è nelle sue corde di scrittore, l’istinto dell’indagine gli appartiene sulla pagina come nella sua vita di investigatore.

(source: Bol.com)

Le baruffe chiozzotte

Le baruffe chiozzotte sono l’ultimo capolavoro rappresentato a Venezia prima della partenza di Goldoni per Parigi. È qui che il popolo minuto dei pescatori entra vittoriosamente come protagonista, reso nella sua genuina vitalità, ma anche nella sua durezza, nell’asprezza di rapporti umani insidiati dall’interesse e dai pregiudizi. Pettegolezzi e zuffe si susseguono in una sinfonia di gesti e di parole, intessuti nell’agile trama che fin dall’inizio si dipana con dinamica naturalezza. In chiave comica naturalmente, come voleva la convenzione drammaturgica, ma soprattutto con l’affettuosa partecipazione e il distacco sottilmente ironico che connotano la produzione goldoniana. L’ampia introduzione di Luigi Lunari che precede il testo offre, oltre a un’interessante chiave di lettura, notizie sulla genesi dell’allestimento scenico curato da Giorgio Strehler nel 1964.
(source: Bol.com)

Bartleby, lo scrivano-Benito Cereno

La varietà delle esperienze e l’acuta percezione delle realtà storiche, la profondità del dramma morale che egli visse e la grandiosità fantastica, la complessità psicologica, la ricchezza epica con cui lo mise in scena, fanno di Melville uno dei protagonisti della letteratura moderna. Potenti raffigurazioni dei dilemmi dinanzi a cui dovrebbe fermarsi ogni umano giudizio, “Bartleby” e “Benito Cereno” sono racconti incentrati su figure quotidiane, antieroiche, che rivelano un disinteresse sempre più profondo per l’avventura: per questi esseri frustrati, inerti dinanzi al “muro” della realtà, la maturità è silenzio.