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L’occhio del diavolo

Ci vuole uno scrittore dal talento prodigioso per restituire la Istanbul dell’impero ottomano in tutta la sua magnificenza.
Jason Goodwin lo aveva già fatto nei suoi tre romanzi precedenti, L’albero dei giannizzeri, Il serpente di pietra, Il ritratto Bellini, ma in questo suo nuovo libro i misteri della Sublime Porta sono piú affascinanti che mai.
Istanbul, 1839. L’ammiraglio della flotta ottomana è passato tra le file dell’esercito egiziano. Toccherà a Yashim scoprire che cosa possa aver condotto Fevzi Ahmet a tradire l’impero. Un’inchiesta che condurrà il detective eunuco nel serraglio del sultano, un mondo dominato dalla paura, l’ambizione e la superstizione, un mondo in cui i segreti sono quanto di piú sacro ci possa essere, le leggi sono sospese e le donne possono semplicemente sparire nel nulla.
‘I cannoni risuonarono sul Bosforo. Il fumo bianco, colore del lutto, fluttuò a pelo d’acqua. Il sultano Mahmut II era morto. Era asceso al trono di Osman come monarca in turbante di un impero medievale ed era morto in fez e redingote. Nel suo lungo regno aveva dato all’impero ottomano la sella alla francese, una sorta di costituzione, un esercito moderno e i fucili a percussione. Aveva annientato i feroci giannizzeri, in quanto ostacolo al progresso, e aveva ceduto la Grecia ai greci, la Crimea ai russi e l’Egitto a un avventuriero albanese di nome Mehmet Ali Pascià. Si era costruito un palazzo moderno a Besiktas, dove manteneva un harem come gli antichi sultani. Nell’harem c’era il pandemonio’.
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‘Leggere un noir storico di Jason Goodwin è come lasciarsi trasportare su un tappeto magico, in uno dei luoghi piú esotici al mondo’.
**’New York Times Book Review’**
‘Ah, se i lettori potessero applaudire e gli scrittori inchinarsi, applaudirei: che sollievo incontrare un personaggio come il detective eunuco Yashmin e non stancarsi delle sue trame, dei suoi amici, del suo mondo che, a poco a poco, inizia a diventare il tuo (…) L’indagine è difficilissima, tra intrighi, veleni, maghe e vendette remote. Buone avventure, bella scrittura, spezie e ricette turche’.
** Giorgio Maimone, ‘Gioia’**
(source: Bol.com)

L’occhio che guarda

L’Occhio è un investigatore privato senza nome. È un uomo metodico, e sofferente. La moglie lo ha abbandonato lasciandogli la foto di 15 ragazzine in divisa di scuola, una delle quali è la figlia che lui non può riconoscere, perché non l’ha mai conosciuta. Incaricato di pedinare una giovane sospettata di una catena di omicidi ai danni di uomini ricchi, sedotti e subito dopo eliminati, si convince che quella ragazza è la sua occasione per ritrovare ciò che gli è stato tolto. Glielo suggerisce la sua voce interiore, con la quale l’Occhio sempre parla: una voce che a volte lo conforta, a volte alimenta le sue ossessioni. L’Occhio comincia a seguire la donna, a proteggerla da ogni pericolo. Per questo intraprende un viaggio lungo le strade infinite di un’America surreale e dolorosa. E scoprirà che chiunque la ragazza sia, è sicuramente una spietata assassina…

L’occhiata letale

Efisio Marini ha solo diciannove anni e il suo destino sembra già segnato da una smania di classificare gli eventi e di comprenderne le cause, anche quando costa pericolo, e dolore, un dolore senza rimedio. L’occasione è il ritrovamento in mare del cadavere squartato di un miserabile che ha pensato di custodire ingoiandolo un antico anello prezioso, trovato nella pancia di un’occhiata saporita, ma di quella fortuna s’è vantato troppo in giro. L’evento potrebbe chiudersi nella sua trama da bassifondi portuali, colorata di contrappasso, ma Efisio ne intuisce le cause lontane. Lo svelamento del più complesso intreccio di un folle disegno criminale, dai risvolti politici, acuisce il senso di un groviglio esistenziale, di un’innocenza giovanile rapita da un’ansia conoscitiva che mette quasi paura.

Occhi innocenti

Eve Duncan e il detective Joe Quinn si stanno arrovellando intorno ai resti di diversi cadaveri trovati nei pressi delle cascate di Talladega: ossa umane scheggiate e una candela nella mano destra di ciascuno dei corpi sono gli unici indizi. Ma Eve ha una ragione in più per ricostruire i volti delle vittime: tra queste c’è anche una bambina che potrebbe essere Bonnie, la sua figlioletta forse uccisa da un maniaco, già condannato a morte, e mai ritrovata. Che il suo assassino sia in realtà ancora a piede libero?
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Occhi di vetro

Durante un servizio televisivo su rapimenti e sevizie a minori, l’anchorman John Lyon scoppia a piangere davanti a milioni di telespettatori. Creduto malato di nervi, viene allontanato dal lavoro e la sua carriera sembra finita, finché un’ex infermiera gli racconta un’agghiacciante storia circa un medico del West Virginia, Mason Quinndell. Dopo la sconvolgente rivelazione, la donna si uccide. Lyon decide allora di far luce sul caso.
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Gli occhi di mia figlia

Quale ruolo gioca il destino nello svolgersi della nostra esistenza? E quanto di "nostro" c'è invece nell'imboccare strade sbagliate che porteranno inevitabilmente all'infelicità? In questa storia di "non detti", in cui egoismi e fragilità vanno a comporre un perfetto, perverso incastro, è rappresentato il misterioso e contraddittorio universo dei sentimenti umani: non basta essere genitori per saper comprendere i propri figli ed amarli come meritano; non basta essere giovani e di cuore aperto per essere pronti ad affrontare la vita, né essere innamorati per non farsi complici della propria ed altrui sofferenza. Dana, pur nei privilegi di ragazza circondata da benessere e raffinatezza, è soffocata dalla coltre iperprotettiva di una madre che ha deciso il suo futuro, ma la sua passione per André, fascinoso pittore di donne senza sguardo, si rivela una fuga più grande della sua acerba giovinezza, incapace di reggere all'infrangersi di un sogno. Armando, l'uomo che le offre un amore devoto e remissivo, nasconde un segreto destinato ad esplodere in modo bruciante. Eppure esistono legami che sopravvivono al tempo e sono pronti a riservare luminose sorprese, nei giochi del caso e nel risveglio di coscienze troppo a lungo sopite. Una storia di solitudini e di scelte, nella quale regge sovrana la solidità dell'amicizia, l'unica che non tradisce.

Gli occhi dell’eterno fratello

Una grande e poetica riflessione sulla Giustizia e sulla sua impossibilità in una narrazione dal respiro ampio, in cui palpitano il divino e una natura incantata. Un libro amato da Hermann Hesse, che vedeva nella «leggenda indiana» dell’amico Zweig un’opera in sintonia con il suo “Siddhartha”.

Le occasioni

Le occasioni , raccolta uscita nel 1939, si presenta come un canzoniere compatto. Diario europeo di viaggio e di viaggi , in real tà è un libro fatto di attese, veglie e medi tazioni interiori, è i l racconto di un’evasione impossibile, la ricerca di un incontro che è subito separazione. L’occasione è il recupero di un momento di vita piena, affidato a un frammento di realtà di per sé insignificante ma caricato di un enorme valore salvifico. Portatrici privilegiate di questo attimo di autenticità sono alcune donne, occasioni incarnate al le quali è affidato sia il compi to esistenziale di arginare il male ( la dispersione del la memoria, i l dolore, la morte) sia la funzione etico-civi le di salvare i valor i più alti della civiltà dalla barbarie incombente. Le occasioni diventa così anche il racconto di un percorso di dannazione e salvezza, che trova espressione poetica, al tempo stesso sublime e concreta, nelle forme rinnovate di un inedito classicismo ispirato al la solida lezione di Dante, riletto modernamente attraverso Eliot e Pound. Commentato da Tiziana de Rogatis, il testo è accompagnato da un saggio critico di Luigi Blasucci e da uno scritto del grande poeta Vittorio Sereni .
(source: Bol.com)

Un’occasione d’oro (I Romanzi Emozioni)

Dopo anni di lontananza Sadie Hollowell sta tornando a Lovett, in Texas, per il matrimonio della cugina. E già sa come verrà accolta: tutti le chiederanno come mai a trentatré anni non sia ancora sposata, e sparleranno di lei come della figlia ingrata che ha abbandonato il padre da un giorno all’altro. Caso vuole che, sulla strada, Sadie si imbatta in Vince Haven, rimasto in panne con il furgone, e accetti di dargli un passaggio. E dato che Vince è bello e prestante, e soprattutto un perfetto estraneo, perché non chiedergli di farle da accompagnatore mettendo a tacere qualche pettegolezzo? Entrambi avevano intenzione di trattenersi a Lovett per pochi giorni, ma complicazioni con le rispettive parentele scombineranno i loro piani. E ancor più spiazzante sarà l’incontenibile passione che divamperà fra loro, così abituati a non lasciarsi coinvolgere da sentimenti profondi…

Oblio

Oblio consacra David Foster Wallace, e lo conferma come lo scrittore che piú di ogni altro ha ereditato il culto e l’aura di Salinger e Pynchon. Appartato, schivo, refrattario a esibirsi, egli incarna oggi lo scrittore «totale», per il quale la letteratura è l’unico vero fine dell’esistenza. Apparso dopo anni di silenzio, questo libro è stato salutato negli Usa come l’evento letterario del 2004. Nessun altro è oggi in grado di raccontare in modo tanto impressionante come sarà la vita dopodomani. «Elle» Wallace è uno dei grandi talenti della sua generazione: uno scrittore capace di qualsiasi virtuosismo. «The New York Times» David Foster Wallace non è mai compiaciuto delle proprie capacità letterarie… Alza la posta continuamente e quando la spunta il risultato è una prosa sorprendente e visionaria. «San Francisco Chronicle» Il principe nero della letteratura americana contemporanea. «Details»

L’obbedienza non è più una virtù

Pubblicato dalla collana Millelire di Stampa Alternativa a cura di Carlo Galeotti. Dall’incipit del libro:
“Star sui coglioni a tutti come sono stati i profeti innanzi e dopo Cristo. Rendersi antipatici noiosi odiosi insopportabili a tutti quelli che non vogliono aprire gli occhi sulla luce”.
Don Milani priore di Barbiana studia da profeta. Lo dice a volte con l’ironia ed il sarcasmo che gli sono consueti. E lo dice da profeta moderno, anche con il suo linguaggio che per forza e immediatezza non può non ricordare i profeti della Bibbia. Isaia in testa. Quella di don Lorenzo Milani, prete ortodosso fino allo spasimo, fino alle lacrime, è una vera e propria strategia, un metodo: sulle orme di Socrate e di Cristo, vuol turbare le coscienze, condurle alla riflessione critica.
“Io al mio popolo gli ho tolto la pace. Non ho seminato che contrasti, discussioni, contrapposti schieramenti di pensiero” scrive, illustrando il suo metodo pastorale. “Vedi, con la dolcezza – spiega a un altro prete, don Renzo Rossi – raggiungerei soltanto quelli che non hanno bisogno delle mie osservazioni. Con la durezza invece ho la speranza di sconquassare quelli, in buona fede, che non potrei raggiungere. Chi riceve uno schiaffo, se è in mala fede, reagisce male, si ribella. Se invece è in buona fede, viene scosso, e poi è portato a riflettere. Con la dolcezza lo lascerei nell’illusione!”.
Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.
Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.
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### Sinossi
Pubblicato dalla collana Millelire di Stampa Alternativa a cura di Carlo Galeotti. Dall’incipit del libro:
“Star sui coglioni a tutti come sono stati i profeti innanzi e dopo Cristo. Rendersi antipatici noiosi odiosi insopportabili a tutti quelli che non vogliono aprire gli occhi sulla luce”.
Don Milani priore di Barbiana studia da profeta. Lo dice a volte con l’ironia ed il sarcasmo che gli sono consueti. E lo dice da profeta moderno, anche con il suo linguaggio che per forza e immediatezza non può non ricordare i profeti della Bibbia. Isaia in testa. Quella di don Lorenzo Milani, prete ortodosso fino allo spasimo, fino alle lacrime, è una vera e propria strategia, un metodo: sulle orme di Socrate e di Cristo, vuol turbare le coscienze, condurle alla riflessione critica.
“Io al mio popolo gli ho tolto la pace. Non ho seminato che contrasti, discussioni, contrapposti schieramenti di pensiero” scrive, illustrando il suo metodo pastorale. “Vedi, con la dolcezza – spiega a un altro prete, don Renzo Rossi – raggiungerei soltanto quelli che non hanno bisogno delle mie osservazioni. Con la durezza invece ho la speranza di sconquassare quelli, in buona fede, che non potrei raggiungere. Chi riceve uno schiaffo, se è in mala fede, reagisce male, si ribella. Se invece è in buona fede, viene scosso, e poi è portato a riflettere. Con la dolcezza lo lascerei nell’illusione!”.
Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.
Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

O Cesare o nulla

Manuel Vázquez Montalbán dipinge il ritratto di una famosa dinastia di origine spagnola, quella dei Borgia. Al centro della scena si staglia la figura di Cesare Borgia. Sangue sparso per cupidigia, guerre di religione che sono ormai dichiaratamente di predominio, nepotismo, simonia, cinismo e violenza. Facendo parlare Machiavelli o Michelangelo, Savonarola o la seducente Lucrezia, Montálban ci consegna una cupa allegoria della realtà contemporanea.

Nymphs

«Ti sei mai accorta di come ti guardano?» Didi, capelli lunghi e viso da bambina, non si è mai chiesta da dove venga la sua straordinaria bellezza: si sente una sedicenne come tutte le altre, con la testa piena di sogni e il chiodo fisso del primo amore – e della prima volta. Ma è proprio nel momento in cui, in una notte di luna piena, Didi decide di concedersi al suo fidanzato, che capisce di non essere affatto come le altre ragazze: subito dopo, infatti, improvvisamente, lui muore. Saranno le seducenti Kati e Nadia a svelare a Didi il mistero: lei è, come loro, una ninfa. Nata in una notte di eclissi di luna, destinata a restare giovane e bellissima in eterno. E condannata a uccidere tutti gli uomini con cui farà l’amore. Se tenterà di sottrarsi a questo rito affascinante e crudele, che avrà luogo ogni notte di plenilunio, sarà lei stessa a morire. Ci sono poche, semplici regole nella vita di una ninfa, e una su tutte: non innamorarsi mai. Didi, però, non vuole rinunciare all’amore, tanto meno adesso che ha rivisto Samuel, suo vecchio amico del cuore. A complicare le cose sarà Erik, un uomo dalla irresistibile e ombrosa bellezza che appartiene alla stirpe dei Satiri. Ovvero quanto di più pericoloso una ninfa possa incontrare sulla sua strada. Inquietante. Sexy. Terribilmente appassionante. Tra mito, leggenda, suspense e romanticismo, un romanzo che è impossibile lasciare a metà, con protagonisti straordinari e un intreccio che tiene avvinti quanto lo sguardo seducente di una ninfa. Il romanzo ufficiale della serie tv “Nymphs”, in onda su Sky Uno.

Una nuvola d’ira

Prefazione di Massimo Raffaeli Un grido disperato e impotente di fronte al dilemma dell’amicizia, dell’amore, del tradimento senza voler tradire. Un libro molto duro, molto bello. Osvaldo Soriano Torino, all’inizio degli anni Sessanta, è l’epicentro del boom economico. In un fine settimana che già indulge agli attuali riti dello svago e del consumo, tre operai, militanti comunisti, vanno incontro al proprio destino. Matteo, Angelo e Sperata sono i vertici di un triangolo d’amore e d’amicizia, ma rappresentano il naufragio di un’utopia esistenziale e politica. Vorrebbero sentirsi diversi, migliori dei propri compagni, ma scoprono di essere fragili e vulnerabili come gli altri: per salvarsi dall’alienazione scontano la dinamica di una progressiva integrazione, e ne pagano il prezzo più alto. Giovanni Arpino li sorprende dentro una città i cui colori, di un autunno tardo e nebbioso, sono quelli del dramma che stanno vivendo: le parole convulse e i gelidi silenzi con cui i tre personaggi sembrano proteggere il segreto della loro unione o il segno della propria colpa, presagiscono in realtà una dura cognizione del dolore.