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Harry Potter e il principe mezzosangue: romanzo

Sesto appuntamento con la saga che ha appassionato bambini, ragazzi e lettori di tutte le età. Harry Potter è solo, sconvolto e preoccupato. Il suo amato padrino Sirius Black è morto, e le parole di Albus Silente sulla profezia gli confermano che lo scontro con Lord Voldemort è ormai inevitabile. Niente è più come prima: l’ultimo legame con la sua famiglia è troncato, perfino Hogwarts non è più la dimora accogliente dei primi anni, mentre Voldemort è più forte, crudele e disumano che mai. Harry stesso sa di essere cambiato. La frustrazione e il senso di impotenza dei quindici anni hanno ceduto il posto a una fermezza e a una determinazione diverse, più adulte. Ma quali sconvolgenti imprese lo attenderanno quest’anno? Età di lettura: da 12 anni.

Harry Potter e il calice di fuoco: romanzo

È un momento cruciale nella vita di Harry Potter: ormai è un mago adolescente, vuole andarsene dalla casa dei pestiferi Dursley, vuole sognare la cercatrice del Corvonero per cui ha una cotta tremenda… E poi vuole scoprire quali sono i grandiosi avvenimenti che si terranno a Hogwarts e che riguarderanno altre due scuole di magia e una grande competizione che non si svolge da cento anni. Harry Potter vuole davvero essere un normale mago di quattordici anni. Ma sfortunatamente, Harry non è un mago normale. E stavolta la differenza può essergli fatale. Età di lettura: da 8 anni.

Harry Potter e i doni della morte: 7

“Mi apro alla chiusura”: è uno dei tanti enigmi lasciati da Silente con cui Harry Potter deve confrontarsi in questo ultimo, settimo libro. E la saga stessa, giunta alla sua conclusione, si apre a sorpresa su nuovi mondi, nel passato e nel futuro: getta la luce della meraviglia su dettagli, personaggi ed eventi che sembravano già noti, rivelandone segreti e significati profondi. Insieme a Harry, nella sua disperata ricerca della verità, un caleidoscopio di avventure apparentemente già vissute, piccoli fatti e grandi eventi, seguendo il filo della consapevolezza che si dipana e si acuisce in un crescendo di emozioni, colpi di scena, perdite e conquiste. La conclusione, piena di luce e vapore, sembra indurre a rileggere tutto dall’inizio, per arrivare a chiudere il cerchio. Mai gli interrogativi sono stati così tanti; mai come in questo ultimo volume si ha la piena soddisfazione di una risposta che vada oltre l’apparenza; mai come in questo episodio l’autrice dimostra la sua capacità di sorprendere i lettori, di alimentare un fuoco d’artificio che non cessa di ammaliare il lettore. Età di lettura: da 12 anni.
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Hanno tutti ragione

Tony Pagoda è un cantante melodico con tanto passato alle spalle. La sua è stata la scena di un’Italia florida e sgangheratamente felice, tra Napoli, Capri e il mondo. È stato tutto molto facile e tutto all’insegna del successo. Ha avuto il talento, i soldi, le donne. E inoltre ha incontrato personaggi straordinari e miserabili, maestri e compagni di strada. Da tutti ha saputo imparare e ora è come se una sfrenata, esuberante saggezza si sprigionasse da lui senza fatica. Ne ha per tutti e, come un Falstaff contemporaneo, svela con comica ebbrezza di cosa è fatta la sostanza degli uomini, di quelli che vincono e di quelli che perdono. Quando la vita comincia a complicarsi, quando la scena muta, Tony Pagoda sa che è venuto il tempo di cambiare. Una sterzata netta. Andarsene. Sparire. Cercare il silenzio. Fa una breve tournée in Brasile e decide di restarci, prima a Rio, poi a Manaus, inebriato da una nuova libertà e ossessionato dagli scarafaggi. Ma per Tony Pagoda, picaro senza confini, non è finita. Dopo diciotto anni di umido esilio amazzonico qualcuno è pronto a firmare un assegno stratosferico perché torni in Italia. C’è ancora una vita che lo aspetta.

Hannibal Lecter. Le origini del male

Lituania, 1941. Un bambino di otto anni emaciato e sporco, emerge dalle macerie e dalle stragi del fronte occidentale e vaga senza meta nella neve con un braccio rotto e una catena stretta al collo. Quel bambino è Hannibal Lecter, fuggito dal casino di caccia in cui si era rifugiato con la famiglia per scampare alla violenza delle soldataglie. Gli occhi attraversati da un’indecifrabile espressione, chiuso in un ostinato silenzio, il piccolo Hannibal cresce nell’orfanotrofio russo che lo ospita in una solitudine apparentemente assoluta. Lo zio, un famoso pittore, riesce a rintracciarlo e lo porta a vivere con sé a Parigi. Qui, grazie alle amorevoli cure di sua moglie, Hannibal avrà modo di scoprire e coltivare i suoi innumerevoli talenti, che spaziano dalla musica alla letteratura, dall’arte alla medicina. È in questa atmosfera, densa di stimoli e suggestioni, che il giovane comincerà a edificare un vero e proprio “palazzo della memoria”, impreziosendolo di visioni spettacolari e insieme agghiaccianti, teatro e sfondo interiore delle più raffinate speculazioni come dei più inconfessabili desideri. Fino al giorno in cui Hannibal decide che è tempo di tornare a casa e bussare alla porta dei demoni che così spesso vengono a fargli visita…

Hacker contro hacker

Un libro dal linguaggio chiaro e semplice per imparare i trucchi utilizzati degli hacker per violare i sistemi informatici, scoprire le password dei PC, spiare gli altri, sproteggere documenti e file protetti senza dimenticare le giuste strategie per proteggere la propria privacy, costruirsi una nuova identità, navigare su Internet senza farsi rintracciare ed eliminare tutte le tracce di utilizzo del PC. L’obiettivo è chiaro: mettere KO gli hacker, anche quelli più temibili, neutralizzandoli con le loro stesse tecniche e partendo dall’idea di fondo che non è possibile combattere il proprio nemico se non lo si conosce a fondo. Tra i principali argomenti del libro: svelare le password nascoste sotto gli asterischi, spiare i PC, le email inviate e le webcam, inviare email anonime ed email criptate, navigare anonimi su Internet, ricostruire le tracce di utilizzo del computer, scoprire chi ci spia al computer o al cellulare.

Il gusto del picchio

Elena, giovane psicoterapeuta, professionale e sicura di sé, nella vita privata è fragile, timida, pochi amici e contatti con l’esterno. Vita piatta e monotona, cambia quando il suo maestro le affida il difficile caso di una donna con un passato burrascoso e un presente aggravato da bulimia, alcolismo e da tentativi di suicidio. Tra le due ben presto il rapporto medico-paziente diventa un’amicizia profonda che viola la deontologia della psicoterapeuta, ma che è sentita da entrambe come un dono prezioso e irrinunciabile.
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Le guide del tramonto

Fine del XX secolo: una razza aliena giunge sulla Terra. Gigantesche astronavi occupano i cieli del pianeta ma i Superni – così gli uomini chiamano i misteriosi visitatori che per decenni non si mostrano e limitano quanto più possibile i contatti – non hanno intenti bellicosi. Usano i loro straordinari poteri non per conquistare il nostro mondo, ma per imporre la fine di ogni ostilità. Tutte le risorse precedentemente destinate agli armamenti vengono così dirottate verso il progresso e inizia una vera Età dell’Oro. Un lungo periodo di pace e prosperità durante il quale però i Superni non consentono viaggi ed esplorazioni spaziali: «Le stelle non sono per l’uomo» avvertono. Solo Jan Rodricks, inquieto astrofisico, continua a chiedersi cosa ci sia oltre l’atmosfera e cerca un modo per aggirare il divieto. In tutta la narrazione fantascientifica di Arthur C. Clarke il tema di fondo è l’avventura della razza umana fra i misteriosi fondali dell’universo, l’enigma del nostro destino fra gli astri. Nelle Guide del tramonto, pubblicato originariamente nel 1953, particolarmente intensa e struggente risuona la nota metafisica, personificata da queste misteriose figure dall’aspetto di demoni giunte sulla Terra con un progetto più alto per l’umanità che non la mera sopravvivenza.

Guida all’impero per la gente comune

«*Una veemente requisitoria contro i molti governatori folli del pianeta.*»
**Corrado Augias, il Venerdì di Repubblica su Guida all’impero per la gente comune**
«*Nelle mani di Arundhati le parole diventano armi, le armi dei movimenti di massa.*»
**Naomi Klein**
«*La polemica di Arundhati Roy è importante e necessaria… dobbiamo esserle grati per il suo coraggio e il suo talento.*»
**Salman Rushdie**
«’Sta scrivendo un altro libro?’ mi chiedono tutti i giornalisti che incontro. Trovo irritante questa domanda. Un altro libro. Proprio ora, quando è totale il disprezzo che la propaganda di guerra mostra per l’arte, la letteratura e tutto ciò che definisce la civiltà. Che libro dovrei scrivere?»
In realtà, dopo il successo internazionale del Dio delle piccole cose, Arundhati Roy ha continuato a scrivere. Ma lo ha fatto inseguendo la passione politica, quella che la porta a prendere coraggiosamente posizione sulle questioni più controverse. Ne è testimonianza questa raccolta di saggi, in cui la scrittrice indiana si interroga sul senso delle strategie dei poteri politici ed economici, locali o globali, e denuncia la retorica nazionalista, religiosa e bellicista che sta devastando intere società e singole coscienze e insidiando non solo le democrazie del Terzo Mondo – tra cui l’India, il suo paese – ma anche quelle dell’Occidente, a cominciare dagli Stati Uniti. E, che parli dell’11 settembre, della guerra all’Iraq e della possibilità di contrastare l’«impero» – i temi principali attorno ai quali ruota tutta la prima parte del libro – o, come nella seconda parte, dello sciopero della fame per la valle del Narmada e del conflitto politico-religioso del Gujarat, anticipa brani di una storiografia diversa da quella ufficiale, al cui centro sono le donne e gli uomini, i loro sentimenti e le loro culture, i loro bisogni e le loro speranze.
«*Gli scrittori di successo si accontentano del successo e cercano casomai di ripeterlo. Arundhati Roy si è servita del successo per farsi avanti come attivista dentro tante battaglie politiche ed ecologiche che riguardano il suo Paese e non solo…*»
**Goffredo Fofi, Il Sole 24 Ore**
«*Arundhati Roy oppone al terrore, a ogni terrore, la forza del sogno.*»
**La Stampa**
«*I suoi saggi sono la prova del suo talento come scrittrice e del suo coraggio di cittadina. Con la sua presenza e i suoi testi lotta contro un mondo che sceglie la guerra come strumento di governo e sceglie investimenti che in India come altrove distruggono l’ambiente e le economie locali.*»
**il Manifesto**
«*L’autrice è una donna che mette tutta se stessa nei suoi ideali. Con passione e rabbia.*»
**Chicca Gagliardo, Glamour**
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### Sinossi
«*Una veemente requisitoria contro i molti governatori folli del pianeta.*»
**Corrado Augias, il Venerdì di Repubblica su Guida all’impero per la gente comune**
«*Nelle mani di Arundhati le parole diventano armi, le armi dei movimenti di massa.*»
**Naomi Klein**
«*La polemica di Arundhati Roy è importante e necessaria… dobbiamo esserle grati per il suo coraggio e il suo talento.*»
**Salman Rushdie**
«’Sta scrivendo un altro libro?’ mi chiedono tutti i giornalisti che incontro. Trovo irritante questa domanda. Un altro libro. Proprio ora, quando è totale il disprezzo che la propaganda di guerra mostra per l’arte, la letteratura e tutto ciò che definisce la civiltà. Che libro dovrei scrivere?»
In realtà, dopo il successo internazionale del Dio delle piccole cose, Arundhati Roy ha continuato a scrivere. Ma lo ha fatto inseguendo la passione politica, quella che la porta a prendere coraggiosamente posizione sulle questioni più controverse. Ne è testimonianza questa raccolta di saggi, in cui la scrittrice indiana si interroga sul senso delle strategie dei poteri politici ed economici, locali o globali, e denuncia la retorica nazionalista, religiosa e bellicista che sta devastando intere società e singole coscienze e insidiando non solo le democrazie del Terzo Mondo – tra cui l’India, il suo paese – ma anche quelle dell’Occidente, a cominciare dagli Stati Uniti. E, che parli dell’11 settembre, della guerra all’Iraq e della possibilità di contrastare l’«impero» – i temi principali attorno ai quali ruota tutta la prima parte del libro – o, come nella seconda parte, dello sciopero della fame per la valle del Narmada e del conflitto politico-religioso del Gujarat, anticipa brani di una storiografia diversa da quella ufficiale, al cui centro sono le donne e gli uomini, i loro sentimenti e le loro culture, i loro bisogni e le loro speranze.
«*Gli scrittori di successo si accontentano del successo e cercano casomai di ripeterlo. Arundhati Roy si è servita del successo per farsi avanti come attivista dentro tante battaglie politiche ed ecologiche che riguardano il suo Paese e non solo…*»
**Goffredo Fofi, Il Sole 24 Ore**
«*Arundhati Roy oppone al terrore, a ogni terrore, la forza del sogno.*»
**La Stampa**
«*I suoi saggi sono la prova del suo talento come scrittrice e del suo coraggio di cittadina. Con la sua presenza e i suoi testi lotta contro un mondo che sceglie la guerra come strumento di governo e sceglie investimenti che in India come altrove distruggono l’ambiente e le economie locali.*»
**il Manifesto**
«*L’autrice è una donna che mette tutta se stessa nei suoi ideali. Con passione e rabbia.*»
**Chicca Gagliardo, Glamour**

Guida agli animali fantastici

In questa Guida agli animali fantastici ci sono i prodigiosi esseri che circolavano liberamente nel mondo antico, ippocentauri, manticore, remore, sirene, ircocervi, e che oggi non circolano più, né lo potrebbero, con tutte le regole autostradali, la coltivazione industriale delle campagne, la deforestazione, gli antiparassitari, il traffico marittimo e altro ancora. Ma in mezzo a loro, altrettanto fantastici, ci sono gli animali che sono rimasti e si incontrano comunemente, il pollo, ad esempio, con il suo sguardo sospettoso e un po’ sprezzante, o le formiche, sempre di corsa e preoccupate per la crisi economica, o le api, socialiste imperterrite fin dalla nascita, o la mucca che rumina e riflette. Che idee avranno su di noi? Sulla vita e sulla morte? Ne sapranno qualcosa o faranno finta di niente? Questi esseri molto prossimi, nostri parenti stretti, però anche distanti come gli extraterrestri, li si può stare a guardare per ore in un prato, o veder traversare come apparizioni una strada, o passare in cielo mentre migrano in Africa: esseri meravigliosi e misteriosi quanto le specie fantastiche e inesistenti. E da ultimo c’è l’animale forse più fantastico di tutti, senza piume, a due gambe, spettatore del grande spettacolo dell’universo. «Quell’animale che guarda in cielo e dice: cosa sono quei lumini sospesi? E risponde: le stelle. Perché nessun altro animale le ha mai notate, nel corso di tanti milioni di anni e di tante notti stellate che sono passate su questo pianeta.» L’animale chiamato uomo.

Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen

Il 13 luglio 1910 Walter Dew, ispettore capo di Scotland Yard, detto Blue Serge per i suoi abiti inappuntabili ed eleganti, rinviene nella cantina della casa londinese del dottor Hawley Harvey Crippen i resti, orribilmente ben conservati, di Cora Crippen, consorte del dottore scomparsa tempo addietro. Piú giovane di una quindicina d’anni di Crippen, avvenente e sensuale bellezza, Cora era nota col nome d’arte di Belle Elmore quando cantava ‘a pagamento agli smoking concerts’ e si esibiva alla Società delle Signore del Music Hall, di cui era illustre membro. Il ritrovamento dei suoi resti nella sua casa di Hilldrop Crescent ha un’eco enorme allorché Scotland Yard rende pubblico che il marito della vittima, il dottor Hawley Harvey Crippen si è dato alla fuga insieme con la sua giovane assistente Ethel Clara Le Neve, un’affascinante ragazza con labbra carnose e grandi occhi grigi. Il Times ribattezza il misterioso delitto ‘l’omicidio della cantina’. Il Daily Mirror pubblica le foto della casa e della coppia di fuggiaschi. Il caso cattura l’attenzione dei giornali esteri e in breve la notizia dei resti trovati al numero 39 di Hilldrop Crescent diviene oggetto di conversazione a colazione per i lettori di New York come per quelli di Istanbul. In tutto il paese si scatena una gigantesca caccia all’uomo alla ricerca di Crippen e di Miss Le Neve. Nell’estate del 1910 Gugliemo Marconi è in mezzo all’Oceano, viaggia ininterrottamente per mare. In primavera, Beatrice, sua moglie, ha dato alla luce un maschio, ma Marconi non le è accanto. I fasti del Premio Nobel per la fisica vinto l’anno prima per la telegrafia sono già un ricordo del passato nella sua mente, occupata da un solo ossessivo pensiero: mostrare che la radiotelegrafia può davvero mettere fine all’isolamento delle navi in mare aperto. Il 22 luglio 1910 dalla nave Montrose, salpata da Anversa e diretta a Québec, in Canada, arriva una inattesa, incredibile conferma di questa possibilità, una dimostrazione che elettrizza il mondo e fa per sempre piazza pulita dei dubbi residui. Llewellyn Jones, uomo della compagnia di Marconi a bordo, radiotelegrafa il seguente messaggio alla Canadian Pacific di Liverpool, proprietaria della nave: ‘Abbiamo seri motivi di ritenere che Crippen… e suo complice siano tra passeggeri imbarcati. Ha tagliato baffi. Complice vestito da ragazzo voce modi e costituzione indubbiamente femminili’.

(source: Bol.com)

I guerrieri della notte

The basis for the cult-classic film *The Warriors* chronicles one New York City gang’s nocturnal journey through the seedy, dangerous subways and city streets of the 1960s. Every gang in the city meets on a sweltering July 4 night in a Bronx park for a peace rally. The crowd of miscreants turns violent after a prominent gang leader is killed and chaos prevails over the attempt at order. *The Warriors* follows the Dominators making their way back to their home territory without being killed. The police are prowling the city in search of anyone involved in the mayhem. An exhilarating novel that examines New York City teenagers, left behind by society, who form identity and personal strength through their affiliation with their “family,” *The Warriors* weaves together social commentary with ancient legends for a classic coming-of-age tale. This edition includes a new introduction by the author.

Guerrieri d’inverno

Eoni fa i demoni avevano un corpo e seminavano il terrore tra gli uomini. Tre re e un mago, chiamato Emsharas, unirono le loro forze per combatterli e riuscirono a confinarli, grazie al Grande Incantesimo, in un’altra dimensione. Ora Anhtart, il Signore dei Demoni, è tornato tra gli umani sotto mentite spoglie. La sua intenzione è quella di far tornare il suo popolo sulla Terra, e per fare ciò deve sacrificare i tre re. Il demone riesce a uccidere l’imperatore di Ventria, e Skanda, il re dei Drenai. Non gli rimane che portare sull’altare sacrificale il figlio di Skanda che presto nascerà dalla moglie, la regina Axiana. Ma tre vecchi militari Drenai in congedo si opporranno ai suoi piani e decideranno di difendere la sovrana. Sono lo spadaccino e giocoliere di colore Nogusta, il malinconico e raffinato arciere di nome Kebra e il rude e leale lottatore Bison.

La guerra interminable

La guerra interminable, considerada por la prestigiosa  Kirkus Review la mejor obra de Joe Haldeman y galardonada con los premios Nebula, Hugo y Locus de 1974, a menudo se ha interpretado como una réplica a la ideología subyacente en Tropas del espacio, de Robert Heinlen. En ella aborda Haldeman dos de los grandes temas de la literatura de todos los tiempos, la guerra y el amor, enmarcándolos en un conflicto bélico interplanetario de larga duración. Pero es sobre todo por la perfecta creación de personajes y por el tratamiento dado a sus motivaciones por lo que esta novela ha gozado de un sostenido éxito que le ha llevado más allá de los aficionados al género. Traza la historia personal de un militar y de sus conflictos para relacionarse con sus congéneres. Veterano de Vietnam, no hay duda de que Haldeman nos ofrece en esta aventura en el espacio la más autobiográfica de sus obras, y el protagonista, Mandella, es posiblemente uno de los  antihéroes más inolvidables que jamás haya creado este autor.   Si bien situada en el espacio, en una guerra de larguísima duración entre la Tierra y los taurinos, esta obra es un duro alegato contra la consideración de los soldados como mera carne de cañón. La historia del soldado Mandella, que gradualmente va ascendiendo en el escalafón militar, es la de un hombre, que por el hecho de viajar a la velocidad de la luz, cada vez que regresa a la Tierra la encuentra más cambiada e irreconocible, lo que provoca una situación de desencuentro e incompresión entre él y sus familiares y amigos. La preparación por parte del prestigioso director Ridley Scott de una versión cinematográfica de la novela vuelve a poner de actualidad esta historia.  Esta nueva edición incluye el prólogo, en el que el propio autor cuenta cómo su primera novela pasó de ser rechazada reiteradamente a convertirse en un extraordinario éxito que le permitió dedicarse profesionalmente a la literatura.  Próximamente se publicará la continuación de esta obra La paz interminable.
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