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La tela del ragno

Un classico del genere Mystery per la penna del maestro degli alibi apparentemente inattaccabiliL’impiegato delle Ferrovie Sudafricane Joseph Ashe al termine del suo turno lavorativo, mentre sta per recarsi verso casa, all’uscita di una galleria, si trova davanti ai resti maciullati di ciò che rimane di un uomo. Il cadavere viene identificato dalla polizia, ma il sergente Clarke deve presto scontrarsi con gli oscuri retroscena di questa apparente disgrazia che nasconde, invece, un efferato omicidio che necessita approfondite indagini incrociate.

Tecniche di seduzione

“In un’epoca di sperimentalismi, Tecniche di seduzione ritorna alla grande tradizione narrativa. Un romanzo costruito con sapienza, e tutto offerto al piacere della lettura.”Carlo Bo “De Carlo ha confermato di essere assolutamente padrone di quel suo stile asciutto… mai come in questo caso egli sa entrare nella nostra routine quotidiana.”Renato Barilli “Un romanzo ben congegnato: love story, veloci mutamenti di scenario e di paesaggio, bruciante attualità, estrema leggibilità.”Filippo La Porta

La Tecnica della Pittura

Le tecniche della pittura abbracciano le pratiche necessarie per dare consistenza e durabilità ai dipinti, e quei principi direttivi dietro i quali l’artista può trasformare le sostanze coloranti in elementi idonei alla imitazione delle luci e dei colori che rivestono le cose naturali. Questa estensione procede dalla stessa struttura organica della singolare compagine del dipinto, che impone al pittore, per ogni atto del pennello, il duplice intento della stabilità dei colori e del loro significante aspetto, essendo resistenza ed idoneità dei mezzi tecnici legate in modo tanto indissolubile da non potersi dividere senza che scompaia l’arte stessa; poiché, mancando resistenza nel materiale pittorico contro le infinite cause che tendono nel volgere del tempo ad alterarlo, esso deve necessariamente distruggersi, come, mancando l’idoneità dei mezzi per raggiungere la riproduzione del vero, viene l’opera a porsi da sé fuori dell’orbita dell’arte. Tutta la resistenza che le sostanze coloranti impiegate saranno per opporre all’azione del tempo non potendo provenire che dalla loro composizione materiale: tutti gli aspetti che gli stessi colori verranno ad assumere nei miscugli operati dal pittore non potendo dipendere che dal modo di funzionare della luce secondo le condizioni molecolari d’ogni sostanza colorante, avverrà che resistenza ed effetto saranno proporzionati ai rapporti mantenuti, da un lato, colle leggi naturali che reggono i fenomeni dipendenti dalla costituzione intima dei materiali pittorici, dall’altro, con quelle dirigenti le loro varie apparenze esteriori. Conseguentemente tutte le questioni tecniche, riguardino la conservazione del dipinto o l’efficacia maggiore di una modalità di disposizione dei colori, escono dal campo degli apprezzamenti individuali o del gusto, per subordinarsi agli immutabili principi che governano la materia; ed ogni materiale d’arte, per quanto trasformato dal genio di un artista in esteriore causa di illusione ottica, o da perfezionamenti chimici ridotto passivo alle azioni del tempo, d’uopo è che tali effetti si riconducano sempre alle proprietà della materia concreta, per cui l’opera pittoresca esiste plasticamente, e ritorni il dominio delle leggi che reggono tutto ciò che in essa vi è di sensibileIndice dei contenutiPREFAZIONEPARTE PRIMAI processi ed i materiali pittorici.CAP. I. Origine dei diversi metodi di dipingereCAP. II. L’encaustoCAP. III. L ‘affrescoCAP. IV. La pittura ad olioCAP. V. La temperaCAP. VI. L’acquerello ed il pastelloCAP. VII. I colori degli antichiCAP. VIII. Le sostanze colorantiCAP. IX. I colori principali della pitturaI bianchiI gialliI rossiI verdiGli azzurriI violettiI neriI colori a pastelloCAP. X. Le vernici, gli oli e gli essiccantiCAP. XI. Le colle, le gomme, le imprimiturePARTE SECONDADel criterio tecnico e del restauro.CAP. I. Del criterio tecnicoCAP. II. Del restauro

Tecnica del colpo di Stato

Uscito per la prima volta in Francia nel 1931 grazie alla mediazione di Daniel Halévy (e in Italia solo nel 1948), immediatamente commentato da Trockij, bruciato dai nazisti sulla piazza di Lipsia e costato al suo autore l’arresto e il confino a Lipari per “manifestazioni di antifascismo compiute all’estero”, “Tecnica del colpo di Stato”, spieiata dissezione delle varie tipologie di golpe e delle loro costanti, viene subito avversato da tutti. Sta di fatto che ancor oggi lo si legge d’un fiato: non solo per l'”attualità” della sua analisi di ingegneria politica, ma soprattutto per lo stile, insieme icastico e concitato, geometrico e visionario, dove Malaparte sembra assumere le cadenze di un allievo di Tacito. Stile che risalta in tutte le sequenze su trionfi e fallimenti del golpismo classico, a partire dalla violenta “campagna di stampa” con cui Cicerone smaschera la congiura di Catilina, ma che tocca l’acme nelle ricostruzioni dei colpi di Stato dei primi decenni del secolo scorso, come nelle pagine sulla imminente rivoluzione a Pietrogrado, con le “dense nuvole nere sulle officine di Putilow” cui si contrappone la nebbia rossastra del sobborgo di Wiborg dove si nasconde Lenin. E nella parte finale spiccano, ritratti con rara vividezza, i volti e le psicologie degli autocrati a capo dei vari totalitarismi: Stalin, Mussolini e Hitler.

La tavola fiamminga

Su un quadro fiammingo del Quattrocento si nasconde una scritta misteriosa: “Chi ha ucciso il cavaliere?”. Un riferimento alla partita a scacchi rappresentata nel dipinto, o un messaggio legato a qualche crimine rimasto irrisolto? A chiederselo è Julia, una giovane restauratrice madrilena che cercherà di risolvere l’enigma con l’aiuto di Alvaro, professore di storia dell’arte ed ex amante, dell’esperto di scacchi Muñoz e dell’antiquario César. Nel frattempo il mondo della ragazza è sconvolto da una serie di delitti, e da un assassino che sembra continuare la partita iniziata dal pittore cinquecento anni prima.
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La taverna del Gatto Nero

Il gatto nero che s’aggira nell’ombra d’una taverna del Cairo, nel racconto che dà il titolo a questa raccolta, è il materializzarsi di inquietudini che attraversano le coscienze di tutti. La scrittura di Mahfuz dimostra che la letteratura, quando è fedele all’impegno di rappresentare senza pregiudizi la vita, anche attraverso i sogni e le fantasticherie, resta un potente mezzo per comunicare al di là delle differenze di tradizione culturale. Forse la vita stessa non è che un grande racconto, diramato all’infinito, nel quale di volta in volta ciascuno assume il ruolo di partecipe narratore o di ansioso ascoltatore.
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la taverna del diavolo

Londra, 1755. Per caso, lo speziale John Rawlings assiste a una cerimonia davvero insolita: un matrimonio dove lo sposo non si presenta, la futura moglie è disperata, i convenuti vestiti a lutto. Quasi un sinistro presagio di quello che accadrà poco dopo, quando il mancato sposo, un ricco armatore, verrà ripescato cadavere dal fiume. Ancora una volta sarà Rawling a dipanare la matassa e cercare il colpevole, naturalmente con l’aiuto dell’infallibile giudice cieco Fielding.

Il tappeto di re Salomone

Tunnel in disuso, stazioni fantasma, incidenti misteriosi in gallerie dimenticate, strane ombre che compaiono quando tutto è ormai chiuso: è l’altra faccia della metropolitana di Londra, quella sconosciuta ai milioni di persone che ogni giorno l’affollano. Ma c’è qualcuno che la popola, che vi intreccia le proprie piccole e grandi avventure, che vi compie i propri crimini. C’è Tom, il suonatore ambulante, e Jed, che si fa vedere solo di notte, ci sono Jasper e i suoi amici che sfidano la morte sui tetti dei vagoni e Alice inseguita dai suoi ‘fantasmi’ e poi c’è Axel… Strane esistenze, quasi invisibili ai più, di individui enigmatici e solitari. Eppure qualcuno, a loro insaputa, tiene in pugno i fili dei loro destini fino a stringerli in un indissolubile nodo mortale.

Il tao della fisica

Lo scopo dichiarato del bellissimo libro di Capra è di dimostrare che esiste una sostanziale armonia tra lo spirito della saggezza orientale e le concezioni più recenti della scienza occidentale. La fisica moderna va ben al di là della tecnica, “la via – il Tao – della fisica può essere una via con un cuore, una via rivolta alla conoscenza spirituale e alla realizzazione di sé”. Con uno stile piano ma appassionato, l’autore spiega al lettore da una parte i concetti, i paradossi e gli enigmi della teoria della relatività, della meccanica quantistica e del mondo submicroscopico; e, dall’altra, gli fa assaporare il fascino profondo e sconcertante delle filosofie mistiche orientali.

Tango e gli altri

Il partigiano Bob viene accusato di aver massacrato la famiglia di un fascista. Una strage che può alienare ai partigiani il favore della popolazione e così sono gli stessi compagni della brigata Garibaldi a fucilare Bob. Ma qualcosa non torna, e a far luce viene chiamato Benedetto Santovito, ex maresciallo dei carabinieri, reduce dalla Russia e ora partigiano di Giustizia e Libertà. L’escalation degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un’indagine appena iniziata ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. In questo che è il loro romanzo più complesso e riuscito, Guccini e Macchiavelli mettono in scena una vicenda inquietante, corale, e raccontano un periodo della nostra storia senza fare sconti a nessuno, ma rivendicando anche, e con fierezza, quegli ideali che l’incedere inclemente della storia e la memoria corta degli uomini cancellano con troppa leggerezza.

La tana del verme bianco

Nel cavernoso distretto del Derbyshire, in Inghilterra, circola una leggenda terribile, di lontana origine druidica, su un mitico serpente pronto a uscire dalle viscere della terra. Ma è davvero solo una leggenda? O sotto le voci raccontate si annida una tremenda verità? Cosa nascondono gli oscuri personaggi che popolano Castra Regis, la dimora ai limiti del distretto della dimora della famiglia Caswall, e l’erudito ma violento signorotto del luogo, i cui poteri paranormali sono oscuri e forti quanto le tempeste che scuotono le montagne vicine? E chi è Oolonga, il suo misterioso servitore così abile nei riti voodoo? Ma soprattutto, quale spaventoso segreto nasconde l’aristocratica e affascinante lady Arabella March, la nobildonna che cammina senza timore in mezzo alle vipere e aspira alla conquista di Castra Regis? Un avvincente romanzo del terrore dell’autore del classicissimo Dracula, che conferma le sue qualità di grande narratore e ci dà un’ulteriore prova della sua capacità stilistica in questo affascinante e cupo La tana del verme bianco.

(source: Bol.com)

La tana del Lupo: Un caso di Alex Cross

Lo chiamano il Lupo: nessuno conosce il suo nome, né il suo volto. È un boss della mafia russa che ha deciso di estendere il suo potere in America. Controlla attività criminali di ogni genere, dal traffico di droga al racket del gioco, al commercio d’armi, ma la sua specialità è la tratta di schiavi sessuali: basta inserirsi in un sito internet segreto, la Tana del Lupo, e «ordinare» quello che si desidera. Donne magnifiche, bambine, giovani uomini. Tutto. Il Lupo è in grado di far diventare realtà qualunque perversione… Un caso difficilissimo, che sembra fatto apposta per Alex Cross, pluridecorato detective della Omicidi, al suo primo incarico nell’FBI. Ma Cross non deve affrontare solo il lupo: il passaggio all’FBI, un indubbio salto di qualità professionale, comporta notevoli difficoltà, nuove procedure, corsi di aggiornamento e una malcelata ostilità dei nuovi colleghi, che non vedono di buon occhio l’ultimo arrivato e l’aura di fama che lo circonda. E poi c’è la famiglia: i figli ai quali aveva promesso più tempo e maggiori attenzioni, il nuovo amore, Jamilla, che vive a migliaia di chilometri di distanza e soprattutto l’improvvisa ricomparsa di una vecchia fiamma, Christine, la mamma del piccolo Alex. Perché è tornata? E perché è così interessata al bambino, quando finora non se ne è mai occupata? E mentre nel Paese continuano a sparire giovani donne, Cross deve trasformarsi lui stesso in un predatore per dare un’identità a un mostro disumano…James Patterson è autore della serie “Alex Cross”1 – Ricorda Maggie Rose2 – Il collezionista 3 – Jack & Jill 4 – Gatto & topo5 – Il gioco della Donnola6 – Mastermind 7 – Ultima mossa8 – Il caso Bluelady9 – La tana del lupo10 – Ultimo avvertimento11 – Sulle tracce di Mary12 – La memoria del killer13 – Il regista degli inganni14 – L’istinto del predatore15 – Il segno del male16 – Il ritorno del killer17 – Uccidete Alex Cross18 – Buone feste, Alex Cross

La tana del lupo

Lo chiamano il Lupo: nessuno conosce il suo nome, né il suo volto. È un boss della mafia russa che ha deciso di estendere il suo potere in America. Controlla attività criminali di ogni genere, ma la sua “specialità” è la tratta di schiavi sessuali: basta inserirsi in un sito internet segreto, la Tana del Lupo, e “ordinare” quello che si desidera, qualunque cosa. Un caso difficilissimo, che sembra fatto apposta per Alex Cross, al suo primo incarico nell’FBI. Ma Cross non deve affrontare solo il Lupo: anche per uno come lui il passaggio all’FBI comporta notevoli difficoltà, nuove procedure, corsi di aggiornamento e l’ostilità dei nuovi colleghi, che non vedono di buon occhio l’ultimo arrivato e la fama che lo circonda. E poi c’è la famiglia: i figli ai quali aveva promesso maggiori attenzioni, il nuovo amore, Jamilla, che vive troppo lontano e soprattutto l’improvvisa ricomparsa di una vecchia fiamma, Christine, la mamma del piccolo Alex. Perché è tornata? E perché è così interessata al bambino, quando finora non se ne è mai occupata? E mentre nel Paese continuano a sparire giovani donne, Cross deve trasformarsi lui stesso in un predatore per dare un’identità a un mostro disumano.

Tamburini: cantata per voce sola

Per sentire “dentro” la Storia ci rivolgiamo ai narratori e, di più, per la loro voce prestiamo l’orecchio al mormorio della sotto-storia, quella senza protocollo. Rileggere in controcanto l’idea di Patria – di una patria giovane e “diversa” come quella italiana – è uno dei compiti della voce che racconta e si racconta in “Tamburini”, dalle periferie geografiche e sociali della Nazione, per un discorso che parte dal basso, d’accento popolare. Ma il compito si estende ad una fulminea riscrittura delle violenze del “secolo breve”, in un’escursione sotterranea della Grande Storia di guerre che hanno strappato dal loro vivere quotidiano masse di uomini spediti al massacro.

Tamburini

Per sentire “dentro” la Storia ci rivolgiamo ai narratori e, di più, per la loro voce prestiamo l’orecchio al mormorio della sotto-storia, quella senza protocollo. Rileggere in controcanto l’idea di Patria – di una patria giovane e “diversa” come quella italiana – è uno dei compiti della voce che racconta e si racconta in “Tamburini”, dalle periferie geografiche e sociali della Nazione, per un discorso che parte dal basso, d’accento popolare. Ma il compito si estende ad una fulminea riscrittura delle violenze del “secolo breve”, in un’escursione sotterranea della Grande Storia di guerre che hanno strappato dal loro vivere quotidiano masse di uomini spediti al massacro.
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