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Il maestro e Margherita. Ediz. integrale

Il romanzo si svolge su due principali piani narrativi, ai quali corrispondono due differenti ambientazioni. La prima di queste è la Mosca degli anni trenta del Novecento, in cui si trova in visita Satana nei panni di Woland, un misterioso professore straniero, esperto di magia nera, attorniato da personaggi alquanto particolari: il valletto Korov’ev, soprannominato Fagotto, un ex maestro di cappella sempre vestito con abiti grotteschi, il gatto Behemot, il sicario Azazello , il pallido Abadonna, con il suo sguardo mortale e la strega Hella. L’arrivo del gruppo porta scompiglio non solo fra i membri di un’importante associazione letteraria sovietica, la MASSOLIT, luogo di convegno dell’alta società moscovita, ma in tutta Mosca. La seconda storia, che si sviluppa nel corso dell’intero romanzo interrompendo la narrazione principale sui fatti di Mosca, rievoca gli avvenimenti accaduti a Gerusalemme durante il periodo pasquale al tempo del procuratore romano Ponzio Pilato…

Maestro di seduzione

Inghilterra, 1817
Per l’affascinante Drew, Duca di Arden un cinico libertino assediato da corteggiatrici interessate soltanto al suo titolo e al suo patrimonio ogni donna è una potenziale nemica. Per questo motivo, quando incontra la bellissima Roslyn Loring e lei si dimostra del tutto indifferente al suo charme, la sua prima reazione è di sospetto e incredulità. Presto però si rende conto che Roslyn è davvero unica: non solo lo tratta come un fratello maggiore, ma chiede addirittura il suo aiuto per far innamorare di sé un altro gentiluomo! E così Drew si improvvisa maestro di seduzione, insegnando all’ingenua e tuttavia volonterosa allieva tutte le tecniche per conquistare il cuore e i sensi di un uomo. Inutile dire che sarà proprio lui a cadere vittima delle sue stesse smaliziate strategie.

Il maestro di scacchi

Max Perri, avvocato di tanti interessi, pochi clienti e un conto in banca tendente al rosso, ha da sempre un’irretrenabile passione per le cause perse. Così, quando viene avvicinato durante un torneo di scacchi da una ragazzina di età indefinibile, con auricolari che sparano una musica oltraggiosa, dark e imbattibile alla scacchiera, che gli chiede di dimostrare l’innocenza del padre, condannato vent’anni prima per l’omicidio di una studentessa, Max si getta a capofitto nell’impresa. Ovviamente il suo praticante Roberto, detto “l’uomo-macchina” per la capacità di memorizzare anche l’informazione più insignificante, e Rita, brillante avvocato, nonché compagna di Max, si dimostrano tutt’altro che entusiasti. Tutte le prove sono contro quell’uomo. Forse è proprio per questo che per l’avvocato Perri è il cliente perfetto. O forse perché quel caso è stato l’ultimo che suo padre ha seguito prima di morire, e per Max arrivare alla verità potrebbe essere un modo per fare pace col passato. Immergendosi nelle indagini, scoprirà che l’efferato delitto di cui è accusato il suo cliente affonda le radici in un’oscura vicenda di centocinquant’anni prima, e coinvolge un’antica scacchiera che già in molti hanno cercato invano e uno dei più accesi seguaci di Garibaldi. Lungo la strada verso la verità dovrà affrontare qualcuno che avrebbe preferito tenere sepolti quei segreti, qualcuno disposto a tutto pur di fermare le sue ricerche.

Maestro di passione

Alasdair Cynster, detto Lucifer, è l’ultimo scapolo di famiglia e non ha alcuna intenzione di seguire il destino che ha portato i cugini all’altare. Così lascia Londra per rifugiarsi nel Devon presso un amico, con l’amara sorpresa, al suo arrivo, di trovarlo assassinato. Deciso a smascherare il colpevole, Alasdair non immagina che ciò a cui voleva sfuggire è in agguato nelle fattezze della splendida, indipendente e testarda Phyllida Tallent, la cui famiglia gli ha intanto dato ospitalità. Travolto suo malgrado dalla passione, ora Lucifer ha due difficili compiti da portare a termine: trovare l’assassino dell’amico e, ancora più arduo, convincere l’indomabile Phyllida di essere l’uomo della sua vita.

Maestro di morte

Il cadavere è nudo, inginocchiato sul materasso di uno squallido albergo di Londra. La testa è coperta da un cappuccio, le mani legate. La morte è avvenuta per strangolamento. Non saranno in molti a piangere Douglas Remfry, reduce da sette anni di reclusione per aver violentato tre giovani donne. Ma all’ispettore Thorne il passato della vittima non interessa. La giustizia deve fare il suo corso. Nella cella di Remfry la polizia trova alcune provocanti fotografie di una donna nuda, in ginocchio, un cappuccio a celarle il volto. Lo stesso che portava la vittima. Muovendo da questo indizio, Thorne inizierà a far luce sugli ingranaggi di un meccanismo diabolico messo in moto dall’assassino, un uomo spietato, metodico, spinto da una furia irrefrenabile. Ma per trovare la chiave di tutto dovrà varcare le porte dell’inferno.

Il Maestro del Giudizio universale

Vienna, primi del Novecento. A parlare in prima persona – e a redigere così una sorta di memoriale a sua discolpa – è il barone von Yosch, militare in congedo, follemente innamorato della bella Dina, andata in sposa a un celebre, osannato attore di corte. L’improvviso decesso di quest’ultimo – secondo di una serie di delitti camuffati da suicidi, che nell’arco di cinque giorni funestano come un “tragico incubo” la vita della città – avviene in circostanze tali da far convogliare ogni sospetto sul giovane barone. Il quale si lancia allora in un’accanita caccia al misterioso assassino, che pare sempre più assumere le sembianze diaboliche di “uno spettro emerso da secoli lontani”: o di una potenza arcana, del “terribile nemico” che ognuno di noi alberga in sé, assopito ma pronto a destarsi dal letargo, specie se a risvegliarlo è il richiamo dell’arte. Sempre intento a perlustrare i territori ambigui che si aprono oltre la soglia della ragione e della norma, Perutz costruisce con questo romanzo un thriller metafisico, un intrigo a scatole cinesi in cui, elusa ogni barriera di spazio e di tempo e ogni logica umana, i protagonisti, e con essi il lettore, sono ben presto costretti a scontrarsi con una dimensione del reale instabile, minacciata dalla presenza di forze demoniache, da pulsioni oscure alle quali non si può che soccombere.
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La Maestrina Degli Operai

La giovane maestra Varetti ha ricevuto l’incarico di insegnare agli operai della scuola serale del quartiere Sant’Antonio a Torino. La giovane, di nobile estrazione, e per di più timida e riservata, vive questo incarico come una punizione. Uno degli alunni la infastidisce sfrontatamente aumentando il suo timore di affrontare la plebe. L’operaio però si innamorerà perdutamente della maestra. La maestrina degli operai uscì nel 1891 sulla “Nuova Antologia” e rispetto alle precedenti opere di Edmondo De Amicis analizza con maggiore attenzione le differenze di classe. Il racconto piacque tanto al celebre poeta e scrittore russo Vladimir Majakovskiy che nel 1918 volle trasporlo cinematograficamente scrivendo la sceneggiatura di Bàryšnja i chuligàn (in italiano: “La signorina e il teppista”) per la regia di Evgenij Slavinskii e interpretato da Aleksandra Rebikova nei panni della maestrina e dello stesso Majakovskij in quelli dell’operaio molesto.
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### Sinossi
La giovane maestra Varetti ha ricevuto l’incarico di insegnare agli operai della scuola serale del quartiere Sant’Antonio a Torino. La giovane, di nobile estrazione, e per di più timida e riservata, vive questo incarico come una punizione. Uno degli alunni la infastidisce sfrontatamente aumentando il suo timore di affrontare la plebe. L’operaio però si innamorerà perdutamente della maestra. La maestrina degli operai uscì nel 1891 sulla “Nuova Antologia” e rispetto alle precedenti opere di Edmondo De Amicis analizza con maggiore attenzione le differenze di classe. Il racconto piacque tanto al celebre poeta e scrittore russo Vladimir Majakovskiy che nel 1918 volle trasporlo cinematograficamente scrivendo la sceneggiatura di Bàryšnja i chuligàn (in italiano: “La signorina e il teppista”) per la regia di Evgenij Slavinskii e interpretato da Aleksandra Rebikova nei panni della maestrina e dello stesso Majakovskij in quelli dell’operaio molesto.

I maestri di tuina

Una galleria di personaggi di assoluta originalità, la tradizione secolare dei massaggi e della cura del corpo, il miraggio travolgente della ricchezza per tutti, nel cuore della Cina che cambia: questo è I maestri di tuina, vincitore del premio Mao Dun 2011, il maggiore riconoscimento letterario nazionale.

I maestri dell’inganno. Storie, documenti e rivelazioni di falsi clamorosi e abili falsari

“/ maestri dell’inganno” è un viaggio nel mondo degli impostori, dove il crimine s’intreccia con l’arte e la menzogna è più forte della verità. Questo libro si addentra nella realtà della falsificazione attraverso le storie dei suoi protagonisti – cioè i principali creatori di copie, imitazioni e invenzioni fasulle – che sono riusciti a ingannare specialisti, critici, collezionisti, musei, mondo scientifico, università, e anche ingenui acquirenti. Sia che si imitino opere d’arte, reperti archeologici, gioielli esclusivi o orologi di marca, sia che si riproducano denaro falso, assegni, documenti, firme, la falsificazione ha bisogno, per riuscire, di un artista o di un artigiano. Nessun delinquente, infatti, per quanto bravo, può ordire grandi truffe senza la collaborazione di un abile falsario, personaggio quasi sempre dotato di eccezionale destrezza e brillanti risorse, ma caratterizzato anche da vita avventurosa, appassionante e spesso straordinaria.

La madre perfetta

È giovane, bionda, alta e veste immacolati colori pastello. Una volta era una cattiva ragazza, adesso è una madre perfetta. Ha sacrificato tutto per amore di Nichola, sua figlia. La figlia del peccato, di una vita dissoluta, che lei, anni prima, madre giovanissima, ha deciso di tenere nonostante tutto. E che adesso mostra con orgoglio alle manifestazioni antiabortiste di cui è diventata portavoce. Ma nulla è come sembra, e dietro quella facciata si nasconde un terribile segreto, destinato a sconvolgere la vita di Nichola ormai sedicenne. Anche su Eshlaini grava il peso dei suoi predecessori: è il dovere di figlia devota a spingerla ad accudire il padre durante la sua lunga malattia. Eppure dentro di lei cresce un sogno che aspetta solo il momento di uscire allo scoperto. Ed è di sogni che vive Jasper, mangiatore di fuoco di un circo, che ogni sera trascina gli spettatori in un mondo fantastico e così attira a sé la giovane Jubilee. Ma quel fuoco presto potrebbe trasformare in cenere un amore acerbo, o forse mai sbocciato. Ed è per amore che Anna, infermiera in cerca di un riscatto, lascia la sua fredda città del nord per raggiungere il fidanzato oceanografo in un remoto arcipelago. Ma l’ambiente imprevedibile e ostico metterà a dura prova la loro relazione. Nichola, Eshlaini, Jubilee, Anna, ma anche Luna di Giada, Katie, Marie e molte altre. Donne e madri, ragazze, figlie, bambine. Forti, sensibili, determinate a confrontarsi con la più universale delle esperienze umane: la ricerca e la scoperta dell’amore. Sono loro le protagoniste di questi quattordici racconti, che hanno consacrato Kim Edwards come una delle più grandi scrittrici dei nostri tempi. Come in Figlia del silenzio, che ha toccato il cuore dei lettori di tutto il mondo vendendo milioni di copie solo grazie al passaparola dei lettori, La madre perfetta racconta storie di trasformazione e di tradimenti, di bugie e di speranza, di redenzione e di rinascita.

Madre notte

Madre notte è il racconto in prima persona di Howard W. Campbell, un americano trasferitosi con la famiglia in Germania dopo la prima guerra mondiale che vi resta anche dopo la presa del potere di Hitler e diventa la voce della propaganda nazista di Goebbels per gli Stati Uniti. All’inizio e alla fine del libro il protagonista si trova in una prigione israeliana, in attesa di processo per crimini di guerra, lì ripensa alla propria vita e decide di scrivere le sue memorie. Nella cella accanto alla sua è rinchiuso anche Eichmann, l’artefice della soluzione finale degli ebrei. Entrambi sono accusati di propaganda nazista e genocidio. Campbell in una serie di flashback e narrazioni secondarie ripercorre gli anni del nazismo, l’arresto, il trasferimento a New York e la decisione di tornare in Israele per farsi processare. Alla fine potrà dimostrare di essere stato un agente dello spionaggio americano, ma se non lo si può più accusare di crimini contro l’umanità, nondimeno su di lui pesano i crimini contro se stesso. Infatti si finisce per essere chi si finge di essere e il confine tra giusto e sbagliato, bene e male, rischia di diventare labile. Campbell arriva anzi ad affermare che occorre a tutti un po’ di follia per non sentire il dolore di vivere. Il racconto, presentato come un autentico documento storico, risulta un’attualissima riflessione sulla guerra, la violenza e le loro cause. Dal libro, pubblicato nel 1961, è stato tratto anche un film interpretato da Nick Nolte nel 1996.

Madre Londra

Le voci narranti sono quelle di un variegato gruppo di londinesi, pazienti della stessa clinica per disturbi mentali. I tre personaggi hanno in comune una storia: sono vittime del Blitz, il grande bombardamento aereo di Londra operato dai tedeschi. Un’esperienza che ha lasciato loro un trauma e un dono, quello di riuscire a leggere i pensieri delle persone che li circondano.