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Maigret e il ladro pigro

Il commissario Maigret è sempre più vicino alla pensione e si trova a dover sopportare le nuove regole di procedura penale introdotte dai nuovi amministratori della giustizia. Le lamentele di Maigret si riferiscono per lo più al fatto che le indagini non vengono più svolte dai poliziotti e dagli ispettori, ma da magistrati, procuratori e giudici: il nuovo codice di procedura infatti prevede che la polizia giudiziaria sia solamente un mezzo, pilotato dalla procura, per raggiungere lo scopo.
In questa atmosfera Maigret si trova ufficialmente a indagare su una banda di rapinatori efferati, capitanati da Fernand un ex carcerato appena rilasciato che rimette in piedi una banda per i suoi colpi. Questa è l'indagine ufficiale, quella assegnata a Maigret dal procuratore. Il commissario viene coinvolto in un'altra indagine, affidata a Fumel, un poliziotto "della vecchia guardia", sulla morte di un ladro professionista trovato assassinato al Bois de Boulogne: la vittima è una vecchia conoscenza del commissario e Maigret non nasconde, ricordandone le imprese solitarie, studiate e metodiche, la sua stima e il suo personale apprezzamento per i metodi utilizzati dal malvivente.
Sono i due mondi che si scontrano: le indagini ufficiali, "come procura comanda", da una parte, quelle non ufficiali, secondo il "non-metodo Maigret", dall'altra.

Maigret e il ladro pigro (titolo originale francese Maigret et le voleur paresseux, pubblicato in traduzione italiana anche col titolo Maigret e il ladro indolente) è un romanzo di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
Il romanzo è stato scritto dal 17 al 23 gennaio 1961 in Svizzera e pubblicato per la prima volta nel novembre dello stesso anno in Francia, presso l'editore Presses de la Cité.
È il cinquantasettesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

Maigret e il capellone imprudente

Antoine Batille, studente universitario e figlio di un noto industriale parigino, viene aggredito all'uscita di un caffé in via rue Popincourt, vicino al quartiere della Bastiglia, e ucciso con sette coltellate inferte con grande violenza.
Incaricato delle indagini, Maigret viene a sapere dalla sorella che Antoine coltivava la strana abitudine di frequentare locali pubblici malfamati, portando con sé un magnetofono per registrare brandelli di conversazioni tra sconosciuti, allo scopo di ottenere materiale per un suo studio sulla psicologia umana.
L'ascolto dell'ultimo nastro registrato mette la polizia sulle tracce di una banda specializzata in furti di quadri, i cui componenti vengono presto arrestati.
Il caso parrebbe risolto felicemente, ma…

Maigret e il capellone imprudente (titolo originale francese Maigret et le tueur) è un romanzo di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
Il romanzo è stato scritto dal 15 al 21 aprile 1969 a Epalinges in Svizzera e pubblicato per la prima volta il 30 ottobre dello stesso anno in Francia presso l'editore Presses de la Cité.
È il settantesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

Maigret e gli aristocratici

«Di certo la signora Maigret si aspettava che lui la chiamasse per dirle che non tornava a cena, come spesso succedeva durante un’indagine. «Rimase quindi stupita nell’udire, alle sei e mezzo, i passi del marito per le scale, e aprì la porta nel preciso istante in cui arrivava sul pianerottolo. «Era più serio del solito, serio e sereno al tempo stesso, e la signora Maigret non osò fargli domande quando, per salutarla, la strinse a lungo tra le braccia senza dire nulla. «Non poteva sapere che era appena riemerso da un passato lontano, da un futuro un po’ meno lontano. «“Cosa c’è per cena?” chiese alla fine, come per liberarsi da un peso».

Maigret e gli aristocratici (titolo originale francese Maigret et les vieillards, pubblicato in traduzione italiana anche col titolo Maigret e i vecchi signori) è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret. È il cinquantaseiesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

Maigret al Picratt’s

E’ notte fonda a Pigalle, e l’insegna rossa del Paicratt’s, dove approdano clienti che giocano lì la loro ultima carta, si riflette sul selciato come una chiazza di sangue. Poi anche quella si spegne. Una donna dal passo malfermo entra nel vicino commissariato di Rue de La Rochefoucauld. E’ pesantemente truccata e sotto il finto visone indossa un abito di raso nero. Ha lo sguardo di una bambina ansiosa. E’ una delle spogliarelliste del Picratt’s. Dice di aver sentito due clienti che complottavano l’assassinio di una contessa piena di gioelli. Ma la mattina dopo ritratta. Poche ore dopo viene trovata strangolata nel suo appartamento. E quando anche una contessa morfinomane e decaduta viene assassinata, per Maigret è giunto il momento di indagare.

Maigret a Vichy

Stavolta il dottor Pardon non ha ammesso repliche: Maigret deve assolutamente prendersi una breve vacanza per riprendersi dalla fatica delle sue continue indagini, e la meta che gli suggerisce il buon medico è Vichy. Così, a fine giugno, il celebre segugio si rassegna ad andare all'esilio forzato in compagnia della moglie, e trascorre lunghe e pigre giornate tra le passeggiate all'ombra dei viali alberati e un concerto nel chiostro. Non può però fare a meno di osservare con la consueta attenzione i compagni di villeggiatura, e tra essi un paio di personaggi catturano in particolar modo la sua attenzione: una di questi è una signora di mezz'età, con un viso affilato e una classe un po' demodé, che usa vestirsi in viola ed è sempre in perfetta solitudine. Pochi giorni dopo l'ispettore apprende dai giornali che proprio la sua misteriosa signora in lilla è stata assassinata e non può trattenersi dal voler prendere in mano il nuovo caso.

Mai più pene né oblio

Incontriamo in “Quartieri d’inverno” Andrés Galvan, “la Voce d’Oro di Buenos Aires” e Tony Rocha pugile suonato, la faccia triste e il braccio lungo come una pompa da incendio; e poi le opposte fazioni di “Mai più pene né oblio”, don Ignacio eroe per sbaglio, Cerviño e il suo inseparabile aereo Torito, il matto Pelaez. Ambiente comune dei due romanzi è Colonia Vela, immaginario centro rurale della provincia di Buenos Aires: sullo sfondo la dittatura militare, che cambia volto senza mutare, condiziona gesti e comportamenti, s’infiltra nei singoli rapporti umani, alimenta soprusi e prepotenze. La scrittura “cimematografica” di Soriano, esatta, tagliente e ricca di humour, racconta la tragedia sudamericana evidenziandone il carattere ironico e assurdo, oltre che crudele e disumano: il dispotismo umanizzandosi perde credibilità,e misurandosi con il più marginale dei contesti sociali si staglia come uno spettro dell’insensatezza e dell’illegittimità.
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Mai fidarsi del cuoco

Nei dieci anni dalla fine del suo tempestoso matrimonio con Lucas, Penny Dylan è cambiata: a ventinove anni è una donna più attraente e sicura di sé che ha imparato a stare bene con sé stessa. Proprietaria di una serra nella campagna inglese dove coltiva biologicamente ortaggi ed erbe aromatiche che fornisce ai ristoranti della zona, Penny è orgogliosa di essere riuscita a rimettere in sesto la propria vita e a dimenticare quanto ha amato, e poi odiato, l’ex marito. Ma un giorno scopre che il suo principale cliente, un hotel rinomato per la cucina, ha assunto un nuovo chef, e questi altri non è che Lucas! È inevitabile che il mondo di Penny cominci a tremare, ma questa volta lui troverà pane per i suoi denti.

Mai devi domandarmi

La solitudine dell’infanzia e lo stupore della vecchiaia, i film visti e i libri letti, le esperienze di lavoro, la psicanalisi, la musica lirica (il titolo è tratto dal libretto del Lohengrin ), le faccende domestiche, la politica, il credere o il non credere in Dio: i brevi saggi raccolti in questo volume risalgono alla fine degli anni Sessanta e stanno idealmente accanto alle Piccole virtú. Somigliano alle pagine di quel diario che l’autrice dichiarava di non tenere. Di certo sono vicini, per affinità tematica e sapienza di racconto, a Lessico famigliare e, come altrove nell’opera di Natalia Ginzburg, sono inseparabili dalla vocazione del narrare di sé. Nella loro casualità, nel loro placido disordine quotidiano, affrontanno questioni che appartengono a ciascuno di noi. Mai devi domandarmi diventa cosí un’esperienza familiare, un oggetto destinato a farci compagnia giorno dopo giorno. Con la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia ragionata e l’antologia della critica.

Magya. Septimus Heap

Che cos’è la MAGYA? essere un mago ordinario e vivere felice e disordinato con moglie e sette figli in un’unica stanza dietro la porta rossa, in via Su e Giù, nella Babilonia; o essere una principessa, ma non saperlo; o essere una Strega Bianca, un’anziana signora amabile e un po’ stramba, che non sa cucinare, si veste in modo orribile, non fa male a una mosca ma custodisce un grande segreto… Angie Sage racconta in questo romanzo, il primo dopo una lunga serie di libri illustrati, l’avventura di tre ragazzi nella torre dei maghi, nei tubi delle discariche, nelle foreste stregate… Età di lettura: da 8 anni.

Il mago. I segreti di Nicholas Flamel, l’immortale: 2

California. Il preziosissimo Libro di Abramo il Mago custodisce il segreto della vita eterna, il più pericoloso su cui uomo possa mettere le mani. E John Dee, al servizio degli Oscuri Signori, è ormai a sole due pagine dalla meta. Unico ostacolo sono Josh e Sophie Newman… che però sono molto lontani. Parigi. Dopo una fuga rocambolesca, Sophie e Josh sono a Parigi. La Città della Luce. La città dove vive Nicholas Flamel. Che è con loro. Ed è finalmente a casa. Ma il ritorno non è affatto felice. La caccia è aperta e il tempo di Flamel e della sua Perenelle si sta esaurendo. Ogni giorno trascorso senza il libro di Abramo aggiunge un anno alla loro età: la magia si fa sempre più debole e i loro corpi più fragili. Per Nicholas Flamel la profezia è chiarissima, ormai: è venuto il momento che Sophie impari la seconda magia elementale. La magia del fuoco. Perché Josh e Sophie sono l’ultima speranza del mondo. Sempre che non scoppi la guerra, tra loro. Età di lettura: da 11 anni.
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Il mago

Quentin Coldwater ha diciassette anni, la mente di un genio e molte, troppe inquietudini. Da cui si libera solo volando a Fillory, magico mondo di libri per ragazzi tra le cui pagine riesce a sentire il sapore sconosciuto della felicità. Come non gli succede nella vita reale – almeno finché non viene scelto dalla prestigiosa università per maghi di Brakebills, che sorge nascosta da un incantesimo sulle rive dell’Hudson. A Brakebills la magia è una cosa seria, e tra lezioni di stregoneria, emozionanti partite al gioco del welters, primi amori e nuove amicizie, Quentin ne impara i segreti, al punto da credere di poter cambiare la realtà con un tocco di bacchetta. Ma la magia ha i suoi lati oscuri: e Quentin lo capirà a sue spese ritrovandosi proprio nella “sua” Fillory, magicamente reale, per scoprire che anche lì, come nel nostro mondo, i colori del bene e del male sono pericolosamente sfumati. E che la magia non può più nulla quando arriva il momento di entrare nella vita vera, e affrontare la struggente fatica di crescere.
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Mago a metà

Forse per Ben Holyday non è stato proprio un buon affare comprare il magico regno di Landover. Draghi e malvagi stregoni continuano infatti a imperversare indisturbati e i maghi di corte si dimostrano soprattutto dei grandi pasticcioni. Ben farebbe meglio a imparare un po’ di magia per prendere in mano la situazione, ma non è una cosa facile. Il libro è il terzo del fantasioso ciclo di Landover.

I magnifici 7 capolavori della letteratura erotica

DIDEROT, Thérèse PhilosopheCLELAND, Fanny Hill. Memorie di una donna di piacereSADE, La filosofia nel boudoirHOFFMANN, Suor MonikaMUSSET, GamianiANONIMO, La mia vita segretaAPOLLINAIRE, Le undicimila vergheSaggio introduttivo e cura di Riccardo ReimEdizioni integraliSette fra i più celebri romanzi condannati per secoli a giacere dimenticati negli “inferni” delle biblioteche, sette libri “maledetti” e sovversivi appartenenti a quel filone sotterraneo (ma assolutamente non “minore”) che conobbe i suoi momenti aurei soprattutto nella Francia da Luigi XIV a Luigi XVI, nell’Inghilterra vittoriana e nella Germania del XIX secolo; libri in cui il corpo diviene libero e provocatorio protagonista, facendosi beffe di ogni ipocrisia, sfidando a viso aperto il potere e il bigottismo, svelando – spesso con caustica ironia – l’altra faccia della medaglia, il lato oscuro e rimosso della società. Dai fremiti di Diderot con Thérèse Philosophe al celeberrimo Fanny Hill di John Cleland, dalle efferatezze della Filosofia nel boudoir di Sade agli “eccessi” diffamatori di Musset (che scrisse Gamiani contro George Sand), dalle piccanti confessioni di un Anonimo vittoriano alle grottesche, deliranti scurrilità delle Undicimila verghe di Apollinaire, il lettore riscoprirà pagine che ancora oggi sorprendono per la loro forza e la loro totale irriverenza.

La magnifica felicità imperfetta

«Quando all’estero mi chiedono quale sia il profumo dell’India io non ho dubbi. È il gelsomino. Quando vivevo in strada, come voi, il profumo che mi era più familiare era un altro. Molti la chiamerebbero puzza. È l’odore della miseria di cui tutti hanno paura. Anche questo per me, oltre al gelsomino, è il profumo dell’India». Può un giovanissimo lanciacacca cambiare il mondo? A sette anni Rakesh diventa uno dei tanti bambini che vivono per la strada a Delhi, e il suo mestiere (più ‘pulito’ che rubare) è lanciare escrementi sui piedi dei turisti per conto di un lustrascarpe. Ma lui ha un piano diverso: è determinato, sa leggere e scrivere, e ha per amico un baba, un saggio guru che gli fa da guida con i suoi consigli… La storia spumeggiante di un ragazzo che si riscatta dalla miseria, ma anche un omaggio sentito e toccante all’India. Un canto d’amore carico di umanità, di ironia e di speranza.

Il magnate

Londra, 1826 – Lady Catherine Montfort, splendida ereditiera del bel mondo londinese, è ormai in età da marito. Suo padre intende accasarla al più presto, e i pretendenti si fanno avanti a frotte per assicurarsi il suo cuore e l’ingente patrimonio del Duca di Montfort. Ma Catherine, caparbia e ribelle, non vuole rinunciare alla libertà. Quando però l’affascinante magnate americano John Raven, alla ricerca di una moglie altolocata per essere introdotto nei circoli dell’alta società, le propone un matrimonio di convenienza, l’indipendente fanciulla coglie al volo quella che le sembra la migliore occasione per sbarazzarsi degli insistenti corteggiatori e accetta, ignara delle conseguenze.