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Il sotterraneo dei vivi

Quando un giornalista del “New York Times”, William Smithback, viene brutalmente assassinato, il tenente della polizia Vincent D’Agosta chiede l’aiuto dell’agente dell’Fbi Aloysius Pendergast. Entrambi erano amici della vittima e sono decisi a fare di tutto per scoprire l’assassino, ma restano sbigottiti nell’apprendere che, stando alle prove, l’omicida è un vicino di casa morto da dieci giorni. E quando la moglie di Smithback viene aggredita da una specie di zombie con le fattezze del marito, sul caso si allunga l’ombra inquietante del sovrannaturale e della magia nera. Gli indizi portano alla villa dove ha sede una setta dedita a pratiche voodoo, sulla quale Smithback stava indagando. E sarà proprio nei sotterranei della villa che D’Agosta e Pendergast dovranno cercare la soluzione del mistero, e lottare per difendersi dal più temibile dei nemici.
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I sotterranei

Alla radice di questo romanzo, pubblicato nel 1958 e subito processato per oscenità, c’è una vicenda reale, la storia d’amore vissuta dall’autore con una ragazza di colore, che in queste pagine rivive come in una confessione tanto difficile quanto liberatoria. Al centro, la figura di Mardou, sensuale, fascinosa, una creatura della notte attorno alla quale gira vorticosamente, ossessivamente, la vita dell’amante, e la città stessa (New York nella realtà, San Francisco nella finzione letteraria): una città onirica, cupa, frenetica, piena di alcol, di droghe, di sesso, di arte e di vita. Ma soprattutto, ciò che emerge dalla lettura dei Sotterranei, è la rivoluzionaria lingua di Kerouac, che così descriveva la propria scrittura: “Ho inventato una nuova prosa, la Prosa Moderna, ondate spontanee e prive di revisioni, rapide, mozzafiato, come il jazz”.

I sotterranei di Bologna

Questa volta Bologna si rivela sinistra agli occhi del sergente Sarti Antonio. Il suo collega Zodiaco Mainardi, detto Oroscopo, viene ritrovato cadavere nelle acque dell’antico approdo del Battiferro. L’ucciso, che ha prestato servizio in Sicilia, è in odore di mafia e nella sua casa viene trovato un pacco di droga. Ma Sarti Antonio non si fida di una soluzione tanto semplice e la fine di altri personaggi lo convince che ci sia ben altro su cui far luce. Durante le indagini conoscerà una Bologna di cui non immaginava l’esistenza. E’ quella degli antichi canali navigabili, ora in parte ricoperti, delle fogne, dei sotterranei e dei suoi imprevedibili abitanti.

I sotterranei della cattedrale

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI L’ABBAZIA DEI CENTO PECCATI Dal vincitore del 60° Premio Bancarella Un grande thriller storico Urbino, 1789. Il cadavere del professor Lamberti, docente di filosofia all’università, viene ritrovato all’interno della cattedrale. L’ipotesi è che sia precipitato dalle impalcature erette per la ricostruzione della cupola, distrutta da un terremoto. Ma Vitale Federici, il suo allievo più brillante, intuisce subito che dietro quella morte si cela qualcosa di poco chiaro. Inizia dunque la sua personale indagine sugli ultimi giorni di vita del Lamberti, finché viene a conoscenza di un fatto sconcertante: l’uomo era sulle tracce di un antico tempio dedicato alle Ninfe, nascosto nel sottosuolo della città. Vitale si appassiona immediatamente al mistero, ma la sua ricerca lo porta ben presto di fronte a un’inquietante verità: il Lamberti deve essere stato assassinato. Ma da chi? Tanti sono i sospettati, e tutti hanno interesse a tenere Vitale lontano da un segreto che non deve essere rivelato…Marcello SimoniÈ nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante, L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013, e L’abbazia dei cento peccati. Nella collana Live è uscito I sotterranei della cattedrale.
(source: Bol.com)

I sotterranei del Majestic

Sembra una mattina come tutte le altre. Prosper Donge è al lavoro nella caffetteria dell’Hotel Majestic. Serio, infaticabile, un po’ triste. Intorno a lui un dedalo di sotterranei, scale di servizio, porticine nascoste. Il formicaio dove si agita freneticamente il personale di un albergo di lusso. Ai piani superiori, sfarzo opulento e quiete maestosa. Mondi incomunicabili, si direbbe. Almeno sino a quando Prosper Donge non scopre nello spogliatoio del personale il corpo senza vita di una giovane donna. E’ Mrs Clark, moglie di un facoltoso industriale di New York. Muovendosi con la consueta sagacia fra due mondi entrati improvvisamente e inspiegabilmente in collisione, Maigret risolverà uno dei casi più intricati della sua carriera.

Il sostituto

Malcolm Doyle vive in una cittadina della provincia americana. Ma il mondo da cui proviene è un mondo fatto di tunnel e acque buie e profonde. Malcolm è un sostituto, un essere lasciato nella culla di un bambino rapito dalle fate sedici anni prima. Allergico al ferro e al terreno consacrato, Malcolm sta lentamente morendo a contatto con il mondo umano e farebbe qualsiasi cosa per vivere come una persona normale.

Il sospetto

I segreti sono sempre stati la specialità di Kate. Il suo mestiere. Ma ormai sono diventati un carico troppo ingombrante, un peso ingestibile. E così, quando suo marito Dexter le annuncia di avere accettato un impiego in Lussemburgo, Kate decide di dare le dimissioni e trasferirsi insieme a lui e ai figli in un altro continente. È convinta di potersi lasciare definitivamente il passato alle spalle, di non dover più nascondere a nessuno – marito compreso – la verità sul suo lavoro, fatto di missioni in America Latina, false identità, messaggi in codice. Ed esecuzioni a sangue freddo. Nella vecchia Europa, le giornate trascorrono tranquille e un po’ monotone, tra incombenze da casalinga a tempo pieno e pause caffè con ricche espatriate. Intanto, Dexter brilla per la sua assenza, assorbito in quel progetto che avrebbe dovuto essere poco impegnativo, per un cliente che a Kate non è dato conoscere. E mentre lui è sempre più distante ed evasivo, nella loro vita entra all’improvviso un’altra coppia di americani: molto affascinanti e molto espansivi. Troppo espansivi, forse, per essere sinceri. Lentamente, il dubbio s’insinua nella mente di Kate. Il dubbio che il passato sia tornato a cercarla. O che si tratti addirittura del passato di Dexter: l’uomo che, dopo accurate indagini, lei aveva ritenuto al di sopra di ogni sospetto e che ora sembra invece avvolto da un misterioso cono d’ombra. Kate, che si credeva maestra indiscussa del doppio gioco, si rende conto che qualcuno la sta sfidando nel suo territorio. Indizio dopo indizio, si addentrerà in un’intricata rete di menzogne, scoprendo un intrigo che mette a repentaglio la sua famiglia, il suo matrimonio e la sua stessa vita.

Sorvegliare e punire

“Si imprigiona chi ruba, si imprigiona chi violenta, si imprigiona anche chi uccide. Da dove viene questa strana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni? Forse una vecchia eredità delle segrete medievali? Una nuova tecnologia, piuttosto: la messa a punto, tra il XVI e il XIX secolo, di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gli individui, per renderli docili e utili nello stesso tempo. Sorveglianza, esercizio, manovre, annotazioni, file e posti, classificazioni, esami, registrazioni. Tutto un sistema per assoggettare i corpi, per dominare le molteplicità umane e manipolare le loro forze, si era sviluppato nel corso dei secoli classici negli ospedali, nell’esercito, nelle scuole, nei collegi, nelle fabbriche: la disciplina. Il XVIII secolo ha senza dubbio inventato la libertà, ma ha dato loro una base profonda e solida, la società disciplinare, da cui dipendiamo ancora oggi”.

Sortilegio d’amore

È un geis potente quello che da generazioni incombe su casa Trevallyan, un antico incantesimo che deriva le sue origini dalle magiche arti dei druidi e segna come un’arcana maledizione il destino di chi vi è succube. La mancata osservanza delle imposizioni del geis non può che portare miseria e sventura al signore che vi è legato e ai suoi sudditi. E il geis dei Trevallyan, visconti della ridente contea irlandese di Lir, vuole che il padrone del castello sposi un’umile popolana, dopo averne conquistato eternamente il cuore.
Ecco perché gli anziani saggi del ridente borgo entrano in fermento all’apparire dei primi segni soprannaturali: è giunta l’ora che il nuovo signore di Lir conosca la sposa che il geis ha scelto per lui. Il giovane e attraente Lord Trevallyan la pensa però diversamente e anzi trova persino ridicolo che nel 1828 si presti ancora fede alle vecchie superstizioni. E quando la sacra croce celtica incaricata di designare la prescelta lo conduce al cospetto di una neonata, con tutta l’arroganza dei suoi vent’anni accantona definitivamente la faccenda come frutto delle fole di quattro vecchi beoni.
Ma non si sfida impunemente un geis. La vita di Lord Trevallyan sarà costellata di dolori e delusioni, lutti e solitudine. Finché, dopo vent’anni, il fato gli farà incontrare di nuovo quella bambina, ormai splendida donna. Il desiderio nascerà spontaneo, irresistibile, ma – come predetto – conquistare l’amore di quella giovane ribelle, orgogliosa e indipendete, potrebbe rivelarsi un’impresa impossibile. E l’incantesimo del geis ricadrà sul destino dell’intera contea…

Il sorriso dei demoni

La donna dal volto sfigurato è una perfetta sconosciuta per il dottor Chris Shepard. Eppure, il medico si accorge subito che c'è qualcosa di strano in quella nuova paziente. Sarà per il suo sguardo glaciale e il tono deciso, che lo prendono alla sprovvista. O per quelle cicatrici sul lato destro del viso, che parlano di un dolore recente, e forse anche di incubi e ferite interiori, demoni e sensi di colpa. Se si trova lì, infatti, non è per un consulto medico. Perché lei, Alex Morse, è un'agente dell'FBI ed è a caccia di un assassino. Negli ultimi cinque anni, i coniugi di nove facoltosi clienti di un avvocato divorzista sono morti in circostanze misteriose. Anche se erano tutti giovani e in salute. L'ultima vittima della lista è Grace Morse, sorella di Alex, colpita all'improvviso da un'emorragia cerebrale. E la prossima potrebbe essere proprio il dottor Shepard, poiché sua moglie Thora ha consultato il legale appena una settimana prima. Per Chris Shepard, credere alle parole di Alex vorrà dire non solo mettere in discussione la felicità del suo matrimonio, ma anche pensare a salvarsi la pelle. E affiancare l'agente in una missione molto privata, per sventare il disegno omicida di un oscuro dottor morte.

SORRIDERE A DIO – Esperienze Preghiere Spunti di riflessione

Madre Teresa di Calcutta (nome di battesimo Agnese Gonxha), figlia di un droghiere albanese, è nata nel 1910 nella cittadina macedone di Skopje, tuttavia – ella scrive – “mi sento indiana fin nel più profondo dell’anima”. Ha fondato le Missionarie della Carità, le quali dall’India si sono ormai diffuse in tutto il mondo. Come Madre Teresa, vestono un sari bordato d’azzurro e calzano sandali. Vivono povere tra i poveri, tra i malati, tra i moribondi. Nel 1979 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace, per la sua dedizione ai poveri. È morta a Calcutta nel 1997. Nel suo libro scrive: “Alcune persone vennero a trovarmi a Calcutta e, prima di partire, mi pregarono: – Ci dica qualcosa che ci aiuti a vivere meglio. E io dissi loro: – Sorridete gli uni agli altri: sorridete a vostra moglie, a vostro marito, ai vostri figli, sorridetevi a vicenda; poco importa chi sia quello a cui sorridete; e questo vi aiuterà a crescere nell’amore reciproco. Allora uno di quelli mi domandò: – Lei è sposata? – Sì – risposi – e qualche volta trovo difficile sorridere a Lui! Ed è vero. Anche Gesù può essere molto esigente, ed è proprio quando egli è così esigente che è molto bello rispondergli con un gran sorriso”.

La sorgente della magia

Siamo alla seconda avventura di Bink e dei suoi compagni. È trascorso un certo tempo, e i protagonisti di UN INCANTESIMO PER CHAMELEON li ritroviamo tutti più o meno felicemente sposati: più o meno felicemente in quanto è proprio da questa condizione matrimoniale che nasce il desiderio di evasione dalla realtà quotidiana, e di conseguenza l’avventura che sta alla base di questo volume. L’azione questa volta si svolge intorno a Bink, il quale si vede fatto oggetto di attacchi – a volte estremamente pericolosi – che sembrano avere tutti lo scopo di eliminarlo. Non solo, ma il fatto più preoccupante è che non si riesce assolutamente a càpire da che parte provengano o chi ne sia il mandante. Solo alla fine della cerca che lo vede proteso alla ricerca della fonte della magia che regna su Xanth, Bink riuscirà a sapere chi è il suo misterioso avversario e da quali motivazioni è mosso. Prima però di avere ragione di questo suo nemico dovrà combatterlo aspramente non solo, ma dovrà arrivare addirittura al punto di vedersi rivoltare contro gli stessi suoi amici che lo hanno accompagnato nel viaggio al centro del pianeta. E solo quando sarà convinto di aver perso tutto e di essere stato la causa della fine della magia in Xanth, riuscirà alla fine di un epico duello, a riconquistare per se e per i suoi congeneri ciò che aveva distrutto.

Le sorelle Marsh

“1913. Le sorelle Marsh – Vivian e Nellie – sono rimaste sole nella loro grande casa, immersa nell’atmosfera vagamente magica della campagna del Suffolk, dove Jane Austen aveva ambientato i suoi romanzi cent’anni prima. Ma a differenza delle protagoniste di “”Orgoglio e pregiudizio””, le Marsh hanno fatto voto di castità: nessun uomo avrebbe turbato il perfetto equilibrio delle loro vite e loro sarebbero state semplicemente le donne del fiume. Tuttavia niente può restare immutato accanto all’acqua che scorre: e così, durante un’inondazione, un affascinante forestiero arriva a sconvolgere la quiete della loro dimora, risveglia emozioni inconfessabili e cambia il corso del loro destino. 1939. La diciottenne Birdie, che sogna di diventare una cantante famosa, rimane incinta, senza un marito. Si rivolge allora alla madre Nellie che decide di far adottare la bambina alla sua nascita, per evitare lo scandalo. Birdie non si rassegnerà mai alla perdita della figlia e, venticinque anni dopo, deciderà di cercarla. Scoprendo così che le sorelle Marsh hanno ben altro da nascondere che un peccato di gioventù. Tre generazioni di donne scorrono insieme all’acqua del fiume – spettatore e malizioso complice della loro vita, custode dei loro segreti – in questo romanzo dalle atmosfere intriganti. Amanda Hodgkinson ama e fa amare le sue donne, fragili e invincibili eroine del vivere quotidiano.”

La sorella

«Fu quello il momento in cui “cominciò”, in cui la mia vita si separò da tutto quello che precedentemente ne aveva costituito la condizione e il senso, in cui qualcosa in me morì, e io allo stesso tempo rinacqui, come se fossi morto per la vita e nato per la morte». A poche ore dal confine italiano, nel vagone letto di prima classe di un treno diretto a Firenze, Z. – il grande, celebre pianista atteso in Italia per un concerto – capisce che nulla sarà mai più come prima: che forse non rivedrà più E., la donna alla quale è legato da un rapporto ambiguo e morboso, in un triangolo il cui terzo vertice è un marito consapevole e benigno; che forse quella sera suonerà per l’ultima volta (e suonerà Chopin, perché la radio ha appena dato la notizia della caduta di Varsavia); che tutto, insomma, sarà «diverso». Ma diverso come? Gli ci vorranno mesi per capirlo: quelli che trascorrerà, colpito da un rarissimo virus, in un ospedale di Firenze dove verrà condotto subito dopo il concerto. Di rado un romanzo ha saputo raccontare la malattia con tale precisione, tensione, crudezza, in una osmosi allucinatoria tra fisico e psichico. Stremato dalle feroci, subdole aggressioni del dolore, o stordito da misericordiose iniezioni di morfina, Z. compirà un vero e proprio attraversamento della morte. Ad accompagnarlo «sull’altra sponda» saranno quattro entità femminili – «angeliche ruffiane», presenze vigili e benefiche ma anche inquietanti, a volte, e sempre sfuggenti –, quattro suore. E nel momento in cui sembrerà che Z. abbia definitivamente rinunciato a lottare sarà proprio una di loro a dirgli: «Non voglio che lei muoia». Ma quale? Per quante ipotesi faccia, Z. non riuscirà mai a stabilire con assoluta certezza a chi appartenga la voce che una notte, nel buio della stanza, gli ha chiesto di vivere. Eppure sarà proprio quella «forza femminile», quella energia che agisce mascherata, a lottare per lui, e a ricondurlo alla vita – anche se con tracce indelebili di quel che ha patito.

La sorella di Mozart

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Nannerl è una bambina quando le sue dita iniziano a danzare sulla tastiera del clavicembalo, quando le note prendono ad affacciarsi nella sua mente con naturalezza e armonia. A soli cinque anni il suo talento musicale è motivo d’orgoglio per il padre, Leopold Mozart. Ma quella stessa natura che le ha concesso un dono tanto straordinario è stata assai meno generosa quando ha deciso di portare nella sua casa un nuovo nato: Wolfgang Amadeus, un fratello che Nannerl saprà amare sinceramente ma le cui doti sono destinate a gettare nell’ombra le sue. Perché un talento sbocciato in un corpo di donna è guardato con diffidenza e non merita di essere coltivato. Così, mentre il padre sceglie l’Europa come teatro per le esibizioni di Wolfgang investendo sul figlio ogni ricchezza ed energia, negli anni Nannerl è costretta a soffocare la sua passione per la musica, e a farne una mera fonte di guadagno tramite l’insegnamento. Archiviando come un ricordo doloroso le partiture a lei tanto care, smette del tutto di suonare. Da quel momento la sua vita si snoda lungo percorsi più consueti, arrendendosi alle convenzioni imposte dalla società. Conosce l’amore, conosce il dolore che solo le persone davvero care possono infliggere, e la delusione che si annida in un’esistenza che è sempre e comunque una rinuncia a se stessi. Fino a quando non ritroverà la forza di riaffermare la sua vera natura, riscoprendo nella musica, il suo amore più autentico, una rinnovata ragione di vita. Un romanzo storico che fonde felicemente realtà storica e finzione, con una straordinaria protagonista femminile, appassionata e appassionante.

La sorella della sposa

Per l’avvocato divorzista Harper James non è facile essere romantica, così, quando incontra l’ex marito Nick al matrimonio della sorella, fa di tutto per tenere a bada l’attrazione che ancora li unisce. Peccato che il destino non l’aiuti, e a causa di un problema con il volo di ritorno, si ritrova ad accettare un passaggio in auto che la vedrà nello stesso abitacolo insieme a Nick per ben tredici ore. Sarà un lungo viaggio nei ricordi di un rapporto che, forse, è finito troppo in fretta e, forse, ha ancora molto da offrire. Chissà che ne penserà il suo quasi-fidanzato, a casa?
Un romanzo brillante, una seconda opportunità all’insegna della nostalgia e della passione.
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### Sinossi
Per l’avvocato divorzista Harper James non è facile essere romantica, così, quando incontra l’ex marito Nick al matrimonio della sorella, fa di tutto per tenere a bada l’attrazione che ancora li unisce. Peccato che il destino non l’aiuti, e a causa di un problema con il volo di ritorno, si ritrova ad accettare un passaggio in auto che la vedrà nello stesso abitacolo insieme a Nick per ben tredici ore. Sarà un lungo viaggio nei ricordi di un rapporto che, forse, è finito troppo in fretta e, forse, ha ancora molto da offrire. Chissà che ne penserà il suo quasi-fidanzato, a casa?
Un romanzo brillante, una seconda opportunità all’insegna della nostalgia e della passione.