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Tre camere e un corpo

Dopo che il Club Real Murder si è sciolto, Aurora Teagarden ha deciso di aiutare la madre che possiede un’agenzia immobiliare. La prima volta che accompagna dei clienti a visitare una casa, Aurora scopre nella camera matrimoniale il cadavere nudo di un’agente immobiliare concorrente. Poi il corpo di un altro agente viene trovato in un’altra casa in vendita, allora per Aurora e sua madre diventa chiaro che è in atto una sorta di guerra tra le agenzie immobiliari per screditare la concorrenza e assumere il controllo del territorio. A questo si aggiunge l’angoscia di Aurora che viene aumentata dalla crescente attrazione da lei provata nei confronti del misterioso Martin Bartell, trasferito a Lawrencetown dalla propria ditta per riorganizzare la fabbrica locale. La coraggiosa, affascinante Aurora si trova a dover scegliere fra il semplice, affidabile pastore della Chiesa episcopale con cui sta avendo una casta relazione, e Martin, un uomo in grado di sconvolgerle l’esistenza. Charlaine Harris è nata nel 1951 a Tunica (Mississippi). Dopo essersi laureata in Lettere presso il Rhodes College di Memphis da oltre vent’anni scrive opere di genere urban fantasy e mystery e i suoi libri sono frequentemente in testa alla classifica dei bestsellet del New York Times. È sposata e madre di tre figli. Tra i suoi successi, ricordiamo, in particolare ciclo di Sookie Stackhouse, che la Delos Books pubblica nella collana Odissea Vampiri finora composto da undici romanzi, dal quale è stata tratta la serie TV True Blood, trasmesse anche in Italia. Grande successo ha anche ottenuto il ciclo di Harper Connelly, una donna in possesso di poteri paranormali, pubblicato nella collana Odissea Streghe.

Tre camerati

Nel 1923 Robert Lohkamp guadagnava duecento miliardi di marchi al mese. Faceva laddetto alla pubblicità di una fabbrica tedesca di articoli di gomma. Veniva pagato due volte al giorno e si precipitava continuamente nei negozi a comperare qualcosa prima che il marco valesse la metà. La vita movimentata al tempo della grande inflazione! Dopo un impiego alle ferrovie in Turingia e un lavoretto come pianista al Café International, alla fine degli Anni Venti Robert Lohkamp non può, tuttavia, dire di passarsela male. Lavora alla ‘Köster & Co.’, lofficina meccanica aperta in una vecchia baracca da Otto Köster e Gottfried Lenz, i commilitoni con cui ha condiviso gli orrori della Grande Guerra. Köster, il comandante della compagnia, ha fatto il pilota daviazione, si è dato alle gare automobilistiche, ha frequentato qualche corso alluniversità prima di votarsi a quello cui è da sempre destinato: riparare automobili. Lenz invece ha girovagato qualche annetto per lAmerica del Sud, poi è tornato allovile o, meglio, alla turbolenta vita tedesca della fine degli anni Venti. Il lavoro allofficina è duro ma Lohkamp, Köster e Lenz sono ancora giovani, sani e forti. Certo di sera riaffiorano le immagini del passato coi loro occhi di morte, ma a quello come antidoto cè lacquavite. O, come accade da un po di tempo a questa parte per Robert Lohkamp, cè Patrice Hollmann. È apparsa un giorno al seguito di un eccentrico industriale, il proprietario di una fabbrica di cappotti che voleva sfidare con la sua lussuosa macchina la vecchia carretta da corsa di Otto Köster, e da allora non è più sparita dalla mente e dalla vita di Lohkamp. Capelli castani e lisci come seta, spalle squadrate, mani sottili, affusolate, viso pallido e occhi grandi dallenergia appassionata, Patrice Hollmann ha il potere di far dileguare dincanto dai pensieri di Robert la desolazione della squallida camera ammobiliata che lo aspetta ogni sera e la disperazione dellesistenza che attraversa il grande paese pronto a riabbracciare lorrore in agguato negli anni Trenta. Terzo libro della trilogia dedicata da Remarque alla Prima guerra mondiale e alla sua tragica eredità, Tre camerati, riproposto ora in una nuova traduzione italiana, è uno dei romanzi più popolari e riusciti del grande scrittore tedesco. Un intenso, personalissimo corpo a corpo con la caducità umana, e lamore e la morte in cui essa si espone.
(source: Bol.com)

Tre atti e due tempi

“Io mi chiamo Silvano ma la provincia è sempre pronta a trovare un soprannome. E da Silvano a Silver la strada è breve”. Con la sua voce dimessa e magnetica, sottolineata da una nota sulfurea e intrisa di umorismo amaro, il protagonista ci porta dentro una storia che, lette le prime righe, non riusciamo piú ad abbandonare. Con “Tre atti e due tempi” Giorgio Faletti ci consegna un romanzo composto come una partitura musicale e teso come un thriller, che toglie il fiato con il susseguirsi dei colpi di scena mentre ad ogni pagina i personaggi acquistano umanità e verità. Un romanzo che stringe in unità fili diversi: la corruzione del calcio e della società, la mancanza di futuro per chi è giovane, la responsabilità individuale, la qualità dell’amore e dei sentimenti in ogni momento della vita, il conflitto tra genitori e figli. E intanto, davanti ai nostri occhi, si disegnano i tratti affaticati e sorridenti di un personaggio indimenticabile. Silver, l’antieroe in cui tutti ci riconosciamo e di cui tutti abbiamo bisogno.
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Travolgente piacere

L’alta società londinese di fine Ottocento è scossa da uno scandalo che vede protagonista Beatrice Weatherly, una sensuale fanciulla dagli occhi di smeraldo e dalla chioma fulva, soprannominata la Sirena di South Mulberry Street perché ha posato nuda per delle foto lascive. Tuttavia sono proprio quelle immagini licenziose ad attirare l’attenzione del torbido libertino Edmund Ritchie, che fa alla ragazza una proposta indecente: un mese di piaceri sfrenati in cambio di un generoso appannaggio. E’ un’offerta che Beatrice non può rifiutare, intenzionata a sanare i debiti di famiglia.E così l’innocente Beatrice si trova proiettata in una dimensione di trasgressioni erotiche. Il turbinio di esperienze sensuali di quel mondo di piaceri nascosti coinvolge nobili e domestici senza alcuna esclusione. Ma il tenebroso Ritchie nasconde un segreto che potrebbe impedire a una coppia appassionata di trovare l’amore e la felicità.

Trattato di scacchi

Per quanto ogni giocatore di scacchi sia portato generalmente a condurre le partite secondo lo stile che gli è congeniale, è tuttavia indispensabile che egli possegga la capacità di adeguarsi alle esigenze di ogni sviluppo o variante, per sfruttare di volta in volta il gioco di posizione e quello di combinazione, due tipi di gioco che si integrano nel generale contesto, per quanto diversi siano nei “modi” e nei “tempi”. Ed è inoltre necessario che egli sia in grado in ogni momento di valutare la situazione e di scegliere, quindi, il piano di gioco più aderente alla situazione stessa. Il professor Max Euwe, l’unico che fu in grado di battere Alechin in una sfida per il titolo mondiale, espone tali principi con metodologia scientifica, in questa sua opera, ritenuta dagli esperti uno dei trattati più validi in campo internazionale.
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Trattato di ateologia

Dio non è affatto morto, o se lo era è ormai nel pieno della sua rinascita, in Occidente come in Oriente. Di qui l’urgenza, secondo Onfray, di un nuovo ateismo argomentato, solido e militante. Un ateismo che non si definisca solo in negativo, ma si proponga come nuovo e positivo atteggiamento nei confronti della vita, della storia e del mondo. L’ateologia (il termine è mutuato da Bataille) deve in primo luogo avanzare una critica massiccia e definitiva ai tre principali monoteismi, poi proporre un deciso rifiuto dell’esistenza del trascendente e promuovere finalmente, dopo millenni di trascuratezza, una cura per «il nostro unico vero bene: la vita terrena», il benessere e l’emancipazione dei corpi e delle menti delle donne e degli uomini. Ottenibile solamente attraverso una «decristianizzazione radicale della società».
Un libro di grande potenza e leggibilità, che non mancherà anche da noi di far discutere e di appassionare migliaia di lettori, infastiditi dalla retorica filoreligiosa e neospiritualista che domina negli ultimi anni il dibattito intellettuale e politico italiano.
«Un genio dell’ateismo… Questo libro sarà un balsamo per chi crede che la religione sia una debolezza e che esista un’unica Trinità: l’uomo, la materia, la ragione». «Lire»
«Un nuovo breviario irreligioso, un ritratto al vetriolo degli orrori teologici, una lettura rinfrescante per i liberi pensatori insoddisfatti dell’ecumenismo imperante. Questo libro procura al lettore la gioia di avere nuove frecce al proprio arco e mescola citazioni erudite senza mai sfiorare la pedanteria; in ogni sua pagina soffia un vento di insubordinazione radicale». «L’Humanité»
«Un filosofo-star crociato dell’ateismo: i suoi libri si vendono a livelli stratosferici». «Le Monde»
«Decostruire i monoteismi, smontare le teocrazie: due nozioni-chiave di Michel Onfray per guarire la “nevrosi infantile dell’umanità”». «Libération»

Il trattamento Ridarelli

Il signor Mack fa un lavoro davvero interessante: l’assaggiatore di biscotti. Ma una mattina, sulla strada per la fabbrica di biscotti lo aspetta un destino davvero ingrato (e puzzolente): è sul punto di sperimentare… il trattamento Ridarelli. A chi tocca il trattamento Ridarelli? Agli adulti che sono cattivi coi bambini, che raccontano che una cosa sa di pollo quando non è così, che fanno le puzze e incolpano i figli, che mangiano l’ultima fetta di pizza senza nemmeno offrirne un po’ agli altri. In cosa consiste il trattamento Ridarelli? E il signor Mack se lo merita davvero? Leggete il libro e lo scoprirete. Raccontare il mondo attraverso gli occhi dei bambini: come in Paddy Clarke ah ah ah! e in tutti i suoi romanzi per adulti, Roddy Doyle – tra i più famosi scrittori dell’ultima generazione – è riuscito a eliminare la distanza tra narratore e lettore bambino. Il risultato è un romanzo spensierato, irriverente e privo di sentimentalismi.
(source: Bol.com)

La trasmigrazione di Timothy Archer

Il romanzo conclusivo della straordinaria trilogia di Valis.
“Sono l’ultima persona vivente ad aver conosciuto il vescovo Timothy Archer della diocesi della California, la sua amante, e suo figlio, mio marito, il proprietario di casa e salariato pro forma. Qualcuno dovrebbe… Be’, sarebbe bello se nessuno ripetesse ciò che hanno fatto loro a livello collettivo: si sono offerti volontari per la morte. Ognuno di loro come Parsifal, un perfetto idiota.”
Ossessionato negli ultimi anni della sua esistenza dalla ricerca di Dio e delle radici della religione, Dick crea, in quest’ultima opera, un affresco di vaste proporzioni, in cui si può riconoscere la commistione di tutte le esperienze e le suggestioni della sua vita.
Il romanzo narra della vita dissoluta del vescovo Archer, attraverso l’impietoso giudizio della controparte femminile, che scetticamente partecipa alla sua ricerca della verità metafisica, lottando con la tentazione di abbandonarlo al suo destino.

Trascina gli uomini il ferro

Nati e cresciuti nel South Side di Chicago, Danny Carter e il suo migliore amico Evan si sono guadagnati una piccola reputazione criminale rapinando banchi dei pegni e negozi di liquori. I due vivono alla giornata e nulla sembra poterli rimettere sulla retta via, almeno fino a quando qualcosa va storto e tutto cambia, veloce come un colpo di pistola. Passano gli anni, e Danny ha smesso di pensare al proprio passato. Si è costruito un mondo nuovo, a sua misura: una carriera rispettabile, una fidanzata stabile e la coscienza pulita. È come tutti gli altri: normale, sereno, felice. Questo finché, capitato per caso in un bar fumoso, si accorge che in un angolo c’è il suo vecchio socio che lo fissa. Indurito dalla prigione, quasi irriconoscibile, Evan non ha mai fatto il nome dell’amico e pensa di meritare una grossa ricompensa, anzi, la più grossa delle ricompense: riavere tutto il tempo e le occasioni sprecate dietro lo sbarre. Per ottenerla non si farà alcuno scrupolo. Con la sua nuova vita in gioco e un passato così scomodo e doloroso alle porte, Danny dovrà fare una scelta… Riuscirà a proteggere il proprio futuro?
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La trappola

Innamorata di un assassino? Mary Kingery, figlia di un finanziere ucciso cinque anni prima in circostanze mai chiarite, non intende correre il rischio di sposare proprio il colpevole dell’omicidio. Riunisce allora nel padiglione di caccia di famiglia tutti coloro che erano stati presenti in quella tragica occasione, fra cui il futuro consorte. Per scoprire la verità e fugare ogni sospetto, convoca, a insaputa degli altri ospiti, anche l’investigatore Lance O’Leary e l’infermiera Sarah Keate, sua collaboratrice. A loro il compito, in una landa desolata sommersa dalla neve, di strappare la maschera a colui, o colei, che in quelle stesse stanze aveva impugnato l’arma del delitto. Una persona così fredda e sicura di sé da accettare tranquillamente il bizzarro invito, o così impaurita da non osare rifiutarlo. Di sicuro una persona che, vedendosi attirata in una trappola, non esiterà a colpire ancora. E ancora.
Mignon G. Eberhart (1899-1996), statunitense, si è dedicata alla scrittura ispirandosi ai romanzi di Mary Roberts Rinehart. Maestra indiscussa di quel filone del mystery che vede un’eroina in pericolo, ha approfondito l’analisi psicologica dei personaggi con un successo tale da guadagnarle all’epoca la reputazione di “Agatha Christie d’America”. Tra le protagoniste delle sue storie, l’infermiera Sarah Keate e la scrittrice di gialli Susan Dare. Ha vinto lo Scotland Yard Prize nel 1931, il Grand Master nel 1971 e l’Agatha alla carriera nel 1995.
All’interno, il racconto “Tre passi per guarire” di Francesco Ravioli, Alice Ruggiero e Stefano Santarsiere.

La trappola

In crisi con il marito, una giovane donna si rifugia in uno sperduto casolare di campagna assieme al figlioletto. Durante una furiosa nevicata tre teppisti irrompono nella casa diventando padroni assoluti di una situazione da incubo. Una trappola micidiale dal fascino diabolico.

La trappola del gatto

David Chapman, psichiatra cinquantenne, salva da un’aggressione in Central Park un’avvenente giovane donna, Kate Duggan, ballerina nel musical Cats. Felicemente sposato con Helen, David sente un’immediata e irresistibile attrazione per la ragazza, che lo ricambia. In breve, tra i due divampa una passione infuocata, e David si ritrova ossessionato ma anche succube della donna. In un crescendo di intrighi, misteri e omicidi, ben presto il gioco si trasforma in incubo.

La trappola amorosa

Un attore quasi sessantenne piegato alla radio (Giacomo Berzia) ma stimato da tutti e una innamorata misteriosa, colta, intrigante, intelligente quanto basta per irretirlo. Questi gli ingredienti principali, poi i personaggi incontrati nel cammino: la sorella di Berzia, Amalia, appassionata di gialli e con un cuore per certi versi ancora bambino; l’aiutante, Tramontano, che nel corso del romanzo diviene confidente del Berzia in questo intrigo amoroso; il venditore di bastoni Perona e la sua aiutante polacca, la rossa Halina tanto affascinante quanto pericolosa. Infine la resa: l’innamorata fissa un incontro e si fa scoprire, in tutte le sue insicurezze miste a un programma che comunque porta avanti, fino ad irretire completamente il suo amato.

La trama del matrimonio

Madeleine Hanna era l’unica laureanda a non aver capito. Siamo, significativamente, all’inizio degli anni Ottanta, e mentre tutti gli altri attorno a lei leggono Roland Barthes e studiano lo strutturalismo (“la prima cosa che profumava di rivoluzione”), Madeleine rimane felicemente attaccata a Jane Austen, George Eliot e Henry James. Un po’ troppo elegante per i gusti dei suoi amici bohémien, Madeleine è la studentessa perfetta e avvenente la cui vita amorosa non è mai stata all’altezza delle proprie aspettative. Ma ora, all’ultimo anno di università, si è iscritta al corso di semiotica: visto che tutti ne parlano, sedotti e affascinati, vuole almeno capire di cosa si tratta. Non sa che da quel momento, indipendentemente dallo studio, per lei vita e letteratura non saranno più le stesse. Tutto cambia quando, imbattutasi nei Frammenti di un discorso amoroso ed essendone rimasta folgorata, decide di cedere al fascino di Leonard Bankhead, un giovane dallo strano carisma che soffre di profonde crisi depressive, fino a convincersi di esserne davvero innamorata. Ma siccome la vita spesso sembra giocare con quei romanzi che Madeleine ha tanto amato, ricompare anche all’improvviso Mitchell Grammaticus, un vecchio amico che ha preferito dedicarsi allo studio delle religioni, ossessionato dall’idea che Madeleine è la donna della sua vita. Nel corso di un anno, da quando si laureano e muovono i primi passi nel mondo, si vedranno costretti a rimettere in discussione tutto quello che hanno imparato sui libri, a rivedere le idee e gli ideali mediati dalla letteratura. Con conseguenze imprevedibili. Il triangolo che questo grande romanzo ci racconta, centrato su tre personaggi colti in un passaggio esistenziale delicato e decisivo, sorprende per originalità e freschezza. Con intelligenza, ironia e straordinario calore, Eugenides riprende la grande tradizione letteraria ottocentesca legata al tema del matrimonio e la riscrive completamente alla luce dell’oggi, ridando energia e senso al romanzo contemporaneo con una storia così calata nel nostro tempo da poter essere letta come il diario intimo delle nostre vite. “Un romanzo colto, appassionato e acuto nel descrivere le relazioni amorose” ha scritto l’autorevole e temuta Kirkus Reviews. “Eugenides si dimostra nuovamente uno dei migliori scrittori contemporanei.”