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L’uomo che amava troppo

In un bosco, vicino ad Augsburg, viene scoperto il cadavere di una ragazza brutalmente uccisa. La polizia brancola nel buio e la sorella della vittima, Lisa, si trova a fare i conti con il proprio passato per ricucire, almeno nella memoria, un rapporto con la sorella che si era allontanata da casa sei anni prima per non dare più notizie di sé. Nel frattempo, a centinaia di chilometri di distanza, a Francoforte, una giovane donna si suicida buttandosi dal balcone sotto gli occhi sconvolti di una testimone, Leona Dorn. Per Leona, abbandonata improvvisamente dal marito per un’altra, il tragico episodio di cui è stata testimone si trasforma in un punto di svolta di una vita che è uscita dai consueti binari e che rischia di prendere una piega molto pericolosa… Due vicende separate e che invece risulteranno strettamente intrecciate, due misteri da risolvere che confluiranno in un unico mistero.

L’uomo che amava le tenebre

Il giovane e affermato scrittore Christopher Snow è affetto da una rara malattia genetica che lo rende pericolosamente vulnerabile alla luce, costringendolo a un’esistenza notturna. Nel mondo di tenebre in cui vive, assiste a una serie di allarmanti episodi che lo proiettano nel cuore di un terribile enigma, qualcosa che lo obbligherà a fare appello a tutte le sue forze per affrontare gli inspiegabili eventi che accadono intorno a lui.
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L’uomo cannone

Non è facile per l’ispettore Bagni destreggiarsi nel caso della cascina, venti chilometri dalla Città di M. Giovani immigrati assassinati, morie di pecore, pastori prematuramente deceduti. E personaggi potenti, molto potenti. Tutto comincia con l’arresto di un uomo elegante e ricoperto di sangue. Offre risposte sconclusionate a un terzetto di detective parecchio stufi di essere presi in giro. Quella sera scoppierà un caso clamoroso. O forse non scoppierà affatto, dipende dal Diavolo. E anche da Bagni: se sarà capace di decidere in fretta, prima che altri decidano per lui.

L’uomo caduto dal tetto del mondo (La Gaja scienza)

Londra, 1909. Chi era davvero John Stone, facoltoso industriale londinese e burattinaio occulto della grande finanza mondiale, misteriosamente precipitato dalla finestra della propria abitazione in St James’s Square? Se lo chiede Matthew Braddock, cronista di nera completamente estraneo all’ambiente della Borsa, che dopo il funerale di Stone viene ingaggiato dalla giovane e avvenente vedova per cercare un figlio misterioso citato nel testamento del marito. Inizia così un travolgente romanzo costruito a cerchi concentrici, in cui il lettore percorre a ritroso l’irresistibile ascesa di Stone, cominciata a Venezia e a Parigi, in parallelo alla scalata sociale di sua moglie Elizabeth, donna dal passato torbido e inconfessabile, forse all’origine della nemesi che si abbatterà all’improvviso su uno degli uomini più potenti e scaltri del pianeta.
Con L’uomo caduto dal tetto del mondo l’autore della Quarta verità ci consegna un altro romanzo di limpida eleganza, perfetto nell’impianto narrativo e magistrale nell’ambientazione storica.
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### Sinossi
Londra, 1909. Chi era davvero John Stone, facoltoso industriale londinese e burattinaio occulto della grande finanza mondiale, misteriosamente precipitato dalla finestra della propria abitazione in St James’s Square? Se lo chiede Matthew Braddock, cronista di nera completamente estraneo all’ambiente della Borsa, che dopo il funerale di Stone viene ingaggiato dalla giovane e avvenente vedova per cercare un figlio misterioso citato nel testamento del marito. Inizia così un travolgente romanzo costruito a cerchi concentrici, in cui il lettore percorre a ritroso l’irresistibile ascesa di Stone, cominciata a Venezia e a Parigi, in parallelo alla scalata sociale di sua moglie Elizabeth, donna dal passato torbido e inconfessabile, forse all’origine della nemesi che si abbatterà all’improvviso su uno degli uomini più potenti e scaltri del pianeta.
Con L’uomo caduto dal tetto del mondo l’autore della Quarta verità ci consegna un altro romanzo di limpida eleganza, perfetto nell’impianto narrativo e magistrale nell’ambientazione storica. 

L’uomo a una dimensione

Scritto in inglese nel 1964 e pubblicato nel 1967 in Europa e in Italia, L’uomo a una dimensione, a suon di centinaia di migliaia di copie,fece di Herbert Marcuse il maestro della nuova sinistra,che in quegli anni andava mettendo vigorose radici nelle università europee. Nel libro di Marcuse i giovani del ’68 trovarono gli argomenti e le parole atte a dare forma definita a un’idea che in modo meno articolato circolava già da tempo in Europa, l’idea che le società europee, uscite ormai da vent’anni dall’esperienza del fascismo e della guerra e dedicatesi con devozione alla pratica della democrazia,fossero in realtà, ciascuna a suo modo,forme di “società bloccata”, sul piano sia politico sia culturale e ideale.
A oltre trent’anni dalla sua apparizione, e nonostante i non pochi elementi rimasti ancorati a uno scenario politico e sociale profondamente diverso da quello attuale, L’uomo a una dimensione, una delle più radicali disamine e contestazioni della condizione umana nelle società industriali avanzate, non ha certo esaurito la forza del suo impatto critico e polemico. L’attualità dell’opera non è soltanto legata al persistere delle stesse distorsioni, nelle società industriali avanzate, che il suo autore intravvide all’epoca con lucidità. È la storia più recente che si è incaricata di restituire al libro un’inquietante presa diretta.

L’uomo a rovescio

Ma è davvero un lupo che uccide le pecore tra le montagne del Mercantour? Mentre superstizioni e leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è un animale, potrebbe essere un lupo mannaro. E quando una donna viene ritrovata sgozzata, il dubbio diventa certezza.

Uomini e no

Lampi d’umanità e d’amore nella torva, violenta Milano del 1944. La stagione più dura della Resistenza in uno dei migliori romanzi del dopoguerra, una delle pagine più alte della nostra letteratura civile.
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### Sinossi
Lampi d’umanità e d’amore nella torva, violenta Milano del 1944. La stagione più dura della Resistenza in uno dei migliori romanzi del dopoguerra, una delle pagine più alte della nostra letteratura civile.

Uomini di mais

Uomini di mais non è un fiume che si può navigare dalla sorgente alla foce seguendo un unico percorso, un’unica rotta. È piuttosto come la foresta tropicale che del romanzo è protagonista: un intrico, un intreccio di passioni, di racconti, di metamorfosi in cui farsi largo. Volendo trovarvi un centro, un protagonista, possiamo pensare a Goyo Yic, che attraversa le montagne in cerca della moglie fuggita, o a Nicho Aquino, misterioso uomo-coyote, oppure a Gaspar Ilóm, eroe mitico e poderoso guerriero, incarnazione della lotta del popolo guatemalteco che rivendica il proprio diritto a coltivare il mais senza scopi commerciali. Perché dal mais non dipende solo la sopravvivenza fisica dei contadini discendenti dei Maya, ma anche quella della loro cultura, che trae diretta origine dal Popol Vuh, il libro sacro. E proprio partendo dalle leggende, dalle tradizioni, dal sistema di credenze contenute in questo testo che Asturias, facendo incontrare la poesia surrealista con le suggestioni delle civiltà precolombiane, dà vita a un grande affresco di storie e personaggi che è al tempo stesso un lucido manifesto politico di denuncia.

L’uno dall’altro

Bernie Gunther, l’iconoclasta detective privato della serie di thrillers storici conosciuta come ‘Trilogia Berlinese’, torna in questo romanzo a fare i conti con la sua vita di prima della guerra solo per trovarsi tradito dal suo passato e braccato ingiustamente come criminale nazista. L’intrico nel quale è caduto inghiotte Gunther nelle sue spire. Non avendo mai nutrito illusioni, Gunther è il narratore ideale di questa oscura vicenda di sporchi patteggiamenti tra vincitori e vinti. Avendo dovuto imparare che non c’è modo di distinguere ‘l’uno dall’altro’, il cinico detective possiede una chiarezza morale sufficiente a penetrare la falsità e l’ipocrisia sia dell’amico che del nemico. (New York Times Book Review)

Unico indizio la luna piena

Il primo urlo agghiacciò la notte del plenilunio di gennaio. A Tarker’s Mills comincia così un anno di terrore. Quando le morti si susseguono ogni mese al plenilunio quello che ciascuno penserà sarà di essere impazzito, eppure è così, ogni notte di luna piena porta con se una morte…

L’unico figlio

«Hanne Wilhelmsen è la piccola grande sorpresa che Anne Holt ci regala¿ ironica, determinata al limite della durezza, elegantemente gay…» Piero Soria, Ttl «Impossibile non restare affascinati dalla detective Wilhelmsen…» Tiziana Lo Porto, D di Repubblica «Ecco, un personaggio cosí è perfetto per raccontare una storia come questa, che dimostra come la società, anche quella norvegese e scandinava, non sia perfetta per niente…» Carlo Lucarelli, la Repubblica In un gelido e plumbeo febbraio norvegese, l’arrivo di un ragazzino in una casa famiglia alle porte di Oslo è causa di grande scompiglio. Il dodicenne Olav infatti, sottratto alla madre dai servizi sociali, pare infinitamente piú duro e indocile degli altri ragazzini e tutti i tentativi di domarlo sembrano fallire. Quando Agnes Vestavik, direttrice della casa famiglia, viene trovata uccisa con un coltello da cucina nel suo ufficio ed emerge che il piccolo Olav è scomparso dopo un brutale litigio con lei, la polizia di Oslo tenta di far luce sul caso. Prima fra tutti l’ispettore capo Hanne Wilhelmsen, che non ci pensa due volte a scendere per le strade di Oslo, tra il peggior degrado ma anche nell’umanità piú dolorosamente viva.

L’undicesimo comandamento

Una religione scismatica ed eretica ha assunto il controllo del mondo e incoraggia, anzi ordina (è appunto questo l’undicesimo comandamento del titolo) al popolo di crescere e procreare in continuazione: il vero, unico peccato mortale per gli uomini è quello di non avere figli. L’opera, che sembra un violento attacco alla Chiesa Cattolica e alla sua opposizione al controllo delle nascite, termina invece con un clamoroso colpo di scena. Il protagonista, che si batte per sconfiggere il potere teocratico, scoprirà che l’undicesimo comandamento è l’unica speranza che ha l’umanità di salvarsi dalla sterilità e di ottenere una selezione della razza umana non inquinata dalle mutazioni genetiche.
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L’undicesima ora: Un’indagine delle donne del Club Omicidi

La villa e il meraviglioso parco che la circonda sono considerati tra gli esempi più spettacolari di edilizia residenziale di San Francisco, tappa fissa dei tour della città. Il proprietario è una star di Hollywood, noto playboy, nel cui passato si nasconde un mistero: l’improvvisa scomparsa della moglie, avvenuta dieci anni prima. L’uomo è uscito pulito dalle indagini, ma l’ombra del sospetto è rimasta sospesa su di lui. Come potrà spiegare, ora, le due teste di donna rinvenute nel patio della sua villa circondate di fiori, in una macabra messinscena? Soprattutto perché l’orrore non si ferma: nel giardino vengono ritrovate altre teste sepolte. Chi erano quelle donne? Chi le ha uccise? Mentre la stampa impazzisce, ventilando le ipotesi più incredibili, la detective Lindsay Boxer, benché aspetti un bambino, lavora senza tregua per venire a capo dell’enigma, aiutata dalle amiche del Club Omicidi, in particolare dall’anatomopatologa Claire Washburn, determinata a dare un’identità alle vittime. E non è l’unico enigma che Lindsay deve risolvere. Un giustiziere misterioso ha infatti deciso di sterminare gli spacciatori della città, usando armi sottratte dal deposito in cui la polizia conserva le prove. Quindi l’assassino porta per forza il distintivo… Ma chi è, dei colleghi di Lindsay? Forse qualcuno molto vicino a lei…

Umiliati e offesi

Pubblicato a puntate nel 1861 sulla rivista “Vremja”, è il primo grande romanzo di Dostoevskij dopo il ritorno dalla deportazione in Siberia. “Umiliati e offesi” è costruito secondo i moduli del romanzo d’appendice in cui colpi di scena, intreccio, estrema inquietudine dei personaggi, tempi narrativi ora bruschi, ora trattenuti, danno vita a una narrazione d’effetto, spesso avvolta nel mistero. L’autore schiera i suoi personaggi su due fronti, secondo una contrapposizione netta tra vizi e virtù, luce e tenebre. Tuttavia, di là dall’epopea avventurosa, la sua capacità di soffrire insieme con i singoli personaggi, l’intensità dei sentimenti che egli infonde, conferiscono una tensione continua a questo romanzo di relazioni impossibili e d’amore.
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Umana avventura

Un uomo che non riesce più a conciliare i sogni con la realtà, che non riesce a far quadrare il bilancio della propria vita personale e familiare. Tra memorie e presagi, tra nuove speranze e vecchi rimpianti, quest’uomo deve combattere la più difficile delle sue battaglie. Un’avventura che comincia con un silenzioso, inquietante miraggio subacqueo, nel mare di Delo. Una storia in cui molti si possono rispecchiare.

Ultramarina: romanzo

Classico racconto di mare nella grande tradizione conradiana, e insieme storia della ruvida iniziazione di un ragazzo alla comunità degli uomini, Ultramarina è il romanzo d'esordio parzialmente autobiografico, nel quale hanno avuto origine e germinazione tutti i temi, le voci e le immagini che ossessionano Malcolm Lowry in Sotto il vulcano. Fu scritto in seguito a un viaggio per mare che l'autore fece tra il 1927 e il 1929, come giovinotto di coperta e poi come aiuto fuochista su un mercantile inglese diretto in estremo Oriente.
Diciottenne, appena diplomato a Cambridge, abitante a Coldy in una casa che s'affacciava sul grande porto di Liverpool, nutrito delle letture di O'Neil e di Conrad, il giovane Lowry aveva il mare nel sangue: insistette e ottenne infine dal padre il permesso di imbarcarsi, prima di entrare all'università. Dagli appunti presi durante il viaggio Lowry trasse due racconti, che fece poi confluire in Ultramarina. Quel viaggio fornì dunque l'ambientazione e lo sfondo del romanzo, nel quale si risente anche l'influsso di Conrad Aiken (Blue Voyage) e di Nordhal Grieg (The Ship Sails On) dalla cui lettura Lowry ricevette una forte impressione. Ma il vero tema di Ultramarina – altamente originale e per i tempi arditamente sperimentale – è il bisogno che sente un ragazzo, Dana Hilliot, di dar prova di sé, uomo fra altri uomini.