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Linea di confine

Dopo tre anni trascorsi a Washington, Annika Bengtzon è da poco rientrata alla redazione di Stoccolma della Stampa della sera, pronta ad affrontare una nuova inchiesta: in un sobborgo della capitale, sotto un mucchio di neve nei pressi di una scuola materna, è stato ritrovato il corpo di una donna, l’ennesima giovane madre accoltellata alle spalle. La quarta vittima in poco tempo. Mentre Annika è assorbita dalle indagini su quello che ormai gli organi d’informazione hanno deciso essere un serial killer, Thomas, il marito ritrovato ora funzionario al ministero della Giustizia, è a Nairobi per partecipare a un convegno sulla sicurezza internazionale. Un viaggio intrapreso quasi per noia che si trasformerà nel peggiore degli incubi. L’intera delegazione di cui Thomas fa parte viene sequestrata al confine tra Kenya e Somalia, i rapitori esigono un riscatto irragionevole e impossibile da esaudire. Per Annika, comincia un periodo di trattative estenuanti e, sembrerebbe, senza speranza: nessun governo europeo ha intenzione di cedere alle folli richieste avanzate da un gruppo di ribelli dell’Africa Orientale, così gli ostaggi cominciano a cadere, giustiziati, uno dopo l’altro. Reporter professionista come l’eroina della sua serie, Liza Marklund conosce molto bene il mondo dei media, troppo spesso a caccia d’intrattenimento più che d’informazione, e i meccanismi usati per distorcere la realtà a proprio uso e consumo, e lo restituisce con competenza e realismo. Combinando sapientemente ragion di stato ed emozioni private in un crescendo di tensione, conferma la sua indiscussa abilità di fare dei fatti personali politica e della politica un fatto personale.

La linea della palma: Saverio Lodato fa raccontare Andrea Camilleri

Una lunga conversazione in cui Camilleri, sollecitato dal giornalista Lodato, mette a nudo la sua esperienza di scrittore e di uomo di spettacolo, ma anche di uomo impegnato politicamente. Un’intervista-confessione con pagine dense di ricordi sull’infanzia siciliana, sull’universo familiare, sugli anni del fascismo e della guerra, sulla mafia vecchia e nuova; pagine di grande intensità, a volte pungenti sino all’invettiva, in cui si intrecciano riflessione politica, conoscenza della storia e alta tensione morale.

La linea d’ombra (Einaudi)

Alle prime avvisaglie di giovinezza finita il protagonista di questo piccolo capolavoro decide di lasciare il mare e i tropici. Ma nell’albergo dove attende la nave che lo rimpatrii gli si presenta la grande occasione: un posto da capitano. E cosí il giovane ufficiale decide di affrontare il viaggio verso la maturità imbarcandosi su un veliero come stregato dal ricordo del precedente capitano morto pazzo, con un mare disperatamente immobile, con un equipaggio estenuato dalle febbri, marinai scheletrici che non hanno piú forza per manovrar le vele, in attesa di un soffio di vento che dissipi l’incantesimo.

Limbo

La vigilia di Natale, Manuela Paris torna a casa, in una cittadina sul mare vicino a Roma. Non ha ancora ventotto anni. Da lì è partita per fare il soldato, ormai molti anni fa. In fuga da un’adolescenza sbandata, dalle frustrazioni di una madre che cercava in lei il proprio riscatto e dalle lacerazioni della sua famiglia. Con rabbia, determinazione e sacrificio, Manuela si è faticosamente costruita la vita che sognava, fino a diventare sottufficiale dell’esercito e comandante di plotone in una base avanzata del deserto afghano, responsabile della vita e della morte di trenta uomini. Ma il sanguinoso attentato in cui è rimasta ferita la costringe ora a una guerra molto diversa, e non meno insidiosa: contro i ricordi, il disinganno e il dolore, ma anche contro il ruolo di donna e vittima che la società tenta di imporle.
L’incontro con il misterioso ospite dell’hotel Bellavista, sospeso come lei in un suo personale limbo di attesa e speranza, è l’occasione per fare i conti con la sua storia. E per scoprire che vale sempre la pena vivere – perché nessuno, nemmeno lei, è ciò che sembra.
Sette anni dopo *Un giorno perfetto*, Melania Mazzucco torna a scrivere un romanzo contemporaneo, epico e appassionante, in cui la tensione etica soffia a ogni pagina. Una storia d’amore e di perdita, di morte e resistenza, che ci interroga sulle nostre scelte e sulle nostre responsabilità di uomini.

Liguria criminale: dai serial killer Minghella e Bilancia alla banda XXII ottobre, dal misterioso suicidio di Luigi Tenco all’esecuzione spietata di Guido Rossa ad opera delle Brigate Rosse, dalle sanguinose faide dei paesi dell’entroterra alla grande tragedia del G8

Genova, la Superba, punta estrema del triangolo industriale, città moderna e tecnologica, luogo di traffici e forti contraddizioni. E la Liguria, un arcobaleno di fiori colorati, scorci di mare azzurro e montagne aspre. Architetture urbane e naturali splendide, che pure nascondono misteri e crimini efferati. Genova e i suoi tristi primati nella storia degli anni dì piombo, dall’omicidio di Alessandro Floris ad opera della banda XXII Ottobre, fino alla spietata freddezza della guerra mai dichiarata delle Brigate Rosse; sequestri, gambizzazioni, omicidi, come quelli di Guido Rossa e del giudice Francesco Coco e della sua scorta; e i delitti della sua borghesia o del mondo malavitoso nascosti nell’intrico dei caruggi negli austeri palazzi. E ancora, le esplosioni di piazza del ’60 e la tragedia del G8 del 2001.

La licenza

Tre soldati francesi arrivano in licenza a Parigi dopo diciotto mesi trascorsi al fronte in Algeria. Si immergono nella grande città per dimenticare una guerra assurda, che Parigi ha trovato più comodo ignorare, costringendoli così a ricordarla continuamente. Quando, alla fine degli anni Cinquanta, Daniel Anselme, poeta e giornalista allora trentenne, scrisse questo romanzo, fu come se la Francia ricevesse un colpo in piena faccia. È il romanzo di una generazione «perduta», al centro di un grande dramma francese ed europeo. Non descrive il conflitto, non esibisce i morti; racconta le scorribande parigine dei tre soldati, alla ricerca di vecchi amici, di nuovi amori, di una rissa o anche solo della consolazione di una ubriacatura. Eppure i loro tristi vagabondaggi in una città – stupendamente dipinta – che finge di non vederli restituiscono gli orrori di questo ultimo conflitto coloniale meglio di quanto farebbe la più cruenta delle descrizioni: con la forza di un pensiero costante e ossessivo. E per noi, che leggiamo il libro ora, questi tre giovani consapevoli di un destino ineludibile evocano in modo struggente un mondo, un’epoca, le sue atmosfere. Un romanzo riproposto da numerosi editori internazionali, che sa esercitare oggi, forse ancora più che un tempo, la sua singolare magia.

Il libro segreto di Dante

Una storia mai raccontata. Un enigma dimenticato. Quale mistero si cela nei versi più criptici del sommo poeta?
Dante è davvero stato ucciso dalla malaria, come tutti a Ravenna credono? Oppure qualcuno aveva dei motivi per desiderare la sua morte e la scomparsa di un segreto insieme a lui? Tormentati da questo dubbio, la figlia del poeta, suor Beatrice, un ex templare di nome Bernard e un medico, Giovanni da Lucca, iniziano una doppia indagine per fare chiarezza su quanto è accaduto. Cercano con fatica di decifrare un messaggio in codice lasciato da Dante su nove fogli di pergamena e intanto si mettono sulle tracce dei suoi presunti assassini, scoprendo che molti nutrivano una profonda avversione per il poeta. Non sarà facile trovare la chiave del segreto occultato nella Commedia e scoprire chi voleva impedire al poeta di terminare la sua opera. Ma perché l’Alighieri aveva deciso di nascondere con così grande cura gli ultimi tredici canti del Paradiso? Teoremi raffinati, intrighi complessi e verità da svelare si celano tra i versi delle tre cantiche, come l’identità del Veltro, o l’annuncio dell’arrivo di un misterioso vendicatore… Sullo sfondo storico della crisi politica ed economica del Trecento, Il libro segreto di Dante intreccia vicende reali e personaggi di fantasia, tessendo trame piene di mistero e inquietanti interrogativi.

Il libro segreto del Signore Oscuro

Diventare un Signore Oscuro non è facile. Ci sono eroi da sconfiggere e battaglie da combattere. La semplice ambizione di dominare il mondo e piegare tutti alla propria volontà non basta. Dopo molti fallimenti il Male decise di puntare su una maggior ispirazione da infondere negli aspiranti
tiranni e scrisse un manuale per i signori oscuri. Purtroppo per secoli se ne è persa traccia, fino a quando non è finito nelle mani di Morden, un giovane che dall’umile paese natale si è trasferito a Bindelburg per frequentare la Scuola per Giovani Mastri e Potenziali Birrai. Morden è diverso dai coetanei: pur essendo solo un ragazzo, ha un fiuto per gli affari da far invidia ai potenti del pianeta; e soprattutto è in possesso di oscuri poteri mentali con cui riesce a ottenere tutto ciò che desidera. Al collo ha un inquietante pendaglio a forma di drago che sembra racchiudere in sé il mistero delle sue origini. Ma forse sarebbe meglio lasciarlo irrisolto, visto che sarà un’orda ripugnante di orchi a svelargli il compito a cui è destinato dalla nascita: diffondere il Male nel mondo!

Il libro nero

In una Istanbul allo stesso tempo reale e fiabesca, il giovane avvocato Galip scopre improvvisamente che sua moglie Rüya è svanita nel nulla. Dai pochi indizi lasciati, Galip presume che si sia rifugiata a casa del fratellastro Celâl, un celebre giornalista autore di articoli provocatori per il quotidiano «Milliyet». Ma anche Celâl è introvabile, quasi non fosse mai esistito. Alla disperata ricerca del proprio sogno perduto (Rüya in turco significa sogno) Galip, in un progressivo e ambiguo processo di assimilazione, assume via via l’identità e la personalità del cognato – va persino ad abitare a casa sua – mentre vaga per una città in cui Oriente e Occidente, tradizione e modernità, confluiscono esplodendo in una ridda di contraddizioni insolute. Galip, simbolo della Turchia attuale che ha smarrito la memoria storica e la capacità di immaginarsi un futuro, si spingerà troppo nel gioco di specchi fino all’amaro e inevitabile epilogo. Conferendogli il premio Nobel per la letteratura 2006, i membri dell’Accademia svedese hanno scritto che «Il libro nero è un’odissea attraverso un’Istanbul notturna piena di geni e presenze impalpabili, una città dove le storie inventate sembrano piú credibili di quelle vere, e la verità è un’ombra sul muro».

Libro di candele: 267 vite in due o tre pose

Le brevi o brevissime biografie, stilizzati ritratti di personaggi, o grandi o sconosciuti, rappresentati nella loro futilità, piacevano a quegli scrittori Borges, Savinio – infatuati del carattere paradossale del tempo, quando del suo immenso mistero fisico e metafisico mostra solo per gli uomini una piccola smorfia beffarda. Esistenze manifestate in un attimo infinito che solo l'inventiva, la cultura, l'umorismo possono avere la rapidità di fermare. Queste 267 vite, scritte da Eugenio Baroncelli, frutto di un collezionismo intellettuale o del desiderio di aver "vissuto la vita degli altri" e ancor di più il loro capriccio, sono raccolte in sedici sezioni, smilze categorie in cui lo scrittore mostra crudelmente che si possano riassumere in barba alla vanità. Dagli Amanti ai Fumatori di sigaro; da Come le foglie a Da qui all'eternità; Diavoli e maghi, Freaks, Scomparsi, Suicidi, e molte altre fantasie ancora, dedicate "ai fantasmi che hanno un sacco di tempo per leggere perché nel tempo non vivono".

Il libro dell’inquietudine

A cura di Piero CeccucciTraduzione di Piero Ceccucci e Orietta AbbatiIl libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa – le centinaia di riflessioni del più celebre eteronimo dell’autore, Bernardo Soares, raccolte in maniera disordinata e “aperta”, in una sorta di “zibaldone” – viene qui pubblicato per la prima volta in una versione inedita, curata dal lusitanista accademico Piero Ceccucci. Tragico, ironico, profondo e irrequieto, Soares riflette sulla vita, sulla morte e sull’anima, ma anche sulle sue memorie più intime e sullo scorrere del tempo, sui colori e le emozioni che egli osserva intorno e dentro di sé. Figura tragica e imprescindibile del nostro Novecento, Soares alias Pessoa scrive del proprio dolore con onestà e con una forza comunicativa che, nonostante l’incredibile delicatezza, riesce a tratti violenta e struggente. Soares il fragile, l’acuto, il silenzioso, abita la vita nei suoi toni più grigi, eppure l’ama come un vizio, come una droga, come una passione a cui non ci si può sottrarre, alla ricerca di un equilibrio perduto che, suo malgrado, non troverà. Un capolavoro della letteratura mondiale. «Devo scegliere tra cose che detesto – o il sogno, che la mia intelligenza ricusa, o l’azione, che alla mia sensibilità ripugna; l’azione, per la quale non sono nato, o il sogno, per il quale nessuno è nato. Così, siccome detesto entrambi, non scelgo; ma, poiché ad un certo momento, devo sognare o agire, mescolo una cosa con l’altra.» Fernando PessoaFernando Antonio Nogueira Pessoa, dopo una prima giovinezza in Sudafrica, trascorse il resto della vita a Lisbona, dove era nato nel 1888 e dove lavorava come impiegato. Morì nel 1935. Grande animatore dei circoli culturali di cui faceva parte, fondò e diresse moltissime riviste letterarie, esercitando un’influenza decisiva sul mondo intellettuale dell’epoca. Poeta e scrittore prolifico, fu anche un appassionato studioso di esoterismo. Tra le sue opere principali ricordiamo: Il poeta è un fingitore, Una sola moltitudine, Poesie di Alvaro de Campos. Sua singolare caratteristica era quella di firmare i suoi libri con degli eteronimi: nomi e cognomi di uomini immaginari, con biografie e personalità molto ben definite.

Il libro dell’angelo

Venezia, maggio 1313. Mentre fervono i preparativi per la festa della Sensa, che culminerà con lo Sposalizio del Mare, l’acqua alta trascina in piazza San Marco i cadaveri di tre bambini crocifissi. Un anziano ebreo ingiustamente accusato dell’omicidio si toglie la vita in carcere, lasciando sul muro della cella una frase latina che non svela nulla. Ma allora perché si è dato la pena di scriverla con il sangue? La macabra scoperta sembra in qualche modo collegata al Sefer-ha-Razim, il Libro dei Misteri, dettato secondo la leggenda dall’angelo Raziel a Noè che lo trascrisse su una tavoletta di zaffiro. Questo è il mistero che Mondino de’ Liuzzi, medico anatomista dello Studium di Bologna, è chiamato a risolvere a Venezia. Ma subito Mondino si scontra con il nobile che ha ordinato l’arresto dell’ebreo, con la donna che ama, con quella che ha amato e forse ama ancora e persino con il suo amico Gerardo. Il giovane, che un tempo aveva fatto parte dell’ordine dei Templari, si rifiuta di aiutarlo, perché anche lui ha una missione da compiere: mettere in salvo la mappa per raggiungere le misteriose Terre Australi al di là dell’oceano, di cui qualcuno ha trovato traccia nel Liber Floridus di Lamberto di Saint-Omer. Ha inizio così una vicenda d’intrigo e di morte, in cui Mondino sfidando il potere di Venezia, e a rischio della sua stessa vita, dovrà sciogliere l’enigma di una stirpe di custodi che risale ai tempi del diluvio, in un’implacabile corsa contro il tempo.
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### Sinossi
Venezia, maggio 1313. Mentre fervono i preparativi per la festa della Sensa, che culminerà con lo Sposalizio del Mare, l’acqua alta trascina in piazza San Marco i cadaveri di tre bambini crocifissi. Un anziano ebreo ingiustamente accusato dell’omicidio si toglie la vita in carcere, lasciando sul muro della cella una frase latina che non svela nulla. Ma allora perché si è dato la pena di scriverla con il sangue? La macabra scoperta sembra in qualche modo collegata al Sefer-ha-Razim, il Libro dei Misteri, dettato secondo la leggenda dall’angelo Raziel a Noè che lo trascrisse su una tavoletta di zaffiro. Questo è il mistero che Mondino de’ Liuzzi, medico anatomista dello Studium di Bologna, è chiamato a risolvere a Venezia. Ma subito Mondino si scontra con il nobile che ha ordinato l’arresto dell’ebreo, con la donna che ama, con quella che ha amato e forse ama ancora e persino con il suo amico Gerardo. Il giovane, che un tempo aveva fatto parte dell’ordine dei Templari, si rifiuta di aiutarlo, perché anche lui ha una missione da compiere: mettere in salvo la mappa per raggiungere le misteriose Terre Australi al di là dell’oceano, di cui qualcuno ha trovato traccia nel Liber Floridus di Lamberto di Saint-Omer. Ha inizio così una vicenda d’intrigo e di morte, in cui Mondino sfidando il potere di Venezia, e a rischio della sua stessa vita, dovrà sciogliere l’enigma di una stirpe di custodi che risale ai tempi del diluvio, in un’implacabile corsa contro il tempo.