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La delicatezza

Freschezza, lievità, umorismo e fantasia sono i tratti di questo romanzo che ne hanno decretato il sorprendente successo presso il pubblico francese. L’autore riesce magicamente a trasformare il dolore e la volgarità in poesia e sorriso. Nathalie vive un grande amore, seguito da un tragico evento, e solo quando scoprirà un amore lì dove meno se lo sarebbe aspettato, in un essere divertente e delicato, inizierà timidamente a riaprirsi alla vita. Proprio di delicatezza aveva bisogno Nathalie in questa fase della sua esistenza.
È davvero straordinaria la capacità di David Foenkinos di penetrare nell’animo femminile e nelle sfumature dei sentimenti. Il romanzo è il racconto di una storia d’amore sublime che vola al disopra delle bassezze umane. Dolcissimo.

La custode della seta

Anna ama donare una seconda vita ad abiti e accessori antichi. Sfiorandoli, a volte, avverte sensazioni particolari, un’inspiegabile energia. Quando un’anziana signora chiede il suo aiuto per conoscere la storia di uno splendido vestito da sera, un segreto tra le pieghe la riporta a un tempo lontano, che profuma di musica e di amore.

La Cosa Giusta

Per Mac, il giorno di San Valentino significa comprare qualcosa di rosa per la sua piccola Anna, e poi dimenticarsene. Quindi viene colto alla sprovvista quando gli salta in mente che forse Tony vive quella festa in modo diverso, che forse pensa dovrebbero scambiarsi dei regali. Mac, però, non ha idea di cosa comprargli.
Tony sta cercando di insegnare a Mac a essere una coppia, un dettaglio alla volta. E per lui, il giorno di San Valentino potrebbe essere un’opportunità per offrire al compagno un’altra importante lezione.
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### Sinossi
Per Mac, il giorno di San Valentino significa comprare qualcosa di rosa per la sua piccola Anna, e poi dimenticarsene. Quindi viene colto alla sprovvista quando gli salta in mente che forse Tony vive quella festa in modo diverso, che forse pensa dovrebbero scambiarsi dei regali. Mac, però, non ha idea di cosa comprargli.
Tony sta cercando di insegnare a Mac a essere una coppia, un dettaglio alla volta. E per lui, il giorno di San Valentino potrebbe essere un’opportunità per offrire al compagno un’altra importante lezione.

La Casa

**Quando la paura più grande diventa realtà, non hai più controllo sul tuo corpo, sulla tua mente, sulla tua vita. Un romanzo da brividi.**
Joel ha quarant’anni, una carriera da musicista naufragata malamente tra droghe e alcol, e adesso deve tornare a Skredsby per occuparsi di sua madre, Monika, affetta da demenza senile.
Quando finalmente si libera un posto a Tallskuggan, la prestigiosa casa di riposo, Joel non ha altra scelta che accompagnarla là, dove qualcuno potrà prendersi cura di lei 24 ore su 24.
Tra le esperte infermiere del centro c’è anche un viso conosciuto: si tratta di Nina, l’amica che vent’anni prima aveva condiviso con lui il sogno di vivere di musica e poi lo aveva abbandonato. L’incontro tra i due risveglia ricordi a lungo sepolti, ma la loro attenzione è catalizzata da Monika: l’anziana donna ha reazioni violente, parla di cose che non può sapere, sembra non essere più se stessa; condizione che tristemente la accomuna a molti altri ospiti del centro. Eppure Nina e Joel, che la conoscono davvero, vedono che c’è qualcos’altro oltre la demenza, qualcosa che la rende cattiva, quasi una presenza che la invade e non vuole andare via come quella strana macchia che continua a riformarsi sulla parete… Ma gli esami dicono che è tutto a posto; che sia solo suggestione?
Una cosa è certa: nessuno aiuterà Monika, se non lo faranno loro.

L’INCOGNITA DEI GRENDEL

TAU CETI IV È il pianeta, da poco colonizzato, su cui gli uomini vivono come in un antico sogno feudale. Ma è anche il regno dei Grendel, mostri che “Sembrano usciti da un incubo mitologico. La convivenza è appesa a un filo, finché un giorno i Grendel commettono un atto di furiosa, cieca brutalità. Cadmann Weyland, il militare della missione, sa di dover rispondere alla provocazione. Ma come? Una grande storia ambientata su un pianeta di acque e rettili.

L’uomo nel quadro

In una fredda giornata di gennaio, Oliver si reca a Cambridge a trovare un suo vecchio professore, Theo Parmitter. Dopo cena, mentre sono seduti accanto al fuoco nello studio del professore, questi decide di raccontare al suo ospite una strana storia che lo tormenta da tempo e che riguarda un dipinto appeso alla parte di quella stanza. Si tratta di un notturno veneziano del Settecento che ritrae una folla di persone sulla riva del Canal Grande durante il carnevale. Quando il vecchio Parmitter se l’era aggiudicato a un’asta, uno sconosciuto, giunto troppo tardi, aveva tentato in tutti i modi di ricomprarlo da lui e, davanti al suo netto rifiuto, gli aveva rivolto oscure minacce. Osservando la tela, Oliver percepisce il fascino sinistro che emana e nota soprattutto una figura maschile in piedi su una gondola. L’uomo, a volto scoperto, è fra due individui completamente mascherati e pare rivolgersi in maniera implorante a chi guarda il quadro. In un certo senso il dipinto è vivo e, come si scoprirà, ha poteri formidabili e nefasti…

L’Uomo Dietro La Maschera

Ethan Preston è un ragazzo dal passato difficile: sogna in grande ma tutti i giorni deve fare i conti con una città frenetica come Philadelphia, un portafoglio sempre vuoto e desideri che non osa confessare nemmeno a se stesso.
E durante un giorno di pioggia, il suo delicato equilibrio si frantuma davanti all’uomo più bello, spregiudicato e potente della città: Xavier McCay.
Dopo il fortuito e inatteso incontro, per Ethan e Xavier nulla sarà più come prima.

L’ultima volontà

**NERO RIZZOLI è LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Un ex brigatista rosso ammette in punto di morte di non aver compiuto la strage per cui ha scontato decenni di galera. Non è stato lui ad aver massacrato, nel 1986, tre carabinieri nella campagna emiliana. Una confessione al contrario che significa solo una cosa: i veri assassini sono ancora in libertà. E sono potenti. Hanno depistato, intorbidito le acque, creato un labirinto di specchi in cui la verità sembra irraggiungibile.
Ma l’ex colonnello dell’Arma Annibale Canessa non si fermerà di fronte a nulla pur di fare giustizia, ed è per questo che riunisce la sua squadra: il fido maresciallo Ivan Repetto, Piercarlo Rossi detto il Vampa, miliardario e aspirante uomo d’azione, l’atipico hacker Matteo Bernasconi. Con loro affronta un’indagine che lo porterà a esplorare i recessi più oscuri della storia italiana, un caso che affonda le radici nelle ombre della Resistenza e della Liberazione, e le allunga fino ad oggi, nei palazzi romani della politica. Una pista di sangue lunga settant’anni, costellata di morti innocenti e di segreti inconfessabili. Mentre il colpevole continua a tessere le sue trame, l’ex colonnello si ritroverà faccia a faccia con l’anima nera di un Paese in pace, ma mai pacificato.
Con la terza avventura di Annibale “Carrarmato” Canessa, Roberto Perrone torna ad affondare le mani nelle pieghe più oscure della storia d’Italia. Senza fare sconti a nessuno.

L’occhio sinistro di Rama

Il professor Martin Mystère, antropologo e archeologo newyorkese, è un acuto investigatore di enigmi cui la scienza non è in grado di dare spiegazione. Ha studiato nelle migliori università e in un monastero tibetano, ha esplorato luoghi inaccessibili e indagato su civiltà scomparse, guadagnandosi il soprannome di ‘detective dell’impossibile’. E’ a lui che nel 1980 viene chiesto di esplorare i fondali di Cayo Levisa, a Cuba, dove sono emerse tracce di un’avanzata tecnologia risalente a diecimila anni prima. Ed è sempre a lui che nel 1982 fa appello la polizia di New York per risolvere un caso di omicidio in cui l’assassino ha impiegato un’arma sconosciuta. I due misteri sono strettamente correlati e Martin è l’unico in grado di trovare la risposta. Ha inizio una disperata corsa contro il tempo, che condurrà Martin nelle strade di Città del Messico, in un’isola sul Lago Nicaragua, nel palazzo delle Nazioni Unite e in una base segreta nel Mare di Okhotsk, per impedire lo scatenarsi di un’incontrollabile forza soprannaturale.

L’Occhio Più Azzurro

**Lo sconvolgente esordio narrativo di una delle più straordinarie scrittrici americane.**
Ohio, 1941. Pecola Breedlove, una ragazzina nera che i poverissimi e disgraziati genitori non sono più in grado di mantenere, viene affidata a una modesta ma dignitosa famiglia di colore e presto fa amicizia con le due bambine di casa, Frieda e Claudia, con le quali trascorre le sue giornate. Vittima continua di scherni e maltrattamenti, priva dell’affetto di chi dovrebbe crescerla, e invece abusa della sua innocenza, Pecola prega Dio perché le doni un paio di occhi azzurri. Un desiderio straziante, che l’accompagnerà fino a quando la sua giovane, povera esistenza volgerà alla svolta più drammatica, segnando irreversibilmente il suo destino.

L’Italia littoria: 1925-1936

Due testimoni d’eccezione raccontano gli anni cruciali dell’epopea fascista, dal delitto Matteotti al 1936. Le premesse, i provvedimenti sociali, le scelte politiche, l’avventura imperialista, in un resoconto lucido e documentato.

L’isola dei pinguini

Anno mille, più o meno. Un vecchio monaco quasi cieco sbarca su un’isola bretone popolata da pinguini. Scambiandoli per esseri umani, li battezza tutti. Per rimediare all’errore, Dio e i santi decidono di concedere ai volatili “un’anima, però di piccola taglia”. Peccato che dalla conversione in poi, i pinguini sviluppino avidità e invidia, prepotenza e conformismo, ambizioni e pudori ( il primo pinguino vestito viene violentato da un diavolo travestito da prete ). A partire da questo antefatto, Anatole France traccia la storia di Pinguinia come controcanto amaro, rivelatore e irresistibilmente comico, dell’evoluzione dell’Europa dal Medioevo fino alla Rivoluzione industriale. Uno dei migliori romanzi satirici del Novecento, capace di fare arrabbiare i cattolici e infuriare i borghesi, amato da Conrad, Benjamin e Jung. Pubblicato per la prima volta nel 1908, è stato per lungo tempo considerato il capolavoro di Anatole France e paragonato a classici come “La fattoria degli animali” di Orwell e “Il mondo nuovo” di Huxley. [ dalla quarta di copertina ]

L’Intelligenza Agonistica

«In principio era la competizione». Ogni momento della nostra vita obbedisce a questa semplice legge, di cui lo sport è solo una possibile declinazione. Atleti, manager, attori, psicologi, organizzazioni, squadre, in modi diversi affrontano tutti le medesime sfide, e ricorrono quindi a un’unica risorsa: l’Intelligenza Agonistica, ossia l’insieme delle competenze con cui ognuno di noi affronta, progetta, supera le proprie sfide con l’ambiente, con gli altri e soprattutto con se stesso. Giuseppe Vercelli, psicologo dello sport che ha lavorato, fra gli altri, con campioni di calibro internazionale, propone qui il modello SFERA, uno strumento indispensabile per interpretare il caos e riportarvi l’ordine, per trasformare la «prestazione» in un’esperienza piacevole e i cui autentici traguardi sono la crescita e la ricerca continue. Quando l’Intelligenza Agonistica entra in azione, ritroviamo l’unità di mente, corpo e ambiente: con le parole di Roger Bannister, indimenticato campione della corsa, «una cospirazione inconscia di anima e corpo che rende possibile un’esplosione di energia».

L’Innocente

Inghilterra, 1554: Jane Grey, sovrana per appena nove giorni, si aggira nella dimora di Master Partridge, il carceriere della Torre di Londra. In quell’edificio che si affaccia sulla Tower Green, dove fu giustiziata anni prima Anna Bolena, è tenuta prigioniera insieme alle sue dame di compagnia, dopo essere stata giudica ta colpevole di alto tradimento e condannata, poco più che sedicenne, a esse re bruciata viva a Tower Hill, o decapitata, secondo il volere della regina Maria. Ha un’unica possibilità per salvarsi, stando almeno alla promessa dell’anziano abate di Westminster: se abiurerà la fede riformata, Maria Tudor, da poco impossessatasi del trono con la ferma intenzione di restaurare nel regno la religione cattolica, le concederà la grazia. Lady Jane, tuttavia, è pronta a riconoscere le sue colpe – aver indossato una corona non sua e avere, così, permesso che il suo cuore e la sua volontà fossero influenzati dalle brame di potere altrui –, ma non può tradire il proprio credo e barattare la vita eterna con quella terrena. Sono anni difficili quelli che precedono il tragico esito della giovane vita di Jane Grey. Tra la fine del regno di Enrico VIII e l’avvento di Elisabetta I le tensioni tra cattolici e protestanti, a lungo sopite, esplodono, e il loro scontro si consuma alla luce dei roghi degli eretici; la Corona è al centro di una fitta rete di intrighi, accordi sotterranei e inaspettati tradimenti. L’erede designato, il principe Edoardo, non ha l’età necessaria per assidersi al trono e sono in molti coloro che ambiscono a governare in sua vece o che desiderano entrare nelle sue grazie. Tra questi ultimi Henry Grey e sua moglie Frances, nobili vicini alla casata dei Tudor che sperano di riscattare la frustrazione e la delusione per la mancata venuta di un figlio maschio, facendo sposare la figlia maggiore, Jane, al futuro re. Ma Jane non ha intenzione di finire i suoi giorni a servire uno sposo-padrone: trascinarsi di ricevimento in ricevimento agghindata come un pavone e rischiare la vita a ogni gravidanza all’unico scopo di donargli una discendenza. Tutto ciò che desidera è poter seguire i propri interessi, dedicarsi allo studio e alla ricerca spirituale e mantenere intatta la propria indipendenza. Attraverso le voci e i punti di vista delle protagoniste femminili della corte di Edoardo, Alison Weir dà vita a un grandioso affresco corale in cui leggere e comprendere un’epoca oscura, le sue ingiustizie e le sue contraddizioni. Quella di Lady Jane Grey è una straordinaria storia di coraggio: il tentativo, tragico e appassionante, di liberarsi dal ruolo che famiglia e società le hanno imposto, per rimanere fedele a se stessa. Convertirsi al cattolicesimo o morire? La tragica storia di Jane Grey, la “Regina dei Nove Giorni” imprigionata nella Torre di Londra nell’Inghilterra del Cinquecento. «Una delle eroine più tragiche della storia: Alison Weir è riuscita a restituirci la voce di Lady Jane Grey in una maniera davvero brillante». Daily Mail «Lady Jane è una figura di grande coraggio e intelligenza: non piangere alla fine di questo libro significa avere un cuore di pietra». The Times

L’estate dell’incanto

È l’estate del 1939, Miranda ha dieci anni e il mondo è sull’orlo dell’abisso.Ma lei non lo sa. Quell’estate sarà la più bella della sua vita.Miranda parte con sua madre da Firenze per raggiungere Villa Ada, la casa del nonno paterno, il marchese Ugo Soderini, sulle colline pistoiesi. Suo padre è altrove.La cascina del nonno e il bosco misterioso che la circonda sono il teatro perfetto per le avventure spericolate insieme con Lapo, il nipote del fattore, le scorribande in bicicletta, le scoperte pericolose, il primo, innocente bacio.Ma il bosco è anche il luogo abitato dalle creature parlanti che l’anima di bambina vede o crede di vedere. E la foresta compare sempre, e misteriosamente, nei quadri del nonno, chiusi nel laboratorio che nessuno ha il permesso di visitare.C’è come una luce magica che rischiara quella porzione di mondo. Miranda, ormai novantenne, ce la racconta, fendendo le nebbie della memoria. Tornare a quei giorni, a quella bambina ignara, che ancora non ha visto, vissuto, sofferto, perduto è più che una consolazione, è un antidoto.È l’incantesimo di una giovinezza improvvisa.Francesco Carofiglio ci conduce per mano all’ultima estate di innocenza. E lo fa con ciò che, più di ogni altra cosa, contraddistingue la sua poetica, la fragilità incorruttibile del ricordo e lo sguardo innocente di chi può ancora essere salvato.