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Le droghe

Dal 1980 il libro “Le droghe” di Enrico Malizia ha documentato la lenta modificazione del fenomeno della diffusione degli stupefacenti in Italia. Il nuovo panorama dell’abuso di sostanze ha oggi richiesto questa edizione completamente ristrutturata, che tiene conto delle nuove sostanze e dei nuovi scenari. Una conoscenza esauriente e aggiornata è, infatti, necessaria per la comprensione di questo devastante fenomeno sociale.

Dream

Esperia ha due vite. Nella prima ha diciotto anni e frequenta l’ultimo anno di scuola superiore. Abita in un piccolo appartamento da sola perché i suoi genitori sono perennemente in viaggio per lavoro. Nella seconda, Esperia vive in un mondo che non esiste, dove i luoghi si trasformano senza preavviso, e frequenta persone che appartengono ai suoi ricordi. Soprattutto, nella sua seconda vita, Esperia è innamorata di un ragazzo. Il suo nome è William Holden. Ed è un sogno. Il loro è un amore impossibile. Un amore che svanisce ogni mattina. Fino a quando, un giorno, Esperia incontra William nel mondo reale.

Dovrei essere fumo

Emile è nato a Parigi ed è ebreo da chissà quante generazioni. Non ricorda il giorno in cui ha iniziato ad avere paura, ma da quel giorno non ha più smesso. Quando è arrivato ad Auschwitz, nel settembre del 1942, non immaginava che sopravvivere a quell’inferno sarebbe stato peggio che morirci. Alberto ha iniziato una nuova vita. Il suo passato nei servizi segreti è ormai alle spalle, per quanto possa esserlo un’esistenza di quel tipo. Perché lui è il migliore, e qualcuno se n’è accorto, tanto da offrirgli un incarico inatteso: la sorveglianza di un uomo molto anziano e molto ricco la cui vita è in pericolo, e non solo per il cancro che lo sta consumando. A unire le loro storie un quaderno azzurro, a cui è affidata una verità che non tutti hanno il coraggio di guardare in faccia. E un’ossessione, che rende schiavi in attesa di poter rendere liberi. Un romanzo sulla vendetta e sul perdono. Che non sempre sono sulle facce opposte della medaglia.

Dove va a finire il cielo

*Tutto è cominciato quando avevo undici anni, con un documentario sulla vita e il lavoro di Stephen Hawking. Ricordo ancora la sensazione di meraviglia e di inquietudine nello scoprire che domande come “è nato prima il tempo o l’Universo? E quale sarà il loro destino?” non riguardavano solo la filosofia, ma anche la fisica. A distanza di ventitré anni, quando di sera esco e alzo gli occhi al cielo, sono ancora quelle le emozioni che mi accompagnano: meraviglia e un po’ di paura. **È** come se vedessi tutto: le infinite galassie che popolano il vuoto cosmico, i buchi neri, e più oltre, a circondarci come un guscio, la radiazione cosmica di fondo, la nenia celeste da cui tutto è venuto. Visto da lontano, il cielo è l’immagine della pace. Lì, invece, accadono cose di una violenza inaudita: miriadi di stelle che nascono e muoiono, la materia che si forma e si scompone, secondo un meccanismo perfetto. **È **uno spettacolo che non smette di affascinarci, sempre intriso di mistero e, per quanto si cerchi di esplorarlo, ogni risposta conduce solo ad altre domande. Sembra un gioco costruito apposta per noi, un enigma del quale non riusciremo mai a trovare davvero la soluzione, ma il divertimento sta proprio in questo: potremo continuare a giocare in eterno. E io questo gioco ve lo voglio raccontare.*
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### Sinossi
*Tutto è cominciato quando avevo undici anni, con un documentario sulla vita e il lavoro di Stephen Hawking. Ricordo ancora la sensazione di meraviglia e di inquietudine nello scoprire che domande come “è nato prima il tempo o l’Universo? E quale sarà il loro destino?” non riguardavano solo la filosofia, ma anche la fisica. A distanza di ventitré anni, quando di sera esco e alzo gli occhi al cielo, sono ancora quelle le emozioni che mi accompagnano: meraviglia e un po’ di paura. **È** come se vedessi tutto: le infinite galassie che popolano il vuoto cosmico, i buchi neri, e più oltre, a circondarci come un guscio, la radiazione cosmica di fondo, la nenia celeste da cui tutto è venuto. Visto da lontano, il cielo è l’immagine della pace. Lì, invece, accadono cose di una violenza inaudita: miriadi di stelle che nascono e muoiono, la materia che si forma e si scompone, secondo un meccanismo perfetto. **È **uno spettacolo che non smette di affascinarci, sempre intriso di mistero e, per quanto si cerchi di esplorarlo, ogni risposta conduce solo ad altre domande. Sembra un gioco costruito apposta per noi, un enigma del quale non riusciremo mai a trovare davvero la soluzione, ma il divertimento sta proprio in questo: potremo continuare a giocare in eterno. E io questo gioco ve lo voglio raccontare.*
### Dalla quarta di copertina
Tutto è cominciato quando avevo undici anni, con un documentario sulla vita e il lavoro di Stephen Hawking. Ricordo ancora la sensazione di meraviglia e di inquietudine nello scoprire che domande come “è nato prima il tempo o l’Universo? E quale sarà il loro destino?” non riguardavano solo la filosofia, ma anche la fisica. A distanza di ventitré anni, quando di sera esco e alzo gli occhi al cielo, sono ancora quelle le emozioni che mi accompagnano: meraviglia e un po’ di paura. È come se vedessi tutto: le infinite galassie che popolano il vuoto cosmico, i buchi neri, e più oltre, a circondarci come un guscio, la radiazione cosmica di fondo, la nenia celeste da cui tutto è venuto. Visto da lontano, il cielo è l’immagine della pace. Lì, invece, accadono cose di una violenza inaudita: miriadi di stelle che nascono e muoiono, la materia che si forma e si scompone, secondo un meccanismo perfetto. È uno spettacolo che non smette di affascinarci, sempre intriso di mistero e, per quanto si cerchi di esplorarlo, ogni risposta conduce solo ad altre domande. Sembra un gioco costruito apposta per noi, un enigma del quale non riusciremo mai a trovare davvero la soluzione, ma il divertimento sta proprio in questo: potremo continuare a giocare in eterno. E io questo gioco ve lo voglio raccontare.

Dove sono in questa storia

“Nel millenovecentosessantuno Jurij Gagarin volò nello spazio, e io andai a scuola.” Inizia così il primo dei diciassette capitoli con i quali l’istrionico regista Emir Kusturica apre il proprio album di famiglia e racconta la sua storia. Senza risparmiare nessuno, né se stesso né gli altri. Ci sono voluti quindici anni per mettere insieme autobiografia, cronaca e storie degne dei suoi migliori film, e raccontare una vicenda autentica, emozionante, sorprendente e provocatoria, nella quale si riflette la storia della seconda metà del ventesimo secolo.L’infanzia, la Sarajevo degli anni sessanta, Tito e Charlie Chaplin, l’amore per la futura moglie Maja e la scuola di cinema a Praga, Fellini, Ivo Andric ́ e Dostoevskij, i primi lungometraggi – Ti ricordi di Dolly Bell? , Papà… è in viaggio d’affari e Il tempo dei gitani –, l’America, Johnny Depp e Arizona Dream, Underground e la guerra, la fine della Jugoslavia e quella di suo padre, la morte di Dio, quella dei rapporti con i vecchi amici e con Sarajevo, Miloševic ́ e la malattia della madre.Autobiografia di un artista geniale, Dove sono in questa storia è sì il “diario politico di un idiota”, secondo le parole dello stesso autore, ma soprattutto il racconto sincero della sua storia personale, l’adattamento letterario del film della sua vita.

Dove sono i bambini?

Nancy ha saputo affrontare la tragica fine del suo primo matrimonio e soprattutto superare il trauma della macabra morte dei due figlioletti, con il suo terribile strascico: i sospetti, l’ostilità della stampa e dell’opinione pubblica. Ora, dopo aver cambiato nome e perfino aspetto, vive serena a Cape Cod, con il nuovo marito e i due bambini avuti da lui. Ma una mattina, quando si affaccia in giardino per cercare i suoi piccoli e trova solo un guantino rosso, capisce con orrore che l’incubo sta ricominciando…

Dove sei?: romanzo

Sono amici dall’infanzia e sono stati molto più che amici, ma a 19 anni Susan decide di entrare nei Corpi di Pace e di partire per l’Honduras. Da quel momento in poi i loro contatti saranno prevalentemente epistolari e una volta l’anno si incontreranno all’aeroporto di New York per fare il punto della loro vita. Susan farà subito strada all’interno dell’organizzazione e il suo coinvolgimento con le attività umanitarie sarà sempre maggiore. Lewis invece metterà su famiglia con Julie e avrà un bambino. Finché un giorno, molti anni dopo, qualcuno arriverà alla sua porta con una lettera e una bambina: la figlia di Susan.

Dove il sole non sorge mai

Emanuela Sinistalqui, vivace quindicenne di nobili origini, dopo aver perso i genitori fugge dalla casa della nonna. Vuole raggiungere il suo ragazzo a Roma. Durante il viaggio, accetta un passaggio da tre sconosciuti, autori di una rapina. Il quartetto viene arrestato e la contessina, innocente, finisce in riformatorio. Inizia così una travolgente odissea alla ricerca della libertà perduta in un’Italia affascinante e sorprendente, dove il bene si confonde con il male, dove l’avidità e la generosità assumono le vesti più imprevedibili.

Dove finisce Roma

Succede a volte che uno scrittore, una scrittrice, si allontani dalle storie della sua generazione e dal suo tempo proprio per l’urgenza di narrarlo meglio e renderlo vero, con il respiro di un vento largo che soffia con forza, da lontano. Cosí, al suo esordio narrativo, Paola Soriga si affida alla figura di una giovanissima staffetta partigiana, nella Roma che sta per essere liberata dall’occupazione tedesca, per dare nuova vita e necessità a un alfabeto di sentimenti che le parole di oggi non sanno piú nominare. E ci regala un romanzo che ha la distanza delle grandi storie e la vicinanza dell’unica, misteriosa, scintillante vita che è la nostra, in ogni tempo e in ogni luogo. *** «Ecco dove finisce Roma: dove non ci saremmo aspettati nella piú rosea delle previsioni. Nella penna sorprendente di una donna, giovane all’anagrafe ma dalla scrittura solidissima, nel suo sapersi commuovere, e saper commuovere raccontando le storie giuste, quelle che dal passato della nostra Repubblica portano all’oggi. Viene da dire, leggendo Paola Soriga, che dunque tanto tempo non stava scorrendo invano». Valeria Parrella

Dove finisce il buio

Abbracciarsi, tenersi per mano, baciarsi: sono gesti quotidiani che scandiscono e consolidano ogni relazione, ma per Amelia e Joshua sono un desiderio irrealizzabile. Perché Amelia è un fantasma, un'anima inquieta, legata alle acque scure del fiume in cui è affogata dieci anni prima, e non può nemmeno sfiorare il suo adorato Joshua senza che la sua evanescente figura svanisca nel nulla. E, per quanto le sia difficile ammetterlo, Amelia sa di non poter continuare così: non può condannare il ragazzo che ama a un'esistenza di sacrifici. Deve lasciarlo. Ma quello che lei non sa è che Joshua è determinato a sovvertire le leggi stesse dell'universo. Pur di coronare il loro sogno d'amore, infatti, il giovane è disposto ad affrontare ogni sacrificio, anche a mettere la propria vita nelle mani di una potentissima sacerdotessa voodoo di New Orleans, l'unica in grado di celebrare un antico rituale per risvegliare i morti. Un rituale proibito e pericolosissimo che potrebbe distruggere le anime dei due innamorati.

Dove eravate tutti

“Se gli anni senza nome devo raccontarli a qualcuno, voglio raccontarli a te”Una mattina di settembre, passando davanti alla scuola in cui insegnava, il neo-pensionato professor Tramontana investe con l’auto un suo ex studente. A tutti sembra un atto deliberato di violenza, e tanto basta a rompere anche gli equilibri familiari. Ora ci sono un padre umiliato, una madre in fuga, ma soprattutto un figlio che prova a rimettere insieme i pezzi. Italo studia storia all’università, è – come ha scritto Antonio Tabucchi – “una specie di Giovane Holden all’incontrario, sempre smanioso di essere amato, che vorrebbe dare ordine a un mondo che ordine non ha”. Si ostina ad archiviare prime pagine di quotidiani per una tesi impossibile, che racconti gli anni Novanta e i Duemila: la caduta della Prima repubblica e l’interminabile Seconda, l’attentato alle Torri Gemelle, le guerre lontane, l’elezione di Obama. Dov’erano gli altri, le persone che ci vivono accanto? Dov’erano i padri, e dove eravamo noi? Italo colloca tutti su una ideale linea del tempo, una cronologia universale e personale insieme. Ma non sempre il passato sta fermo: all’improvviso riaffiora, bella e insinuante, quella che era stata la bambina Scirocco. Scombina i piani, apre una strada fra la cupa attualità e un amore possibile. Ma ci vuole uno scatto in avanti, forse un viaggio. Città simbolo dei destini incrociati, Berlino diventa la scena in cui andare a cercare, cercarsi, rispondersi. In attesa di sapere dove siamo, tutti.

Il dottor Futuro

Intitolato originariamente Time Pawn (e cioè “Pedina temporale”), questo romanzo di Philip K. Dick era assente da troppi anni dal mercato italiano perché non si sentisse il bisogno di ripubblicarlo e ritradurlo. Ecco quindi, in una nuova versione, la storia tragica e assurda di un medico americano del Duemila che viene trasportato in un futuro ancora più caotico e lontano, dove è costretto a entrare nelle maglie di un complotto teso a cambiare il tempo e a rischiare la vita in modo non sempre dignitoso.

La dote di Sara

Sara Winchester e Nathan St. James, figlio del conte di Wakersfield, sono promessi in matrimonio da bambini, ma da quel momento le loro vite procedono divise. Trascorrono quattordici anni e Nathan, divenuto un temuto pirata, rapisce la promessa sposa poco prima che scada il contratto matrimoniale. Inizia così un viaggio denso di avventure, inganni e… passione. Il ritorno in patria, però, rischia di far naufragare il rapporto appena costruito per l’ingerenza della famiglia di Sara. Ma Nathan è disposto a tutto pur di vivere al fianco della donna che ha dissolto i fantasmi del passato e riportato il sole nella sua vita, insegnandogli ad amare.

Un Doppio Sospetto

A Reykjavik, in un appartamento poco distante dal centro, viene rinvenuto il cadavere di un uomo: ha circa trent’anni, indossa una maglietta da donna e giace in una pozza di sangue con la gola tagliata di netto. Sotto il divano vicino a lui, una pashmina che profuma di spezie. L’agente Erlendur Sveinsson della polizia di Reykjavik è partito per i fiordi orientali, inseguito da quei fantasmi del passato che lo tormentano incessantemente, e a occuparsi del caso è la collega Elinborg, detective con l’hobby della cucina e madre di tre figli adolescenti, che tra mille difficoltà cerca di destreggiarsi tra il lavoro e la famiglia. A lei tocca il compito di scavare nelle pieghe della vita apparentemente irreprensibile del giovane ucciso: un buon lavoro, una perfetta forma fisica, un appartamento arredato con gusto. Le indagini sembrano collegare l’omicidio a una serie di stupri avvenuti in città, mentre un’altra pista, meno scontata, conduce alla misteriosa scomparsa di una diciannovenne svanita nel nulla sei anni prima. E se invece la chiave del mistero fosse sepolta in un piccolo cimitero sul mare, in un villaggio dell’entroterra dove il tempo si è fermato? Affidandosi – è il caso di dirlo – al proprio fiuto, Elinborg porta alla luce un’agghiacciante storia di violenza, silenzi e vendetta, che si lascia dietro una scia infinita di vinti e nessun vincitore.
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Doppio assassino

Sono trascorsi anni senza che nulla più accadesse. Il Killer degli Angeli, come veniva chiamato l’assassino di bambine, è sparito nel nulla. La detective della Omicidi Kitt Lundgren incaricata del caso cinque anni prima, ne è uscita distrutta, tormentata dal senso di colpa per essersi lasciata sfuggire il bastardo. E ora che le morti sono riprese, Kitt è perplessa, perché c’è qualcosa che non torna nell’attuale modo di agire dell’omicida. Le indagini sono affidate a Mary Catherine Riggio, combattuta tra l’istinto di fidarsi dell’esperienza di Lundgren e il timore che questa mandi di nuovo tutto all’aria.Finché Kitt non riceve una telefonata inquietante. È il killer in persona, l’originale, che le offre il proprio aiuto per smascherare l’assassino. Sì, perché si tratta solo di un emulatore, infatti. È lecito a questo punto scendere a patti con un mostro?

La doppia vita

La tragica scomparsa del marito Peter, ritrovato assassinato in un bosco della Provenza, precipita la giovane moglie Laura in una spirale di scoperte agghiaccianti quanto inaspettate: marito e padre perfetto, in realtà Peter non solo era sull’orlo del fallimento economico, ma da tempo aveva un’amante francese, proprietaria di un ristorante, con la quale progettava di scappare in Sudamerica per rifarsi una vita, abbandonando la moglie e la figlioletta di pochi anni. Ormai priva di punti di riferimento affettivi e psicologici, stordita da una catena di omicidi che, a parte il caso di Peter, hanno come vittime giovani donne e che la polizia ritiene siano tutti concatenati, Laura si illuderà di trovare un sostegno nel migliore amico del marito, al quale si affida per recuperare un po’ di normalità e serenità. Ancora una volta Charlotte Link riesce a intrigare e sorprendere i suoi lettori con le sue storie piene di capovolgimenti di ruoli, svelando in questo modo la trama delicata e sempre complessa dei rapporti sentimentali e dei rapporti umani in generale.
(source: Bol.com)