2545–2560 di 62912 risultati

WEB e manipolazione delle MASSE: Come Social e Motori di ricerca alterano la percezione cognitiva

Una delle più grandi promesse di internet relativamente alle possibilità di espressione e alla capacità di poter raggiungere potenzialmente grandi masse di persone, oggi lo si può dire, è stata tradita. Vedremo a breve i motivi che ci portano a questa affermazione, che per il momento appare definitiva, ma ancora prima occorre restringere il campo di azione. Per promessa tradita ci riferiamo a entrambi i soggetti che con la comunicazione hanno a che fare: chi emette e chi riceve. Il tradimento è duplice, perché intanto non è affatto vero che chiunque emetta, cioè pubblichi, un qualsiasi contenuto, che sia di informazione o di intrattenimento oppure un mero messaggio, sia in grado di accedere alle grandi platee tanto quanto lo sono altri, e poi perché, altro lato della medaglia, a chi è teoricamente pronto a ricevere i messaggi, questi semplicemente non arrivano. O meglio: non arrivano tutti i messaggi tra i quali sceglierne solo alcuni e fare la propria selezione. Per dirla con uno slogan: alcuni contenuti sono più contenuti di altri.
Per il semplice motivo che c’è qualcuno – e vedremo chi – che questi contenuti filtra. E che è in posizione dominante per farlo, cioè per arrogarsi il diritto di decidere quali siano i messaggi degni, o utili, di attenzione e diffusione e quali invece vadano ignorati, se non proprio rimossi, dal web. Per ognuno di noi.
Un ruolo, quest’ultimo, che una volta spettava invece agli editori, dai quali si doveva passare per pubblicare qualcosa, perché i macchinari e le strutture necessarie a pubblicare, su qualsiasi formato, erano molto costose, dunque esclusivo appannaggio di chi aveva ingenti disponibilità economiche per averli e utilizzarli.
Il tema è pertanto quello della disintermediazione, e in particolare della disintermediazione del web, che avrebbe consentito a chiunque, questa la promessa, di poter disporre di tecnologie simili per poter poter produrre da sé, e diffondere, qualunque cosa avesse deciso di pubblicare.
Grande rivoluzione, dunque: più nessun collo di bottiglia, più nessuna lobby da cui passare, più nessuno da dover convincere per accedere alle possibilità di diffondere le proprie capacità espressive. Rivoluzione tradita, ribadiamo, a maleficio dei due soggetti appena citati (emittente e ricevente), che ha delle notevoli implicazioni. E a beneficio, questo il punto, di nuovi soggetti che, praticamente in regime di monopolio, non hanno fatto altro che sostituirsi agli editori e ai grandi gruppi di una volta, prendendo per sé tutte le potenzialità del caso. E usandole per disinnescare, di fatto, le possibilità notevoli della rivoluzione tradita di cui abbiamo detto.
Se ne facciano una ragione primariamente gli esaltati del web, che questo aspetto continuano a ignorare o a giustificare, perché il punto non è tecnico, anche se da questo dipende, ma tutto sociologico. Persino antropologico.
Lo diciamo perché qualche tempo addietro avevamo abbozzato qualche brevissima riflessione, in un video pubblicato da Claudio Messora sul suo sito, e ci erano state sollevate obiezioni di carattere tecnico francamente molto ingenue (e le vedremo) con una arroganza fintamente ironica. Mentre il tema è di importanza fondamentale e non consente, almeno a nostro avviso, nessuna ironia. Sempre che ne si capisca la portata. Sempre, cioè, che si capisca che il punto, lo ribadiamo, non è affatto tecnico, ma ha delle implicazioni sociali di notevole spessore, ai fini del macro tema generale della informazione. E del suo controllo.
Google e Facebook, e gli altri motori di ricerca, sono in grado di manipolare le masse che li utilizzano? O meglio: i risultati che appaiono in pagina dopo aver digitato una richiesta sul motore di ricerca più utilizzato, e nel caso di Facebook gli articoli che compaiono quando vi accediamo, come sono scelti? Con quali criteri? E soprattutto: sono uguali per tutti oppure si differenziano da caso a caso?
**
### Sinossi
Una delle più grandi promesse di internet relativamente alle possibilità di espressione e alla capacità di poter raggiungere potenzialmente grandi masse di persone, oggi lo si può dire, è stata tradita. Vedremo a breve i motivi che ci portano a questa affermazione, che per il momento appare definitiva, ma ancora prima occorre restringere il campo di azione. Per promessa tradita ci riferiamo a entrambi i soggetti che con la comunicazione hanno a che fare: chi emette e chi riceve. Il tradimento è duplice, perché intanto non è affatto vero che chiunque emetta, cioè pubblichi, un qualsiasi contenuto, che sia di informazione o di intrattenimento oppure un mero messaggio, sia in grado di accedere alle grandi platee tanto quanto lo sono altri, e poi perché, altro lato della medaglia, a chi è teoricamente pronto a ricevere i messaggi, questi semplicemente non arrivano. O meglio: non arrivano tutti i messaggi tra i quali sceglierne solo alcuni e fare la propria selezione. Per dirla con uno slogan: alcuni contenuti sono più contenuti di altri.
Per il semplice motivo che c’è qualcuno – e vedremo chi – che questi contenuti filtra. E che è in posizione dominante per farlo, cioè per arrogarsi il diritto di decidere quali siano i messaggi degni, o utili, di attenzione e diffusione e quali invece vadano ignorati, se non proprio rimossi, dal web. Per ognuno di noi.
Un ruolo, quest’ultimo, che una volta spettava invece agli editori, dai quali si doveva passare per pubblicare qualcosa, perché i macchinari e le strutture necessarie a pubblicare, su qualsiasi formato, erano molto costose, dunque esclusivo appannaggio di chi aveva ingenti disponibilità economiche per averli e utilizzarli.
Il tema è pertanto quello della disintermediazione, e in particolare della disintermediazione del web, che avrebbe consentito a chiunque, questa la promessa, di poter disporre di tecnologie simili per poter poter produrre da sé, e diffondere, qualunque cosa avesse deciso di pubblicare.
Grande rivoluzione, dunque: più nessun collo di bottiglia, più nessuna lobby da cui passare, più nessuno da dover convincere per accedere alle possibilità di diffondere le proprie capacità espressive. Rivoluzione tradita, ribadiamo, a maleficio dei due soggetti appena citati (emittente e ricevente), che ha delle notevoli implicazioni. E a beneficio, questo il punto, di nuovi soggetti che, praticamente in regime di monopolio, non hanno fatto altro che sostituirsi agli editori e ai grandi gruppi di una volta, prendendo per sé tutte le potenzialità del caso. E usandole per disinnescare, di fatto, le possibilità notevoli della rivoluzione tradita di cui abbiamo detto.
Se ne facciano una ragione primariamente gli esaltati del web, che questo aspetto continuano a ignorare o a giustificare, perché il punto non è tecnico, anche se da questo dipende, ma tutto sociologico. Persino antropologico.
Lo diciamo perché qualche tempo addietro avevamo abbozzato qualche brevissima riflessione, in un video pubblicato da Claudio Messora sul suo sito, e ci erano state sollevate obiezioni di carattere tecnico francamente molto ingenue (e le vedremo) con una arroganza fintamente ironica. Mentre il tema è di importanza fondamentale e non consente, almeno a nostro avviso, nessuna ironia. Sempre che ne si capisca la portata. Sempre, cioè, che si capisca che il punto, lo ribadiamo, non è affatto tecnico, ma ha delle implicazioni sociali di notevole spessore, ai fini del macro tema generale della informazione. E del suo controllo.
Google e Facebook, e gli altri motori di ricerca, sono in grado di manipolare le masse che li utilizzano? O meglio: i risultati che appaiono in pagina dopo aver digitato una richiesta sul motore di ricerca più utilizzato, e nel caso di Facebook gli articoli che compaiono quando vi accediamo, come sono scelti? Con quali criteri? E soprattutto: sono uguali per tutti oppure si differenziano da caso a caso?

Viaggio in Italia

Oltre che alle altre opere, il nome di Guido Piovene sarà per sempre legato al ”Viaggio in Italia”. Un reportage nell’Italia del secondo dopoguerra. Un viaggio da Bolzano alla Sicilia, dalle Alpi alle saline, passando attraverso i molteplici paesaggi che costellano la nostra penisola. Nei tre anni della sua durata Piovene ci ha guidato alla scoperta, regione dopo regione, di città, borghi, piazze, caratteri: dai più noti a quelli dimenticati. Un’impresa straordinaria dalla quale scaturì un libro importante nella storia del paese: preciso, acuto, fedele, circostanziato. L’Italia raccontata è quella della ricostruzione e del boom economico, e che a uno sguardo contemporaneo potrebbe apparire lontanissima e superata. Così non è. Piovene è riuscito, quasi fosse un antropologo, a far emergere il carattere nazionale, quello immutabile, che resiste alle mode e ai rovesci della storia. **

Tutto Troppo Presto

Preadolescenti e adolescenti subiscono molteplici pressioni che li spingono a volere tutto e subito, a fare tutto troppo presto. Sedotti dai media e sollecitati dal mercato, si mettono a combattere contro il proprio corpo (sognandolo diverso), contro gli amici (per sembrare più grandi e migliori), contro se stessi (entrando in una spirale di comportamenti promiscui e rischiosi). Sexting, pornografia e adescamento online, sessualizzazione precoce sono temi quasi sconosciuti ai genitori di oggi e purtroppo molto presenti nelle vite dei ragazzi, che spesso finiscono per farsi un’idea sbagliata della sessualità e, soprattutto, cadono in trappole pericolose per la propria salute fisica e psicologica, con conseguenze anche a lungo termine. La tecnologia rende accessibili in un click contenuti ed esperienze che spesso i giovanissimi non sono in grado di capire e gestire, ma che grazie a questo volume potranno essere affrontati e prevenuti in famiglia, senza reticenze e tabù, in un’atmosfera di dialogo aperto e costruttivo in cui gli adulti, più o meno smarriti nell’era della sessualità “fluida”, sappiano riconquistare un ruolo educativo. Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva e padre di quattro figli, fornisce a genitori e insegnanti gli strumenti utili per captare i messaggi e affrontare comportamenti a rischio in una guida all’educazione sessuale 2.0 che prende le mosse da una serie di casi reali per offrire spunti di riflessione, consigli pratici e risposte sui temi caldi.

Tutto brivido

A Berlino, tutto lascia intendere che Geoffrey Fontaine sia morto. A Washington, sua moglie Sarah non riesce a crederci. Decide per questo di andare in Europa a cercarlo, ma intrighi e pericoli la sorprendono a ogni angolo. Qui Geoffrey aveva un’altra casa e un’altra donna e Sarah non sa più cosa pensare. Le sembra di essere finita dritta in un covo di spie e assassini senza scrupoli. A causa di un raggiro viene addirittura accusata di omicidio. A tirarla fuori dai guai ci pensa però Nick O’Hara, ex impiegato del Dipartimento di Stato. Il suo primo scopo è proteggerla ed evitare che venga uccisa, il secondo è farla innamorare. **
### Sinossi
A Berlino, tutto lascia intendere che Geoffrey Fontaine sia morto. A Washington, sua moglie Sarah non riesce a crederci. Decide per questo di andare in Europa a cercarlo, ma intrighi e pericoli la sorprendono a ogni angolo. Qui Geoffrey aveva un’altra casa e un’altra donna e Sarah non sa più cosa pensare. Le sembra di essere finita dritta in un covo di spie e assassini senza scrupoli. A causa di un raggiro viene addirittura accusata di omicidio. A tirarla fuori dai guai ci pensa però Nick O’Hara, ex impiegato del Dipartimento di Stato. Il suo primo scopo è proteggerla ed evitare che venga uccisa, il secondo è farla innamorare.

Triste, solitario y final

È raro che una parodia superi l’originale ma *Triste, solitario y final* (1973), del grande scrittore argentino Osvaldo Soriano, è anche un’elegia, per il romanzo giallo e per il cinema. Soriano, infatti, resuscita Philip Marlowe, l’investigatore privato di Raymond Chandler diventato oggetto di culto tra i fans del sottogenere, e lo mette sulle piste di Stan Laurel e Oliver Hardy, John Wayne e Charlie Chaplin. Un eroe dell’«hard-boiled-school» si ritrova faccia a faccia con il vecchio cinema: un commosso, irriverente ricordo di due miti nordamericani diventati universali.

Il treno degli dèi

È tempo di rivolte e rivoluzioni, conflitti e intrighi. New Crobuzon sta cadendo a pezzi. Da un lato la guerra contro l’arcana, oscura città-stato di Tesh, dall’altro i ribelli che si aggirano per le strade portando la metropoli sull’orlo della rovina. Nel mezzo dei disordini, una misteriosa figura mascherata incita a una nuova forma di ribellione, mentre tradimenti e violenze si manifestano in luoghi inconsueti. Per sfuggire al caos un piccolo gruppo di rinnegati è fuggito dalla città e ha attraversato terre straniere, alla ricerca di una speranza perduta, di una leggenda immortale. Cosí, nelle tragiche ore in cui sangue e orrore dilagano a New Crobuzon, si diffonde una voce: sta giungendo il momento del Concilio di Ferro.

Terra: Storia di un’idea

Il nostro pianeta è stato osservato da molte angolazioni. I grandi esploratori europei ne hanno disegnato il volto, gli astronauti hanno visto la famosa ‘biglia blu’, i fisici ne hanno immaginato l’inizio, Darwin ha descritto come sono andate le cose per la vita che ospita.
Marco Ciardi ripercorre la storia del pianeta con gli occhi della nostra cultura scientifica, attraversando discipline ed epoche, in un viaggio davvero globale.
Mauro Capocci, “Le Scienze”
L’avvincente storia raccontata da Ciardi è la storia delle immagini della terra che la scienza nel tempo ha imposto e continua a imporre al senso comune, spazzando via il mito e le credenze della fisica ingenua. Ma è anche la storia di quella idea ‘emozionale’ della terra, non meno incantata dell’idea del cielo quando a essa si aggiunga un senso di appartenenza (dalla terra nasciamo e in terra torniamo) o di approdo sicuro.
Alessandro Pagnini, “Il Sole 24 Ore”
A partire dalla nascita della scienza moderna nel 1600, Marco Ciardi racconta il modo in cui è cambiata l’idea della Terra nel mondo occidentale e di come, a sua volta, essa abbia modificato il ruolo dell’umanità sul pianeta e il suo rapporto con l’ambiente e le risorse naturali. Ricco di curiosità e di accostamenti sorprendenti, il libro è un brillante esempio di divulgazione scientifica. **
### Sinossi
Il nostro pianeta è stato osservato da molte angolazioni. I grandi esploratori europei ne hanno disegnato il volto, gli astronauti hanno visto la famosa ‘biglia blu’, i fisici ne hanno immaginato l’inizio, Darwin ha descritto come sono andate le cose per la vita che ospita.
Marco Ciardi ripercorre la storia del pianeta con gli occhi della nostra cultura scientifica, attraversando discipline ed epoche, in un viaggio davvero globale.
Mauro Capocci, “Le Scienze”
L’avvincente storia raccontata da Ciardi è la storia delle immagini della terra che la scienza nel tempo ha imposto e continua a imporre al senso comune, spazzando via il mito e le credenze della fisica ingenua. Ma è anche la storia di quella idea ‘emozionale’ della terra, non meno incantata dell’idea del cielo quando a essa si aggiunga un senso di appartenenza (dalla terra nasciamo e in terra torniamo) o di approdo sicuro.
Alessandro Pagnini, “Il Sole 24 Ore”
A partire dalla nascita della scienza moderna nel 1600, Marco Ciardi racconta il modo in cui è cambiata l’idea della Terra nel mondo occidentale e di come, a sua volta, essa abbia modificato il ruolo dell’umanità sul pianeta e il suo rapporto con l’ambiente e le risorse naturali. Ricco di curiosità e di accostamenti sorprendenti, il libro è un brillante esempio di divulgazione scientifica.

Tanjian

Nicholas è in attesa del “suo” uomo, un misterioso “contatto” che secondo gli accordi dovrebbe chiarirgli le circostanze della morte violenta di Vincent Tinh, ex dirigente della Tomkin-Sato Industries, l’efficientissima azienda informatica di cui Linnear è comproprietario. Da tempo la Tomkin-Sato è vittima di un sofisticato spionaggio industriale, che le ha sottratto vitali segreti relativi a una nuova generazione di computer. E Nicholas sa che il suo ex collaboratore era tutt’altro che uno stinco di santo; ma vuole sapere chi l’ha ucciso, e perché. Le tracce portano a Saigon. E a Saigon conducono anche le tracce di un’altra indagine di Linnear: quella relativa all’improvvisa scomparsa del Kaisho, il capo della potentissima mafia giapponese, la Yakuza. E all’ex capitale del Vietnam del Sud porta anche l’inchiesta seguita dal suo fedele amico Lew Croaker che sta investigando su inquietanti rapporti tra la mafia e i vertici politici degli Stati Uniti. La chiave di tutti i segreti si trova in una misteriosa Città Fortificata situata nel cuore della giungla, non lontano da Saigon. Un vero e proprio regno del complotto e del delitto, il cui signore e padrone è il folle Rock. Ex militare americano, Rock è un criminale assetato di sangue, la cui esistenza trae nutrimento dalla costante contiguità con la morte. Ha creato il suo impero grazie al commercio dell’oppio, ma attualmente la sua attività principale è il traffico d’armi. Insieme a un super-esperto abilmente sottratto all’industria ha inventato Torch, la più potente arma esistente, e la punta contro il mondo intero… Soltanto Nicholas Linnear, per metà occidentale e per metà orientale, riuscirà a penetrare nella Città Fortificata e a sciogliere il micidiale viluppo di complotti che avvolgono l’intero pianeta.

Smarrita

*Maron Noir è una giovane studentessa di Marsiglia che da qualche anno lavora per un’importante agenzia come escort di lusso.
È giovane, bella e incanta gli uomini solo con uno sguardo.
Solitamente è lei che conduce il gioco ma l’incontro con Gideon Chevalier le farà cambiare ruolo.
Maron cercherà in tutti i modi di non farsi dominare e a non perdere il controllo.
Ma cosa succede se sulla scena appaiono altri uomini da soddisfare e a cui sottomettersi?*
“Il Gioco di Noir – Smarrita” è il terzo volume di una nuova collana di libri erotici, incentrati su potere, dominio e sottomissione.
Il romanzo contiene molte scene erotiche.

Il sistema dell’arte contemporanea: Produzione artistica, mercato, musei

Gallerie, case d’asta, fiere, editoria, musei, mercanti, critici, direttori di musei, collezionisti: il sistema dell’arte contemporanea è articolato in strutture e circuiti di produzione, circolazione, vendita e valorizzazione culturale complessi e internazionali, all’interno dei quali numerosi attori diversi giocano ruoli di sinergia o antagonismo. L’analisi del nesso fra valore estetico e valore economico di un’opera è cruciale per comprendere il senso complessivo della produzione artistica come fenomeno peculiare della cultura in cui viviamo.
Questa nuova edizione del volume è aggiornata con i dati e le vicende più recenti che interessano il settore. **
### Sinossi
Gallerie, case d’asta, fiere, editoria, musei, mercanti, critici, direttori di musei, collezionisti: il sistema dell’arte contemporanea è articolato in strutture e circuiti di produzione, circolazione, vendita e valorizzazione culturale complessi e internazionali, all’interno dei quali numerosi attori diversi giocano ruoli di sinergia o antagonismo. L’analisi del nesso fra valore estetico e valore economico di un’opera è cruciale per comprendere il senso complessivo della produzione artistica come fenomeno peculiare della cultura in cui viviamo.
Questa nuova edizione del volume è aggiornata con i dati e le vicende più recenti che interessano il settore.

La sfuriata di Bet

«Se hai da dire qualcosa, dilla. Se poi ti tocca dirla urlando, si vede che ne valeva la pena». Bet non è bella ma fa tipo. È appassionata, grintosa e ha una lingua corrosiva. Ripete il terzo anno di liceo e abita in Barriera di Milano, un posto che si chiama cosí anche se si trova a Torino. Bet ce l’ha con il mondo. Con il padre, ex operaio ed ex sindacalista, che si è trasferito nella capitale. Con la madre, che non riesce a tenerle testa per quanto si sforzi, e con il passivo compagno di lei, Leonardo. Con il Guardone del palazzo, che la spia da dietro le tende. Con la scuola, che tenta di irreggimentarla. Con la gente, che ha perso la voglia di ribellarsi. E persino con se stessa. Perché si incolpa della tragedia che ha distrutto la sua famiglia.
Bet non ce la fa proprio a frenare la lingua e a non dire quello che pensa. In modo ingenuo, a volte goffo, ma obbedendo a un istinto incontrollabile, perché vuole cambiare le cose. Prima si oppone allo sfratto di un’anziana signora, finendo in caserma. Poi cerca di aiutare Viola, una ventiduenne incinta dalla risata esplosiva, ma riesce a ficcarsi in un altro guaio. Infine, insieme al suo amico Andrea, organizza uno sciopero nella fabbrica dove la madre rischia il licenziamento. Ma la delusione e la rabbia per i soprusi subiti la spingono a un gesto impulsivo e lucidissimo, dagli effetti inarrestabili.
È proprio in questo gesto il cuore del nuovo romanzo di Christian Frascella, che fotografa il paese in subbuglio – tra rivolte studentesche e contestazioni – attraverso gli occhi di una protagonista straordinaria, specchio di un’intera generazione precaria, incatenata e muta, che però non sa smettere di sognare.
E per scriverlo, l’autore ha incontrato i ragazzi delle scuole, coinvolgendoli in un dialogo tumultuoso. Ne è venuto fuori un ritratto ficcante e vero, e non solo del mondo degli adolescenti.
* * *
« *La sfuriata di Bet* è un libro che si legge d’un fiato (…) Di un merito va dato atto a Christian Frascella: approdando da narratore nell’oggi ha capito che l’unico personaggio che poteva rendere la follia del mondo in cui viviamo era una donna. Giovane. Buona e furiosa». **Maria Serena Palieri, «l’Unità»**

Sfida di seduzione

Inghilterra, 1810 – Nessuno dei fratelli Redgrave può dirsi al sicuro. La rediviva e inquietante Society tesse le sue trame nell’ombra e fino a quando certi scandalosi diari della setta non saranno recuperati e distrutti, la minaccia permane. La più determinata nella ricerca è la giovane e impulsiva Lady Katherine che, desiderosa di vivere un’eccitante avventura, butta all’aria l’intera tenuta di famiglia pur di trovare ciò che sta cercando. Qualcuno però ha deciso di metterle i bastoni tra le ruote. Si tratta di Simon Ravenbill, Marchese di Singleton, ansioso a sua volta di essere il primo a rintracciare gli scritti incriminati. Forse l’unica soluzione è unire le forze, procedendo insieme nell’impresa. Ma un nuovo problema si presenta a questo punto: come fingere indifferenza quando un feroce desiderio sembra crepitare tra loro a ogni sguardo e un’attrazione irresistibile li spinge inesorabilmente l’uno nelle braccia dell’altra? Anche l’alta società inglese nasconde segreti inconfessabili.

Seta

SETA, il prequel di “Vento di Cornovaglia”. Aprile 1644. Henry Killigrew, fedele suddito di Carlo I, si prepara ad abbandonare in fretta Oxford e la corte, per tornare in Cornovaglia e organizzare la difesa del castello di Pendennis contro Cromwell. La regina, però, gli affida un incarico: riportare a casa la sua giovane dama di compagnia e difenderla a ogni costo. Henry non può rifiutarsi, anche se preferirebbe non avere a che fare con lady Jacqueline Montrose. Lei è bella, coraggiosa, intelligente, e rappresenta per Henry una sfida e un rischio più grandi del pericolo che li insegue come un vento di tempesta. Tuttavia, i Killigrew sono noti per il coraggio, la lealtà e perché non si arrendono mai. Riuscirà Henry a realizzare il suo sogno, nonostante il cugino William tenti di dissuaderlo?
William, protagonista di “Vento di Cornovaglia” (in uscita a Novembre 2014 per “I Romanzi Mondadori”) è un capitano dal fascino cupo che corteggia la morte; convinto com’è di avere poche ragioni per vivere e ancora meno per tornare ad amare, non può sapere che, a distanza di due anni, anche lui incontrerà una donna capace di legarlo a sé con fili di seta.

Senza Banche – Bitcoin La Moneta Di Internet

Senza banche, governi o autorità centrale, Bitcoin è una moneta elettronica generata dalla potenza di calcolo dei computer di chiunque voglia partecipare alla rete
Bitcoin non ha un’organizzazione o un’autorità centrale. Non è un prodotto rilasciato da una multinazionale ma una merce digitale che si autosostiene, mimando la scarsità dell’oro. I database sono tutti salvati collettivamente nella rete usando un network peer-to-peer simile alle reti utilizzate da servizi di file sharing come BitTorrent: matematica e crittografia
Per Paul Krugman, premio Nobel per l’economia, Bitcoin è un bene rifugio come l’oro. Perché è programmato in maniera da deflazionare la creazione della moneta, al contrario della tradizionale moneta cartacea che viene inflazionata stampando moneta
Bitcoin a fine marzo 2013 viene cambiato attorno a 90 dollari. Bitcon ha chiuso il 2012 a 13 dollari. Un anno prima valeva 4,5 dollari
Perché i Bitcoin sono diventati il simbolo di una nuova concezione dell’economia, slegata dal controllo della politica?
Una nuova concezione che parte da Linux, dallo spirito open source, dal web. Da “Hacker, scienziati e pionieri”. La novità economica è che Bitcoin non è soggetto a svalutazione, in tempo di crisi questo può essere una risorsa non solo in paesi ad altissima svalutazione come Argentina, Zimbabwe o Iran.
Gavin Andresen (sviluppatore capo del progetto Bitcoin fin dalla sparizione di Satoshi) spiegava, in un intervento di due anni fa il ruolo dei “cypherpunks” (termine ufficializzato dal libro omonimo di Julian Assange del 2012): attivisti che utilizzano le loro conoscenze crittografiche per contribuire a un cambiamento politico e sociale. Chi sono? Oltre allo stesso Assange di Wikileaks, tra gli altri John Gilmore de l’Electronic Frontier Foundation e Bram Cohen creatore di BitTorrent e, sempre con maggiore evidenza, Satoshi Nakamoto, creatore di Bitcoin
[http://www.youtube.com/watch?v=4f3E_j…](http://www.youtube.com/watch?v=4f3E_jddoq0)
Quale potrebbe essere la possibile evoluzione della moneta elettronica?
Quanti anni ci sono voluti per stabilire le caratteristiche e il cambio dell’euro, stampare le monete, adattare i bancomat, e tutto il resto? Bitcoin sta vivendo la sua prima maturità; viene adottato da oltre 2000 negozianti che utilizzano il servizio Bitpay (e Bitcoin per chi vende è più sicuro delle carte di credito e con costi infinitesimali); la piattaforma blog Wordpress e il forum Reddit la utilizzano per i servizi a pagamento o microdonazioni tra utenti. Una moneta parallela, ma per qualcuno l’unico modo per acquistare i servizi di Wordpress: Paypal e i gestori di carte di credito bloccano gli accessi in oltre 60 paesi; in Etiopia, ad Haiti o in Iraq
Perché la stampa mainstream ha definito i Bitcoin terreno fertile per la criminalità?
Innanzi tutto perchè esiste Silk Road, una specie di ebay, dove vengono vendute droghe e armi; il sito accetta pagamenti solo in Bitcoin e l’anonimato è garantito dalla rete Tor
Il fatto che la stampa italiana per anni abbia parlato solo di questo quando parlava di Bitcoin è indice di superficialità, con notizie spesso scopiazzate da The independent di Murdoch o Wired
L’Economist o Forbes invece con lo specialista Matonis esegeta di Bitcoin o visioni ad ampio respiro su Amazon Coin sono molto attenti al fenomeno Bitcoin e moneta elettronica
Timothy B. Lee (Forbes, 14 febbraio 2013)
Perchè non sono pronto a vendere i miei Bitcoin
Così il nuovo aumento di valore di Bitcoin è una bolla? Io non credo.