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Weekend di terrore

A Dos Rios, California, sta per essere inaugurata una nuova riserva dedicata ai grandi felini. Tigri, pantere e leoni vivono in grandi recinti separati e chiusi da portali di sicurezza. Una troupe televisiva si reca sul posto per girare uno special. Con lei c’è il sindaco, i suoi bambini, il dottor Kurnitz, responsabile della riserva, e pochi altri. Alla fine delle riprese, nel primo pomeriggio, il gruppo si separa. I bambini vogliono vedere le pantere nere, ma quando giungono in prossimità del recinto, la baby-sitter si accorge che il cancello è spalancato. Gli ospiti si rendono conto di essere chiusi all’interno della riserva e che i portali di sicurezza di tutti i recinti sono stati aperti.

Web Site. Strategie per un progetto web vincente

Oggi internet gioca un ruolo rilevante nella vita delle persone e chiunque, ormai, può creare e possedere un sito web. Non tutti sanno, però, quali azioni, tecniche e strategie adottare. “Web site” rappresenta un punto di riferimento concreto, oltre che una guida teorica, per chi vuole realizzare un progetto vincente, ossia in grado di ottenere buoni risultati in termini di acquisizione, soddisfazione e fidelizzazione dei visitatori online.

Watt

Scritto durante la guerra, “Watt” è il terzo romanzo dello scrittore irlandese e l’ultimo redatto in inglese. Vi si narra la storia di un uomo di mezza età e di “cultura universitaria”, Watt, che va a servire nella casa di un certo signor Knott, in uno strano rapporto molto simile alla vita: si viene, si cerca di capire perché e da dove si è venuti, si ha la sensazione di raggiungere qualche meta e alla fine bisogna andarsene.

Walhalla

Giugno 1035. In un luogo imprecisato dell’America settentrionale, una colonia vichinga viene spazzata via dai nativi americani, ma i superstiti riescono a nascondere in una caverna alcune navi colme di tesori. Luglio 2003, mar dei Caraibi. Durante il suo viaggio inaugurale, la Emerald Dolphin, una lussuosa nave da crociera dai rivoluzionari motori a propulsione idrica, prende improvvisamente fuoco; inspiegabilmente gli impianti di allarme non entrano in funzione, perciò, in poco meno di due ore, la nave cola a picco. In soccorso dei passeggeri giunge la Deep Encounter della NUMA, comandata da Dirk Pitt, il quale comincia ad indagare sulle cause dell’incidente.
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Walden ovvero Vita nei boschi

Nel luglio 1845, Henry Thoreau lasciava la sua cittadina natale per andare a vivere in una capanna nei boschi del vicino lago di Walden. Il suo voleva essere un esperimento, che assumeva però risvolti politici e sociali insieme: era una scelta di ‘disobbedienza civile’ verso una società di cui non condivideva gli ideali mercantili. Nell’introduzione Piero Sanavio spiega come il vagabondo di Walden, nel suo solitario rapporto con la natura, ricercasse un alfabeto segreto: quello del mitico New England di due secoli prima, dimensione morale, estetica e metafisica, prima ancora che semplice territorio geografico.

Vuoto assoluto

Questo è un libro che non esiste, come dichiara il suo titolo. Non che le sue pagine siano bianche: si tratta invece di una raccolta di recensioni a romanzi, racconti, saggi mai scritti, di autori immaginari. Nell’introduzione anch’essa mai scritta, ma appena citata si legge: «Le letterature ci hanno parlato fin qui di personaggi immaginari. Noi ci spingeremo più in là: immaginarie saranno le opere… Scrivere un romanzo è un modo di perdere la propria libertà creativa. Recensire libri, poi, è galera ancor più ignobile. Dello scrittore si può dire quanto meno che si è imprigionato da solo nel soggetto che ha scelto. Ma il critico è in una condizione assai peggiore: come il galeotto al suo banco, il recensore è inchiodato all’opera che esamina. Lo scrittore perde la libertà nei propri, il critico nei libri altrui». Ma se l’opera è immaginaria e immaginaria la critica, ciò significa riacquistare il massimo della libertà d’invenzione, salpare per un viaggio dove il nulla coincide con la realtà. Unico ancoraggio, la recensione in testa al volume — il cerchio si chiude prima di aprirsi — che è una stroncatura proprio di Vuoto assoluto: Lem contesta se stesso prima di iniziare. Il nulla che parla di sé, il critico che dichiara di essere tutt’uno con l’autore inesistente di inesistenti opere. Il paradosso dilaga fino a investire e mettere in forse l’esistenza di chi legge. E quel che si vuole. Lem è universalmente noto come uno dei massimi scrittori di fantascienza e dai suoi romanzi sono stati tratti film famosi come Solaris. Ma questo è un altro Lem, poco noto, per noi fino ad oggi inedito, ma più interessante e geniale. E un Lem saggista o pseudosaggista, autore di prose che mimano il discorso scientifico a fini letterari o filosofici. L’imitazione è il suo tema costante. Che cos’è imitazione e che cos’è realtà è difficile dirlo, soprattutto di questi tempi. La personetica, ad esempio (in Non serviam, una delle recensioni di questo libro) è la scienza della simulazione su computer di esseri dotati di coscienza. L’essenza di queste creature, ci spiega Lem, è puramente matematica, dunque assolutamente immateriale (il supporto materiale è un normale calcolatore). Però esse soffrono, godono, pensano. Imitano gli uomini o sono uomini? E gli uomini, non saranno anch’essi di essenza puramente matematica? Che cos’è mai la materia, questa «cosa» per eccellenza, che tocchiamo e crediamo esista al di là di ogni dubbio, mentre conoscerla significa poi vederla svanire in astrazioni? La scienza non più occasione ma oggetto di letteratura. L’universo come gioco, la Fisica Intenzionale, la cultura di massa dell’isola di Robinson, la rigorosa dimostrazione, che porta all’assurdo della teoria delle probabilità, dell’impossibilità della vita. Questi alcuni dei temi delle recensioni. L’ultima, una lezione Nobel, spiega come una nuova cosmogonia scientifica sia sorta dalla lettura di un’opera letteraria (alla Lem), che dà input a un universo creato perciò dall’arte e dalla finzione. Un gioco di specchi che sfiora la vertigine.

Il vuoto alle spalle

Ettore Castiglioni morì nel marzo del 1944, a trentacinque anni, esattamente come aveva previsto e annotato nel suo diario tanto tempo prima. Figura emblematica dell’alpinismo fra le due guerre, fu esploratore solitario, scrittore, straniero in ogni luogo tranne che sulle montagne. Ne Il vuoto alle spalle Marco Albino Ferrari ci presenta, però, un Castiglioni inedito nel quale l’alpinista si fonde con l’intellettuale e con il partigiano. Un uomo che, rifugiatosi con i compagni in una baita in alta Valpelline dopo l’8 settembre, guidò attraverso le montagne i profughi del fascismo mettendo giorno dopo giorno a repentaglio la vita tra scalate e lunghe marce in alta quota. E al sua missione sembra possa continuare indisturbata fino a quando, in un clima di crescente agitazione, qualcosa va storto. Dopo un primo periodo di prigionia in Svizzera, Ettore Castiglioni verrà catturato nuovamente riuscendo, però poi a fuggire. Verrà ritrovato solo alcuni mesi dopo, sul ghiacciaio del Forno, a un passo dalla salvezza, morto congelato. Grazie alla ricostruzione che Ferrari fa non tanto degli eventi, quanto delle motivazioni che spinsero l’alpinista verso morte certa, la figura di Castiglioni emerge nella sua affascinante complessità e interezza, e insieme a lui uno spaccato della nostra storia così recente eppure così spesso poco conosciuta.

Vuol vedere Praga d’oro?

La bottega di un macellaio geloso, le orge fallite in un albergo, un mercante di pelli che ha la mania di dipingersi la casa (mobili compresi), una scuola di ballo senza donne… Sono alcuni dei personaggi e degli ambienti scelti da Bohumil Hrabal per rivelarci un mondo tragico, ridicolo e così autentico da risultare surreale. Scritte in uno stile originalissimo, le storie che compongono questa raccolta scaturiscono da una grande passione per il raccontare, quasi da un’interna e vitale necessità: sono storie che presentano realtà grottesche, ma possiedono un incanto segreto e impalpabile, quello che lo stesso autore ha definito “l’ironia praghese”, una raffinata commistione di drammaticità e umorismo bizzarro che richiama alla mente Kafka e Hasek, i due padri spirituali di Hrabal.
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Vulcano 3

Obiettivo, imparziale e iper razionale, “Vulcano 3” ha tutte le caratteristiche per essere il sovrano perfetto. Il gigantesco computer onnipotente detta la linea politica nel migliore interesse di tutti i cittadini, o almeno, questa è l’idea. Ma quando la macchina – le cui regole sono indipendenti da caos e guerra – comincia a perdere il controllo sul movimento di fanatici religiosi chiamati i Guaritori, che predicano la sua distruzione e la partecipazione attiva dei cittadini alla cosa pubblica, si scatena l’inferno. William Barris, il Direttore del Nordamerica, è lacerato dai conflitti morali: lui è potenzialmente l’unica persona in grado di impedire che la battaglia per il controllo del potere distrugga il mondo, ma prima deve decidere da che parte stare. Scritto nel 1960, il romanzo paranoico di Philip K. Dick immagina uno stato totalitario in cui i robot terrorizzano i cittadini e la libertà è solo uno scherzo assurdo.
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La Vucciria

“Io, Agonzio Calandrino, cordaro, che ho bottega in una via della piazza di grascia detta Bocceria Grande… trovatomi la matina dello cinco settembriro de lo mille e seicento e cinco inanzi alla bottega intento a certe cassette rassettare, vidi nel negotio de davanti a lo mio ov’è vendita di panni per vestimenti e tela d’olona una giovine femina assai di personale aitanza e opulentia nonché mirabile per copia e lucidezza di chiome…” Così inizia il racconto di Andrea Camilleri direttamente ispirato al famoso quadro di Renato Guttuso dedicato alla Vucciria, il più grande e più famoso mercato di frutta e verdura, di pesci e di carne di Palermo. “Un narratore o un commediografo, davanti alla Vucciria, avrebbero materia di scrittura sino alla fine dei loro giorni,” scrive Camilleri. “La vucciria la conosco bene. Negli anni ’44-’47 frequentavo l’università di Palermo e quasi ogni giorno mi ci recavo per mangiarmi ‘u panu cu ‘a meusa di cui ero ghiottissimo. Era un luogo che apriva la fantasia. Perché era un luogo dov’erano possibili accadimenti impossibili altrove.” Il libro è completato da una prefazione di Fabio Carapezza Guttuso che racconta come venne dipinto il quadro, la sua simbologia, e la sua collocazione finale. Il volume è illustrato dai numerosi particolari del quadro e da diverse fotografie scattate dallo stesso Guttuso nel mercato come preparazione al dipinto.
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La Vucciria

“Io, Agonzio Calandrino, cordaro, che ho bottega in una via della piazza di grascia detta Bocceria Grande… trovatomi la matina dello cinco settembriro de lo mille e seicento e cinco inanzi alla bottega intento a certe cassette rassettare, vidi nel negotio de davanti a lo mio ov’è vendita di panni per vestimenti e tela d’olona una giovine femina assai di personale aitanza e opulentia nonché mirabile per copia e lucidezza di chiome…” Così inizia il racconto di Andrea Camilleri direttamente ispirato al famoso quadro di Renato Guttuso dedicato alla Vucciria, il più grande e più famoso mercato di frutta e verdura, di pesci e di carne di Palermo. “Un narratore o un commediografo, davanti alla Vucciria, avrebbero materia di scrittura sino alla fine dei loro giorni,” scrive Camilleri. “La vucciria la conosco bene. Negli anni ’44-’47 frequentavo l’università di Palermo e quasi ogni giorno mi ci recavo per mangiarmi ‘u panu cu ‘a meusa di cui ero ghiottissimo. Era un luogo che apriva la fantasia. Perché era un luogo dov’erano possibili accadimenti impossibili altrove.” Il libro è completato da una prefazione di Fabio Carapezza Guttuso che racconta come venne dipinto il quadro, la sua simbologia, e la sua collocazione finale. Il volume è illustrato dai numerosi particolari del quadro e da diverse fotografie scattate dallo stesso Guttuso nel mercato come preparazione al dipinto. .

Vortice: romanzo

Da qualche parte, in un’area sperduta del Pacifico battezzata “vortice dell’oceano”, spariscono misteriosamente decine di navi, senza lasciare traccia. Ma quando a scomparire è lo Starbuck, l’arma nucleare più potente mai realizzata dagli Stati Uniti, è il momento per Dirk Pitt di entrare in azione. Una sfida quasi impossibile contro il tempo, prima che l’ordigno nucleare esploda, una lotta impari contro forze sconosciute che sembrano provenire da un altro pianeta, una trappola mortale che trascina Dirk Pitt negli abissi oceanici, in un vortice di avventure mozzafiato.

Vortice

Da qualche parte, in un’area sperduta del Pacifico battezzata “vortice dell’oceano”, spariscono misteriosamente decine di navi, senza lasciare traccia. Ma quando a scomparire è lo Starbuck, l’arma nucleare più potente mai realizzata dagli Stati Uniti, è il momento per Dirk Pitt di entrare in azione. Una sfida quasi impossibile contro il tempo, prima che l’ordigno nucleare esploda, una lotta impari contro forze sconosciute che sembrano provenire da un altro pianeta, una trappola mortale che trascina Dirk Pitt negli abissi oceanici, in un vortice di avventure mozzafiato.
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Il volto della paura

New York. C’è un maniaco scatenato nelle strade della metropoli. E’ il Macellaio. Il suo nemico più pericoloso non è la polizia, ma il sensitivo Graham Harris, che in una trasmissione televisiva ha incautamente rivelato di poter svelare l’identità del mostro. Ma non ha fatto i conti con la lucida determinazione del suo avversario: e così una sera il grattacielo di Manhattan dove il sensitivo e la fidanzata Connie sostano fino a tardi diventa una trappola mortale. Harris deve liberarsi entro l’alba, e c’è qualcosa del Macellaio che egli purtroppo ignora…
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Il volto della morte

In una discarica alla periferia di Mosca viene trovato il cadavere di una ragazza morta strangolata, Mila Shirokova. La lista dei sospetti è piuttosto lunga perché lo stile di vita della donna era a dir poco disinibito e molti avevano motivo di odiarla: Strelnikov, l’amante ripetutamente tradito, la moglie di lui, che assieme al marito temeva di perdere l’agiatezza, Ljuba, l’amica ingannata. Ma ognuno di loro sembra avere un alibi di ferro. Con la morte di Ljuba, che si suicida proclamandosi innocente, la polizia perde il più probabile indiziato e deve ritornare al punto di partenza.
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I volti della menzogna

Sapendo che cosa cercare nei volti, nella voce, nell’atteggiamento e nelle parole, noi possiamo scoprire gli indizi che rivelano la menzogna. In questo libro Paul Ekman, un’autorità riconosciuta per lo studio della psicologia delle emozioni e della comunicazione non verbale, rivela le più ingegnose tecniche di ricerca applicate all’esplorazione di alcuni degli impulsi più profondi del comportamento umano. Questa nuova edizione comprende quattro nuovi capitoli tra cui Microespressioni, mimiche sottili e segnali di pericolo e La menzogna nella vita pubblica. Quest’ultimo capitolo, ricco di considerazioni personali dell’autore, scandite da una riflessione sistematica sulla natura della menzogna, offre interessanti chiavi di lettura della società contemporanea. Alla figura e al lavoro di Paul Ekman, in particolare a questo suo libro, si è ispirata la celebre serie americana Lie to me, interpretata da Tim Roth. Titolo originale: “Telling lies. Clues to deceit in the marketplace, politics, and marriage” (1985, 2009).